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Tra i musicisti e gli sbandati - Elenco versioni

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Tra i musicisti e gli sbandati - versione del 24/05/2026, 16:50

[cronaca]
Seconda avventura della Campagna del Lago. Racconta il viaggio dei protagonisti (Yacomus Alder, Martin Dankworth, Finn Reyd, Naar-Al-Kalb, Audra Vesper) a Zedar alla ricerca dello Zio Karol e gli eventi successivi.

Ultime faccende a Brie

La cronaca vede il suo inizio il 3 ottobre nella signoria di Brie, nei giorni successivi al ritorno del gruppo dalla via dell'Angolo. Dopo il viaggio con la carovana di Felix Immergluck, il riconoscimento del cavallo di Longinus e la fuga concessa a Basil, gli avventurieri hanno fatto ritorno al palazzetto degli Alder, dove le notizie provenienti da oriente hanno già spinto il Dominus a rafforzare le difese del villaggio. Qui, tra la conclusione della Fiera della Luna Nuova, i nuovi vaticini di Lunette e l'incontro con Margethre, il gruppo riceve da Bernard Klaus una mappa della Marca del Lago annotata da lui e da Belloq, primo segno concreto di nuove piste da seguire e di antiche inquietudini ancora sepolte tra boschi, paludi e rovine.

Lady Olivia e Sir Fabius

Alla torre degli Alder emerge con maggior chiarezza il contrasto tra i temperamenti di chi vi dimora: Lady Olivia, la mamma di Yacomus, ha una formazione rigida e profondamente tradizionalista, mentre Sir Fabius, il padre (nonché il Dominus), è uomo più leggero, scanzonato e libertino. Appare tuttavia chiaro che, entro quelle mura, il comando appartiene a Lady Olivia. Quando Naar chiede a Yacomus chi prenda davvero le decisioni a casa sua, la risposta del giovane è quantomai chiara: «Sir Fabius ha il pieno comando del feudo e dei suoi uomini, a patto che la sua voce non giunga alle orecchie di lei».

Per quanto riguarda la preoccupazione per i recenti eventi, è evidente che anche gli Alder ne sono influenzati: il padre e il fratello di Yacomus restano in allerta, seguono le notizie e scrutano gli eventi con grande attenzione. Sir Fabius si dichiara persino propenso ad acquistare le armi in eccesso riportate a casa dal gruppo, convinto che potrebbero servire presto.

«Se continua così finiranno per arruolarci», osserva Naar, scuotendo la testa.

«Un motivo in più per ripartire subito», ribatte Finn, scrutando la mappa fornita da Bernard. «Qui sono segnati un sacco di posti interessanti che potrebbe valere la pena visitare: che ne dite di queste cave?»

«Immagino quanti tesori potremo mai trovare, in quelle cave!», borbotta Naar, poco convinto.

L'idea di sgranchirsi le gambe comunque non dispiace, e così si prende la decisione di partire nuovamente all'avventura.

«Ci servirà una guida, però», avvisa Finn.

«E perché mai?», chiede Naar: «tu non vai bene?»

«Non conosco quella zona così bene», si schernisce Finn: «Magari il padre di Yacomus può indicarci qualcuno?»

Yacomus annuisce, e così si decide di chiedere a sir Fabius: con grande sorpresa di tutti, il Dominus annuncia che sarà proprio lui ad accompagnare la spedizione. «Si parte domani di buon'ora: faccio preparare il pranzo al sacco per tutti!»

Scampagnata alla Torre di Guardia

L'indomani, 4 ottobre, si parte in direzione della cava, sopra la quale si ergono, sempre secondo la mappa, le rovine di quella che un tempo era una torre di avvistamento. Sir Fabius spiega che questo gli consentirà di unire l'utile al dilettevole: quel viaggio gli darà anche modo di valutare l'opportunità di ristrutturare quel baluardo.

Il percorso inizia pianeggiante, ma man mano che ci si avvicina alle colline il dislivello cresce, costringendo tutti a mettere alla prova le proprie doti atletiche. Appare subito chiaro che il Dominus non mostra particolari riguardi per Yacomus: al contrario, sprona il figlio a non restare indietro e a sostenere il passo degli altri.

Ipotesi di lavoro

«Dovete sapere che la lettera di Lady Dankworth, la madre di Martin, ha creato un certo scompiglio», spiega sir Fabius durante la marcia. «La notizia del vostro sconfinamento a Benson ha turbato non poco Lady Olivia... ma non vi preoccupate, ci ho pensato io a spiegarle che è giusto che facciate le vostre esperienze: soprattutto tu, Yacomus! Ti fa bene prendere un po' d'aria di Benson. Anzi, se fosse per me ti manderei anche in altri posti: ad esempio... Potreste andare a Zedar a recuperare zio Karol, che abita lì. Con i tempi che corrono, la sua esperienza ci farebbe comodo».

