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« Non mi interessa di uccidervi e sapervi beati nella vostra miserabile autoindulgenza, una volta sconfitti. »
- Uther, Paladino delle Tenebre -
 
Myst Cyclopedia

In absentia

[cronaca]
cronaca
Periodo:
dal 07/01/2021
al 14/04/2021
Periodo RPG:
dal 13 febbraio 518
al 2 marzo 518
Num. sessioni:
12
Diciassettesima avventura della Campagna di Uryen. I compagni, distaccati a Feidelm, ricevono una visita inaspettata e decidono di tornare a Uryen. E' il febbraio 518. Master DarkAngel.
indice dei contenuti

Una visita inaspettata

Espugnato il faro abbandonato dai suoi abominevoli occupanti, i nostri godono il meritato riposo a Feidelm, ospiti della Guardia cittadina.
Ciascuno si dedica alle proprie attività preferite, chi lavorative (Colin che lavora presso la bottega della Speziale), chi devozionali, chi finalmente ricreative. Anche Bohemond, dopo il periodo di allontanamento presso il Monastero di Klarheit, si è riunito ai compagni.
E' il mattino del 13 febbraio quando Engelhaft, che si trova come al solito alla Chiesa del Radioso, sente una presenza che incombe alle sue spalle, ed una manona nodosa gli tocca il braccio. Il Sacerdote mette mano al bastone, si volta di scatto, e si trova davanti un omaccione alto più di due metri, con l'aria da fiero straccione.
Lo sconosciuto sembra riconoscere Engelhaft, e gli fa un cenno.
"Messere, non siete qui per pregare?" domanda il Sacerdote
"Io no, e tu hai appena finito" risponde l'estraneo.
Engelhaft gli mette la punta del bastone sotto la gola: "Esci, quando sono comodo mi troverai"
"Sicuro che valga la pena perdere tempo? Potresti rimpiangere questa scelta, ci ho messo parecchio per trovarti"
Engelhaft insiste che vuole delle presentazioni.
"Puoi chiamarmi Opie, e un tempo prestavo servizio presso lo stesso servizio di armi presso cui ora presti servizio te"
Finalmente Engelhaft decide di ascoltare Opie e lo segue fuori dalla chiesa.
"Mi è stato dato un compito ingrato, devo recuperare un po' di soldati che sono stati mandati in missione fuori da Uryen, per conto di una persona."
"Di cui puoi dire il nome?"
"Voi quanti siete? Dovreste essere 4 o 5... la persona che mi manda non gode di una buona fama quindi, probabilmente, quando ti dirò il suo nome il poco di fiducia che mi hai accordato svanirà: preferisco farlo davanti ai tuoi compagni", risponde Opie.
"Mi manda il sergente maggiore Hador Varchmann" dice poi, alle insistenze di Engelhaft, che reagisce ridacchiando con sdegno.
Opie chiede un incontro con tutto il gruppo ed Engelhaft acconsente, suggerendo la taverna "Il Gallo Bianco". Impietosito dall'abbigliamento miserabile dell'uomo, Engelhaft offre la carità, che Opie rifiuta con decisione.

La richiesta di Opie

Quando Engelhaft racconta ai compagni dell'incontro con Opie, sono tutti molto curiosi: conoscono infatti il soggetto, che è il taciturno buttafuori della Capasanta, al Porto di Uryen.
Si affrettano alla taverna per l'appuntamento e aspettano, aspettano... aspettano... ma dell'ospite nessuna traccia.
"Ahia, questo è morto, poveraccio..." si intristisce Engelhaft.
Proprio quando i nostri stanno per andarsene, ecco che barcollando entra nella taverna Opie, con un aspetto ancor più miserabile del mattino: zoppica, barcolla, anche se sembra essersi dato una ripulita.
Si siede, prende il piatto di Kailah e mangia gli avanzi. Engelhaft insiste di ordinare qualcosa ma lui ma lui rifiuta, accontentandosi di quel che è rimasto.
"Se avete a cuore l'esercito di Uryen, penso che sarebbe il caso di rientrare. Mi manda il Sergente Maggiore Varchman: sono successe alcune cose e la Rocca non è gestita nel migliore dei modi, diciamo così. Alcune persone persone a cui non sta bene questa nuova situazione stanno cercando di organizzarsi, ma sono un po' pochi e non è una cosa che si può fare alla luce del sole. Voi siete ancora dei soldati, giusto? Avete disertato? Qual è la vostra assegnazione?"
"Attualmente siamo assegnati a Feidelm" risponde Sven.
Opie parla un po' a fatica, man mano che racconta viene scosso dalla tosse, ha l'affanno. "Dovreste tornare a fare rapporto sulla vostra ultima missione e chiedere all'attuale comandante se c'è, dovete parlare con l'attuale comandante perchè è bene che almeno in una prima fase vi comportiate secondo le sue aspettative. Poi verrete... cough cough..."
"Qua siamo due medici" si offre Engelhaft.
"Sto bene" dice Opie, e ordina una birra.
"Poi una volta lì sarete ricontattati e potrete decidere liberamente cosa fare", dice poi. "Oppure ve ne potreste fregare, ovviamente. Nessuno vi potrà biasimare per questo".
"Ci sono notizie da oltre Traunne?" chiede Kailah.
Ma Opie è partito da parecchio e non conosce novità. "L'ultima cosa che so è che i nostri, insieme all'esercito di Angvard e alla Brigata del Tramonto, hanno dato battaglia al castello che sta in mezzo alle montagne", ma non sa come sia andata.
"Il nuovo comandante è ostile ad Angvard e a tutta questa cosa, lui gestisce le cose in modo molto conservativo, ci sono poche persone alla Rocca e anche l'esercito non è in grado di effettuare le attività di manutenzione del Bulvark, si sono aperte varie crepe, arrivano risvegliati a causa del fiume ghiacciato, e il comandante non la sta gestendo in maniera efficiente."
"Giusto per capire bene la situazione, Varchmann che ne pensa dell'iniziativa di Barun?" chiede Bohemond.
"E' solidale" dice Opi. "E' stato lasciato indietro per una ragione".
Basta questo, e subito tutti manifestano l'intenzione di partire appena possibile.
Opi si alza. "Lieto di saperlo, vuol dire che posso depennare i vostri nomi dalla lista"
Solo Engelhaft è poco entusiasta. Vuole prima di tutto parlarne in privato. "Vedremo quello che si potrà fare"
"Se vuoi un consiglio, forse potresti anche restare nella Chiesa, qui a Feidelm. I sacerdoti hanno creato anche troppi casini, su". Sospira Opie, pensando a qualcosa che però non dice.
"Quali casini hanno creato?" chiede Engelhaft indispettito.
"Lo vedrai quando arriverai su"
"Ma a te chi ti ha ridotto così?" chiede Engelhaft.
"Non sono l'unico che è stato interessato di ritrovare i soldati di Uryen, diciamo che c'è chi aveva interesse a richiamarvi in altro modo, ma ci ho pensato io"
"Grazie... e chi è che aveva mandato quegli altri?" chiede Engelhaft.
"Saresti un testimone per la mia incarcerazione, se te lo dicessi"
"Gadman?"
"Può darsi. Non lo so se è stato lui, ma la situazione è sfuggita di mano". Lui si alza e sotto restano tracce evidenti di sangue.
Colin si intromette, preoccupato: "sei sicuro che non hai bisogno di un medico?"
"Non ti posso pagare" dice Opi.
"Non ho bisogno di soldi" dice Colin.
"Non siamo come al porto qui, non si paga." dice Engelhaft.
"Se mi volete curare lo accetto volentieri, ma non ho i soldi per pagare".
L'oste mette a disposizione una stanzetta e i due medici curano la ferita di Opie, una coltellata al petto vecchia di due, tre giorni. Una volta medicato, Opie saluta, ringrazia, e torna alla sua missione personale di recuperare i soldati di Uryen sparsi in giro.

Preparativi per la partenza

Durante quel che resta del pomeriggio, i nostri si dedicano ai saluti. Engelhaft va da Sorella Nadine, Vodan si reca dai fratelli Mikkel e Kit. Ma la sera scende presto, ed è subito ora di tornare dall'affittacamere per la notte, tanto più che le fumose parole di Opie lasciano supporre che ci possa essere qualche malintenzionato sulle tracce del gruppo.
Il giorno successivo, 14 febbraio, è la festa di San Jonas.
Colin si reca a lavorare dalla figlia di Mortimer, che saluta prima della partenza. La giovane gli dà un po' di materiali medici, in particolare adatti a difendere dalle insidie del gelo per il lungo viaggio verso Nord.
Engelhaft si reca a salutare i Sacerdoti alla Chiesa del Radioso, e si intrattiene un po' col povero Tranione, che sembra invecchiato e demoralizzato.
Padre Flachen dice a Engelhaft che è arrivata una missiva rivolta alla chiesa: a breve una delegazione da Surok verrà in visita a Feidelm, guidata da un Prevosto. Ci saranno Paladini e Sacerdoti. Quando Padre Flachen apprende dell'imminente partenza di Engelhaft, si rattrista. Engelhaft allora scrive una lettera a questo Prevosto, gli spiega quel che è successo e lo avvisa che c'è ancora un Prevosto a Uryen, e a Dossler. Engelhaft ha ragione di ritenere che il viaggio da Surok serva anche per raccogliere informazioni sullo stato della Chiesa a Nord, e si augura che il Prevosto decida di proseguire il suo viaggio magari anche fino a Uryen.
Nel corso della giornata Engelhaft parteciperà ad una funzione in onore di San Jonas, nella quale invoca la protezione degli Dei sulla città e saluta la comunità dei fedeli.

Difficoltà burocratiche e organizzative

Organizzare un viaggio verso Nord, in pieno inverno, non è semplicissimo. Tanto più che per uscire dalle mura cittadine è necessario un lasciapassare formale.
Il 15 febbraio, di buon mattino, i nostri si recano alla Caserma, dove ottengono di parlare con il Caporale Jacob, al quale chiedono consiglio.
Questi è interessato, e curioso di conoscere la situazione di Uryen. Parla anche del fatto che pare ci sarà una leva volontaria ben pagata.
"Il lasciapassare per tornare a Uryen ve lo posso far avere io" dice Jacob.
"Ci servirebbe sapere se c'è una carovana militare in partenza. Civili in partenza non ce ne sono in questo periodo" dice Sven.
Jacob si informa. "Ma temo di no, è un momento in cui non abbiamo motivo da Feidelm per recarci a Uryen, stiamo aspettando che si pronunci il Margravio. Però qualcuno che deve andare a Nord forse ve lo posso rimediare, gente che ha bisogno di protezione... potreste fare da scorta e andare su con loro"
"Si, potrebbe essere".
Jacob dice di tornare l'indomani per lasciapassare e informazioni sulla carovana.
Sembra molto contento che il gruppo se ne vada.
Intanto, benchè ci faccia molta attenzione, Vodan si rende conto di non riuscire più a incontrare il vagabondo che nei giorni precedenti aveva sempre ronzato intorno al gruppo.
"Magari è quello che si è accoltellato con Opi" ipotizza Kailah.
Il giorno seguente, 16 febbraio, i nostri tornano dal Caporale Jacob. Lui non c'è, ma ha lasciato un lasciapassare con l'autorizzazione per arrivare a Uryen. Il lasciapassare è strettamente vincolato ad una carovana, identificata da un codice. Il permesso è valido quindi soltanto insieme alla carovana, per il tragitto prefissato.
Chiedendo dove incontrare la carovana in partenza, i nostri vengono indirizzati prima al Nido dei Cinghiali, per chiedere di un certo Spinone, e da lì al Sobborgo di Levante, in uno spiazzo periferico dove vengono allestite le carovane in partenza.

La carovana di Spinone

Senza perdere tempo, i nostri raggiungono la zona indicata. Le attività fervono intorno ad una grande carovana in allestimento. Almeno 4 carri invernali coperti da telo, soldati, tende, carichi piuttosto preziosi (a quanto pare anche armi, scudi, armature), che vengono diligentemente inventariati.
Sven chiede di Spinone, e gli viene indicato un uomo sui 40-50 anni, ben piantato, che si muove intorno alle merci dando ordini a tutti.
Le presentazioni sono veloci, Spinone sente il nome del Caporale Jacob e riflette qualche momento sul dafarsi.
"Io ho già i miei uomini di scorta" dice Spinone, "dove vi metto? Mmm... ci sono due possibilità. O ci seguite pagando il biglietto, se vi va potete accompagnarci e vi faccio pagare qualcosa per il disturbo e in cambio vi posso garantire che ci arriverete. Ma vi servirà comunque un lasciapassare. Ce lo avete?"
"Sì"
Spinone lo vede sfogliandolo e resta stupito. "Guarda qua?" e chiama Ginger, la sua assistente. "Questi ce l'hanno prorpio assegnati", osserva ridacchiando.
"Quindi non dobbiamo pagare?" chiede Sven.
"Opzione unica allora, ci fate da aiutanti... come soldati capirete preferisco incaricare i miei, ma ci fa comodo un aiuto a gestire i nostri carichi. Abbiamo dei beni di pregio che potrebbero beneficiare della vostra presenza"
"Questo va bene, ma non è la stessa cosa?" chiede Sven.
"No, nel senso che i miei soldati si occuperanno della difesa del campo, turni di guardia e così via. Voi invece diciamo che intratterrete i beni di pregio, e farete in modo che abbiamo ciò di cui hanno bisogno, gli terrete compagnia. Venite, ve li presento"

I beni di pregio

Si va verso una delle tende, e ci sono una decina di persone di varia età, tra cui parecchi ragazzini, seduti intorno con dei piatti e dell'acqua, vestiti da straccioni.
"Ecco qua, questo è il carico che verrà con noi a Uryen, nella speranza di poterci ricavare qualcosa. Molti di questi ... bo, vedremo, ma non posso permettermi di lasciarli qua, quindi verranno con noi. Voi potreste aiutarci a far sì che arrivino tutti sani e salvi a Uryen, in particolare questi due (e indica due leggermente meglio piazzati) che si stanno lamentando che hanno un grande raffreddore, ma detto tra noi se lo sono inventato perchè non vogliono venire. Quindi fammi sapere se è vero che stanno male."
"Cosa sono questi, schiavi?" chiede Colin.
"Eh... e secondo te? Certo, persone che hanno un debito da ripagare" dice Spinone.
"Ma anche i ragazzini? chiede Kailah.
"I ragazzini non so a chi mollarli... "
"Sono coi genitori?"
"Diciamo di sì, quelli che ce l'hanno ancora..."
Ed ecco la composizione dei "beni di pregio" di Spinone:
  • Famiglia di tre persone: madre, figlia adolescente e figlio dodicenne
  • Due ragazze, forse sorelle
  • Tre bambini da soli
  • Due uomini che starnnutiscono, uno dei due ha evidentemente la febbre
  • Un uomo ben piazzato, che sta sulle sue
"Dobbiamo per forza andare per aiutare questi poverini" commenta Kailah, impietosita.
Spinone esce dicendo che tra poco arriva il pranzo.
Uno dei bambini dice "Evvai"
"E' buono sto pranzo?" chiede Colin.
"Dipende da cosa hanno lasciato loro" spiega il ragazzino più grande, soddisfatto.
Colin va a vedere gli ammalati. Uno dei due fa un po' scena, l'altro ha davvero la febbre: uno si chiama Pepe, l'più grave è Gima. Gima ha la febbre ma non è ancora troppo grave, solo che non sembra in condizioni di sostenere un viaggio. E' comunque tutta gente fragile e denutrita.
Pepe è un gran chiacchierone e racconta di Spinone, che è un ex capitano di ventura ai tempi della guerra delle lande caduto in disgrazia negli ultimi anni. Engelhaft l'ha sentito nominare, vagamente, come un mercenario.
Pepe continua a raccontare: Spinone sta sempre dalla parte del vincitore nelle guerre, ha la fama di essere un po' un opportunista. Comunque è un bravo combattente, uno in gamba, ma è bravo a sapersi collocare nel posto giusto al momento giusto. Gli piace molto costruire la sua fama di bravo combattente. Adesso gli sono rimasti una decina scarsa di uomini, che saliranno a Uryen, a lui molto fedeli.
"Il suo soprannome spinone è dovuto alla sua armatura con le punte, alla mazza chiodata con le spine, e spine anche sullo scudo. E' noto come cavaliere di spine, anche se tecnicamente non dovrebbe essere cavaliere".
"Voi che ci fate nelle mani di Spinone?"
"Noi avevamo una specie di locanda, un posto dove si mangiava e dormiva, e la cosa ci è un po' sfuggita di mano e abbiamo avuto problemi con le guardie di permessi, licenze e così via, e questa cosa ci ha ricoperto di debiti, non puoi capire, e a un certo punto i debiti sono passati di mano in mano fino a che Spinone non se li è comprati. Spinone ci vorrebbe far arruolare a Uryen"
"Quindi vi ha acquistati e conta di vendervi a Uryen come soldati"
"Alcuni come soldati, come ser Doran (il tizio di spalle). Lui sicuramente come soldato. Poi forse noi soldati, oppure a Lagos per le miniere..."
"Quindi adesso più che un combattente è un mercante di schiavi" dice Colin.
"Fa quel che gli fa guadagnare di più" dice Pepe.
Kailah si informa dei ragazzini, cosa ci voglia fare.
"Secondo me li vuole vendere a delle persone che vogliono avere dei figli, o che li hanno persi... per farli felici"
"Ah beh, niente male" dice Kailah. "E le ragazze?"
"Ha sentito parlare del porto e un mercato fiorente... su quello temo non ci siano dubbi, e penso che le ragazze, che sono diverse, sia la sua principale fonte attesa di reddito. Credo che conosca il gestore di quel bordello".
"Varchmann, Hador Varchmann" aggiunge Gima.
La madre con figlia e figlioletto più piccolo hanno perso il marito per mano dei Kraighar, racconta sempre Pepe. Lei ha chiesto di non essere separata dai bambnini. SI chiama Greta.
Kailah dice a Engelhaft che bisognerà trovare il modo per aiutare quelle persone. Gima prende per il braccio Engelhaft. "Sai che proposta gli fa a Greta? Se lasci tua figlia al bordello, tu e tuo figlio siete liberi"
SI chiacchiera un po' e poi arriva il rancio, portato dal tizio che stava insieme a Ginger. Ha un bel pentolone e ciascuno porta il suo piattino e se lo fa riempire.
Kailah sente una presenza magica quando lo sconosciuto le passa vicino. Evidentemente anche lui la percepisce, si scambiano uno sguardo di riconoscimento reciproco.
"Come ti chiami?"
"Io sono Belfry. Ti va di riempire le ciotole?" E dice tutti i nomi di tutti:
  • Greta, Elaine e Samon sono la famigliola
  • Alma e Cadence le due sorelle
  • David (Lord David), Miki e Rand sono i tre ragazzini, vengono da Nuova Lagos
  • Pepe e Gima sono i "ristoratori"
  • Doran è il solitario, un guerriero con cicatrice in faccia e sguardo truce

