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Forum di Myst

 
« "Ma ti darebbe davvero piacere adesso amoreggiare con una prostituta?" "E' un dovere più che un piacere!" »
- Padre Engelhaft e Sven -
 
Julie la Piattola
Julie Modane
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 139   commenti totali: 110
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15 novembre 517
Mercoledì 10 Settembre 2008

Al Crocevia...

Mi rigiro nel letto e guardo il soffitto, anche se sono così stanca non riesco ad addormentarmi. Qui al Crocevia siamo al sicuro, tra le fortificazioni robuste di Pordunn, guardate da tanti soldati... ma l'atmosfera tetra aleggia anche qui, nel bisbigliare sommesso al piano di sotto, tra i lamenti dei feriti e l'odore del cuoio e della terra battuta. L'odore della guerra.
Siamo a Surok.
Siamo dentro Surok per poche leghe, il confine è vicino, eppure quanto è netta la sensazione di trovarsi in un altro mondo, improvvisamente lontanissimi da casa.
Ieri sera dormivamo fuori Dupont, con gli attori del carrozzone che ci rallegravano con le loro rappresentazioni, e stamattina è cambiato tutto: i sorrisi sono svaniti dai volti dei nostri compagni della carovana, sostituiti da sguardi tesi, occhiate attente all'orizzonte.
E presto, sotto la pioggia battente, siamo stati attaccati dai banditi.
Una carneficina. Un massacro mai visto, almeno sessanta morti, in più i feriti... la terra intorno ai nostri carri è diventata rossa, con la pioggia che non riusciva a lavare tutto quel sangue.
I miei compagni hanno combattuto coraggiosamente, insieme alle guardie della carovana, mentre io ho cercato riparo coi civili, e quando ho visto che alcuni dei briganti riuscivano a penetrare nel cerchio dei carri ho persino sbattuto lo sportello di un carro in faccia a uno di loro e sono corsa a raccogliere un'arma. Un'arma finta, me ne sono subito resa conto... ma in fondo, in mano a me, finta o vera è quasi uguale...
Non avevo mai brandito un'arma in vita mia. Non con la vaga idea di "poterla usare". Certo, molte volte ho preso in mano le armi dei miei cugini e dei miei amici, il martello pesantissimo di Eric, l'enorme ascia di Loic, la mazza di Lucius, la spada più maneggevole di Solice... ma sempre per curiosità, per prova. Mai in una situazione critica.
Oggi invece, quando ho afferrato quella spada, l'ho fatto pensando che avrei venduto cara la pelle. La mia e quella di tutti quei poveracci, donne e bambini, vecchietti... lo so, sono patetica. A stento so badare a me stessa. Eppure... mentre vedevo i banditi che si avvicinavano, e ancora i miei provvidenziali cugini, con Solice, non arrivavano, ho pensato: l'ho visto fare tante di quelle volte.... qualcosa avrò pur imparato?
Se mi sentisse Loic, a pensare queste cose...
...
Una volta che lo scontro si è concluso, i prigionieri sono stati tutti uccisi tranne pochi, che hanno parlato con Solice. Gente disperata, sbandati.
Briganti, d'accordo. Disertori. Assassini. Ma anche morti di fame.
La fame, ecco, è qualcosa che avevo dimenticato. E che in queste campagne disastrate aleggia come uno spettro. Non c'è giustificazione per quel che i briganti hanno fatto oggi. Non ci sono scuse. Ma... ma la fame e la disperazione spingono verso il male anche persone che non sarebbero così cattive.
Sono confusa, stanca, ho quasi paura di chiudere gli occhi perchè temo di rivedere tutto quel sangue, di risentire nella mia mente le grida di dolore.
Non pensavo che sarebbe stato così, il nostro arrivo nel Ducato di Surok. Ero pronta a soffrire un po' di nostalgia... ma non immaginavo di trovarmi in un luogo tanto desolato... tanto triste.

Julie Modane - Immagine 14 (Surok)









scritto da Julie , 11:38 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
21 ottobre 517
Sabato 2 Agosto 2008

La migliore amica...

... è una che non ti racconta balle. Che non ti tradisce, ti difende e ti comprende, senza dimenticare chi è lei, chi sei tu e quali sono le cose veramente importanti.
E' una che ti aspetta senza fare domande, ti ospita al caldo quando torni infreddolita, ti fa ridere, ti fa piangere, ti fa sperare. Ti dice le cose come stanno ma lascia sempre lo spazio per la speranza. Attende fiduciosa il suono delle campane, ma non ha paura di accoglierti anche se sei coperta di graffi e ridotta uno straccio. E sa che le campane le senti anche tu.
Io ringrazio gli Dei. Perchè io ce l'ho, un'amica così.

Julie Modane - Immagine 13 (addormentata)
scritto da Julie , 01:41 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
1 ottobre 517
Domenica 18 Maggio 2008

Valanga

Come una valanga, un fiume in piena.
Come una tempesta di ghiaccio, come una caduta in mezzo ai rovi.
Da soli. Feriti, insanguinati.
Soli, terribilmente soli, soli come quando il cielo ci è caduto addosso la prima volta. No, ancora più soli, più soli di così, perchè allora c'era tutta una vita, davanti, a darci speranza.

"Mi hai deluso", delusione, non credevo, non ti capisco.... non ti ho mai capito... siamo diversi, non siamo uguali... ci sono delle mura tra di noi, delle mura così alte e invalicabili che è una follia pensare di ignorarle.
Mura che sono come una diga, contro cui anche i sentimenti più profondi e nobili si infrangono.

E' questa la verità?
Siamo schiavi di prigioni invisibili, e ogni legame è un'illusione a cui ci aggrappiamo per mitigare la sofferenza della nostra reale - e ineludibile - solitudine? E quando ci risvegliamo dal sogno, dall'illusione, ci sono soltanto rovine ad aspettarci, pazienti e spietate, dall'altra parte?

