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Seebanns

Nel dialetto di Surok "Baroni del Mare", con il termine Seebanns si indicano i discendenti di quelle dinastie della nobiltà baronale e signorile surokita che, orbate della potestà sui feudi d'origine in conseguenza della Riforma Feudale proclamata da Grunwald Hordkleist nel 260 p.F. e compensate con delle rendite a fronte della rinuncia all'esercizio di qualsiasi autorità politica, giurisdizionale e militare nelle terre ancestrali in favore del loro Langravio, seppero ricostruire le proprie fortune avventurandosi nell'industria e nei commerci. Consorziatasi in una Lega dopo decenni di aspra competizione intestina, l'aristocrazia mercantile di Surok può oggi vantare ricchezze, influenza e prestigio comparabili se non superiori a quelle dei più blasonati esponenti delle grandi casate comitali.

Storia


Per una trattazione dettagliata dell'ascesa dei Seebanns e della loro plurisecolare influenza sui destini economici, politici e militari del Ducato, si rimanda alla sezione Storia della voce Ducato di Surok.

Baroni del Mare

A differenza delle loro controparti nel resto del Granducato, i Landlord e i Baroni di Surok non possono vantare diritti dinastici sulle loro terre ancestrali, dal 260 confluite nei Demani Comitali. Accomunati da questa pesante compressione delle prerogative feudali agli Onhelanders, i Seebanns hanno però abbandonato le velleità militari, conquistando piuttosto potere e ricchezza nelle imprese mercantili da quella stessa cultura ritenute dinsorevoli e volgari.

Ad oggi l'espressione Seebann è utilizzata in senso dispregiativo tanto dai grandi aristocratici terrieri quanto dalla nobiltà minuta in armi per sottolineare l'inconsistenza e la viltà di un potere conquistato col maneggio; essa è però motivo di orgoglio per i Baroni del Mare, che la considerano un'attestazione di tenacia e di inventiva, nonché la prova ultima dell'invidia dei loro detrattori: molte volte, del resto, coloro che più li avevano derisi e disprezzati si sono trovati a mendicare l'oro dei Seebanns, e ogni volta costoro sono stati graziosamente accolti e soddisfatti nel nome del reciproco profitto.

Per quanto la marineria mercantile e l'amministrazione delle infrastrutture portuali abbiano giocato un ruolo cruciale nelle fortune dei Seebanns, i loro interessi abbracciano le più svariate attività, dalla manifattura all'estrazione mineraria, dalla finanza alla gestione delle reti stradali e di posta.

Ed in effetti alla base del successo economico dei Baroni del Mare ci fu prima di tutto un'intuizione di natura finanziaria: i più avveduti non pretesero immediatamente e per intero le rendite spettanti per le rinunce territoriali, ma si accordarono per concedere ai Langravi stessi una parte consistente di quelle stesse rendite, a fronte della corresponsione di interessi.

La scelta si rivelò estremamente redditizia soprattutto per le dinastie baronali che avevano dovuto rimettere nelle mani dei Langravi i privilegi su terre di particolare pregio ed estensione, e che pertanto si erano viste riconoscere rendite particolarmente ingenti: la grande aristocrazia si dimostrò generalmente ben disposta a ritardare il pagamento di somme così importanti, finendo decennio dopo decennio per contrarre debiti mastodontici. Questo fu ancor più vero per il Demanio Ducale, che ad tuttora esborsa ai Baroni e ai Landlord espropriati centinaia di corone d'oro ogni anno solo per gli interessi sulle dilazioni delle rendite originarie.

Nome gentilizio

I Seebanns rivendicano con orgoglio il nome dinastico e lo tramandano ai loro discendenti in modo del tutto analogo ai loro pari del resto del Granducato, e sono a pieno diritto inquadrabili nella categoria delle cosiddette Dinastie Decadute (vedi la sezione "La Nobilità nel Granducato" della voce Granducato di Greyhaven), con tutte le prerogative che ne derivano, incluso l'identificativo formale proprio del rango e l'accesso alle manifestazioni riservate all'aristocrazia titolata come ricevimenti e tornei; allo stesso modo agli stemmi dei Seebanns è pienamente riconosciuta dall'araldica greyhavenese la dignità nobiliare confacente al loro titolo.

