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- Guy Ashley -
 
La Stazione di Posta
Diari e corrispondenze di una Marca tranquilla...
Prudence Dawn
Al momento nella Marca del Lago non è presente una Stazione di Posta, cosa che sarebbe oltremodo gradita ai suoi abitanti. Questo Blog prova a sopperire ad una simile mancanza.
creato il: 22/01/2026   messaggi totali: 8   commenti totali: 1
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27 settembre 516
Martedì 1 Settembre 2026

Brutto risveglio

"Cosa diavolo"... qualcuno tossisce, nausea, buio e un carro… mi trovo su un carro, provo a muovermi ma sono legato mani e piedi.
Apro gli occhi, sopra di me il cielo buio, nuvole basse, qualche goccia cade dalle chiome degli alberi che incombono sullo sconnesso… TUM! molto sconnesso… sentiero che stiamo percorrendo.
Non sono solo, c'è il gomito di qualcuno che mi preme sul fianco, siamo uno sopra l'altro.
Per gli Dei… questa è Benson.

Riesco a ruotare il collo e incrocio lo sguardo di Holger, anche lui sta riprendendo i sensi… cerco di tirare su il collo, siamo in quattro legati su questo carretto, tutti e quattro.

Il mio pensiero va ai cani. Ricordo di averli sentiti abbaiare, è l'ultima cosa che ricordo prima che… quale oscura diavoleria devono averci fatto, per riuscire a catturarci così, senza colpo ferire?

Li sento parlare, scorgo le loro ombre, sono almeno in quattro: uno è seduto a cassetta, gli altri tre camminano ai fianchi del carretto. Ah… e ci sono altre due persone, poco avanti, a cavallo. Un uomo e una donna. Stanno parlottando tra loro.

"Non arriveremo alla Ramificazione prima che ci raggiungano" dichiara la donna, accarezzando le piume di un corvo che le si è posato sulla spalla.
"Ne siete sicura?" chiede l'uomo che procede a cavallo accanto a lei.
"Non fare domande stupide, Erech" risponde lei con sufficienza. "Quel tuo Miasma magico deve aver attirato l'attenzione al villaggio"
"Ma non hanno…"
"Nascondiamoci agli Stagni Spinosi, vediamo che fanno"
L'uomo sospira e fa cenno al tizio a cassetta.

Avanziamo lentamente, il carretto ci sballotta ad ogni buca, ad ogni radice lungo questo sentiero bensoniano nel bosco. Guardo Holger, improvvisamente consapevole del mio "regalo di compleanno", il bel pugnale che mi ha regalato Mary pregandomi di tenerlo sempre con me. E' nello stivale. Io non ci arrivo, ma forse Holger…

Gli faccio segno con gli occhi, ci mette un po' a capire, ma ecco che si rotola abbastanza sul fianco, gli avvicino il piede, sento che prova a allungarsi. E' cauto, approfitta di ogni buca per non dare l'impressione ai nostri rapitori di avere un intento minaccioso. Ed ecco che lo prende, lo riesce a sfilare. Bravo Holger.

Mi passa la lama, adagio. Io inizio a segare la corda che gli lega le mani. Ecco, sono libere, passo il pugnale a lui che inizia a fare lostesso con…

"Cosa caz…" dice il tizio al lato del carro, "e quello dove l'hai preso??…"

Holger è veloce. Benché abbia ancora i piedi legati si volta di scatto sollevando il tronco, si allunga e sferra un colpo violentissimo alla gola dello sconosciuto. Uno zampillo di sangue e il malcapitato cade a terra come morto.

Il carro si ferma, in un momento tutti sono addosso a Holger, lo prendono e lo sbattono giù. Uno di loro gli strappa il pugnale di mano e gli taglia la gola.

"Chi vi ha autorizzato a ucciderlo."
E' la donna, che si avvicina alla scena a cavallo, mentre il suo corvo si alza in volo con uno grido roco.
"Mia signora io… quel bastardo ha ammazzato Seth…"
"Idiota. Piuttosto non vedi che quest'altro si è sciolto? Pensa a sistemarlo", indica me con una mano guantata, non so neanche come abbia fatto ad accorgersene, con questo buio. L'altro ubbidisce a testa bassa. La donna sprona e torna avanti.

