Kailah Morstan | Myst Blog
 

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« Visto che i bastardoni sono scappati, e non abbiamo concluso niente, per lo meno bruciamogli casa. »
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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 73   commenti totali: 84
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30 ottobre 517
Venerdì 1 Giugno 2018

E' un giorno, non una persona....



"E quando li portate, questi morti, al cimitero?"
"Si attende che giunga Samain" risponde Medusele.
"E chi è?"

E CHI È??

Perchè non riesco a smettere di ridere? Lo sai Aiden la prima volta che ho sentito parlare di Semain... la sai che figuraccia ho fatto? Pensavo che fosse una persona....

... sopraffazione di Spiriti in luoghi affollati...
Come dici?
Sopraffazione, sì... mi piace sopraffazione. Evitiamo sopraffazione stando tutti insieme. Affollamento... la sai la storia del crudele Syor, Dio degli Abissi? Ma certo che la so, c'era Sydor che era moooolto permaloso, e se scherzi troppo con le sue navi...

Preferisco decisamente come si festeggia su Ilsanora, raccontami ancora la storia delle isole coi mostri! Non che qui manchino...

Lo sai, beh, c'era questo Kraighar che aveva gli occhi rossi, e poi una Vipera che sussurrava nei miei sogni e non potevo svegliarmi... sì davvero... ho dormito per giorni, sognato per giorni.... si erano tutti preoccupati

ma non era una sensazione così bella, era pauroso.... e ingannevole! E questi segni di guerra? Ti si sono tutti cancellati! Te li metto a posto io, sono brava a disegn...

AHAHAHAH eddai!!!

... mi gira un po' la testa, è così buffo! Anche la cuoca di mia zia preparava una zuppa di funghi... eppure non era così.... AHAHAHAH BASTA TI PREGO BASTA!!!

scherzavo

continua pure!

Notte strana di spiriti e racconti, eppure il tempo scivola verso l'aurora tra il Dormiveglia e questa bellissima... bellissima....

... meravigliosa e incantevole

....... nave volante


oh... bella... che...

... wow

Le sapete organizzare le feste voi els...

....

...

.. eh?

non capisco, che cosa... Judoc... JUDOC? Come ha detto? Ehi.... che sta.... succe......
...dendo?

Aiden si alza di scatto, improvvisamente lucido, io... oddio, aspetta, mi gira la testa. Seguo con lo sguardo la bellissima nave scintillante... mentre il chiarore dell'aurora fa brillare gli schizzi e lo SCHIANTO È

V I O L E N T I S S I M O !!

Salto su, il cuore a mille! Sta succedendo qualcosa di serio, di.... incredibile.
Una nave brulicante di... Risvegliati? Una nave alla deriva?
Non riesco a vedere, non si capisce!

Ci metto qualche istante a realizzare, mentre Aiden e i suoi compagni sembrano tutti sveglissimi e agitati, si affannano per capire che cosa sia successo.
Sven si avvicina il Principe e gli chiede spiegazioni.

"Noi conosce quella nave"

"E' una Dagvat di Northsid"

"Noi andare" e chiama a raccolta i suoi.

È Slaine, poco dopo, a svelarci che probabilmente si tratta della nave di un cugino di Aiden, di cui si erano perse le tracce. Cavoli.

Il ponte di pietra è bloccato... non ci fanno passare, ma al villaggio stanno combattendo. Si sentono grida, e Cinghiale ci richiama all'ordine.
Tutti in locanda, bisogna aspettare.

...aspettare.
Tutti in locanda. Gli Elsenoriti fremono, rischia di finire male. Se non li fanno uscire si ficcheranno nei guai.

A proposito di guai.

"Su quella nave c'è un Innalzato" mi sussurra Annie. "Credo che sia quello del torneo di Trost"
... santo cielo. Ci mancava l'Innalzato.

Finalmente convinco Cinghiale a farci uscire, e con un po' di insistenza acconsente che anche Aiden valichi il ponte di pietra insieme a noi. Al villaggio c'è stato un attacco di Risvegliati, che sono stati sgominati.
Una delle guardie di Caaron però è stato ferito... pover'uomo.

"Dove portati...?" chiede Aiden molto teso. Vuole capire dove siano stati messe le carcasse dei Risvegliati: che uno di loro sia il cugino? Brutta faccenda doverlo riconoscere, non lo invidio.