No.
No, mi dispiace, non è così.
Io non ci credo.
Quello che ci lega è reale, è vero ed eterno. E non importa se Solice è la figlia di un Marchese, se io sono una girovaga, Loic un boia e Desiree e Guelfo sono stati adottati da un Signore. Non importa se Lucius è un Paladino, se Eric è un soldato.
Non importa, se ci vogliamo bene.

E' una scusa, quella di dar la colpa all'epoca, alla storia. Alle difficoltà a cui andiamo incontro, ai rischi e alla "missione".
Impariamo invece a piangere e a soffrire senza cercare ragioni fuori di noi. Magari lì per lì è persino più doloroso... ma almeno è utile, ci insegnerà qualcosa.

Stamattina gli occhi di Desiree mostrano un velo di stanchezza, lei è confusa, fatica persino a ricordare quello che è successo ieri sera, ieri notte.
La capisco, anche io vorrei dimenticare tutto e ricominciare dal momento in cui ci siamo visti in quel vicolo. Vorrei dimenticare tutto e immaginare che un amore possa finire in modo anche diverso, senza cattiveria, senza sfide, senza bisogno di farsi male ancora di più.
Dimenticare tutto, dimenticare quei rumori e quelle voci che ho sentito dietro la porta della stanza di Loic, dimenticare gli occhi duri di mio cugino, la velata soddisfazione di Guelfo davanti alla fine di quello che da sempre lui ha osteggiato.

Vorrei dimenticare tante cose. Ma non funziona così.
Noi siamo quelli che siamo anche grazie alle cose che vorremmo tanto poter dimenticare... e che invece resteranno lì per sempre a tormentarci. Ci tormentano ma ci rendono più forti, perchè sappiamo che possiamo sopravvivere, e che quella che ora ci sembra una scalata impossibile su una parete di roccia verticale, avvicinandoci, rivelerà un sentiero percorribile. Stretto, magari, ma sufficiente a farci raggiungere la vetta. Così' potremo guardarci alle spalle, una volta in cima, a contemplare il percorso, irto di pietre aguzze e di difficoltà, che siamo riusciti a sconfiggere.

Desiree, Loic, cercate dentro di voi la forza per non cedere all'odio, alla follia o al disprezzo. Vi prego, non date ragione a chi nega ogni speranza. Non date ragione ai nostri nemici, non date ragione a chi ha sempre cercato di alzare ancora di più quei muri tra di noi, godendo nell'edificare recinti e prigioni.
Vi prego, vi prego.
Nei vostri cuori c'è la forza per andare avanti. Dovete soltanto capire che è lì che si trova quella forza, e non altrove.







scritto da Julie , 10:58 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
27 settembre 517
Venerdì 9 Maggio 2008

Bambini insieme.

... mi chiedo se sia la realtà, la cosa più importante.

O se contino di più i ricordi e i sogni, o i sogni dei ricordi che vorremmo.

Desiree e Loic si conoscono da una vita, sono stati bambini insieme. Compagni di giochi nell'infanzia, stretti nello stesso dolore, uniti nella ricerca di giustizia, insieme nella vendetta... Che cosa ci può essere di più forte, di più totale? Una vita accanto, un legame indissolubile.

Cosa rimane adesso di tutto questo? E' possibile che un tale legame si sia spezzato?

Forse solo nella fantasia possiamo ritrovare le nostre vere origini, e qualcosa che non si spezzerà mai.

Julie Modane - Immagine 11 (fango)
scritto da Julie , 11:26 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
17 settembre 517
Domenica 20 Aprile 2008

Sulle rovine e in fondo al tunnel...

Sulle rovine...

Che bello. Il vento di Craon tra questi sassi sconnessi, le erbacce, la distesa immensa di rovine sotto di noi. Guarda che meraviglia, mi viene voglia di arrampicarmi ancora, più in alto più in cima.... non è bellissimo?
Levati l'elmo, senti il vento, chiudi gli occhi.

che ridere

... bel turno di guardia.... lo so, e sono felice che Guelfo sia più amico che stratega. Questo vento fresco spazza via tutte le fragilità di ieri notte, e mi sento forte e sicura.

no non faccio la scema sul bordo, no
no ti preoccupare!


Quel bagliore lontano sono i nostri nemici? No, non lo vedo più neanche io, ma sono loro, chi altri? Chissà a che pensano... ciao ciao!

Ma soprattutto, chissà che passa per la mente di Eric. Abbiamo visto tante rovine in questi mesi di avventure. Posti incredibili, tesori inauditi come sotto il vecchio cimitero di Rigel... ma non l'avevo mai visto interessato a questo tipo di cose. E ora invece sembra veramente in fissa con questa città abbandonata, con i ruderi, con i "pulsanti"...
Non mi dispiace che questo turno di guardia splendido, diurno e panoramico, duri più a lungo del previsto. Mi chiedo però che cosa stia cercando veramente mio cugino. Sembra che nasconda qualcosa... come sono curiosa!

mmm... continua ad esplorare... non tornare proprio adesso...



In fondo al tunnel...