La zuppa è molto annacquata, un brodo di carne con carote maltagliate. Da bravo medico, Colin si preoccupa del fatto che una simile alimentazione non sia sufficiente a sostentare quelle povere persone in un lungo viaggio sotto il freddo: alcuni potrebbero avere a morirne. Si confronta coi compagni sulle possibilità di chiedere cibo migliore per i prigionieri, o di poter aiutare nella preparazione dei pasti in modo da renderli più nutrienti.
Colin va da Spinone e chiede di poter gestire meglio i pasti. "La mia opinione è che debbano avere una dieta migliore"
"Noi gli diamo più o meno quello che ci mangiamo noi, anche se non sempre avanza qualcosa... ma se hai idee per utilizzare al meglio gli ingredienti, ti faccio parlare col ciablellano responsabile della nostra mensa, che è Hyatt, che è pure mezzo speziale conciaossa. Detto tra noi io ci avevo provato a far cucinare i cuochi, ma non è che sono molto bravi... "
"Un'altra cosa, io ho acquistato del materiale utile a curare, per le persone del mio gruppo. Quel che ho a disposizione è per 3-4 malati..."
"Ti ringrazio per quello che potrai fare, l'ho capito subito che sei una persna generosa..."
"Voglio sapere se vi interessa sapere se avete medicamenti per voi o no... e se non ci ammaliamo li usiamo per la merce di pregio. Il gruppo è un gradino sopra al pregio"
"Se mi serve qualcosa per curarli vengo a chiedere a te"
Colin va a parlare con Hyatt.
E' un tizio coi capelli molto corti. "Non ti ci affezionare troppo al materiale di pregio" dice a Colin, che racconta le idee per migliorare il rancio. "Vuoi cucinare te per loro? Sei il benvenuto. Io preparo da mangiare, con quello che ci possiamo permettere..." fa veere le provviste. "L'idea era di fermarci a Dossler... ma ora abbiamo saputo la cosa di Dossler... solo che a Uryen tutta una tirata non ce la facciamo, siamo tanti... è la metà di quello che serve"
"E sarete voi fondamentalmente a togliere da mangiare alla merce di pregio, perchè non vi portate le vostre razioni"
Colin si informa su chi fa gli acquisti. "Cadmor, ma non caccia soldi se non dice ok Belfry"

Voci da Dossler

"E a Dossler? Che è successo?" domanda Colin.
"Non hai sentito? C'è un assedio, è partito l'assedio, sono finite le trattative. Il Duca di Surok sta assediando la Sorella Custode."
"Capito, e per quanto può reggere?"
"Ho visto troppe catapulte per dirti una cifra più grossa di un paio di settimane"
"Interessante, allora vado a vedere se si può far comprare un altro paio di carote"
Colin racconta ai compagni.
"Ci conviene comprare le nostre razioni" suggerisce Colin. Kailah è d'accordo e suggerisce di andare a comprare provviste abbondanti anche da poterne un po' spartire con gli schiavi.
Bohemond è d'accordo.
"Non lo so, questi comunque sono merce con cui questo ci fa i soldi... per me va bene ma cercherei più possibile di ottenere qualcosa da Spinone..." dice Colin, che intende contrattare con Spinone per far aumentare le provviste, e le razioni che verranno date agli schiavi. Intanto Kailah suggerisce di fare scorta di provviste, sia per loro che da condividere, senza dirlo a Spinone, con i poveri prigionieri.

Spesa al mercato e chiacchiere tra uomini di chiesa

Colin, Sven e Kailah vanno a fare un'abbondante spesa alimentare, e si aggregano anche gli altri. Il posto più adatto è il mercato cittadino.
Engelhaft va a ritirare anche il bastone riparato dal fabbro: sarà pronto l'indomani al mattino presto, in tempo per la partenza.
Con sorpresa i nostri, arrivati al mercato, scoprono che i generi alimentari scarseggiano: chiedendo informazioni, il padrone di una delle bancarelle spiega che le scorte di cibo sono state vendute a basso prezzo, per foraggiare l'esercito di Surok che era andato a combattere a Dossler.
Engelhaft fa un po' di domande, e apprende che l'esercito era composto da vari squadroni, con armi da assedio, capitanato da un Tenente.
"Caro il mio Bo, qua, siccome già altre volte ci siamo trovati in situazioni simili, si richiederà a me e a te una notevole dose di discernimento" dice Engelhaft al suo amico Paladino. "A partire dal dover avere a che fare con Hador Varchmann... ci troveremo a combattere contro l'autorità costituita a fianco di alcune schegge impazzite anche dellla Chiesa. Perchè abbiamo avuto notizia che c'è Lady Yara, dei Paladini... probabilmente anche la Sorella Custode di Dossler, che probabilmente è il motivo per cui stanno attaccando Dossler. Noi ci troveremo in grosse difficoltà..."
"Non ho seguito molto l'agone politico locale, ma la mia impressione è che la Sorella Custode approfittava di benefici che esorbitavano dalla normale potestà di un feudatario del Duca... e a un certo punto qualcuno ha detto no, adesso ci riprendiamo tutto..." risponde Bohemond. "Per quel che posso immaginare, oltre confine forse potremo dare una mano ai congiurati, in qualche modo"
"Eh, Bohemond... se guardiamo alla lettera il dettato di Dytros non ci siamo. Ma noi non dobbiamo guardare alla lettera, dobbiamo guardare allo spirito della norma. Sei d'accordo?"
"Ti chiarisco subito questo dubbio. Non riesci a capire quando un'azione sia coerente coi miei giuramenti e quando no. Provo a spiegartelo. Yara è una consorella, più di una consorella, ha una responsabilità anche gerarchicamente superiore alla mia, quindi qualunque azione suggerita da Yara, nei limiti della dottrina della Luce, per me vale più della legge del Granduca".
"Qualora Yara morisse, malauguratamente, tu in che posizione ti troveresti?"
"Io so esattamente cosa vorrebbe che io facessi. Questo, che sia viva o morta, poco cambia" risponde Bohemond.
"Sono pienamente d'accordo con te" dice Engelhaft. "Ma tieni presente che ci sono due Duchi che hanno posizioni diverse dalle nostre. E le possibilità che la Chiesa ci aiuti sono poche, dovremmo stare più possibile nascoste... ma Lady Yara sta cavalcando un Drago nei cieli del Corno del Tramonto. E' bene esserne consapevoli"
Nel frattempo si prosegue la ricerca di generi alimentari, tra botteghe e locande. Purtroppo non c'è modo di racimolare abbastanza provviste, alcuni brutti ceffi se ne approfittano, viene suggerito il contatto di un certo Brett, che vive al Fronte del Porto, che pare che abbia vivande. La parola d'ordine per avvicinarlo è "panzavota".
Kailah propone di chiedere al Caporale Jacob se sia disposto a mettere a disposizione del gruppo un po' di provviste. Ma la sua risposta è negativa, anche all'esercito le vettovaglie sono scarse.
Colin propone di provare al Pesce Lupo, dove magari non sono arrivati i predatori.

Spedizione al Pesce Lupo

Il 17 febbraio il gruppo si mette in viaggio per andare alla locanda "Il Pesce Lupo", che è parecchio distante da Feidelm, al Muraglione Antico. La giornata è fredda ma non nevica.
Il gruppo non trova Skrell ma la moglie Mariatta, alla quale viene chiesto un po' di provviste. Lei fornisce quello che può, sia pure a prezzo un po' elevato.
Il gruppo resta a pranzo qui, un ultimo pranzo come si deve prima del lungo viaggio. Finalmente torna Skrell con un carro carico di sacchi di vettovaglie.
Skrell chiede una mano a portare dentro le provviste, e intanto si parla di affari.
"Mi ha detto mia moglie che volete partire. E' un pessimo periodo per viaggiare, sia per il freddo, sia per la carenza di vivande, sia per la guerra verso Dossler..."
"Volevamo portare qualcosa, nulla di raffinato ma generi che deperiscono poco e che sfamano tanto"
"Conoscete il rafano? C'è un contadino che aveva roba veramente brutta, che non ho acquistato, roba che ha un saporaccio. Dovreste andare lì perchè glie ne sono rimaste parecchie: rafano, orticola... ha un po' di rape... lì potreste trovare abbastanza per fare abbondanti zuppe".
Colin ha il timore che possa essere roba dell'anno prima, per ragioni di maturazione, però sono prodotti che restano commestibili a lungo.
"E' roba commestibile, ma certo non così buona" risopnde Skrell, che dà un po' di consigli su come utilizzare tutti gli ingredienti disponibili. "Devi andare avanti a zuppe... ma per le zuppe vanno bene, e sono brodi che fanno anche bene alla salute".
Il gruppo va dal contadino indicato da Skrell, il quale vende tutto quel che gli era rimasto: un'abbondante fornitura di tuberi vecchiotti ma passabili.
Il gruppo, soddisfatto, torna a Feidelm.

Le salsicce del Salsicciaro

E' il 18 febbraio. Il mattino il gruppo si deve presentare da Spinone per avere notizie sulla partenza. Viene così a sapere che si partirà l'indomani, salvo contrattempi.
Ultimo giorno di provviste, il gruppo pensa di chiedere sia a Disko Troop che al Salsicciaro, e anche dal losco Brett.
Il Salsicciaro accoglie un po' preoccupato il gruppo. "Cerchiamo cibo", dice Colin. "Sto cercando salsicce".
"Io ho capito, mi volete fregare, dite che volete le salsicce, entrate e poi mi fate domande per le vostre cose"
"No, la buona notizia è che ce ne andiamo, e abbiamo bisogno di provviste per un viaggio"
"Dai, parla fuori dalla metafora. Che sono queste provviste, informazioni, uomini, prigionieri..."
"Fammi vedere i soldi e vediamo quanto costa. Non ti faccio entrare, te le passo dalla fessura della porta." Ha una catenella alla porta, forse aggiunta dopo la preceednte irruzione del gruppo.
Sven mostra un po' di soldi.
"Perchè non lo picchiamo e gli rubiamo tutte le salsicce?" sussurra Engelhaft.
La trattativa è molto cauta, il Salsicciaro è sospettoso, alla fine fa entrare solo Colin.
Colin esamina le salsicce, il problema è che sono fresche... e costosissime. Va Sven a trattare per l'acquisto.
"Io sono la cassa, quindi devi trattare con me" dice Sven.
Alla fine si accordano per 1 corona d'oro e 4 d'argento.
"Io ti do due pezzi d'argento a botta, e tu dividi la striscia di salsicce... in sette pezzi. Facciamo un po' alla volta.
Alla fine vengono acquistate, è un bel tesoretto che se ne va in vettovaglie. E una bocciona di vino insaporitore in omaggio.
Disko Troop non è reperibile e il gruppo evita di andare da Brett.

La partenza

E' il mattino del 19 febbraio quando finalmente la carovana di Spinone si mette in viaggio verso Nord.
Il "carico di pregio" occupa due carri dei quattro in totale. I nostri staranno sui loro stessi carri.
Belfri delega al gruppo la cura dei prigionieri. "Assicuratevi che tutti mangino e che non si ammalino. Provvedete alle loro esigenze, anche le più fisiche, e poi magari fateci un po' di conversazione, tenete il loro morale alto".
"Ok"
"L'unico prigioniero che potrebbe dare problemi è Doran. E' un avanzo di galera, disertore e fuggiasco. Pare che nella fuga abbia ferito gravemente una guardia che lo sorvegliava, rubandogli l'identità e l'equipaggiamento. Poi la guardia, sopravvissuta miracolosamente, l'ha denunciato ed è stato catturato a Feidelm. Spinone ci ha parlato, l'ha convinto e lo vuole portare su. Ma visto che parliamo di una persona che uccise quasi il suo carceriere nell'ultimo viaggio in carovana che ha fatto... è giusto che te lo dica. Valutate voi se tenerlo legato o libero come adesso. Ovviamente non dategli armi per nessun motivo."
La strada verso nord è inospitale, e il clima è glaciale. L'avanzata è faticosa e i nostri ingannano il tempo chiacchierando, per quanto possibile, coi prigionieri.
Il bambino che si fa chiamare "Lord" David è come se si facesse chiamare Lord David ispirandosi al giovane Raleigh. Lui e i due amici sono orfanelli, non parenti. David cerca una "Lady Yara", per giocare, ma non trova nessuno. Kailah gli fa un po' di domande sul vero Lord David, se lo conosce. Lui ne è molto appassionato e racconta un po' di mitologie sul suo conto.
Il ragazzino sa anche che il giovane Lord David è promesso sposo alla figlia di Acab: è piuttosto informato.
Quando Kailah gli racconta di averlo conosciuto, lui si entusiasma tantissimo.
Pepe e Gim sopportano la deportazione pazientemente. Le sorelle sono invece molto preoccupate e pessimiste. La famiglia di tre persone stanno per conto loro, piuttosto ritirate. La madre tiene i figli più in disparte possibile, anche se il ragazzino chiaramente si annoia. Allora Kailah, maldestramente (3-3-3), insiste con la mamma perchè consenta a entrambi i figli, il piccolo e la grande, a giocare insieme ai tre orfanelli, facendoli appassionare alla vicenda dei Reileigh. I due si divertono ma la madre si arrabbia, li rimprovera aspramente e vieta loro di continuare.
Partendo presto la mattina, la destinazione è Weizenfeld, il centro abitato più vicino.
Scende la sera e il gruppo arriva ben dopo il tramonto alla locanda "Il ghigno in faccia". L'atmosfera è abbastanza cupa, non c'è quasi nessuno.
Spinone interagisce con il piantone della locanda. Viene allestito un tendone per i carri e la carovana.
A parte i prigionieri e il gruppo, e alcuni degli uomini di Spinone che fanno turni di guardia, gli altri (Spinone e i suoi) dormono in locanda.
La notte è fredda e spiacevolissima, ma passa senza eventi di rilievo.

Secondo giorno di viaggio


20 febbraio, si prosegue verso l'abitato in ricostruzione di Dieck, che è ancora molto malmesso dopo essere stato attaccato dai Kraighar. E' infatti piuttosto vicino al Cariceto di Amedran.
Anche questa notte è necessario dormire in varie strutture separate, il che allarma Spinone perchè rende difficoltosi i turni di guardia.
Col gruppo dei nostri e i prigionieri resta Taruck, Caporale. A quanto pare sono tutti Caporali tranne Belfri e Ginger, che sono Sergenti.
La seconda parte della notte c'è Merks.
Si dorme al chiuso.

Terzo giorno di viaggio

Il 21 febbraio ecco che si cominciano a intravedere le montagne di Dossler innevate sullo sfondo.
Si nota una presenza notevole di persone, militari, tende, stendardi, accampamenti sulle colline di Dossler.
Ci sono alcune macchine da assedio: è sotto attacco il Priorato, che è un castello fortificato e adatto per resistere a un assedio. Le forze assedianti sono comunque soverchianti.
Il villaggio è tenuto d'occhio dall'esercito nemico: i soldati sorvegliano la strada e il villaggio.
Davanti al villaggio c'è un altro contingente separato. Una pattuglia blocca la carovana per controllarla.
Sono dodici cavalieri ben armati e armaturati. Hanno lo stendardo della Contea di Ostfold.
Vanno a parlare con i cavalieri Spinone e un gruppo dei suoi. Discutono per una ventina di minuti, sorgono probllemi.
Poi torna Spinone e manda Belfri a parlare col gruppo. "Come temevamo ci sarà da perdere un po' di tempo. Dobbiamo seguire questi gentili soldati al luogo dove passeremo la notte e forse anche domani. Per il momento la strada è chiusa. Abbiamo dichiarato quel che trasportiamo. Se avete qualcosa di illegale, il mio consiglio è di approfittare di questi ultimi metri per farlo cadere, perchè verrete rivoltati come dei calzini. Noi chiaramente abbiamo dichiarato che non ci fermiamo a Dossler e che vogliamo solo passare. Non hanno particolari problemi a farci passare, non hanno problemi verso Uryen, quindi prenderemo i primi che devono andare a Dossler e faremo la tappa con loro."

Cosa fare dell'Evocatio Demoniorum

Colin è incerto su cosa fare dell'Evocatio Demoniorum. Engelhaft ritiene che l'unico modo per far passare il testo è di dichiarare di essere un prete e di trasportarlo per ragioni di sicurezza. Engelhaft, Kailah e Bohemond sono del parere che sia meglio distruggerlo. Come fare? Non è semplicissimo, vengono fatte varie ipotesi e alla fine Kailah decide di utilizzare l'incantesimo Fiamma per bruciare il volume in modo rapido. Scende dal carro, si allontana di qualche passo e procede, nel giro di poco il libro è ridotto in cenere.
Torna al carro soddisfatta, ma Belfri le si avvicina. "Tutto ok?"
"Tutto ok, tutto ok. Hai detto di far sparire..."
"Brava, ottima idea" dice Belfri.
Le guardie svolgono una perquisizione del carico, ma sono poco interessati a Colin. Non trovano quello che temono di trovare, sembra che stiano cercando qualcosa di preciso, roba "grossa". Fanno un lavoro comunque abbastanza accurato.
Engelhaft viene riconosciuto in quanto sacerdote di Kayah. Lui riconosce di essere un Sacerdote.
"Sei mai stato al Priorato? Conosci la Sorella Custode?"
"Non l'ho mai incontrata"

Perquisizione e stazionamento nei pressi di Dossler

La carovana viene perquisita in maniera sommaria. Ciò nonostante i più attenti del gruppo notano un certo nervosismo tra i luogotenenti di Spinone. Ad un certo punto Belfri sembra consegnare un pacchettino con aria furtiva ad Alma, la maggiore delle due sorelle prigioniere.
La carovana viene fatta sostare in un campo di transito.
A sera il comandante in capo dell'assedio di Dossler, Samuel Manners, viene a far visita a Spinone, che conosceva da molti anni, anche se ai tempi forse tra i due non correva sangue ottimo. I nostri vengono avvisati di star buoni e non creare problemi, levando dalla vista troppe armi.
La visita del Tenente Comandante è meno problematica di quanto si temesse. Lui si dimostra interessato, cordiale, mangia qualcosa assieme a Spinone e, quando arriva un messo a chiedergli come posizionare il trabucco, se deve sparare sul maschio o sulle torri, Samuel Manners risponde di no, di mirare alle mura esterne e tenere basso. "Dobbiamo spaventarli, mica raderli al suolo".
Il mattino seguente, 22 febbraio, in effetti i nostri assistono al lancio del proiettile del trabucco, sparato da molto lontano: parte un solo colpo che non sembra far troppi danni.
La carovana si muove in mattinata, per stazionare una giornata nel campo di transito situato dove fino a poco tempo prima si trovava l'Ongel,kamp.
L'Ongelkamp sembra deserto, imbiancato di neve.
Kailah va a chiedere alle guardie dove siano finiti tutti gli occupanti dell'Ongelkamp.
"Ah solo gli dei lo sanno, quando siamo arrivati abbiamo trovato le baracche deserte. Conoscendo Dossler, molti li avranno accolti nel villaggio... e si sono fregati da soli, perchè avranno molte bocche da sfamare in più. Qualcuno lo abbiamo trovato morto nelle campagne"
"Sì, questi li riconosci dalla puzza dai vestiti..." dice un altro soldato.
Colin approfitta della giornata per prendersi cura dei prigionieri. Scambia due chiacchiere con Pepe, ancora piuttosto malconcio, e viene a sapere che non tutti i prigionieri ricevono gli stessi trattamenti: le belle ragazze ricevono medicine che agli altri sono negate. Pepe è indispettito per questi favoritismi e Colin concorda che le persone vadano tutte curate allo stesso modo.
Nel corso della giornata si inizia a diffondere la voce che sia in corso un incontro tra Manners e la Sorella Custode, o un suo inviato. Le prospettive sono buone, a quanto riferisce in serata Spinone: "Sembra che questo assedio durerà poco, probabilmente sono arrivati ad un accordo".

