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Myst Cyclopedia

Tra i musicisti e gli sbandati

[cronaca]
cronaca
Periodo:
dal 20/05/2026
al 10/06/2026
Periodo RPG:
dal 3 ottobre 516
al 10 ottobre 516
Num. sessioni:
4
Ritratto di Claudius Pistòs, domestico di Karol Alder a Zedar.

Seconda avventura della Campagna del Lago. Racconta il viaggio dei protagonisti (Yacomus Alder, Martin Dankworth, Finn Reyd, Naar-Al-Kalb, Audra Vesper) a Zedar alla ricerca dello Zio Karol e gli eventi successivi.

La cronaca vede il suo inizio il 3 ottobre dell'anno 516 nella signoria di Brie, nei giorni successivi al ritorno del gruppo dalla via dell'Angolo: dopo il viaggio con la carovana di Felix Immergluck, il riconoscimento del cavallo di Longinus e la fuga concessa a Basil, gli avventurieri hanno fatto ritorno al palazzetto degli Alder, dove le notizie provenienti da oriente hanno già spinto il Dominus a rafforzare le difese del villaggio.

In quei giorni, tra la conclusione della Fiera della Luna Nuova, i nuovi vaticini di Lunette e l'incontro con Margethre, il gruppo ha inoltre ricevuto da Bernard Klaus una mappa della Marca del Lago annotata da lui e da Belloq, primo segno concreto di nuove piste da seguire e di antiche inquietudini ancora sepolte tra boschi, paludi e rovine.

indice dei contenuti

Ultime faccende a Brie

Alla torre degli Alder emerge con maggior chiarezza il contrasto tra i temperamenti di chi vi dimora: Lady Olivia, la madre di Yacomus, ha una formazione rigida e profondamente tradizionalista, mentre Ser Fabius, il padre (nonché il Dominus), è uomo più leggero, scanzonato e libertino. Appare tuttavia chiaro che, entro quelle mura, il comando appartiene a Lady Olivia. Quando Naar chiede a Yacomus chi prenda davvero le decisioni a casa sua, la risposta del giovane è quantomai chiara: «Ser Fabius ha il pieno comando del feudo e dei suoi uomini, a patto che la sua voce non giunga alle orecchie di lei».

Per quanto riguarda la preoccupazione per i recenti eventi, è evidente che anche gli Alder ne sono influenzati: il padre e il fratello di Yacomus restano in allerta, seguono le notizie e scrutano gli eventi con grande attenzione. Ser Fabius si dichiara persino propenso ad acquistare le armi in eccesso riportate a casa dal gruppo, convinto che potrebbero servire presto.

Nuovi propositi

«Se continua così finiranno per arruolarci», osserva Naar, scuotendo la testa.

«Un motivo in più per ripartire subito», ribatte Finn, scrutando la mappa fornita da Bernard. «Qui sono segnati un sacco di posti interessanti che potrebbe valere la pena visitare: che ne dite di queste cave?»

«Immagino quanti tesori potremo mai trovare, in quelle cave!», borbotta Naar, poco convinto.

L'idea di sgranchirsi le gambe comunque non dispiace, e così si prende la decisione di partire nuovamente all'avventura.

«Ci servirà una guida, però», avvisa Finn.

«E perché mai?», chiede Naar: «tu non vai bene?»

«Non conosco quella zona così bene», si schernisce Finn: «Magari il padre di Yacomus può indicarci qualcuno?»

Yacomus annuisce, e così si decide di chiedere a Ser Fabius: con grande sorpresa di tutti, il Dominus annuncia che sarà proprio lui ad accompagnare la spedizione. «Si parte domani di buon'ora: faccio preparare il pranzo al sacco per tutti!»

Scampagnata alla Torre di Guardia

L'indomani, 4 ottobre, si parte in direzione della cava, sopra la quale si ergono, sempre secondo la mappa, le rovine di quella che un tempo era una torre di avvistamento. Ser Fabius spiega che questo gli consentirà di unire l'utile al dilettevole: quel viaggio gli darà anche modo di valutare l'opportunità di ristrutturare quel baluardo.

Fabius Alder
Ser Fabius Alder, Dominus di Brie e padre di Yacomus.

Il percorso inizia pianeggiante, ma man mano che ci si avvicina alle colline il dislivello cresce, costringendo tutti a mettere alla prova le proprie doti atletiche. Appare subito chiaro che il Dominus non mostra particolari riguardi per Yacomus: al contrario, sprona il figlio a non restare indietro e a sostenere il passo degli altri.

Ipotesi di lavoro

«Dovete sapere che la lettera di Lady Dankworth, la madre di Martin, ha creato un certo scompiglio», spiega Ser Fabius durante la marcia. «La notizia del vostro sconfinamento a Benson ha turbato non poco Lady Olivia... ma non vi preoccupate, ci ho pensato io a spiegarle che è giusto che facciate le vostre esperienze: soprattutto tu, Yacomus! Ti fa bene prendere un po' d'aria di Benson. Anzi, se fosse per me ti manderei anche in altri posti: ad esempio... Potreste andare a Zedar a recuperare zio Karol, che abita lì. Con i tempi che corrono, la sua esperienza ci farebbe comodo».

«Non sarebbe una cattiva idea», esclama Naar: «ma viaggiare è costoso... sarebbe una missione finanziata dalla Signoria?»

«Naturalmente!», conferma Ser Fabius. Spiega poi che il viaggio sarebbe condotto in gran parte via nave, in quanto la città di Zedar si trova sull'altro versante del Lago della Lama. «Dovreste recarvi a piedi fino all'approdo», aggiunge, «e poi, una volta giunti lì, contattare un uomo a noi fedele, Ser Polpetta, che provvederà a imbarcarvi».

«Ser Polpetta?», domanda Finn, sorpreso.

«Proprio così», conferma Ser Fabius. «E' il capo della Fratellanza del Buon Raccolto

«E perché lo chiamano Ser Polpetta, se è un contadino?»

«E si vede che gli piacciono le polpette!» esclama Naar, ridacchiando: «Del resto, a chi non piacciono?»

«Quando lo vedrete lo capirete», taglia corto il padre di Yacomus: «comunque sì, diciamo che di sicuro gli piacciono anche le polpette».

«Ma è veramente "Ser"?» chiede ancora Finn.

«Beh, in un certo senso sì», conferma Ser Fabius: «è il capo della fratellanza e anche il responsabile del villaggio...».

Così discorrendo, si arriva nei pressi della cava.

La cava abbandonata

Il luogo risulta chiaramente abbandonato da anni: nella boscaglia, Ser Fabius mostra di avere occhio esperto, riconoscendo subito le tracce degli antichi binari della cava, i resti delle carrucole e altri segni del lavoro che un tempo doveva animare quel posto. Le casupole poste nei dintorni sono ridotte a ruderi poveri e silenziosi, quasi del tutto ricoperti dalla vegetazione. C'è anche un pozzo, che forse potrebbe essere rimesso in funzione.

Il luogo è comunque perfetto per riposare le gambe e, soprattutto, mangiare i panini con la frittata preparati amorevolmente da Avril, la cuoca degli Alder.

Naar li assaggia e, immediatamente, nota un particolare che stona. «Secondo me non si trova bene da voi, questa cuoca», mormora quindi a Yacomus, lontano dalle orecchie di Ser Fabius: «Vi fa le cose scondite. Perché, secondo te?»

Yacomus resta perplesso: «in che senso scondite? Cosa c'è che non va in questi panini?»

«Il prezzemolo!», chiarisce Naar: «Dove mai s'è visto un panino con la frittata senza prezzemolo?»

Yacomus alza le spalle: «il prezzemolo lo puoi mettere ovunque... ma, diciamoci la verità, molto spesso è invadente: a me, personalmente, non dispiace senza».

Naar torna a osservare il panino, riflettendo sulle parole del compagno: «non hai tutti i torti, sai? E poi, in effetti, ci ha messo la ricotta. Allora va bene così».

Salita alla torre

Dopo mangiato, il gruppo decide di inerpicarsi verso la torre. La prima parte del cammino attraversa il bosco ed è piuttosto faticosa; poi, poco a poco, le conifere lasciano spazio ai cespugli, e il sentiero diventa più aperto. Durante la salita, Ser Fabius scorge un'aquila e la indica agli altri.

Naar coglie immediatamente il segno e lo commenta con tono solenne: «è un auspicio regale, Ser Fabius: diventerete duca!»

Ser Fabius sorride, visibilmente compiaciuto da quella previsione.

Torre dell'Aquila
Torre dell'Aquila, baluardo diroccato a poca distanza dal Castelletto di Armen.

La torre, quando viene finalmente raggiunta, appare poco più che un rudere. Il padre di Yacomus apre la porta a spallate: «Benvenuti!» esclama soddisfatto. Poi sale le scale, seguito dal gruppo.

Al primo piano vengono trovati tre sacchi a pelo, che sembrano lì da anni. Accanto a essi vi sono tre zaini contenenti equipaggiamento da viaggio e qualche abito di ricambio: due maschili e uno femminile. «Questo qui doveva essere lo zaino del capo», sentenzia Naar.

All'interno degli zaini ci sono lanterne, materiali da scrivere e alcune lettere umide e rovinate, che tuttavia possono ancora essere aperte. Dai frammenti leggibili emergono tre nomi: Baldur, Hagen e Arvid. Leggendo le lettere si capisce che i tre erano stati incaricati di recuperare un fluido di resina chiamato Hartsi, che secondo le conoscenze di Yacomus potrebbe essere qualcosa di magico. Una delle lettere è firmata con una sigla: V.K.

Tra gli oggetti vengono rinvenuti anche un flauto, all'interno dello zaino presumibilmente appartenuto a Baldur, e una mappa estremamente malridotta che, secondo Ser Fabius, raffigura il castelletto di Armen, certamente realizzata prima che il maniero fosse colpito dal misterioso incidente che lo ha reso impraticabile.

Il Castelletto di Armen

«Se saliamo al piano superiore credo che riusciamo pure a dargli un'occhiata, al castelletto», esclama Ser Fabius indicando la scala di fronte a lui, che però, a differenza della precedente, è decisamente malridotta. «Secondo me si può fare», aggiunge poi, avanzando a passo sicuro. Il tentativo, tuttavia, si rivela meno semplice del previsto: dopo poco, Ser Fabius rischia quasi di cadere giù ed è costretto a rinunciare.

«Non è banale», ammette.

Martin allora si fa avanti con discrezione. «Permettetemi, provo io».

Il cavaliere si arrampica con facilità, raggiungendo agevolmente il piano superiore: l'ampio panorama che si apre da quella posizione, in effetti, include anche il castelletto di Armen. La struttura appare interamente ricoperta dalla vegetazione, forse in modo persino innaturale, come se un enorme callo di muschio avesse avvolto l'edificio e sopra di esso fossero cresciute una moltitudine inspiegabile di piante, fronde e sterpi. D'un tratto Martin nota che qualcosa si muove in mezzo al verde, descrivendo la scena agli altri che si trovano sotto di lui: da un momento all'altro si aspetta di scorgere una o più creature enormi, di certo molto più grandi di un essere umano. Tuttavia, non riesce a distinguere sagome vere e proprie.

