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Grande Offensiva dei Nomadi

Nome attribuito a una poderosa offensiva sferrata da un esercito congiunto di diverse tribù Nomadi provenienti da est: l'operazione, che vede il suo inizio nel corso dell'500 e che raggiunge il suo apice nell'anno successivo, travolge i confini orientali del Granducato di Greyhaven, portando alla temporanea caduta delle città di Flagstaff e Baregard e alla conquista dei territori circostanti da parte degli invasori.

La risposta del Granducato, sostenuta dalla cavalleria di Leaf e dall’Ordine della Lancia d'Argento, riesce ad arrestare l'offensiva trasformandola in una guerra in un logoramento che, nel corso degli anni successivi, porta alla progressiva riconquista dei territori occupati e alla definitiva respinta dei Nomadi oltre frontiera.

Contesto generale

Attorno all'anno 500, il Granducato di Greyhaven sotto il governo del Granduca Harald Bjorgson attraversa un periodo di apparente prosperità, grazie a una economia stabile e a una forza militare intatta e ben addestrata. Negli anni immediatamente successivi, questa stabilità comincia a incrinarsi lungo i confini orientali per colpa di una serie di scorribande compiute nei territori del Ducato di Gulas da alcune tribù nomadi che abitano i territori al di là dei monti Allston orientali. Le notizie che giungono a Greyhaven parlano dapprima di scorrerie isolate, abitati dati alle fiamme e carovane scomparse; ben presto, però, diviene chiaro che le popolazioni Nomadi dell’Est stanno esercitando una pressione costante e organizzata sulle difese di frontiera.

Eventi salienti

A partire dall'inizio della primavera dell'anno 501 la situazione diventa via via più preoccupante, quando nei territori centrali del Granducato cominciano a diffondersi notizie di incursioni sempre più frequenti: come se non bastasse i racconti menzionano, tra le schiere dei Nomadi, anche la presenza di alcuni Orchi che combattono al loro fianco. Racconti di attacchi improvvisi e di interi villaggi scomparsi in una sola notte alimentano paura crescente e favoriscono interpretazioni apertamente apocalittiche degli eventi.

L’invasione

La situazione precipita quando le difese di confine vengono sfondate in almeno due occasioni ravvicinate. La prima rottura avviene presso la marca di Flagstaff, investita dall’urto dell’avanzata nomade: molti centri abitati vengono rasi al suolo durante uno degli sfondamenti più violenti. Solo un contrattacco dell’esercito del marchese consente, dopo sanguinosi combattimenti, di riconquistare le rovine; queste vengono poi trasformate in prima linea fortificata e in punto di raccolta per truppe, feriti e profughi. Flagstaff diviene così il primo simbolo di una guerra che, per la prima volta dopo generazioni, non resta lontana.

La caduta di Baregard

Poco dopo giungono notizie ancora più gravi: la città di Baregard, capitale dell’omonima baronia, cade in mano agli invasori. I racconti che si diffondono verso sud-ovest e raggiungono Greyhaven descrivono un esercito nomade soverchiante, reso ancor più temibile dalla presenza degli orchi, che infligge pesanti perdite e si spinge nei territori orientali del Ducato di Gulas. Villaggi vengono devastati, prigionieri catturati, popolazioni intere costrette alla fuga; l’impatto sull’animo comune è devastante.

Nei mesi successivi, mentre colonne di profughi si muovono dalle campagne orientali, lungo le strade interne del Granducato di Greyhaven circolano narrazioni sempre più cupe. In città riemergono antiche profezie e sinistri presagi, e l’invasione viene da molti attribuita a forze oscure.

La riorganizzazione delle difese

Il Granduca ordina un massiccio rafforzamento delle difese orientali: nuovi contingenti vengono inviati a sostenere il Marchese di Flagstaff, ancora presente sul territorio con un modesto ma fedele battaglione di uomini pronti a tutto; fortificazioni superstiti e guarnigioni di frontiera vengono ripristinate. Le forze del granducato si concentrano lungo il confine occidentale della baronia di Baregard: la riconquista entra nei piani strategici, ma senza risultati immediati.

La guerra di logoramento

Negli anni successivi si apre una lunga fase di scontri irregolari. Il marchese evita grandi battaglie campali e preferisce una strategia di imboscate, contrattacchi mirati e rapide ritirate, volta a consumare progressivamente la spinta offensiva dei Nomadi. Le terre di confine si fanno fronte instabile e insanguinato, segnato da conflitti minori ma continui. Decisivo risulta l’apporto dello squadrone di cavalleria di Leaf e dell’Ordine della Lancia d'Argento. Sfruttando le pianure aperte del Ducato di Gulas, le loro cariche infliggono perdite pesanti, spezzano linee di rifornimento e costringono più volte compagini nemiche a ripiegare verso est.

La riconquista e la controffensiva

Dopo molti mesi, la pressione orientale comincia ad allentarsi. Le forze del Granducato di Greyhaven, meglio coordinate e rifornite, riprendono l’iniziativa. Baregard viene infine riconquistata e, con essa, buona parte dei territori della marca circostante; la città, in parte ridotta in rovina, diviene roccaforte avanzata e nodo strategico delle operazioni. Da quel momento la guerra assume il volto di una controffensiva: postazioni nomadi vengono eliminate una dopo l’altra, villaggi occupati vengono liberati, e le forze d’invasione sono progressivamente respinte oltre il confine orientale.

La fine della minaccia

Sul finire dell’estate del 507, le ultime sacche di resistenza nomade vengono costrette a ripiegare oltre le frontiere orientali del Granducato di Greyhaven. Le terre di confine, pur devastate, tornano sotto controllo; la guerra si spegne senza clamore né trionfi: restano campagne desolate, villaggi da ricostruire e ampie porzioni di territorio da ripopolare. Pur essendo l’invasione contenuta prima che i Nomadi penetrino in profondità o minaccino i territori centrali, nella memoria collettiva permane la sensazione di avere sfiorato una catastrofe più vasta. Le cronache parlano di “anni neri”, in cui, per la prima volta dopo secoli, l’ombra della distruzione totale parve davvero incombere su Greyhaven.

Conseguenze

Da questi eventi nasce una frontiera radicalmente diversa: le difese orientali vengono riorganizzate e potenziate con nuove fortificazioni, presidi e strutture militari, trasformando il confine in una vera zona di guerra. I nomi del marchese, della cavalleria di Leaf e dell’Ordine della Lancia d'Argento restano legati non solo alla vittoria, ma alla sopravvivenza stessa del confine orientale.

Creata il 15/01/2026 da DarkAngel (1398 voci inserite). Ultima modifica il 15/01/2026.
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