Che buio. La torcia che tengo in mano disegna le vostre ombre nella galleria. Lunghe lunghe ombre... "Avanti i feriti!"
Lucius e Karen aprono la fila. Lei è stata ferita ieri sera, lui pochi minuti fa, nemmeno si è fatto medicare, per non "perdere tempo".
E' proprio spericolato. Altro che fare la scema sul bordo di quattro ruderi... lui sì che non ha paura, correndo a testa bassa addosso ai balestrieri, infischiandosene di fare il puntaspilli.
Ma Pyros è dalla sua, per fortuna. E anche lontano dalla luce non c'è da avere paura.

mi basta allungare la mano per sfiorarti la schiena

Non c'è da avere paura, non ho paura.
Chissà quanto continuano queste gallerie, e dove sbucheremo... sono curiosa e divertita, incosciente. E' bello sentirsi così!


scritto da Julie , 21:13 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
8 settembre 517
Martedì 18 Marzo 2008

Grandi speranze e cattivi presentimenti

Stazione di posta del Buon Risveglio, 8 settembre 517

Stanotte ho sognato lingue di fuoco. Che cosa ci vedi? Calore, passione, paura, morte. Metro di paragone. Speranza. Ma quella speranza strana che è costruita sul dolore. Quella speranza che spaventa.
Non mi piace questa atmosfera, la pioggia, i mercenari... Non piace nemmeno a me. E non cerco nemmeno il sollievo di uno sguardo amico, non è quello di cui ho bisogno adesso. Ho bisogno di pensare. Pensare... a che pensi? A che stai pensando?
Sto pensando alla strada che abbiamo davanti.
La strada di pietre e di terra, dai margini fangosi, quella che tra poche ore percorreremo. Ma anche ad un'altra strada, quella lunga, quella "vera". La mia strada, così sorprendente da farmi perdere il senso delle proporzioni.

È l'alba, non si sente più lo scrosciare della pioggia. Bernard sarà contento: se tutto va bene stasera raggiungeremo Chalard.
Li sento dormire oltre il paravento. Silenziosi, quieti. Due Paladini per scortare me... sembra incredibile. Due Paladini, due persone in gamba, coraggiosi, uomini di Fede.
Io so dar vita a pezzi di stoffa colorati e far ridere i bambini. Non sai fare solo questo, Julie.
Sulla fortezza ci arrampicheremo insieme, in una sola fiamma, in una sola speranza. Una sola vita, e tantissime, tutte insieme.
Certe cose bisogna dirle in piedi.
No, no... quietamente. Tienimi la mano mentre saremo tra le fiamme. Tu che sai toccare il fuoco senza bruciarti. Tienimi la mano mentre brucerò.




scritto da Julie , 23:36 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
26 agosto 517
Venerdì 15 Febbraio 2008

il primo sole....

Socchiudo gli occhi, credo sia l'alba. Il primo sole disegna delle figure sulla mia testa, dei quadrati di luce che si animano col muoversi delle foglie di un albero qui fuori.
Ieri sera Lucius mi ha fatto vedere le ombre disegnate sul soffitto con le sue mani.
Finchè non ho spento la candela.

E' successo davvero? Oppure è stato il sogno più bello della mia vita?

Ho i gomiti sgraffiati, mi sento strana e indolenzita. Sento dei nodi tra i capelli che sarà molto difficile sciogliere. E il sapore e l'odore di Lucius mi sono rimasti addosso, tanto che se chiudo gli occhi mi sembra di sentirlo qui vicino a me.

Non è stato un sogno.

Respira, Julie. Non è stato un sogno. Che fai? Ridi? Piangi? Calmati, su.

Non è stato un sogno.

I quadrati di luce sulla mia testa si muovono dolcemente, fuori c'è un po' di vento. Vorrei spalancare la finestra e gridare con quanto fiato in gola che sono felice. Felice da impazzire! E che lo sentano tutti, che tutta la Caserma dell'Ultimo Sole si svegli sentendomi gridare di allegria.... o forse non sarebbe una buona idea?
Mi viene da ridere, non riesco a stare ferma: la catapulta, lo scantinato... la taverna senza tempo... il panettiere.... Lucius che mi fa strada per delle scale che scendono, fino a scoprire luoghi misteriosi e accoglienti... i suoi nascondigli segreti.

Lui dorme adesso a un paio di corridoi di distanza da qui. Forse se chiudo gli occhi riesco ad entrare nei suoi sogni. ...


zzzz....

Luce sul soffitto - Immagine
scritto da Julie , 11:36 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
21 agosto 517
Martedì 18 Dicembre 2007

Le parole che non trovano la strada...

Che mi prende?
Durante le settimane di lontananza sentivo così forte l'urgenza di parlargli, di sfogare la mia paura e raccontargli tutto: di Forrarossa, di Nickel, di Frate Erwin e tutto quello che sta succedendo. Ogni giorno mi svegliavo immaginando le parole che gli avrei detto, e la sera mi addomentavo sognando di parlare con Lucius, e ancora parlare e parlare. Ho tante, tante cose da dirgli.
Ma ora che siamo vicini non ci riesco.

Non è la paura, nè l'imbarazzo a trattenermi.
E' un desiderio pazzo che mi prende quando sto con lui, l'incapacità di staccarmi dalle sue labbra, la sete di respirare la sua stessa aria.

E' un paladino, Julie, cerca di ricordartelo!
Ma come faccio se soltanto mi basta sfiorarlo per sentirmi morire?

scritto da Julie , 10:34 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
8 agosto 517
Lunedì 24 Settembre 2007

Aspettami.

E' una promessa. E' la promessa che leggo negli occhi di Padre Quart mentre ci parla, mentre con cupa determinazione giura che salverà il suo amico più caro, a qualsiasi costo. Ed è la stessa promessa che ci unisce in questa battaglia dai contorni incerti, ma dall'obiettivo chiarissimo.
Ti aspetterò Lucius, benedicendo ogni giorno, ogni ora di questa lunga attesa. E ti aspetterò facendo del mio meglio, dando tutto per rendere onore a ciò in cui credo, e in cui credi anche tu.
Per questo non sarà un'attesa vana, ne sono sicura.
Quando sento le spire della paura che si insinuano in me, quando il fumo mi riempie i polmoni, il fuoco illumina a giorno la notte... quando persone conosciute si trasformano in mostri assetati di sangue e tutte le certezze vacillano, mi stringo nel tuo mantello, al riparo. E la paura svanisce, i dubbi si diradano, il senso di tanti sacrifici ritorna a indicarmi la strada.
Non vedo l'ora di ridere insieme a te, di farti qualche scherzo, di nascondermi alle tue spalle e farti fare un bel salto. E di raccontarti tante novità, tutte queste avventure... e anche altre ancora, quelle che ci aspettano, quelle che gli Dei ci metteranno davanti nei prossimi tempi.
E' una promessa, Lucius.
Aspettami, ed io ti aspetterò.

