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« Tu rischi di far giudicare un eretico a un indemoniato »
- Bohemond D'Arlac -
 
Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 78   commenti totali: 90
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2 marzo 518
Martedì 20 Aprile 2021

Il dono oscuro



"Sogni agitati... non vuol dire brutti, no? Sto facendo dei sogni interessanti, questo sì".

Sogni interessanti... i sogni di Mirai.

Sembra passato un secolo da quando ero seduta al tavolino di cucina di casa sua, ad Holov, e lei mi offriva una tisana. E raccontava.
Reticente, sulle difensive, parlava dei suoi sogni - gli stessi miei sogni - e le visioni dei due spiriti, Vihamel e Yshtav.

Suo padre considerava il Potere Magico al pari di una maledizione e più volte aveva provato a liberarla, naturalmente senza riuscirci. Lo Yoki si aggrappa al sangue di alcune famiglie, tramandandosi di generazione in generazione, da padre a figlio, da nonno a nipote. Non c'è modo di liberarsene, se non smettendo di generare eredi.
Dicono che con il trascorrere dei secoli la virulenza dello Yoki sia diminuita e che ormai non sia che l'eco di ciò che era un tempo. Lo dicono con rimpianto, di solito. Ma forse bisognerebbe dirlo con sollievo.

Stasera ho volato.


Non volevo sprigionare lo Yoki qui, nel bosco dell'antico cimitero di Cantor. Avevo paura che qualcosa, magari ciò che infesta la Cripta del Lupo, lo percepisse e mi riconoscesse.
Mi sono rifiutata persino di aiutare Sven ad accendere il fuoco, lasciandolo faticare con pietra focaia e acciarino a combattere con la legna umida, per evitare che anche la minima scintilla recasse la mia firma silenziosa.

Poi Bohemond è sparito.

Lo strozzerei con le mie mani, se solo non avessi voglia di piangere di sollievo. Quello stupido paladino. Stupido stupido paladino.

Non ci ho pensato due volte. Non ci ho pensato nemmeno una volta, in effetti. Ho pronunciato le rune e ho lasciato che lo Yoki fluisse intorno a me: forte, vibrante di un'energia ulteriore, in risonanza con l'oscura potenza di questo luogo maledetto.

Se dicessi che non mi è piaciuto direi una bugia. E' esaltante: il corpo, fremente di Magia, si fa leggerissimo, più leggero dell'aria. Per un attimo è come trovarsi in punta di piedi, ma senza avvertirne il peso, in equilibrio perfetto. Subito anche la punta degli stivali lascia il suolo, con grazia, ed ogni movimento è guidato soltanto dal pensiero. Non c'è peso, ma la treccia che esce dal mio elmo si muove nel vento: i miei capelli sembrano più pesanti di me.

Altre volte avevo levitato, sollevandomi in aria di qualche metro, sempre con l'ansia di cascare per terra da un momento all'altro. Erano prove, goffi tentativi che servivano ad imparare.

Stavolta, nel momento del bisogno, strangolata dalla paura che il mio amico fosse finito in qualche pericolo gravissimo, ho lanciato l'incantesimo senza pensare alle conseguenze. Mi sono sollevata in alto, oltre le chiome spoglie degli alberi, e da lì ho volato, planando lentamente e con una sicurezza che non mi appartiene, fino a ritrovarlo.

Questo luogo maledetto mi ha aiutata.

Lo Yoki che brucia dentro di me risuona alle stesse vibrazioni che alimentano il potere nefasto di Mirai: accanto ad Annie ogni incantesimo mi donava un fremito di piacere... e qui, così prossimi alla Cripta del Lupo, dove qualcosa di orribile stende i suoi tentacoli neri su questo cimitero sfortunato, la sensazione è ancora più forte, più elettrizzante.

Li capisco, quei maghi che perdono il senno. Per questo mi fa tanta paura la Magia. Perchè è bellissima, bellissima e pericolosa.

Quando ero bambina credevo che fosse tutto molto semplice. I maghi governano il fuoco? Sono certamente utili in ogni villaggio per spegnere gli incendi. Sanno volare? Il loro compito sarà salvare i gattini saliti troppo in alto sul ramo di un albero.