Ma prima... c'è davanti a noi lo spettacolo della nave incagliata sul ponte... sul mio ponte tutto rovinato.
È davvero spettrale. Dov'è finita la splendida visione scintillante di poche ore fa? Adesso è un relitto, orribile, tristissimo. Le guardie controllano la zona, si respira la tensione. La gente è spaventata.

Stanno gridando con qualcuno al Santuario.

Ehi.... non è Colin quello?

Sto ancora sognando? Altre visioni?

E' proprio Colin, eppure... come è deciso, battagliero. Non sembra lui! Dà ordini alle guardie al di qua del ponte, per il trasporto del ferito.
"Voi tre, aiutatemi a portarlo di là!"

Indica me, Annie e Sven.

Dovremmo.... dovremmo usare il relitto come un precario ponte?

... e va bene. Proviamoci.

Annie e Sven si occupano del ferito, che comunque è in grado di camminare con le sue gambe. Io gli vado dietro, osservando con curiosità il relitto: chissà se è possibile sfruttarlo in qualche modo per migliorare la tenuta del ponte? Potrebbe essere un...

... ehi!

Qualcosa luccica.

Si che si tratta? Sembra un ciondolo, qualcosa di metallico. Forse era del cugino di Aiden! Posso forse...

... mi vedranno....
...
chi se ne importa!

Bes-Ex-Syr

Scappi briccone? No.... eccoti!

Che avete da guardare, voialtri? Stringo il ciondolino in mano e lo ficco in tasca. Scommetto che principe sarà contento di riaverlo.

Samain, che notte STRANA.

Ma le stranezze non sono ancora finite.
Perchè quando finalmente arriviamo davanti a Madre Magdalene... una cosa mi è improvvisamente... comicamente lampante:

Madre Magdalene - Immagine blog
ECCO ... spiegato... perchè la chiamano MADRE.
scritto da Kailah , 18:34 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 ottobre 517
Martedì 24 Aprile 2018

il conto



Ho perso il conto dei morti
Avanziamo tra le ombre sgangherate verso il nostro nascondiglio, il magazzino di cui Cul de Sac ci ha dato le chiavi, e cerco di contare le persone che abbiamo ammazzato stanotte. Ma ho la testa leggera - SUCCEDE quando abuso dei miei poteri magici - faccio fatica a concentrarmi: ho paura di dimenticare qualcuno. Ho paura di dimenticare qualcuno che ho ammazzato, o che abbiamo ammazzato, e che adesso giace morto stecchito da qualche parte - in fondo a un pozzo - su un ballatoio - in mezzo all'immondizia in un vicolo buio - nella sua maledetta povera povera casa

Il problema è che vi hanno addestrato da soldati, non da assassini...

Rock... perchè non ci hai addestrati da assassini? Perchè non ci hai insegnato a capire che è normale ammazzare le persone dall'oscurità, è normale sparare una freccia in testa a una vecchia signora alla finestra... è normale martellare una daga nel mento di un disgraziato... è normale, è normale se sei un assassino.
Perchè non siamo assassini? Non siamo bravi assassini? Non ci capisco niente.... non capisco.... Rock, perchè invece che farci strisciare nel fango sui gomiti non ci hai insegnato a soffocare le grida di aiuto di chi deve morire perchè sta nel mezzo, perchè sta solo facendo il suo dovere, ed ha la sfortuna che il suo dovere confligge con il nostro, il nostro dovere
Rock, dove sei? Forgi spade sulle incudini di Angvard, con la forza che a me mancava stanotte, mentre spingevo, e spingevo, e la daga non penetrava abbastanza, non riusciva ad entrare, e lui mi moriva tra le mani con quegli occhi strabuzzati
Non sono abbastanza forte

L'aria di Trost puzza di fumo, di fiamme, di sangue e di cadaveri.

NOI puzziamo di fumo, di fiamme, di sangue e di cadaveri.

C'è il tizio nel vicolo, scrupoloso. E' tornato due volte indietro per controllare che non ci fosse nessuno nascosto tra le ombre e l'immondizia. Poverino, c'eravamo noi.

E poi Buona Fortuna, il mio buon arco. Quando l'hai teso tu... la freccia ha oltrepassato il Traunne intero.

Mira in testa a quella vecchia

Agli ordini, Logan. Agli ordini. Anche io ho teso tanto, tanto, tanto... mentre miravo in testa a quella vecchia alla finestra. Una sagoma in controluce. Solo una sagoma in controluce. Non ho mai assaggiato i tuoi biscotti, vecchina. Non ho mai guardato le tue mani pallide e trasparenti.
Non sei niente, sei una sagoma in controluce. Sei una voce, un pericolo, una minaccia.

