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Audra Vesper

[personaggio]
personaggio
Razza:
Umano
Sesso:
femmina
Nato/a il:
12 ottobre 500
Altezza:
168 cm
Peso:
52 kg
Ruolo:
compagno
Tipo:
PG
Giocatore:
DarkAngel
Immagine di Audra Vesper (todo), settembre 516Sacerdotessa di Reyks cresciuta sotto la tutela delle Sorelle della Soglia, che l'hanno accolta dopo il suo ritrovamento come unica superstite di un evento avvenuto nella Marca di Void nell'inverno dell'anno 504. Taciturna e disciplinata, ha mostrato fin dall’infanzia una naturale inclinazione per lo studio, la scrittura e la riflessione. Una ferita sul fianco sinistro, mai rimarginata e insensibile al tempo e ai rimedi, rappresenta l’unico segno visibile del suo passato.

Lettera di sir Aldric Thornwell a sir Thorian March

(Scritta in un giorno imprecisato durante l'inverno dell'anno 504)

A sir Thorian March, Difensore del Tempio della Pietra del Giudizio di Gorton

Io, sir Aldric Thornwell, nelle vesti di Guardiano della Pietra del Giudizio e comandante dello squadrone posto sotto il mio comando, rendo formale resoconto dell'Operazione Crepuscolo, condotta nei territori della Marca di Void secondo gli ordini ricevuti in data 7 del mese corrente.

La compagnia, composta da tre Guardiani e sei Custodi, ha raggiunto l’obiettivo prestabilito dopo sei giorni di marcia forzata attraverso territorio ostile. L’area d’intervento è stata avvicinata senza insegne né segnali riconoscibili, come da direttive, e messa in sicurezza nelle ore precedenti l’alba.

Le condizioni dell’insediamento al nostro arrivo erano conformi, e per alcuni aspetti superiori, alle previsioni contenute nei rapporti preliminari di ricognizione. La minaccia oggetto della missione è stata verificata e neutralizzata secondo i protocolli trasmessi oralmente prima della partenza.

In osservanza delle direttive impartite, non è stata concessa né avviata alcuna forma di trattativa.

Per ragioni che rientrano nel vincolo di segretezza che avvolge l'intera operazione, non mi è consentito riportare per iscritto ulteriori dettagli circa la natura degli eventi osservati sul luogo. Con la presente mi limito pertanto a registrare il decesso di due Custodi del Tempio, sir Albrecht Helyor e lady Maelin Corvar, spirati a seguito delle ferite riportate durante lo scontro.

Durante le procedure di bonifica finale è stata rinvenuta un'unica superstite, il cui aspetto non risulta conforme a nessuna delle diciannove presenze stimate nel sito: una bambina di età compresa tra le tre e le quattro estati.

La superstite è stata trovata nascosta in un vano sotterraneo, verosimilmente predisposto con l’intento di sottrarla agli eventi negli istanti immediatamente precedenti il collasso della situazione. Il suo corpo presentava una singola ferita, un taglio posto sul fianco sinistro, ma nessun segno riconducibile a contaminazione fisica o spirituale secondo i parametri noti.

La bambina non ha pronunciato parola al momento del ritrovamento, né durante le prime ore successive. Non ha opposto resistenza, né ha manifestato reazioni riconducibili a panico o delirio. Assumendomi pienamente la responsabilità di tale decisione, ho disposto che fosse posta sotto la protezione della compagnia e ricondotta in territorio sicuro. Durante il viaggio di ritorno ha mostrato segni di progressivo recupero fisico, pur permanendo in uno stato di chiusura emotiva.

Poiché la ferita non accennava a rimarginarsi nonostante i trattamenti ordinari ho deciso di affidarla alle cure di lady Elmyra Vaelor, Sacerdotessa del Vespro di Reyks. Lady Vaelor ha confermato l'assenza di segni di corruzione e ha preso la bambina sotto la propria tutela, dichiarando l’intenzione di condurla presso le Sorelle della Soglia, ai margini della Foresta di Ryadel, affinché riceva un'istruzione conforme ai valori della Luce in un ambiente stabile e sicuro.

Per quanto concerne i dettagli operativi, i materiali sensibili e le evidenze raccolte, questi sono stati sigillati e consegnati agli archivi riservati in conformità ai precetti dell'Ordine.

