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« M'è sembrato di sentire MADRE, poi LEBBRA e BUCO DEL CULO, ma non riesco a collegare bene, non sono un esperto e non so se parlasse di tua madre »
- Bohemond D'Arlac -
 
Julie la Piattola
Julie Modane
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 139   commenti totali: 110
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12 giugno 519
Mercoledì 7 Dicembre 2011

Quando tutto finisce.

La fine è arrivata. Ha il volto tumefatto e putrido di Lord Albert, l'ultimo sguardo di Vypern, il sapore amaro di una vendetta tardiva.
Ho ritrovato i compagni a Noyes, di ritorno da Rigel, ed ho subito provato un forte senso di estraneità. C'è qualcosa di inedito, di complicato, tra di noi. Una sorta di pudore e di disagio, la consapevolezza che molte delle nostre strade si stanno per dividere, nonostante tutto quello che siamo stati, nonostante tutto quel che abbiamo condiviso in questi anni.
Resteremo amici, ma sarà tutto diverso. Non saremo più un "gruppo", uniti da uno scopo comune. Non ritroveremo mai più quell'assurda intimità, nè sperimenteremo insieme la paura, il dolore, la rabbia e la soddisfazione.
Quando ci ritroveremo tutti insieme, un giorno, sapremo parlare soltanto al passato.
Ha senso dircelo apertamente? Condividere ancora, per un'ultima volta, il senso di malinconia di questi giorni?
Non lo so.
Mi aggrappo al passato ansiosamente, ogni istante, ogni sguardo e ogni battuta che ci scambiano, in questi ultimi giorni nella foresteria di Noyes, mi addolora perchè ne percepisco la fugacità. Questa è l'ultima volta che sento Guelfo e Loic che bisticciano, è l'ultima volta che scorgo Solice arrossire per una battuta triviale dei miei cugini, è l'ultima volta per ogni dettaglio, per ogni sensazione.
Non vedo l'ora che tutto finisca, e questo lungo addio lasci il posto al "dopo".

Il dopo, ovvero ciò che sarà la nostra vita una volta che ce lo saremo detto, che l'avremo capito, accettato: non siamo più una cosa sola. Forse non lo siamo mai stati, ma per tre anni ci siamo illusi di esserlo.
Tre anni... tre anni sono pochi se li paragoni ad una vita intera, eppure sono durati un'eternità, ci hanno trasformati. Ma la cosa più incredibile è che adesso che si sono conclusi.... sembrano essere svaniti nel tempo di un sogno.

Fa un po' di tristezza, devo dire.
Lo so che l'energia tornerà presto, che arriveranno nuove emozioni e nuova condivisione. Diversa, inedita.
E poi ho prospettive belle e tanto desiderate davanti. C'è Lucius, e prima ancora il viaggio a Garak, e poi, e poi, e poi....
Ma intanto adesso è il momento dell'addio. Lento e sfumato, dai contorni poco precisi. E finchè questo addio non si sarà consumato non posso pensare ad altro, non so riversare altrove la mia passione.

Strano, eh? Forse la cosa più semplice è aspettare, scalare la montagna non tutta insieme, che sembra così ardua, ma un pezzettino alla volta, un appiglio alla volta, un chiodo alla volta. Forse questo addio che ora mi sembra così struggente sfumerà in fretta fino a trasformarsi soltanto in un dolce ricordo. E le nuove prospettive si apriranno davanti in tutto il loro splendore.

Sorridi, Julie.
Anche se in certi momenti ti senti triste, se ti assale la malinconia per ciò che è perduto, per l'atmosfera magica che non tornerà mai più. Sorridi e guarda avanti, poco a poco tutto troverà la sua strada.
Non era forse "Speranza" il mio soprannome? Mi è sempre piaciuto, e ora devo rendergli onore.


scritto da Julie , 00:47 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
1 gennaio 519
Martedì 3 Maggio 2011

La via stretta

Un giorno di pioggia, una tacca.
Un altro giorno di pioggia. Un'altra tacca.
Vorrei avere la saggezza di cento anni, come una pietra grigia che separa da sempre e per sempre le acque di un torrente.
Vorrei lungimiranza, sapienza, distacco.
Ma le gocce di pioggia che mi scivolano addosso sono nuove ogni volta, ed io vago come un uccellino alla ricerca della direzione giusta.