Julie Modane - Immagine 06 (blog)
scritto da Julie , 10:46 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
4 agosto 517
Venerdì 27 Luglio 2007

alle stalle...

Aspetto trepidante.
Sbom! Sfondano le porte, inizia la battaglia nella cappella.
Non vedo niente, non sento niente.
Sto nascosta presso le stalle, in attesa. Mormoro una preghiera, accarezzando il braccialetto che porto al polso...
Un grido, mi sembra che sia la voce di Guelfo, tremo. "Pyros ti prego, fa che non accada loro nulla di male!"
Pochi momenti dopo vedo una sagoma nel cimitero dietro la cappella. Una donna, e sta correndo da questa parte.
Mi nascondo meglio, la osservo: ha qualcosa di ingombrante in mano. Si china presso una tomba, in un cespuglio, e si libera in fretta del suo fardello. Quindi punta alle stalle, con più decisione.
Apre, entra, sento che armeggia con un cavallo.
"Dannazione, sta buono!" dice al suo animale. Ha una voce strana, un accento che non ho mai sentito. Il cavallo sembra agitato, fa parecchio rumore.
Trattengo il fiato, mi intrufolo nelle stalle dietro di lei.
Aspetto.
Lei prende per le briglie il cavallo e inizia a portarlo fuori, ma l'animale fa resistenza. Ci sono altri due cavalli, mi avvicino a quello più piccolo.
La donna esce dalla stalla.
"Arrenditi, in nome di Pyros!", riconosco la voce di Solice, sta arrivando!
Mentre mi sbrigo a sellare il cavallo, sento un grido.
E' la donna, che cade da cavallo, colpita da Solice.
Mi affaccio fuori dalla stalla, ci sta Solice, ferita a un braccio, e dietro di lei accorrono Guelfo, Eric e Pio.
...
E' fatta.

scritto da Julie , 12:10 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
3 agosto 517
Sabato 14 Luglio 2007

Notte di sangue.

Questa notte sembra non finire mai. Prima Loic, quasi morto nello scontro coi banditi. E la ragazzina disperata che mi sfugge per correre dal padre ferito. Poi Eric e Solice nella cava, a interrogare il prigioniero...
Infine adesso Rochefort.
Sto tremando.
Ho visto molti scontri sanguinosi, ma mai tanta brutalità come stanotte.

Lo "Sfregiato", vistosi con le spalle al muro, si butta dal tetto del Palazzo Larsac su quello di una casa vicino, poi si cala da un abbaino e prima che riusciamo a circondare l'edificio corre via dalla porta principale.
Inizia un inseguimento per le strade buie di Laon. Rochefort è molto veloce, e riusciamo a stargli dietro soltanto Benton e io.
Benton corre come un fulmine, nonostante l'armatura, e a un tratto Rochefort si ferma, per fronteggiarlo.
Io avanzo qualche passo.
"Sta' lontana!" mi ordina Benton, seguendo lo sguardo crudele di Rochefort, che per un attimo si posa su di me. Io ubbidisco, ed assisto impotente ad uno scontro del tutto impari.
Rochefort ha una daga, ed è senza elmo nè armatura. Benton ha la spada e la corazza da guardia, ma non riesce a parare gli affondi del suo nemico. Viene ferito alla testa, al torace e di nuovo, con un colpo violentissimo, alla testa.
L'elmo di Benton vola via, il sangue schizza dal suo viso.
Il grido mi muore in gola, mentre vedo che Benton oscilla all'indietro, sul punto di cadere, ma poi, come una marionetta mossa da fili invisibili, gli si butta addosso, colpendolo con una capocciata.
Rochefort cade a terra, Benton sopra di lui.
E lo morde sul collo. Ripetutamente, selvaggiamente, con una ferocia impossibile da descrivere. Gli strappa brandelli di carne, mentre il sangue di entrambi si mischia in un orribile macello.
Per fortuna arriva Eric, intima a Benton di fermarsi, e poi, inascoltato, lo prende per le spalle e lo spinge via. Benton rotola a terra privo di sensi, e anche Rochefort giace svenuto.
Li medicano, con Solice e con il Capitano Ratel, cercando di tamponare l'emorragia. Sono entrambi in fin di vita.

Cosa è successo? Quale oscuro impulso ha trasformato Benton in una bestia feroce, che azzanna alla gola le sue prede? Il suo modo di muoversi, la cieca violenza con cui strappava brani di carne dal collo di Rochefort, i suoi denti e la sua bocca pieni di sangue...
Non era lui.

Che Pyros ci assista... spero che il sole si sbrighi a sorgere, che questa è stata una notte già troppo, troppo lunga.

scritto da Julie , 15:07 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 luglio 517
Mercoledì 20 Giugno 2007

I segreti di due fratelli

L'ultimo giorno a Rigel è stato un viaggio. Per la campagna, ma anche nel tempo e nei luoghi dell'infanzia e dei ricordi più preziosi di due fratelli, Lucius e Lucas Mahen.
È stato Lucius, naturalmente, a guidarmi: suo fratello non sa nulla, non ancora, ma era una presenza che permeava ogni posto, a momenti quasi potevo vederlo. I due bambini legati alla sedia a sonagli sono ancora lì, l'uno vicino all'altro, uniti da un legame fortissimo.
Con Lucius ho passato ore meravigliose, tra giochi, scherzi, racconti e parole che non riesco a ricordare senza sentirmi percorrere da brividi di gioia.