"Hai fatto incazzare Lady Dunklemantel" sussurra un altro scagnozzo mentre mi lega di nuovo i polsi, stavolta molto molto stretto. "Povero te…"

Procediamo mestamente fino a una diramazione, un sentiero stretto e quasi invisibile che si introduce nel bosco. La donna ordina a un paio di scagnozzi di lasciare un po' di tracce più avanti, dopodiché il lento carretto inizia ad avanzare in quello che è quasi un fuoripista.
Sento che Roger tossisce, si sta svegliando solo ora. Apre gli occhi confuso, gli faccio cenno di tacere. Marlin non ha ancora ripreso i sensi, accanto alla sua bocca socchiusa c'è una schiuma verdastra, respira a malapena.

Dopo un tempo che sembra infinito arriviamo ad una radura, dove si scorgono le sagome nere di edifici. Una fattoria mezza abbandonata, sembrerebbe. Il carretto si ferma.

"Adesso che cosa facciamo, Milady?" chiede Erech, quello che a quanto pare è un Mago. "Riprendiamo le vostre cose? Proviamo a proseguire?"
Lei scuote il capo.
"Ci appostiamo oltre gli Stagni, aspettiamo. Vediamo cosa fanno"

Abbandonano il carro nei pressi di uno degli edifici, al lato di una tenda scura e di tracce di recente accampamento. Ci tirano giù senza tanti complimenti, anche Marlin riapre gli occhi adesso, annaspa senza capire. Roger piange sommessamente.

Ci trascinano nella boscaglia, in un punto di leggera altura al lato di quello che sembrerebbe un acquitrino.
"Chiudi la bocca ai prigionieri", ordina poi Milady ad Erech, che prende delle bende e ce le lega strette sul viso. Anche a Marlin, che rantola e prova a respirare disperatamente dal naso, col terrore nello sguardo.

Aspettiamo. Silenziosamente.

D'un tratto si sente battito d'ali e il grande corvo torna a planare dolcemente sul braccio della donna, lei lo accarezza.
"Stanno arrivando" sussurra poi. "Non fate nulla, se non al mio ordine".
"Milady, le mie energie magiche sono deboli adesso..." si lamenta Erech. "Non posso far molto..."
"Dovrai fare abbastanza, Erech. Confida nella Notte e nella tua forza di Volontà". Poi fa una breve pausa. "Ma solo e soltanto se te lo ordino io."
Si rivolge quindi ai tre scagnozzi superstiti. "Caricate le balestre, da qui è un tiro semplice. Ma non tirate, aspettate il mio comando".

Apettiamo.
Il tempo passa, i minuti scorrono, il bosco tutto intorno a noi sembra trattenere il fiato. Lady Dunklemantel accarezza le piume nere del corvo.
Poi li sentiamo. Fruscii in avvicinamento, il chiarore di torce, voci.
Parlano piano, ma nel silenzio della notte riconosco, con una stretta al cuore, la voce di Mary.

"Fate silenzio" sussurra mia moglie. "Le tracce portano in questa radura"
Passi, una torcia sul limitare del bosco. "Ci sono edifici, una fattoria abbandonata..." dice qualcun altro, un uomo che non conosco. "Serve un'avanscoperta", e la voce di Mary è appena un soffio.

Vedo Riotel, il più bravo dei nostri uomini, insieme a un giovane che non conosco. Si muovono furtivi, agili, inconsapevoli di trovarsi a poche decine di metri da noi. Raggiungono il carro abbandonato, tornano a riferire agli altri.
"Devono aver proseguito a piedi"
"Ehi guardate, qui ci sono resti di un campo!"
Scorgo l'insolita sagoma di un Nano, che con una voce un po' più forte degli altri dichiara "Alette di pollo e formaggio!"

Mary si guarda intorno, sento un'ondata di calore quando il suo bel viso si volta nella nostra direzione, scrutando nell'oscurità.