E' così che mi piace la magia. Pulita, razionale, controllata. Ed è così che mi sforzo di utilizzarla, grazie anche al costante conforto spirituale di Padre Engelhaft, che davvero è una fortuna avere sempre vicino, con le sue parole di saggezza.

Il problema è che la magia non è pulita, non è razionale... e non è nemmeno lontanamente controllata come vorrei. Lo Yoki è un istinto ancestrale aggrappato alla nostra anima, parte integrante di quello che siamo. E' per questo che i tentativi di innalzare persone dotate di Yoki son sempre finiti in modo disastroso: perchè già il nostro controllo è sufficientemente impegnato a tenere a bada ciò che siamo, l'equilibrio è già abbastanza precario senza bisogno di aggiungere schifezze come il sangue degli Antecessori.

Mi fanno rabbia i maghi che, invece di rispettare e temere l'oscuro dono che hanno ricevuto, ci sguazzano, e combinano un disastro dopo l'altro, nella sciocca e - davvero - ingenua convinzione di poterlo dominare e diventare... chissà cosa. Forti? Vigorosi? Importanti? Ricchi? Immortali? Quanto sono disposti a rischiare, in onore di tanta vanità?
Non è un caso. Quando dissi a Ramsey che ero una maga lui non disse nulla, ma storse il naso. Non è un caso che i maghi non piacciano a nessuno.

Ciò detto, nervi saldi.

Valichiamo questo fiume, presto. Abbiamo una missione che ci aspetta. Recuperare Ramsey. Oh dei. Morto, freddo, grigio dentro ad una cassa.
Non riesco a immaginare che un uomo simile possa aver smesso di respirare. Che i suoi muscoli di acciaio siano adesso rigidi, che il suo cuore coraggioso abbia smesso di battere.
Peserà tantissimo quella cassa. Un peso che davvero non avrei mai voluto portare.


scritto da Kailah , 22:34 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 gennaio 518
Venerdì 9 Ottobre 2020

... pensieri dal fango




La botta è stata terribile, l'elmo si è disintegrato e pure la mia testa c'è andata vicina. Non ha fatto nemmeno troppo male lì per lì, ho sentito più forte la schienata nel fango, il contraccolpo, i polmoni che sbattono per terra e si svuotano d'improvviso. Credevo che sarei svenuta, invece per qualche istante è stato tutto annebbiato, poi ho sentito voci, grida, le armi che si scontrano.

"Sei il mio tipo?" "Non sei il mio tipo..."
Devo essere ancora stordita, però: non capisco di che stanno parlando. Poi il tizio con l'ascia, invece di fare qualcosa di utile per sè e per i suoi compagni, come ad esempio finire di ammazzarmi, mi afferra per un piede e inizia a trascinarmi in giro per il campo di battaglia.

E dire che mi ero fatta la treccia, stamattina, ma sento che adesso i capelli sono sciolti e si stanno impiastrando tutti di fango e di sangue, sento le pietruzze, gli aghi di pino mi si infilano nei vestiti e dentro l'armatura... che fastidio. E tutto questo caldo che sento sulla faccia è sangue? Non ho il coraggio di toccarmi il viso, e comunque è meglio se questo mascalzone crede che io sia priva di sensi.

... Certo, vorrei proprio capire che sta succedendo.

Chi diamine sono questi? Cosa vogliono da noi? Sarò io stupida, forse per la botta in testa che ho preso, ma davvero non mi capacito.
Banditi? Suvvia, nessun bandito sano di mente passa le sue giornate abbarbicato in cima a degli scomodissimi abeti innevati a scambiarsi richiami per uccelli su un sentiero su cui non passa mai nessuno.

E poi i banditi anche ieri ci hanno fermati, hanno detto una cosa tipo "o la borsa o la vita", abbiamo risposto subito "la borsa! la borsa!" e ci hanno lasciato passare. Oggi questi altri... che se ne fanno della vita?

No, ci dev'essere qualcos'altro.

Intanto che ci penso, provo ad attivare il Potere Igneo. Tutti questi pelliccioni in cui stanno intabarrati secondo me sono infiammabili, magari gli do un po' fastidio mentre i miei amici li combattono.

