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« Noi siamo una compagnia un po' specializzata, per questo siamo stati mandati qua »
- Engelhaft Todenehmer -
 
Myst Cyclopedia

In absentia

[cronaca]
cronaca
Periodo:
dal 07/01/2021
al 29/05/2021
Periodo RPG:
dal 13 febbraio 518
al 9 marzo 518
Num. sessioni:
19
Immagine della campagna Diciassettesima avventura della Campagna di Uryen. I compagni, distaccati a Feidelm, ricevono una visita inaspettata e decidono di tornare a Uryen: una volta lì saranno coinvolti in una serie di vicissitudini legate alla conclusione della Guerra tra Angvard e Ghaan, mettendosi sulle tracce dei compagni d'armi che hanno disertato dall'esercito di Uryen (cfr. Disertori della Rinascita) per seguire Yara Raleigh e l'esercito di Angvard nella Sacra Avanzata. E' il febbraio 518. Master DarkAngel.
indice dei contenuti

Una visita inaspettata

Espugnato il faro abbandonato dai suoi abominevoli occupanti, i nostri godono il meritato riposo a Feidelm, ospiti della Guardia cittadina.
Ciascuno si dedica alle proprie attività preferite, chi lavorative (Colin che lavora presso la bottega della Speziale), chi devozionali, chi finalmente ricreative. Anche Bohemond, dopo il periodo di allontanamento presso il Monastero di Klarheit, si è riunito ai compagni.
E' il mattino del 13 febbraio quando Engelhaft, che si trova come al solito alla Chiesa del Radioso, sente una presenza che incombe alle sue spalle, ed una manona nodosa gli tocca il braccio. Il Sacerdote mette mano al bastone, si volta di scatto, e si trova davanti un omaccione alto più di due metri, con l'aria da fiero straccione.
Lo sconosciuto sembra riconoscere Engelhaft, e gli fa un cenno.
"Messere, non siete qui per pregare?" domanda il Sacerdote
"Io no, e tu hai appena finito" risponde l'estraneo.
Engelhaft gli mette la punta del bastone sotto la gola: "Esci, quando sono comodo mi troverai"
"Sicuro che valga la pena perdere tempo? Potresti rimpiangere questa scelta, ci ho messo parecchio per trovarti"
Engelhaft insiste che vuole delle presentazioni.
"Puoi chiamarmi Opie, e un tempo prestavo servizio presso lo stesso servizio di armi presso cui ora presti servizio te"
Finalmente Engelhaft decide di ascoltare Opie e lo segue fuori dalla chiesa.
"Mi è stato dato un compito ingrato, devo recuperare un po' di soldati che sono stati mandati in missione fuori da Uryen, per conto di una persona."
"Di cui puoi dire il nome?"
"Voi quanti siete? Dovreste essere 4 o 5... la persona che mi manda non gode di una buona fama quindi, probabilmente, quando ti dirò il suo nome il poco di fiducia che mi hai accordato svanirà: preferisco farlo davanti ai tuoi compagni", risponde Opie.
"Mi manda il sergente maggiore Hador Varchmann" dice poi, alle insistenze di Engelhaft, che reagisce ridacchiando con sdegno.
Opie chiede un incontro con tutto il gruppo ed Engelhaft acconsente, suggerendo la taverna "Il Gallo Bianco". Impietosito dall'abbigliamento miserabile dell'uomo, Engelhaft offre la carità, che Opie rifiuta con decisione.

La richiesta di Opie

Quando Engelhaft racconta ai compagni dell'incontro con Opie, sono tutti molto curiosi: conoscono infatti il soggetto, che è il taciturno buttafuori della Capasanta, al Porto di Uryen.
Si affrettano alla taverna per l'appuntamento e aspettano, aspettano... aspettano... ma dell'ospite nessuna traccia.
"Ahia, questo è morto, poveraccio..." si intristisce Engelhaft.
Proprio quando i nostri stanno per andarsene, ecco che barcollando entra nella taverna Opie, con un aspetto ancor più miserabile del mattino: zoppica, barcolla, anche se sembra essersi dato una ripulita.
Si siede, prende il piatto di Kailah e mangia gli avanzi. Engelhaft insiste di ordinare qualcosa ma lui ma lui rifiuta, accontentandosi di quel che è rimasto.
"Se avete a cuore l'esercito di Uryen, penso che sarebbe il caso di rientrare. Mi manda il Sergente Maggiore Varchman: sono successe alcune cose e la Rocca non è gestita nel migliore dei modi, diciamo così. Alcune persone persone a cui non sta bene questa nuova situazione stanno cercando di organizzarsi, ma sono un po' pochi e non è una cosa che si può fare alla luce del sole. Voi siete ancora dei soldati, giusto? Avete disertato? Qual è la vostra assegnazione?"
"Attualmente siamo assegnati a Feidelm" risponde Sven.
Opie parla un po' a fatica, man mano che racconta viene scosso dalla tosse, ha l'affanno. "Dovreste tornare a fare rapporto sulla vostra ultima missione e chiedere all'attuale comandante se c'è, dovete parlare con l'attuale comandante perchè è bene che almeno in una prima fase vi comportiate secondo le sue aspettative. Poi verrete... cough cough..."
"Qua siamo due medici" si offre Engelhaft.
"Sto bene" dice Opie, e ordina una birra.
"Poi una volta lì sarete ricontattati e potrete decidere liberamente cosa fare", dice poi. "Oppure ve ne potreste fregare, ovviamente. Nessuno vi potrà biasimare per questo".
"Ci sono notizie da oltre Traunne?" chiede Kailah.
Ma Opie è partito da parecchio e non conosce novità. "L'ultima cosa che so è che i nostri, insieme all'esercito di Angvard e alla Brigata del Tramonto, hanno dato battaglia al castello che sta in mezzo alle montagne", ma non sa come sia andata.
"Il nuovo comandante è ostile ad Angvard e a tutta questa cosa, lui gestisce le cose in modo molto conservativo, ci sono poche persone alla Rocca e anche l'esercito non è in grado di effettuare le attività di manutenzione del Bulvark, si sono aperte varie crepe, arrivano risvegliati a causa del fiume ghiacciato, e il comandante non la sta gestendo in maniera efficiente."
"Giusto per capire bene la situazione, Varchmann che ne pensa dell'iniziativa di Barun?" chiede Bohemond.
"E' solidale" dice Opi. "E' stato lasciato indietro per una ragione".
Basta questo, e subito tutti manifestano l'intenzione di partire appena possibile.
Opi si alza. "Lieto di saperlo, vuol dire che posso depennare i vostri nomi dalla lista"
Solo Engelhaft è poco entusiasta. Vuole prima di tutto parlarne in privato. "Vedremo quello che si potrà fare"
"Se vuoi un consiglio, forse potresti anche restare nella Chiesa, qui a Feidelm. I sacerdoti hanno creato anche troppi casini, su". Sospira Opie, pensando a qualcosa che però non dice.
"Quali casini hanno creato?" chiede Engelhaft indispettito.
"Lo vedrai quando arriverai su"
"Ma a te chi ti ha ridotto così?" chiede Engelhaft.
"Non sono l'unico che è stato interessato di ritrovare i soldati di Uryen, diciamo che c'è chi aveva interesse a richiamarvi in altro modo, ma ci ho pensato io"
"Grazie... e chi è che aveva mandato quegli altri?" chiede Engelhaft.
"Saresti un testimone per la mia incarcerazione, se te lo dicessi"
"Gadman?"
"Può darsi. Non lo so se è stato lui, ma la situazione è sfuggita di mano". Lui si alza e sotto restano tracce evidenti di sangue.
Colin si intromette, preoccupato: "sei sicuro che non hai bisogno di un medico?"
"Non ti posso pagare" dice Opi.
"Non ho bisogno di soldi" dice Colin.
"Non siamo come al porto qui, non si paga." dice Engelhaft.
"Se mi volete curare lo accetto volentieri, ma non ho i soldi per pagare".
L'oste mette a disposizione una stanzetta e i due medici curano la ferita di Opie, una coltellata al petto vecchia di due, tre giorni. Una volta medicato, Opie saluta, ringrazia, e torna alla sua missione personale di recuperare i soldati di Uryen sparsi in giro.

