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Abel Balomir

[personaggio]
personaggio
Titolo:
Paladino
Sesso:
maschio
Altezza:
175 cm
Peso:
75 kg
Ruolo:
compagno
Tipo:
PG
Giocatore:
sconosciuto
Abel da ragazzinoAbel Balomir è un paladino di Kayah della Campagna di Caen, morto nell'anno 517 nei cuniculi di Nur Had Dun in uno scontro con un paladino delle Tenebre. Il suo blog è visualizzabile cliccando qui.

Infanzia

Abel è il secondo figlio di Marc Balomir, vice capitano delle guardie di Anthien (città baronale non molto distante da Caen), e Elena Riquelme. Il suo fratello maggiore, Francisco, era designato fin da piccolo a prendere il posto del padre e su di lui erano rivolti tutti gli sforzi educativi di Marc. Abel ha anche due sorelle più piccole, Sara e Liana, ma è sempre stato lui il preferito della mamma.
Di spirito allegro e intraprendente Abel era sempre fuori casa in giro per il paese a giocare e divertirsi con i suoi amici, tra cui i fratelli Eric e Loic Navar. Lui non aveva mai a che fare con il fratello più grande che doveva rispettare i rigidi orari del padre e di rado andava a giocare per le strade.
Abel portava dei capelli lunghi fino alle spalle, con dei grossi boccoli come quelli della madre.
Tornava sempre a casa sporco di polvere e fango; si prendeva quelle due parole di rimprovero dalla madre, che però con molto amore lo ripuliva prima di cena.
Abel come tutti i bambini temeva il buio, gli sconosciuti, il rimanere da solo, ma ha sempre affrontato le sue paure con grande coraggio e più scopriva che una cosa lo intimoriva più cercava di farla e di conoscerla, portando con se la sua schiera di amici.
Come quando se li portò tutti a visitare il rudere di una vecchia casa abbandonata appena dentro la foresta del Miestwode che incombe minacciosa a nord del villaggio. La costruzione era parzialmente inglobata nella vegetazione e molte furono le ipotesi dei ragazzi sulla sua funzione passata ... o presente.
Non di rado rubava di soppiatto un cavallo dalla stalla del padre per portalo dagli amici e provare a cavalcarlo facendo rocambolesche cadute.
Abel non amava molto l'autorità, come sembrava fare il fratello, ma la riconosceva. Nonostante spesse volte non capiva gli ordini del padre aveva imparato a eseguirli senza fiatare e con la fierezza che il padre richiedeva. "Solo gli schiavi eseguono gli ordini piagnucolando!".
Solo i gentili ordini della mamma erano eseguiti con grande piacere dal piccolo Abel.
Accettava gli schiaffi senza batter ciglio, ma preferiva di molto le carezze.
Nel suo piccolo gruppetto di amici c'era anche Gaia. Una ragazzina più piccola di lui di un anno.
Lei forse era affascinata dai modi di fare del ragazzino intraprendente, ma era timida e si limitava a osservarlo e a seguirlo insieme agli altri senza far notare troppo interesse. Da parte sua anche ad Abel piaceva la piccola Gaia, ma nonostante il suo carattere estroverso provava sempre una sorta di timidezza infantile.
Gaia era molto devota di Kayah, come tutti i membri della sua umile famiglia. Abel non ha mai saputo dire se la sua voglia di pregare e di assistere alle funzioni religiose fosse cominciata proprio dall'interesse per lei o da vera fede ... ma in fondo gli Dei seguono sempre strade loro.
Così Abel era il più devoto del suo gruppetto insieme a Gaia e questo, voluto o casuale, era il più grande legame tra i due; oltre le fuggevoli timide occhiate.

Adolescenza

Gli Dei vollero che Gaia, l'amica prediletta di Abel, morisse in un episodio particolarmente violento in cui furono giustiziati molti abitanti del paese, tra cui anche il padre di Abel.
Abel poté assistere alla morte della giovane e solo nell'estremo momento si rese conto dei sentimenti che li legavano.
Dopo lunghi giorni di disperazione, Abel si taglio di lunghi capelli e il suo sguardo assunse una vena di malinconia e severità che nessuno sarebbe più stato in grado di togliergli. Fu mandato nel collegio di Chalard dove cominciò la sua educazione culturale e militare, insieme a quello che restava della sua famiglia.
Presso i padri di Kayah poté molto meditare e discutere su quel tragico episodio della vita e riuscì a convincersi che la morte è dono degli Dei e sommo fine di questa vita terrena di lotta e stenti. Perché essere felici per un bambino che nasce e non godere della sua morte, quando si sa che nel mentre rinasce tra le bracca della nostra eterna madre Kayah?
La morte la capì, ma l'amore no. Che senso aveva che gli dei gli avessero messo nel cuore tutti quei sentimenti per poi strappargli dalla vista l'oggetto di questo amore?
Così con il tempo tornò il lui l'allegria di un tempo, il coraggio e l'intraprendenza, ma non riuscì più ad amare una donna come aveva amato Gaia. Se era vero che questa vita è solo un passaggio e che Gaia lo aspettava tra le braccia di Kayah, che senso aveva innamorarsi di un'altra donna? Con questi ragionamenti Abel accettava sempre di più di affidare la sua vita nelle mani della Dea perché Lei, dopo averne fatto ciò che desiderava, lo prendesse con se.
Nel collegio di Chalard c'era anche Stratos, vecchio amico e compagno di giochi a Caen. Lui però non sembrava tagliato per lo studio teologico, vedendo il disagio dell'amico crescere fu Abel stesso a convincerlo ad abbandonare il collegio sperando di poterlo rincontrare un giorno. Anche con lui aveva spesso discusso di Gaia, ma Stratos aveva idee molto diverse dalle sue sulle donne.
Nei suoi anni di studio la sua curiosità per l'ignoto non venne a mancare. Per quanto gli fosse possibile si documentò presso i dotti padri di Kayah sugli eventi occulti e tenebrosi e in fondo al suo cuore ha sempre voluto osservarli e combatterli di persona come un grande paladino. Quale grande gioia sarebbe presentarsi a Gaia come un grande cavaliere di Kayah!
In collegio imparò a pregare e a meditare come la Dea vuole, ma imparò anche ad usare le armi, per mettere a disposizione il suo braccio nella lotta contro le tenebre e le ingiustizie del mondo.

Dialoghi

  • Abel parla un po' con Guelfo, durante la fredda notte trascorsa al castello diroccato di Amt dopo l'agguato dei briganti, il 21 marzo 516.

  • Abel parla un po' con Stratos, a Laon, per consolarlo dopo le frustate ricevute da Loic su autorizzazione di Guelfo, per compiacere il burbero Sir Talvas, il 26 marzo 516.



Morte

Potete leggere le preghiere dei sui amici sul Prato di Caen.
Creata il 28/03/2007 da Varg (193 voci inserite). Ultima modifica il 28/03/2007.
2439 visite dal 28/03/2007, 11:37 (ultima visita il 22/07/2018, 00:31) - ID univoco: 199 [copia negli appunti]
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