Yacomus, incuriosito dalle parole di Martin, chiede e ottiene di farsi issare a sua volta. Una volta raggiunta la sommità, il giovane mago viene raggiunto da un forte impulso di "insalubrità mistica", con tutta probabilità emanato dalla fortezza: un battito oscuro, pulsante, come il segno di forze ancestrali in conflitto. Yacomus, osservando la scena e i movimenti indicati da Martin, si convince che quella vegetazione stia cercando di contrastare ciò che si trova sotto di essa, una sorta di forza pulsante primordiale che sta disperatamente cercando di uscire.

Armen
Ciò che resta del Castelletto di Armen dopo l'incidente del 508.

Ser Fabius, visibilmente più interessato all'aspetto strutturale della torre che non al destino del castelletto di Armen, chiede al figlio un resoconto dei danni e delle condizioni visibili all'altezza di quel piano.

«Temo che, ove mai le difese che sono all'opera in quel castello venissero meno, questa torre non servirebbe a granché», commenta Yacomus con tono amaro.

Il Dominus accoglie la valutazione scrollando le spalle: «sarebbe comunque meglio di niente... magari ci avvisa che dobbiamo scappare».

Audra, pur senza salire a osservare il fenomeno in prima persona, chiede a sua volta maggiori informazioni, tentando di attribuirvi un senso. Nei minuti successivi, sia lei che Yacomus ipotizzano che i misteriosi eventi all'opera presso il castelletto potrebbero essere opera di una comunità druidica impegnata a contenere le infauste conseguenze dell'incidente verificatosi nel 508. Seguono poi varie teorie sui misteriosi totem druidici rinvenuti alcune settimane fa all'interno di quegli stessi boschi, sulle attività dei Goblem e degli schiavi fuggiaschi forse provenienti da Sklaverei, e in generale sui tanti misteri che avvolgono quei luoghi.

Timori e preoccupazioni

In serata si torna nuovamente a Brie. A cena vengono raccontate le avventure della giornata, compreso il momento in cui Yacomus è stato sollevato in cima alla torre; il racconto desta attenzione e crea un certo divertimento, ma il clima resta comunque appesantito dal sinistro spettacolo offerto da Adare. Lady Olivia, a sua volta, riferisce un particolare sul castelletto, risalente a qualche anno prima del misterioso incidente che ne ha segnato il destino: «eravamo ospiti del Marchese: ricordo che uno dei sapienti di cui si circondava, un individuo un po' inquietante che credo si chiamasse Horace, si avvicinò a Yacomus, che all'epoca era molto piccolo... E ci disse che sentiva un gran bel potenziale provenire da lui».

«Dev'essere lo stesso stregone con cui ha litigato Belloq», Audra, memore del racconto di Bernard Klaus.

Il racconto, per usare un eufemismo, non contribuisce a migliorare l'umore della serata.

«Vogliamo vedere il lato positivo?» esclama Naar per stemperare gli animi: «questi gnocchi col pesto sono spettacolari!»

Nuova missione: la ricerca di zio Karol

Il gruppo decide di accettare la missione proposta da Ser Fabius: recuperare Karol Alder, zio di Yacomus e fratello minore di Ser Fabius, il quale non ha mai risposto alle lettere che gli sono state inviate al suo ultimo domicilio noto, presso la città di Zedar. "Zio Karol" viene descritto come un omone di 45 anni dall'aria navigata e sorniona; non ha mai avuto un feudo, preferendo condurre una vita da avventuriero. Si presume che non disponga di molto denaro, ma è comunque proprietario di un palazzetto nella Piazza delle Cianfrusaglie di Zedar.

Karol Alder
Karol Alder, cavaliere errante, fratello di Ser Fabius Alder e zio di Yacomus.

La partenza è prevista per l'indomani: la missione non prevede un compenso, ma tutte le spese sostenute dal gruppo saranno coperte dalla Signoria di Brie.

Verso l'Approdo

Il 5 ottobre, di buon mattino, il gruppo parte in direzione dell'approdo: la via più semplice è passare per Kale, da cui è possibile arrivare a destinazione in una comoda giornata di viaggio. Ser Fabius fornisce una malleveria per ser Polpetta, il quale fornirà al gruppo vitto e alloggio e provvederà a trovare un'imbarcazione adatta per raggiungere Zedar.

A Kale si fa tappa da Margethre, che è ben lieta di ospitare ancora una volta il gruppo per la notte in cambio di qualche lavoretto presso il suo vigneto.

L'indomani, 6 ottobre, il gruppo riparte fino a raggiungere le propaggini settentrionali del Lago della Lama, che viene quindi costeggiato verso est in direzione dell'Approdo. Il percorso è molto suggestivo: dall'altra parte del lago si riesce a distinguere sia i contorni di Krandamer che quelli di Benson.

Nel tardo pomeriggio si arriva all'Approdo, dove il gruppo chiede e ottiene informazioni su come raggiungere Ser Polpetta.

Audra osserva le rive del Lago della Lama con una certa preoccupazione, realizzando improvvisamente che l'indomani il viaggio proseguirà in barca. «Perdonatemi», chiede quindi a Yacomus con discrezione: «voi sapete nuotare?»

«Si, certo», le risponde il giovane, sorpreso per la domanda.

«Capisco... molto bene, allora».

«E voi?»

«... Ahem», risponde la ragazza. «A dire il vero...»

«Non preoccupatevi: sarà un viaggio breve!»

Al cospetto di Ser Polpetta

Ser Polpetta si presenta come un uomo rubizzo, ben piazzato, con un sottocollo pronunciato e una vocetta tremolante che contrasta con la sua figura imponente. L'uomo accoglie gli ospiti con modi cordiali, specie quando comprende di trovarsi di fronte al figlio di Ser Fabius e dei suoi amici, quindi legge la manleva con grande rapidità.

«E' un piacere ospitarvi nella Casa della Fratellanza! Domattina vedo chi parte e vi colloco su una barca: nel frattempo, mettetevi comodi».

Le stanze sono confortevoli: i ragazzi vengono ospitati insieme, mentre ad Audra viene data una stanza personale che le consente di rinfrescarsi, cambiare la medicazione della ferita e prepararsi per la serata.

Cena al Remo Argentato

La cena viene consumata al Remo Argentato, rinomata taverna a pochi passi dalla Casa della Fratellanza. Il menu è semplice ma soddisfacente: orzotto al persico, accompagnato da birra. Persino Naar, dopo un iniziale scetticismo, finisce per dichiararsi contento. Durante la cena il gruppo viene avvicinato da Ser Polpetta che presenta loro Mastro Bastianazzo, un giovanotto di venticinque anni: sarà lui, a bordo della sua imbarcazione, a traghettare il gruppo fino a Zedar: la partenza è prevista per l'indomani.

Naar coglie nell'ambiente della locanda una certa mestizia, che decide di ravvivare intonando una canzone e accompagnandosi con il liuto. Audra, desiderosa di scacciare le inquietudini per l'imminente traversata navale, si unisce a lui con la sua mandola, seguita di lì a poco da un violinista sconosciuto.

Quando l'orchestrina improvvisata smette di suonare, Audra si avvicina a Naar e cerca di capire se il suo animo si sia rasserenato. Il nano annuisce, spiegando il motivo del suo turbamento: «è colpa di quelle teorie deprimenti di Yacomus sul castello maledetto, sul male che serpeggia sotto le fronde...»

«Però c'è anche un aspetto positivo, in quelle teorie: le forze di Harkel che sono all'opera per contenere quella minaccia. E non sarebbe certo la prima volta che la Progenitrice si erge in nostro soccorso: ci protegge fin dalle epoche remote, quando il Caos Primitivo cercò di corrompere la sua melodia... Conoscete quelle storie?»

«Non bene come vorrei», risponde Naar, incuriosito: «mi farebbe piacere ascoltarle. Magari domani, sulla barca...»

Audra annuisce, felice della prospettiva di aver trovato una distrazione durante il viaggio.

La partenza da L'Approdo

Il 7 ottobre, dopo aver lasciato le cavalcature alle cure di Ser Polpetta, il gruppo si accinge a imbarcarsi.

L'Approdo vanta un discreto viavai di barche, quasi ogni giorno ne parte una diretta a Zedar: si tratta di imbarcazioni lunghe tra gli otto e i quindici metri, per lo più munite di vela quadrata e di due, tre o quattro coppie di remi. Quasi tutte sono inoltre provviste di una struttura di archi di legno che consente di coprire agevolmente gran parte dello scafo con un telone, così da proteggere dalle intemperie la merce trasportata. Il timone somiglia a un grosso remo, posto lateralmente a poppa; nella parte posteriore si trova una piccola cabina.

Bastianazzo spiega che, con il vento a favore e un equipaggio capace, queste barche possono coprire anche sei o sette chilometri in un'ora: la traversata tra L'Approdo e Zedar, che dista circa venticinque chilometri, richiede in media cinque ore di viaggio.

A bordo della Libellula

Si sale quindi sulla Libellula, la barca di Bastianazzo, che oltre ai membri del gruppo trasporta anche dell'ottimo legname destinato a Zedar. Il capitano spiega ai passeggeri alcune semplici regole per favorire la navigazione: dove sedersi, a che cosa aggrapparsi, come placare lo stomaco in caso di mal di mare e, qualora il malessere abbia comunque il sopravvento, da quale lato sporgersi per non arrecare danno a sé stessi, agli altri e al carico. A tale scopo il barcaiolo distribuisce alcuni panini salati, che a suo dire aiutano a trattenere i conati. Audra ascolta con attenzione tutti i consigli e tiene un panino a portata di mano, mentre la Libellula si prepara a lasciare l'approdo.

«Speriamo di non imbatterci nel Merihirviö!», esclama Bastianazzo mentre la barca lascia l'Approdo, con l'intento di alleggerire gli animi: interrogato sul significato di quel nome, spiega poi che si tratta di una sorta di mostro ancestrale che, secondo antiche leggende, soleva abitare le profondità del Lago della Lama.

Racconti di antiche divinità

Durante la traversata Naar e Audra tornano a parlare di Harkel e della sua lotta ancestrale contro l'opera corruttrice del Caos Primitivo, tramandata in modi anche molto diversi dai popoli che si sono avvicendati sul Continente: Bastianazzo ascolta con un certo interesse e, a un certo punto, prova a spostare la conversazione su Maers. Audra racconta quindi di Syor, antichissimo Signore degli Abissi, delle Tempeste e delle calamità naturali, ricordando come in alcune terre il suo culto abbia assunto forme terribili: antichi sacerdoti, nel tentativo di placare la furia delle onde e ottenere la benevolenza del dio, compivano sacrifici umani sulle rive del mare e spargevano il sangue delle vittime tra i flutti.

«Ma dunque queste divinità, un tempo, non erano benevole?», obietta Naar. «Com'è possibile che prima fossero cattive e ora siano buone? Gli dèi che venerano i nani sono meno mutevoli: Ilmarinen è sempre stato uguale a sé stesso».

«Non sono le divinità ad essere cambiate», spiega Audra, «ma il modo di intenderle e venerarle: i Popoli Antichi temevano l'impeto distruttivo della natura ed erano convinti di doverlo mitigare compiendo dei sacrifici anche molto dolorosi. Ci sono voluti molti secoli per comprendere che quelle forze ancestrali non chiedono sangue per essere placate, ma impegno nel rispettare e custodire ciò che sono poste a proteggere».

Naar annuisce. «Del resto, anche il mare è sempre lo stesso, così come questo lago... A proposito, come ti senti?»