E se fossero solo degli onesti briganti che il Topo malefico ha posseduto e adesso ci manda contro? Quell'odioso roditore è capace di tutto. L'energumeno che sta attaccando Engelhaft è strano, ha la faccia tutta dipinta di blu, deforme come se un occhio gli mancasse e l'altro... pure, spiaccicato.
Magari nell'orbita mancante dell'occhio del brigante ci sta la pietruzza che contiene il Topo...

... che al mercato mio padre comprò.

Devo smetterla con queste idiozie, concentrarmi, concentrarmi... Kailah, sveglia, tieni duro!
Non è una voce nella mia testa, è il buon Colin, sta qui chino accanto a me che armeggia con le bende e i suoi medicamenti... meno male che ci sta lui.

Oddio. Ho visto bene? Il tizio pelato con la faccia blu e senza gli occhi ha appena gambizzato Engelhaft. Il mio amico cade a terra con un gemito e affonda nel fango vicino a me.

Non posso aspettare, è il tizio blu quello che deve andare a fuoco: mi concentro sul suo collo di pelliccia e sulla sua persona... "VAS"

Speriamo bene. Ho troppo bisogno di lavarmi. Troppo. La testa accidenti se fa male... e il povero Engelhaft mi sembra messo anche peggio di me.

Meno male che Vodan e Sven stanno iniziando a sconfiggere uno dopo l'altro questi strani aggressori. Speriamo che ne lascino uno vivo abbastanza per potergli chiedere "scusa, ma esattamente perchè ce l'avevate con noi?"

Mi sta iniziando a venire un po' di curiosità.
scritto da Kailah , 14:38 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
14 gennaio 518
Domenica 7 Giugno 2020

Riflessioni

Siamo soldati piuttosto navigati ormai, abituati a situazioni complicate, a disagi immensi, a incassare ferite e ingoiare frustrazioni.
Non faccio questo discorso quindi perché sono stata la figlia viziata di un Dominus ammanicato con la Lega dei Seebanns, e nemmeno perché mi aspettassi chissà che trattamento di lusso, qui a Feidelm.
Tuttavia devo proprio dire che il comportamento del Sergente Maggiore Page nei nostri riguardi è inqualificabile.

A prescindere dal fatto che sia un ufficiale corrotto, un satanista impenitente o una persona onesta (non lo so e francamente nemmeno mi interessa saperlo), di certo si è comportato molto male.

Riepilogando i fatti, a prescindere dalle vostre precedenti ostilità reciproche, che non mi riguardano, ieri notte abbiamo svolto un incarico pericoloso ai suoi comandi. Alcuni di noi sono stati feriti, io ad esempio ho ricevuto due colpi al ventre e ancora sono molto dolente, tutti abbiamo corso dei rischi, da bravi soldati.

E oggi che fa lui?

Bravi, grazie, ottimo lavoro.

Quindi vi meritate una vacanza.

Ma non sarà una vacanza pagata, perché il povero Margravio non ha i soldi.

Non potete alloggiare qui alla caserma, ma ci sta un amico mio che fa l'affittacamere e ve lo posso consigliare.

Dovrete procurarvi da soli di che vivere.

Se mi dovesse servire il vostro aiuto, vi chiamerò.

Quindi non potete allontanarvi dalla città, e non potete accettare lavori che non siano "a giornata".

Ma se vi richiamassi, la vacanza non pagata diventerà una vacanza "un pochino" pagata.

Vorrei tanto mandarvi via da Feidelm ma non posso.

Comunque bravi, eh. Ieri notte ottimo lavoro.

...

Ma di che stiamo a parlare?
Vi pare questo il modo di comportarsi?

Adesso io, ferita come sto, dovrei trascinarmi dall'affittacamere amico suo e pagarmi la degenza perchè il Margravio non ha i soldi?

Lo capisco, siete tutti presi dal problema del Demone che infesta Muireal, e che anche a me preoccupa, è naturale. Ma il fatto che ci sia un'incognita simile non deve comunque distrarci dal fatto che questo non è il modo di trattare degli onesti soldati che fanno il loro lavoro.