Piove e dico che non voglio mentire, che è la verità la strada giusta da percorrere.
Piove ancora e scelgo l'inganno. A fin di bene... scelgo di mentire.

"Spregiudicata".
Era un complimento, Woz? O forse stupore davanti alla mia incoerenza?

"Sono una persona di parola, io", mi ha detto Justin con disprezzo. "Non accetterò cibo da parte vostra, già mi avete ingannato una volta".
Eppure, caro Justin, se sei uscito da quella capanna senza che nessuno ti torcesse un capello, devi ringraziare me. Me e le mie bugie.

"Non sei credibile, è ridicolo!".
Non abbiamo ottenuto i loro cavalli, e ugualmente li abbiamo legati al caldo e al sicuro nella cascina, e non fuori esposti a lupi o peggio. Erano guardie oneste, o forse no. Chissà.
"Non sei brava a ricattare, si capisce che non sei pronta a mettere in pratica ciò che minacci".
... Già. Non sono pronta.

Ma sono spregiudicata. Spregiudicata o "troppo buona"?

E' un inverno così freddo e piovoso che non basta nemmeno la migliore coperta del mondo per scaldarmi. Il fuoco di Pyros arde nel cuore delle mie persone più care, ed io continuo a inventare frottole. Piove, una tacca. Una bugia, una tacca.

Dobbiamo percorrere la via larga o la via stretta?

A volte la via stretta è davvero... troppo stretta. E noi dobbiamo passare correndo, non abbiamo il tempo di grattare via lo sporco dalle pareti.

"Quindi sei una che non si fa gli affari suoi".
Certo, anche. Justin mi ha inquadrata ben bene.
Spregiudicata, non di parola, poco credibile... e che non si fa gli affari suoi.

Justin mi ricorda tanto Sir Juste. Due nomi che evocano la giustizia, due ragazzi che si appellano ad un onore formale, alla dignità data dal sangue, e che difendono contro ogni buon senso le proprie convinzioni nefaste. Cervelli lavati da Maestri cattivi.

Vorrei avere il distacco di cento anni per rispondere a persone del genere. Ma troppe gocce di pioggia mi dovranno scivolare sulla testa prima che io diventi così saggia, e che le ali dell'uccellino finalmente trovino un ramo quieto. Il tempo forse vola, ma io volo più veloce.


scritto da Julie , 13:35 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
30 dicembre 518
Venerdì 15 Aprile 2011

davanti a una porta chiusa

ting.... ting...
Mi tremano le mani, accidenti. E c'è troppa poca luce... devo calmarmi perchè di questo passo ci metterò un'ora. Ma questo posto mi fa una paura terribile, fatico a concentrarmi...
Guelfo fino a ora ha avuto ragione, non abbiamo trovato "risvegliati" nel sotterraneo. E' tutto calmo e deserto, malsano e putrescente, ma non sembrano esserci minacce immediate. E poi... almeno qui non fa così freddo.
Non so cosa troveremo dietro questa porta, probabilmente niente di collegato alle nostre ricerche: a giudicare dalle ragnatele che la ricoprono, nessuno fa scattare questa serratura da molto tempo. Ma mi hanno chiesto di far cadere la chiave, per permettere a Woz di aprirla magicamente senza danneggiarla, e intendo mettercela tutta. Sarebbe un peccato danneggiarla, in effetti.

ting... ops...
E' una bella serratura, eh.
La porta in generale è ben fatta, anche i cardini, i rinforzi... ma soprattutto la serratura è un piccolo capolavoro. Non sono molti gli artigiani capaci di realizzare buone serrature, ci vuole precisione, molta pazienza ed esperienza. Infatti sono rare quelle fatte bene, e parecchio costose.
Quando ero a Loran avevo fatto amicizia con la figlia di un mastro ferraio che apparteneva al del Clan del Vulcano, che spesso scappava da casa per venire ad assistere ai nostri spettacoli. E' stata lei, Charlene, a spiegarmi i primi rudimenti riguardo le serrature, a farmi apprezzare i lavori ben fatti e a spiegarmi il funzionamento dei cilindri e dei tamburi.
Poi, col passare del tempo, ho approfondito un po' la questione insieme a tipi meno raccomandabili di lei, ma mi è rimasto un atteggiamento diverso rispetto a quello di un generico scassinatore, riguardo le serrature.