Scintilla di magia lungo la strada

Il giorno seguente, 23 febbraio, la carovana ha il permesso di proseguire verso nord nella campagna desolata e coperta di neve.
Ad un certo punto, nel tardo pomeriggio, Kailah avverte un'emissione di Potere Magico, probabilmente proveniente dalla direzione dell'Heirlig, ad Ovest. Poco dopo la carovana si ferma.
I nostri vedono Belfri che parlotta con Spinone in privato, dopodichè Kailah scambia due parole con lo stregone, il quale minimizza.
"Penso che faremo una piccola deviazione, ma non devi preoccuparti, niente di grave".
Effettivamente nel giro di poco la carovana cambia direzione, fino a fermarsi, dopo qualche chilometro, in prossimità di un boschetto. Si stabilisce il campo per la notte.
Ginger affida ai nostri la sorveglianza del campo, insieme a 3 degli uomini di Spinone. Tutti gli altri si preparano ad allontanarsi in modo un po' sospetto verso la macchia di alberi.
"Ragazzi, questo è evidente" dice Bohemond ai compagni, una volta rimasti soli. "Ho soprasseduto sul fatto dei traffici strani... ma arriva un momento in cui diventa inevitabile cagare il cazzo. Vi segnalo questa opportunità di cagare il cazzo a questa gente, a caso, come nelle nostre migliori tradizioni"
"Sono d'accordo Bohemond" dice Kailah.
"L'idea di questo faro magico che attira le carovane di schiavisti... voglio capirci un po' di più", dice Bohemond.
E così, mentre Vodan distrae un po' i tre uomini di Spinone, Kailah e Bohemond vanno a spiare la comitiva diretta alla boscaglia. I nostri vanno senza armature, sperando di esser silenziosi, mentre il gruppo di Spinone si arma e si prepara militarmente.
Dopo un po' Kailah percepisce che Belfri sta lanciando un incantesimo. Al limitare del bosco il gruppo di Spinone accende torce, avanzano in modo tattico, a rastrelliera. Poco dopo si odono rumori di uno scontro.
"Cazzo il sabba!" esclama Bohemond, "li troviamo a cavallo delle scope coi pentoloni..."
I due si affacciano a sbirciare nel boschetto ed assistono a una colluttazione: i sette del gruppo di Spinone stanno malmenando una quindicina di persone male in arnese. Non sembra che ci sia scappato il morto, ma comunque i poveracci vengono bastonati a dovere. Una volta tutti costretti alla resa, Spinone domanda a Belfri chi sia di loro.
I malcapitati sono tutti costretti a inginocchiarsi e Belfri li passa in rassegna uno ad uno, fino a indicare un uomo sui trent'anni coi capelli molto corti. Viene legato e imbavagliato. Gli altri vengono lasciati andare.
Kailah e Bohemond tornano velocemente al campo e poco dopo il gruppo di Spinone torna col prigioniero impacchettato, che viene caricato su un carro e non si vede più.

Alla Torre Undici

L'indomani, 24 febbraio, la carovana riparte tranquillamente. Non nevica ma chi se ne intende capisce che nel giro di qualche ora si scatenerà una tempesta.
La Torre Undici, che domina la strada tra Uryen e Dossler, è diroccata, ma ha un alloggiamento in legno per ospitare i viandanti. I nostri la raggiungono all'imbrunire, quando inizia a nevicare sempre più forte.
Sulla torre sventola lo stemma di Uryen ma, con grande sorpresa della carovana, la bandiera viene ammainata e si scorge un gruppetto di persone che se ne vanno, a cavallo, verso Nord, sfidando la tempesta imminente.
I nostri, stupiti, godono comunque della struttura deserta, riparandosi dalla notte gelida.

Alla Torre Quattro

Giornata di viaggio successiva, 25 febbraio. Nevica ancora ma non più in modo così violento.
La Torre Quattro è molto vicina a Uryen, i nostri la raggiungono nel tardo pomeriggio. Vengono intercettati da un manipolo di una dozzina di soldati del Burgraviato lungo la strada.
Dopo un breve conciliabolo, Spinone riferisce che la carovana sarà scortata dai soldati alla Rocca di Tramontana l'indomani.
Del manipolo di 12 soldati, i nostri non ne riconoscono nessuno: sono molto giovani, comandati da un Caporale. Sono ligi al dovere, seri, professionali.
La notte passa tranquilla alla Torre Quattro.

Arrivo ad Uryen

Il 26 febbraio la carovana raggiunge la Rocca di Tramontana, che è in parte nascosta da impalcature di un cantiere.
E' il momento di salutare Spinone, che manifesta l'intenzione di recarsi al Porto di Uryen. Saluti, ringraziamenti reciprochi, e la carovana si allontana in un clima di eccitazione generale.
Arrivati alla Rocca, il primo che si para davanti ai nostri è lo zio di Gannor. Parla tra i denti, in modo da non attirare attenzioni indesiderate, ma lascia intendere di non essere molto contento dei cambiamenti in atto.
Spiega che sono in corso lavori per modificare sia la disposizione degli interni, sia anche alcune modifiche esterne: vengono utilizzati materiali che prima erano impiegati nel cantiere della Chiesa, che è stato un po' accantonato. "A quanto pare è stato deciso che questo lavoro è più importante..." commenta.
Bohemond chiede notizie di cosa stia accadento oltre il Traunne.
"C'è una guerra che in teoria non doveva continuare, ma che sta continuando" dice lo zio di Gannor. E racconta dell'assalto fino all'impresa gloriosa di riconquista della Sacra, con l'eroico sacrificio del Tenente Ramsey che ha portato nella tomba con sè questo terribile e mostruoso "Custode", scomparso il quale la Sacra è stata riconquistata. "Sono morte molte persone... sarà difficile tenerla..." racconta con ammirazione, "c'è grande attesa per il ritorno dei corpi di alcune persone importanti."
Dice vari nomi di morti, tra cui Brian, che pure ha avuto un ruolo importante nella riconquista. Dalla voce dell'anziano stalliere il racconto si svolge coinvolgente e glorioso.
"Ad Angvard sapranno molto... ma noi la parola Angvard non la possiamo manco pronunciare, sennò si finisce in galera. Occhio a quel che direte a Gadman Sherer, non fate i partigiani."

Rapporto a Gadman Sherer

Ed ecco che è il momento di fare rapporto a Gadman Sherer.
I nostri entrano nella Rocca, dove invece del Sergente Rudd incontrano un neonominato Sergente, Tom Weiss. Ci sono trasformazioni visibili: porte rinforzate che dividono le varie ali della fortezza.
"Da che missione tornate?", domanda Tom Weiss.
"Feidelm" dice Bohemond.
"Aspettate un attimo qui." Prende un librone e annuisce, guardando un po' a caso. "Perfetto, immagino che vorrete conferire con il Tenente Comandante"
E accompagna il gruppo. "Come vedete ci stiamo un po' riorganizzando... abbiamo avuto purtroppo questo importante fenomeno di diserzione, un'onta non da poco che adesso il Comandante sta cercando di riparare, perchè sono state compromesse relazioni con altri feudi, conseguenze anche molto gravi.. anche se non siamo stati sfortunati come il Priorato di Dossler..."
"Ma perchè il Priorato di Dossler è stato attaccato?" chiede Kailah.
"Perchè a differenza di noi, che ci siamo collocati subito in modalità cooperativa di chi ci ha inviato la richiesta, a parte la sfortunata diserzione, il Priorato di Dossler ha ignorato la richiesta e ha continuato a inviare truppe e rifornimenti. So che era stato intimato di interrompere una linea di rifornimenti dal Ponte di Dalian...ma so che adesso sono addivenuti a conclusioni più miti... ci saranno subito delle conseguenze, bisogna essere chiari a scegliere da che parte stare."
Dopo una breve anticamera sulle sedioline un tempo protagoniste di una ben più interminabile attesa, il gruppo vede che esce dalla stanza che un tempo fu di Barun nientemeno che Robyn Macht, senza abiti religiosi, che rivolge un saluto frettoloso e quasi imbarazzato ai nostri e fa per andarsene.
Engelhaft non glie lo permette, fermandola con grande cordialità ma anche un po' di atteggiamento indagatore.
"E' un piacere rivedervi, come state? Io sono appena tornato, mi dovete raccontare tante cose"
"Molte cose sono state fatte, e molte da fare. Ma porto buone notizie, la... la tenuta sia della Chiesa che in generale delle Istituzioni è sopravvissuta agli sconvolgimenti politici che ci sono stati, dobbiamo ricucire molti strappi"
"Padre Valon sta bene?" chiede Engelhaft.
"Non si trova a Uryen in questo momento e Padre Alyster è con lui" dice lei.
"E quindi voi siete l'unica rimasta? Posso poi venirvi a trovare in Chiesa? Devo fare una preghiera, ho saputo che il nostro caro amico, del nostro clero, è venuto meno... e..."
"In questo momento sto soggiornando anche io alla Rocca di Tramontana." Lei sembra in difficoltà, "potete venire a trovarmi nei miei alloggi"
Una volta che Robyn Macht riesce a svicolare dalla conversazione con Engelhaft, i nostri sono accolti nella stanza dove sono scomparse le armi di Barun.
Gadman Sherer subito accoglie cordialmente il gruppo, tra mille sorrisi.
"Com'è Feidelm? Come l'avete trovata?"
"Eh, ha degli aspetti molto positivi..." dice Engelhaft.
"Bella città, ci ho vissuto un paio d'anni... ho molte conoscenze" dice Sherer. Fa un po' di domande amichevoli. E' di buon umore.
I nostri rispondono, raccontano un po' di novità, soddisfano le curiosità del comandante. Si intuisce che ha una posizione di equilibrio tra diverse fazioni a Feidelm, tra Seebans, vecchie nobiltà etc. Lui vorrebbe una rappacificazione generale.
"Non dubito che avrete sentito l'impresa eroica dei nostri ragazzi al di là del Traunne e il mirabile conseguimento di mirabili risultati al confine di Ghaan..." commenta.
"L'abbiamo appreso poco fa, in realtà. A Feidelm non ne era giunta notizia"
Sherer si mostra stupito nell'apprenderlo. Poi si fa serio.
"Comunque non dobbiamo dimenticare che è un'operazione in aperto contrasto con..." e mostra il plico del messo con l'ordine di pace.
"E' importante che gli diate un'occhiata, perchè magari uno pensa che il comandante abbia un margine di discrezionalità... e beh su quel foglio c'è scritto a chiare lettere che non è così, abbiamo una sola strada di fronte a noi che ci è stato detto di seguire... e non posso esimermi... visto che voi appartenevate a un plotone che aveva rapporti con molte persone che hanno disertato... l'esercito sta attraversando una fase di trasformazione e ci andremo ad occupare di cose molto diverse, ci sarà da ricucire e attendere tempi migliori, perchè tutto quel che siete stati mandati a fare fino a oggi sarà sempre meno di nostra competenza, ma competenza di un potere più forte, da Leisburg, che conosce bene la situazione... si occuperanno loro del problema... e ci toglieranno quest apiaga dei morti che camminano entro... la fine di quest'anno. Ho avuto importanti rassicurazioni che il Duca si muoverà in prima persona.Stiamo parlando del Duca Bianco. Voi siete interessati a far parte dell'esercito? Io non ho nulla in contrario, ci saranno anche delle promozioni a breve, io voglio riconoscere il buon lavoro di chi resterà con noi in questo difficile periodo, ma... visto che siete già da diversi anni, se volete affrancarvi dai vostri doveri di soldati e interrompere l'esperienza militare, questo è senza dubbio il momento di farlo, perchè io posso accettare questo tipo di richiesta. Vi chiedo di pensarci. Nel caso in cui voi abbiate altri programmi che potrebbero risultare incompatibili con l'esercito di Uryen è il caso di prendere in considerazione questa possibilità."
Non vuole una risposta subito. "Ci rivediamo tra un paio di giorni, parlatene coi soldati.. pensateci bene. La Rocca è a vostra disposizione, avete 3 giorni di licenza per riprendervi dal viaggio. Poi tornate a trovarmi e ne parliamo".
Kailah chiede notizie dei prigionieri che dovevano essere liberati, tra cui Rock. Ma Gadman Sherer dice che è tutto segreto quel che è successo. "Se decidete di restare nell'Esercito, sarò ben lieto di aggiornarti sugli sviluppi delle nostre unità che non sono rientrate. Sono attive una serie di pratiche per recuperare tutti i nostri prigionieri. Ma queste pratiche sono in gran parte ferme perchè l'interlocutore sa che una parte nutrita delle nostre forze sono ancora in combattimento con lui. Le trattative non sono morte, ma potranno continuare solo quando si riuscirà a dimostrare che Uryen ha una posizione unitaria sulla fine delle ostilità".
Saluti, i nostri escono dalla stanza e incrociano sulle scale Tom Weiss, con accanto Vian Yor, che rivolge un'occhiata eloquente a Kailah. Nei suoi occhi si legge: "dobbiamo parlare con urgenza" e "non ho buone notizie".

Chiacchiere tra soldatesse

La nuova camerata delle soldatesse della Rocca di Tramontana è molto più piccola di quella di un tempo, ospita solo una dozzina di letti, tutti liberi tranne quello di Yor.
Tom Weiss spiega a Kailah che tutta l'ala della Rocca è stata riprogettata, per permmettere "un allargamento degli ambienti di studio, una specie di gabinetto di studio dove sono condotti esperimenti interessanti che hanno bisogno di spazio"
"Di che si tratta?" chiede Kailah.
"E' una cosa grossa, porterà molto lustro al nostro feudo" spiega Tom Weiss, lasciando intendere di non essere autorizzato a rivelare informazioni riservate.
Rimasta sola, Kailah sistema le sue cose nella camerata e poco dopo viene raggiunta dall'amica Vian, che ha l'espressione molto preoccupata.
"Qui la situazione è peggiorata... l'esercito è ridotto, le cose da fare sono tante... abbiamo perso molti ufficiali..."
Vian fa un quadro da cui traspare un problema di organizzazione dei soldati: ne sono arrivati molti, nuovi e fedeli a Gadman Sherer, che lavorano per di più alla Rocca, nel laboratorio. Gli altri sono esclusi da queste attività e impegnati fuori, nelle torri.
Vian esita, poi svela a Kailah le ragioni della sua ansia.
"Io non... io non mi sento molto a mio agio a dormire qua, te ne accorgerai anche stanotte stessa... Di notte si sentono delle urla provenire da quest'ala. Urla umane. A noi ci dicono di non preoccuparci... però io.... sono l'unica donna... pensano di aver costruito muri più spessi, ma io sento abbastanza queste urla. Da sotto non si sente nulla..."
Mostra un punto del corridoio dove si sente parecchio.
"Le urla vengono dal piano di sotto e si sviluppano verso l'alto, come se avessero tolto il pavimento".
"Che genere di urla? Urla maschili, femminili..." chiede Kailah.
"Sono acute, persone giovani secondo me".
"Nella rocca ha cominciato a girare gente che non c'entra con l'esercito, anche alcuni provenienti da Greyhaven, ma non i soldati dello squadrone Wachter, che stanno tutti ad Angvard. E' gente che ha accesso al "laboratorio", che ha un'entrata indipendente, sempre aperta anche di notte. E non collegata con l'interno della Rocca".

Al porto di Uryen

Riunitasi coi compagni, Kailah riferisce quanto appreso da Vian.
"Andiamo al Porto, facciamoci spiegare da Varchmann cosa sta succedendo", propone Bohemond.
La comitiva si muove di buon passo, per non rischiare di tardare al coprifuoco delle 9 di sera. Non c'è nessuno sulla via verso il Porto, l'atmosfera è ancora più spettrale del solito.
Arrivati nella zona degli impiccati, che stanno ancora lì appesi, Engelhaft nota un cartello, che spicca tra gli alberi, con su scritto VICTOR ELIGET. Il pensiero gli corre alla traduzione/decrittazione della lettera, mandata da Barun e traslata da Proutzo, che rimetteva in parole comprensibili il diario cifrato di viaggio di John Titor. Lo fa notare ai compagni, che si sorprendono e fanno qualche ipotesi al riguardo.

Le Case della Gioia

Alle Case della Gioia non c'è anima viva. I nostri percorrono la stradina tra gli edifici, fino a quando una figura furtiva si affaccia e, riconosciuti i nostri, li fa entrare. Si tratta di una delle sirene, Zyra. Armata, molto circospetta, guida i nostri tra le stanze labirintiche, fino a un locale in cui, seduta a un tavolo, si trova Laara, un'altra sirena.
"Come potete vedere Kailna non è qui, siamo rimaste noi a tenere aperta la baracca. Solo che ci sono vari problemi, abbiamo perso la nostra protezione e quindi dobbiamo stare molto attente perchè siamo in balia dei capricci dei nostri visitatori"
"Ma Varchmann? chiede Bohemond.
"Varchmann è praticamente ricercato e quindi è stato costretto a cambiare aria per un po'. Noi dobbiamo resistere fino a quando potrà tornare"
"Beh considerando quel che è successo in città... che i tempi diventino maturi per il suo ritorno è una speranza forse malriposta" dice Bohemond.
"Ma non è detto che non riusciamo a trovare un altro protettore... mi sto occupando di questo" dice Zyra.
Colin chiede delle ragazze della carovana, ma lei non sa nulla. A quanto pare Spinone qui non c'è mai passato.
"Noi purtroppo non abbiamo più informazioni dalla Rocca perchè i soldati che sono rimasti, in cui riponiamo fiducia, non vengono più coinvolti nelle attività rilevanti."
"Visto lo stravolgimento della situazione, abbiamo difficoltà a orientarci. Dovremmo incontrarci urgentemente con Varchmann o uno dei suoi" chiede Bohemond.
"Potete provare alla Capasanta" dice lei.
"E invece Kalina che fine ha fatto?"
"Kalina senza Varchmann non è al sicuro qui."
"E Mira?" chiede Sven.
"Con Kalina. Dividerci è stato faticoso ma abbiamo preferito fare così".
Bohemond chiede informazioni a Laara sulla frase turniana: VICTOR ELIGET.
Lei è lusingata dalla domanda, fa un racconto preciso: a quanto ne sa quel cartello è stato affisso nella primavera del 515 da un magistrato che era venuto a svolgere un processo che coinvolgeva prigionieri di Elsenor e Nuova Lagos. il magistrato ha disposto per questi prigionieri una condanna esemplare, e ha affisso quel cartello simboleggiando che la sorte di questi prigionieri veniva decisa da chi aveva vinto il confronto: si trattava di pirati saccheggiatori, anche se c'erano testimonianze che non li descrivevano come aggressori ma persone venute a parlamentare, poi coinvolti in uno scontro armato.
Laara aggiunge: "forse mi sbaglio, ma tutte le sentenze emesse sono custodite in un'apposita ala della Rocca di Tramontana, magari lì potete leggere la sentenza completa: se siete ancora soldati probabilmente avete accesso".
Zyra interviene:"prima di chiudervi in biblioteca andatevi a fare una pinta alla Capasanta. Se incontrate dei soldati che non conoscete bene, dite che non avete incontrato nessuno qua, nessuno vi ha aperto".
Il gruppo saluta, ringrazia e va alla Capasanta.