Io mi fido delle sensazioni di Engelhaft riguardo quella faccenda del Demone: in generale una delle poche cose che so dell'Evocazione è che qualsiasi cosa venga evocata è male, e che i mondi ultradimensionali devono stare separati tra loro quanto più possibile. Quindi se ci fosse modo di distruggere l'ospite di Muireal, ben venga.

Ma quel che mi permetto di dire a chi si incaricherà di questa impresa (tutti tranne me, se ho capito bene, il che mi dispiace ma è evidente che più io sto in zona più quella creatura si rinforza, quindi me ne starò al calduccio dall' amico del Sergente Page) è di correre meno rischi possibile, anche a costo di lasciar perdere.

Questo significa che va bene un tentativo, ma al primo problema serio, al primo spintone di troppo alla guardia, fermatevi, state buoni, non vi cacciate nei guai.

Non lo dico solo perchè vi voglio bene, ma anche perchè se il tentativo di distruggere il Demone dentro Muireal dovesse dimostrarsi un'impresa impossibile, dovremo stare pronti e in zona, aspettare e prepararci a mettere una pezza ai danni che il Demone combinerà una volta liberatosi del suo ospite mortale.

Quindi NON vi fate ammazzare dal Demone, NON vi fate sbattere in prigione dalle guardie, NON mettetevi in situazioni impossibili. Va bene provare, ma meglio un tentativo fallito senza troppe conseguenze, che un tentativo comunque fallito e con una scia di problemi ulteriori dopo.

Ricordate una cosa: quel Demone non è "colpa vostra": è stato evocato da quel mago paralitico che mi avete raccontato, ha fatto un sacco di casini e adesso fa tutto l'amichetto nostro perchè gli facciamo comodo, tutto qui.
Ma noi non lo abbiamo aiutato perchè credevamo alle sue balle: lo abbiamo aiutato solo perchè ci perseguitava da giorni, e pur di togliercelo dalle scatole eravamo disposti a chiudere un occhio su tante cose. Forse troppe, non so.

Io per prima non lo reggevo più: sono stata io a proporre la sceneggiata di Muireal svenuta che ci sta procurando tanti grattacapi, e me ne dispiaccio. Ma davvero pur di togliermi di torno pietra, demoni, ragni invisibili volanti, topi e compagnia bella avrei fatto qualunque cosa: quella creatura mi si attacca addosso come una sanguisuga, anche nei momenti più rischiosi.

Ieri notte lo sentivo nutrirsi del mio potere magico, sia quando lo utilizzavo per lanciare incantesimi, sia addirittura per conto suo, quando gli faceva più comodo. E quando il potere magico mi si è prosciugato, lui ha continuato ad attingere alle mie energie mentali. E' una cosa che noi maghi facciamo raramente, di continuare a lanciare incantesimi dopo aver consumato tutto il potere magico, perchè è molto debilitante e piuttosto pericoloso: se si esagera, un mago rischia di finire a terra privo di sensi, svenuto.

... ops. Esattamente quel che il nostro "amico" Demone desidera: un nuovo ospite.

Quindi scusatemi se ho frettolosamente proposto ieri notte la sceneggiata dello svenimento. Scusatemi soprattutto se adesso, nel momento del bisogno, mi ritiro a distanza di sicurezza da quella creatura.

Me ne vado dall'amico affittacamere del Sergente Page a godermi le mie immeritate ferie forzate non pagate e aspetto vostre notizie.

Mi raccomando... state attenti. Non correte più rischi del necessario: la priorità è che voi non vi facciate ammazzare o ingabbiare, i problemi del Demone vengono dopo: ne abbiamo gestiti altri, gestiremo anche questo.

Kailah

(che, detto questo, va nella camerata a radunare le proprie cose e fare i bagagli)


scritto da Kailah , 09:29 | permalink | markup wiki | commenti (5)
 
23 novembre 517
Giovedì 25 Luglio 2019

La casa della Tramontana



William.