«Eh...»

«Che dici, ce lo mangiamo questo panino?»

«Magari un morsetto...»

«... E diamoglielo!»

Arrivo a Zedar

La Libellula attracca al Molo Vecchio in perfetto orario. Mastro Bastianazzo consiglia a gruppo di recarsi presso la Taberna del Deliota, dove lui stesso intende raggiungerli per il pranzo di lì a poco. «Giusto il tempo di organizzare lo scarico di questo legname e dare un'occhiata alle merci che riporterò all'Approdo...»

«Di cosa si tratta?» chiede Finn, incuriosito.

«Stoffe, pelli e olio per lanterne!»

«Non potrei immaginare un carico più sicuro», mormora Yacomus: «cosa potrebbe mai andare storto?»

Zedar
La città di Zedar, capitale dell'omonima Contea.

Alla Taberna del Deliota

Il gruppo si dirige alla Taberna del Deliota, che si trova presso la piazza dei morti, nel quartiere del molo vecchio: nei dintorni dell'ingresso è ravvisabile un forte odore di pesce. Naar non perde tempo e chiede subito all'oste, un tipetto tarchiato che si presenta come Nikeforos Methysménos, quale sia il piatto del giorno.

«Coregone!» annuncia lui con una punta d'orgoglio.

«Addirittura», esclama Naar. «E come lo fai questo coregone?»

«Al forno, con gli agrumi!», risponde prontamente l'oste: «e con un sacco di spezie che non hai mai sentito nominare!»

«E tra queste spezie che non conoscerei, c'è per caso anche il cumino?»

«Mi stai chiedendo se mettiamo il cumino nel coregone? Eccome, se ce lo mettiamo!»

Il coregone viene servito di lì a poco, accompagnato da un ottimo vino speziato. Naar lo mangia con soddisfazione, spiegando ai compagni che quel pesce è una trappola in cui sono soliti cadere molti osti. «O lo prepari come si deve o non sa di niente», sentenzia: «è il pesce più insipido che puoi mangiare.»

Fortunatamente, a giudicare dalla velocità con cui lo finisce, sembra che il Deliota non abbia deluso le aspettative.


Piazza delle Cianfrusaglie

Dopo il pasto il gruppo chiede al deliota indicazioni sulla prossima meta: Piazza delle Cianfrusaglie, dove dovrebbe trovarsi l'abitazione di zio Karol. Attraversa quindi nuovamente Piazza dei Morti, dove le bancarelle del pesce sono ormai in chiusura: i dintorni sono pieni di bambini che giocano e schiamazzano.

Naar ferma un ragazzino e gli chiede come mai la piazza si chiami proprio Piazza dei Morti.

«Non la senti, questa puzza? È per quello!»

«Ah, quindi i morti sarebbero i pesci? Ma non mi sembra il massimo, per un alimento che vuoi vendere!»

«Beh, credo che si chiami così anche perché qui vengono officiati i funerali... e i matrimoni!»

Naar annuisce, soddisfatto delle informazioni apprese.

Incontro con Claudius Pistos

Di lì a poco i compagni raggiungono la casa indicata e bussano. Ad aprire è un uomo di una certa età, che dall'aspetto e dai modi sembra il governante della dimora.

«Buongiorno, ragazzi... ehm... ragazzetti!»

Yacomus prende la parola: «Cercavo Karol Alder: sono ser Yacomus, figlio del Dominus di Brie, nonché suo nipote.»

«Dimostralo», risponde l'uomo, che a sua volta si presenta come Claudius Pistos.

Yacomus tenta di dimostrare la propria identità, ma Claudius resta sospettoso. Chiude la porta e poco dopo ricompare con una tavola di legno: un ritratto della famiglia Alder. «Dimmi chi sono questi», chiede a Yacomus, osservandolo attentamente. Il ritratto raffigura ser Karol, il fratello, la sorella e i nipoti: tra loro c'è anche lo stesso Yacomus, che all'epoca avrà avuto tre o quattro anni.

Yacomus non ha difficoltà a riconoscere tutti i volti e riesce così a convincere Claudius della propria identità.

«Mi spiace informarti che tuo zio è assente», esclama a quel punto.

«Dov'è?»

«Non si sa: non lo vedo da circa un mese. È passato di corsa dopo un lungo viaggio ai primi di settembre e poi è andato via.»

«Ma voi chi siete, di preciso?», domanda Naar.

«Mi pregio di essere il suo servitore.»

«E però non sai dov'è...»

«No. E comunque, anche se lo sapessi, non sarei certo autorizzato a rivelare i suoi affari.»

Claudius Pistos
Claudius Pistos, domestico di fiducia di Karol Alder.

Claudius fa entrare i compagni, accogliendoli all'interno della grande cucina ubicata al piano terra della dimora: spiega poi che ser Karol ha avuto qualche dissapore con l'Antico Ordine dei Guardiani, una congregazione religiosa devota a Kayah estremamente influente a Zedar.

«Ma Kayah non è quella che dice di tenerlo nei pantaloni?» chiede Naar.

Audra lo corregge: «Ehm, non proprio... Diciamo che promuove la castità dei sacerdoti a lei consacrati.»

«Appunto», conclude Naar, tagliando corto. «E quindi, magari, i dissapori sono dovuti a...»

«Eh, non sbagliate di molto», lo interrompe Claudius, con evidente intenzione di troncare il discorso.

Yacomus chiarisce il motivo della visita. «Siamo qui perché zio Karol non risponde alle lettere dei miei genitori: e questo sta diventando un problema serio, perché la sua presenza a Brie sarebbe ormai davvero utile.»

Claudius dichiara di non sapere nulla delle lettere, arrivando persino a ipotizzare che potrebbero non essere mai arrivate.

«Insomma», conclude Yacomus, «dobbiamo presumere che mio zio si sia dato alla macchia per sua tutela.»

Claudius annuisce. «Mi duole confermare che vostro zio è una testa calda», aggiunge poi, «e che a volte commette qualche sciocchezza. Sfortunatamente, come vi ho già detto, non ho idea di dove possa trovarsi in questo momento.»

Piani per l'indomani

La compagnia si consulta per capire cosa fare: viene vagliata l'ipotesi di chiedere in giro, ma Yacomus obietta che, ponendo domande alle persone sbagliate, si rischia di mettere nei guai zio Karol; si chiede dunque a Claudius se vi sia qualcuno di fidato a cui potersi rivolgere.

«Beh... Non che fosse un religioso, ma penso che potreste chiedere a padre Luka Molnar, il prevosto della Chiesa di Pyros: è un uomo fidato e uomo di chiesa... e di certo non è simpatizzante dell'Ordine dei Guardiani».

«Dove lo troviamo?» chiede Naar.

«Alla chiesa, ovviamente: padre Luka vive lì. Ma adesso è troppo presto, staranno ancora finendo di mangiare: meglio se aspettate il pomeriggio. Nel frattempo, se volete, posso mostrarvi la casa... Immagino che vogliate dormire qui».

Yacomus accetta l'invito di buon grado: «Ottima idea! Come ci sistemiamo?»

Claudius osserva il gruppo: «Beh, la cosa più sensata è che voi quattro maschietti dormiate nella stanza degli ospiti... anche se starete un po' stretti. Quanto alla ragazza», aggiunge, spostando lo sguardo su Audra, «lei potrebbe accomodarsi nella stanza di ser Karol».

A casa di ser Karol

Claudius mostra al gruppo gli ambienti principali della casa. Al piano terra ci sono la cucina, la sua camera da letto, i magazzini e la stalla, attualmente vuota poiché il suo unico abitante era il cavallo con cui ser Karol è partito; al primo piano c'è la grande sala da pranzo, che funge anche da studio, con un glorioso caminetto e la pala in legno con il ritratto di famiglia mostrato a Yacomus poco prima; il secondo piano ospita la camera da letto di ser Karol, la camera degli ospiti e una piccola armeria dove sono custodite alcune armi, tra cui una preziosa brigantina: a quanto pare lo zio di Yacomus non si è portato dietro l'equipaggiamento militare.

La camera padronale, al centro della quale troneggia un magnifico letto a baldacchino, è decisamente più grande della stanza degli ospiti. Audra si offre di fare a cambio, ma Claudius non vuole sentire ragioni: «Non se ne parla proprio: voi dormirete qui, comoda e da sola, come si conviene. Gli altri staranno benissimo, non preoccupatevi». Così dicendo, si accinge a cambiare le coperte e a preparare i giacigli per tutti.

Discorsi tra maschi

«Certo che hai uno zio un po' così...», commenta Naar, una volta in camera.

«Così come?» chiede Yacomus.

«Eh... libertino!»

«E quindi?»

«E quindi niente: però va detto, è un po' così... Come minimo sarà andato pure con la cuoca!»

«Eh, e invece te... almeno la sua è giovane», risponde Yacomus, scuotendo la testa.

La stanza di ser Karol

Audra, rimasta sola nella camera padronale, ne approfitta per cambiare la medicazione della sua ferita e per darsi una rinfrescata, quindi decide di dare un'occhiata discreta all'ambiente. La stanza, oltre al letto a baldacchino, contiene anche una scrivania, al di sopra della quale sono disposti alcuni libri: un volumetto di preghiere, un poema cavalleresco chiamato Il Brigante e la Regina, un manuale sulle erbe medicinali e una cronaca del Torneo delle Gilde e dei Clan di Krandamer, aggiornata al 513. Nascosti sotto ai libri, Audra rinviene anche una lettera e un biglietto.

La lettera di Madama Folter

La lettera, datata marzo 516, contiene un riferimento a una certa Madama Folter di Nyster e l'indicazione di contattarla chiedendo di lei alla locanda Al Merlo Nero, nel Quartiere della Musica.

Il biglietto di Lady Amsel

Il biglietto non è datato né firmato, ma sembra risalire a uno, due o forse tre mesi prima: la calligrafia è bella, presumibilmente femminile, con tutta probabilità propria di una persona colta e di buona famiglia. Il contenuto recita le seguenti parole:

«Sai bene che farei questo e altro per te, anche se pensarti in quella casa, senza di me, mi riempie il cuore di nostalgia. È vuota, è libera, è sicura. Era "nostra", adesso è tua. Abbiamo fatto la cosa giusta, per quanto un po' triste, siamo stati coerenti, non abbiamo ferito nessuno. Adesso è tempo di tornare buoni amici. Abbi cura di te, Karol. Anche io, per quel che posso, avrò cura di te.»

Da padre Luka Molnar

Giunge alfine il momento di recarsi alla Chiesa di Pyros: prima di uscire, Naar domanda a Claudius un consiglio su dove cenare.

«Ah, io solitamente mangio a casa», risponde il servitore: «mi cucino qualcosa da solo».

«Sì, vabbè... Ma dov'è che sai che è buono? C'è un posto che ci consigli?»

Claudius alza le spalle: «Potete provare da San Tinello: a quanto ne so si mangia decentemente, e soprattutto si spende poco».

Alle sedici in punto la compagnia raggiunge la chiesa di Pyros. Si tratta di un edificio semplice, di foggia classica: sia l'interno che l'esterno appaiono poco curati e bisognosi di ristrutturazione. Un uomo, presumibilmente padre Luka, sta spazzando il pavimento vicino alla porta, mentre alcuni bambini sono intenti a giocare a biglie sfruttando i percorsi naturali forniti dalle fughe e dalle crepe che solcano le grandi pietre levigate.