E' prassi consolidata presso le casate dei Baroni e dei Landlord di Surok aggiungere il toponimico " Von <Nome della Baronia o della Land> " al nome gentilizio.

Lega dei Seebanns

Sancita dall'accordo dei casati baronali Alaistar Von Rammelsburg e Augsber Von Vrieburg sul finire del terzo secolo p.F., la Lega nacque per porre termine ad una lunga scia di contese, rivendicazioni e violente rappresaglie che stava rischiando di condannare la giovane aristocrazia mercantile all'irrilevanza. Fu stabilito che ciascuna dinastia tra quelle che avevano patito dalla Riforma Feudale di Grunwald potesse, previo il versamento di una sostanziosa Oblazione, prendere parte ad un consorzio che avrebbe garantito le sue legittime aspirazioni al riparo da sciocche e dannose rivalità: ogni membro della Lega avrebbe ricevuto prelazioni in specifici ambiti geografici e di interesse, ed in aggiunta avrebbe potuto avvalersi del sostegno degli altri consorziati con un meccanismo di mutuo soccorso di cui la Lega stessa si sarebbe fatta garante nella persona del suo Gran Camerlengo.

La Lega prevedeva un secondo obbligo per i suoi membri, per molti versi persino più importante, di reciproco sostegno nelle rivendicazioni presso i terzi. Molte famiglie di Seebanns, specialmente quelle di estrazione signorile o provenienti da baronie minori, avevano infatti trovato grandi difficoltà nel vedere onorati i propri crediti presso gli Ohnelanders e i Burgravi, stante l'impossibilità di far valere il proprio diritto se non appellandosi al Duca o al Langravio di cui il debitore era vassallo. L'alta aristocrazia surokita, dal canto suo, era alquanto tiepida nel pretendere l'adempimento di questi obblighi dai propri sodali, ritenendoli ingiustamente importunati dalle pretese di usurai meschini e profittatori. Le conseguenti ristrettezze finanziarie avevano indotto molti di questi Seebans minori ad avventurarsi in pratiche commerciali più opache, sleali e spregiudicate a danno dei loro pari, con comune danno per l'intero censo. Fu perciò ratificato il principio per cui il debito non onorato nei confronti di un singolo membro costituiva motivo di interdizione da qualunque altra linea di credito da parte dei componenti dell'intera alleanza, fino alla comprovata restituzione di quanto dovuto.

Questi doveri di reciproca assistenza, così come la sostanziale parità di diritto goduta dai membri, sono sintetizzati nel motto della Lega dei Seebanns "Unus et Idem", che i Baroni del Mare amano usare come forma di saluto.

L'atto istitutivo della Lega dei Seebanns è noto come Carta di Fermanza. I due originali sono ancora oggi custoditi presso le casate che per prime la ratificarono, e similmente ciascun Consorziato è tenuto ad conservarne una copia sottoscritta. La Carta ha subito molteplici aggiornamenti dalla sua redazione, crescendo nel corso dei secoli fino ad occupare interi volumi di postille e appendici, e costituendo il fondamento giuridico dei rapporti tra Consorziati la sua lettera è spesso stata impugnata nelle controversie tra Seebanns. L'ultima parola sulla sua interpretazione spetta al Consiglio dei Camerlenghi.

