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Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 74   commenti totali: 84
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28 MARZO 516
Lunedì 25 Giugno 2012

Reazioni

Qualche giorno fa, di ritorno alla fattoria del povero Messer Tober, abbiamo raccontato la nostra disavventura a Bert, compagno d'armi del compianto Gideon.
La sua reazione è stata prevedibilmente un po' incredula, al punto che ci ha consigliato di omettere qualche dettaglio, al momento di far rapporto al Sergente Rock.

Invece oggi, giustamente, appena tornati a Uryen, Bohemond ha riferito ogni cosa al nostro superiore. Ha descritto gli errori commessi e gli eventi di natura soprannaturale a cui abbiamo assistito. Ha ammesso di aver dovuto collaborare con il gruppo di banditi del Caporale Jones e non ha nascosto niente.

La sua sincerità è stata ricompensata, perchè il Sergente Rock non si è arrabbiato. Era amareggiato, deluso, un po' rassegnato. Ha criticato alcune scelte tattiche, ma non ha minimamente messo in discussione, nemmeno per un istante, che tutte le assurdità che Bohemond gli stava dicendo fossero vere.

Io avevo paura della reazione del Sergente Rock davanti al rapporto di Bohemond, ma vederlo così pronto a credere alle nostre parole mi ha messo davvero i brividi.

Il Sergente Rock, per il ruolo che ricopre e le responsabilità che ha, è molto più informato sulla situazione complessiva rispetto ai soldati semplici.
Così mentre un Bert qualsiasi reagisce con ovvia incredulità davanti ai racconti di Bohemond, il fatto che Rock prenda per buone le sue parole mi fa pensare che le cose stiano messe peggio di quanto non si creda. E che gli orrori che abbiamo visto nel cimitero di Cantor siano meno unici di quanto mi piacerebbe sperare.

Per la nostra carriera militare forse sarebbe stato peggio, ma senz'altro mi avrebbe arrecato maggiore sollievo se Rock se ne fosse uscito dicendo che gli stavamo raccontando assurdità, roba mai sentita prima, frottole. Invece ci ha creduto subito, pessimo segno!!

Riguardo me, io ancora un po' stento a credere ciò che io stessa ho visto e sentito.
I giorni nel cimitero di Cantor sono stati simili ad un incubo, uno di quelli nei quali sei prigioniero in un luogo stregato dove le cose funzionano a modo loro e tutto complotta per tenerti lì inchiodato fino al risveglio.

Per fortuna ci siamo svegliati.

Gideon non è stato altrettanto fortunato, mentre alcuni di noi porteranno a lungo le ferite che hanno subito lì. Ma ora che siamo fuori mi sento incredula. Mi sembra impossibile che le cose siano andate realmente come sono andate.

Quella sorta di uomo bestiale che aveva eretto a sua tana la cripta mezza allagata, e tutti i cadaveri e le carcasse putrescenti... chissà se anche nel Bosco dei Mirtilli si nasconde un posto simile. Chissà se un tempo quello era una "persona" e cosa l'ha ridotto così.

Ma soprattutto... chissà se ci sarà mai qualcuno disposto a prendersi la briga di andare a ripulire e fermare quello scempio.

Adesso godiamoci i lussi della Rocca di Tramontana. Quanto è vero che è tutto relativo, un tempo mi pareva un luogo freddo e spartano, adesso non so immaginare niente di più piacevole ed accogliente.
Presto potremo parlare con il Capitano Barun e riceveremo nuovi ordini.
Potremo chiedere notizie di Cynthia, che secondo indiscrezioni non dovrebbe passarsela malissimo, e magari avere il permesso di parlare con Luger.

Poi si vedrà.


scritto da Kailah , 23:15 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
22 marzo 516
Mercoledì 20 Giugno 2012

brutto momento

Questa stupida nebbia ci ha fatto smarrire di nuovo. Giriamo in tondo per il cimitero, e quando speriamo finalmente di aver trovato la via per allontanarci... ecco di nuovo le cripte: e siamo al punto di partenza.