t-t-t-ting
Non sono soltanto aggeggi da scassare, ma meccanismi raffinati da rispettare e studiare. Una serratura dice molte cose. Ad esempio questa qui, che serviva a impedire l'accesso dal Monastero al sotterraneo in cui ci troviamo, lascia pensare che qui sotto venisse custodito qualcosa di importante. Probabilmente si tratta delle celle che abbiamo visto prima: potrebbe essere verosimile come serratura di una prigione, tutto sommato. Una prigione "vera", intendo.

clic clic... ting
C'è una cosa che non abbiamo guardato, ora che ci penso.
Non so se mi va di tornarci, in realtà non molto, anche se adesso inizio finalmente a calmarmi. Quel che non abbiamo controllato sono le catene del prigioniero.
Il povero ragazzo, diventato chissà che cosa... come si è liberato? Era incatenato al muro, e liberarsi da catene di metallo non è semplice. La cosa più semplice è che qualcuno abbia aperto i lucchetti. La più spettacolare è che lui sia riuscito in qualche modo a... spaccarli.
Non so, forse potrebbe essere interessante capirlo.

t-ting
Chiederò agli altri che ne pensano. Sono molto carichi, tutti quanti, specialmente Guelfo.
In realtà Guelfo mi preoccupa un po': da quando è quasi morto, a Delos, sembra animato da un fatalismo estremo. Non è solo coraggio. Eric, Loic, Woz... loro sono "coraggiosi". Riconoscono i rischi e decidono di affrontarli. Guelfo invece adesso è fatalista, incosciente, gioca con la morte e col pericolo a cuor leggero. O almeno, questa è l'impressione che mi dà. Non so se si consideri immortale, animato dal convincimento che essere sopravvissuto a cose così spaventose in passato lo protegga dalle cose spaventose del presente, o se ormai non glie ne importi più proprio niente della sua pelle. Certo è che anche stasera ha visto la morte in faccia... ed è ugualmente il più carico e spavaldo di tutti noi.

clic...
Quanto a me, io sono... un po' meno coraggiosa dei miei compagni, lo ammetto. E' come se tutte le cose brutte che abbiamo visto e combattuto in questi ultimi due anni abbiano colmato una "misura". Prima ero più confidente, mentre ora mi sento assediata dall'orrore, e il fatto di essercela cavata tante volte in passato mi fa solo temere che la nostra incredibile fortuna si possa a un certo punto esaurire. Ma dobbiamo andare avanti, è davvero troppo importante quello che stiamo facendo.

...
Mi fermo un attimo, riposo la mano.
Tutto tace nel sotterraneo, anche i miei compagni sono silenziosi. Stanchi, approfittano del momento di quiete per riprendere fiato. Possiamo non essere sempre d'accordo sul metodo, sulle scelte da percorrere, ma siamo tutti concordi sul senso di quel che dobbiamo fare. I nostri nemici sono veramente dei mostri. E non mi riferisco ai "risvegliati", come li chiamano Woz e Guelfo. Mi riferisco alle persone che ci stanno dietro. Amon, Vypern, il "Tre"... li dobbiamo proprio fermare, a tutti i costi.
E gli Dei ci aiuteranno, di questo sono sicura. Forza, al lavoro!

t-t-t-ttting!
Quando Guelfo ha letto il diario di quel disgraziato, c'è una cosa che mi ha molto colpita. La descrizione degli inquietanti "sorrisi" del prigioniero. Che mi hanno ricordato... un altro volto, un'altra vittima. Prigioniera per sempre della sua follia.
Ogni volta che sopraggiunge la stanchezza, il freddo, la paura... devo richiamare alla mente quel viso smunto e graffiato, i suoi occhi, l'odore triste di quella prigione di Nekkar.
Fermiamo questi maledetti bastardi e torniamocene a casa.

CLIC
Un passo alla volta, un piccolo gesto alla volta. E adesso far scivolare a terra questa chiave è ciò che posso fare per aiutare i miei più forti compagni a sconfiggere il nemico.
Adesso questa serratura mi asseconderà. L'ho studiata, l'ho capita. Tra poco, tra molto poco, un piccolo suono metallico mi risponderà, e avrò fatto la mia piccola parte.

ting.

scritto da Julie , 12:28 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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