Organizzazione e istituti

Ammissione

Può essere ammesso come Consorziato della Lega dei Seebanns chiunque dimostri con lettere patenti la propria discendenza dalle antiche famiglie baronali e signorili del Ducato di Surok. L'ingresso nella Lega avviene ufficializzato solo dopo che un Consorziato anziano, detto Garante, abbia certificato la validità delle lettere patenti secondo il criterio dei "quarti semplici", e la congruità dell'Oblazione versata dal futuro Consorziato: essa deve ammontare ad un quinto della compensazione (la cosiddetta "Rinuncia") del casato di appartenenza come riportata nell'Editto di Spoliazione di Grunwald Hordkleist, ridotta in ragione dei quarti riconosciuti.

E' assai improbabile che il candidato abbia le disponibilità necessaria per poter corrispondere l'intera somma dell'Oblazione, ed è pertanto previsto che il Garante possa farsi carico di parte della parte mancante a fronte di una quota corrispondente dei futuri proventi del nuovo Consorziato, prassi che di fatto assicura la subalternità di quest'ultimo al suo sponsor nella Lega. Lo stesso requisito di appartenenza ad una dinastia nobiliare, in apparenza inflessible, è in linea teorica aggirabile mediante il ricorso all'istituto dell'Adozione, come disciplinato dalle leggi del Granduca: il Garante può in questo modo attrarre nel proprio casato un candidato di comuni natali, conferendogli così pieno diritto all'uso del nome gentilizio. Per le ovvie e dirompenti implicazioni dinastiche e successorie, assai di rado si è fatto ricorso all'Adozione: necessitando poi di un'Editto del Duca o del Langravio per avere efficacia, questa alterazione del vincolo di vassallaggio può richiedere lunghe e costose negoziazioni con il Feudatario stante la grande delicatezza della materia.

Una volta passato il vaglio del Garante, la candidatura viene da questi proposta per l'approvazione al Consiglio dei Camerlenghi, che la ratifica e dispone l'apposizione del nome nuovo Consorziato in calce ad entrambi gli originali della Carta di Fermanza. Il consorziato riceverà poi il sigillo d'oro, detto Sigillo di Fermanza, recante un inquartato dello stemma gentilizio con quello della Lega. Il nuovo stemma di unione sarà adottato dal Consorziato in tutti i contesti in cui egli dovrà a rappresentare non se stesso ma la Lega nella sua interezza.

Associazione

E' possibile entrare a far parte della Lega dei Seebanns pur senza diventare Consorziati. L'Associazione è in effetti la modalità largamente più diffusa di accesso alla Lega, ed è aperta a chi non soddisfi i requisiti dinastici per lo status di Consorziato. Sono previste due tipologie di Associati: coloro che possono vantare una linea di discendenza dagli antichi Dominus e Cavalieri nominati dai primi Baroni di Surok, stabilita sempre secondo il critierio dei "quarti semplici", si dicono Associati Privilegiati, quelli di natali più umili sono invece Associati Semplici.

Gli Associati sono indissolubilmente legati da un obbligo di fedeltà alla famiglia del Consorziato che ne ha sponsorizzato l'ingresso nella Lega, e agiscono come suoi emissari. La massima parte degli affari dei Consorziati della Lega dei Seebanns è di fatto sbrigata da Associati, che ne costituiscono la spina dorsale operativa. Agli Associati Semplici la Lega riconosce un'indennità commisurata alla natura degli incarichi espletati, mentre gli Associati Privilegiati possono ambire ad una quota dei profitti delle attività gestite.

Prerogative e doveri dei Consorziati

La Carta di Fermanza prevede che ai Consorziati venga riconosciuto l'accesso privilegiato alle infrastrutture della Lega dei Seebanns, compresi i fondachi, i Kharvenoss e le stazioni di posta, nonché alle linee di credito concesse dalla Tavola; allo stesso modo il Consorziato potrà approvvigionarsi presso gli altri appartenenti alla Lega ad un prezzo calmierato stabilito dalla Carta di Fermanza. Questi benefici bastano da soli a dare un'idea di quanto possa essere vantaggioso per un Seebann consorziarsi, e come sia impossibile per mercanti esterni alla Lega competere ad armi pari dove la presenza della Lega è forte e radicata.