La Capasanta

Fuori dalla Capasanta manca la consueta figura massiccia di Opi. La taverna è aperta, illuminata, ma fa un po' tristezza, non c'è quasi nessuno: solo un gruppetto di soldati nuovi ad uno dei tavoli.
Milo viene incontro al gruppo.
"Dovete bere o dovete mangiare?" domanda, non dando a vedere di aver riconosciuto i suoi vecchi amici.
"Entrambe le cose", risponde Sven.
I nostri aspettano che gli altri avventori si allontanino, poi Milo chiude la baracca.
"Così posso parlà bene con gli amici mia" e si siede. "E insomma? Venite da Feidelm perchè così o perchè Colà?
"Perchè Colà"
"Quindi sta bene il mio amato buttafuori... perchè dall'ultima lettera mi ero un po' preoccupato"
"Abbastanza, diciamo"
"Se vi porto dove vi devo portare non fate in tempo a tornare alle 9 stasera. Meglio se tornate domattina" dice Milo, ma subito ci ripensa. "No, meglio farlo adesso che non ci sta nessuno, vi accompagno poi deciderete voi".
Torna con bende nere e benda tutti, scusandosi. Quindi guida il gruppo in fila indiana attraverso un passaggio che conduce in basso, probabilmente verso il faro. Ci sono scale, serrature, qualcosa che scorre. Il percorso è lungo e tortuoso.
"Quando vi faccio uscire passerete da un lato più semplice", rassicura i nostri.

Incontro con Varchmann

Finalmente i nostri si possono togliere la bendatura agli occhi, per ritrovarsi in un sotterraneo buio, maleodorante. Colin riconosce la tristemente nota puzza di cadaveri in decomposizione.
Lo dice a Milo. "Di là che c'è, la fossa comune?"
"Persone che non si so' fatte i cazzi loro, non fare il loro errore" dice Milo.
"Non è sanissimo tenersele in casa" dice Colin.
"Eh lo so lo so ma i compari di Ork smaltiscono lentamente le scorie. Poi glie lo faccio presente. Ma non è tanto facile. Quando nascondi dei morti e quei morti hanno la fratina dell'esercito del brugraviato in cui stai, diventa difficile disfarsene"
"Mi hanno detto che basta una decina di maiali"
"Ma i maiali non ce li abbiamo in questo momento" dice Milo.
Racconta che queste segrete sono antichissime e furono trovate sotto alla Torre Cinque mentre la stavano costruendo.
Ecco che si arriva ad una stanzetta con un tavolo, con sopra carteggi e mappe: Uryen, il Traune, le Torri.
"Adesso vado a chiamare un po' di gente che non vede l'ora di parlare con voi."
Arrivano Milo, Varchmann, Kalina, Mira.
"Vi presento i TRADIZIONALISTI", dice Milo. "Volevo chiamarci i SOVVERSIVI ma uno dei nostri molto autorevole ci ha fatto capire che non era il caso."
"Dice un detto che il nemico del tuo nemico è un tuo amico, e questo è il principio che ci ha portato tutti dentro questa stanza" esordisce Varchmann. "Non avete mai conosciuto la baronia di Treize: gli unici che la conoscono e non si trovano al di là del traunne sono presenti in queste segrete, seppure non a questo tavolo"
I nostri sono ansiosi di avere informazioni.
"Vi farò un quadro della situazione" spiega Varchmann, "Gadman Sherer sta perparando la sua squadra personale di innalzati. E' entrato in contatto con uno di loro, Deren. Ha contatti con uno dei loschi individui della zona della Lega del Torto, che collaborano con Ghaan e stanno dietro le linee nemiche. Come vi ponete rispetto a questa informazione?"
"Che cazzo ci deve fare Gadman Sherer col suo personale esercito di innalzati? Credo niente di buono" commenta Bohemond.
"E' una fame che sta venendo a molti feudatari e che dobbiamo far passare a calci in bocca prima che sia troppo tardi, perchè quelle bestie senza testa e senza cuore non devono proliferare in questo modo"
Tutti annuiscono.
"Mi sembra inoppugnabile" dice Bohemond.
"Quanti ne ha?" chiede Colin
"Per ora penso nessuno, è un procedimento molto difficile che richiede ingredienti difficili e molta conoscenza. Ma ha gente che gli sta procurando informazioni e ingredienti"
"E' roba costosissima" dice Colin.
"Ma dietro ci sta il feudo, mica è da solo" dice Varchmann.
"Dovrà anche importare garmanbozia in grande quantità" dice Colin.
"Ah ma sei un esperto"
Colin dice a Varchmann il modo di addestrare gli innalzati da parte di Ghaan.
"Il giorno che comunque ne avrà anche solo uno sarà comunque un brutto giorno" dice Varchmann, "perchè sarà un soldato che dovrà morire... e purtroppo quelli che collaborano con lui vestono le nostre stesse insegne"
"Qual è il piano?" chiede Bohemond.
"Il piano è innanzitutto non farsi bere. E' molto facile qua cadere vittima dei metodi repressivi di Gadman Sherer che davanti ti sorride e dietro ti ammazza. Io sono ricercato, abbiamo altre persone che non si trovano qui e prestano servizio nell'eercito, alcuni sicuramente li conoscete, e ci fanno arrivare informazioni. L'obiettivo finale è di fare fuori Sherer. Non c'è altro modo. Dobbiamo fare fuori lui, che è irrecuperabile, e poi smantellare questo laboratorio dentro la Rocca di Tramontana e che usano per i loro nefasti esperimenti. C'è una cosa che mi preoccupa moltissimo riguardo questo obiettivo nostro, rendendolo più doloroso è non dare giustizia a un eroe del nostro territorio. Come forse sapete i nostri al di là del Traunne hanno conquistato un importante obiettivo militare. Sfortunatamente questa operazione è costata la vita di alcuni dei nostri, tra cui il tenente Ramsey. Il corpo del tenente è stato recuperato e sta tornando a casa insieme ad altri corpi dei nostri, con l'obiettivo di farlo seppellire in uno dei nostri cimiteri, ma non andrà così perchè quel corpo fa gola a Gadman Sherer"
"Però questa cosa che io sappia non ha senso, non si può innalzare un morto" dice Bohemond.
"E' quel che credo anche io" dice Varchmann, " e ne sono anche contento che voi pure lo pensiate. Il problema è che Gadman Sherer lo pensa"
"Non lo puoi innalzare ma lo puoi... se Ramsey ha potenzialità particolari potrebbe essere risvegliato e poi lo puoi controllare. Potrebbero fare un bell'abnormis con Ramsey" dice Colin.
Kalina annuisce
"Oh mamma mia che cosa orribile" dice Kailah.
"Adesso vi dico cosa vorremmo fare" dice Varchmann. "Punto uno, un manipolo di volenterosi che presta ancora servizio nell'esercito che si fa assegnare a una spedizione di un determinato sergente della nostra partita, una missione di copertura ma che a un certo punto si sgancia e va a spazzare merda al di là del traunne. Una volta arrivati lì intercettare la delegazione coi nostri morti, dovrebbero essere due plotoni, uno comandato dai nostri, devo ancora capire da chi, e l'altro da Bruce Halding, cavaliere di Uryen di fiducia di Sherer. Bisogna recuperare i lorocorpi e seppellirli come si deve al di là del Traunne. E nessuno deve tornare a raccontare questa triste storia.
Kailah è preoccupata alla prospettiva di far fuori dei soldati di Uryen innocenti.
"E' quel che succede sempre nelle guerre civili" dice Varchmann.
"Chi sta aiutando Sherer a fare l'apprendista negromante?" chiede Bohemond.
"Questo innalzato, Deren..." dice Varchmann. I nostri ricordano di averlo incontrato a Varlok a fare il guardiano di un cimitero per conto suo... si era spacciato di amico di Nico, innalzato da Ghaan... una storia poco vera. Annie lo aveva annusato e non aveva l'impronta tipica degli innalzati di Ghaan. Era un soggetto senz'altro molto sospetto, forse innalzato di Mirai.
"Ma è in città questo Deren?"
"Va e viene dal Traunne, che è ghiacciato" dice Varchmann. "Noi dobbiamo seppellire Ramsey perchè è un dovere morale. Poi dobbiamo ammazzare Deren, la puttana che sta a Yaku insieme a altri tizi e scambia le informazioni con Gadman Sherer, e poi dobbiamo ammazzare Gadman Sherer.
"Dovremo evitare di essere riconosciuti... "
"Non deve sapere niente Sherer, neanche che questi tornano. Deve sapere che se mette il piede al di là del fiume muore"
"Bisognerebbe prenderli prigionieri" ipotizza Kailah...
Bohemond dice che invece sarebbe più bello far secchi Gadman Shherer al volo, subito."
"Eh ma rischi tantissimo se lo ammazzi sullo scranno che fu di Barun, credi di poter uscire senza falcidiare alcuni amici suoi? E allora come vedi la merda sempre quella è". dice Varchmann.
Si sta facendo tardi, è quasi il momento di tornare alla Rocca di Tramontana.
Kailah chiede chi siano i prigionieri nel laboratorio della Rocca.
"Sono per lo più bambini e donne giovani, perchè qualcuno gli ha detto che reggono meglio al trattamento... e poi, più di ogni altra cosa cerca maghi" risponde Varchmann.
Kailah racconta della carovana di Spinone e del mago raccattato per strada.
Varchmann dice che è possibile che sia stato portato lì, anche perchè la carovana non è passata per il porto.
"Hanno pure gli esperti, Sherer e i suoi. Ha un ospite che viene da Greyhaven..." racconta Varchmann.
"Mi pare che si chiamasse Orstein Bach" dice Kalina.
Colin è sorpreso e dice: "lo conosco, era il mio mentore all'unviersità di Greyhaven. Dove alloggia?"
"Nel laboratorio, è il direttore del laboratorio, a quanto ne so" dice Varchmann.
"Entro quando vi dobbiamo dare una risposta?" chiede Kailah.
"A giorni dovremo sapere i dettagli della missione di recupero del corpo di Ramsey. Barun avrà certamente mandato indietro il corpo, ignaro del progetto di Gadman Sherer. Bisognerà capire la rotta della carovana, che sarà ben scortata, ci sarà un momento in cui l'esercito presumibilmente di Angvard lo cederà all'esercito di Uryen. Da quel momento in poi bisogna capire la rotta e intercettare il convoglio di ritorno e buttarlo giù. Prendere la salma e non far sapere che è successo." Risponde Varchmann. "Io aspetto a momenti il ritorno di una persona di fiducia con le informazioni. Voi vi ripresentate qui e mi dite se siete della partita. Non prima"
Kailah chiede di come comportarsi con Yor, che spiega essere una soldatessa fidata e che ha sentito i lamenti del laboratorio di Sherer.
"Abbiamo bisogno di tutti i buoni compari che possiamo rimediare. Quindi nel momento in cui mi dirai che sei nella partita, sarai anche insignita nell'autorità di reclutare altri e di portarmeli. Assicurati, quando me la porti, che c'è una ragionevole possibilità che si dimostri collaborativa. Fino a quando non mi avrai dato la tua disponibilità, aspetta a parlarle."
"Se posso permettermi, il problema è che stiamo ragionando di un piccolo risultato tattico a fronte di un problema strategico" dice Bohemond. "Ammesso che riusciamo a portare a casa l'operazione di Ramsey... abbiamo evitato l'oltraggio del corpo di un rispettatissimo commilitone... ma stiamo esattamente come prima"
"Io sto parlando di tutto il complesso di operazioni, non solo di quella cosa. Io parlo di tutto il resto. Ma se non hai lo stomaco di affrontare un plotone che deve portare una cosa a Gadman Sherer, allora meglio se ti congedi e te ne vai, visto che Gadman Sherer ti ha dato la possibilità di andarsene. Il che peraltro significa che già adesso non si fida completamente di voi."
"Ci sono risultati per i quali val la pena sporcarsi le mani, e altri per cui vale meno la pena" dice Bohemond.
"Torniamo domani? Dopodomani?" cheide kailah.
"Domani verso quest'ora." suggerisce lui. "Non vi fate seguire, mi raccomando"
Saluti e il gruppo va via.

Ritorno alla Rocca di Tramontana


"Il modo migliore per uscire dal sotterraneo non è dalla Capasanta ma dal Faro", dice Milo che indica la direzione. Il gruppo non è bendato, raggiunge una scala a pioli di ferro incastonati nella pietra.
"Voi salite su e uscite dal faro. Da dentro si apre tranquillamente, è da fuori che non si apre".
Milo spiega come evitare di essere vista dai curiosoni dell'Ongelkamp.
"Ma è ancora abitato l'Ongelkamp?" chiede Kailah.
"Ormai c'è rimasta solo una famiglia, non se la passano molto bene" spiega Milo.
Il gruppo si arrampica fuori dalla torre arrampicandosi per i pioletti ripidi.
Engelhaft dice che l'indomani intende andare a parlare con Robyn Macht e da lì cercherà di accedere agli atti custoditi nella Rocca di Tramontana, per capire il senso della frase turniana VICTOR ELIGET.
I nostri camminano velocemente per arrivare entro il coprifuoco, e nel mentre discutono sul dafarsi.
Nessuno si fida di Gadman Sherer, e il terribile quadro prospettato da Varchmann sembra tristemente plausibile.
D'altronde nessuno si fida neanche di Hador Varchmann, di cui tutti conoscono i trascorsi più che loschi. E al contempo nessuno se la sentirebbe di cogliere la palla al balzo per andarsene, gettarsi il passato alle spalle e abbandonare Uryen al suo triste destino.
Arrivati in prossimità della Rocca, i nostri notano la carovana di Spinone accampata su un'altura poco distante.

Notte agitata: il sogno di Bohemond

Durante la notte Bohemond sogna Kalina la Divina, sogna di parlarle nella stessa stanza del sotterraneo dell'incontro del pomeriggio, ma i due parlano come se si trovassero da soli.
"Mi fa piacere che sei tornato" dice Kalina.
"Torno con brutte notizie. Hai sentito di Brian? Che ne pensi?"
"Penso che era importante compiere quella missione, sono belle notizie" dice Kalina.
"Mi stupisci" dice Bohemond.
"Credi che volessi che quella Rocca restasse in mano a quelle creature demoniache?"
"No, non lo so. Non so cosa pensi" dice Bohemond
"Io penso che c'è un esercito che sta andando da Giada, che deve arrivare a Giada e riportarcela" dice Kalina.
Parlano brevemente della morte di Brian e della sua scelta di servire Lady Yara e non Kalina. "Ha scelto il suo destino", commenta la Sirena.
"Ma il tempo che abbiamo è poco e non è di questo che voglio parlarti." Guarda Varchmann. "Ho sentito ciò che hai detto alla tua compagna poco fa, sul fatto che se in tutta Uryen ci fossero due persone da mettere a morte, Gadman Sherer sarebbe il primo, ma Varchmann sarebbe il secondo, e mi trovi abbastanza d'accordo con te. Nessuno di noi è qui per nostra scelta. Il momento dell'utilità di Varchmann sta volgendo a termine, tra poco ci libererai. Siamo i suoi occhi e le sue orecchie, ha bisogno di noi."
"Tu lo conosci molto bene. Quali sono le sue mire?" chiede Bohemond.
"Presumo che aspetti che l'esercito di disertori di Uryen torni, con crediti sufficienti per chiedere forse il ripristino del Barone, qualcosa che gli permetta di occupare lo scranno che ha sempre voluto e gli è sempre stato negato, e che fece occupare al suo amico quando ne ebbe la sua possibilità. I suoi obiettivi penso siano Sherer e il Burgravio. In questo penso tu possa considerarlo un valido alleato, in tutto il resto no. La rocca in mano a Varchmann non sarebbe un posto accettabile."
"E tu invece che vuoi, esattamente?"
"Libertà per me e per le persone che adesso dipendono da me... e che amo più di me stessa. Voglio che loro possano essere libere, e a quel punto... chissà, potrei girare per il Granducato, dicono che ci siano posti molto belli da visitare".
Kalina gli chiede il permesso di mantenere il contatto per poter parlare ancora, altre notti.
Bohemond ci pensa e ha il sospetto che questo canale di comunicazione sia un potere oscuro delle tenebre. "Temo che avrò a pentirmene, ma voglio credere nella sincerità del tuo intento" dice Bohemond. "Accetto di ricevere i tuoi suggerimenti e sono consapevole che qesto ha un prezzo, per te e per me".
Si sveglia al mattino sentendosi strano, come svuotato dalla presenza divina.

Notte agitata: grida e magia

Al momento di mettersi a letto, Vian è molto felice che ci sia Kailah con lei nella camerata, aveva un po' paura di dormire tutta sola. Kailah è piuttosto curiosa di sentire le grida, aspetta un po' ma tutto tace. E finalmente si addormenta.
Sogna di trovarsi in una locanda a Dossler, ai tempi del primo viaggio coi suoi compagni e la carovana di Melkor. L'atmosfera è normale, tranquilla, quando a un tratto si sente un urlo mostruoso e acuto, che sembrerebbe quello di un rettile, e si diffonde una musica spettrale e paurosissima. Una scarica violentissima di Potere Magico si sprigiona improvvisamente. Kailah si guarda intorno ma è tutto nero, come coperto da una sostanza scura.
La giovane si sveglia terrorizzata, non sa se l'urlo sia stato reale o soltanto un sogno. Certamente però è stato compiuto un incantesimo molto potente e molto vicino, un'impronta magica mai sentita prima.
Vian dorme tranquillamente, il che lascerebbe pensare che l'urlo fosse solo nel sogno. Kailah appoggia l'orecchio al muro e prova ad origliare, gli sembra di sentire un dialogo in lontananza tra un uomo e una donna, ma è impossibile distinguere le parole.

Anche Sven in mezzo alla notte sente vibrare il braccialetto, con forza e intensità mai viste, si sente quasi strattonare per il polso. Si sveglia, confuso, e si accorge che il braccialetto è caldo, quasi scotta. Il fenomeno stranissimo dura pochi secondo e poi svanisce, lasciando Sven molto stupito.

Le attività del 27 febbraio

Il 27 febbraio i nostri sono in licenza e possono dedicarsi a quel che preferiscono.
A colazione, in disparte, sia Kailah che Sven raccontano ai compagni dell'esperienza magica della notte.
"Senti Colin, ma il tuo maestro era pure mago?" chiede Kailah.
"Sì" conferma lui.