Inspiro piano, profondamente, pregando in cuor mio. Sento le balestre degli scagnozzi tendersi, stanno mirando proprio lei. Il mago ha preso in mano qualcosa e guarda Lady Dunklemantel in attesa.

Vattene via, Mary… ti prego… va via…

"Guardate che strana roba c'è in questa tenda!" esclama una voce che non riconosco. "Un pettine? Uno specchio? Ma che è questo, del profumo?"
"Non ne ho idea, ma non mi piace per niente" dice un altro, più minuto, che si affianca a Mary e scruta nella stessa direzione, proprio verso di noi. Avverto il Mago accanto a me trasalire, ma Milady gli fa un cenno imperioso con la mano.

"Proseguiamo!" dice quello più alto, un'altra voce che non riconosco, "non possono essere lontani!"
"Giusto!" dice Riotel, e poi però guarda Mary, che scuote lentamente il capo.
"No, non possiamo" sospira Mary.
"Ma come… dobbiamo raggiungerli!" insiste quello più piccolino accanto a lei, una voce davvero molto giovane. "Non vorrete abbandonare le guardie rapite!"

Lady Dunklemantel fissa a lungo mia moglie, il corvo sulla sua spalla è immobile tanto da sembrare una statua di cera. La sua mano si alza, pronta a fare cenno. Aspetta. Tutti aspettano.

"No. Torniamo indietro" ribadisce Mary. "Ho delle responsabilità, questa ha tutta l'aria di una trappola".
Il giovane accanto a lei prova ad insistere ancora, ma lei lascia scorrere un'ultima volta il suo sguardo sulla tenebra che ci nasconde, poi si volta e torna indietro.

Respiro.

Arretrano cautamente, guardandosi le spalle. Mary scompare tra gli alberi insieme a tutti gli altri. Lady Dunklemantel abbassa la mano, il corvo spicca il volo.

Restiamo in silenzio, in attesa che Mary e gli altri si allontanino abbastanza.
"Quasi quasi penso che ci siamo lasciati sfuggire un'occasione" commenta poi Erech, "se li avessimo attaccati… invece di tre ne catturavamo più del doppio… e anche una donna! Sarebbero stati riconoscenti a Sklaverei!"

Lady Dunklemantel lo fulmina con un'occhiata.
"Ripartiamo, all'alba dobbiamo essere alla Ramificazione".
Erech abbassa il capo e fa cenno agli scagnozzi di andare a riprendere il carro.

Sklaverei, adesso conosco la nostra destinazione. E invidio il povero Holger che è riuscito a farsi ammazzare prima.



scritto da Axel Winterbeast , 14:12 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
10 ottobre 516
Lunedì 15 Giugno 2026

Riflessioni

I figli di Folco hanno all'incirca la stessa età che avevamo io e mia sorella quando successe di papà.
Detesto pensare che a breve sarò io a portare la brutta notizia. Milly è una donna solida, sa che certi mestieri comportano dei rischi, eppure non lo so come reagirà. Come deve reagire, d'altronde.

A vederli, neanche Guglielmo e Oddy sembra che abbiano grandi speranze, ma i miei passeggeri confidano molto nelle capacità della giovane Audra, speriamo che riesca a fare qualcosa per loro. Poveretta, s'è presa un bello spavento a finire in acqua.

Quei maledetti pirati, oltre che depredare le barche, quando possono rapiscono anche le ragazze, per farne chissà cosa. Un paio d'anni fa addirittura ne portarono via una che stava sulla riva, a terra, neanche troppo lontano dall'abitato...
Feccia miserabile! Servirebbe che il Merihirviö emergesse dalle acque del lago e trascinasse nello sprofondo Forte Epitaffio, con tutti quelli che ci stanno dentro.

Wellen è ancora lontano, in queste condizioni dubito che arriveremo prima del tramonto, vento o non vento.