"io.. credo... insomma, mi sono innamorato di te. Vorrei che tu fossi la persona a cui pensare prima di addormentarmi e alla quale dedicare i miei sforzi; vorrei che tu abitassi i miei pensieri durante i momenti tristi, e anche quando sei lontana, vorrei poter pensare a te in questo modo, sapendo che per te... insomma, che per te è lo stesso"

... sì, gli ho detto, e glie l'ho ripetuto mille volte. Sì, sì... sì. SI'!

Ma prima... siamo stati in un posto. Era una casetta sull'albero, Lucius e Lucas l'avevano costruita tanti anni fa, da ragazzini. E adesso è distrutta, rabbiosamente scassata. Il ponticello divelto, le assi rotte. Qualcuno ci si è accanito per demolirla.
Lucius ha visto la scena e c'è rimasto molto male, dispiaciuto di non potermela mostrare. Mi ha detto di quando l'hanno costruita, e del ponticello, inaugurato quando Lucas volle portarci Valerie.
... c'è bisogno di altro? Per capire realmente chi abbia infierito su quel posto, chi piangendo e sfogando una disperazione spaventosa si sia accanito sui ricordi più belli e dolci, sui sogni che non si sono mai realizzati, su quella casetta di legno così cara?

Non so se Lucius l'abbia capito, o se lo capirà più avanti. Non ho avuto il coraggio di dire nulla, non ho diritto di toccare tasti così delicati e importanti.
Ma l'ombra di Lucas, il sorridente, bonario fratello piccolo del mio amato, che colpisce con tutta la sua forza quei legni e quei ricordi... mi pesa sul cuore come un macigno.
Valerie, che cosa ti ho fatto... che cosa ho fatto a te, a Lucas, a Lucius... a Guelfo, a Net, a Solice... a tutte le persone che ti volevano bene...

Io adesso sono felice, stretto al polso ho il laccio che mi ha messo Lucius, uguale a quello che in questo momento ha lui. Sento la vita che freme intorno a me, bellissima e luminosa. Il sole mi splende addosso... perché Valerie sei morta? Riuscirò mai a farmene una ragione?

scritto da Julie , 21:30 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
30 giugno 517
Mercoledì 13 Giugno 2007

... arrivederci Beid

Domattina si parte!
Lasciamo Beid, la città di Solice, la "taverna senza tempo", il Palazzo e questa atmosfera magica d'inizio estate che mi ha portato così tanta felicità.

Sono raggiante. Ogni giorno è più bello dell'altro. Il sole di Pyros ci riempie di luce e energia, ci scalda nel profondo del cuore.

Non è soltanto grazie a Lucius, che mi sento così.

Lui è una persona meravigliosa, dolce e imprevedibile. Una persona così sincera che riesce a dirmi quello che pensa anche senza parlare. Che si spaventa davanti a certi miei discorsi, che deve conciliare cose tanto diverse... e tanto importanti. Sento questo legame con lui crescere sempre di più. Oggi ho pianto, stretta a lui... e sono rinata.

Ma mi sento così anche perchè finalmente capisco a pieno che cosa significa quel nome, la "Speranza", che una filastrocca antica riferiva proprio a me.
Sento che questa luce che mi pervade è la fiducia che ho nel bene, nel fatto che le cose gireranno per il verso giusto... e che io stessa saprò dare valore a questa mia vita.

Tra un paio di settimane, quando saremo a Rigel e poi ripartiremo da lì per chissà dove, io e Lucius ci separeremo.
Ma c'è qualcosa di incredibilmente potente che ci unisce, ed è la consapevolezza che seguiamo due strade vicine, che andiamo dalla stessa parte.
Entrambi abbiamo giurato, in modi diversi. Non siamo del tutto "padroni" delle nostre vite.
Ma questa è una cosa bellissima!
Perchè quando gli dei vorranno, e ci ritroveremo, avremo entrambi qualcosa di importante da raccontarci. E anche quando, lontani, combatteremo le nostre battaglie, sapremo di essere vicini nello spirito.

Guardo il cielo, che ora volge al tramonto, e penso a quanto sono fortunata.
Mi aspettano giorni bellissimi di viaggio. E ancora avventure, emozioni, scoperte... la vita è appena cominciata!

scritto da Julie , 10:37 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
26 giugno 517
Sabato 9 Giugno 2007

La taverna senza tempo

"Evaso" dall'ospedale dei Guaritori, Lucius mi porta in giro per Beid.
Si orienta peggio di me, è distratto, cerca qualcosa che neanche sa cosa sia. Musica, mi dice.
Musica? penso. Non credevo gli piacesse la musica!
A un certo punto indica una porta socchiusa, senza insegne, che conduce a uno scantinato.
Mi guarda.
"Andiamo!" fa. Io lo seguo.
Tanti anni fa doveva essere una taverna. Tavoli, un bancone, sgabelli accatastati... cianfrusaglie alle pareti, polvere e ragnatele.
Sorrido incuriosita, resto lì a guardarmi intorno.
Lui prende un tavolo e lo trascina al centro della sala, mi fa sedere... "prego, accomodatevi".
E' un gioco, lui chiede cosa desideri, va al bancone, fa finta di frugare lì dietro.
"Ora ti diro' una cosa alla quale non crederai", dice. "Un paio di volte... ma solo un paio... ho fatto il cameriere in una locanda, a Rigel"
Mi racconta come questa cosa abbia dato di che ridire al suo vecchio capitano. E' possibile conciliare aspetti tanto diversi della propria indole?
Io credo di sì.
Ed è quello che gli dico.
Dolcissimo, impacciato e timido, mi bacia.