Colin cerca di incontrare il suo vecchio maestro

Colin prova a contattare il suo vecchio maestro, ma non è facile. Gira un po' per la Rocca, e dopo un po' individua l'entrata sul retro, abbastanza grande da far passare anche dei carretti. Intorno c'è animazione, molte casse ordinate con scritto sopra quel che contengono: alcuni carichi sono "cataplasmi" o "macchinari alchemici". Oltre ad un po' di guardie, ci sono degli inservienti che si occupano personalmente del trasporto dei materiali.
Colin riconosce, tra le guardie, una sua conoscenza, e va a parlarci.
Chiacchierano un po' del più e del meno, del cibo di scarsa qualità e di quello migliore che viene portato al laboratorio. Colin sbircia un po' le etichette, gli sembra che siano organizzate in uno stile ordinato che gli ricorda molto il suo maestro Orsten Back.
"Posso darci un'occhiata?" chiede al suo vecchio commilitone.
"Purtroppo no, le toccano solo quelli con la cinta nera", e indica i facchini specializzati.
"Ti dice qualcosa il nome di Orsten Back?" gli chiede Colin. L'altro si fa serio e dice che non è autorizzato a parlarne.
Colin va allora dai facchini con la cintura nera, che però lo mandano via scortesemente.
Colin torna dentro la Rocca e saluta Tom e il Caporale Brad che stanno chiacchierando. Scambio cordiale di saluti, e Colin va subito al punto.
"Senti, ho visto bei pacchetti sul retro..." Brad annuisce e ride. "Eh sì, bella roba quella"
"Ho riconosciuto simboli che mi ricordano il mio maestro di Greyhaven, Osten Bach"
Tom annuisce e controlla un registro e conferma. "Sìsì, Bach. Se lo vuoi salutare...."
"Volenteri, è possibie salutarlo?"
"Complicato perchè ci stanno livelli di accesso, devi chiedere a Ser Gadman..."
"Ma che lo devo disturbare per una sciocchezza simile?"
Brad: "Ma ti pare che vai a disturbare Sherer... aspetti che deve magna', esce e ci parli..."
Tom: "quello non esce mai"
Colin "allora scusate, scrivo un bigliettino per lui, e glie lo fate avere...."
L'idea piace a Tom. Colin scrive un bigliettino semplice.
"Guarda glie lo porto tra un paio d'ore" dice Tom.

Sven alle Case della Gioia

Sven vuole provare a contattare Mira, e va al porto, accompagnato da Vodan. E' tutto come il giorno prima, deserto.
A un certo punto si affaccia Zyra. Sven le chiede subito di Mira.
"Siete stati alla Capasanta?" chiede.
"Più o meno. In realtà ... non c'è stato modo di parlare da soli..." dice Sven.
"Varchmann le tiene lì per sicurezza e anche perchè sente di non avere più il controllo...non è più il padrone del porto. A breve verrà nominato un nuovo sergente maggiore responsable per il porto. Qui purtroppo Mira non ci può tornare." Però poi si fa seguire nella stanza dove sta Laara: propongono a Sven di portare a Mira una lettera da parte loro, in modo che Mira possa leggerla senza che Varchmann ne capisca il contenuto.
"Tu ci dici cosa vorresti dirle, e noi lo inseriamo nella lettera in modo tale che lei capisca, e che invece Varchmann, casomai leggesse anche lui, non possa capire"
Sven è d'accordo, molto contento e ringrazia.

Kailah da Spinone

Kailah si reca alla carovana di Spinone, con l'intenzione di parlare con il mago Belfry. Lo trova insieme ai compagni, con Spinone, che stanno ripulendo delle pentole.
"Come va, come procedono le trattative?" chiede Kailah a Spinone.
"Tutto bene anche se volevo ripartire... ma la trattativa va per le lunghe: prima dicono un prezzo, poi un altro..." dice Spinone.
"Poi proseguite per Lagos?"
"No, mi piacerebbe sbrigarmi e piazzare tutti qui, e tornare verso sud appena possibile" risponde Spinone, che poi manifesta apprezzamento per il gruppo di Kailah.
"Il giorno che vi licenziano, o vi licenziate, se vi va di far parte di questa compagnia di ventura... " propone Spinone, "ci farebbe piacere avere gente in gamba come voi".
Kailah ringrazia per l'offerta, poi si rivolge a Belfry, che sta lì vicino.
"Ma tu stanotte non hai sentito una cosa strana?" gli domanda.
"Miseriaccia... volevo morì... sono quasi cascato dal letto, uno schiccherone dalla Rocca, ho pensato che eri te, ma non era lo stesso... odore diciamo. Ci devono avere una bella santabarbara lì dentro, di maghi."
"Ma pensi fossero più d'uno?"
"No ma sai, se c'è un mago forte, ce ne serve un altro che lo gestisca..."
"Da fuori si è visto qualcosa?" chiede Kailah.
"L'hanno fatta tutta dentro le mura..." Belfry è chiaramente rimasto colpito e preoccupato, da quel che ha percepito.
"Tanto noi tra due giorni ce ne andiamo, mi dispiace per te ci rimani" dice ridendo Spinone.
"Questo posto lo vedo molto rischioso" dice Belfri, "non è un caso che le case non costano niente..."
Kailah fa un po' di domande sui prigionieri.
"Abbiamo ceduto alla Rocca alcune persone, il mago, la madre col figlio e la figlia, le due sorelle e il mercenario" spiega Spinone. "Sugli altri siamo in trattativa, i tre ragazzini e i due cuochi".
"Ma che se ne dovrebbero fare alla Rocca con 3 ragazzini?" chiede la ragazza, inquieta.
"Ci salvano il mondo, stanno cercando la cura per il morbo. Hanno cure da sperimentare", dichiara Spinone, facendosi serio.
"Ma per sperimentare la cura devi avere la malattia. Quindi avranno dei Risvegliati dentro?" chiede Kailah.
"Mica saranno pazzi... onestamente non lo so..."
Kailah sospira.
"E altri compratori non li trovate, almeno per i ragazzini?"
"E a chi li vendi? Che ci fai con 3 ragazzini..."
"A voi quanto vi hanno offerto?"
"Una moneta d'oro l'uno, stiamo cercando di arrivare a 1.3"
"E se trovassi... altri finanziatori? Per evitare che i ragazzini finiscano... lì dentro..."
"Sai bene che se vogliono fare i loro esperimenti, ne troveranno altri... se non saranno loro..." dice serio Spinone.
"Non li possiamo salvare tutti, ma mi piacerebbe salvare questi" dice Kailah.
"Ti do due giorni, se li do a te mi sta bene una moneta d'oro ciascuno. Per due giorni li tengo qui, poi dovrò cederli".
Si stringono la mano.
Kailah torna dai compagni a riferire.

Bohemond e le catene di comando alla Rocca


Bohemond resta alla Rocca e cerca di capire "chi comanda", come funzionano i ruoli e quanti sono i soldati fidati di Gadman Scherer rispetto agli altri. Si rende conto che sono circa una metà degli effettivi e nessuno di loro ha ruoli da ufficiale: sono per lo più soldati scelti, caporali e sergenti, ai quali a volte sono affidate responsabilità che, a cose normali, spetterebbero ad un tenente. Sono in generale molto pochi, la Rocca è sottopopolata. Ci sono circa 50 effettivi per volta, una trentina fedeli a Scherer.

Engelhaft incontra Robyn Macht


Engelhaft va a trovare Robin, che ora vive alla Rocca di Tramontana, dove svolge un ruolo di tipo amministrativo, braccio destro burocratico di Gadman Sherer.
Dopo le formalità di rito, lei spiega di essere stata inviata come veste bianca dal Monastero a Uryen perchè è brava nei lavori amministrativi. Lei, ritenendo di fare gli interessi delle persone che l'hanno mandata da Greyhaven, presta aiuto alla nuova amministrazione della Rocca di Tramontana, che ne ha molto bisogno. "Quando c'era Barun, lui si occupava delle cose militari, mentre Scherer si occupava degli aspetti politici e amministrativi del Burgravio. Adesso Scherer fa entrambe le cose e quindi ha molto bisogno di assistenza", spiega seria.
"Dove sono Padre Valon e Padre Alyster?"
"Padre Valon ha vissuto come un tradimento la disponibilità che io ho dato alla Rocca, c'è rimasto molto male... mentre Padre Alyster era più comprensivo. Io sono venuta ad aiutare per il cantiere, ma il cantiere della chiesa era praticamente fermo, c'era molto più da fare qui che lì... Padre Valon si è arrabbiato molto, ho provato a parlargli, ma alla fine credo di averlo deluso"
"Vabbe'. Perchè, secondo te si è arrabbiato così tanto?"
"Si è arrabbiato col cambio che c'è stato, ed ha preso male ogni cambiamento conseguenziale. Ha preso male il fatto che fosse bloccato il cantiere della Chiesa, e da quello in poi ha preso in antipatia ogni cambiamento" dice Robyn.
Lei pensa che invece sarà più utile nel suo nuovo ruolo, anche nell'ottica di riaprire in prospettiva il cantiere della Chiesa: accreditandosi presso la nuova amministrazione probabilmente in futuro riuscirà a far ripartire i lavori.
Engelhaft ha un atteggiamento accomodante e lei parla parecchio e volentieri.
"Ma dove stanno Valon e Alyster?"
"Si sono allontanati, si sono dati alla macchia, diciamo così. Confido che stiano bene, se ne sono andati consapevolmente, per volersi mettere al sicuro. Padre Valon si sentiva minacciato. Non mi hanno salutata e non mi hanno detto nulla, ma lui si sentiva in pericolo di vita, non so perchè".
"Approfitto di disturbarti, perchè ho una curiosità di carattere storico antiquario che forse puoi aiutarmi a risolvere. Ci è capitato di trovare questa frase, viaggiando qui vicino ad Uryen che mi ha molto incuriosito: VICTOR ELIGET. Ma che cosa... pare che ci stia dietro una tradizione legata a un processo... ma gli atti..."
Lei sa tutto, cita anche una legge, la "legge sui processi e sui testimoni". Spiega che l'archivio della Guardia c'è, sta alla Rocca, però l'accesso è riservato e neanche lei può accedere. "Servirebbe l'autorizzazione di Gadman Scherer, del Burgravio... o forse Tom ha la delega, ma penso di no".
Suggerigge di leggere il Kanun di Mainar Feorn, che ha e prende.
Lei invita Engelhaft a leggere insieme a lei, che ha un buon profumo. Lui glie lo fa notare.
"Beh, buon profumo"
Lei arrossisce. "Vi ringrazio, uno dei pochi piaceri che mi riservo è quella di lavarmi frequentemente"
Lui si ritrae. "Non sono abituato, sono un povero monaco..."
Leggono il Kanun e viene fuori che si tratta di un'usanza tipica: quando il consiglio cittadino dei saggi ritiene di non potersi esprimere (i saggi, quando è arrivato il Granducato, sono stati sostituiti dai Magistrati Itineranti) con un verdetto equo, c'è una sorta di ordalia, che è molto libera. Può essere uno scontro ma anche una partita a carte, dipende dal luogo. A Uryen l'ordalia è una sfida di combattimento, anche se non necessariamente all'ultimo sangue. Chi vince ottiene il verdetto a suo favore.
Engelhaft incoraggia molto Robyn a continuare meglio possibile il suo lavoro.
"Se gli Dei ti hanno scelto per questo vuol dire che lo puoi fare, quindi ti impartisco la Benedizione di Kayah"
Lei annuisce.

Benedizione con conseguenze inattese

Al termine del colloquio, Engelhaft benedice Robin, osservandola, anche per cercare di comprendere fino a che punto sia profonda la sua fede.
La giovane si comporta in maniera impeccabile, per quanto un po' fredda. Lui prova a incoraggiarla, a coinvolgerla, ma ecco che Robyn improvvisamente si chiude in sè stessa, reagendo come se fosse stata ferita in modo incomprensibile. Poi sembra travolta da un mancamento, sviene, scivola a terra.
Turbato, Engelhaft inizia a svolgere un rito di neutralizzazione intorno a lei, cospargendola di acqua santa. Si convince presto che qualcosa di sovrannaturale è in atto, come se la stessa stanza reagisse, i colori fossero diversi, la luce brillasse in modo strano.
Engelhaft prosegue nel rito, pur rendendosi conto che la giovane sembra soffrirne terribilmente: spalanca gli occhi, tossisce ed è travolta da violenti conati di vomito. Dalle sue labbra inizia a uscire una melassa nera, strana.
"Esci da questo corpo, abominio!" grida Engelhaft.
Si apre la porta ed entrano delle guardie, che osservono la scena sconvolti.
"Aiutatela" dice Engelhaft.
"Per favore spostatevi" dice un soldato, poi la prendono, la girano per aiutarle l'espulsione della roba nerastra, che sparisce.
Engelhaft in cuor suo continua a combattere con la creatura. "Sono un medico, posso fare qualcosa subito" dice Engelhaft per convincere i soldati a lasciargliela.
"Potevi girarla... a casa mia se devi vomitare ti devono mettere sul fianco" dice la guardia.
"A casa tua" dice Engelhaft. "Adesso deve buttar fuori quel che stava vomitando. Mettetela prona e allontanatevi da lei un attimo, lasciatela respirare"
Loro ubbidiscono, lei perde i sensi respirando normalmente.
Engelhaft prega ripetendo le preghiere effettuate nell'esorcismo, e prova a sollevarla con cautela.
Lei è inerte. Della melma nerastra non c'è più traccia, sembra che tutto taccia.
Engelhaft prova a farla rinvenire.
Uno delle guardie va a chiamare Tom.
Engelhaft va a prendere i sali, corre nella sua stanza velocemente.
Nella stanza trova tutti i compagni. "Ho provato con Robin, non mi ha detto nulla di interessante sulle formule giuridiche, ma è posseduta da un demone, c'è una presenza oscura dentro di lei, ma sono venute le guardie e hanno interrotto l'esorcismo. Forse dovremo anche ripeterlo. Ho bisogno di sali, le cose più potenti che hai, Colin"
Chiede di scendere lui e Colin con i farmaci, e Bohemond a breve distanza.
Passa qualche minuto e di sotto, tornandoci, ci sono parecchie guardie e Tom con aria seria all'ingresso del corridoio.
"Vorrei sapere, prima di farti passare, che cosa è successo"
"Stavamo parlando e alla fine, tu ricordi che lei era una veste bianca, io sono un prete, e le ho chiesto se potevo impartirle una benedizione. Lei è stata contenta di sì, e mentre glie la impartivo ha avuto delle improvvise convulsioni e ha iniziato a star male in questo modo molto strano..."
"Assicuriamoci che stia bene, ma non so se sia il caso di farla riposare un po'..." dice Tom.
"Mi sembra che la situazione sia grave" dice Engelhaft.
Le guardie fanno entrare Colin e Bohemond. Ci sono dei soldati che stanno lavando per terra. Tom osserva e controlla.
Colin avvicina i sali a Robyn. Tom dice intanto che sta arrivando un altro medico.
Inizialmente lei non reagisce, quasi non respira. Dopo un minuto è scossa da un brivido e inizia a reagire, tossisce e sembra riprendersi un pochino, pur restando incosciente.
Entrano un tizio (il medico) e due donne, inservienti.
Vengono cambiate le lenzuola, lei è pulita, la risistemano.
"Avrà avuto un mancamento, forse qualcosa che ha mangiato le avrà dato fastidio" dice il medico. "Fatela riposare e quando si sveglierà le chiederemo che è successo"
Tom osserva Engelhaft con aria un po' sospettosa.

Il gruppo si riunisce dopo il mezzo esorcismo

Engelhaft riferisce dell'incontro con Robyn, molto turbato per l'accaduto. Engelhaft riferisce di non aver avvertito una reale presenza "demoniaca", quanto forse la presenza di un predicatore delle tenebre su di lei. Non sa con certezza ma certamente c'è qualcosa in lei.
Si fanno varie ipotesi, tra cui Kailah suggerisce che qualche sacerdote di Gargutz stia spiando le faccende amministrative ed economiche tramite gli occhi dell'ignara Robyn.
"A proposito di soldi, vi chiedo di aprire un attimo una parentesi..." dice Kailah.
Kailah chiede ai compagni di fare una colletta per raccogliere i soldi per liberare i ragazzini e portarli da Trent. Spiega di aver parlato con Hart Trent, che si è dimostrato d'accordo.
Kailah recupera 3 monete d'oro e mezzo per andare a riscattare i ragazzini.
"Vogliamo affrontare la questione VICTOR ELIGET?" chiede Colin. "Io mi sono un po' riguardato la documentazione e non riesco a capire dove sia il tuo dubbio. Noi l'unico testo che abbiamo del buon Igor è questo, POSSONO RESUSCITARE I MORTI E RENDERLI SCHIAVI, CON O SENZA CERVELLO. VICTOR ELIGET. Lui parla dei cadaveri esposti a fiale e trattamenti, e quanto agli esiti, dice che alcuni sono schiavi, con o senza cervello, e alcuni sono resuscitati. A quel punto potrebbe trovare un modo rapido per dire che i più forti sono quelli che riescono a reggere meglio il trattamento, cosa che peraltro sappiamo essere vera."
Engelhaft: "ma se Victor fosse un nome proprio? E si potrebbe nascondere un'informazione in questo modo"
Bohemond: "Non è da escludere, ma noi non conosciamo nessun Victor"
Colin: "forse è una specie di carica onorifica, come Joad Kempf"
Parlando di cosa fare con Varkman, Bohemond dice: "non ha senso accettare la possibilità ed andarcene, ma se vogliamo continuare a combattere per la causa che abbiamo sposato, la cosa più sensata mi sembra sia conquistarci la fiducia di Varkman e vedere cosa bolle in pentola, e contrastare Gadman Scherer."
Kailah: "Sono d'accordo con te, Bohemond"

Accordi con Spinone

Kailah va subito da Spinone, insieme a Sven.
Kailah spiega al mercante che ha i soldi ed è disposta a darglieli anche subito, ma i ragazzini li può prendere l'indomani, in modo da poterli affidare al giovane Hart Trent, che li porterà al sicuro.
Spinone è molto corretto, non vuole i soldi in anticipo ma li prenderà il giorno seguente, al momento di effettuare lo scambio.