I passeggeri si danno da fare: devo dire che nè il figlio del Dominus di Brie nè l'altro nobilotto amico suo si tirano indietro davanti al lavoro duro. Il Nano è forte, Finn è un combattente micidiale. La giovane Audra sopporta il mal di mare e il bagno gelato che le toccato in sorte con una certa rassegnazione, controlla il tremore alle mani, è disposta a tentare l'impossibile per salvare la vita ai miei due poveri compagni feriti.

Insomma, i passeggeri si danno da fare, onore al merito. Ma non sono capaci a remare, almeno per ora. Di qui a stasera impareranno, ma sarà un viaggio lungo e faticoso.
E una volta lì, poi? Ammesso che Guglielmo e Oddy ce la facciano, bisognerà trovare qualcuno che si prenda cura di loro, non me li posso riportare indietro gravemente feriti. A Wellen non conosco nessuno di fidato, già a Zedar saprei meglio come muovermi.
Oltretutto devo pure capire come tornare a L'Approdo, da solo con Beren.

O altrimenti...

Detesto raccontare balle, ma potrei lasciare i passeggeri a Wellen, fare rotta su Zedar, e lì raccontare una mezza verità, l'attacco dei pirati, la Libellula fuori rotta troppo a Ovest. E allora potrei forse trovare un posto dove sbarcare i feriti e un paio di rematori che ci riaccompagnino a Nord. Forse è la cosa migliore, a questo punto, la meno peggio.

Vendendo la pinaccia che abbiamo recuperato ci alzeremo qualche soldo, da dare alla vedova di Folco e ai due feriti (o alle loro famiglie, casomai non ce la facessero). Portarle indietro tutte e due purtroppo era impossibile, ci è toccato contentarci. Come pure ci è toccato contentarci a non ammazzarli tutti, quei malnati. Era troppo complicato, troppo rischioso. Spero che i flutti inghiottano loro e il loro relitto e che affoghino male come meritano.

"Ehi Beren, diamoci dentro" dico al mio compagno, "vediamo di non fare notte".

Lui sta lì che strizza la camicia zuppa fuori bordo e scruta le acque grigie del lago su cui galleggiano i pezzi di legno della barca affondata e qualche brandello di vela.
E i cadaveri, naturalmente, e il sangue.

"Quest'acqua non mi piace" è la sua risposta. Mi guarda scuro in volto. "C'è qualcosa... sotto".




scritto da Bastianazzo , 13:18 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
8 ottobre 516
Venerdì 29 Maggio 2026

Nani che mi spiegano le cose

"Questi ragazzini non hanno bisogno solo di cibo, ma di amore..."

E tu che ne sai, Nano, di che cosa hanno bisogno questi ragazzini? Arrivi grande, grosso e ricoperto di armature, tanti soldi e un bell'accento delle terre del Nord, e ne sai più di me, di cosa hanno bisogno questi ragazzini? Meno male, proprio. Grazie. Avevo davvero bisogno dei tuoi consigli.

Già solo con la tua mole e la ferraglia che hai addosso rendi l'aria di questo piccolo ospizio soffocante, e poi ti metti a importunare le balie che stanno allattando i due orfanelli, ti avvicini, pretenderesti di... giocare con dei poppanti di due o tre mesi. Non lo sai che i neonati non si toccano? Lo sai forse tu quanto sono fragili, quanto basti poco per farli ammalare, per farli morire?

Suvvia.

Forse i piccoli Nani sono delle coriacee pallette di muscolo che resistono a qualsiasi strapazzo, e già a due mesi giocano, si ficcano pietre in bocca, tirano martellate ai macigni per cercare gemme preziose. Buon per loro. Ma qua non funziona così.

Riesco con fatica a sbatterti fuori dalla porta e ti metti a giocare con un po' di bimbetti di strada, che sono incuriositi comprensibilmente dal tuo strano aspetto e dalle armi imponenti che ti porti dietro. Perfetto.

Ma poi... poi veramente mi fai incazzare.

Toc toc... chi è di nuovo? È il piccolo Jiff, chiede di me. Vieni un attimo fuori? mi fa. Ed eccoti di nuovo sulla porta, con un sorrisone compiaciuto sulla faccia. Mi ficchi in mano una moneta d'argento, tutto fiero del tuo bel gesto. Ed io sento fortissima la tentazione di tirartela indietro questa moneta, calda e appiccicosa, che mi hai messo in mano.