«Qual buon vento?» saluta il prevosto, posando la ramazza.

«Eh», risponde Naar, «un venticello autunnale.»

Yacomus prende la parola: «Sono Yacomus Alder, nipote di ser Karol.»

«Quello sciancato», aggiunge Naar.

«Quello mago», precisa padre Luka: «ser Karol mi ha parlato di te».

«So che mio zio è in una situazione delicata», prosegue Yacomus, «e che si è reso irreperibile: i miei familiari mi hanno inviato a cercare notizie di lui. Sapete per caso che fine abbia fatto?»

«In realtà non ne so molto. Tuo zio è un uomo pacifico, che cerca di trovare mediazioni... ma questo non è un buon momento per gli uomini pacifici. Diciamo che si è fatto un po' di nemici: io credo che si sia dileguato perché lo sorvegliavano... E può darsi che lo stiano ancora facendo.»

Il sacerdote spiega che negli ultimi tempi la situazione a Zedar è diventata complicata: la capitale della contea è in guerra con il suo feudo principale, la baronia di Nyster, in un conflitto mosso da ragioni tutt'altro che nobili e ammantato di fervore religioso dai suoi principali promotori, ovvero dagli adepti dell'Antico Ordine dei Guardiani. Secondo padre Luka, l'Ordine ha finanziato offensive importanti contro la baronia, alle quali ser Karol ha cercato di opporsi, finendo così per diventare una persona "non gradita".

«Magari è sparito perché la situazione è diventata troppo calda», ipotizza Martin: «Potrebbe essersi voluto togliere di mezzo?»

«Se avesse voluto farlo, però, a quel punto sarebbe tornato a Brie», osserva Audra.

«Non penso che sia scappato», taglia corto Yacomus: «Non sarebbe da lui».

Padre Luka spiega che Karol era amico di Tristan Trott, il precedente capo dell'Ordine dei Guardiani. «Ser Tristan era una persona saggia, un moderato: sfortunatamente lo stesso non può dirsi del suo successore, ser Vincent Kreel».

«Vincent Kreel», ripete a bassa voce Finn: «Potrebbe trattarsi di quel V.K. della lettera che abbiamo trovato alla torre di guardia prima di partire? Quello che aveva mandato quei tre esploratori a cercare il fluido di resina chiamato Hartsi...»

«È possibile, sì», riflette Yacomus: «Ma non lo darei per scontato: sono pur sempre iniziali piuttosto comuni...»

Le informazioni di Hugo Molnar

Mentre il gruppo discute con padre Luka, Audra nota che uno dei ragazzini intenti a giocare all'interno della chiesa sta ascoltando la loro conversazione: quando i loro sguardi si incontrano, lui le fa un cenno d'intesa.

«Siete amici di Karol, vero? Io posso darvi altre informazioni!», mormora il ragazzino quando Audra si avvicina a lui. Afferma di chiamarsi Hugo e di essere il figlio di padre Luka: ha circa dieci anni e folti capelli rossi.

Audra annuisce, quindi si mette a giocare a biglie con loro. Quando il gruppo si congeda, Hugo la segue all'ingresso della chiesa, consentendole di presentarlo al resto dei compagni.

Nei minuti successivi, lontano da sguardi indiscreti, Hugo fornisce altre notizie preziose: la prima è che ser Karol possiede un nascondiglio nel quartiere ricco di Zedar, detto le Molaie, che a detta sua è situato proprio sotto il naso delle guardie, sul retro della locanda Il Coregone; la seconda è che ser Karol aveva tre amici, noti come "i Castigamatti": i loro nomi sono Florin, Angel e Miron e sono tutti originari di Braten, un villaggio poco distante; la terza è che ser Karol intratteneva una corrispondenza segreta, e presumibilmente anche una relazione clandestina, con lady Amsel Vogel, una nobildonna molto ricca e molto bella: gran parte dei biglietti che i due si sono scambiati è stata veicolata proprio da Hugo; la quarta è che la casa di ser Karol viene da tempo sorvegliata da un manipolo di ragazzini che rispondono agli ordini di uno strano tipo dagli occhi celesti.

«Gli danno la caccia», conclude con convinzione Hugo al termine del racconto: «Ma lui è molto furbo: non lo prenderanno mai».

Hugo Molnar
Hugo Molnar, figlio minore di padre Luka Molnar.

Le notizie sulla relazione con lady Amsel Vogel sembrerebbero trovare conferma nel biglietto trovato da Audra, che condivide le sue scoperte con il resto del gruppo.

«Dovremmo proprio parlare con questa donna», commenta Yacomus: «Hugo, te la sentiresti di portarle un biglietto scritto da noi?»

«Certo che sì!», esclama il ragazzino: «Ser Karol me lo faceva fare spesso... in cambio della mia ricompensa!»

Yacomus chiede spiegazioni e Hugo gli spiega che si tratta delle frittelle di Claudius, il servitore di ser Karol; prende quindi accordi con il ragazzino per portargliene sei, così da ricompensare anche i suoi fratelli, e Hugo accetta con entusiasmo.

Messaggio per Lady Vogel

La compagnia torna quindi a casa di ser Karol, dove incarica Claudius di preparare le frittelle: nell'attesa viene riletto il biglietto di lady Vogel e si discute su cosa scrivere nel messaggio da consegnare a Hugo. Audra suggerisce di scrivere un testo molto neutro, per evitare che Hugo possa correre dei rischi nell'improbabile caso in cui venga fermato, puntando sul fatto che lady Vogel sia sufficientemente sveglia per comprendere la situazione: «Del resto dalla lettera si capisce che ha messo un nuovo nascondiglio a disposizione di ser Karol... non avrà difficoltà a capire che siamo suoi alleati!». Yacomus è d'accordo.

Quando le frittelle sono pronte, il gruppo si reca nuovamente alla chiesa di Pyros: Hugo le divide con i suoi fratelli, prende in consegna il messaggio e dà appuntamento per l'indomani.

Serata da San Tinello

Nel frattempo si è fatta ora di cena: ci si dirige da San Tinello, la taverna consigliata da Claudius Pistos. Il menu è fisso e prevede piadine con frattaglie accompagnate da birra della casa.

L'esperienza, almeno per Naar, non è delle migliori: il nano trova la pietanza insipida e preparata senza particolare cura. La birra, se possibile, è anche peggio, risultando oltremodo leggera e forse persino annacquata. La situazione non migliora neppure quando, al termine del pasto, Naar chiede un amaro, ricevendo per tutta risposta un centerbe che, per usare un eufemismo, si rivela anch'esso al di sotto delle aspettative. In preda al disappunto, il nano si guarda intorno, auspicando che il dopocena preveda quantomeno uno spettacolo artistico o musicale di qualsivoglia tipo. Speranza vana: l'unica attrattiva prevista è data dai mazzi di carte che di lì a poco invadono i tavoli, seguiti dagli sparuti risparmi degli avventori che si accingono a giocare.

Per scacciare la disperazione Naar estingue il centerbe, quindi imbraccia la lira e comincia a cantare e suonare: Yacomus, Martin e Finn decidono invece di partecipare ai giochi di carte, riuscendo a racimolare qualche moneta di rame con cui viene pagato il conto della cena.

«Che posto orribile!» borbotta Naar lungo la via del ritorno: «Ma come gli è venuto in mente a Claudius Pistos di consigliarcelo...»

«Il solito esagerato» sospira Yacomus: «In fondo non era poi così male, specie considerando che non abbiamo speso un soldo».

Si torna a casa di ser Karol, dove si trascorre la notte.

Spedizione nell'Entroterra

La mattina dell'8 ottobre il gruppo si divide: Martin si reca alla Piazza delle Cianfrusaglie, in parte per dare un'occhiata alle numerose bancarelle che vendono oggetti vari e in parte per assicurarsi che nessuno tenga d'occhio la casa di ser Karol e gli spostamenti degli altri membri del gruppo. Con l'occasione, proprio come aveva detto Hugo, nota effettivamente la presenza di alcuni ragazzini che sorvegliano la zona.

Il resto della compagnia torna alla chiesa di Pyros per ricevere le notizie raccolte da Hugo; questi riferisce di aver parlato con lady Vogel, che si è mostrata interessata a incontrarli: l'appuntamento è alle ore 17 presso la Chiesa della Rivelatrice, vicina al Molo Ducale.

Non resta che decidere come trascorrere il resto della giornata. Dopo aver passato in rassegna i principali luoghi di interesse di Zedar, Audra propone di visitare la Cappella di Santa Rosalia, dove operano alcune sacerdotesse di Reyks. L'idea viene approvata, ma poiché l'edificio si trova nell'Entroterra, la zona più malridotta e squallida della città, si decide di equipaggiarsi in modo adeguato.

Sono sufficienti pochi passi all'interno dell'Entroterra per accorgersi di come l'ambiente sia molto diverso dal resto della città: gli edifici sono storti e precari, e le strade risultano strette, buie e fangose. Appare inoltre evidente come molte persone si trovino a vivere a stretto contatto con i loro animali da cortile, favorendo condizioni igieniche a dir poco discutibili.

Seguendo le indicazioni fornite da padre Luka si giunge alla Piazzetta dei Lavatoi, sulla quale si affaccia l'ingresso del locale Cotto e Mangiato, l'unica locanda del quartiere; a poca distanza da lì si arriva infine alla cappella di Santa Rosalia.

Incontro con Madre Celine

L'ingresso della cappella è presidiato da due vesti bianche, Prudence e Lory, che però sembrano estremamente affaccendate; in una saletta nei pressi dell'entrata si intravedono anche due balie che si prendono cura di alcuni neonati.

Audra si presenta come una devota del Misericordioso e dichiara di voler fare un'offerta: le vesti bianche vanno a chiamare Madre Celine, nelle cui mani la ragazza versa un'offerta di 5 corone d'argento. La sacerdotessa ringrazia e, dopo aver appreso che Audra proviene dalla confraternita delle Sorelle della Soglia, la invita a seguirla al piano superiore.

Audra chiede alcune informazioni sull'organizzazione della cappella e sulla situazione generale di Zedar. Madre Celine spiega che Santa Rosalia è l'unico luogo di culto del quartiere più povero della città, e che lei e le sue consorelle fanno del loro meglio per prendersi cura dei più fragili e cercano di arginare il diffondersi delle malattie. Il loro compito si è notevolmente aggravato nel corso degli ultimi mesi, non solo per via del conflitto tra Zedar e Nyster, ma anche per colpa di alcune bande di predoni elfi provenienti da sud, forse in combutta con la baronia, che hanno preso ad assaltare le fattorie nei dintorni.

L'ombra di Morgoblath

Audra chiede lumi anche sull'Antico Ordine dei Guardiani, dichiarandosi sorpresa di aver appreso che una congregazione religiosa di Kayah si sia schierata così apertamente a favore di un conflitto armato. Madre Celine spiega che effettivamente l'Ordine ha intrapreso una linea d'azione a dir poco rigorosa, perseguita sulla base di forti sospetti che nella baronia sia attivo un nucleo di adoratori di Morgoblath. Nonostante l'Ordine non sia attualmente in possesso di prove certe, è indubbio che alla fine di maggio del 516, poche settimane dopo l'inizio delle ostilità, l'accampamento delle forze di Zedar che erano riuscite a penetrare nel Quartiere della Musica di Nyster sia stato decimato da un'improvvisa e virulenta epidemia.