La ricerca di Proutzo

Colin prova a cercare Proutzo, che stava prigioniero nelle segrete. C'è la porta chiusa e Tom ha le chiavi. Nulla.
Facendo domande in giro viene a sapere che Proutzo è stato congedato mesi fa, ai tempi di Barun.
"Mi sa che... forse lo sa bene Brad, se lo ricorda, mi pare che c'era l'accordo che Proutzo doveva andarsene verso sud, la casa di Uryen l'ha venduta. Secondo me Brad lo sa dove è andato"
Poi va con Sven a chiedere a Brad. Brad contento di vedere Sven, chiacchiere allegre.
"Sono contento che mi hanno trasferito alla Rocca e qui c'è poco da fare. Spiego un po' il dafarsi a Tom e alla fighetta che hanno messo a occuparsi delle finanze... si tira avanti"
Dopo un po' di convenevoli gli chiedono di Proutzo.
"Credo che l'abbiano mandato a Yor, per direttissima. Più lontano possibile da qua" dice Brad. "Ha venduto la casetta sua... e se le stanno a compra' tutte le stesse persone, a due lire. Le case di Uryen. Quello più aggressivo è quello che possiede la locanda dello Squalo. Quello sta a compra' tutto lui. Sta sopra le 15 case. Se continua così tra un po' glie le deve paga' il Burgravio a lui, le tasse. Ma a noi che ci frega, devi pensare alle donne, a bere e a non morire"

Il cimitero del Porto di Uryen

Il gruppo si mette in viaggio per il Porto. La strada è deserta, non ci va più nessuno, l'atmosfera molto tetra.
Arrivati al cimitero, Kailah va a dare un'occhiata da vicino al cartello VICTOR ELIGET, notando che si trova sopra una tomba specifica, su cui ci sono alcuni nomi: 2 sembrano greyhavenesi e 4 forse elsenoriti. Sopra c'è scritto REIETTI DI AN REILIG.
Il gruppo parla un po' di queste nuove informazioni: sembra che siano le isole su cui fece naufragio Vodan (rimasto alla Rocca di Tramontana). Anche la storia che aveva raccontato Dan Bucky riguardo il ritrovamento delle filatte parlava di quelle zone, tra le isole e Ghaan.

Retata alle Case della Gioia

I nostri proseguono parlottando in direzione del Porto di Uryen.
Arrivati a una certa distanza dalle Case della Gioia, si sente del trambusto. C'è un gruppo di soldati di Uryen sconosciuti, capeggiati da un omaccione grande e grosso con un gigantesco bavero di ferro ed un martello da guerra a due mani, che stanno perquisendo le case.
Gridano insulti alle "Sirene", spaccano le porte, frugano e cercano, a quanto pare, una fantomatica "stanza dell'oro" di Kalina.
Bohemond si avvicina per scambiarci due chiacchiere, loro non si fanno problemi a raccontare quel che stanno facendo. A un certo punto esce Zyra, spada in mano, e volano degli sganassoni, anche se non troppo pesanti.
I nostri si allontanano un po' e decidono il dafarsi: Colin e Engelhaft preferiscono tornare a Uryen, mentre gli altri proseguono per la Capasanta, cercando di non farsi vedere dai commilitoni sconosciuti.

Incontro con Hador Varkmann

Bohemond, Sven e Kailah entrano alla Capasanta, dove non ci sono clienti, solo Milo che asciuga i boccali.
"Benvenuti, avete sentito il concertino qua fuori?"
"Sì"
"Sto aspettando che vengano, ma è bene che non vi trovino. Ci avete parlato? Niente di buono immagino"
"Non abbiamo potuto fare molto, le ragazze passeranno un brutto quarto d'ora ma se la caveranno" spiega Sven.
"Qui tocca sbrigarci" dice Milo. "Questi tra un po' ci faranno chiudere, in tutti i sensi"
Poi avverte che Varkman è un po' incazzato.
"Il prete non è venuto? Meno male, è tutto il giorno che sta dicendo che se vede il prete lo ammazza. Raramente l'ho visto così incazzato" dice Milo.
Fa scendere il gruppo nel dungeon. "Non lo contrariate, ha un diavolo per capello"
Milo resta di sopra dando indicazioni su come orientarsi per le gallerie. C'è un dungeon enorme, anche in parte puzzolento, ma il gruppo va direttamente nella stanza di Varkman.
Lungo il percorso, d'un tratto Kailah sente "pss psss" da un corridoio buio. "Da questa parte...." voce maschile sottovoce.
"Siamo qui"...
E' chiaramente un prigioniero in una delle celle.
"Chi siete" dice Kailah sottovoce. "Qualificatevi"
Il prigioniero forse non sente, o forse non ha il coraggio di rispondere, e i nostri proseguono verso la stanza di Varkman. Assieme a lui c'è il Sergente Ivan Reiner, che saluta cordialmente.
Varkman grugnisce, ha l'aria più ostile del solito.
Ivan fa accomodare il gruppo a sedere. Offre del vino e insiste anche un po' affinchè tutti bevano.
"Ho saputo che siete tornati e siete della partita" dice Ivan. "Io so che Varkman vi ha parlato del mio ruolo, io sono la persona che sta cercando di limitare i danni, insieme a lui."
Bohemond spiega che stanno rovesciando le Case della Gioia alla ricerca dell'oro che sta lì.
Ivan spiega che è arrivato un contingente da Surok di soldati che entrano al servizio di Gadman Sherer. Con questi uomini in più può anche ripulire il porto.
"Sherer non è uno stupido e sta facendo venire gente da fuori, soldati veterani" spiega Ivan. "Questa cosa ci mette un po' di fretta, perchè tra poco ce li troviamo a guidare le spedizioni... non abbiamo tempo da perdere. Come probabilmente sapete ci sono due situazioni da gestire. La prima il recupero emergenziale della salma di Ramsey, e quella è una cosa a cui teniamo tanto, e va fatto. L'altro è di fare qualcosa all'interno della Rocca. Però a quel che mi diceva Varkman (che batte il pugno sul tavolo) mi dice che la situazione si è resa un po' più difficile"
"Il prete dove sta?" chiede Varkman
"Non è venuto"
"Come mai?"
"Dovevamo sgattaoilare dai moli e non si sentiva sicuro di non farsi vedere dai soldati" dice Bohemond.
"Se si faceva i cazzi suoi anche un'altra volta... ha rovinato uno dei pochi piani che erano andati a buon fine. Come vedi manca qualcuno. So che c'entra il prete, è quel che mi ha detto Kalina prima di perdere i sensi"
"Capisci bene che giocare a quel gioco con un sacerdote consacrato può dare questo tipo di errori di coordinamento" dice Bohemond.
"No io non capisco un cazzo di questi giochi ma questa cosa ci danneggia tutti. Sta di fatto che prima io ci vedevo e adesso sono cieco. Il danno è irreparabile, e quindi qualcuno dovrà fare quel lavoro, devo sapere i dettagli di quel che succede."
E' molto preoccupato.
"E' chiaro... forse ci sarebbe stato un modo per arrivare a una comune comprensione di quel che stava succedendo" dice Bohemond. "Ma non abbiamo le entrature di Robyn Macht"
"Lo so, dobbiamo inventarci qualcosa. Ivan farà da collegamento tra me e voi. Io devo cercare di capire come andarmene da qui, questo posto è meno sicuro ogni giorno che passa. Voglio sapere voi che farete"
"Dopo una lunga consultazione siamo arrivati alla conclusione che siamo della partita" dice Bohemond.
"Vi chiedo una cosa, ancora più importante di Ramsey. Se Ivan riesce a trovare qualche modo per ripristinare il nostro sguardo lì, voi non contate abbastanza, sareste sicuramente sospetti... bisognerebbe tappare la bocca a quella"
"Non sono sicuro di avere capito" dice Bohemond. "Cosa sa?"
"Non lo so, forse lo sa soltanto Kalina"
"Dovete sapere cosa sa, cercate di scoprire cosa sa... trovate il modo di capire che ha detto quella, perchè in questo momento non so niente" dice Varkman.
"Ci proveremo. Ma è evidente che poi non è che al sospetto che sappia qualcosa, non è che poi le succederà un incidente, per così dire. E' una veste bianca..."
"Gli si potrebbe far capire, toglierla a Gadman Sherer. Mica deve morì per forza, può pure sparire per qualche giorno"
"Proveremo a metterci una pezza" dice Bohemond.
"Adesso vi do dei dettagli che riguarderanno la situazione al di là del Traunne, per lo più mappe, le informazioni di contesto ve le darà Ivan. Così se vi perquisiscono non c'è niente di sospetto. Sarete in grado di localizzare l'incontro tra il plotone che porta e il plotone che prende. Io penso che convenga attaccare quello che prende, dopo che si sono separati. Sono due plotoni di Uryen. Questa gente non deve tornare o, se torna, non devono parlare, soprattutto non di un plotone di Uryen. Attaccati da Elsenoriti, Nordri, briganti, va bene. Se vi riconoscono e parlano sono cazzi vostri e miei. Non devono sapere chi li ha colpiti. E' molto probabile che ci sia anche qualche altro carico. Prendete tutto, più prendete meglio è."
Varkmann chiede poi informazioni sulla Rocca aggiornate. Gli si dice tutto quel che si sa.
"Se ci fosse la possibilità per rallentarlo al più possibile, fate sparire quello che fa le ricerche... se lo rallentate in modo estremamente sicuro, tipo tirate giu' dalla torre uno senza farvi beccare... se riuscite a rallentarlo senza compromettervi, dovreste farlo, prendete voi l'iniziativa, dobbiamo guadagnare tempo"
Non c'è molto tempo nemmeno per parlare, la situazione è rischiosa.
Prima di allontanarsi, Kailah chiede come comportarsi coi soldati leali a Barun, o comunque che non approvano la gestione di Gadman Sherer.
"O li recluti o li tieni lontano... perchè a quel momento, quando scoppierà il casino, se sei nella Rocca sono guai... il giorno prima gli devi fare un discorso. Ma fallo solo a quelli di cui ti fidi, altrimenti rischi di dover prendere decisioni ancora più spiacevoli."
Poi si volta verso Bohemond: "Di' al prete che se Kalina non si sveglia... non si sveglierà manco lui".
"Questa cosa gli va detta dopo il lavoro di Ramsey" dice Bohemond. "Ora dobbiamo combattere tutti per la causa comune"
Saluti frettolosi e i nostri escono dal sotterraneo e si incamminano di buon passo verso la città.

Visita alla Chiesa

Nel frattempo Colin e Engelhaft vedono, tornando verso la Rocca, la Chiesa di Uryen deserta. Davanti, non distante, c'è la Locanda dello Squalo bella festosa, allegra, con la musica etc. Engelhaft è un po' infastidito da questo contrasto.
Entrano in chiesa, non c'è nessuno, non è neanche del tutto finita, il cantiere è stato messo in sicurezza e interrotto. Si sente la musica dalla vicina locanda. Engelhaft prega e canta.
Intanto Colin nota una coppia, un soldato e una donna, con una fiasca in mano, incuriositi dal canto.
"Siete venuti a pregare?"
"No, siamo venuti a sentire cantare, a me e Martina piace sentire cantare", dice l'ubriacone.
"Questo è un posto per pregare, andate da un'altra parte per sentire le canzoni" dice Colin.
"Non è mica aperta la chiesa, non ci sta il prete..."
"Adesso c'è" dice Colin.
Il balordo pensa sia tornato padre Valon.
"Andiamolo a dire a tutti, Martina, è tornato padre Valon!" e vanno verso la locanda a dare la lieta notizia.
Iniziano ad arrivare alcuni curiosi dalla locanda.
"Ma che è vero che è tornato Padre Valon?" chiede un altro tizio dalla locanda.
"No, non mi risulta" dice Colin.
Colin indica Engelhaft. "Lui è un prete"
"Sono il Caporale Engelhaft, tu chi sei?"
"Cazzo, non si capisce niente, non è che avete bevuto?"
"Ti sembriamo ubriachi?"
"Sei un prete caporale?"
Sono stupiti ma si dimostrano rispettosi.

Conversazione con Tom

I nostri si ritrovano infine alla Rocca di Tramontana. Tom viene incontro al gruppo, chiede di poter parlare poco dopo cena. I nostri confabulano un po' e, terminato il pasto, si incontrano con il Sergente Tom, il quale sembra molto amichevole e di buon umore.
"Beh, come sapete, domani Ser Gadman Sherer si aspetta una vostra risposta. Potete già anticipare a me...? Spero che prenderete tutti la stessa decisione..."
"Che dire Tom, l'idea è di continuare a rimanere in servizio" dice Bohemon.
"Bene, perchè siete persone valide. E vi voglio comunicare che Ser Sherer ha un ringraziamento personale per quello che avete fatto, avete fatto un servigio oggi, perchè avete smascherato una crudele oppressione, a quanto mi sembra di aver capito, ai danni di una nostra fedele dipendente, che aspetta con ansia di poter ringraziare personalmente Engelhaft perchè si sente liberata di un peso che la affliggeva da tempo"
Spiega poi nel dettaglio: "la vostra buona azione non è passata inosservata. Robyn ha individuato una persona responsabile, i dettagli vi saranno dati domani, probabilmente proprio voi sarete incaricati della sua cattura"
Poi dice a Colin che ha portato il suo messaggio a Osterabach, che non vede l'ora di incontrarlo. Ora è andato a mangiare alla mensa, nella speranza di incontrarti.
Colin va da Ostenbach e Engelhaft va da Robyn.

Engelhaft parla con Robyn liberata

"Che Reyks sia lodato" dice Engelhaft osservando la giovane donna, che sta visibilmente molto meglio.
Robyn è piena di riconoscenza per essere stata liberata da un'influenza che la stava opprimendo terribilmente. Racconta di come sia stata "ipnotizzata" da Kalina e di come fino alla benedizione del sacerdote non riuscisse a ricordare molte cose che adesso ricorda.
Engelhaft si rende conto che Robyn è sollevata e molto sincera, e cerca di indirizzarla sulla buona strada.
"Senti, adesso dobbiamo fare un'opera di pulizia dentro di te, perchè la presenza oscura non lasci residui e tu esca da questa esperienza più fortificata"
Le suggerisce quindi di dedicare le proprie grandi capacità organizzative e amministrative per dedicarsi alla ricostruzione della Chiesa, più che a questioni terrene. "Puoi incoraggiare Gadman Sherer a riprendere l'edificazione della Chiesa, sarà per te un modo di ringraziare gli dei per questa nuova possibilità che hai ricevuto"
Robyn è molto toccata dalle parole di Engelhaft, scoppia in lacrime e confida di aver nutrito molti dilemmi spirituali, anche nei tempi precedenti al maleficio subito da parte di Kalina. Engelhaft la tranquillizza e la incoraggia molto, anche lui sinceramente commosso dalla conversione della giovane.

Colin parla dei massimi sistemi con Orstein Bach

Colin va alla mensa per incontrarsi con Orstein Bach, che è molto felice di vederlo ed è curioso di sapere cosa ha fatto il suo discepolo in tutto questo tempo.
"Io come sai sono arrivato ormai più di due anni fa..."
"Ti sei ambientato?"
"Ho trovato subito Luger, che stava qua... stavo cercando di ritrovare il suo laboratorio, dove c'erano un po' di cose..."
"Eh, non sei il solo che sta cercando di ritrovare le carte di quello stregone. Si è portato via praticamente tutto.."
Orstein Bach nomina a Colin anche un suo assistente che si è portato dietro, di nome Walen Peynor (Colin se lo ricorda, non gli stava particolarmente simpatico: è il terzogenito di un baronetto di Greyhaven parcheggiato all'Università, abbastanza spregiudicato e molto competitivo e invidioso).
"Adesso stiamo cercando di fare ordine per capire a che punto sia arrivato Luger. Volevo chiederti se sai dove potrebbe aver nascosto le sue carte. Nel laboratorio... credo sia arrivato a buon punto. Lo sai che l'aveva trovata la cura, no? Mi ha detto Ser Gadman che aveva trovato un composto in grado di debellare i parassiti dal corpo. Ma ovviamente ammazzava anche l'ospite, che non sopravvive. L'intervento è perfettamente riuscito ma il paziente è morto, come dicevamo all'università", e ride.
"Non è banale quello che ha fatto, debellare quei parassiti è la cosa più difficile, noi dobbiamo trovare il modo per evitare che muoia anche il corpo"
"Se ci sono novità non mi dispiacerebbe vederle..." dice Colin.
"Per ora non ho novità, anche se spero di essere a buon punto" dice lui. "Nel frattempo mi sto arrangiando coi campioni che ho trovato qui, e poi mi sto facendo portare altre cose da oltre il fiume, roba che viene da quei posti potrebbe essere utile"
"Chiaro" dice Colin. "Quindi tendenzialmente stai cercando una cura al morbo, qua"
"Sto cercando una cura, e poi di sapere di più sulla tecnica repellente che hanno trovato su a nord"
"Tecnica repellente? Ti riferisci a quelli che vengono chiamati innalzati?"
"Esatto"
"Io ne ho conosciuto alcuni molto bene. La mia percezione è che siano persone che riescono in qualche modo a contenere il morbo, ma obiettivamente il loro fisico deperisce molto"
"Ne hai mai visto uno come è fatto dentro?"
"No"
"E' una cosa stranissima. E' come se fossero infettati da un parassita di ordine superiore. I parassiti di ordine inferiore, che Luger chiamava Saaad, sentono la presenza di questa cosa e non attaccano, come se gli portassero rispetto. Ma non è un parassita come i Saad, che ti si pianta nel cervello e ci fa il nido. E' più come una mutazione. Gli Innalzati non hanno un parassita dentro, sono loro il parassita, come un'altra razza".
"Io sinceramente ho visto in loro spesso delle persone in lotta, alcune che si lasciano sopraffare, altre che sentono delle esigenze nuove che se non soddisfano non riescono a reggere psicologicamente... mi è sempre sembrato più uno stato di eterno braccio di ferro tra la natura precedente e quella successiva, che non una situazione stabile" dice Colin.
"Hanno dei difetti ma devono imparare ad adattarsi, nutrirsi in modo adeguato... è un grande cambiamento nel corpo, non hanno più bisogno di mangiare e bere. Hanno solo bisogno di stabilizzarsi"
"Quindi la tua idea è cercare di trovare un modo per portare avanti queste mutazioni?"
"Non c'è dubbio, è una occasione che noi, come razza umana, non possiamo perdere"
"Io qualche dubbio lo ho" dice Colin. "Per quel che ho visto in giro fino ad oggi la mia sensazione è che tutto questo, innalzati, risvegliati, kreepar, queste strane creature che provengono da antichi echi, mettono in forte pericolo la razza umana. Io credo che noi dovremmo rimandarli da dove son venuti tutti insieme"
"Sai qual è il peggior nemico della razza umana, Colin?"
"Non so, ne ho visto tanti..."
"La fame" dice Orstein Bach. "Noi abbiamo adesso la possibilità di osservare creature che hanno raggiunto, non so come, un certo tipo di autosufficienza. Tu sai l'effetto che quel sangue ha sul Potere Magico?"
"So che reagisce in qualche modo..."
"Io sono un mago. Come sai il Potere Magico è un catalizzatore, e altera questa mutazione in modo incontrollabile e ne aumenta l'impatto in modo esponenziale. Se quel sangue entra in contatto con un individuo dotato di Potere Magico, l'effetto è immensamente più potente e incontrollabile. Lo Yoki è un muscolo residuo che si trova dentro di noi, e i pochi che ancora lo sanno usare lo hanno rattrappito. Possiamo allenarlo, ma fino a un certo punto. Non raggiungeremo mai i livelli che un tempo l'uomo riusciva a ottenere. In realtà la storia ci insegna che ci sono vari modi per ringiovanire, per far ringiuvanire lo Yoki. C'è un'intera disciplina scientifica inventata per ringiovanire lo Yoki, inventata da Abdul El Hazrel. E la sua disciplina è l'evocazione dei demoni, i nostri antenati, che si accoppiarono con le nostre bisnonne e generarono i nostri antichi nonni. E niente..." dice Orstein Bach.
"Tu sai, io non sono mago, mi dedico a altre cose, ma l'opinione che mi sono fatto stando qui per un paio di anni è che c'è un motivo per cui le forze della natura ci hanno portato lontano da quell'antico passato, e provare a tornarci crea solo disequilibri, più caos che ordine" dice Colin.
Orstein guarda Colin, sorpreso.
"Sai come si dice, purtroppo i ricercatori iniziano a farsi influenzare da quello che vedono. NOn ho dubbi che hai visto l'inferno e mi dispiace molto, ti ho mandato io qui... sei contento di essere venuto qui?"
"Io sono molto contento di essere venuto qui" dice Colin.
"Mi solleva che non ti ho condannato a vivere esperienze che non avresti voluto."
"Non è la voglia di ricercare che si è spenta in me, è anzi cresciuta. Mi si è chiarificato l'obiettivo, mi interessa di più la natura che la magia, che pure sono collegate. Però ecco, io credo che questa cosa tornerà sotto la natura. Sta a noi decidere se ci vogliamo agitare per riportare in vita qualcosa che non c'è più, facendo un sacco di casini e un sacco di morti, oppure studiare questi fenomeni evitando che dei matti in giro per il mondo cerchino di risvegliare qualcosa che giustamente è stato sepolto" dice Colin.
"Chi lo sa cosa è giusto e cosa è sbagliato... sono domande difficili" dice Orstein Bach. "Abbiamo a che fare con cose molto pericolose, potremmo non sopravvivere a questa ricerca. Ma siamo certi di poter rimettere questa cosa sotto un sasso?"
"Io sono abbastanza sicuro che la cosa sotto al sasso non la rimetteremo nè io nè te, ma ci andrà pian piano a modo suo" dice Colin.
"L'ultima volta c'è voluto un cataclisma..."
"Che ti posso dire, so benissimo di essere una formichina in mezzo al campo che guarda ciò che succede..."
"Le formichine magari potrebbero diventare immuni..." insiste Orstein Bach. "Chi siamo noi per dire che cosa è fuori e che cosa è dentro la natura? La tua visione è religiosa, arriva il prete e dice qual è la natura e quale no...."
"Ho avuto tanto a che fare con la Chiesa in questi anni, la cosa mi ha sempre interessato poco ma credo che per avere a che fare con questa roba è bene collaborare anche con la chiesa" dice Colin. "Alcune cose riescono a tenerle a bada solo loro, i preti"
Orstein annuisce, si alza e dice di essere stanco e di dover andare a dormire. "Temo altrimenti che ricomincerò a straparlare... riprenderemo presto questa conversazione, grazie Colin, sono contento di averti rivisto, ti tornerò a cercare". E se ne va.