Preparativi per la partenza

Durante quel che resta del pomeriggio, i nostri si dedicano ai saluti. Engelhaft va da Sorella Nadine, Vodan si reca dai fratelli Mikkel e Kit. Ma la sera scende presto, ed è subito ora di tornare dall'affittacamere per la notte, tanto più che le fumose parole di Opie lasciano supporre che ci possa essere qualche malintenzionato sulle tracce del gruppo.
Il giorno successivo, 14 febbraio, è la festa di San Jonas.
Colin si reca a lavorare dalla figlia di Mortimer, che saluta prima della partenza. La giovane gli dà un po' di materiali medici, in particolare adatti a difendere dalle insidie del gelo per il lungo viaggio verso Nord.
Engelhaft si reca a salutare i Sacerdoti alla Chiesa del Radioso, e si intrattiene un po' col povero Tranione, che sembra invecchiato e demoralizzato.
Padre Flachen dice a Engelhaft che è arrivata una missiva rivolta alla chiesa: a breve una delegazione da Surok verrà in visita a Feidelm, guidata da un Prevosto. Ci saranno Paladini e Sacerdoti. Quando Padre Flachen apprende dell'imminente partenza di Engelhaft, si rattrista. Engelhaft allora scrive una lettera a questo Prevosto, gli spiega quel che è successo e lo avvisa che c'è ancora un Prevosto a Uryen, e a Dossler. Engelhaft ha ragione di ritenere che il viaggio da Surok serva anche per raccogliere informazioni sullo stato della Chiesa a Nord, e si augura che il Prevosto decida di proseguire il suo viaggio magari anche fino a Uryen.
Nel corso della giornata Engelhaft parteciperà ad una funzione in onore di San Jonas, nella quale invoca la protezione degli Dei sulla città e saluta la comunità dei fedeli.

Difficoltà burocratiche e organizzative

Organizzare un viaggio verso Nord, in pieno inverno, non è semplicissimo. Tanto più che per uscire dalle mura cittadine è necessario un lasciapassare formale.
Il 15 febbraio, di buon mattino, i nostri si recano alla Caserma, dove ottengono di parlare con il Caporale Jacob, al quale chiedono consiglio.
Questi è interessato, e curioso di conoscere la situazione di Uryen. Parla anche del fatto che pare ci sarà una leva volontaria ben pagata.
"Il lasciapassare per tornare a Uryen ve lo posso far avere io" dice Jacob.
"Ci servirebbe sapere se c'è una carovana militare in partenza. Civili in partenza non ce ne sono in questo periodo" dice Sven.
Jacob si informa. "Ma temo di no, è un momento in cui non abbiamo motivo da Feidelm per recarci a Uryen, stiamo aspettando che si pronunci il Margravio. Però qualcuno che deve andare a Nord forse ve lo posso rimediare, gente che ha bisogno di protezione... potreste fare da scorta e andare su con loro"
"Si, potrebbe essere".
Jacob dice di tornare l'indomani per lasciapassare e informazioni sulla carovana.
Sembra molto contento che il gruppo se ne vada.
Intanto, benchè ci faccia molta attenzione, Vodan si rende conto di non riuscire più a incontrare il vagabondo che nei giorni precedenti aveva sempre ronzato intorno al gruppo.
"Magari è quello che si è accoltellato con Opi" ipotizza Kailah.
Il giorno seguente, 16 febbraio, i nostri tornano dal Caporale Jacob. Lui non c'è, ma ha lasciato un lasciapassare con l'autorizzazione per arrivare a Uryen. Il lasciapassare è strettamente vincolato ad una carovana, identificata da un codice. Il permesso è valido quindi soltanto insieme alla carovana, per il tragitto prefissato.
Chiedendo dove incontrare la carovana in partenza, i nostri vengono indirizzati prima al Nido dei Cinghiali, per chiedere di un certo Spinone, e da lì al Sobborgo di Levante, in uno spiazzo periferico dove vengono allestite le carovane in partenza.