Coraggio

La mano di Logan sulla mia spalla. Coraggio.
Coraggio e forza, e spingi forte forte nel collo di quest'uomo. Vent'anni? Trenta? Hai casa? Hai una famiglia? Una moglie, una madre... e il collo è duro, il mento, le ossa e il cervello

il gorgoglio

Dei, il rumore che fa. Perchè Rock non mi hai preparata al gorgoglio che fa un uomo mentre gli scavi nel collo e nel mento e nel cervello con una daga?
E tutto quel sangue. Perchè non mi hai preparata a quel sangue e a quel rumore?

Ma poi c'è quello sulle scale... sto scordando qualcuno? Chi sto dimenticando? Quando sei vicino a una scala devi stare attento perchè è un attimo.... un attimo e cadi di sotto.
Se c'è qualcuno intorno che dice BESEXSIR voli di sotto e nemmeno te ne accorgi... e funziona, diavolo se funziona... funziona

L'odore è la cosa peggiore.
L'odore che fa un uomo mentre la schiena si squaglia nell'acido, si fonde con l'armatura, la stoffa, il metallo.... la colonna vertebrale
Il dolore che senti mentre la schiena si squaglia nell'acido

non conosco quel dolore ma conosco le grida
Perchè non so terminare il dolore in fretta? Non riesco ad ammazzare con un colpo solo, con la spada, con la daga. Sono lenta, sono lenta e la gente soffre.

Mi sa che sono diventata pericolosa.

Il magazzino è freddo gelato, buio.
Entriamo dentro, frastornati mentre la città brucia

nessuno ha voglia di parlare

... oh.

gli Elsenoriti.
Arrivano spavaldi, allegri, soddisfatti per grosso casino che hanno combinato. Ah non c'è proprio dubbio, a fare casino sono maestri.

Non mi hai dato un bacio di addio, sbaglio? Assolutamente no, mi pare.

Ho carbonizzato il corpo di Padre Mansel. Gli ho versato meticolosamente l'ultima fiala di Planem addosso, ho ricoperto quel corpo sfinito dalla tortura, mutilato e denutrito.
Perchè ho la testa così leggera? Perchè non gli ho guardato il volto? Non l'ho guardato. Non ho guardato il volto di Padre Mansel, non ho avuto il coraggio, o semplicemente non ci ho pensato
Un'ultima scintilla strappata dalla mia magia esaurita, quasi doloroso quando è finita, quando non ce n'è più, senti la mente che svanisce con la magia, il cervello, la coscienza... una scintilla, ed il corpo di quel povero Santo è avvampato

Missione compiuta, giusto? Abbiamo le gemme, abbiamo le ultime parole e le preziose informazioni di Padre Mansel. Ne è valsa la pena, non è vero Gannor?

Parlano ancora, parlano di demoni, di mostri, Slaine traduce le strane parole di Judoc.
... un antico Varngiar, creature mostruose dalla forma di insetto che popolavano l'arcipelago 3000 anni fa....

Sono un'accidenti di maga, dovrei ascoltare, dovrebbero interessarmi queste cose di demoni e di mostri e di insetti giganti e di poteri ancestrali e di misteri e possessioni demoniache

... e invece guardo il Principe di spalle e penso che forse c'è solo un modo giusto per far passare questa notte. Un modo stupido, un modo soltanto per spegnere il cervello, per togliermi dalla testa tutto il sangue e i morti e il dolore che ho provocato e la gamba che mi fa male, il taglio, il sangue

un modo soltanto.

"Vieni con me" dico. Lui non si fa pregare.

Leabhra tha

Questa sì che è una risposta. Leabhra tha.

scritto da Kailah , 12:01 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
11 ottobre 517
Venerdì 2 Febbraio 2018

Sangue nell'arena



L'eccitazione cresce scontro dopo scontro. I combattenti si affrontano sulla terra battuta e sanguinolenta dell'arena, tra le acclamazioni della folla.
La burocratica e selvaggia normativa di Trost stabilisce che le sue leggi siano scritte da chiunque riesca a superare questa pazza ordalia. Con le armi, a mani nude, con o senza armatura, tutto è concesso. Primo sangue, ultimo sangue, purché sangue sia.

Odio tutto di questa città, eppure quando i contendenti oltrepassano le grate, testa alta e denti stretti, non posso trattenere un fremito di eccitazione. Belli, forti, spavaldi e condannati al massacro.
Unisco la mia voce al coro di grida che incitano alla violenza, agito le mani, mi godo lo spettacolo.