Naar e le balie

Mentre Audra è intenta a parlare con Madre Celine, Naar osserva con curiosità l'interno dei locali adiacenti alla cappella.

«Posso entrare nella stanza delle balie?» chiede a un certo punto a Prudence, una delle vesti bianche.

«No», risponde lei: «Non è permesso accedere a quella stanza».

«Voglio solo giocare con i bambini...»

«Sono neonati: non si gioca con i neonati».

«Eh, ma lo so come si sta con i neonati: mica li metto a rischio!»

«Mi dispiace, non è possibile».

«Guardate che i bambini hanno bisogno anche di amore, non solo di cibo», insiste Naar.

«Lo sappiamo di cosa hanno bisogno», taglia corto Prudence: «Ci sono le balie apposta.»

«Eh, non lo so mica, se lo sapete: date troppa importanza ai bisogni materiali... siete fredde».

Prudence sospira: «Potete uscire, per favore?»

Naar esce, borbottando e scuotendo la testa. Yacomus gli si avvicina, con l'intento di redarguirlo per il suo comportamento irrispettoso, ma Naar taglia corto e si mette a giocare insieme ad alcuni bambini sulla piazzetta.

Prudence Dawn
Prudence Dawn, veste bianca di Reyks.

Poco dopo esce anche Audra, del tutto ignara di quanto accaduto. Naar le chiede il nome di Prudence, la veste bianca con cui ha parlato, quindi chiede a uno dei ragazzini di chiamarla fuori. Quando lei esce, le mette in mano una moneta d'argento in segno di pace; la ragazza, visibilmente indispettita, prende la moneta senza ringraziare, quindi si volta e rientra.

Agguato a ora di pranzo

Il gruppo torna sui propri passi, discutendo su dove potrebbe valer la pena pranzare. L'ipotesi di tentare la sorte presso la taverna Cotto e Mangiato non risulta allettante per Naar, ancora memore della cocente delusione infertagli da San Tinello.

Prima che sia possibile valutare un'alternativa, però, dai vicoli oscuri dell'Entroterra emergono cinque persone armate fino ai denti: quattro uomini e una donna, tutti sconosciuti. Uno di loro, il più anziano, tende un arco in direzione di Audra; un altro, armato di tirapugni, si para di fronte a Yacomus, mentre gli altri tre si preparano a fronteggiare Finn, Martin e Naar.

Il luogo dello scontro è un piccolo slargo all'interno del quale si trovano un pozzo, un carretto con della paglia, un albero di acero che perde le foglie, un cumulo di immondizia e un vaso di terracotta contenente una grossa pianta di salvia.


Primo round

Audra, tenuta sotto tiro dall'anziano arciere, alza le mani in segno di resa, invocando silenziosamente la benedizione di Reyks sui suoi compagni in vista dello scontro imminente
-10 a tutti gli attacchi dei nemici
.

La donna, armata con spada e daga e dall'aria quantomai truce, raggiunge Finn, che però la sorprende con un rapidissimo e micidiale movimento della sua ascia da guerra: la donna, colpita violentemente al ventre
8+2 = 10 pD
, stramazza al suolo in un lago di sangue.

Contemporaneamente Martin deve vedersela con il capo degli assalitori, armato di due daghe e protetto da un corpetto di cuoio: il cavaliere vince l'iniziativa e colpisce il suo aggressore al ventre
3-2 = 1 pD
, provocandogli un danno di lieve entità.

Anche Naar, che vede opporsi un energumeno che brandisce una pesante mazza chiodata, riesce a colpire per primo, sferrando un promettente colpo alla gamba sinistra dell'avversario
5-2 = 3 pD
.

Il favore di Reyks, unitamente alla portata del bastone, favorisce anche Yacomus, che si trova ad agire prima del suo aggressore, un giovanotto armato di tirapugni, e riesce a colpirlo alla testa, senza però oltrepassare la protezione del cappuccio di cuoio da lui indossato
2-2 = 0 pD
.

Secondo round

Martin non riesce ad assestare il secondo colpo al capobanda, che, furioso per la caduta della sua truce compagna, infligge al cavaliere il suo colpo migliore: un poderoso montante alla testa, fortunatamente attutito dall'elmo
5-2 = 3 pD
. Martin barcolla, visibilmente provato dalla ferita subita. A fine round arriva in suo soccorso l'ascia di Finn, che assesta un altro micidiale fendente
9-2 = 7 pD al braccio destro
. Il capobanda urla di dolore, ma riesce comunque a restare in piedi.

Il martello di Naar si arresta sullo scudo del suo oppositore, che però non riesce a colpirlo a sua volta. Nulla di fatto anche per Yacomus, il cui bastone sfiora la gamba destra del ragazzo che gli si oppone senza infliggere danni
1-1 = 0 pD
; il contrattacco di quest'ultimo viene parato.

Il vecchio con l'arco osserva la situazione, incerto sul da farsi e preoccupato per le ferite subite dai suoi compagni: alla fine, pur continuando a tenere sotto tiro Audra, comincia a fare qualche passo indietro.

Terzo round

Il capobanda è solo contro Finn e Martin, ma la rabbia per ciò che è successo alla compagna lo spinge ad attaccare nuovamente. Sfortunatamente per lui, la ferita subita pochi istanti prima lo rallenta enormemente, offrendo a Martin l'opportunità di un contrattacco
+30 di scarto di difesa
: il cavaliere, benché ancora intontito dal colpo alla testa, non manca di approfittarne, sferrando un affondo a dir poco formidabile
999 di attacco
che trapassa il suo avversario da parte a parte, uccidendolo all'istante
10-1 = 9 pD al torace
.

Nel frattempo, Naar e l'energumeno con la mazza continuano a pararsi a vicenda, fino a quando l'urlo di morte del capo degli aggressori non costringe quest'ultimo a prendere atto della situazione.

Ad una conclusione analoga giungono anche il giovane con il tirapugni e il vecchio con l'arco, che decidono di darsela a gambe: senza attendere oltre, arretrano lungo lo slargo e raggiungono il mulo e il sacco lasciati poco distanti, per poi darsela a gambe.

La confessione di Bogatai

La fuga dei due scagnozzi pone fine allo scontro: oltre ai cadaveri del capobanda e della donna truce, l'unico che resta sul campo di battaglia è l'energumeno con la mazza.

«Butta la clava, cavernicolo!», lo apostrofa Naar. Il tizio, vista la mala parata, non se lo fa ripetere due volte. «Mi arrendo, mi arrendo... pietà, pietà!»

«Chi vi manda?», gli chiede Finn.

«Sono stato pagato», balbetta il tipo, che afferma di chiamarsi Bogatai. «Non ho niente di personale contro di voi! Il capo è... anzi era... Edvin, quello lì», aggiunge, indicando l'uomo trafitto dalla spada di Martin.

«Perché ci avete attaccato?», gli chiede Finn.

«Dovevamo acchiappare quello dall'aria smunta», risponde lui, indicando Yacomus.

«Ma dai!», esclama il giovane, visibilmente sorpreso. «Ero certo che anche loro fossero qui per Naar

«Eh, mica posso essere sempre io», replica il nano. «Ce li dobbiamo dividere, gli stronzi!»

Il mandante dell'aggressione

Bogatai, ulteriormente pressato da Finn, spiega che il mandante dell'aggressione è un certo Dolmenn, un conoscente di Edvin; afferma di averlo frequentato poco, ma sa che si tratta di una persona piuttosto ricca, solita pagare gente disposta a svolgere attività talvolta discutibili.

«E come li ha fatti, i soldi, questo Dolmenn?», chiede Naar. «E' un nobile?»

«No, ma è uno che parla bene: io però ci ho parlato poche volte.»

«E' per caso affiliato a qualche gilda?», chiede Yacomus.

Bogatai scuote la testa. «No, non credo proprio... è uno che paga bene, però: una moneta d'argento prima e una dopo il lavoro. E poi non dovevamo mica ammazzarlo, eh... il piano era di prenderlo vivo, metterlo nel sacco...»

«Due monete d'argento», commenta Naar, scuotendo la testa. «Una notte in locanda... e ci siete morti in due. Pensa che coglioni che siete...»

«Eh, ma io sono povero...»

«No, sei un coglione! La prossima volta vai a fare il cameriere: almeno non rischi di farti ammazzare... o di finire al gabbio, dove peraltro finirai tra poco.»

Bogatai scuote la testa. «No, per quello non c'è pericolo: con le guardie stiamo tranquilli, ci hanno assicurato che non ci avrebbero fatto niente...»

La complicità delle guardie

Quella dichiarazione costringe il gruppo a riflettere sul da farsi: è evidente che, se davvero l'aggressione è stata condotta con la complicità delle guardie, o anche soltanto negoziando il loro disinteresse, la permanenza nello slargo rischia di diventare pericolosa quanto lo scontro appena concluso.

Al termine di una rapida discussione viene deciso, sia pure a malincuore, di lasciare libero Bogatai, con la promessa che non si sarebbe più fatto vedere. Prima di congedarlo, Naar gli rivolge qualche domanda per capire cosa lo abbia spinto a scegliere questo tipo di vita. L'energumeno spiega le sue ragioni: è troppo brutto per trovarsi una donna e ha diverse sorelle da mantenere, anche loro troppo brutte per sposarsi.

«Mica come Edvin e Pekka», conclude poi, indicando i suoi compagni caduti. «Loro stavano per sposarsi, questo sarebbe dovuto essere il loro ultimo colpo... a proposito, non è che per caso posso prendere la loro moneta d'argento prima di andare? Tanto a loro non serve più...»

«No!», lo interrompe Yacomus, visibilmente adirato. «Vattene adesso, prima che ci ripensiamo!»

Ritorno alla cappella di Santa Rosalia

Audra, dopo aver constatato che per Edvin e Pekka non c'è più nulla da fare, comincia a ripulire la ferita di Martin: appare evidente che, senza l'elmetto, il colpo sarebbe stato mortale.

Di lì a poco arrivano Prudence e Lory, attirate dagli schiamazzi degli astanti. Yacomus racconta brevemente quanto accaduto, quindi chiede se per caso conoscono un certo Dolmenn.

«Mai sentito», esclamano le due vesti bianche. «Ma voi avete un ferito... e dobbiamo togliere quei due corpi dalla strada: non è che per caso potete aiutarci a portarli presso la cappella?»

Il gruppo annuisce: di lì a poco si torna alla Piazzetta dei Lavatoi, ancora piena di ragazzini intenti a giocare. La vista dei cadaveri desta un certo interesse.

«Vedete cosa succede a non fare una vita onesta?», spiega Naar. «Che vi sia da monito per quando sarete più grandi!»

Audra cura Martin

Martin viene condotto all'interno della cappella e adagiato su uno dei letti destinati alla cura dei malati. Audra, resasi conto di trovarsi in terra consacrata, decide di invocare l'aiuto di Reyks per sanare la ferita del cavaliere, chiedendo a Prudence e a Lory di assisterla nella preghiera. Il risultato è sorprendente
01/100 di Threshold
: la ferita si richiude nel giro di pochi istanti, senza lasciare alcuna traccia. Persino Audra resta stupita dall'esito del prodigio.

«Il vostro procedimento è impeccabile», commenta Yacomus.