La carovana di Spinone

Senza perdere tempo, i nostri raggiungono la zona indicata. Le attività fervono intorno ad una grande carovana in allestimento. Almeno 4 carri invernali coperti da telo, soldati, tende, carichi piuttosto preziosi (a quanto pare anche armi, scudi, armature), che vengono diligentemente inventariati.
Sven chiede di Spinone, e gli viene indicato un uomo sui 40-50 anni, ben piantato, che si muove intorno alle merci dando ordini a tutti.
Le presentazioni sono veloci, Spinone sente il nome del Caporale Jacob e riflette qualche momento sul dafarsi.
"Io ho già i miei uomini di scorta" dice Spinone, "dove vi metto? Mmm... ci sono due possibilità. O ci seguite pagando il biglietto, se vi va potete accompagnarci e vi faccio pagare qualcosa per il disturbo e in cambio vi posso garantire che ci arriverete. Ma vi servirà comunque un lasciapassare. Ce lo avete?"
"Sì"
Spinone lo vede sfogliandolo e resta stupito. "Guarda qua?" e chiama Ginger, la sua assistente. "Questi ce l'hanno prorpio assegnati", osserva ridacchiando.
"Quindi non dobbiamo pagare?" chiede Sven.
"Opzione unica allora, ci fate da aiutanti... come soldati capirete preferisco incaricare i miei, ma ci fa comodo un aiuto a gestire i nostri carichi. Abbiamo dei beni di pregio che potrebbero beneficiare della vostra presenza"
"Questo va bene, ma non è la stessa cosa?" chiede Sven.
"No, nel senso che i miei soldati si occuperanno della difesa del campo, turni di guardia e così via. Voi invece diciamo che intratterrete i beni di pregio, e farete in modo che abbiamo ciò di cui hanno bisogno, gli terrete compagnia. Venite, ve li presento"

I beni di pregio

Si va verso una delle tende, e ci sono una decina di persone di varia età, tra cui parecchi ragazzini, seduti intorno con dei piatti e dell'acqua, vestiti da straccioni.
"Ecco qua, questo è il carico che verrà con noi a Uryen, nella speranza di poterci ricavare qualcosa. Molti di questi ... bo, vedremo, ma non posso permettermi di lasciarli qua, quindi verranno con noi. Voi potreste aiutarci a far sì che arrivino tutti sani e salvi a Uryen, in particolare questi due (e indica due leggermente meglio piazzati) che si stanno lamentando che hanno un grande raffreddore, ma detto tra noi se lo sono inventato perchè non vogliono venire. Quindi fammi sapere se è vero che stanno male."
"Cosa sono questi, schiavi?" chiede Colin.
"Eh... e secondo te? Certo, persone che hanno un debito da ripagare" dice Spinone.
"Ma anche i ragazzini? chiede Kailah.
"I ragazzini non so a chi mollarli... "
"Sono coi genitori?"
"Diciamo di sì, quelli che ce l'hanno ancora..."
Ed ecco la composizione dei "beni di pregio" di Spinone:
  • Famiglia di tre persone: madre, figlia adolescente e figlio dodicenne
  • Due ragazze, forse sorelle
  • Tre bambini da soli
  • Due uomini che starnnutiscono, uno dei due ha evidentemente la febbre
  • Un uomo ben piazzato, che sta sulle sue
"Dobbiamo per forza andare per aiutare questi poverini" commenta Kailah, impietosita.
Spinone esce dicendo che tra poco arriva il pranzo.
Uno dei bambini dice "Evvai"
"E' buono sto pranzo?" chiede Colin.
"Dipende da cosa hanno lasciato loro" spiega il ragazzino più grande, soddisfatto.
Colin va a vedere gli ammalati. Uno dei due fa un po' scena, l'altro ha davvero la febbre: uno si chiama Pepe, l'più grave è Gima. Gima ha la febbre ma non è ancora troppo grave, solo che non sembra in condizioni di sostenere un viaggio. E' comunque tutta gente fragile e denutrita.
Pepe è un gran chiacchierone e racconta di Spinone, che è un ex capitano di ventura ai tempi della guerra delle lande caduto in disgrazia negli ultimi anni. Engelhaft l'ha sentito nominare, vagamente, come un mercenario.
Pepe continua a raccontare: Spinone sta sempre dalla parte del vincitore nelle guerre, ha la fama di essere un po' un opportunista. Comunque è un bravo combattente, uno in gamba, ma è bravo a sapersi collocare nel posto giusto al momento giusto. Gli piace molto costruire la sua fama di bravo combattente. Adesso gli sono rimasti una decina scarsa di uomini, che saliranno a Uryen, a lui molto fedeli.
"Il suo soprannome spinone è dovuto alla sua armatura con le punte, alla mazza chiodata con le spine, e spine anche sullo scudo. E' noto come cavaliere di spine, anche se tecnicamente non dovrebbe essere cavaliere".
"Voi che ci fate nelle mani di Spinone?"
"Noi avevamo una specie di locanda, un posto dove si mangiava e dormiva, e la cosa ci è un po' sfuggita di mano e abbiamo avuto problemi con le guardie di permessi, licenze e così via, e questa cosa ci ha ricoperto di debiti, non puoi capire, e a un certo punto i debiti sono passati di mano in mano fino a che Spinone non se li è comprati. Spinone ci vorrebbe far arruolare a Uryen"
"Quindi vi ha acquistati e conta di vendervi a Uryen come soldati"
"Alcuni come soldati, come ser Doran (il tizio di spalle). Lui sicuramente come soldato. Poi forse noi soldati, oppure a Lagos per le miniere..."
"Quindi adesso più che un combattente è un mercante di schiavi" dice Colin.
"Fa quel che gli fa guadagnare di più" dice Pepe.
Kailah si informa dei ragazzini, cosa ci voglia fare.
"Secondo me li vuole vendere a delle persone che vogliono avere dei figli, o che li hanno persi... per farli felici"
"Ah beh, niente male" dice Kailah. "E le ragazze?"
"Ha sentito parlare del porto e un mercato fiorente... su quello temo non ci siano dubbi, e penso che le ragazze, che sono diverse, sia la sua principale fonte attesa di reddito. Credo che conosca il gestore di quel bordello".
"Varchmann, Hador Varchmann" aggiunge Gima.
La madre con figlia e figlioletto più piccolo hanno perso il marito per mano dei Kraighar, racconta sempre Pepe. Lei ha chiesto di non essere separata dai bambnini. SI chiama Greta.
Kailah dice a Engelhaft che bisognerà trovare il modo per aiutare quelle persone. Gima prende per il braccio Engelhaft. "Sai che proposta gli fa a Greta? Se lasci tua figlia al bordello, tu e tuo figlio siete liberi"
SI chiacchiera un po' e poi arriva il rancio, portato dal tizio che stava insieme a Ginger. Ha un bel pentolone e ciascuno porta il suo piattino e se lo fa riempire.
Kailah sente una presenza magica quando lo sconosciuto le passa vicino. Evidentemente anche lui la percepisce, si scambiano uno sguardo di riconoscimento reciproco.
"Come ti chiami?"
"Io sono Belfry. Ti va di riempire le ciotole?" E dice tutti i nomi di tutti:
  • Greta, Elaine e Samon sono la famigliola
  • Alma e Cadence le due sorelle
  • David (Lord David), Miki e Rand sono i tre ragazzini, vengono da Nuova Lagos
  • Pepe e Gima sono i "ristoratori"
  • Doran è il solitario, un guerriero con cicatrice in faccia e sguardo truce