Il Principe Aiden Marnak, dalle remote lande di Elsenor, affronta il colossale Nordro Rocknor Quattroventi. Svelto di riflessi, l'elsenorita schiva i colpi dell'ascia nordra, saetta intorno al suo avversario e finalmente lo sbilancia e lo sbatte a terra. Grida, acclamazioni, molti si affollano attorno agli allibratori per riscuotere le vincite.

Ed è subito il momento di un altro scontro, tra un soldato di Trost e uno di Ghaan. I due non sono più giovanissimi, ma ancora devono arrivare al fiore degli anni. Combattono in modo preciso, classico, competente. Alla fine, nell'esultanza generale, è il soldato di Trost a prevalere.

Non c'è neanche il tempo di finire di battere le mani che arrivano altri due contendenti, due stranieri. Uno, Omar, viene da Farsund, l'altro si chiama Keynes, o qualcosa del genere, ed ha il volto nascosto da un cappuccio. Di lui si sa solo che viene "da Nord". Mi chiedo cosa ci sia, a Nord di qui. Niente di buono, scommetto.
"Gli organizzatori hanno deciso che combatterete con un pugnale, ma senza armature!"
E via, ecco che i due iniziano a studiarsi, prima lenti, poi scattanti. Il primo ad andare a segno è Omar, che assesta un buon colpo al suo avversario. Ma l'incappucciato non sembra nemmeno accorgersi della ferita subita: i suoi movimenti sono ferini, troppo agili per essere del tutto umani. Sembra un animale, sembra.... sembra Annie.
Incrocio lo sguardo di Bohemond, che annuisce senza bisogno di parlare: il combattente che si cela sotto al mantello è un innalzato. Dà prova delle sue straordinarie capacità pochi istanti dopo, quando aggira d'un balzo Omar e lo accoltella fulmineo sul collo.
Omar cade a terra tra gorgoglii e schizzi di sangue, mentre la sabbia si tinge di rosso. Viene portato via in fretta dagli inservienti.

Un attimo di silenzio, e subito scrosciano gli applausi.
Volevate il sangue, signori? Ecco a voi.
Osservo la fanghiglia rossa e le orme che si trascinano al centro dell'arena. E' tutto così irreale.

Aiden, tocca a te.
Quanto ci metti a sbattere a terra e costringere alla resa il soldato di Trost? E' un gioco da ragazzi per te, principe. Anche se nel farlo vieni colpito forte al torace.
Fa male, eh?
L'incappucciato affronta un povero fabbro di Trost, che viene mandato al tappeto moribondo dopo pochissimi scambi. Almeno è riuscito a storcergli la spalla... peccato che per Keynes sia meno di un graffio.

Prima della finale c'è una breve pausa tecnica, per dare il tempo al pubblico di scommettere sul vincitore e organizzare l'ultimo combattimento.
L'attesa è frenetica, le gradinate sembrano impazzite per l'euforia: dovrei preoccuparmi per Aiden, ma so che nemmeno lui vorrebbe, guerriero combatte fino giorno suo destino, no problema, no preoccupa, direbbe. E allora che spettacolo sia. E che vinca il migliore, cioè lui.

Eccolo.
Eccoli.

Le grate si sollevano e i due guerrieri si fronteggiano dai lati opposti dell'arena. Portano le loro armi e le armature, ma viene loro fatto togliere elmetto e cappuccio. "Così che il pubblico vi possa vedere in faccia mentre combattete".
Una follia, pericoloso e mortale... ma che spettacolo vedere due combattenti fronteggiarsi a volto scoperto!

Il Principe Aiden fa lo spiritoso, il pubblico si lascia andare a una risata liberatoria. Ed ecco che scaglia una freccia sul suo avversario, mentre lui lo carica con spada in pugno.
Quello neanche le sente, le frecce... mi scopro a mormorare, ricordando lo scontro con il vecchio Mikey e quante frecce gli ho tirato senza creargli problemi. Come farà a tirarlo giù?