«E' merito di questo luogo», mormora la giovane, guardandosi intorno. «Le azioni compiute da queste ragazze devono aver reso questa cappella meritevole di grazia agli occhi del Misericordioso

Yacomus annuisce. «Ad ogni modo, non possiamo restare qui: se Martin può muoversi è bene toglierci di torno, almeno finché non avremo modo di parlare con la nobildonna.»

«Ammesso che sia una buona idea», borbotta Naar. «Tuo zio ha fatto un casino! Se ci ingarelliamo nelle sue faccende c'è da perderci almeno un mese!»

«E' un membro della mia famiglia», risponde Yacomus. «Quali che siano i suoi guai, è mio dovere aiutarlo: sono certo che tu al posto mio faresti lo stesso.»

«Va bene, va bene: ma per la nobildonna è ancora presto. Approfittiamone per vedere come si mangia dal famoso Coregone

Pranzo e cena al Coregone

Il gruppo saluta le vesti bianche e si dirige verso Le Molaglie, il quartiere più ricco della città. Si ripassa anche dalla via dell'agguato, dove sono ancora visibili le tracce del sangue versato.

La differenza tra le due zone della città è notevole: le casupole disordinate lasciano il posto a palazzi signorili, in molti casi muniti di torri e cappelle di famiglia.

Si costeggia il mercato coperto, così chiamato per via della grande volta, sorretta da una selva di sottili colonnine, che sovrasta i banchi stracolmi di merci di pregio: uno spettacolo completamente diverso rispetto alle cianfrusaglie della piazza omonima.

Visita al mercato coperto

Yacomus, attirato dall'insegna della bottega di uno speziale, decide di dare un'occhiata e fa così la conoscenza di Ulysse Skleros, dal quale acquista gli ingredienti necessari a riprodurre il Saltastuffo.

Audra coglie l'occasione per fare spese a sua volta, acquistando due dosi di un potente antidoto rallentante noto come Teriaca.

Naar domanda se la bottega offra anche spezie per uso alimentare: Ulysse Skleros lo indirizza da Donna Cordelia, una sua collaboratrice, dalla quale il nano acquista una miscela di erbette nota come la Rocca dei Fiori, da usare come insaporitore.

Terminate le compere, si arriva al Coregone: la vista sul lago, i tavolini di legno su pedana e le tovaglie di tela colorata fanno a tutti un'ottima impressione.

Luccio con polenta, capperi e alloro

«Siamo ancora in tempo per pranzo?», chiede Naar. L'oste, Brando Contess, conferma, aggiungendo che il piatto del giorno è il persico alla pizzaiola.

«E invece il luccio? Ce l'avete, il luccio?», domanda il nano.

«Certamente! Come lo vuoi?»

«Eh, dipende: voi come lo fate?»

«Con la polenta, i capperi e l'alloro: che ne dici?»

«Aggiudicato!»

Si mangia di gusto: il pesce è molto buono, così come il vinello della casa servito in accompagnamento.

«Finalmente un pasto come si deve», commenta Naar, visibilmente soddisfatto. «Adesso quasi quasi ne approfitto per schiacciare un pisolino...» e così dicendo si assopisce sulla sedia.

L'incontro con Lady Amsel Vogel

Dopo la siesta il gruppo si dirige al Molo Ducale, altra zona della città contraddistinta da edifici signorili e strade pulitissime. A ridosso del molo, insieme alla caserma, al Palazzo dell'Antico Ordine dei Guardiani e alla locanda L'Antico Ordine, sorge la Chiesa della Rivelatrice, una splendida cattedrale in stile gotico dove è previsto l'incontro con Lady Amsel Vogel.

All'interno della costruzione, Yacomus si mette alla ricerca di una donna con un fiore nei capelli e in breve tempo la nota, seduta su una panca. Di lì a poco la raggiunge, sedendosi dietro di lei. Mentre Martin tiene d'occhio la zona, assicurandosi che nessuno possa ascoltare la loro conversazione, i due cominciano a parlare.

«Sono Yacomus Alder, nipote di Karol

«Yacomus! Vieni avanti», lo esorta lei con un sorriso, osservandolo con espressione curiosa e intenerita.

Amsel Vogel
Lady Amsel Vogel, moglie di Ser Cosimus Vogel e amante segreta di ser Karol Alder.

Yacomus racconta brevemente dell'aggressione subita dal gruppo poche ore prima. «A quanto pare volevano prendermi vivo, per poi utilizzarmi come arma di ricatto. Il mandante dovrebbe essere un certo Dolmenn: questo nome vi dice qualcosa?»

«Sì, mi dice qualcosa: è il cognome di Bran Dolmenn, il figlio di Lady Declerq

La storia di Brad Dolmenn

La dama racconta che si tratta di un uomo di origini miste: sua madre era una Declerq, ma rimase incinta da giovane, prima del matrimonio, e per questo venne allontanata dalla famiglia. Il padre era un bottegaio fascinoso del Molo Vecchio, già sposato e padre di parecchi figli. Bran è cresciuto con i fratellastri, pur sentendosi superiore per via delle origini aristocratiche di sua madre.

Yacomus chiede in che modo suo zio sia coinvolto in quello che sta succedendo a Zedar. Lady Vogel spiega che ser Karol si è speso molto per fermare la guerra assurda scoppiata tra la contea e la baronia, che peraltro non va vista come un evento isolato, ma come parte di un focolaio di scontri che riguarda tutta Krandamer, non di rado ammantati da motivazioni religiose.

«Capisco», commenta Yacomus. «E nel fare questo, immagino che si sia fatto un bel po' di nemici. Ascoltate, Lady Vogel: noi non vogliamo mettervi a rischio, e non intendiamo dare nell'occhio. Se siete voi a proteggere ser Karol, magari potreste...»

«Non dite altro», lo interrompe lei: «vi aiuterò volentieri. Non so se si trovi ancora nel nascondiglio che gli ho messo a disposizione», lo interrompe lei, «ma potrebbe valer la pena controllare. Magari potreste far finta di tornare verso Brie, e poi, quando non vi vede nessuno, fare inversione: vi serve un navigatore di fiducia, uno che non chiacchieri troppo...»

Yacomus si fa spiegare meglio l'ubicazione di questo nascondiglio e apprende che si trova all'interno di una zona boscosa a ovest di Zedar, nei pressi del villaggio di Geheimnis, raggiungibile in circa due o tre ore una volta sbarcati in un determinato punto del Lago della Lama; ser Cosimus Vogel, marito di Lady Amsel, è il Dominus di quella signoria. Chiede poi lumi sull'altro rifugio noto, ovvero quello presso le Molaglie.

«Conosco anche quello», risponde la dama. «E' piccolo, in cinque ci entrerete a malapena e starete scomodi.»

Yacomus, prima di congedarsi, chiede e ottiene le informazioni necessarie per raggiungerlo, scoprendo che si trova a pochi passi dal Coregone.

«Splendido!», commenta Naar quando Yacomus riassume i dettagli della conversazione. «Un'ottima occasione per tornarci pure a cena!»

Zuppa di Lago con Patate e Salvia

Il gruppo torna nei pressi del Coregone, dove trascorre il resto del pomeriggio passeggiando nei dintorni del lago: Naar tira fuori il liuto e comincia a suonare una malinconica ballata, ricevendo l'apprezzamento degli astanti e racimolando 12 monete di bronzo.

La cena al Coregone è all'altezza del pranzo: viene servita una spettacolare zuppa di lago con patate e salvia, accompagnata da un vinello rosso leggero.

«Non ho mai mangiato così tanto in tutta la mia vita», mormora Audra osservando le scodelle, alludendo al luculliano regime alimentare tenuto dal gruppo negli ultimi giorni.

«Va tutto bene, finché possiamo permettercelo!», replica Naar con evidente trasporto.

Nel frattempo Martin, seguendo le indicazioni fornite da Yacomus, si allontana per dare un'occhiata al nascondiglio di Karol, tornando dopo qualche minuto con espressione soddisfatta.

Oggetti rinvenuti nel nascondiglio

Al termine della cena il gruppo torna da Claudius Pistos, che li attende per la notte.

«Non è che si potrebbe avere un mirto per digerire?», chiede Naar.

Mentre il servitore provvede ad accontentarlo, Martin mostra alcuni oggetti rinvenuti all'interno del nascondiglio di ser Karol: due lettere, un braccialetto raffigurante due lupi contrapposti e uno strano ciondolo avente la forma di una mano con un occhio senza palpebre al centro del palmo.


Secondo Yacomus e Audra, il bracciale è uno dei simboli dell'Antico Ordine dei Guardiani, mentre il ciondolo, con tutta probabilità di origini gitane, potrebbe essere un amuleto di protezione dal malocchio.

Amuleto con l'occhio sul palmo
Amuleto con l'occhio sul palmo, misterioso ciondolo rinvenuto all'interno del nascondiglio di ser Karol Alder.


Per quanto riguarda le lettere, sembrano tutte risalenti al giugno 516 e sono:
  • Lettera di Ser Vincent Krill a Ser Anton Merle, consigliere politico di Lord Ingram Varts, Conte di Zedar. Qui Ser Krill spiega a Ser Anton Merle che l’Artefatto ha bisogno di tempo prima di poter essere utilizzato nuovamente: sarà operativo di nuovo in autunno. Si parla anche dell’epidemia al campo dei mercenari e del sospetto di una sua origine sovrannaturale.
  • Lettera di Holger Lang a Rehinold Halter, tesoriere del Conte, in cui si chiede l’elargizione di 150 Monete d’Oro per spese militari. Allegato sigillo in ceralacca e firma del Conte sulla richiesta.
  • Lettera di Holger Lang per lo Speziale Ulysse Skleros, presso il Mercato Coperto di Zedar, contenente una lista di reagenti piuttosto rari e preziosi (e vietati) che servono al Demiurgo: Stramonio (piantina o foglie essiccate), Oenanthe (semi e foglie), Prisma (3), Giusquiamo nero (le foglie e i semi hanno proprietà sedative, spasmolitiche, analgesiche e narcotiche. Si dice che un loro consumo frequente causi crisi di astinenza che… «quando erano assaliti da una crisi, si credevano bestie feroci e balzavano sui passanti, sbranandoli»), Miele di papavero.


Forma astrale

Durante la notte, Yacomus si sveglia di soprassalto
Percezione dello Yoki
: come già accaduto altre volte in passato, la sua impressione è che sia stato appena lanciato un incantesimo. Il mago si guarda intorno, ma non nota nulla di rilevante; decide quindi di svegliare Martin, che riesce a mettere a fuoco una sagoma diafana dall'aspetto umano. L'apparizione si trova a pochi passi da loro e sembra intenta a osservare Naar, ancora addormentato.

«Caspita!» mormora Martin, sorpreso dal prodigio che si para davanti ai suoi occhi.

Seguendo le indicazioni di Martin, anche Yacomus riesce a distinguerla: si tratta di un individuo con un mantello, che sembra fluttuare nell'aria. Il giovane mago ritiene che possa trattarsi di un noto incantesimo di necromanzia conosciuto con il nome di Forma Astrale, che consente a chi ne fa uso di esplorare l'ambiente circostante facendo uso di un simulacro spettrale; stando alle sue conoscenze, il responsabile non dovrebbe essere molto distante.

