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Mandola

[oggetto]
oggetto
Tipo:
strumento musicale
Reperibilità:
non comune
Valore:
sconosciuto
Immagine della mandola di Audra Vesper, settembre 516.

Strumento a corde di forma compatta, diffuso soprattutto a Greyhaven, Krandamer (dove è chiamato anche ghiterna o quinterna) e Amer (dove è noto come guiterne). La sua buona trasportabilità, unita a una struttura resistente e di manutenzione semplice, la rende particolarmente adatta alla vita itinerante lungo le vie commerciali.

Nell'ultimo secolo ha trovato una discreta diffusione anche negli ambienti cortesi e in quelli ecclesiastici, dove è apprezzata per la capacità di sostenere la voce. Il timbro è chiaro, con un attacco pronto e controllabile: accompagna con discrezione salmi, inni e recitazioni, e si presta anche all’esecuzione di brani solisti e melodie di sala, grazie a un fraseggio agile e ben definito.

Aspetto

La mandola misura in genere fra i 50 e i 70 centimetri ed è composta dai seguenti elementi:
  • una cassa bombata, spesso a guscio o leggermente arcuata, in legno sottile, talvolta costruita con fasce a doghe;
  • un manico corto e robusto, con tastiera in legno duro e tasti mobili in budello, detti legacci;
  • una paletta semplice, con piroli laterali o posteriori;
  • una o più rosette intagliate sul piano armonico.
L’assetto privilegia la prontezza dell’attacco e un suono chiaro, dal decadimento relativamente rapido, qualità che la rendono adatta a sostenere il ritmo e a definire con nettezza la linea melodica.

Costruzione e materiali

La mandola è realizzata con tecniche semplici e robuste, adatte a una manifattura diffusa e alla vita di viaggio. I materiali e le soluzioni costruttive più comuni comprendono:
  • fasce a doghe, che formano una cassa leggera ma resistente;
  • incollaggi a caldo con colle animali, con finiture a olio o a resine naturali;
  • ponticello in legno incollato sul piano armonico con cordiera essenziale; in alcune scuole, le corde sono invece fissate direttamente al ponticello. Il capotasto può essere rinforzato con osso o materiali affini, per migliorare la tenuta delle corde.
La mobilità dei legacci consente di regolare l’intonazione secondo diversi sistemi e usi locali, rendendo lo strumento particolarmente adatto a musici itineranti e a repertori che variano da regione a regione. Nei modelli più piccoli la cassa e il manico vengono inoltre spesso ricavati da un unico blocco di legno utilizzando una tecnica costruttiva monossile, che garantisce una robustezza superiore a discapito della resa timbrica. Per quanto riguarda i materiali, la tavola armonica è più spesso realizzata in abete o, in ambito più popolare, in pino; fasce e fondo sono comunemente in acero, sicomoro o noce, mentre manico e paletta possono essere in acero, pero o faggio.

Corde e cori

Lo strumento monta corde in budello disposte in cori (coppie), in linea con la maggior parte dei cordofoni del periodo.
  • 4 cori (più comune): assetto equilibrato per accompagnamento e danza.
  • 3 cori (semplificato): più leggero e immediato, adatto a contesti popolari o di viaggio.
  • 5 cori (meno frequente): soluzione più ampia, generalmente associata a strumenti di rango superiore realizzati da artigiani di grande talento.

Accordatura

L’accordatura varia per scuola e repertorio, seguendo in genere logiche a quarte e quinte. A titolo d’esempio:
  • 3 cori: SOL–RE–LA (dal grave all’acuto), oppure LA–RE–SOL, secondo consuetudine locale.
  • 4 cori: DO–SOL–RE–LA (assetto “a quinte” che amplia la tessitura), oppure RE–LA–MI–SI come variante più acuta, impiegata per sonorità brillanti e danza.
  • 5 cori: FA–DO–SOL–RE–LA, oppure SOL–RE–LA–MI–SI come variante più alta.
Le due corde del coro vengono tipicamente accordate all’unisono; in alcune prassi, soprattutto nei cori più gravi, possono essere divise all’ottava per dare maggiore corpo senza perdere definizione.

Tecnica e repertorio

La mandola si presta a due impieghi principali:
  • accompagnamento: accordi spezzati, bordoni, ritmo per danze o sostegno al canto con formule ripetitive.
  • esecuzione solista: melodie ornamentate e variazioni brevi, soprattutto in tessitura acuta.
L’esecuzione con plettro favorisce articolazione e pulsazione; la diteggiatura, se adottata, privilegia un fraseggio più morbido ma meno sonoro. Nell’esecuzione solista, la mandola è sovente affiancata da un liuto oppure da un’altra mandola accordata un’ottava più bassa, sia con funzione di accompagnamento che con linee proprie, controcanti, parti dialoganti e figurazioni armoniche, contribuendo alla costruzione del tessuto sonoro.

Suono e timbro

Di seguito è riportata l'esecuzione di un brano tipico, rappresentativo delle strutture armoniche e dei pattern ritmici e melodici più comuni dello strumento.


Utilizzo

La mandola è tipicamente presente nelle corti, dove accompagna danze e intrattenimenti accanto ad altri strumenti a corde e a fiato, capaci di sostenere il ritmo e di arricchire la trama sonora. La sua forma compatta e la relativa robustezza la rendono però adatta anche alla vita di strada: menestrelli e suonatori erranti la portano con sé lungo le vie e nelle piazze, dove si presta a guidare melodie e cadenze. Non meno comune è l’uso in ambiente domestico, in contesti raccolti, dove sostiene il canto e la recitazione con un accompagnamento discreto e regolare; e, per la stessa ragione, trova spazio anche in ambienti religiosi, dove può reggere con sobrietà salmi e inni senza coprire la voce.

Creata il 16/01/2026 da DarkAngel (1400 voci inserite). Ultima modifica il 16/01/2026.
49 visite dal 16/01/2026, 01:31 (ultima visita il 16/01/2026, 03:29) - ID univoco: 4636 [copia negli appunti]
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