Dammi la forza, Reyks, di ingoiare l'orgoglio. I soldi ci servono, anche quando puzzano di paternalismo.

Ma non ti aspettare un grazie, Nano. Non da me.


scritto da Prudence , 11:13 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
28 settembre 516
Lunedì 11 Maggio 2026

Lettera per Lady Olivia Alder

Cara Olivia,
affido questa lettera a tuo figlio Yacomus, che mi compiaccio di vedere energico e relativamente in salute, circondato da buoni amici.

Purtroppo i tempi non sono dei migliori e il confine con Benson si fa di giorno in giorno più irrequieto. Dal mio punto di vista privilegiato, così vicina ma al sicuro dietro le mura di un castello, osservo il peggiorare di una situazione già difficile.

L'Avamposto di Felsen è stato attaccato, a quanto sembra, dagli schiavisti della Fortezza di Sklaverei, che sono riusciti a oltrepassare il ponte e rapire le quattro guardie di vedetta sulla Torre di Ponte Morto. Tuo figlio, insieme a Martin, alcune guardie e altri loro compagni, hanno sconfinato in territorio di Benson per provare ad inseguire i rapitori. Sono riusciti a recuperare un soldato dei nostri ferito, uno dei quattro, e a riportarlo all'Avamposto.

Non te la prendere con Yacomus, gli fa bene correre qualche rischio e violare qualche regola, se è per una buona causa. Era molto frustrato, al ritorno, per il fatto che le guardie dell'Avamposto non avessero proseguito l'inseguimento ad oltranza: gli ardeva il fuoco nelle vene per la rabbia e la delusione. Alla sua età accettare limiti e ingiustizie è molto difficile.

Ma non è per parlare di Yacomus che mi affretto a scriverti, mentre i ragazzi mangiano qualcosa e si preparano a ripartire verso Rein.

Credo che sarebbe davvero prezioso se tuo cognato Karol tornasse da queste parti. Non so se tu o tuo marito abbiate modo di contattarlo, ma in tempi pericolosi come questi la sua esperienza sarebbe di grande aiuto.
Spero che nella Marca del Lago le acque siano più tranquille che qui lungo il Minagroth, auguro a te e a tutta la tua famiglia ogni bene e spero di aver presto vostre notizie.

Florence Dankworth



scritto da Lady Florence Dankworth , 10:47 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
24 settembre 516
Martedì 5 Maggio 2026

La storia di Odette

Mi vedi turbata, Audra? Ebbene, lo sono.

Un'adoratrice delle Tenebre ha assunto le mie sembianze ed ha ingannato le guardie di Makan per sottrarre il corpo della povera Odette… Mi domando come sia possibile!
Stando a quello che ci è stato insegnato, se un Sekhmet devoto al Dio degli Inganni riesce a simulare così bene l'aspetto di una persona, deve conoscerla bene.
Deve conoscermi bene.

Eppure ci penso, mi ci logoro e non riesco a capire.
A che scopo sottrarre il corpo di una Paladina uccisa a Benson durante la sua prima vera missione? Per le sue vesti? Per poterne prendere le sembianze? Sarebbe molto più semplice pagare un sarto compiacente per realizzarne di simili.
O forse per spregio? Per profanare un'altra volta il cadavere di una vittima che già tanto è stato oltraggiata?

Povera Odette. La conoscevo bene, sai?

Mi logoro perché in quei giorni mia nonna era in fin di vita e fui mandata in licenza a casa per stare con lei e con la famiglia. Forse altrimenti sarei stata inviata io al suo posto in missione a Benson… e invece è toccato a Odette. Lei era più giovane di me di qualche anno, ancora una Veste Bianca, fu nominata Custode del Tempio e subito dopo fu assegnata alla spedizione contro la Fortezza di Sklaverei.