Non ho ancora finito di piangere le persone che hai ammazzato. Mi bruciano gli occhi, l'incredulità e la sorpresa di questo risveglio ingiusto mi spezzano il respiro. Speravo di tornare a "casa", ma non c'è più la mia casa, qui alla Rocca di Tramontana. Solo freddo, silenzio, sguardi sospettosi.
Durante l'interminabile viaggio per gli Altipiani delle Tempeste pensavo spesso a chi avrei ritrovato ad Uryen, mi dava coraggio sapere che erano qui, al sicuro. E invece tu mi hai lasciato il deserto.

No, non ho ancora finito di piangere le persone che mi hai strappato. Gli amici, i compagni.
Heinrich, il mio primo amico nell'esercito, il primo volto sorridente, quando tutti ancora mi intimidivano da morire. Charlie, che aveva una cotta per te. Angelica... persino Angelica. E Teegan, la più giovane delle sirene. Vasq, Roy, i migliori. Insieme ai compagni del Terzo Plotone sono riusciti ad abbatterti, ma hanno pagato con la vita il loro coraggio.

William.

Non ho ancora finito di piangere le persone che hai ammazzato... e già inizio a piangere per te.

Kor-Wak

Sento le tue rune mentre sfiori il mio braccio e avverto una sottilissima sensazione di elettricità. Durante un lungo turno di guardia fuori dalla fattoria di Trent. Il lungo turno di guardia a cui penserò sempre, quando penserò a te. Le tue domande stupide, le risate, il segreto che mi hai raccontato.

Kor-Wak

Ed ecco che sono io a posare le dita sulla tua pelle e a pronunciare le rune. I peletti del tuo braccio cambiano verso. Che cosa buffa.
"Lo vedi che non c'è niente di pericoloso?"

Sei un cretino William. Quante volte te l'ho detto?
Non abbastanza, purtroppo.

Non abbastanza.

"Io ti dico, non penso che i miei poteri possano fare casini grossi. Non penso che i miei poteri potranno cambiare il destino mio, tuo, di Annie... o il grande disegno..."

Quanto ti sbagliavi, William. Ho provato a dirtelo, che esistono entità che sono ghiotte dei nostri poteri, che adorano i maghi... dotati, come noi, ma non espertissimi. Entità che non vedono l'ora di fare del male. Ma tu non mi credevi, volevi vederlo coi tuoi occhi. Volevi fare "le tue esperienze".

"Intendo fare le mie esperienze! E intendo pure vantarmene con le ragazze che incontro!"

Cretino, cretino, cretino. Non ce la facevi proprio a prendere le cose sul serio. Tutto uno scherzo, tutto l'occasione per una battuta, una spiritosaggine, una stupidata.

Eravamo amici? Questo mi chiedo. Non lo so. Non lo so se eravamo amici, ma probabilmente io ero la cosa più simile ad un'amica che tu abbia mai avuto qui nell'esercito. Mi hai mostrato i tuoi diari, abbiamo confrontato i sogni ricorrenti e le visioni di quei due esseri del Kahl Valan. Sei tu che mi hai aperto gli occhi sui ricordi modificati dal Demone che possiede Mirai, quando io ancora pensavo fossero risalenti all'infanzia.
Discorsi seri mischiati alle stupidaggini, alle tue fanfaronate sulle donne, ai giochi da ragazzino. Ti divertivi a mettermi in imbarazzo.

"Bisognerebbe capire se tu, Kailah, sei un caso isolato... oppure se è davvero la norma, qui ad Uryen..."
"Vallo a chiedere a tutte quelle che incontri... rimedierai un sacco di occhi neri!"

Ridevo, ma poco dopo è stato Rock a picchiarti davvero, a sangue, quella stessa notte. Si può essere più stupidi di te? Fingersi un Risvegliato fuori dalla fattoria, barcollando nel buio... come niente ti saresti potuto beccare una freccia, fortuna che ti ho riconosciuto.

Un cretino fatto e finito. Che pure mi ha spinta a contraddirmi, nel buio di quelle ore. E' stata la prima e ultima volta. Sono certa che non potrei più farlo senza sentire la tua voce, ormai.

Insomma, eravamo amici o no?