Restiamo così a lungo, abbracciati. Quando infine lui parla mi sento percorrere da una scossa. Paura? Emozione? Amore?
Sospiro.
Devo dirglielo.
"Ho prestato un giuramento... davanti agli dei, riguardo quello che voglio e devo fare... posso legare il mio cuore a una persona, ma non posso fermarmi, non posso abbandonare la mia battaglia".
Mi guarda, poi annuisce. Con un sorriso.
"Non preoccuparti."

Quando lasciamo la taverna è passato molto tempo, il sole sta tramontando.
Lo accompagno all'ospedale, lo saluto, torno a Palazzo.

Resto sola, penso.

Un Paladino.
Non posso credere che sia tutto vero. Che sia successo a me.
Ma Lucius è un Paladino profondamente, in ogni momento. E' un Paladino mentre mi abbraccia, mentre combatte, mentre prega e mentre scherza insieme a me.
Si può essere tutte queste cose insieme?
Io credo di sì. Credo che lui ne sia capace.

Sono io quella spaventata.
So già che piangerò, e non sarò abbastanza forte. Non ho la sua Fede, sono solo una giramondo che cerca di rendersi utile in una battaglia tanto più grande di lei.
Le nostre strade presto si allontaneranno, ma se Pyros vorrà si ritroveranno ancora, e ancora. E ancora.
Ma sei pazza Julie? Legare il tuo cuore ad un Paladino.

Sarò anche pazza, ma sono felice.

scritto da Julie , 21:53 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
22 giugno 517
Venerdì 8 Giugno 2007

Arrivano i nostri!

Ci troviamo finalmente coi due scrigni in mano. Stanchi, feriti, doloranti, ma soddisfatti sul serio.
Ed è già ora di muoversi. Si iniziano a sentire scricchiolii, rombi sommessi, qualcosa di strano aleggia nell'aria.
Il primo a passare il cunicolo è Eric, il "coraggio". Di coraggio ne ha bisogno, perchè subito viene attaccato da un gigantesco uomo nero. Dietro c'è un arciere che ferisce Loic mentre supera i detriti.
Eric stacca una porta per difendersi, combatte e manda a terra il suo avversario. Aveva un giavellotto nella schiena: si odono corni in lontananza, Jen ci dice che c'è gente che combatte.
Mentre attraversiamo di nuovo il corridoio delle celle, e gli odiosi ragni ci assalgono, getto un ultimo sguardo alla stanza buia in cui avevo sognato di morire.
E' un addio.
Non credevo che il peso di quella visione fosse così grave, me ne accorgo soltanto adesso che mi abbandona, e che mi sento libera e leggera.
Non morirò qui. Non così.
Sorrido, mi stringo nel mantello.
Qualcuno ha pregato per me, ne sono sicura.
Ma il percorso per la salvezza è ancora difficile. Ci aspetta ancora il Jack di Picche, quell'orribile essere scimmiesco che avevo pedinato una notte di tanto tempo fa... solo poche settimane che mi sembrano anni.
Piomba su Solice, la ferisce, fugge. Ma poi torna, e Guelfo e Loic riescono a ferirlo, Quixote lo uccide.
Ci sono arcieri, Eric li mette in fuga, ma prima riescono a ferire ancora la povera Jen.
Ma i corni continuano a suonare, arrivano i nostri.
Malaki, il fratello maggiore di Jen, è il primo che ci viene incontro. E' un tipo dalla faccia simpatica, anzianotto e bonario. Prima se la prende un po' con Guelfo, che ha le mani avvolte dalle fiamme per un incantesimo, poi però ci tranquillizza, ci soccorre insieme ai suoi uomini, ci racconta quel che è successo a Beid dopo la nostra partenza.
Guardo l'alba, finalmente il sole del 22 giugno è sorto.
Ed abbiamo fatto quello che dovevamo fare.

scritto da Julie , 09:53 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
21 giugno 517
Lunedì 28 Maggio 2007

"Esci dalla stanza"

Jen.
Una persona coraggiosa.

Passiamo la notte ad esplorare il santuario sotterraneo, le stanze in rovina in cui molti di noi hanno sognato di trovare la morte.
E' il 21 giugno, la data così attesa, la conclusione di tutto il viaggio. E stanza dopo stanza ci rendiamo conto che gli ambienti visti in sogno hanno conosciuto il passaggio di molti anni, e che altri corpi senza vita giacciono là dove sognavamo di morire noi.
Ormai solo le bestie popolano questi ambienti, ragni, topi, un orso che ha trovato una sala dove scavarsi una tana. Ma non sono loro la minaccia peggiore: ci sono molte trappole, ancora funzionanti.

Per liberare una scala invasa dai detriti servono degli attrezzi, che si trovano in un magazzino a cui è parzialmente franato il soffitto, in testa a un poveraccio che sta morto stecchito a terra.
Io e Jen ci arrampichiamo sui detriti e raggiungiamo la parte di pavimento sgombra, dove iniziamo a raccogliere gli attrezzi.
Ma improvvisamente sento Jen che mi chiama.
"Ho calpestato qualcosa", dice.
Un lastrone di pietra ha fatto "clic", quando ci ha messo il piede sopra. Ora resta abbassato, si alzerà appena lei si sposta. Facendo forse scattare la trappola.
Guardo indietro, al soffitto caduto, e poi guardo in alto, al soffitto che ci cadrà in testa fra poco.

"Esci dalla stanza", mi dice Jen.
Nemmeno trema la sua voce.
Io resto lì, le dico di non muoversi, avverto gli altri. Loic suggerisce di mettere qualcosa di pesante sul lastrone di pietra, in modo che Jen possa allontanarsi senza pericolo.
Trascino due grossi secchi pieni di carbone, Jen li mette ai suoi piedi.
"Ora esci", insiste.
Mi sposto qualche metro verso la porta, là dove il soffitto è già franato. Loic mi viene accanto, anche lui arrampicandosi tra le pietre.
Jen si prepara a saltare verso di noi. Io mormoro in silenzio una preghiera.
Il silenzio è assoluto.

