Ieri 4 novembre 517 ho somministrato 0,5 once di garmanbozia al paziente A ... sembra essersi ripresa ...
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5 Novembre 517
Martedì 16 Ottobre 2018
La prima volta
Ieri 4 novembre 517 ho somministrato 0,5 once di garmanbozia al paziente A ... sembra essersi ripresa ...
4 Novembre 517
Domenica 14 Ottobre 2018
Vulcano
“Il meglio è nemico del bene” era il motto di mio padre. Non l’ho mai ascoltato molto, ma questa cosa la ripeteva in continuazione e alla fine mi è entrata in testa. Raramente ero d’accordo con lui e su questo suo motto men che meno. Mi sono sempre impegnato per fare le cose al meglio senza accontentarmi.
Forse questi diversi modi di pensare dipendono solo dalle arti che pratichiamo. Nelle scienze mediche e alchemiche di cui mi diletto spesso accontentarsi del bene non basta; ma nell’arte della negoziazione, di cui era maestro mio padre, spesso la ricerca della perfezione può far saltare un grande affare.
Nel mezzo delle lande desolate del delta di Feith, infestare di risvegliati e kreepar giganteschi, con l’inverno alle porte, gli insegnamenti di mio padre (quelli che ho sempre odiato e non ho mai voluto ascoltare) sono riaffiorati alla mia mente, e forse ci hanno salvato la vita.
Stiamo scappando verso sud, sperando di riuscire a tornare oltre il Traunne prima che arrivi il gelo e la neve. Abbiamo incontrato un drappello di disperati che hanno trovato il modo di sopravvivere nel territorio battuto dalla progenie della grande scolopendra, Jurmungand. Ci hanno offerto di farci da guida, ma in cambio volevano le nostre donne e molto oro. Un prezzo decisamente troppo alto. Stava per saltare tutto, quando mi è venuto da dire: “Se volessimo solo le informazioni per sopravvivere, senza la guida?”
Ci hanno fatto un buon prezzo e l’affare si è concluso. Quelle informazioni ora ci sono molto utili.
Solo quando il tipo mi ha detto: “Siete dei bravi mercanti...” mi sono reso conto che mio padre questa volta mi ha salvato la vita. Chissà che risata si sarebbe fatto a sentir dire questa frase di me.
Siamo alla fine scappati dalla’isola santuario di Caaron lasciando Claire nel cuore della caverna sacra. Letteralmente sommersa dai risvegliati l’isola è esplosa in un eruzione vulcanica quando ormai la vedevamo all’orizzonte. È stato uno spettacolo tremendo e incredibile. Uno di quei fenomeni che non avrei mai pensato di poter vedere di persona. Quante cose ho imparato in questo viaggio...
Magdalene sembra avere il potere di tener a bada i kreepar, un po’ come gli innalzati tengono lontani i risvegliati; lei sostiene che in qualche modo loro sono parte della natura.
Il paziente A soffre delle melodie di Magdalene ed è in preda a mille visioni. Non sta affatto bene. La sto tenendo sotto controllo, spero che non ceda proprio adesso. È riuscita a dirci che i due innalzati ghaanesi sono sopravvissuti all’eruzione e ci stanno seguendo. Tra qualche giorno probabilmente ci scontreremo con loro.
Per fortuna incontriamo pochi risvegliati, perché fa troppo freddo, ma ci sono molti kreepar e Magdalene fa fatica a proteggere tutto il gruppo.
Dobbiamo farci forza.
Grazie padre di avermi aiutato.
1 Novembre 517
Venerdì 7 Settembre 2018
La processione
Quando passavano le processioni davanti al laboratorio di Tiberius, mentre io mi divertivo a fare ogni sorta di esperimento ad insaputa del vecchio, mi chiedevo come quelle persone non si annoiassero a camminare lente dietro al prete salmodiando preghiere.
Oggi posso dire di aver partecipato anche io ad una processione e di averne percepito in prima persona la potenza.
La situazione nell'isola santuario è diventata presto insostenibile e abbiamo deciso di evacuare i civili prima del tramonto. Abbiamo quindi abbandonato in massa la grotta lasciandovi solo Claire. Il paladino portava a braccio il paziente A ancora priva di coscienza. Si sono raccomandati con lui di tenerla con il volto rivolto verso il cielo. Chissà perché?
Seguivano tutti il vescovo di Feith, madre Magdalene e il nostro prete.
Ci hanno sbarrato il cammino due plotoni di Ghaan (che sapevamo essere sull'isola), guidati dal capitano Manuel (che non sapevamo fosse a Caaron). Il capitano ha chiaramente detto che la sua missione era quella di prendere Magdalene in custodia. I margini di negoziazione questa volta erano pochi, dato che la nostra missione ha lo stesso obiettivo. Ci preparavamo all'inevitabile combattimento quando il nostro prete ha intimato di lasciarci passare nel nome degli dei. La forza delle sue parole, in questo luogo sacro e supportato dalla folla orante, ha lasciato muti i soldati nemici che ci hanno lasciato passare senza muovere un muscolo.
Manuel guardava con odio il prete. I loro "innalzati" sogghignavano; una dei due era Ayza, l'amica di Ireena di Trost. Ireena ci aveva parlato molto bene di lei. Credevo di aver capito che tra le due ci fosse un legame e che Ayza vivesse il suo stato in modo molto più simile a come lo vive il paziente A che a come lo vivono gli altri infetti di Ghaan. Mi sembrava inoltre che fosse in qualche modo attratta dai nostri sacerdoti.
Per un attimo ho pensato che stesse dalla parte sbagliata e che fosse questo il momento giusto per lei di cambiare schieramento. Mi sono avvicinato e le ho chiesto di venire con noi. Qui devo dire che ho avuto una grande delusione. Ho trovato la sua risposta vuota e priva di senso ... mi ha chiesto a mia volta di unirmi a loro. Forse l'avevo sopravvalutata, forse ho capito ancora troppo poco di come ragionano questi infetti ... sicuramente ci sono ancora troppe cose che ignoro.
Sarebbe stato bello averla con noi, avrebbe potuto aiutare molto il paziente A. Peccato!
Sono invece molto contento per il nostro prete. Questo santuario l'ha trasformato: ha trovato sicurezza in se stesso e nella sua fede. Senza di lui saremmo veramente in grossi guai.
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