A ogni giro la situazione peggiora. Provo a elencare le ragioni per essere preoccupati, la lista è lunga e deprimente:

* Bohemond è ferito gravemente, anche Sven non sta bene

* il luogo è malsano, umido al punto che a breve temo che dovrò usare la magia per accendere un fuoco (il che non piacerà a padre Engelhaft, ma amen, il fuoco serve)

* le dicerie sul fatto che questo cimitero sia maledetto sono evidentemente fondate

* ci siamo dovuti alleare coi nostri nemici, che si sono comportati correttamente con noi, il che renderà molto difficile affrontarli in combattimento (proprio moralmente parlando) anche se tutto dovesse risolversi bene

* non so chi avrà il coraggio di andare a dire al Sergente Rock che ci siamo persi il povero Gideon, tutti i cavalli, che non abbiamo catturato i banditi e che la missione è stata un totale, completo e definitivo fallimento

* Anche a livello religioso non mi sento soddisfatta, alcune cose proprio non mi sono piaciute, quindi l'opzione "inginocchiati da una parte e prega" è esclusa, non sono nello spirito giusto

* Tra non molto scenderà la notte e sarà ancora peggio.

Per una questione estetica, di simmetria, dovrei anche elencare le ragioni per essere fiduciosi, i lati positivi della situazione attuale.
Mi sforzo ma davvero non mi viene in mente nulla. Come pure non ho uno straccio di idea da proporre. D'altronde con tanti feriti, senza cavalli, in mezzo a questa nebbia forse anche un po' più insidiosa del normale... che possiamo fare?

Probabilmente l'unica cosa è trincerarci e aspettare il mattino: ora come ora non possiamo spostare i feriti e non c'è modo di orientarsi.
In fondo ieri non era così, non c'era tutta questa nebbia, e magari domani ci sarà un'aria più limpida e riusciremo a muoverci meglio.
Quindi dobbiamo resistere alla nottata, aspettare che passi.

In fondo le cose brutte di solito passano da sole, se si è abbastanza pazienti.

Il trucco è anche tenersi occupati in operazioni utili e manuali, come ad esempio risistemare le frecce danneggiate (ne ho sparate tantissime oggi, peraltro inutilmente, e di questo passo rischio di restare a secco), dare un'occhiata allo scudo di Sven, controllare che il fuoco non si affievolisca e soprattutto fare buona guardia.

L'altra cosa fondamentale è non lasciarsi prendere dalla suggestione.

E' vero che questo posto è maledetto, ne abbiamo avuto diverse prove, ma queste creature spettrali secondo me si nutrono anche della paura che suscitano nelle loro vittime. E' anche per un effetto mentale su di noi che sono così pericolose.
Ad esempio, a pensarci bene... come mai nemmeno ci abbiamo provato a fare il giro largo, attorno ai fantasmi? Dove stava scritto che non poteva funzionare?
Mah, probabilmente la guida ecclesiastica di questo gruppo in questo momento non è la soluzione migliore. Non sto dicendo che non sia utile, ma piuttosto che temo possa paradossalmente farci scivolare ancora più a fondo nel vortice di delirio, suggestione e paura.

Cerchiamo piuttosto di mantenere la calma, restare lucidi, razionali. E' un brutto momento, ma se non ci facciamo prendere dal panico o dal delirio mistico, forse e con un po' di fortuna, riusciremo ad uscirne con le nostre gambe.

Ora vediamo un po' di accendere questo fuoco...

scritto da Kailah , 23:24 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
22 marzo 516
Mercoledì 6 Giugno 2012

Orribile morte.

Gideon deve aver sentito qualche rumore, qualche fruscio, e si sarà fatto attirare un po' oltre i fuochi, fino alla spaccatura nel terreno.
Di sotto, ferito magari, o intontito per l'inaspettata caduta, è stato facile preda di quella grottesca creatura che ho visto, e che ha tentato di ghermire anche me.
Ora penso proprio che sia morto, anzi mi auguro che sia così, perchè non voglio nemmeno immaginare quanto orribile possa essere stata la sua agonia, e prego che sia stata il più breve possibile.

Non lo recupereremo, lo lasceremo laggiù.

Ho provato a convincere Bohemond dell'importanza di non abbandonarlo lì a marcire, ma lui è il mio superiore sul campo e non posso far altro che arrendermi alle sue decisioni. Siamo infatti sotto minaccia degli uomini del Caporale Jones, è troppo pericoloso calarsi in un buco col rischio di essere sorpresi e imprigionati come topi.