La zuppa è molto annacquata, un brodo di carne con carote maltagliate. Da bravo medico, Colin si preoccupa del fatto che una simile alimentazione non sia sufficiente a sostentare quelle povere persone in un lungo viaggio sotto il freddo: alcuni potrebbero avere a morirne. Si confronta coi compagni sulle possibilità di chiedere cibo migliore per i prigionieri, o di poter aiutare nella preparazione dei pasti in modo da renderli più nutrienti.
Colin va da Spinone e chiede di poter gestire meglio i pasti. "La mia opinione è che debbano avere una dieta migliore"
"Noi gli diamo più o meno quello che ci mangiamo noi, anche se non sempre avanza qualcosa... ma se hai idee per utilizzare al meglio gli ingredienti, ti faccio parlare col ciablellano responsabile della nostra mensa, che è Hyatt, che è pure mezzo speziale conciaossa. Detto tra noi io ci avevo provato a far cucinare i cuochi, ma non è che sono molto bravi... "
"Un'altra cosa, io ho acquistato del materiale utile a curare, per le persone del mio gruppo. Quel che ho a disposizione è per 3-4 malati..."
"Ti ringrazio per quello che potrai fare, l'ho capito subito che sei una persna generosa..."
"Voglio sapere se vi interessa sapere se avete medicamenti per voi o no... e se non ci ammaliamo li usiamo per la merce di pregio. Il gruppo è un gradino sopra al pregio"
"Se mi serve qualcosa per curarli vengo a chiedere a te"
Colin va a parlare con Hyatt.
E' un tizio coi capelli molto corti. "Non ti ci affezionare troppo al materiale di pregio" dice a Colin, che racconta le idee per migliorare il rancio. "Vuoi cucinare te per loro? Sei il benvenuto. Io preparo da mangiare, con quello che ci possiamo permettere..." fa veere le provviste. "L'idea era di fermarci a Dossler... ma ora abbiamo saputo la cosa di Dossler... solo che a Uryen tutta una tirata non ce la facciamo, siamo tanti... è la metà di quello che serve"
"E sarete voi fondamentalmente a togliere da mangiare alla merce di pregio, perchè non vi portate le vostre razioni"
Colin si informa su chi fa gli acquisti. "Cadmor, ma non caccia soldi se non dice ok Belfry"

Voci da Dossler

"E a Dossler? Che è successo?" domanda Colin.
"Non hai sentito? C'è un assedio, è partito l'assedio, sono finite le trattative. Il Duca di Surok sta assediando la Sorella Custode."
"Capito, e per quanto può reggere?"
"Ho visto troppe catapulte per dirti una cifra più grossa di un paio di settimane"
"Interessante, allora vado a vedere se si può far comprare un altro paio di carote"
Colin racconta ai compagni.
"Ci conviene comprare le nostre razioni" suggerisce Colin. Kailah è d'accordo e suggerisce di andare a comprare provviste abbondanti anche da poterne un po' spartire con gli schiavi.
Bohemond è d'accordo.
"Non lo so, questi comunque sono merce con cui questo ci fa i soldi... per me va bene ma cercherei più possibile di ottenere qualcosa da Spinone..." dice Colin, che intende contrattare con Spinone per far aumentare le provviste, e le razioni che verranno date agli schiavi. Intanto Kailah suggerisce di fare scorta di provviste, sia per loro che da condividere, senza dirlo a Spinone, con i poveri prigionieri.

Spesa al mercato e chiacchiere tra uomini di chiesa

Colin, Sven e Kailah vanno a fare un'abbondante spesa alimentare, e si aggregano anche gli altri. Il posto più adatto è il mercato cittadino.
Engelhaft va a ritirare anche il bastone riparato dal fabbro: sarà pronto l'indomani al mattino presto, in tempo per la partenza.
Con sorpresa i nostri, arrivati al mercato, scoprono che i generi alimentari scarseggiano: chiedendo informazioni, il padrone di una delle bancarelle spiega che le scorte di cibo sono state vendute a basso prezzo, per foraggiare l'esercito di Surok che era andato a combattere a Dossler.
Engelhaft fa un po' di domande, e apprende che l'esercito era composto da vari squadroni, con armi da assedio, capitanato da un Tenente.
"Caro il mio Bo, qua, siccome già altre volte ci siamo trovati in situazioni simili, si richiederà a me e a te una notevole dose di discernimento" dice Engelhaft al suo amico Paladino. "A partire dal dover avere a che fare con Hador Varchmann... ci troveremo a combattere contro l'autorità costituita a fianco di alcune schegge impazzite anche dellla Chiesa. Perchè abbiamo avuto notizia che c'è Lady Yara, dei Paladini... probabilmente anche la Sorella Custode di Dossler, che probabilmente è il motivo per cui stanno attaccando Dossler. Noi ci troveremo in grosse difficoltà..."
"Non ho seguito molto l'agone politico locale, ma la mia impressione è che la Sorella Custode approfittava di benefici che esorbitavano dalla normale potestà di un feudatario del Duca... e a un certo punto qualcuno ha detto no, adesso ci riprendiamo tutto..." risponde Bohemond. "Per quel che posso immaginare, oltre confine forse potremo dare una mano ai congiurati, in qualche modo"
"Eh, Bohemond... se guardiamo alla lettera il dettato di Dytros non ci siamo. Ma noi non dobbiamo guardare alla lettera, dobbiamo guardare allo spirito della norma. Sei d'accordo?"
"Ti chiarisco subito questo dubbio. Non riesci a capire quando un'azione sia coerente coi miei giuramenti e quando no. Provo a spiegartelo. Yara è una consorella, più di una consorella, ha una responsabilità anche gerarchicamente superiore alla mia, quindi qualunque azione suggerita da Yara, nei limiti della dottrina della Luce, per me vale più della legge del Granduca".
"Qualora Yara morisse, malauguratamente, tu in che posizione ti troveresti?"
"Io so esattamente cosa vorrebbe che io facessi. Questo, che sia viva o morta, poco cambia" risponde Bohemond.
"Sono pienamente d'accordo con te" dice Engelhaft. "Ma tieni presente che ci sono due Duchi che hanno posizioni diverse dalle nostre. E le possibilità che la Chiesa ci aiuti sono poche, dovremmo stare più possibile nascoste... ma Lady Yara sta cavalcando un Drago nei cieli del Corno del Tramonto. E' bene esserne consapevoli"
Nel frattempo si prosegue la ricerca di generi alimentari, tra botteghe e locande. Purtroppo non c'è modo di racimolare abbastanza provviste, alcuni brutti ceffi se ne approfittano, viene suggerito il contatto di un certo Brett, che vive al Fronte del Porto, che pare che abbia vivande. La parola d'ordine per avvicinarlo è "panzavota".
Kailah propone di chiedere al Caporale Jacob se sia disposto a mettere a disposizione del gruppo un po' di provviste. Ma la sua risposta è negativa, anche all'esercito le vettovaglie sono scarse.
Colin propone di provare al Pesce Lupo, dove magari non sono arrivati i predatori.