Quasi subito inizio a rendermi conto dell'assoluta impossibilità dello scontro.
Aiden ha un'eleganza innata, schiva, salta, non rinuncia mai ad attaccare. Audace e spericolato, dà spettacolo con piccoli gesti scaramantici, come quando si graffia con un ciondolo portafortuna. Il pubblico lo adora.
Ma il suo nemico, perché sì, possiamo parlare veramente di nemico, è troppo, immensamente e innaturalmente troppo forte.
Padroneggia i doni del suo sangue di demone con sicurezza, incalza metodicamente il Principe e lo stringe in un angolo, colpendolo ripetutamente.
Aiden incassa bene, un colpo, poi un altro, poi un altro ancora. Troppi.
Stringo i pugni, trattengo il respiro. Conosco il dolore, so quando fa male. So quanto si mozza il fiato quando vieni colpito al torace, ricordo il calore umido del sangue che impregna le vesti e l'armatura. Non è un combattimento, è un massacro.
Guardo verso il gruppo di Elsenoriti, attoniti sugli spalti non distante da noi. Basta, vi prego. Basta.

E finalmente, dopo troppi colpi, e ancora di più, il Principe cade.
Sollievo e delusione, soprattutto sollievo: almeno è finita.

Ma mi sbaglio, non è finita.

Mentre l'Innalzato solleva le braccia verso l'alto, accogliendo gli applausi del pubblico, e il Principe viene trasportato oltre le grate, nei sotterranei, ecco che tantissime guardie con armi lunghe accorrono a circondare il perimetro dell'arena.
Il presentatore dichiara che è giunto il momento della grande sorpresa della giornata. "I deboli di cuore faranno meglio a lasciare gli spalti, per evitare di morire per l'emozione!" dichiara. Le armi del vincitore vengono portate via, mentre il via vai di soldati si fa più intenso.
Guardie, guardie, ancora guardie. Che diavolo sta succedendo?

Finalmente una grata si solleva.
Avanzano lentamente verso la terra battuta dell'arena due sagome. Uno è un soldato di Trost, che trascina per la collottola... un Risvegliato incappucciato. E' un Hunter, una femmina. I suoi lunghi artigli sfiorano il terreno intriso di sangue.
Arrivato al centro, il soldato sfila il cappuccio al Risvegliato, gli tira un calcio e si allontana di buon passo. L'Hunter resta libero al centro dell'arena.

Sono pazzi.
L'arena gremita tace, si sente il respiro nervoso di centinaia di persone immobili. Anche circondato, sotto minaccia di trenta lance, l'Hunter fa paura.
Questo è un assassinio. Non c'è altro modo per chiamarlo. Un Hunter contro un uomo disarmato.
Ma gli organizzatori dell'ordalia hanno fatto male i loro conti. Maledetti, ben gli sta, mormoro tra i denti.
L'Hunter ignora del tutto l'uomo disarmato al centro dell'arena. Si guarda intorno cercando un varco per saltare verso la folla. Per fortuna non lo trova.

La scena è surreale. Keynes è perplesso, non sa neanche lui cosa fare. Il presentatore dei giochi sembra stupito, tutti si aspettavano uno scempio che, a quanto pare, non avverrà. L'Hunter inizia a gridare di frustrazione, o almeno così sembra.
Il suo stridulo lamento, fortissimo, sembra quello di Strillone, ma ancor più ricorda l'urlo della creatura "femmina" che cercavano i soldati di Ghaan nel mezzo dello Sfagneto.
Alla fine l'Innalzato sospira, si avvicina alla barriera e ne scardina un'asse. La spacca, per farla appuntita, e lentamente, con metodo, colpisce più e più volte l'Hunter, finché non riesce ad abbatterlo.

"Bene, sembra a quanto pare che oggi avremo una nuova legge. Auguriamo tanta buona fortuna a questo misterioso avventuriero che ha l'onore di scrivere una nuova pagina della nostra storia"
E la folla defluisce, lentamente.
L'euforia è svanita, l'eccitazione, l'entusiasmo.... lasciano il posto a tante domande, ad una strana inquietudine.

Corriamo dagli Elsenoriti a chiedere notizie del Principe. Anche loro sono frastornati, sanno soltanto che le condizioni del loro capo, per quanto gravi, non sono disperate. Sopravviverà abbastanza da far impazzire Judoc.

Non voglio pensare a cosa sarebbe successo se fosse stato Aiden a vincere lo scontro finale.
Ringrazio gli Dei che non sia andata così, e maledico mille volte questa città, assassina e scellerata.
scritto da Kailah , 11:19 | permalink | markup wiki | commenti (4)
 
6 ottobre 517
Lunedì 11 Dicembre 2017

Amici




No, Gannor.... no.

Gli occhi di Annie non lasciano speranze. Splendono malsani su una maschera nera di sangue e di fango, tra i capelli appiccicosi e i denti bianchi di un ghigno dissennato.

"Non ce l'ho fatta.... ho tentato..."