Colin riferisce ai compagni

"Mah, diciamo... per essere uno che è arrivato da poco, sa molto. Sta continuando a portare avanti le ricerche che faceva Luger per uccidere i Saad nei corpi che si stanno per risvegliare. Io non ci ho mai creduto molto, ma lui dice che potrebbe funzionare. Per il resto, come spesso accade nei maghi, ha un po' una mania di onnipotenza e pensa di poter combattere il morbo con gli innalzati. Io gli ho detto quello che pensavo io... vedremo un po'"
"Lui chi rappresenta?" chiede Engelhaft.
"Non lo so, non so se sia stato chiamato da Gadman Sherer...."
Si parla un po' delle teorie di Orstein Bach, con una certa preoccupazione.

Notte alla Rocca di Tramontana: il sogno di Bohemond

Bohemond sta dormendo tranquillamente, quando ecco che si trova a sognare di trovarsi nel Dungeon sotto le Case della Gioia. Vede Kalina, molto provata.
"Hador è parecchio preoccupato per te"
"Teme di perdere una delle sue armi", risponde Kalina.
"Certo, che sorpresa... mi ero reso conto che c'era qualcosa di strano con quella ragazza da parecchio tempo, ma pensavo che la causa non fossi tu" dice Bohemond.
"Non l'ho allontanata di un palmo dalla fede più di quanto avesse fatto lei stessa" dice Kalina.
"Mi stupisce, ti sei interessata a quella ragazza molto prima che si verificasse questo cambio della guardia"
"L'ho fatto perchè me l'ha chiesto Varkman. Lui mi ha detto cosa fare, e io ho scelto chi. La persona che avete liberato sta facendo traffici con una donna, Mandy Sphere. E' con lei che sta in trattative dei materiali che provengono da Yakum. Questo ho visto e questo ti dico. Sono scambi epistolari, non credo che si siano mai viste"
"Hai notato modalità particolari che possano aiutarci a intercettare questi scambi?"
"C'è un corriere che si occupa di queste spedizioni" dice Kalina. "Si chiama Deren, è un innalzato"
Kalina aggiunge "C'è poco tempo. Poco fa quando eri sveglio hai detto una cosa molto imprecisa, Nessuno ha introdotto nessuno alle vie di nessuna dea"
"Aiutami a capire cosa è successo al Castello di Seta..."
"Ti devo lasciare ora" dice Kalina.
Bohemond si sveglia turbato e infastidito.

28 febbraio


Discussione teologica

Al mattino Kailah subito vuole preoccuparsi di prendere i ragazzini da Spinone e farli arrivare al sicuro da Trent.
"Ragazzi prima devo dirvi una cosa..." dice Bohemond, e esita. "Come dirlo..."
"Si fa interessante la cosa" commenta Sven.
Il Paladino fatica a trovare le parole. "Ho fatto un'esperienza questa notte, non dissimile da quella che ebbe a fare Robyn fino a poco fa"
Tutti si guardano, molto perplessi.
"La situazione è... pienamente sotto controllo"
"Ma non stava male la ragazza... tra la vita e la morte..." commenta Engelhaft.
Nessuno capisce bene il discoro.
"Questo se l'è sognata... in sogno mica..." commenta Sven.
"Kalina è ancora dei nostri e questa situazione ha due implicazioni, la prima è che occasionalmente potrei avere accesso a delle informazioni che non potrei conoscere normalmente, già ho qualcosa... e la seconda implicazione è che, come dire, le mie orecchie e i miei occhi non sono solo le mie orecchie e i miei occhi"
"Tu lo sai che non si può tollerare una situazione del genere, no?" dice Engelhaft.
"E' tutto sotto il mio controllo"
Engelhaft ride amaramente. "Sei abbastanza saggio da sapere che non può essere così. Sia perchè l'incontro accade in sogno, che è di per sè fuori controllo, sia perchè se sei visto durante la veglia..."
"Mi sono reso conto di questa permeabilità dei miei sensi a ciò che conosce lei, che accade malgrado lei non voglia, o forse non le interessa. Quel che sto dicendo è che, a differenza di Robyn, sono pienamente consapevole di ciò che sta succedendo, e ritengo che sia un'opportunità per noi"
Engelhaft è sconsolato. "Prima abbiamo sentito lo stregone, poi pure tu parli dell'opportunità. Io ho commesso l'errore di aver avuto pietà di un topo, e ancora me ne pento. Tantomeno l'opportunità"
"Engelhaft, ciò che è accaduto con Robyn mi fa sperare che questa situazione in ogni caso non possa sfuggire al nostro controllo, perchè hai dimostrato che l'influenza di quest adonna non è capace di superare la tua devozione"
"Ho capito la soluzione, Bohemond, fatti benedire da Engelhaft e la risolviamo subito" dice Kailah
"No, perchè penso che questa possa essere un'opportunità per noi" dice Bohemond.
"Ah, non avevo capito"
"Ma la buona Kalina è nostra alleata" dice Sven. "Quindi dove sta il problema? Perfetto, meglio"
"Per esempio ciò che mi ha detto di Robyn mi fa pensare... cioè che sta curando personalmente il traffico di materiali probabilmente proebiti da Yakum a Uryen per tramite dell'innalzato Deren...."
"Sta facendo queste attività per conto e per procura di Gadman Sherer" spiega Engelhaft, che è molto critico, spingendo Bohemond a fare un esame di coscienza e a liberarsi da questa presenza.
"In ogni caso per quanto mi riguarda è uno strumento che in questo momento ritengo che sia utile alla nostra causa e ritengo di poter impiegarlo in maniera efficace" dice Bohemond. "Lo so che Engelhaft tu sia turbato dalle mie parole, ma il fatto che ciò che sento e vedo non è solo patrimonio mio è bene che voi lo sappiate"
"Ma quindi Kalina è una predicatrice delle tenebre?" domanda Kailah, confusa. Bohemond e Engelhaft confermano. "E' una Seckmeth di Shasda" chiarisce Engelhaft.
Kailah appare visibilmente confusa e turbata da questi discorsi.
"Ma ti rendi conto di quale ingenuità profonda?" dice Engelhaft. "Se quella donna avesse questi sentimenti non sarebbe una Seckmeth di Shasda!"
"Ed è qui che sbagli. NOn puoi collassare l'idendità di una persona solo e esclusivamente sugli obiettivi spirituali che si pone" dice Booehmond.
"Se la Dea le ha consentito di utilizzare il potere che le ha dato di parlarti nel sonno, vuol dire che lei sta perseguendo gli obiettivi non suoi, ma della dea! Nulla può contestare questo postulato, e lo sai benissimo" dice Engelhaft. "Non è padrona del suo potere come può essere un mago, è il dio che è padrone del potere, e lo manifesta solo se è per la sua finalità. Quindi è la finalità del dio della tenebra!" dice Engelhaft.
Kailah è sempre più confusa.
"Possibile che un Seckmeth abbia un margine di manovra diverso, rispetto a un predicatore della Luce" dice Bohemond.

Incontro con Gadman Sherer

Intanto Tom interrompe il discorso e viene incontro al gruppo.
"Siete pronti a essere ricevuti da Gadman Sherer?"
Il gruppo acconsente e viene accolto nel suo ufficio.
"E quindi vi siete un po' ambientati?" chiede Sherer. "Che mi dite allora? Avete deciso cosa volete fare?"
"Sì, ci abbiamo pensato su, ma non è mai stato in discussione. Continuiamo a servire la causa di Uryen!"
"Bene, ci sono delle novità. Innanzi tutto il vostro compenso, che viene raddoppiato con effetto immediato, e una rassicurazione, che farò in modo di assegnarvi a mansioni un pochino più tranquille, per evitarvi l'imbarazzo della prima linea, che è sempre emozionante, ma che poi bisogna anche saper abbandonare per puntare a un ruolo più di coordinamento. Dobbiamo addestrare nuove leve, che a loro volta possano crescere. Comunque... visto e considerato che tra di voi c'è un uomo di Chiesa, ho una missione fatta apposta per voi. Come forse sapete c'è stata questa incresciosa situazione a Dossler, un vero e proprio assedio sventato per miracolo per una missione audace della sorella Custode"
Spiega che la SorellaCustode ha aspettato l'ultimo momento e poi, con una manovra rischiosa e avventata, ha approfittato della benevolenza del Duca e dei diplomatici per chiudere tutto amichevolmente, senza spargimento di sangue. Ha comunque dovuto chiudere il ponte e interrompere le comunicazioni.
"Adesso noi siamo interessati a ripristinare una situazione diplomatica con Dossler che avevamo dovuto interrompere, avendo noi rispettato l'editto. Sto preparando una spedizione e mi farebbe piacere che ci partecipaste anche voi, Engelhaft. Questa spedizione sarà guidata dal Sergente Ivan Reiner, che conoscete e che mi ha ricordato l'opportunità di mandare un uomo di chiesa, e mi sembra una buona idea, sarei propenso di assegnarvi a lui per le prossime settimane."
"Esattamente che dobbiamo fare?" chiede Engelhaft.
"Assicurarvi che i delegati raggiungano la zona e parlino con la Sorella Custode, e poi ti inserisco tra i delegati per farti assistere ai colloqui e rappresentare gli interessi di Uryen"
"Va bene" dice Engelhaft. "Mi farete sapere poi cosa debbo dire?"
"Senz'altro" dice Gadman Sherer.
Kailah chiede la malleveria per usare il Potere Magico per aggiornarla. Lui acconsente, chiede indietro quella vecchia di Barun e ne preparerà una nuova.La giornata è libera, il Sergente Ivan convocherà il gruppo l'indomani.

La sistemazione dei ragazzini da Trent

"Amici, c'è il problema dei ragazzini che va risolto con urgenza" dice Kailah.
Kailah chiede in giro dove sia Hart Trent, e viene a sapere che lui e il fratello stanno alla Locanda dello Squalo.
Kailah chiede agli amici se vanno alla Locanda dello Squalo a chiamarli, perchè lei non ha piacere di rivedere Alister. Vanno Bohemond e Sven.
In taverna ci sono un po' di soldati che giocano a carte. Al bancone c'è un tal Bren, dall'aria sveglia.
"Ero venuto a cercare i fratelli Trent"
"Stanno riportando a casa una tizia che è caduta e si è fatta male, torneranno tra una decina di minuti" spiega Ben. "Sono bravi ragazzi, stanno facendo la loro buona azione quotidiana"
Poi Ben inizia a fare un po' il ficcanaso e gli fa un po' di domande, cerca di stabilire un contatto ed è disponibile per favori e cortesie.
Bohemond si rende conto che appena fa il suo nome, l'atteggiamento di Bren si fa ancora più cordiale, come se l'avesse già sentito.
"Voi eravate il Plotone... 23?" chiede Ben. Bohemond conferma e racconta.
"E ditemi, chi altri c'è nel vostro Plotone?"
Bohemond fa i nomi dei suoi compagni, coi loro titoli.
Dopo un po' arrivano, accolti da un applauso divertito, i due fratelli Trent.
Scambio di saluti.
Bohemond li invita a tornare alla Rocca.
"Noi sappiamo che domani il Sergente Ivan parte per una missione, e ne approfittiamo per fare visita ai nostri genitori" dice Hart.
"Io li posso riscattare oggi, però poi dove li teniamo per stanotte?"
"Posso chiedere alla locanda per stanotte" dice Hart. Ottima soluzione.
"Va bene, vado subito a recuperare i ragazzini e ci vediamo fuori dalla Locanda", dice Kailah, e va da Spinone coi soldi.
Sven e Bohemond l'accompagnano.
Spinone si sta congedando da una squadra di soldati di Uryen. Scambio di saluti.
"Siamo venuti a adottare tre ragazzini"
Spinone dice che hanno rimediato un lavoretto, un carico da portare alla Rocca, per i commilitoni della Rocca. Non è una missione ufficiale dell'esercito, probabilmente perchè al di là del fiume".
Kailah li mette in guardia dai Risvegliati.
Spinone lo sa, è contento e soddisfatto.
Kailah prende i ragazzini, saluti cordiali e via.
Si torna alla Locanda dello Squalo coi ragazzini. Stavolta vanno tutti, anche Kailah.
Bren è ben contento di dare una mano, fa uno sconto per vitto e alloggio per i tre ragazzini.
Kailah saluta affettuosamente e militarmente i ragazzini, facendo loro mille raccomandazioni.

Il baule misterioso

Alla locanda Brendon si avvicina indicando Engelhaft: "è quello Colin Tarr?"
"No, è quell'altro" indica Bohemond.
Bren va a salutare Colin. "Senti, una notizia... avrei un baule per te in consegna, però sono passati già da diversi giorni i termini di legge che lo farebbero diventati di proprietà della Stazione di Posta, secondo l'editto. Io non ho ancora scritto nulla a verbale... con un piccolo contributo da parte tua potrei scrivere che l'hai ritirato qualche giorno fa"
Colin ringrazia e gli dà qualche bronzo.
Dopo un po' viene portato questo baule, che potrebbe essere stato nella stanza di Luger.
Il baule è chiuso a chiave e non ci sono le chiavi. E' grosso e pesante, è uno di quelli in dotazione alla Rocca di Tramontana.
"E' quello che stava cercando Osten" commenta Colin.
"Attenzione, non facciamoci vedere mentre lo portiamo..." dice Kailah, e suggerisce intanto di portarlo nel cantiere della Chiesa, dove non ci sta mai nessuno.
Kailah prova a percepire se c'è del potere magico, ma non sente niente. Colin cerca di decifrare gli scarabocchi vecchi, ma nulla.
Si prova a forzare la serratura, o a spaccarla con qualche attrezzo recuperato nel cantiere. Dopo un po' la serratura cede, senza fare neanche troppo rumore.
Ci sono una serie di oggetti:
- tutti quelli che Colin aveva lasciato a Luger, tra cui la Garmanbozia
- oggetti in più (una chiave e un cifrario di Treize)
- una lettera sopra a tutti gli oggetti.Kailah prima propone di portare gli oggetti compromettenti da Trent, poi si impalla, guarda Bohemond e si imbarazza.
Bohemond capisce, e cerca di tranquillizzare Kailah, ma lei è molto preoccupata.
Colin suggerisce che le cose vadano comunque portate appresso.
"Vabbe' dai, allora portiamocelo dietro" dice Kailah.
Bohemond la tranquillizza anche sul fatto che abbia fatto bene a porsi il problema, lei si scusa un po' mortificata. "Non pensare che io non mi fidi di te, Bohemond, di te mi fido moltissimo... solo che... ecco..."
Lui annuisce, comprensivo.

Le carte di Luger

Vengono esaminate le nuove cartuccelle.
Colin si rende conto che le stesse 3 lettere scritte da Ali insieme alle cose per Colin, ci sono i taglietti possibili da interpretare con il cifrario di Treize. Dopo un po' di lavoro riesce a decifrare un messaggio da Ali: CI RISENTIAMO DA BIRRA E PORCO.
Tra gli appunti alchemici dello stregone, Colin trova due interessanti ricette: il planem (che però contiene una componente magica) e la ricetta che serve per uccidere i Saad all'interno di un corpo umano (che però incidentalmente uccide anche l'ospite).
Kailah invece esamina gli appunti magici e trova varie indicazioni di incantesimi tra cui Calore, che però reputa troppo difficile, e Polvere del Sonno, che inizia a studiare.

L'allontanamento di Vodan

Nel pomeriggio Vodan viene convocato da Sherer. Al ritorno dice ai compagni che c'è un problema.
"In pratica Gadman non aveva ben chiaro chi sono io, ma deve aver letto gli appunti di Barun, mi ha fatto molte domande sul mio viaggio da Nuova Lagos a Lagos, era molto interessato all'isoletta... aveva tutti i miei appunti, e mi ha fatto capire che io non verrò con voi, credo in conseguenza di questa cosa. Gli brillavano gli occhi".