Spedizione al Pesce Lupo

Il 17 febbraio il gruppo si mette in viaggio per andare alla locanda "Il Pesce Lupo", che è parecchio distante da Feidelm, al Muraglione Antico. La giornata è fredda ma non nevica.
Il gruppo non trova Skrell ma la moglie Mariatta, alla quale viene chiesto un po' di provviste. Lei fornisce quello che può, sia pure a prezzo un po' elevato.
Il gruppo resta a pranzo qui, un ultimo pranzo come si deve prima del lungo viaggio. Finalmente torna Skrell con un carro carico di sacchi di vettovaglie.
Skrell chiede una mano a portare dentro le provviste, e intanto si parla di affari.
"Mi ha detto mia moglie che volete partire. E' un pessimo periodo per viaggiare, sia per il freddo, sia per la carenza di vivande, sia per la guerra verso Dossler..."
"Volevamo portare qualcosa, nulla di raffinato ma generi che deperiscono poco e che sfamano tanto"
"Conoscete il rafano? C'è un contadino che aveva roba veramente brutta, che non ho acquistato, roba che ha un saporaccio. Dovreste andare lì perchè glie ne sono rimaste parecchie: rafano, orticola... ha un po' di rape... lì potreste trovare abbastanza per fare abbondanti zuppe".
Colin ha il timore che possa essere roba dell'anno prima, per ragioni di maturazione, però sono prodotti che restano commestibili a lungo.
"E' roba commestibile, ma certo non così buona" risopnde Skrell, che dà un po' di consigli su come utilizzare tutti gli ingredienti disponibili. "Devi andare avanti a zuppe... ma per le zuppe vanno bene, e sono brodi che fanno anche bene alla salute".
Il gruppo va dal contadino indicato da Skrell, il quale vende tutto quel che gli era rimasto: un'abbondante fornitura di tuberi vecchiotti ma passabili.
Il gruppo, soddisfatto, torna a Feidelm.

Le salsicce del Salsicciaro

E' il 18 febbraio. Il mattino il gruppo si deve presentare da Spinone per avere notizie sulla partenza. Viene così a sapere che si partirà l'indomani, salvo contrattempi.
Ultimo giorno di provviste, il gruppo pensa di chiedere sia a Disko Troop che al Salsicciaro, e anche dal losco Brett.
Il Salsicciaro accoglie un po' preoccupato il gruppo. "Cerchiamo cibo", dice Colin. "Sto cercando salsicce".
"Io ho capito, mi volete fregare, dite che volete le salsicce, entrate e poi mi fate domande per le vostre cose"
"No, la buona notizia è che ce ne andiamo, e abbiamo bisogno di provviste per un viaggio"
"Dai, parla fuori dalla metafora. Che sono queste provviste, informazioni, uomini, prigionieri..."
"Fammi vedere i soldi e vediamo quanto costa. Non ti faccio entrare, te le passo dalla fessura della porta." Ha una catenella alla porta, forse aggiunta dopo la preceednte irruzione del gruppo.
Sven mostra un po' di soldi.
"Perchè non lo picchiamo e gli rubiamo tutte le salsicce?" sussurra Engelhaft.
La trattativa è molto cauta, il Salsicciaro è sospettoso, alla fine fa entrare solo Colin.
Colin esamina le salsicce, il problema è che sono fresche... e costosissime. Va Sven a trattare per l'acquisto.
"Io sono la cassa, quindi devi trattare con me" dice Sven.
Alla fine si accordano per 1 corona d'oro e 4 d'argento.
"Io ti do due pezzi d'argento a botta, e tu dividi la striscia di salsicce... in sette pezzi. Facciamo un po' alla volta.
Alla fine vengono acquistate, è un bel tesoretto che se ne va in vettovaglie. E una bocciona di vino insaporitore in omaggio.
Disko Troop non è reperibile e il gruppo evita di andare da Brett.

La partenza

E' il mattino del 19 febbraio quando finalmente la carovana di Spinone si mette in viaggio verso Nord.
Il "carico di pregio" occupa due carri dei quattro in totale. I nostri staranno sui loro stessi carri.
Belfri delega al gruppo la cura dei prigionieri. "Assicuratevi che tutti mangino e che non si ammalino. Provvedete alle loro esigenze, anche le più fisiche, e poi magari fateci un po' di conversazione, tenete il loro morale alto".
"Ok"
"L'unico prigioniero che potrebbe dare problemi è Doran. E' un avanzo di galera, disertore e fuggiasco. Pare che nella fuga abbia ferito gravemente una guardia che lo sorvegliava, rubandogli l'identità e l'equipaggiamento. Poi la guardia, sopravvissuta miracolosamente, l'ha denunciato ed è stato catturato a Feidelm. Spinone ci ha parlato, l'ha convinto e lo vuole portare su. Ma visto che parliamo di una persona che uccise quasi il suo carceriere nell'ultimo viaggio in carovana che ha fatto... è giusto che te lo dica. Valutate voi se tenerlo legato o libero come adesso. Ovviamente non dategli armi per nessun motivo."
La strada verso nord è inospitale, e il clima è glaciale. L'avanzata è faticosa e i nostri ingannano il tempo chiacchierando, per quanto possibile, coi prigionieri.
Il bambino che si fa chiamare "Lord" David è come se si facesse chiamare Lord David ispirandosi al giovane Raleigh. Lui e i due amici sono orfanelli, non parenti. David cerca una "Lady Yara", per giocare, ma non trova nessuno. Kailah gli fa un po' di domande sul vero Lord David, se lo conosce. Lui ne è molto appassionato e racconta un po' di mitologie sul suo conto.
Il ragazzino sa anche che il giovane Lord David è promesso sposo alla figlia di Acab: è piuttosto informato.
Quando Kailah gli racconta di averlo conosciuto, lui si entusiasma tantissimo.
Pepe e Gim sopportano la deportazione pazientemente. Le sorelle sono invece molto preoccupate e pessimiste. La famiglia di tre persone stanno per conto loro, piuttosto ritirate. La madre tiene i figli più in disparte possibile, anche se il ragazzino chiaramente si annoia. Allora Kailah, maldestramente (3-3-3), insiste con la mamma perchè consenta a entrambi i figli, il piccolo e la grande, a giocare insieme ai tre orfanelli, facendoli appassionare alla vicenda dei Reileigh. I due si divertono ma la madre si arrabbia, li rimprovera aspramente e vieta loro di continuare.
Partendo presto la mattina, la destinazione è Weizenfeld, il centro abitato più vicino.
Scende la sera e il gruppo arriva ben dopo il tramonto alla locanda "Il ghigno in faccia". L'atmosfera è abbastanza cupa, non c'è quasi nessuno.
Spinone interagisce con il piantone della locanda. Viene allestito un tendone per i carri e la carovana.
A parte i prigionieri e il gruppo, e alcuni degli uomini di Spinone che fanno turni di guardia, gli altri (Spinone e i suoi) dormono in locanda.
La notte è fredda e spiacevolissima, ma passa senza eventi di rilievo.