Un po' mi chiedo che differenza faccia allora andare a esplorare le cripte del vecchio cimitero, visto che comunque si tratta di calarsi sottoterra in posti potenzialmente pericolosi e esporsi agli attacchi nemici, senza nemmeno il pio obiettivo di estrarre le spoglie del povero commilitone Gideon. Comunque tant'è.

Non conoscevo Gideon, ci ho scambiato solo poche parole, ma era uno dei nostri. E poteva toccare a chiunque di noi di finire in quel buco orrendo a morire.

Fortunatamente non sono io il capo, perchè prendere certe decisioni dev'essere mortalmente difficile... bisogna inghiottire molti scrupoli per abbandonare un compagno in una simile situazione. Anche se è quasi certamente morto, o morente.
Io non ho proprio la stoffa del capo.

Riguardo quel che ho visto, sono certa di non avere avuto le traveggole. L'ho visto bene, e a lungo, mentre i miei compagni mi issavano fuori da quel buco. Era un uomo, o comunque qualcosa di simile ad un uomo. Occhi gialli, pelle scura. Nelle leggende si racconta di simili creature maledette, che hanno perduto ogni traccia di umanità e di raziocinio, per diventare simili a bestie.
Anche se tendo a non credere alle leggende, quantomeno a non prenderle per oro colato, ho visto coi miei occhi quell'essere.
Chissà se ce n'è uno solo, o se sono numerosi. Chissà dove si nascondono, come sono diventati così.

Questo posto fa veramente schifo.

Ora dobbiamo calarci nelle cripte. Dei, quanto non mi va...

scritto da Kailah , 13:49 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
20 marzo 516
Lunedì 21 Maggio 2012

Mi sveglio di soprassalto, è stato solo un momento, eppure ho sognato.

Intorno a me l'atmosfera della fattoria di Mastro Tober è concitata, riconosco le voci dei miei compagni che parlano con i garzoni del mugnaio per cercare di organizzare una difesa per la notte. Bohemond prova a calmare il figlio di Mastro Tober, mentre dal piano di sopra si sente il sommesso pianto delle donne.

Eppure la sensazione del sogno è talmente vivida che fatico a scuotermi, mentre già sento la nostalgia della dimensione notturna che sta velocemente svanendo.
C'è Conrad nel mio sogno, ed è una cosa così strana: non lo sognavo da anni, da quando smise di parlarmi, assurdamente, ingiustamente. Quasi come se fosse stata colpa mia, e non sua, tutto quel che è successo. Stupido chiacchierone, incapace di mantenere un segreto.

Ma soprattutto c'è Kurt, nel mio sogno, ed è di lui che sento la mancanza. L'amico silenzioso che mi ha insegnato a maneggiare gli attrezzi da falegname e che in questo sogno mi accompagnava sulla riva del mare e mi mostrava tante creature misteriose.
E' una bella giornata limpida, di sole, e Kurt mi fa strada su una scogliera verdeggiante a picco sul mare. "Guarda laggiù" mi indica qualcosa tra la spuma delle onde. Fatico un po' a capire di cosa si tratti ed ecco che riesco a vedere una grande chiocciola, accucciata nel mare, con le antenne che oscillano dolcemente, riparata da uno scoglio sul pelo dell'acqua.
"Guarda là!" indica Kurt più lontano, verso l'orizzonte, ed ecco tantissimi delfini che avanzano nuotando veloci al pelo dell'acqua, sollevando schiuma brillante nel sole. E' uno spettacolo bellissimo, e solo adesso mi rendo conto che intorno a noi c'è tanta gente che guarda verso il mare.
Prendo Kurt per mano, cosa mai fatta prima d'ora, mai fatta nella realtà, e gli faccio strada verso una zona più bassa della scogliera, meno affollata. Lui mi segue senza fare domande.

Ed è a questo punto che incontriamo Conrad.
Io mi sento improvvisamente a disagio, Conrad accenna un sorriso. "Ciao", gli dico. Ma io no, non sorrido, e subito mi allontano con Kurt, trascinandolo via mentre sento Conrad che risponde al mio saluto, interdetto.
Eh no, non puoi venire da me e fare finta di niente. Non voglio nemmeno le tue scuse, voglio soltanto non vederti mai più. Neanche in sogno.