Emerge barcollando dalla boscaglia, con una torcia spenta in una mano e la spada grondante sangue e umori nerastri nell'altra.
Sola.

Oh Dei...

Il respiro mi si blocca nel petto, il cuore salta un battito. Poi un altro. Poi un... sussulto, un singhiozzo, porto la mano al viso. Gannor. Gannor è perduto.

Annie si trascina qualche altro passo in avanti, subito Colin le corre incontro, a sostenerla. Lei sembra quasi non vederlo, assorta nell'orrore.
"Lasciati pulire.... questi... questi strani tagli?"
Annie non risponde.
"Come te li sei fatti, sono sporchi, fammi pulire, aspetta..."
Bohemond si avvicina. "Lasciala stare, ha bisogno di spazio, adesso".
"Cercate di stare a distanza", fa eco Engelhaft. "State attenti... potrebbe essere pericolosa"
Ma Colin non ascolta e continua a ripulire il sangue che ricopre il suo "Paziente A".

Gannor.
Non ho il coraggio di chiederlo. So già la risposta... oh Dei.... so già la risposta.
C'è mancato un soffio l'altra volta, quando la Colonna ci raggiunse. C'erano quei due soldati di Ghaan, oltre a noi, ed insieme ad Annie il potere dell'altro Innalzato ci ha protetti. Ma c'è mancato un soffio.
Tenevo gli occhi chiusi stretti per non vederli mentre ci camminavano accanto, eppure li sentivo, sentivo il loro odore e il rantolo del falso respiro che li attraversa, i piedi che strascinavano nel loro vagare senza pace. E poi ho sentito Gannor che tossiva, che tratteneva un conato di vomito. A quel punto, d'istinto, ho aperto gli occhi - solo per un attimo! - e li ho visti.
Santi Dei, li ho visti.

Kailah in lacrime dopo la morte di Gannor

Tutto il freddo e il vento di questa notte terribile mi gelano il cuore: fa così freddo che anche le lacrime si ghiacciano e pungono come spilli sul viso. Sento le forze che mi abbandonano, le gambe cedono, ho solo voglia di raggomitolarmi in un angolo e piangere fino al mattino. Ma non è possibile.

"Muoviamoci. Se arriveremo a Trost è tutto merito di Gannor, onoriamo il suo sacrificio e mettiamo il culo dentro a quella città".
Le parole di Logan sembrano venire da lontanissimo. Lui è il primo che pronuncia il nome di Gannor.

Il sacrificio di Gannor.

Lo sapevamo che sarebbe finita così?
E' accaduto così in fretta che non c'è stato neanche il tempo di pensarci. Scacciati i quattro Hunter, eravamo braccati da un'enorme Colonna di Risvegliati... e quando Annie si è offerta di restare indietro con Gannor non abbiamo esitato.
Eppure, come avrebbe fatto Annie, sola con Gannor ferito gravemente, a raggiungere Trost? Se anche fosse riuscita a proteggerlo con il suo potere, se la colonna fosse passata oltre, cosa sarebbe successo?

In verità abbiamo lasciato Gannor indietro, perchè se avessimo provato a tirarcelo appresso la Colonna ci avrebbe raggiunti, e saremmo tutti morti. Il tentativo di Annie di schermarlo agli occhi dei Risvegliati è servito soltanto a fornire un alibi alla nostra fragile coscienza: non lo abbiamo abbandonato lì da solo, ci abbiamo provato.
Lo stesso dilemma che abbiamo avuto con Mag, ma immensamente più doloroso e difficile: non lasciavamo indietro un uomo anziano, conosciuto da poco; lasciavamo indietro uno di noi, un compagno, un amico.

Annie avanza come in sogno, mentre tutti riprendiamo il viaggio verso le luci di Trost. Colin le sta accanto, offre il braccio per sorreggerla, ma lei, sia pure senza guardare, si muove con naturalezza e agilità ferina su questo terreno impervio.

Errore, errore...

Lasciare che Annie vivesse quello che ha appena vissuto è stato un errore. Un errore gravissimo. Santi Dei.... fate che non sia così....
Non abbiamo avuto il coraggio di lasciare da solo Gannor, ma forse così facendo abbiamo perso non soltanto lui, ma anche la nostra Annie. Eppure come avremmo potuto abbandonarlo senza neanche una flebile speranza di salvezza?

Non lo so. Non lo so! Non lo so!

NON LO SO!

N O N
L O
S O ! ! ! !