Secondo giorno di viaggio


20 febbraio, si prosegue verso l'abitato in ricostruzione di Dieck, che è ancora molto malmesso dopo essere stato attaccato dai Kraighar. E' infatti piuttosto vicino al Cariceto di Amedran.
Anche questa notte è necessario dormire in varie strutture separate, il che allarma Spinone perchè rende difficoltosi i turni di guardia.
Col gruppo dei nostri e i prigionieri resta Taruck, Caporale. A quanto pare sono tutti Caporali tranne Belfri e Ginger, che sono Sergenti.
La seconda parte della notte c'è Merks.
Si dorme al chiuso.

Terzo giorno di viaggio

Il 21 febbraio ecco che si cominciano a intravedere le montagne di Dossler innevate sullo sfondo.
Si nota una presenza notevole di persone, militari, tende, stendardi, accampamenti sulle colline di Dossler.
Ci sono alcune macchine da assedio: è sotto attacco il Priorato, che è un castello fortificato e adatto per resistere a un assedio. Le forze assedianti sono comunque soverchianti.
Il villaggio è tenuto d'occhio dall'esercito nemico: i soldati sorvegliano la strada e il villaggio.
Davanti al villaggio c'è un altro contingente separato. Una pattuglia blocca la carovana per controllarla.
Sono dodici cavalieri ben armati e armaturati. Hanno lo stendardo della Contea di Ostfold.
Vanno a parlare con i cavalieri Spinone e un gruppo dei suoi. Discutono per una ventina di minuti, sorgono probllemi.
Poi torna Spinone e manda Belfri a parlare col gruppo. "Come temevamo ci sarà da perdere un po' di tempo. Dobbiamo seguire questi gentili soldati al luogo dove passeremo la notte e forse anche domani. Per il momento la strada è chiusa. Abbiamo dichiarato quel che trasportiamo. Se avete qualcosa di illegale, il mio consiglio è di approfittare di questi ultimi metri per farlo cadere, perchè verrete rivoltati come dei calzini. Noi chiaramente abbiamo dichiarato che non ci fermiamo a Dossler e che vogliamo solo passare. Non hanno particolari problemi a farci passare, non hanno problemi verso Uryen, quindi prenderemo i primi che devono andare a Dossler e faremo la tappa con loro."

Cosa fare dell'Evocatio Demoniorum

Colin è incerto su cosa fare dell'Evocatio Demoniorum. Engelhaft ritiene che l'unico modo per far passare il testo è di dichiarare di essere un prete e di trasportarlo per ragioni di sicurezza. Engelhaft, Kailah e Bohemond sono del parere che sia meglio distruggerlo. Come fare? Non è semplicissimo, vengono fatte varie ipotesi e alla fine Kailah decide di utilizzare l'incantesimo Fiamma per bruciare il volume in modo rapido. Scende dal carro, si allontana di qualche passo e procede, nel giro di poco il libro è ridotto in cenere.
Torna al carro soddisfatta, ma Belfri le si avvicina. "Tutto ok?"
"Tutto ok, tutto ok. Hai detto di far sparire..."
"Brava, ottima idea" dice Belfri.
Le guardie svolgono una perquisizione del carico, ma sono poco interessati a Colin. Non trovano quello che temono di trovare, sembra che stiano cercando qualcosa di preciso, roba "grossa". Fanno un lavoro comunque abbastanza accurato.
Engelhaft viene riconosciuto in quanto sacerdote di Kayah. Lui riconosce di essere un Sacerdote.
"Sei mai stato al Priorato? Conosci la Sorella Custode?"
"Non l'ho mai incontrata"

Perquisizione e stazionamento nei pressi di Dossler

La carovana viene perquisita in maniera sommaria. Ciò nonostante i più attenti del gruppo notano un certo nervosismo tra i luogotenenti di Spinone. Ad un certo punto Belfri sembra consegnare un pacchettino con aria furtiva ad Alma, la maggiore delle due sorelle prigioniere.
La carovana viene fatta sostare in un campo di transito.
A sera il comandante in capo dell'assedio di Dossler, Samuel Manners, viene a far visita a Spinone, che conosceva da molti anni, anche se ai tempi forse tra i due non correva sangue ottimo. I nostri vengono avvisati di star buoni e non creare problemi, levando dalla vista troppe armi.
La visita del Tenente Comandante è meno problematica di quanto si temesse. Lui si dimostra interessato, cordiale, mangia qualcosa assieme a Spinone e, quando arriva un messo a chiedergli come posizionare il trabucco, se deve sparare sul maschio o sulle torri, Samuel Manners risponde di no, di mirare alle mura esterne e tenere basso. "Dobbiamo spaventarli, mica raderli al suolo".
Il mattino seguente, 22 febbraio, in effetti i nostri assistono al lancio del proiettile del trabucco, sparato da molto lontano: parte un solo colpo che non sembra far troppi danni.
La carovana si muove in mattinata, per stazionare una giornata nel campo di transito situato dove fino a poco tempo prima si trovava l'Ongel,kamp.
L'Ongelkamp sembra deserto, imbiancato di neve.
Kailah va a chiedere alle guardie dove siano finiti tutti gli occupanti dell'Ongelkamp.
"Ah solo gli dei lo sanno, quando siamo arrivati abbiamo trovato le baracche deserte. Conoscendo Dossler, molti li avranno accolti nel villaggio... e si sono fregati da soli, perchè avranno molte bocche da sfamare in più. Qualcuno lo abbiamo trovato morto nelle campagne"
"Sì, questi li riconosci dalla puzza dai vestiti..." dice un altro soldato.
Colin approfitta della giornata per prendersi cura dei prigionieri. Scambia due chiacchiere con Pepe, ancora piuttosto malconcio, e viene a sapere che non tutti i prigionieri ricevono gli stessi trattamenti: le belle ragazze ricevono medicine che agli altri sono negate. Pepe è indispettito per questi favoritismi e Colin concorda che le persone vadano tutte curate allo stesso modo.
Nel corso della giornata si inizia a diffondere la voce che sia in corso un incontro tra Manners e la Sorella Custode, o un suo inviato. Le prospettive sono buone, a quanto riferisce in serata Spinone: "Sembra che questo assedio durerà poco, probabilmente sono arrivati ad un accordo".