Mentre Rock, quella stessa notte, ti faceva volare da una parte all'altra della stanza, nel fracasso della sedia e del tavolo che si spaccavano, ho chiuso gli occhi. Mi faceva male vedere il Sergente che ti pestava: la sua forza smisurata, una furia che non gli avevo mai visto prima. Sentivo quasi dolore io stessa.

Eravamo amici, William, proprio così.

"Scommetto che ti sto anche un pò simpatico, in barba ai tuoi due migliori amici che non mi possono vedere."
"Certo che mi stai simpatico. Per questo mi interessa che tu non venga posseduto da un demone, tramutato in un mostro, e tu venga abbattuto in modo cruento".

Mioddio.

...

Mioddio, che cosa ho detto.

Il tempo è strano. Sembra lontana un'eternità, quella notte da Trent. Il viaggio a Skogen e per le terre dei morti è come se fosse durato tre anni, e non soltanto poche settimane. Eppure se ci penso, se chiudo gli occhi, siamo ancora lì alla fattoria. Gannor è vivo, Charlie è viva. Tu sei vivo. E fai di tutto per farti detestare, come al solito.
Rock non è ancora prigioniero in mano nemica. Non è ancora andato ad Angvard. Non è ancora successo niente. Ancora c'è modo di impedire che accada il disastro.

Dove ho sbagliato? Me lo sentivo, accidenti, me lo sentivo che sarebbe finita male.
Quando siamo stati a parlare con Mastro Luger... è stato lì che ho sbagliato? E' stato lì che avrei potuto deviare il corso degli eventi?
Luger ha parlato di come le entità demoniache siano in grado di trasformare i nostri ricordi, i nostri sogni. Di pilotare le nostre emozioni.
E di come la cosa migliore da fare sia resistere, non lasciarsi suggestionare. Ma Luger sapeva benissimo che a te non sarebbe bastato. Lo sapevo anche io.

Poi tu sei fuggito in corridoio a piangere. Ti ho visto molte volte ridere. Ma piangere... piangere quella volta soltanto.
In un angoletto buio del corridoio, fuori dalla porta di Luger. Mormoravi: "Io... non voglio... che muoia...".
Mi hai chiesto scusa, poi.

A modo tuo, ci tenevi davvero ad Annie, ne sono sicura. Niente di sdolcinato, niente di quel che immaginava la povera Charlie, quando fantasticava sul tuo amore infelice. Ma sentivi il fascino di Annie, la sua forza, eri attratto da quel che lei, con un autocontrollo eccezionale, riusciva - e riesce ancora - a tenere a bada.
Il Potere Magico che abbiamo dentro ci attira verso Annie. Accanto a lei è un reale piacere lasciarlo fluire: è come se la sua vicinanza lo catalizzasse.

Adesso Annie è agli arresti. Spero che sia per poco e che venga rilasciata in fretta. Ma l'atmosfera, dopo quel che tu hai fatto, è tetra e pesante: credo che qui ad Uryen la sua presenza sarebbe vissuta da molti con un'ostilità difficile da gestire. Per questo Barun ha preferito nasconderla, per evitare insubordinazioni e problemi. Credo che a breve la assegneranno ad incarichi fuori città.

Quasi tutti, qui, hanno visto un solo Innalzato: te, William. Lo capisco che siano diffidenti.

Ed ecco che arriviamo al pugnale di Kalya. Un pugnale brutto, strano, tutto nero. Non mi piace per niente. Spero di non doverlo usare mai.
"Uccidici un Innalzato".

A parte... come se fosse facile. Le ho promesso che farò del mio meglio per riportare sana e salva Giada, quando tornerò oltre il Traunne. Lei è al Castello di Seta, a due passi dalla casa stregata di Mirai: forse uno dei posti peggiori del Granducato. Ma Giada è un'amica, e sono stanca di perdere gli amici. Farò di tutto per salvarla, ma non solo perchè l'ho promesso a Kalya "la Divina".
E farò di tutto per recuperare il Sergente Rock: non soltanto perchè me l'ha ordinato Barun, è ovvio.

Aveva ragione Rock.
Se ti avesse potuto sbattere a calci fuori dalla Rocca di Tramontana, come avrebbe tanto voluto fare, a quest'ora sareste tutti vivi. Tu, William, non saresti riuscito ad entrare nel laboratorio di Luger, e non avresti potuto fare l'immensa stupidaggine che ha ammazzato così tante persone, te compreso.