Ciascun Consorziato è tenuto a versare la decima parte dell'Oblazione originaria ogni anno, pena la sospensione dai privilegi di appartenenza alla Lega. Il Consiglio dei Camerlenghi a questo scopo nomina un Camerlengo Esattore, con durata in carica di dieci anni, che hai il compito di raccogliere e le somme e conferirle nella tesoreria della Lega. Si tratta di un compito assai oneroso e delicato il cui adempimento richiede un notevole dispendio di tempo e risorse a danno delle attività personali del Seebann. Pur accompagnato da una sostanziosa indennità, esso viene di solito accettato con grande riluttanza: è opinione diffusa che l'incarico venga spesso attribuito con intenti punitivi a quei Consorziati che pur senza aperte violazioni della Carta si siano resi colpevoli di condotte irrispettose dei legittimi interessi degli altri membri o peggio ancora della Lega stessa.

I Consorziati sono poi tenuti al rispetto della Carta del Recapito delle Missive e dei Ricoveri per i Viandanti, i Pellegrini e i Mercatanti e ad affiggerne una copia nelle stazioni di posta, nelle locande e nei Kharvenoss da loro amministrati per conto della Lega.

I Consorziati possono infine assistere alle sedute del Consiglio dei Camerlenghi e partecipare all'elezione del Gran Camerlengo o sostenerne la revoca. Il voto avviene "per monetas": ciascun Consorziato avrà un peso pari all'Oblazione conferita al momento dell ingresso nella Lega.

Il Consiglio dei Camerlenghi

Il Consiglio è costituito dai capifamiglia delle quindici dinastie baronali e signorili (con il rango di Landlord) del Ducato di Surok, ed è l'organo decisionale supremo della Lega dei Seebanns. Si riunisce di norma ogni dieci anni, ma in caso di grave necessità esso può essere convocato d'urgenza dal Gran Camerlengo, che lo presiede. La sede delle riunioni è tradizionalmente tenuta presso la dimora dello stesso Gran Camerlengo. La carica di Gran Camerlengo è vitalizia, ed è prevista la sua rimozione solo qualora una votazione del Consiglio dei Camerlenghi la ingiunga con il sostegno dei due terzi dei voti dei Consorziati. L'attuale Gran Camerlengo in carica è Maxim Alaistar Von Rammelsburg.

Tra i compiti del Consiglio dei Camerlenghi oltre alla nomina del Camerlengo Esattore e la ratifica dei nuovi Consorziati, ci sono la composizione delle controversie tra membri della Lega alla luce della Carta di Fermanza, l'approvazione dei resoconti contabili delle attività gestite per conto della Lega da Consorziati e Associati, la revisione e l'aggiornamento del Libro delle Doglianze, colloquialmente detto "Libro Nero", in cui sono riportate le posizioni dei debitori insolventi di ogni membro della Lega, e sulla base del quale sono determinati i soggetti a cui è proibito concedere prestiti in denaro o dilazioni nei pagamenti.

Attività della Lega dei Seebanns

Sebbene Consorziati e Associati siano liberi di perseguire i propri affari privati nel modo che ritengono più opportuno, due rami di attività sono riservati alla gestione comune: la cura delle infrastrutture commerciali, di alloggio e di trasporto da un lato, e la concessione di crediti dall'altra. In entrambi i casi il Consorziato (o l'Associato) è tenuto ad agire per nome e per conto della Lega nella sua interezza, farà uso degli stemmi di Fermanza, e osserverà le norme previste dalla Lega.