«Non sarebbe una cattiva idea», esclama Naar: «ma viaggiare è costoso... sarebbe una missione finanziata dalla Signoria?»

«Naturalmente!», conferma sir Fabius. Spiega poi che il viaggio sarebbe condotto in gran parte via nave, in quanto la città di Zedar si trova sull'altro versante del Lago della Lama. «Dovreste recarvi a piedi fino all'approdo», aggiunge, «e poi, una volta giunti lì, contattare un uomo a noi fedele, sir Polpetta, che provvederà a imbarcarvi».

«Sir Polpetta?», domanda Finn, sorpreso.

«Proprio così», conferma Sir Fabius. «E' il capo della Fratellanza del Buon Raccolto

«E perché lo chiamano sir Polpetta, se è un contadino?»

«E si vede che gli piacciono le polpette!» esclama Naar, ridacchiando: «Del resto, a chi non piacciono?»

«Quando lo vedrete lo capirete», taglia corto il padre di Yacomus: «comunque sì, diciamo che di sicuro gli piacciono anche le polpette».

«Ma è veramente "sir"?» chiede ancora Finn.

«Beh, in un certo senso sì», conferma Sir Fabius: «è il capo della fratellanza e anche il responsabile del villaggio...».

Così discorrendo, si arriva nei pressi della cava.

La cava abbandonata

Il luogo risulta chiaramente abbandonato da anni: nella boscaglia, Sir Fabius mostra di avere occhio esperto, riconoscendo subito le tracce degli antichi binari della cava, i resti delle carrucole e altri segni del lavoro che un tempo doveva animare quel posto. Le casupole poste nei dintorni sono ridotte a ruderi poveri e silenziosi, quasI del tutto ricoperti dalla vegetazione. C'è anche un pozzo, che forse potrebbe essere rimesso in funzione.

Il luogo è comunque perfetto per riposare le gambe e, soprattutto, mangiare i panini con la frittata preparati amorevolmente da Avril, la cuoca degli Alder.

Naar li assaggia e, immediatamente, nota un particolare che stona. «Secondo me non si trova bene da voi, questa cuoca», mormora quindi a Yacomus, lontano dalle orecchie di Sir Fabius: «Vi fa le cose scondite. Perché, secondo te?»

Yacomus resta perplesso: «in che senso scondite? Cosa c'è che non va in questi panini?»

«Il prezzemolo!», chiarisce Naar: «Dove mai s'è visto un panino con la frittata senza prezzemolo?»

Yacomus alza le spalle: «il prezzemolo lo puoi mettere ovunque... ma, diciamoci la verità, molto spesso è invadente: a me, personalmente, non dispiace senza».

Naar torna a osservare il panino, riflettendo sulle parole del compagno: «non hai tutti i torti, sai? E poi, in effetti, ci ha messo la ricotta. Allora va bene così».

Salita alla torre

Dopo aver mangiato, il gruppo decide di inerpicarsi verso la torre. La prima parte del cammino attraversa il bosco ed è piuttosto faticosa; poi, poco a poco, le conifere lasciano spazio ai cespugli, e il sentiero diventa più aperto. Durante la salita, Sir Fabius scorge un'aquila e la indica agli altri.

Naar coglie immediatamente il segno e lo interpreta con tono solenne.

«E' un auspicio regale. Diventerete duca!»

Sir Fabius sorride, visibilmente compiaciuto da quella previsione.

La torre, quando viene finalmente raggiunta, appare poco più che un rudere. Il padre di Yacomus apre la porta a spallate e, con una certa soddisfazione, esclama:

«Benvenuti!»

Poi sale le scale, seguito dal gruppo. Al primo piano vengono trovati tre sacchi a pelo, che sembrano lì da anni. Accanto a essi vi è equipaggiamento da viaggio: tre zaini chiusi, contenenti abiti di ricambio, due maschili e uno femminile.

Naar esamina la disposizione con aria sicura.

«Questo era lo zaino del capo», sentenzia.

Tra gli oggetti viene trovata anche una mappa estremamente malridotta. Secondo Sir Fabius, essa punta verso il castelletto di Armen. Vi sono inoltre lanterne, materiali da scrivere e alcune lettere umide e rovinate, che tuttavia possono ancora essere aperte. Dai frammenti leggibili emergono tre nomi: Baldur, Hagen e Arvid. Costoro dovevano recuperare un fluido di resina chiamato Hartsi, che secondo Yacomus potrebbe essere qualcosa di magico. In calce o tra le tracce delle lettere compare anche la sigla V.K..

Creata il 24/05/2026 da Annika (2348 voci inserite). Ultima modifica il 24/05/2026.
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