Ma poi, in realtà, lei non era più così convinta.
L'ultima volta che ci parlai, sarà stato dicembre, poco prima che lasciassi la Pietra del Giudizio, Odette era combattuta. Aveva conosciuto un ragazzo, mi disse, un certo Claude, e questo incontro l'aveva gettata nell'incertezza. Claude Berger, mi ricordo, era il suo nome. Mi è rimasto impresso perché poi, dopo la sua morte, sono andata a cercarlo per comunicargli la brutta notizia, ma non sono riuscita a rintracciarlo.

Perdonami Audra se ti faccio questi discorsi, non voglio in alcun modo gettare ombre sulla figura della povera Odette, tutt'altro. Questi suoi dubbi sono il fondamento di una vocazione profonda, credo che avrebbe avuto bisogno di più tempo per indagare il proprio animo, per scegliere di abbracciare la via della Fede con consapevolezza.
Ma è accaduto tutto troppo in fretta: la nomina a Custode del Tempio, la partenza per le Foreste di Benson, l'orribile morte… Tu pensa: fu nominata Custode del Tempio il 5 febbraio e già il 7 febbraio era in viaggio per Benson. Era il 512, quattro anni fa.

E poi c'era il problema della sorella.
Odette era legatissima a sua sorella Amelia, per la quale era costantemente in ansia. La sua scelta di diventare Paladina la faceva sentire in colpa verso Amelia, come se le sembrasse di abbandonarla, in un certo senso.
D'altronde le due sorelle erano sempre state legatissime. Non ho mai visto Amelia, ma so che erano come due gocce d'acqua.
Furono allontanate da Caergoth per volere del padre, che sospettava di non avere un legame di sangue con loro, e che fossero frutto di un'infedeltà materna. Per evitare scandali furono mandate qui vicino, dalle Monache di San Malach.
Erano due bambine sole, spaventate, abbandonate dalla famiglia, e trovavano l'una nell'altra tutto il conforto per sopravvivere.

Amelia era sempre stata scapestrata, irrequieta, mal sopportava la vita nel convento e cercava ogni scusa per raggiungere la città, per andare a vedere esibizioni di musicisti, amava moltissimo il passaggio della Fiera Itinerante.
Alle volte, mi raccontò Odette, alle volte Amelia spariva dal Monastero di San Malach anche per due giorni al passaggio della Fiera, ed era Odette a fare il possibile per coprirla, per non farla scoprire dalle Monache ed evitare che venisse punita.
Per questo forse la scelta di Odette di diventare Veste Bianca qui alla Pietra del Giudizio fu vissuta da Amelia come un tradimento. Chi lo sa… Odette ne era convinta e si sentiva molto in colpa.

Povera Odette… povera mia amica sfortunata.
L'ultimo ad averle parlato prima della partenza fu Padre Alinard, la nostra guida spirituale. E' un uomo anziano, quasi cieco, di grande saggezza.
Quando seppe della morte di Odette, e che il suo corpo era disperso, ne fu molto turbato. Si chiuse nel silenzio, visse con grande angoscia le settimane fino a quando fu organizzato a giugno il recupero del corpo. Fu lui il promotore della spedizione, anche se non vi potè partecipare. E fu sempre lui a celebrare il suo funerale.

"Avanzavi nel tuo cappotto invernale, col fiato corto, fieramente…" così disse alla sua sepoltura, "nel tuo giovane cuore batteva il coraggio di una Paladina, una fantasia piena di segreti…"
Rimanemmo tutti interdetti davanti alle sue parole, sembrava quasi irrispettoso, e non la chiamò mai per nome.
"Dytros crede in te, ti riconosce per nome e ti accoglie nel suo abbraccio eterno di pace".

Perdona l'emozione, Audra. Ci penso e fatico a trattenere le lacrime. Avrei potuto essere io al suo posto a Sklaverei, io uccisa, profanata... io in quel sacco infangato che miracolosamente avete di nuovo recuperato.

Prego che Odette possa riposare in pace adesso, finalmente tra le mura della Pietra del Giudizio.
scritto da Lady Avelyn , 21:25 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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