"Clic"
Jen salta. Il soffitto della stanza cade di botto, sollevando un gran polverone, pietre che schizzano come proiettili, in un tonfo assordante.
Riapro gli occhi. Jen non è riuscita ad arrivare in salvo. Sento un brivido, ma subito riconosco la sua voce, un lamento di dolore.
E' viva, penso. Siano ringraziati gli dei.
Le pietre l'hanno colpita ad una gamba e ad un braccio, ma riusciamo a tirarla fuori dalla stanza e Desiree si prende cura di lei.
"Niente di rotto per fortuna".
Jen si siede e riprende fiato. Non dice nulla.
La guardo ammirata.
Jen è proprio una ragazza coraggiosa.

scritto da Julie , 10:07 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
19 giugno 517
Giovedì 24 Maggio 2007

"io mi sento bene, ma non mi fanno alzare"

Lucius. Steso nel letto, pallido più delle lenzuola, febbricitante. Eppure freme e scalpita, vuole venire con noi, arrivare fino in fondo a questa storia.
Ma i guaritori sono stati chiarissimi: la ferita di Lucius è infetta, lui non si può muovere perchè altrimenti rischia di morire. Rischia di morire comunque, per dirla tutta.
Inghiottisco.
Apro la bocca per parlare, ma Loic mi precede. Loic che è voluto venire con me a trovare Lucius. Loic che parla, parla, incoraggia Lucius prospettandogli grandi imprese future, grandi battaglie e molto di più. Lucius risponde che è questa la battaglia che gli interessa, qui e ora. Ma Loic insiste, bonario, a rincuorarlo a modo suo.
Sento Loic, ma non lo ascolto.
I pensieri mi corrono in tutte le direzioni, neanche io so cosa desidero. So solo che mi sento triste da impazzire per Lucius che deve rimanere indietro, deve fermarsi qui. Lui che più di tutti ha coraggio da vendere e vuole così tanto portare a termine la missione.
Vorrei che venisse con noi, ma so benissimo che non può farlo. Vorrei...
Mi accorgo del silenzio, Loic tace.
Lucius mi guarda.
"Il mantello... vorrei che lo portassi con te", dice.
Avvampo.
Presa alla sprovvista resto imbambolata, poi annuisco. Non so neanche io cosa dico, ringrazio, forse, gli dico qualcosa come " sarà un po' come averti insieme a noi..." scemenze del genere...
Sento la testa che mi gira, Loic si avvicina al letto di Lucius e gli dà una pacca sul braccio, per salutarlo. Io lo seguo.
"Ciao..." gli dico. Non so dire niente di più.
Prendo il fagotto con il mantello, lo stringo al petto.
Usciamo dalla stanza.
Seguo Loic automaticamente, ci ritroviamo con gli altri.
Parole, discorsi. Arrivano Solice e Rosalie... si parla di cosa fare, se partire adesso o domattina per la foresta... Ma le loro voci mi scivolano sopra, non riesco a concentrarmi, sento che qualcosa è rimasto in sospeso.
Non posso aspettare il nostro ritorno.
Mi allontano dalla stanza senza dire nulla, sono tutti troppo intenti a parlare per accorgersene.
Scivolo per i corridoi, fino alla stanza di Lucius.
Neanche busso. Entro, lo abbraccio.
Finalmente parliamo.
scritto da Julie , 15:10 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
17 giugno 517
Giovedì 24 Maggio 2007

... pluf!

Chi se la scorderà mai l'espressione di Guelfo nel momento in cui il misterioso birillo gli scivola di mano, rimbalza sul pavimento sdrucciolevole della grotta e cade nel pozzo?

Non ce l'ho fatta, sono sbottata a ridere!

E quando, appena ripreso fiato, ho teso a Guelfo l'astuccio autentico, al mio povero amico che già stava per farsi calare nel pozzo, lui mi ha guardata interdetto... non capiva... glie l'ho dovuto spiegare!

Era uno SCHERZO!!

Ancora se ci penso mi vengono le lacrime dal ridere... e che faccia anche gli altri, Quixote, Lucius....

scritto da Julie , 09:46 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
17 giugno 517
Sabato 19 Maggio 2007

il tesoro nel pozzo

Lucius ha mantenuto la sua promessa.
Pallido, dolorante per il colpo d'alabarda ricevuto al petto stamattina, riesce a stento a passare per la strettissima galleria fino alla caverna con il pozzo: zoppicando, appoggiandosi alle pareti di roccia, con la lanterna in mano che barcolla...
Tuttavia, benchè ferito, quando ci troviano davanti al pozzo mi guarda negli occhi e si offre di calarsi al mio posto.
Non sta scherzando.
Si calerebbe sul serio, se dicessi di sì.
Mi fa venire la pelle d'oca, anche se io rispondo sdrammatizzando, dicendogli che semmai mi sarei rifiutata di calarmi nel pozzo schifido con gli insetti...
Il pozzo però fa paura, tocca ammetterlo. Profondo, buio, scivolosissimo e ricoperto di muschio... in una caverna scavata dall'acqua, mezza franata, già pericolosa di suo.
Loic mi stringe una corda alla vita, assicurandosi che i nodi a cui affiderò la mia pelle siano ben saldi.
Giusto il tempo per rivolgere una preghierina a Illmarinen...
E senza pensarci troppo mi calo nel pozzo.