Scintilla di magia lungo la strada

Il giorno seguente, 23 febbraio, la carovana ha il permesso di proseguire verso nord nella campagna desolata e coperta di neve.
Ad un certo punto, nel tardo pomeriggio, Kailah avverte un'emissione di Potere Magico, probabilmente proveniente dalla direzione dell'Heirlig, ad Ovest. Poco dopo la carovana si ferma.
I nostri vedono Belfri che parlotta con Spinone in privato, dopodichè Kailah scambia due parole con lo stregone, il quale minimizza.
"Penso che faremo una piccola deviazione, ma non devi preoccuparti, niente di grave".
Effettivamente nel giro di poco la carovana cambia direzione, fino a fermarsi, dopo qualche chilometro, in prossimità di un boschetto. Si stabilisce il campo per la notte.
Ginger affida ai nostri la sorveglianza del campo, insieme a 3 degli uomini di Spinone. Tutti gli altri si preparano ad allontanarsi in modo un po' sospetto verso la macchia di alberi.
"Ragazzi, questo è evidente" dice Bohemond ai compagni, una volta rimasti soli. "Ho soprasseduto sul fatto dei traffici strani... ma arriva un momento in cui diventa inevitabile cagare il cazzo. Vi segnalo questa opportunità di cagare il cazzo a questa gente, a caso, come nelle nostre migliori tradizioni"
"Sono d'accordo Bohemond" dice Kailah.
"L'idea di questo faro magico che attira le carovane di schiavisti... voglio capirci un po' di più", dice Bohemond.
E così, mentre Vodan distrae un po' i tre uomini di Spinone, Kailah e Bohemond vanno a spiare la comitiva diretta alla boscaglia. I nostri vanno senza armature, sperando di esser silenziosi, mentre il gruppo di Spinone si arma e si prepara militarmente.
Dopo un po' Kailah percepisce che Belfri sta lanciando un incantesimo. Al limitare del bosco il gruppo di Spinone accende torce, avanzano in modo tattico, a rastrelliera. Poco dopo si odono rumori di uno scontro.
"Cazzo il sabba!" esclama Bohemond, "li troviamo a cavallo delle scope coi pentoloni..."
I due si affacciano a sbirciare nel boschetto ed assistono a una colluttazione: i sette del gruppo di Spinone stanno malmenando una quindicina di persone male in arnese. Non sembra che ci sia scappato il morto, ma comunque i poveracci vengono bastonati a dovere. Una volta tutti costretti alla resa, Spinone domanda a Belfri chi sia di loro.
I malcapitati sono tutti costretti a inginocchiarsi e Belfri li passa in rassegna uno ad uno, fino a indicare un uomo sui trent'anni coi capelli molto corti. Viene legato e imbavagliato. Gli altri vengono lasciati andare.
Kailah e Bohemond tornano velocemente al campo e poco dopo il gruppo di Spinone torna col prigioniero impacchettato, che viene caricato su un carro e non si vede più.

Alla Torre Undici

L'indomani, 24 febbraio, la carovana riparte tranquillamente. Non nevica ma chi se ne intende capisce che nel giro di qualche ora si scatenerà una tempesta.
La Torre Undici, che domina la strada tra Uryen e Dossler, è diroccata, ma ha un alloggiamento in legno per ospitare i viandanti. I nostri la raggiungono all'imbrunire, quando inizia a nevicare sempre più forte.
Sulla torre sventola lo stemma di Uryen ma, con grande sorpresa della carovana, la bandiera viene ammainata e si scorge un gruppetto di persone che se ne vanno, a cavallo, verso Nord, sfidando la tempesta imminente.
I nostri, stupiti, godono comunque della struttura deserta, riparandosi dalla notte gelida.

Alla Torre Quattro

Giornata di viaggio successiva, 25 febbraio. Nevica ancora ma non più in modo così violento.
La Torre Quattro è molto vicina a Uryen, i nostri la raggiungono nel tardo pomeriggio. Vengono intercettati da un manipolo di una dozzina di soldati del Burgraviato lungo la strada.
Dopo un breve conciliabolo, Spinone riferisce che la carovana sarà scortata dai soldati alla Rocca di Tramontana l'indomani.
Del manipolo di 12 soldati, i nostri non ne riconoscono nessuno: sono molto giovani, comandati da un Caporale. Sono ligi al dovere, seri, professionali.
La notte passa tranquilla alla Torre Quattro.

Arrivo ad Uryen

Il 26 febbraio la carovana raggiunge la Rocca di Tramontana, che è in parte nascosta da impalcature di un cantiere.
E' il momento di salutare Spinone, che manifesta l'intenzione di recarsi al Porto di Uryen. Saluti, ringraziamenti reciprochi, e la carovana si allontana in un clima di eccitazione generale.
Arrivati alla Rocca, il primo che si para davanti ai nostri è lo zio di Gannor. Parla tra i denti, in modo da non attirare attenzioni indesiderate, ma lascia intendere di non essere molto contento dei cambiamenti in atto.
Spiega che sono in corso lavori per modificare sia la disposizione degli interni, sia anche alcune modifiche esterne: vengono utilizzati materiali che prima erano impiegati nel cantiere della Chiesa, che è stato un po' accantonato. "A quanto pare è stato deciso che questo lavoro è più importante..." commenta.
Bohemond chiede notizie di cosa stia accadento oltre il Traunne.
"C'è una guerra che in teoria non doveva continuare, ma che sta continuando" dice lo zio di Gannor. E racconta dell'assalto fino all'impresa gloriosa di riconquista della Sacra, con l'eroico sacrificio del Tenente Ramsey che ha portato nella tomba con sè questo terribile e mostruoso "Custode", scomparso il quale la Sacra è stata riconquistata. "Sono morte molte persone... sarà difficile tenerla..." racconta con ammirazione, "c'è grande attesa per il ritorno dei corpi di alcune persone importanti."
Dice vari nomi di morti, tra cui Brian, che pure ha avuto un ruolo importante nella riconquista. Dalla voce dell'anziano stalliere il racconto si svolge coinvolgente e glorioso.
"Ad Angvard sapranno molto... ma noi la parola Angvard non la possiamo manco pronunciare, sennò si finisce in galera. Occhio a quel che direte a Gadman Sherer, non fate i partigiani."