La Tavola

Finanziata con le Oblazioni dei membri e con le somme rivenienti dai crediti onorati, la Tavola è per molti versi un immenso forziere a disposizione della Lega e dei suoi membri, siano essi Associati o Consorziati. La gestione della Tavola è collegiale ed è responsabilità del Consiglio dei Camerlenghi. Quando un membro della Lega dei Seebanns concede un prestito, è dalla Tavola che il denaro viene attinto, ed è presso la Tavola che il debitore si obbliga. La Tavola ha sede in Surok, ma presso i principali snodi commerciali del Ducato sono presenti delle Filiazioni in cui sono resi servizi finanziari quali la custodia di preziosi, l'emissione e l'incasso di lettere di credito, e la verifica dello status di potenziali debitori secondo gli ultimi aggiornamenti del Libro delle Doglianze. Tanto il quartier generale di Surok quanto le Filiazioni, in virtù della loro importanza strategica, assomigliano più a piccole fortificazioni che a palazzi signorili, e sono dotate di un presidio armato considerevole.

Le Filiazioni sono di norma gestite da Consorziati o Associati di provata fiducia, e su di esse campeggia il loro stemma di Fermanza. La Tavola di Surok è invece sotto il diretto controllo del Consiglio dei Camerlenghi, ed è rappresentata dallo stemma della Lega.

Commerci di mare e di terra

La Lega gestisce unitariamente le Stazioni di Posta, i Kharvenoss, i fondachi, e i moli civili nell'intero Ducato, allestisce le carovane ed arma i convogli navali, e infine amministra una moltitudine di alloggi, locande e magazzini. I servizi sono disponibili a tutti secondo le prescrizioni della Carta del Recapito delle Missive e dei Ricoveri per i Viandanti, i Pellegrini e i Mercatanti, che riflette ed amplia la disciplina del Cursus Publicus come recepito dal Granduca di Greyhaven nel 377 p.F.. Consorziati e Associati della Lega dei Seebanns possono usufruire di tutti i servizi ad una frazione dei prezzi previsti dalla Carta, sempre in ragione dell'Oblazione versata.

I Kharvenoss

Nel contempo Stazione di Posta, locanda, magazzino, con stalle, botteghe di maniscalchi e carpentieri e mercanzie di ogni genere che affollano i banchi degli spacci all'interno delle sue mura, il Kharvenoss appare al viaggiatore come una cittadella brulicante di uomini, carri e animali. Situati alle porte delle maggiori città, questi caravanserragli sono il luogo di sosta ideale per carovane e viaggiatori, e, assieme ai fondachi delle città portuali, sono la rappresentazione materiale della potenza mercantile dei Seebanns. Amministrare uno o più Kharvenoss è tra gli incarichi più prestigiosi a cui un Consorziato o un Associato di recente affiliazione possa ambire, e l'esposizione del proprio stemma di Fermanza su un Kharvenoss è considerato una vera e propria consacrazione del Seebann nel patriziato surokita.

La Lega dei Seebanns al di fuori dei confini del Ducato

La Lega opera da secoli nel Ducato di Surok forte di un vantaggio competitivo che gli deriva dalla grande influenza sul Duca e sui Langravi. Le posizioni debitorie di costoro presso la Tavola hanno molte volte contribuito ad addolcire la legislazione commerciale nei Demani malgrado l'accesa ostilità degli stessi feudatari nei confronti dei Seebaans e dei loro traffici: all'interno dei confini del Ducato la Lega gode di un sostanziale monopolio, e lo esercitita con aggressività e spregiudicatezza. Gli appetiti della Lega però non si fermano a Surok, ed i Seebanns sono ben felici di acquisire proprietà nei Ducati vicini.

Le legislazioni di Greyhaven e di Amer non consentono alla Lega di prosperare come in patria, stanti le politiche protezionistiche che ciascun Ducato ha posto a tutela delle sue gilde e corporazioni. Impossibilitati ad agire con i metodi domestici i Seebanns si accontentano di stringere accordi bilaterali con i mercanti locali, mantenendo una presenza per lo più indiretta. Questo è ancor più vero per il Ducato di Krandamer, dove l'azione gli emissari della Lega è ulteriormente penalizzata dalla grande influenza delle Gilde locali.