"Certo che mi stai simpatico. Per questo mi interessa che tu non venga posseduto da un demone, tramutato in un mostro, e tu venga abbattuto in modo cruento".

Posseduto da un demone, tramutato in un mostro. Abbattuto in modo cruento.

Mi chiedo quanto c'era ancora di te, della tua coscienza, nella creatura mostruosa che ha ucciso Heinrich, Charlie e tutti gli altri. Capivi quello che stavi facendo, oppure eri già morto dentro?
"Uno sbaglio a volte ti porta a farne un altro, più grande ancora, per nasconderlo", mi confidasti.

Sarei riuscita a fermarti, se fossi stata ad Uryen in quei giorni? O avresti ucciso anche me?
Non lo saprò mai. Come non potrò mai giudicare la misura reale della tua responsabilità. E' una colpa avere il dono del potere magico... e un cervello stupido come il tuo? Troppo potere nelle mani di un idiota, un disastro totale.

... Non so che pensare. E' impossibile perdonarti per ciò che hai fatto. Ma non riesco nemmeno a odiarti. La compassione supera ogni altro sentimento. Provo solo tanta pena per le vittime... per tutte le vittime di questa terribile vicenda. Compreso te. Vittima del tuo potere, dei tuoi impulsi, della tua curiosa superficialità. E vittima di un'entità demoniaca talmente insidiosa da essere riuscita a trasformarti in un suo strumento di morte.
Chissà, magari io stessa non sarei riuscita a resistere, in altre circostanze.

Adesso però devo cercare di non farmi consumare dall'angoscia o dai dubbi. Devo restare concentrata, tornare oltre il fiume, svolgere il mio incarico con diligenza: recuperare il Sergente Rock, prigioniero dei Ghaanesi; tornare a Skogen e riprendere Giada.

Incredibile: sono appena arrivata a Uryen e già non ne posso più: già non vedo l'ora di andarmene di nuovo.
scritto da Kailah , 09:36 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
2 novembre 517
Lunedì 17 Settembre 2018

La furia della Terra



L'elettricità satura l'aria della notte. Non riesco più a ricordare quando è stata l'ultima volta che ho dormito. O l'ultima volta che ho avuto una visione.
Fulmini squarciano il buio, addensandosi sull'isola avvolta dalla tenebra. Solo per un attimo si scorge il profilo della collina alberata, disegnato dal bagliore livido del lampo. Poi il rombo sotterraneo inizia a crescere, la terra è scossa da un fremore inarrestabile.

"Potrebbe essere Jurmungand?" ipotizza Colin. "Magari ce ne sono più di uno..."

No. Viene dall'isola.
Un altro fulmine per un istante la fa brillare di un innaturale bagliore. Si muove. L'isola si sta muovendo. L'acqua del lago viene risucchiata dalle profondità della collina, la grotta del Santuario crolla su sè stessa.

"Ci siamo" mormora Madre Magdalene con voce spezzata dal pianto.

Ed ecco che un'immensa epifania di Potere Magico si sprigiona dall'Isola. La scarica mi attraversa velocissima, colmandomi di ineffabile angoscia... ed in pochi istanti svanisce, lasciandomi incredula e palpitante.

Fuoco liquido.

Al posto del laghetto verdeggiante, sulle cui sponde soltanto poche ore fa abbiamo affrontato e sconfitto il maledetto Keynes, splende adesso un lago di fuoco che cola in fiammeggianti rivoli lungo i fianchi della collina.

Sembra un fiore che si schiude silenziosamente nella notte nera, mentre torrenti di fiamme scivolano allargandosi verso il fiume. Presto torna il frastuono, si solleva un fumo crepitante quando la lava raggiunge le acque scure del Traunne.

Increduli davanti ad un simile spettacolo, osserviamo tutti a bocca aperta la collina che si spacca, le mille esplosioni, i tremori, le volute irregolari del fumo che sale verso il cielo in burrasca. Gli abitanti di Caaron sono attoniti: quella è la loro casa. Alcuni piangono, ma la maggior parte di loro sono troppo sconvolti, riescono soltanto a fissare con gli occhi sbarrati l'orizzonte.