Lo stato emotivo di Annie è un tesoro troppo fragile per un colpo come questo. La vedo tra le lacrime mentre mi cammina davanti: osservo la sua schiena flessibile, i capelli sporchi, i gesti scattosi. Colin continua a parlarle, ma lei non sembra sentirlo.

Ci siamo allontanate, in questi ultimi tempi. E' sempre più difficile parlarle, è sempre più difficile stare con lei, strapparle una parola, un commento. L'ultimo sorriso glie l'ho strappato a Skogen, appena arrivate, insieme a Giada. Scherzavamo, come ragazze normali.
Ragazze normali. Scherzavamo a proposito di Gannor, dei nostri compagni, ci prendevamo in giro....

Adesso è come se per Annie non ci fosse più spazio per un'amicizia normale. L'unico che riesce ad avvicinarla è Colin, che le sta addosso con inesorabile perseveranza, ed è riuscito a creare con lei uno strano rapporto medico/paziente che a volte mi sembra un po' morboso.
Engelhaft ne ha paura, Bohemond di tanto in tanto cerca di appellarsi al suo spirito marziale per farle coraggio e mantenerla salda nella buona battaglia.

Io ero l'amica normale, quella con cui chiacchierare, in tristezza ed allegria, compagna di stanza e di pettegolezzi per mesi. Adesso quella dimensione sembra essersi annientata, dissolta in tutto l'orrore che stiamo attraversando.
Vorrei correre da lei, abbracciarla, piangere insieme la morte di Gannor. Vorrei stringerla, chiederle di raccontarmi com'è andata e raccogliere il suo sfogo e le sue lacrime.
Vorrei.... vorrei di nuovo la mia amica.... ne ho bisogno!

Gannor è perduto. Poco fa era ancora vivo, sia pure ferito da quel terribile Kroc, speravamo di portarlo a Trost per curarlo. La crudele legge di queste terre dice che se qualcuno è ferito e bisogna fuggire... dev'essere abbandonato. E' troppo crudele!

Gannor, amico mio.
Dopo tanta strada insieme, finiamo per separarci in questo posto orribile, paludi maledette brulicanti di mostri. Eppure ne abbiamo passate, di avventure. Siamo usciti, malconci ma vivi, da tantissimi scontri, dai tempi di Cantor, del Vecchio Mulino di Mastro Tober in poi.
Un anno e mezzo che sembra una vita, gomito a gomito a strisciare nello stesso fango della Rocca di Tramontana, assaliti dagli stessi incubi. Quanto siamo cambiati da allora, da quando ci siamo conosciuti!
Il garzone senza famiglia ha lasciato il posto a un soldato coraggioso, affidabile, forte. Quanto si sono indurite le tue mani, soldato di Uryen.
Dovevamo tornare insieme alla Capasanta, ricordi?
Non è giusto.... no, non è giusto....

Trost, già la odio.
Odio le sue mura grottesche che si iniziano a intravedere all'orizzonte, coperte di fuoco. Odio queste paludi... il vento, il freddo...


scritto da Kailah , 12:58 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
30 settembre 517
Martedì 21 Novembre 2017

Castello di Seta

"Da sola, sì... da sola. Se c'è una cosa che non mi è mancata, in questi giorni, è la compagnia".
Rhea annuisce distratta, so di non essere una cliente interessante: chiedo poco, pago poco, sono poco attratta dalle meraviglie offerte da questo luogo di piacere. Qualche moneta di rame in cambio di una tinozza d'acqua calda, niente di più, niente di meno.
Eppure non so trovare parole sufficienti a descrivere il sollievo che provo mentre immergo il corpo nell'acqua calda, in questa stanza semibuia, chiudo gli occhi... e respiro. Finalmente in pace. Finalmente non devo preoccuparmi di nulla.

Skogen è un ben triste villaggio a guardarlo oggettivamente, ma quando ti trovi disperso nella Terra di Nessuno, al freddo, affamato e sporco all'inverosimile, coi piedi sempre umidi, dolenti, le mani gonfie e l'ansia costante di essere attaccato da Risvegliati o Kreepar, ecco che queste misere poche case diventano la terra promessa, un porto sicuro.
Il porto sicuro che Mag non è riuscito a raggiungere, nonostante tutti i nostri sforzi.



Mag.
Chissà se riuscirò un giorno a ricordarlo per l'uomo che era, con i suoi guizzi di genialità e l'innegabile vena di follia. Il vecchio capellone che ci ha fatto scoprire l'esistenza della Garmanbozia e che ha salvato la vita di tutti noi trovando un rigagnolo d'acqua nei pressi dell'Antico Maniero.