Alla luce di quanto sopra esposto, l’operazione è da considerarsi completata con successo: la minaccia è stata eliminata e l’equilibrio ristabilito. Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Ser Aldric Thornwell
Guardiano del Tempio della Pietra del Giudizio di Gorton

Lettera di Lady Elmyra Vaelor a sir Aldric Thornwell

(Scritta in un giorno imprecisato durante l'autunno dell'anno 515)

Caro Aldric,

vi scrivo come consuetudine per aggiornarvi sui progressi di Audra, che proprio in questi giorni ha compiuto quindici anni. Il tempo scorre più veloce di quanto vorremmo, e la bambina che un tempo stringevate per mano durante il viaggio di ritorno da quella terra oscura è ormai prossima all’età adulta.

Sono lieta di riferirvi che Audra continua a eccellere negli studi sotto la guida delle Sorelle. La sua dedizione alla scrittura è notevole: non solo possiede una calligrafia ordinata e raffinata, ma ha sviluppato una naturale inclinazione per la composizione. Trascorre lunghe ore nella biblioteca, applicandosi allo studio di testi di storia, filosofia e dottrina con un’attenzione rara per la sua età. Ha iniziato a tenere un diario personale, che non ho mai chiesto di leggere e che considero segno di maturità e consapevolezza. La sua memoria è pronta e precisa, non soltanto nello studio dei testi, ma anche nell'assimilazione degli insegnamenti e dei precetti. Ricorda parole e parabole con una fedeltà che rasenta il prodigioso, senza tuttavia ostentarla. Sorella Thalia sostiene che, se mai lo desiderasse, potrebbe diventare un’ottima copista o un’erudita degna di rispetto; io mi limito a osservare che possiede una forte disciplina interiore.

Come ben sapete, ho sempre ritenuto importante che le Sorelle della Soglia non crescessero nell'ignoranza delle realtà del mondo, pur preservandole da fardelli prematuri. Per questo, in virtù dell’accordo stabilito anni addietro con la Pietra del Giudizio di Gorton, ho autorizzato un addestramento controllato nell'uso dell'arco quale parte integrante della loro formazione. Come forse avrete appreso, l'istruzione è impartita con regolarità da una vostra consorella, lady Avelyn, secondo le modalità concordate. Audra, in questo, non fa eccezione, mostrando un occhio fermo, una postura corretta e una concentrazione che non difetta di misura né di controllo.

Ricorderete certamente gli incubi che la tormentavano nei primi anni, e la preoccupazione che suscitavano in tutte noi: posso nuovamente confermarvi, con cauto sollievo, che tali episodi sembrano essere cessati da tempo. Audra riposa serenamente, e di quei risvegli improvvisi non sembra essere rimasta traccia.

La ferita sul fianco sinistro, tuttavia, permane immutata. Non è divenuta cicatrice, né mostra segni di peggioramento. Non sanguina, non duole, e nondimeno non si rimargina. È come se il tempo, così come i nostri poteri, non avesse alcuna presa su di essa. Ho consultato ogni testo a mia disposizione, vegliato in preghiera, invocato ogni benedizione concessa dal mio ministero e applicato ogni sorta di rimedio a noi noto, senza alcun risultato. Audra la copre sempre, con naturale pudore, e non l'ho mai sorpresa a indugiare su di essa con timore, inquietudine o curiosità. Non so se ciò nasca da una quieta accettazione o da una forma di rifiuto; in ogni caso, non ho ritenuto opportuno forzare domande che potrebbero provocarle disagio. Resto vigile, come conviene, sebbene tale anomalia continui a destare in me un'inquietudine che fatico ad ammettere persino a me stessa.

Nel carattere, Audra è cresciuta riservata ma non fredda, cortese ma non ingenua. Mantiene una certa distanza dalle altre ragazze, pur essendo rispettata e benvoluta. È attenta, misurata, e raramente concede confidenza. Talvolta mi domando cosa si muova dietro quello sguardo quieto, quali frammenti di memoria possano ancora giacere in silenzio; ma Audra non ha mai posto domande sulle proprie origini, né sul passato. Sembra aver compreso e accettato che non abbiamo risposte da offrirle.

Per il suo quindicesimo compleanno le ho donato un arco intagliato in legno di tasso e inciso con simboli sacri a Reyks. Audra lo ha accolto in silenzio e mi ha ringraziata con uno dei suoi rari sorrisi. Poi, dopo un istante d’esitazione, mi ha domandato come potesse conciliarsi un’arma con i precetti del nostro dicastero. Ho colto l’occasione per ricordarle come, per noi, la vita non sia mai sacra da sola, ma solo nel legame che la unisce alle altre; e che quando qualcuno si sottrae a quel legame, quando si pone fuori dall’armonia comune, non è più qualcosa che possiamo permetterci di custodire. Ne è nato un confronto quieto ma intenso: Audra non ha contestato le mie parole, ma non si è limitata ad accoglierle in silenzio. Mi ha chiesto dove si collochi il confine tra ciò che si separa dalla collettività e ciò che semplicemente ne soffre l'esclusione; se ogni frattura sia sempre da intendere come un rifiuto; se chi si allontana lo faccia sempre per scelta o se non vi siano casi in cui, semplicemente, non sappia come restare.