Eric e Loic sono troppo grossi per passare per il cunicolo. Ci sono Guelfo, Quixote e Lucius a tenermi, sono sicura che non molleranno la presa: affido loro la mia vita senza timore.
Inizio a scendere con la lanterna in mano, con l'altra mi tengo alla corda che ho alla vita, visto che il pozzo non ha quasi appigli. E' buio, profondissimo, e sul fondo si intravede dell'acqua. Ma mentre scendo mi costringo a non pensare a come sarà difficile ripescare l'oggetto che stiamo cercando, a come sarà dura risalire, ai nodi e alle corde che si logoreranno, ai miei amici che di sopra sono in ansia per la mia vita...
La fortuna, o forse gli dei, mi aiutano subito.
Scendo di una decina di metri, non di più, e ancora non mi sento così sola e spaventata, quando scorgo qualcosa che sporge dal fianco più sconnesso del pozzo. Qualcosa che mi pare un astuccio.
"Forse l'ho trovato!" dico.
Sento la voce di Guelfo, ansiosa. "Che hai visto?"
"Non lo so, sembra un astuccio, incastrato tra le rocce..."
"E' lui!" esclama il mio amico.
"Provo a prenderlo. Dovrò dondolarmi un po'..."
"Sta attenta!"
Eh, attenta... se stavo attenta non mi ci calavo proprio, nel pozzo.
L'oggetto sta proprio dal lato opposto, devo saltare. Salto.
Sbatto contro la pietra, le braccia mi fanno male, ma non riesco ad afferrarmi. La corda mi riporta indietro.
Inghiotto il dolore, riprendo fiato. Riprovo.
Stavolta il colpo è ancora più forte, non riesco a trattenere un gemito. Ma le mani afferrano qualcosa, poi scivolano... e inesorabile la corda mi risbatte all'indietro.
Non posso mollare.
Sento di sopra gli amici che sono preoccupati, mi dicono di stare attenta, "sei sicura? te la senti?" so che stanno pregando per me, perchè la corda tenga.
E tiene.
Il terzo tentativo. Mi tuffo, le mie mani riescono ad aggrapparsi ai detriti, stringono fino a sanguinare, sostengo il mio peso. Ed ecco che devo scendere un po', per avvicinarmi all'oggetto, che non riesco ancora bene a vedere. Non so nemmeno io come, ma ce la faccio. L'afferro.
"Tiratemi su", dico, "ce l'ho fatta".
Il resto va da se.
Raggiungo il bordo del pozzo, mi isso fuori. Solo ora vedo bene le mie mani, che sanguinano e tremano per l'agitazione.
Vado da Guelfo, gli metto in mano quel che ho trovato, poi mi appoggio a Lucius e mi siedo. Riprendo fiato.
"Ma che è?" sento Guelfo.
"Eh?"
"E' un birillo!"
Mi stringo nelle spalle. Sia quel che sia, non è certo questa la cosa più importante, il mio "tesoro nel pozzo".

scritto da Julie , 22:40 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
16 giugno 517
Lunedì 14 Maggio 2007

Tramonto al castello

E' curioso pensare come un territorio aspro e inospitale come le colline Khadan siano state per tanti anni l'oggetto della contesa tra la Marca di Beid e la Baronia di Keib.
Le stiamo percorrendo a piedi da due giorni, attraverso macchie alberate, cespugli, terreno roccioso e disabitato, e a parte un po' di animaletti, conigli e uccelli, non abbiamo incrociato nessuno.
Ieri in mattinata ho provato a scherzare con Jen, proponendole di intonare uno yodel da far echeggiare tra le colline, ma lei subito mi ha detto assolutamente di no!
In terre di confine la gente ha poca voglia di ridere, temo.
E' una ragazza in gamba, veloce e di poche parole, evidentemente conosce bene il posto.
Comunque ieri notte ci siamo accampati in mezzo alle colline, tra cespuglioni e alberacci e ragni, che pare siano pure velenosi.
Oggi stesso paesaggio, fino a quando il sole ha iniziato a calare. E finalmente ci si staglia davanti la sagoma scura di un castello, in lontananza. Il castello di Adare: o meglio, il castello di Antisse.



Ci avviciniamo, adesso più silenziosi e accorti, non tanto per paura ma per la suggezione che l'ombra del castello ci incute. E' parzialmente in rovina, anche se ospita una guarnigione di soldati di Beid, da cui abbiamo scelto di non farci vedere, se non sarà necessario.
Le acque del lago sono immobili, anzi no, a momenti sono scosse da fremiti che le increspano appena, per poi acquietarsi subito. Camminiamo lungo la riva del lago con il tetro castello alle spalle.

Non servivano le parole di Net, nè i racconti di Solice, a spiegarlo. Questo è un luogo di morte, si percepisce nell'aria, nel silenzio innaturale, nella luce rossastra del lago e del cielo.
Guardo il ponte di pietra che collega il maschio del castello al cortile principale, e penso a quanta gente sarà volata di sotto, a schiantarsi su quelle rocce aguzze, nei tanti combattimenti che Adare ha ospitato.

Adesso ci accampiamo in un riparo presso il lago, e domani ci sarà da calarsi in un pozzo a cercare qualcosa. Un pozzo, un cimitero comune, un buco nero nella roccia...
Lo ammetto, avrei anche un po' di paura. Ma poi vedo i miei compagni, i miei amici, e il cuore si riscalda.
Eric e Loic, Guelfo, Desiree e Quixote... poi c'è Jen, la nostra guida, e anche Bernard e Lucius, che hanno scelto di accompagnarci in questa spedizione anche se il loro incarico sarebbe terminato con il ritorno di Rosalie a casa.
Penso a quel che mi ha detto Lucius l'altro giorno, di ritorno da Valamer. E penso anche a quanto sia difficile essere un Paladino. E' pericoloso affezionarsi troppo a qualcuno che veste i colori di un Dio.
scritto da Julie , 11:35 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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