La sagoma nel frattempo si volta, osservando Yacomus e Martin: il suo volto, mai visto prima, è quello di un maschio sui venticinque o trent'anni, chiaro di occhi e di pelle. Resasi conto di essere stata scoperta, la sagoma si muove per allontanarsi, passando attraverso il muro della stanza, verso la strada.

Martin la segue con lo sguardo, sporgendosi dalla finestra, e scorge due tizi a cavallo, che di lì a poco si allontanano al galoppo: probabilmente uno dei due era il mago. Nell'aria si avverte anche un forte odore di incenso, presumibilmente uno dei reagenti necessari per l'incantesimo.

«Davvero incredibile» commenta Martin.

«Perché parlate di notte?» borbotta Naar, svegliandosi.

«C'era un fantasma che ti guardava, Naar» spiega Martin. «Ma poi se ne è andato a cavallo con un amico suo.»

«Un fantasma, addirittura: era una lei, almeno?»

«Macché: era un tizio biondo.»

Di lì a poco viene svegliato anche Finn, con cui si discute sul da farsi.

«La prima cosa che dovete capire è che non si è trattato di un fantasma» spiega Yacomus, «ma della proiezione astrale di uno stregone: una ricerca magica il cui obiettivo è poter esplorare in sicurezza un luogo altrimenti inaccessibile.»

«E perché mai dovrebbe venire a esplorare da noi?» domanda Naar.

«Evidentemente volevano vedere chi fossero gli ospiti di Claudius Pistos: resta il fatto che quel tipo stava guardando te.»

«Vedete che non sono famoso solo a Makan? Mi conoscono dappertutto... Vengono addirittura a cercarmi con le proiezioni astrali!»

Martin e Finn chiedono a Yacomus se vi sia un modo per evitare di essere scrutati nuovamente da quello stregone, ma il giovane risponde che, sfortunatamente, non ci sono grandi contromisure da prendere: si decide quindi di predisporre turni di guardia fino al mattino.

«Ma Audra?» chiede Martin. «Non l'avvisiamo?»

«Ma no» taglia corto Naar: «lasciamola dormire, tanto al tipo piacevo io, mica è andato da lei!»

Yacomus spiega inoltre che la forma astrale non consente al suo utilizzatore di vedere al buio, cosa che non rende possibile curiosare all'interno di stanze non illuminate.

Ritorno all'Approdo

Sorge così il mattino del 9 ottobre: Claudius Pistos, in luogo delle sue famose frittelle, ha preparato un'ottima ciambella per colazione.

«Come mai non mangi?» chiede Naar ad Audra, notando che la ragazza è l'unica a non aver toccato cibo. «Non ti piace la ciambella?»

«No no» spiega Audra, «sembra davvero buonissima! Ma vorrei fare un giorno di digiuno per ringraziare il Misericordioso della grazia che ci ha concesso ieri.»

«Ah» commenta Naar, osservando prima lei e poi la sua porzione di ciambella. «Ma quindi... dovremmo... anche noi?»

«No no, per carità!» si affretta a rispondere la giovane. «E' una cosa che riguarda me... Anzi, mi fa piacere se voi mangiate! E comunque sono davvero sazia, presso le Sorelle della Soglia i pasti erano molto più... come dire...»

«Sicura? Non è che poi il Misericordioso ci rimane male?»

«Assolutamente! Al contrario, vi assicuro che sarà felicissimo di vedervi mangiare e sapervi in salute.»

«Meglio così» conclude Naar, accingendosi a spazzolare la sua porzione.

Yacomus e Martin raccontano l'incontro con la forma astrale avvenuto quella notte. Claudius appare molto turbato e fa un gran numero di domande. «C'è forse un modo per impedire a questi stregoni di compiere un'azione così molesta?» chiede infine.

«Purtroppo no» risponde Yacomus, scuotendo la testa. «Bisognerebbe disporre degli strumenti adatti... o degli incantesimi adeguati.»

«Insomma servirebbe un mago vero» commenta Finn, ridacchiando.

«Il fatto è che la magia difensiva è molto più rara e onerosa di quella offensiva» spiega Yacomus: «per quanto strano possa sembrare, persino un incantesimo banale come Forma Astrale richiede stregonerie di alto livello per poter essere contrastato.»

«Quindi ripartite oggi?» chiede Claudius Pistos, ansioso di cambiare discorso.

«Sembra di sì» risponde il giovane; il piano prevede infatti di fingere di tornare a Brie, così da depistare i possibili nemici di Ser Karol, per poi dirigersi presso il nascondiglio segreto dello zio seguendo le indicazioni fornite da Lady Vogel.

Il servitore annuisce. «Mi sono permesso di prepararvi dei panini, così potrete mangiare durante il viaggio di ritorno.»

Il gruppo ringrazia e, terminata la colazione, prende congedo da Claudius, che promette di mandare notizie in caso di novità.

Sulla Provvidenza

Giunti al molo vecchio, si passano in rassegna le barche disponibili. La scelta è tra la Provvidenza, che trasporta un carico di lana, olio di pesce e candele di sego a L'Approdo, e la Geronta, che trasporta un carico su cui non è permesso far domande, diretta a Merlan.

La prima chiede quindici monete di bronzo per l'imbarco, la seconda soltanto cinque; tuttavia, il proprietario della Provvidenza, Mastro Isidoro, sembra decisamente più affidabile del capitano della Geronta, un tipo dall'aria truce e taciturna che risponde al nome di Torello di Geri. Naar, dopo aver valutato attentamente entrambe le soluzioni, sentenzia che la scelta più sensata e sicura è indubbiamente la Provvidenza, all'interno della quale il gruppo prende posto di lì a poco.

Il vento è forte e provoca un certo rollio, ma fortunatamente i panini di Claudius rendono la traversata agevole anche ai più deboli di stomaco. L'unica eccezione è rappresentata da Audra, che avendo scelto di digiunare avverte un po' di malessere, che riesce comunque a gestire senza grossi problemi.

In viaggio verso Wellen

Giunti a L'Approdo, il gruppo si reca al Remo d'Argento, dove incontra nuovamente Ser Polpetta.

«Ehilà, chi si rivede! Avete fatto presto! Tutto a posto a Zedar

«Tutto a posto» gli risponde Yacomus, «ma abbiamo bisogno di un altro passaggio.»

«Sempre in barca?»

«Sì, ma stavolta non verso Zedar.»

Il giovane spiega che l'obiettivo è partire l'indomani, e Ser Polpetta gli propone di avvalersi nuovamente dei servigi di Bastianazzo. Yacomus accetta e così, di lì a poco, arriva anche il capitano della Libellula, a cui viene spiegato l'itinerario indicato da Lady Vogel.

«Ho capito», conferma Bastianazzo: «in quella zona possiamo attraccare nei pressi del villaggio di Wellen. Si può fare, vi costerà due argenti in totale: partiamo domattina.»

Non resta che trascorrere la notte: si decide di farlo al Remo d'Argento, alla modica cifra di due corone d'argento, che comprende anche una cena a base di zuppa di carote, patate, ravanelli e zucca, accompagnata dal vinello della casa.

Di nuovo sulla Libellula

Sorge il sole del 10 ottobre. Dopo una parca colazione, necessaria per fermare lo stomaco prima dell'imminente traversata, il gruppo sale sulla Libellula. L'equipaggio, oltre a Bastianazzo, è composto da quattro marinai particolarmente fidati: Folco, Guglielmo, Oddy e Beren.

Bastianazzo
Bastianazzo, marinaio dell'Approdo e capitano della Libellula.

Il tempo non è dei migliori: si naviga veloci, ma le onde molto forti mettono a dura prova lo stomaco di Audra e Yacomus. Dopo le prime ore di viaggio, però, il vento cala improvvisamente, costringendo la ciurma di Bastianazzo a mettere mano ai remi; dal mare comincia inoltre a sprigionarsi una sinistra coltre di nebbia che non lascia presagire niente di buono.

A un certo punto Martin scorge uno scoglio in lontananza. «Cosa è quello?» domanda a Bastianazzo.

«Non è niente», taglia corto il capitano, tradendo un evidente nervosismo. «Remate! Remate!» esclama poi, rivolto ai rematori.

«Ho un brutto presentimento», borbotta Naar, osservando la nebbia.

L'attacco degli Striscianti Grigi

Di lì a poco il timore del nano trova conferma: dalla coltre lattiginosa emergono, lente e silenziose, le sagome di due imbarcazioni dall'aria ostile.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 01
Due misteriose imbarcazioni si avvicinano minacciosamente alla Libellula.

«Accidenti!» mormora Bastianazzo, scuotendo la testa: «se avete delle armi, è il momento di tirarle fuori!»

Naar si accinge a indossare il suo corpetto di cuoio, ma Bastianazzo lo ferma. «Non farlo! In queste situazioni chi si mette l'armatura è il primo che muore!»

«D'accordo» sospira Naar, accogliendo il suggerimento.

«Yacomus», esclama Finn, «questo è il momento in cui fai affondare la barca con i tuoi formidabili poteri!»

«Magari», commenta il giovane mago, osservando con preoccupazione la traiettoria sempre più aggressiva tenuta dalle misteriose imbarcazioni, giunte ormai a poche decine di metri.

Nonostante gli sforzi dei rematori della Libellula, non sembra esserci alcun modo di sfuggire all'agguato.

«Tutti ai posti di combattimento!» esclama Bastianazzo, mettendo mano al suo tridente. «Ci stanno venendo addosso gli Striscianti Grigi

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 02
Le imbarcazioni degli Striscianti Grigi cominciano le manovre di abbordaggio.

Primo Round

La prima ad agire è Audra, che scaglia una freccia puntando a quello che sembra il capitano di una delle due imbarcazioni, colpendolo di striscio
2 pD alla gamba destra
; il pirata, armato di balestra, fa lo stesso ai danni di Bastianazzo
2 pD al braccio sinistro
. «Fate in modo di non rovinare la ragazza!» esclama poi, rivolto ai suoi compari.

Le barche si avvicinano pericolosamente: la ciurma della Libellula si prepara a subire l'arrembaggio.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 02
Le imbarcazioni degli Striscianti Grigi cominciano le manovre di abbordaggio.

Secondo Round

Il capitano della prima imbarcazione
B1
posa la balestra e impugna la sua arma da mischia, un'enorme roncola dall'aria sinistra, preparandosi a saltare; Audra scocca una seconda freccia ai suoi danni, colpendolo in testa
4 x8 = 32 pD
e mettendolo fuori combattimento.

Subito dopo è la volta della balestra di Yacomus, il cui dardo si conficca nel braccio sinistro del capitano della seconda imbarcazione
6 x2 = 12 pD
.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 03
Uno dei pirati viene colpito alla testa, gli altri si schierano lungo il parapetto delle rispettive imbarcazioni.

Terzo Round

Nonostante l'ottimo inizio, numerosi pirati riescono a mettere piede sul ponte della Libellula; Audra decide quindi di invocare la protezione di Reyks sui suoi compagni
-10 a tutti gli attacchi degli avversari
.

Il primo ad agire è Finn, che riesce a battere in velocità il suo avversario
B2
e lo colpisce con un colpo violentissimo alla gamba sinistra
8 x4 = 32 pD
, togliendogli ogni ulteriore velleità; a fine round il boscaiolo subisce l'attacco di un secondo pirata
B3
, che però non riesce a colpirlo.