Raggiungiamo una spiaggia più in basso, e nella parete di roccia adiacente, tra le piccole caverne scavate dagli elementi, scorgo i tentacoli di un'immensa piovra che si nasconde. Provo a mostrarla a Kurt, che non fa in tempo a vederla. Ed ecco che c'è gente che ride e indica, più avanti, dei ragni acquatici grandi come gatti, che sputano brandelli di ragnatela in giro.
Sono grandi, neri e orrendi, ma non fanno paura, anzi è quasi un gioco non farsi raggiungere dai loro filamenti appiccicosi.
Ed è su questa spiaggetta giocosa che il sogno mi abbandona, mentre col mio vecchio amico scherziamo e guardiamo quelle strane creature marine, mostruose e divertenti.

Burglitz è lontanissima adesso. Non rimpiango quel villaggio, il vicinato ciarliero, le comari impiccione che non vedono l'ora di puntare il dito contro di te. Rimpiango però i pomeriggi ombrosi che profumano di primavera, i manicaretti della nostra cuoca, e la penombra della falegnameria di Mastro Geshield. Kurt è sempre stato un tipo di poche parole, proprio come suo padre. Da loro mi sentivo bene, anche nelle giornatacce successive allo "scandalo": non mi hanno mai chiesto niente, e non c'era nel loro sguardo nè curiosità nè biasimo. Per questo così spesso mi rifugiavo alla falegnameria, perchè era l'unico posto in tutta Burglitz nel quale mi trattassero normalmente, proprio come prima. E' per questo che, quasi senza accorgercene, Kurt e io siamo diventati amici.

Anche i saluti, al momento di partire per la rocca di Bronne, sono stati tranquilli. "Buona fortuna", mi ha augurato Kurt. Ci siamo stretti la mano e via. Verso il Nord.

scritto da Kailah , 14:57 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
16 marzo 516
Mercoledì 9 Maggio 2012

Vita nell'esercito

Tutto sommato la vita dell'esercito non mi dispiace.

Zero convenevoli, regole chiare, ufficiali bruschi ma rispettosi. All'inizio ho un po' faticato ad abituarmi ad alcune formalità, mi dimenticavo di mettermi sull'attenti, mi sentivo goffa. Confondevo i modi sbrigativi dei miei superiori e degli stessi compagni per scortesia, non sapevo come comportarmi.
Poco a poco sto invece iniziando ad apprezzare questo stile, nel quale sussistono delle semplici regole di comportamento da rispettare, ma non c'è l'ipocrisia e la falsa gentilezza a cui ero abituata nel mio ambiente di origine.

Se penso a tutti i complimenti che ricevevo a casa, parole educate e formali che in realtà nascondevano il disprezzo e la strumentalizzazione di ciò che sono... e li accosto alle "parolacce" schiette e sfacciate che sento pronunciare al buon Sergente Rock, beh, non c'è paragone: continuano un po' ad imbarazzarmi certe espressioni, ma qui sono la regola. E' tutto immensamente più semplice.

Quel che poi mi fa più piacere è che qui vengo considerata e trattata per quel poco che so fare, per il mio impegno e la buona volontà che dimostro, e non per chi è mio padre, o perchè sono una donna, o per altre finalità più o meno oscure. Le alzatacce all'alba, il freddo e i pericoli sono uguali per tutti, chi ci comanda è con noi in prima linea. Questo io lo chiamo rispetto.

Non sono tanto ingenua da ritenere che tutto l'esercito sia ugualmente ben strutturato: già lo sguardo che abbiamo dato ai moli di Uryen mostra uno spaccato di vita militare assai più ingiusto e sgradevole.
Sono fortunata ad essere finita alla Rocca di Tramontana, agli ordini del Sergente Rock, come pure fui fortunata alla Chela, dove era Heinrick a comandarci. Tutte persone in gamba, che non si risparmiano, e che non chiedono a nessuno di rischiare più di quanto non facciano loro per primi.

Voglio impegnarmi: con un po' di buona volontà e di fortuna riuscirò a diventare una "regolare", sarebbe proprio una soddisfazione!


scritto da Kailah , 11:15 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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