In quei contesti in cui alla Lega viene concesso più spazio di manovra (di norma pagato profumatamente ai notabili del posto, come nel caso di alcune città portuali deliote), invece, i Seebanns avviano una vera e propria campagna di colonizzazione che passa dall'istutizione di Kharvenoss e fondachi, all'apertura di una Filiazione della Tavola, alla progressiva acquisizione delle attività commerciali e manufatturiere di interesse. Nel costituire dei presidi all'estero i Baroni del Mare sono finiti inevitabilmente per entrare in competizione con i mercanti di Lankbow. L'aristocrazia mercantile di Surok molto deve della sua organizzazione alle pratiche elfiche, sia sul fronte della marineria che su quello della creazione di una rete di infrastrutture a supporto dei commerci, e la Lega (suo malgrado) ha sempre cercato di mantenere con Lankbow rapporti il più possibile cordiali, favorendo la presenza dei quartieri elfici nelle città marittime del Ducato di Surok in cambio di un'analoga agevolazione per i fondachi surokiti nei porti della Repubblica, e negoziando una sostanziale non belligeranza in quelli delioti.

L'occupazione di Elsenore e il Grande Tributo

L'espansione territoriale del Ducato di Surok a seguito delle due campagne di Elsenore ha costituito per i Seebanns l'occasione ideale per estendere a nord la propria sfera di influenza. I Baroni del Mare propugnarono con entusiasmo entrambe le operazioni militari, e insediarono i loro emissari nei territori occupati con il duplice obiettivo di sfruttare le risorse minerarie della porzione meridionale dell'isola e di stabilire una base logistica che favorisse i lucrosi commerci con Lankbow e Norsyd. La Lega dei Seebanns ha mantenuto il suo presidio strategico a Kempen, capitale del Margraviato e ultima testa di ponte greyhavenese rimasta su Elsenore dopo i rovesci della Guerra Nordro-Elsenorita, ma ad oggi ha perduto il controllo di gran parte dei giacimenti: nella speranza recuperarli i Seebanns stanno puntando molto sulla campagna di riconquista guidata da Thorvald di Skoffin, al cui finanziamento contribuiscono insieme Corona Ducale.

L'attribuzione al Ducato di Surok dei territori del cosiddetto Corno del Tramonto, passata alla storia come Grande Tributo, è stata anch'essa una ghiotta opportunità per le mire espansionistiche della Lega. Per molti versi i Seebann sono stati gli architetti del nuovo assetto territoriale delle ex-province meridionali del Ducato di Feith, orientando le deliberazioni della Dieta di Ostfold del novembre 515 in favore della costituzione di Burgraviati sulle città di Lagos, Uryen, Ark e Yor a fronte di un significativo contributo della Lega agli sforzi di pacificazione e ricostruzione della regione.

Il sostegno della Lega al neonato Margraviato di Feidelm è stato in effetti generoso: i Seebanns hanno infatti provveduto agli approvvigionamenti alimentari della città con il grano di Halden mettendo parte del proprio naviglio mercantile a disposizione di Bjorn, e si sono resi disponibili ad organizzare carovane di rifornimenti dalla principali manifatture dei Consorziati della Lega per supportare la ricostruzione della città di Feidelm.

La generosità dei Baroni del Mare non è mai disinteressata, e il sostegno all'altrimenti improba missione del Margravio ha guadagnato alla Lega qualcosa che per i Seebanns è stato proibito per oltre duecento anni, e cioè l'esercizio di prerogative feudali su uomini e terre. Il Consiglio dei Camerlenghi ha a questo scopo individuato tra i Consorziati più giovani e ambiziosi i futuri Burgravi delle principali città del Corno del Tramonto, e spartito tra gli Associati gli incarichi sui centri minori. La formale approvazione del Duca, nei fatti scontata, nulla toglie all'eccezionalità del risultato conseguito dalla Lega, che può a buon diritto vantare il più grande successo politico della sua storia.


Creata il 25/11/2018 da Starless (92 voci inserite). Ultima modifica il 28/11/2018.
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