Notte alla Rocca di Tramontana

Alle 9 di sera vengono chiuse le porte della Rocca di Tramontana. C'è pochissima gente in giro, anche Tom non è al suo posto, sembra che ci sia meno gente del normale. Le camerate sono semivuote.Durante la notte Bohemond sogna Kalina. Sceglie di incontrarla ad Angvard, nella sala del trono, che è vuoto. "Questa è l'ultima conversazione che avremo, almeno per un po'" dice Kalina, con aria intimorita.
"Sei nel giusto quando pensi che abbiamo nemici in comune. Riguardo Brian, ho fatto in modo di rendere sopportabile la sua vita di soldato. Se non ci fossi stata io forse non avrebbe mai incontrato Lady Yara"
"Perchè, pensi che si sarebbe tolto la vita?" chiede Bohemond. E Kalina annuisce.
Bohemond fa passare davanti ai finestroni, nel sogno, l'ombra di Zio Giovanni.
"C'era questo nel destino di Brian, non ha cambiato il corso forse della sua traiettoria"
"Tu mi ritieni invidiosa di quella donna, ma non è così. Semmai il suo lignaggio."
"Yara è vittima del suo lignaggio come e più di coiloro che hanno dato la vita per lei. Ella stessa ha rischiato in prima persona e ha anche sofferto molto per dimostrarsi all'altezza di un trono che non ha mai voluto" dice Bohemond.
"Per quanto riguarda i nostri comuni nemici al di là del Traunne, il rifugio che doveva accogliere Giada non è più sicuro" dice Kalina.
"Quanto sei sicura che non sia ciò che ha preteso di essere? Credi che la sua natura non possa essere vicina a ciò che tu hai consacrato come oggetto della tua devozione?"
"Tu non mi conosci, non sai a cosa hogiurato fedeltà e non sai come funziona" dice Kalina. "So che non potrai credermi ma io non sono tua nemica, non sono nemica neanche del prete che ti porti dietro"
"Ciò che ha detto al castello di seta quell'essere tradisce una certa plausibilità di ciò che ha spacciato come verità del tuo culto" dice Bohemond.
"La nostra differenza è il rispetto della vita. Io voglio proteggere la vita delle persone che mi stanno a cuore.
"Ti ringrazio per avermi fatto vedere Angvard, è bellissima" dice Kalina prima di svanire.

Adunanza di Ivan

Sorge il sole del 29 febbraio.
Si svolge l'adunata dello squadrone che, al comando del Sergente Ivan, è destinato a Dossler. L'intero squadrone è composto da tre gruppi: uno è l'ex 23esimo Plotone, poi ci sono i "dignitari di Uryen", ovvero tre soggetto dall'aria di diplomatici, faccendieri, e infine una dozzina di altri soldati, parte dei tempi di Barun, parte nuove reclute.
Ivan chiarisce che il contingente è così ben nutrito per poter distaccare una o due squadre se ci fossero problemi lungo il Bulvark. Presenta Kailah come falegname per il Bulvark. Ci sono due carri: uno pieno di legname, e l'altro pieno di attrezzi da lavoro.
Date queste brevi indicazioni, il Sergente congeda i suoi uomini, dando appuntamento per l'indomani mattina, per la partenza.
Kailah perlustra i carri e fa l'inventario, come l'è stato ordinato. Oltre a quanto previsto, trova anche una mappa ed una malleveria, che - studiate insieme - mostrano un percorso che conduce al centro della Valle del Torto, insieme ad alcune indicazioni temporali. Trova anche un sacchetto chiuso con una targhetta con su scritto "non aprire". Ovviamente lo apre e all'interno c'è una polvere finissima nera: benchè stia attenta a non inalarla, Kailah avverte un lieve mancamento e si sente nauseata.

INSERIRE MAPPA E MALLEVERIA


Dopo pranzo Kailah viene cercata da Vian, che ha una faccia strana.
"Ho incontrato quell'amico vostro, Vodan, è successa una cosa strana... stava insieme a Tom, camminando, forse fuori dalla stanza di Gadman. Vodan gli ha detto "me la fai salutare almeno la mia ragazza?" e lui ha fatto come per baciarmi ma mi ha detto delle cose. Sembrava preoccupato. "mi ha chiesto se conosco un certo Bondred, io gli ho detto di no e lui mi ha detto e allora vediamo se lui conosce te, e mi ha salutato dicendomi "meglio vivere malati che morire sani" e poi ha detto una cosa che non ho capito... tipo... che era un modo di dire di un clan."
Kailah fa qualche nome di qualche clan che conosce. Non è il lupo, non è il principe, non è an religig.
"Mi ricordo che iniziava con la O, un modo di dire del clan O...."
Kailah mette in guardia Vian se le cose si mettono strane nella torre, di allontanarsi appena possibile, anche a costo di farsi mandare fuori, o comunque stare sul chi vive.
Poi torna dai compagni e riferisce il messaggio di Vodan.
Engelhaft sa che i clan di Elsenor si pronunciano in vario modo e ce ne sono almeno due: Ochleil, e Olteacht. Sulle rovine del clan degli Olteacht è stata fondata la città di Nuova Lagos.

Alle Case della Gioia: il mistero di Bondred

Nel pomeriggio Bohemond va al porto per parlare con Laara Vintemberg insieme a Sven.
Alle Case della Gioia non c'è nessuno, tutto deserto, poi si affaccia Zyra, che fa entrare i due soldati, portandoli la Laara, che ha un occhio nero. Bohemond le chiede chi le ha fatto l'occhio nero. Un soldato chiamato Mat, che non ha accettato un suo rifiuto.
Poi le chiede il nome Bondred, lei non lo conosce. Ma dopo un po' ci pensa, si consulta con Zyra, e vanno a recuperare un librone, che raccoglie i resoconti di una serie di duelli organizzati su ordine del magistrato che giudicò quella vicenda. Ci furono 7 scontri, tutti conclusi con la morte dell'accusato, tranne uno: l'unico superstite a cui è stata garantita la libertà è Bondred, che è stato lasciato andare secondo le regole imposte del magistrato e ha anche potuto, secondo la regola dell'ordalia, portarsi via una fiala di liquido rosso scuro, che era parte del carico originario della nave.
La data è la solita primavera del 515.
Il memoriale completo dovrebbe stare alla Rocca di Tramontana. Laara ricorda anche che nel duello pare che questo Bondred abbia ucciso un forte luogotenente di Varkman, tal Bernard Tresor. Furono tutti sorpresi dell'esito dello scontro.
Bohemond e Sven ringraziano per le informazioni. Molto imbarazzata, Zyra chiede se hanno qualche soldo da dare, perchè sono in gravi difficoltà economiche. Sven le dà qualcosa per ringraziamento.

La scomparsa di Vodan

Intanto alla Rocca di Vodan nessuna traccia. Bohemond va a chiedere a Tom se sappia qualcosa, con aria innocente e tranquilla: "ci aspettavamo di brindare con lui prima della partenza..."
Tom si stringe nelle spalle, bonario: "Vodan l'amico vostro? Ubi maior... è stato convocato nelle alte stanze, non so se proprio dal Burgravio in persona, o da uno che lavora lì... è partito stamattina"
"Capace che recupera gli scatti di carriera che era rimasto indietro..." commenta Bohemond, nascondendo la preoccupazione per la sorte dell'amico.

Colin saluta Orstenbach

A cena Colin va a salutare il suo vecchio maestro, per dirgli che è in partenza per la missione.
Orstenbach gli chiede informazioni sull'Angelo Nero. "Tu per caso l'hai visto? Che impressione ti ha fatto?"
"Mah" dice Colin, "un'impressione abbastanza strana, sembrava un guerriero che aveva fatto delle esperienze molto particolari, e da come si muoveva e interagiva con le persone innalzate, sembrava aver già fatto delle esperienze vicine ai demoni"
"Lo sai cosa si dice negli ambienti, degli Angeli Neri? Negli ambienti nostri si diceva che sembrerebbe abbastanza accertato che sono un corpo militare i cui componenti sono sottoposti a determinati esperimenti, non troppo diversi da questo discorso dell'innalzamento, anche se la materia prima è molto meno pura e molto meno... selvaggia da quella che evidentemente è in uso qui. Meno forte e quindi paradossalmente più controllabile e più duratura, più gestibile. Ma credo si tratti di una ricerca molto simile"
Orsten è molto curioso. "Ti è sembrato in forma, o moribondo?"
"Mi è sembrato uno che, come guerriero, ha dato tantissimo, da quel che sappiamo che è successo all'altra parte del Traunne".
Orsten tira fuori un fogliettino. "Lo sai quanti anni è stato in servizio? Anche se ora formalmente è un ex angelo nero, da prima di venire qua. E' in servizio dal 504. Quindi se è stato oggetto di questa non funesta fioritura all'inizio del suo percorso... insomma si è fatto almeno una decina di anni e ancora regge, quindi significa che... o la materia prima che hanno a Greyhaven è molto efficiente, o c'è anche chi riesce a gestirla a lungo. Dieci anni non sono pochi"
"Però se posso dirti mi sembrava una persona un po' tormentata. Non so se la qualità della vita che ha guadagnato è pari al tempo che ha guadagnato", dice Colin. "Toglimi una curiosità... ma sei venuto da solo o ti ha chiamato Gadman Sherer?"
"Io volevo venire, ho aspettato che servissi... e la lettera che è arrivata a Greyhaven aveva la firma del Burgravio, che però forse ha firmato la volontà di questo comandante nuovo che sta qui. Il Burgravio non l'ho mai visto, ha chiesto uno che ne capisse, non chiedeva di me personalmente, ma non me la sono lasciato scappare"
"E che idea ti sei fatto di Gadman? Io lo conosco poco"
"Lui vuole la cura, e non la vuole solo per spirito umanitario. Chiaramente gli farebbe piacere quello sotto la cui egida viene scoperta la cura. E poi vuole capire cosa si può spremere da questo limone degli Innalzati. Ne sa parecchio... ha studiato. NOn credo che sia mosso da bramosia di potere, ma vorrebbe essere lui con il merito davanti al Burgravio".
"Orstein dimmi, secondo te è più a portata di mano saperle usare, o saperle distruggere? Non dico nasconderle, ma proprio distruggerle..."
Orsten ci pensa. "Non sono sicuro che qualcosa si possa veramente distruggere. C'è un incantesimo potente che si chiama Disintegrazione, eppure anche quell'incantesimo quando viene lanciato contro determinate entità le libera, perchè distrugge il loro simulacro... è capitato... La chiesa non le distrugge, facci caso: la chiesa ci costruisce i templi intorno. Il che è efficace anche se prima o poi, come ci insegna la Sacra dei Difensori, qualcuno riesce a entrare"
Si salutano.

Frammenti di conversazione da un altro tavolo

Nel frattempo Bohemond, Sven e Kailah stanno al tavolo insieme ad Engelhaft.
Alzandosi un momento per prendere una cosa, Kailah passa vicino ad un tavolo piuttosto appartato, dove coglie non volendo alcuni frammenti di conversazione tra un gruppetto di soldati, Caporali della nuova guardia di Sherer, alcuni dei quali erano a dar noia alle Case della Gioia l'altro giorno.
"Abbiamo trovato uno che ha cantato, pensiamo di sapere dove sta... è un topo in trappola"
Kailah riferisce ai compagni quel che ha sentito, temendo che sia in pericolo il nascondiglio d Varkman.
Si apre una discussione molto creativa e poco concludente sul dafarsi, nel tentativo - vano - di avvertire Varkman del pericolo.
Dopo un bel po' i nostri ammettono di non avere idee di come fare senza rischiare di venire scoperti, e vanno a dormire, sperando che non succeda nulla di male.

Retata fallita

Prima dell'alba del giorno successivo, 30 febbraio, la camerata degli uomini è disturbata da un gran viavai di soldati: sembra che sia successo qualcosa durante la notte.
I nostri vengono a sapere che prima dell'alba era stata organizzata una spedizione segreta per catturare il fuggiasco e la sua cricca di alleati. Pare però che lui sia riuscito a fuggire insieme "alla sua puttana", e che però siano stati presi un'altra ragazza (Mira?) e due preti, uno dei quali ferito dallo stesso Varkman durante la fuga. Pare sia stato preso anche suo cugino Ork Varkman, che però è riuscito ad avvertore Hador in tempo per farlo dileguare.
Sembra che il temibile Varkman sia riuscito a fuggire oltre il fiume Traunne attraverso un guado segreto che poi ha distrutto. Nella fuga è morto affogato un inseguitore, mentre un altro è stato tratto in salvo ferito.

Partenza verso Sud

Il sole del 30 febbraio è appena sorto e i nostri si ritrovano nel cortile delle adunate per partire. Il piano è confermato: prima tappa alla Torre Cinque, poi alla Torre Sei vicino a Cantor, e da lì si verificherà lo stato del Bulvark per vedere come sarà meglio organizzarsi.
La carovana procede lentamente, al passo barcollante dei due carretti trainati da macilenti asini.
A sera viene raggiunta la Torre Cinque, dove tutti chiacchierano della fuga di Varkman. A quanto pare non lo poteva sopportare nessuno.
Il giorno successivo il percorso prosegue verso Sud, costeggiando la collina di Cantor. L'atmosfera lì intorno è pesante, forse per i cattivi ricordi, forse per qualcosa di oscuro che ancora vi aleggia.
A sera alla Torre Sei l'argomento della conversazione è proprio Cantor, e il fatto che pochi mesi prima è sparita nel nulla una spedizione di 4 soldati nella zona.
Ivan convoca i suoi uomini prima di dormire: pare che il Bulvark sia danneggiato proprio nella zona del cimitero, e visto che è una zona pericolosa ha deciso di distaccare una squadra esperta per le riparazioni, composta da Kailah, presentata come "capa falegnama", e dai suoi compagni.
La notte non passa tranquilla, ma agitata da brutti sogni.

Il Cimitero di Cantor

E' il 2 marzo. Il Sergente Ivan conduce la carovana verso Sud, ma i nostri restano indietro, sul limitare del tetro bosco velato di nebbia.
La lettera dice "accendere un fuoco sul molo di Cantor", quindi i nostri si accingono ad attraversare la zona delle antiche cripte per raggiungere il Traunne.
I muli sono agitati, il percorso è accidentato, il terreno franoso.
"Avverto una forte sensazione di pericolo" dice Colin.
"Evitiamo le cripte più antiche", suggerisce Kailah, "facciamo un giro un po' più largo"
Passando nella rada boscaglia, d'un tratto la giovane maga scorge la sommità della Cripta del Lupo, ed è assalita dalla consapevolezza di una presensa sovrannaturale che le fa pensare a Mirai, alla casetta di Skogen vicino al Castello di Seta. Avverte i compagni, chiede di allungare il passo.
Ma poco dopo Engelhaft individua nella nebbia una tomba lì vicino, ed è come se "sapesse" che lì sotto è sepolta una donna. Inginocchiato a pregare su quella lapide, c'è un soldato con l'elmo in mano ed una spada riversa sulla lapide, a testa bassa. Il suo aspetto è diafano, ha un che di innaturale.
Anche Colin lo vede. "Ma c'è qualcuno, lì"
"Non è qualcuno, è un non qualcuno, quello" gli dice Engelhaft.
Poco a poco tutti vedono lo spettro, tranne Kailah che si rifiuta di guardare in quella direzione trattiene altrove lo sguardo.
Finalmente si inizia a sentire il rumore del fiume che si avvicina. Procedendo verso le sponde, ecco l'orribile scena di un grosso kreepar simile ad uno scarafaggio che raspa in una tomba franata.
Nessuno ha il coraggio di disturbarlo, si prosegue verso il molo che viene raggiunto nel tardo pomeriggio.
Proprio non distante, Engelhaft ha un'altra visione spettrale: un albero con due figure piangenti, che si sorreggono a vicenda, simili a due donne in stracci. Quasi sente il loro pianto. Non lo dice a nessuno per non turbare l'animo dei compagni.
Una volta raggiunto il molo, Kailah e Sven iniziano a allestire un fuoco, non sarà facile a causa della grande umidità e Kailah preferisce non rischiare ad usare la magia per non suscitare l'attenzione delle misteriose forze del posto.
Ma Bohemond è turbato, si avvicina a Engelhaft e gli parla: "Non riesco a togliermi dalla testa il guerriero in ginocchio..."
"Prega per le anime dei morti" gli dice Engelhaft, "e per la Dea che li accompagna nella ntote. Non ti fissare con le immagini del dolore umano, pensa alla Dea che ci accoglie tutti nel suo mondo"
"Non possiamo far niente per dare un po' di pace agli spiriti di questo posto?" insiste il Paladino.
"Lo stiamo facendo" risponde Engelhaft. "Quando finalmente eradicheremo il Male da questa terra.... quando questa missione sarà compiuta anche questi abomini via via spariranno".

Spavento al molo di Cantor

Sven accende il fuoco sul molo e lo alimenta, passa qualche tempo e non si vede arrivare nessuno. Intanto inizia a scendere la sera. "Se non dovesse presentarsi nessuno, dobbiamo allestire un campo per la notte" dice Kailah. E tutti si mettono al lavoro per preparare un riparo.
Approfittando della distrazione dei compagni, Bohemond si allontana silenziosamente, diretto alla lapide dove aveva visto lo spettro.
Poco dopo Kailah nota la sua mancanza.
"Scusate, Bohemond?" chiede
"Non può essersi allontanato, non è mica... non si può allontanare" dice Engelhaft, inziando anche lui ad allarmarsi. Poi lo chiama "BO!", ma nessuno risponde.
"Forse è andato in bagno..." ipotizza la ragazza.
"Questo è un posto dove ti pisci sotto, non vai a cercare... un posto" dice Engelhaft.
Kailah inizia ad andare nel panico e tutti si preoccupano molto per l'improvvisa scomparsa dell'amico.
"Dobbiamo trovarlo!"
Kailah fa l'incantesimo Levitazione e si solleva in aria, rendendosi conto che l'incantesimo le riesce anche "troppo" bene, al punto che riesce a controllare il movimento non solo verticale ma anche orizzontale, volando sul bosco. Dopo un po' in effetti riesce a vedere Bohemond che cammina svelto all'indietro, ripercorrendo il percorso fatto nel corso della giornata. Lo dice a Engelhaft e tutti partono all'inseguimento di Bohemond.

Bohemond e il fantasma

Bohemond raggiunge la lapide e si avvicina allo spettro, che sta sempre lì in preghiera. Anche Bohemond prega, invocando il potere "Furia di Dytros" su di lui, per comunicargli pace e vicinanza.
Lo spettro si alza in piedi lentamente, recupera la spada, osserva Bohemond per qualche istante, lo studia. Poi rinfodera l'arma e scuote la testa, come cercando di comunicare qualcosa. Con lo sguardo indica la Cripta del Lupo, scuote la testa e poi, poco a poco, svanisce.

Il gruppo si riunisce

Pochi istanti dopo la scomparsa dello spettro, arrivano i compagni da Bohemond, preoccupatissimi.
"Beh, sei in te?" gli chiede Engelhaft. Bohemond annuisce.
"Se ti allontani un'altra volta senza avvisare non lo so che ti faccio, ti trasformo in un rospo" dice Kailah.
"Capisco e apprezzo la tua preoccupazione... sono tornato indietro per dare sollievo"
"Potevi avvisare!" insiste Kailah, ancora spaventata. "Adesso torniamo di corsa al molo che sennò magari chi doveva venire a prenderci arriva e non trova nessuno..."
Tutti raggiungono di buon passo il molo, su cui splende il fuoco.
Poco dopo, sul fiume nero della notte, si inizia a scorgere una lampara, una barchetta in avvicinamento.
Creata il 19/01/2021 da Annika (2236 voci inserite). Ultima modifica il 18/04/2021.
749 visite dal 19/01/2021, 20:32 (ultima visita il 16/05/2021, 23:36) - ID univoco: 4418 [copia negli appunti]
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