Nello stesso momento un altro pirata
B4
colpisce Beren al braccio sinistro
4 pD
; il marinaio, armato di coltello, riesce a sua volta a ferire il suo aggressore
2 pD al braccio destro
.

E' la volta di Martin, che riesce a parare l'insidioso attacco di un terzo pirata
B5
, il quale schiva a sua volta il contrattacco del cavaliere e atterra sul ponte della Libellula; non ha però modo di evitare la terza freccia scoccata da Audra a fine round, che lo raggiunge al braccio sinistro
4 pD
.

Bastianazzo si para di fronte al capitano della seconda barca
R1
e, sfruttando una sua manovra maldestra
doppio 1 di Attacco
, lo ferisce al ventre con il suo arpione
3 x2 = 6 pD
.

Naar affronta un altro pirata
R4
, ma nessuno dei due riesce a colpire l'avversario.

Anche i marinai della Libellula dimostrano di sapere il fatto loro: Oddy riesce a lambire con il suo coltello
2 pD
la gamba sinistra di un pirata
R2
, mentre Folco, pur senza andare a segno, riesce ad arrestare l'avanzata dell'ennesimo avversario
R6
.

Sfortunatamente, la superiorità numerica degli aggressori non tarda a farsi sentire: al termine del round uno dei pirati che non aveva ancora agito
R3
, forte della sua mazza chiodata e sfruttando il vantaggio del fianco, riesce a infliggere un colpo poderoso alla testa di Folco
6 x 8 = 48 pD
, provocandone la morte.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 04
Inizia lo scontro in mischia: uno dei pirati riesce a mettere piede sulla Libellula, un altro uccide brutalmente Folco.

Quarto Round

Finn affronta il suo nuovo avversario
B3
, assestandogli un colpo forte e preciso al ventre
6 x 8 = 32 pD
e mettendolo fuori gioco.

A due passi da lui, Beren riesce a contenere il suo oppositore
B4
, senza colpirlo né farsi colpire
doppio 1 di Attacco
.

Nel frattempo Martin subisce l'attacco di un nuovo arrivato
R5
, al quale impedisce di mettere piede sulla Libellula.

Il pirata precedentemente ingaggiato dal cavaliere
B5
spicca un balzo verso Audra con l'intenzione di ghermirla: la ragazza riesce a sottrarsi ma è costretta ad arretrare, fino a raggiungere il parapetto opposto; Yacomus, che nel frattempo aveva abbandonato la balestra in favore del bastone, riesce a colpirlo in testa
3 pD
, guadagnando l'iniziativa.

L'avversario di Bastianazzo
R1
, ferito, decide di chiudersi in difesa, riuscendo in tal modo a non essere colpito
doppio 1 di Attacco
. «Mi raccomando, non rovinare la ragazza!» ribadisce, rivolgendosi al compare che incalza Audra.

Naar riesce a superare le difese del pirata che gli si oppone
R4
, dal volto particolarmente sgradevole, assestandogli un duro colpo al torace
6 x 8 = 32 pD
. «Scusa, te l'ho rovinato!» esclama il nano in risposta al filibustiere che aveva parlato poco prima, mentre il bersaglio del suo martello crolla a terra privo di sensi.

L'entusiasmo dell'equipaggio della Libellula si spegne però subito dopo, quando uno dei pirati
R2
sferra un colpo micidiale al braccio sinistro di Oddy con la sua scimitarra
8 x4 = 32 pD
, ponendo fine al suo scontro; un destino non migliore attende Guglielmo che, subentrato a Folco, si trova incalzato da due avversari
R6 e R3
e subisce due colpi in rapida successione, uno al ventre
5 x 4 = 20 pD
e uno al torace
5 x 4 = 20 pD
, sufficienti a metterlo fuori gioco.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 05
La ciurma della Libellula ha buon gioco a prua, ma cede terreno sul fronte di poppa.

Quinto Round

Audra, vista la mala parata, decide di invocare nuovamente la protezione di Reyks
-10 a tutti gli attacchi degli avversari
.

Finn e Beren affrontano insieme l'unico pirata superstite ancora nei pressi
B4
: il colpo sferrato dal boscaiolo alla gamba destra
8 x4 = 32 pD
si rivela più che sufficiente, rendendo inutile l'attacco di Beren, che ne approfitta per arretrare in direzione di Audra.

Anche Martin va a segno sul suo nuovo avversario
R5
, colpendolo al ventre
2 pD
e riuscendo a evitarne il contrattacco.

Audra, grazie al suo sesto senso, capisce che il suo aggressore
B5
intende afferrarla per trascinarla in mare: ipotesi oltremodo spiacevole, specie considerando che non sa nuotare; per sua fortuna, Yacomus riesce nuovamente a colpire il pirata, stavolta alla gamba destra
6 x2 = 12 pD
, costringendolo a desistere. Il filibustiere, ferito e vedendosi ormai messo alle strette, decide di prendere comunque la via del mare, tuffandosi in acqua da solo.

Bastianazzo muove in soccorso di Oddy, ponendosi di fronte al suo aggressore
R2
e assestandogli un discreto colpo al braccio destro
3 pD
.

Di fianco a lui, Naar ingaggia uno degli altri due pirati liberi
R6
, riuscendo ad agire per primo ma non a colpirlo, mentre l'altro
R3
, roteando la sua mazza chiodata, conquista una posizione di superiorità muovendosi agevolmente sul carico a poppa, con l'obiettivo di saltare addosso ad Audra.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 06
Un pirata finisce in acqua, altri due riescono a sfondare a poppa guadagnando una posizione di vantaggio.

Sesto Round

Il pirata a poppa
R3
si getta su Audra con uno scatto felino, riuscendo prima a raggiungerla e poi, malgrado il tentativo di resistere della ragazza, a spingerla oltre il parapetto, precipitando in acqua insieme a lei.

L'azione viene subito imitata da un altro pirata
R6
, che si tuffa a sua volta evitando l'attacco di Naar e raggiungendo i suoi due compari.

«Vogliono andarsene con le barche!» urla il nano, cercando di prevedere le intenzioni dei pirati. «Cerchiamo di impedirglielo!»

Martin decide di saltare su una delle due barche degli aggressori, così da impedire al suo avversario
R5
di sganciare l'imbarcazione e prendere il largo; nel farlo, schiva l'attacco del pirata e lo colpisce al torace
4 x2 = 8 pD
.

Finn compie la stessa manovra sull'altra barca, atterrando nei pressi di un altro potenziale timoniere
R1
; Yacomus segue Finn con l'intento di lanciare l'incantesimo di Manomissione sul pirata per impedirgli di manovrare la barca, ma la pensata si rivela superflua: Finn colpisce la testa del malcapitato con un fendente micidiale
9 x 8 = 72 pD
, decapitandolo.

Nel frattempo Bastianazzo riesce ad avere la meglio sul suo avversario
R2
con un bel colpo al ventre
5 x4 = 20 pD
; Naar, rimasto senza avversario, lo attacca a sua volta, assestandogli una martellata alla gamba destra
1 pD
.

Beren, rimasto senza avversari e preoccupato per l'incolumità di Audra, prende anche lui la decisione di tuffarsi in mare.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 07
Finn e Martin abbordano le navi dei pirati, mentre Audra viene spinta in mare.

Conclusione dello scontro

La situazione sulle barche comincia a prendere una piega netta: l'unico pirata superstite ancora in piedi
R2
getta la scimitarra a terra, arrendendosi a Finn, Naar e Bastianazzo che ormai gli sono addosso; Finn raccoglie l'arma e la mette al sicuro sul ponte della Libellula.

In acqua, invece, è tempo di negoziati: Audra, in evidente difficoltà, implora il suo aggressore
R3
di lasciarla andare; i pirati superstiti si dichiarano disposti ad accontentarla, ma solo a patto che Bastianazzo acconsenta a lasciarli andare. Il capitano, a malincuore, accetta, e così i pirati cominciano a nuotare intorno alla poppa della Libellula per raggiungere le loro imbarcazioni, abbandonando Audra tra i flutti: la giovane però non sa nuotare e corre il rischio di annegare, per poi essere raggiunta e soccorsa da Beren.

Interrogatorio e nuove scoperte

Yacomus, Naar e Martin aiutano Bastianazzo a recuperare una delle due barche dei pirati, che viene assicurata sul retro della Libellula con una fune; l'altra, su istruzioni del capitano, viene distrutta da Finn: i pirati superstiti potranno usarla per restare a galla, ma non certo per navigare.

«Chi vi ha mandato?» chiede Finn al pirata che si è arreso
R2
.

«Siamo i pirati di Forte Epitaffio» esclama lui senza scomporsi.

«Sì, ma chi vi ha mandato?»

«Prendiamo ordini dal capitano Gallagher

Bastianazzo, che nel frattempo sta cercando di aiutare Audra e Beren a risalire a bordo, spiega che si tratta del capo di una banda di briganti nota come Striscianti Grigi: la loro base, chiamata per l'appunto Forte Epitaffio, è ubicata su un isolotto fortificato in mezzo al Lago della Lama, presumibilmente il grosso scoglio intravisto da Martin poco prima dell'inizio delle ostilità.

Di lì a poco Audra e Beren, fradici dalla testa ai piedi, riescono a rimettere piede sul ponte della Libellula: la ragazza, visibilmente provata, viene accompagnata sotto coperta ad asciugarsi e a riprendere fiato.

Scontro sul Lago della Lama - Immagine 08
I pirati superstiti raggiungono il relitto di una delle loro imbarcazioni, mentre l'altra viene assicurata alla Libellula.

Decisioni sul da farsi

Il bilancio dello scontro è particolarmente sanguinoso: sono morti sette pirati su undici, mentre la ciurma della Libellula conta un marinaio morto, Folco, e due che versano in condizioni critiche: Oddy, il cui braccio è stato quasi tranciato
32 pD sul globale
, e Guglielmo, con due grosse ferite al torace e al ventre
40 pD sul globale
.

I pirati superstiti cominciano ad allontanarsi, stringendosi al relitto di quella che un tempo era una delle loro imbarcazioni. «Siamo certi che vogliamo lasciarli andare?» chiede Bastianazzo. «Prima mi avete detto che non volete che si sappia del vostro viaggio...»

Naar alza le spalle: «beh, ormai ci siamo accordati così. E comunque sarà il mare a decidere: anche se dovessero raggiungere il loro covo, non penso li rivedremo in giro per un bel pezzo. A proposito», esclama poi all'indirizzo dei superstiti, «da quelle parti dovrebbe esserci la testa del vostro capo: vedete se riuscite a trovarla!»

Anche i corpi degli altri pirati, dopo una sommaria perquisizione, vengono gettati in mare; prima di farlo, Bastianazzo provvede ad assicurarsi che non ci siano superstiti. Sul braccio di uno di loro
R4
viene rinvenuto il tatuaggio di Sklaverei.

«Togliamoci di torno» esclama Bastianazzo: «meglio non restare in questa zona!»

A Finn, Naar e Martin non resta che mettersi ai remi, per sopperire alla mancanza dei tre marinai. Audra, benché ancora sconvolta, si accinge a prestare le prime cure ai feriti.

TO BE CONTINUED

Creata il 24/05/2026 da Annika (2374 voci inserite). Ultima modifica il 14/06/2026.
355 visite dal 24/05/2026, 16:50 (ultima visita il 17/06/2026, 07:49) - ID univoco: 4765 [copia negli appunti]
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