Devo ammettere che queste domande mi hanno lasciata a lungo in silenzio dopo che Audra si è congedata. Non perché non sapessi come risponderle, ma perché in esse non ho riconosciuto soltanto un’inquietudine propria della sua età, né un semplice attrito con i precetti che le sono stati insegnati. Vi ho scorto qualcosa che mi è parso estraneo, e al tempo stesso familiare. Non nego che, ascoltandola, ho pensato a voi: non tanto all’Ordine cui appartenete, quanto all’uomo che la condusse lontano da quel luogo, e a ciò che una presenza, anche molto breve, può imprimere quando interviene per salvare un'esistenza e donarle un nuovo corso. Per questo ritengo che la tensione di Audra verso il giudizio, che non ho mai cercato di coltivare e che pure riconosco come autentica, appartenga a voi e alla vostra via: la stessa inclinazione che anima voi, Lady Avelyn, e tutti gli altri Paladini di Dytros che ho conosciuto.

Vi scrivo tutto questo pur sapendo che appartenete a un Ordine che spesso guarda al mondo in modo diverso dal nostro, e che non di rado ci siamo trovati, per dottrina prima ancora che per indole, su rive opposte di molte questioni. E nondimeno, vi scrivo così apertamente perché si tratta di una verità che vi è dovuta. Sottraendola a quel luogo le avete restituito non soltanto la vita, ma la possibilità stessa di un futuro; e chi compie un atto simile non può essere tenuto nell’ignoranza di ciò che quel futuro comincia a rivelare. Qualunque sentiero l’attenda, posso affermare con sincerità che l’istruzione e la disciplina che sta ricevendo, unite all'indole che sono certa le abbiate in qualche modo trasmesso, la renderanno pronta ad affrontarlo. La vostra generosità, per la quale ancora una volta desidero rendervi grazie, ha reso possibile tutto questo; ma sento sia giusto dirvi che Audra non dipende più da essa. Oggi è a tutti gli effetti una delle nostre sorelle, e ciò di cui ha bisogno le è garantito dalla comunità che l’ha accolta e che ora è divenuta la sua. Vi sciolgo pertanto da ogni obbligo che possiate ancora sentire gravare su di voi nei suoi confronti, e da ogni necessità di vegliare ancora sul suo cammino: non perché il vostro gesto sia venuto meno, ma perché ha ormai compiuto ciò che doveva.

Vorrei invitarvi a venirla a trovare nel giorno della sua investitura, ma sento che sarebbe inutile. So che preferite mantenere le distanze, e rispetto la misura che avete scelto. L’atteggiamento che avete tenuto in questi lunghi anni, così distante dai nostri precetti di partecipazione e vita condivisa, mi ha insegnato che non tutti i legami chiedono presenza per esistere, e che vi sono responsabilità che possono essere onorate anche restando ai margini. A questo proposito, devo dirvi che Audra, ormai da tempo, non chiede più di voi. Nei primi anni, come già ebbi modo di riferirvi, domandava quando sareste tornato a trovarla, o se vi ricordaste ancora di lei. A quelle domande ho sempre risposto come mi avete chiesto: che vegliavate su di lei da lontano, e che quello era il modo in cui avevate scelto di proteggerla. Con il passare degli anni, credo che abbia tratto da sé le conclusioni che un silenzio così lungo inevitabilmente suggerisce a chi cresce senza risposte. Col tempo quelle domande si sono fatte più rade, poi sono cessate del tutto. Non so dirvi se Audra vi consideri ormai parte di un passato concluso, o se abbia semplicemente accolto l’idea che non possiate più tornare; so soltanto che non attende più, e che nel suo modo di essere non vi è traccia di rimprovero.

Che la Luce vi sia prossima, anche nella distanza.

Lady Elmyra Vaelor
Creata il 03/01/2026 da DarkAngel (1388 voci inserite). Ultima modifica il 08/01/2026.
49 visite dal 03/01/2026, 16:51 (ultima visita il 09/01/2026, 03:49) - ID univoco: 4594 [copia negli appunti]
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