"Non sento più Claire"
Sembra la voce di Annie, ma non è possibile, solo pochi minuti fa giaceva priva di sensi.... invece eccola, in piedi, sorretta da Colin, la mia amica dalle infinite risorse. Incredibile Annie.
"E i due innalzati di Ghaan? Loro li senti?" le domanda subito Colin.
"Sì, loro sono ancora vivi, anche se non sono in grado di capire dove siano", risponde Annie, mentre con i suoi occhi acutissimi scruta l'orizzonte.

Il Santuario ha venduto cara la pelle, aveva ragione Madre Magdalene. Claire non si è arresa, ha combattuto la sua ultima battaglia, trascinando nelle fiamme innumerevoli orde di Risvegliati.
Mi passa davanti agli occhi il viso asciutto di Ilmar, la consapevolezza nel suo sguardo di essere sul punto di dare la vita per il Santuario, insieme ai suoi uomini. E nonostante sia un nemico, rivedo anche quel soldato di Ghaan sul ponte, che ci ha fatti passare sulla terraferma. "In bocca al lupo", disse. E Bohemond, riconoscendo nei suoi occhi il destino a cui andava incontro, gli ha risposto "vendi cara la pelle".

Vendi cara la pelle.


Quante persone sono morte stanotte? Quante stanno vivendo proprio adesso, in quell'inferno di fiamme e fumo, i loro ultimi terribili attimi di vita? Prego che Kayah li accolga tutti, perdoni i loro peccati, doni loro la pace. Come pure prego che possano trovare pace le innumerevoli anime di tutti quei poveri morti che camminano, animati dal contagio demoniaco. Un tempo anche loro erano persone... spero che il fuoco purificatore di Pyros cancelli le tracce dell'abominio dai loro corpi, e che possano anche loro ritrovare la quiete eterna.

Il frastuono confuso dell'esplosione per un attimo assume sembianza di un lamento di donna, mentre le volute di fumo disegnano un volto nel cielo nero.
Madre Magdalene, con voce commossa, racconta la storia del sacrificio di Ilmatar, che si immola nelle fiamme per salvare il suo popolo. Il viso diafano che vediamo nel cielo è il quello di Ilmatar... o di Claire? Da dove ha origine lo spaventoso miracolo a cui stiamo assistendo?

Deglutisco, col cuore stretto dall'angoscia e dallo stupore. Mi allontano qualche passo dalla gente di Caaron e dalla dolce Madre Magdalene, non resisto più a partecipare della loro costernazione, ho bisogno di respirare più liberamente.

Ma ecco, davanti a me c'è qualcuno che con fanciullesco entusiasmo si gode il prodigio: in piedi tra i suoi compagni, il Principe Aiden osserva la furia della natura, l'isola spaccata dalle fiamme, le scariche elettriche, l'incendio e la devastazione. Mi avvicino al suo gruppetto, scambio qualche saluto, incrocio qualche sguardo. Sono tutti entusiasti, eccitati. Felici di essere ancora vivi e di poter assistere a uno spettacolo simile, senza esserne vittima.
Il Principe mi fa spazio accanto a lui, rivolgendomi un grande sorriso: gli brillano gli occhi, tanta l'emozione di quest'avventura straordinaria. Oh, ne avrà tante da raccontare, quando tornerà a casa!

Invidio molto agli Elsenoriti questa leggerezza, il fatalismo spavaldo e ottimista con cui affrontano le più assurde prove che il destino mette loro davanti al cammino. Mi piace come siano liberi dai pensieri e dalla paura, come sappiano prendere la vita come se fosse un enorme gioco meraviglioso, e non la nostra dura realtà.

Chissà.
Magari quando sarò tornata a Uryen, agli Dei piacendo, saprò fare tesoro dell'amicizia con Aiden e i suoi compagni, ed imparerò anche io a vivere con un po' più di leggerezza e di ottimismo. Sto già migliorando.

Il Santuario di Caaron esplode
scritto da Kailah , 14:52 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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