Parlava di sè in terza persona, a tratti si perdeva in ragionamenti sfilacciati, ricordi confusi. Ma altre volte era precisissimo nel riportare nomi e date, fatti importanti: era un buon osservatore, abile a orientarsi e a trovare di che sopravvivere. Gli ultimi mesi della sua vita erano stati un incubo di solitudine e prigionia, circondato dagli spettri barcollanti dei vecchi compaesani trasformati in mostri. Anche la sua compagna, Patty, un brutto giorno è andata perduta.
Avevamo portato un barlume di speranza, quando lo abbiamo liberato dalla cella in cui i soldati di Ghaan lo stavano facendo morire di fame. A Trost aveva amici, forse parenti, sperava di raggiungerli e rifarsi una vita.
E invece.

Chissà se riuscirò a rivedere il suo volto magro, per prima cosa, quando ripenserò a lui. Le mani sottili con le vene a rilievo. Chissà se riuscirò a togliermi di dosso la sensazione spiacevolissima, nauseante, di qualcosa di liquido, tiepido e appiccicoso che mi cola lungo la schiena, penetra il mantello e i miei abiti. Chissà se ricorderò la sua voce, un giorno, e non i rantoli affannati durante quell'ultima, micidiale fuga.
Non ce l'ho fatta a salvarti, Mag.

"Voi sapete che quel vecchio è morto comunque, e sta cagando sangue da tre giorni, vero?"

Parliamo dei sensi di colpa.
Parliamo della paura di morire, mentre quella mandria di Risvegliati ci incalzavano.
Parliamo della speranza che qualcuno dicesse che Dan aveva ragione. Parliamo di come non volessi essere io a dargli ragione. Non io, no. Non io. Anche se lo sapevo, giù in fondo, nell'ombra torbida del mio cuore, laggiù in fondo lo sapevo anche io che Dan stava dicendo il vero.

Voglio dimenticare il sollievo che ho provato quando Logan ha ammesso che era finita, che Mag non ce l'avrebbe fatta. Non ero già più io a trasportarlo, ho resistito solo pochi minuti di quella fuga precipitosa col suo peso sulle spalle. Eppure sapevo che se ci fossimo ostinati a trascinarci dietro Mag saremmo tutti morti. Lo sapevo, volevo piangere, non volevo ammetterlo.
Poi ecco, Logan ingoia l'amarezza e dichiara ciò che ormai è evidente. E, poco prima che l'orda di Risvegliati sopraggiunga, trova il coraggio di dispensare la misericordia che il povero Mag merita, prima dell'inevitabile scempio finale.

Riuscirò a ricordare Mag senza rivedere il suo corpo straziato, fatto a pezzi e sbranato da quell'orda di corpi irrequieti? Riuscirò a vederlo ancor fragile, ma vivo e umano, oppure nel ricordo quel lago di sangue, visceri e brandelli prenderanno per sempre il sopravvento?

Non ho mai visto una morte tanto orribile, un corpo straziato a quel modo. E dire che di morti ne ho visti, da un anno e mezzo a questa parte. Ne ho visti tanti davvero.
La morte fa schifo, puzza. Il sangue viscido, le budella, l'infame contenuto degli intestini e dello stomaco, la bile... non importa quanto siamo belli quando abbiamo ancora la pelle indosso: sotto siamo tutti fatti di una poltiglia schifosa.
Eravamo lì fermi, inorriditi e silenziosi, a contemplare i Risvegliati che spalmavano il povero vecchio Mag sulle rocce, gli uni addosso agli altri, in un banchetto infernale.

Vorrei poterlo dimenticare. Vorrei potermi lavare di dosso i ricordi, non soltanto la sporcizia e il sudore del viaggio.
Chi era che mi diceva che Shasda è la dea dell'oblio? Forse Padre Engelhaft, non ricordo bene. O forse era Bohemond, così preoccupato all'idea che varcassi questa soglia, che entrassi nel Castello di Seta. Capirai, il Castello di Seta, che paura.
Certo, un pochino di oblio mi farebbe piacere, lo ammetto. Vorrei dimenticare tutto quel sangue, i lamenti, l'odore orribile di un uomo malato che mi si disfa letteralmente sulla schiena. La carne strappata, i nervi sottili, i brandelli di vestito, le ossa che scricchiolano. Ho un sacco di cose che vorrei dimenticare.

E invece mi tocca ricordare.


scritto da Kailah , 14:37 | permalink | markup wiki | commenti (2)
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