Rapporto a Gadman Sherer

Ed ecco che è il momento di fare rapporto a Gadman Sherer.
I nostri entrano nella Rocca, dove invece del Sergente Rudd incontrano un neonominato Sergente, Tom Weiss. Ci sono trasformazioni visibili: porte rinforzate che dividono le varie ali della fortezza.
"Da che missione tornate?", domanda Tom Weiss.
"Feidelm" dice Bohemond.
"Aspettate un attimo qui." Prende un librone e annuisce, guardando un po' a caso. "Perfetto, immagino che vorrete conferire con il Tenente Comandante"
E accompagna il gruppo. "Come vedete ci stiamo un po' riorganizzando... abbiamo avuto purtroppo questo importante fenomeno di diserzione, un'onta non da poco che adesso il Comandante sta cercando di riparare, perchè sono state compromesse relazioni con altri feudi, conseguenze anche molto gravi.. anche se non siamo stati sfortunati come il Priorato di Dossler..."
"Ma perchè il Priorato di Dossler è stato attaccato?" chiede Kailah.
"Perchè a differenza di noi, che ci siamo collocati subito in modalità cooperativa di chi ci ha inviato la richiesta, a parte la sfortunata diserzione, il Priorato di Dossler ha ignorato la richiesta e ha continuato a inviare truppe e rifornimenti. So che era stato intimato di interrompere una linea di rifornimenti dal Ponte di Dalian...ma so che adesso sono addivenuti a conclusioni più miti... ci saranno subito delle conseguenze, bisogna essere chiari a scegliere da che parte stare."
Dopo una breve anticamera sulle sedioline un tempo protagoniste di una ben più interminabile attesa, il gruppo vede che esce dalla stanza che un tempo fu di Barun nientemeno che Robyn Macht, senza abiti religiosi, che rivolge un saluto frettoloso e quasi imbarazzato ai nostri e fa per andarsene.
Engelhaft non glie lo permette, fermandola con grande cordialità ma anche un po' di atteggiamento indagatore.
"E' un piacere rivedervi, come state? Io sono appena tornato, mi dovete raccontare tante cose"
"Molte cose sono state fatte, e molte da fare. Ma porto buone notizie, la... la tenuta sia della Chiesa che in generale delle Istituzioni è sopravvissuta agli sconvolgimenti politici che ci sono stati, dobbiamo ricucire molti strappi"
"Padre Valon sta bene?" chiede Engelhaft.
"Non si trova a Uryen in questo momento e Padre Alyster è con lui" dice lei.
"E quindi voi siete l'unica rimasta? Posso poi venirvi a trovare in Chiesa? Devo fare una preghiera, ho saputo che il nostro caro amico, del nostro clero, è venuto meno... e..."
"In questo momento sto soggiornando anche io alla Rocca di Tramontana." Lei sembra in difficoltà, "potete venire a trovarmi nei miei alloggi"
Una volta che Robyn Macht riesce a svicolare dalla conversazione con Engelhaft, i nostri sono accolti nella stanza dove sono scomparse le armi di Barun.
Gadman Sherer subito accoglie cordialmente il gruppo, tra mille sorrisi.
"Com'è Feidelm? Come l'avete trovata?"
"Eh, ha degli aspetti molto positivi..." dice Engelhaft.
"Bella città, ci ho vissuto un paio d'anni... ho molte conoscenze" dice Sherer. Fa un po' di domande amichevoli. E' di buon umore.
I nostri rispondono, raccontano un po' di novità, soddisfano le curiosità del comandante. Si intuisce che ha una posizione di equilibrio tra diverse fazioni a Feidelm, tra Seebans, vecchie nobiltà etc. Lui vorrebbe una rappacificazione generale.
"Non dubito che avrete sentito l'impresa eroica dei nostri ragazzi al di là del Traunne e il mirabile conseguimento di mirabili risultati al confine di Ghaan..." commenta.
"L'abbiamo appreso poco fa, in realtà. A Feidelm non ne era giunta notizia"
Sherer si mostra stupito nell'apprenderlo. Poi si fa serio.
"Comunque non dobbiamo dimenticare che è un'operazione in aperto contrasto con..." e mostra il plico del messo con l'ordine di pace.
"E' importante che gli diate un'occhiata, perchè magari uno pensa che il comandante abbia un margine di discrezionalità... e beh su quel foglio c'è scritto a chiare lettere che non è così, abbiamo una sola strada di fronte a noi che ci è stato detto di seguire... e non posso esimermi... visto che voi appartenevate a un plotone che aveva rapporti con molte persone che hanno disertato... l'esercito sta attraversando una fase di trasformazione e ci andremo ad occupare di cose molto diverse, ci sarà da ricucire e attendere tempi migliori, perchè tutto quel che siete stati mandati a fare fino a oggi sarà sempre meno di nostra competenza, ma competenza di un potere più forte, da Leisburg, che conosce bene la situazione... si occuperanno loro del problema... e ci toglieranno quest apiaga dei morti che camminano entro... la fine di quest'anno. Ho avuto importanti rassicurazioni che il Duca si muoverà in prima persona.Stiamo parlando del Duca Bianco. Voi siete interessati a far parte dell'esercito? Io non ho nulla in contrario, ci saranno anche delle promozioni a breve, io voglio riconoscere il buon lavoro di chi resterà con noi in questo difficile periodo, ma... visto che siete già da diversi anni, se volete affrancarvi dai vostri doveri di soldati e interrompere l'esperienza militare, questo è senza dubbio il momento di farlo, perchè io posso accettare questo tipo di richiesta. Vi chiedo di pensarci. Nel caso in cui voi abbiate altri programmi che potrebbero risultare incompatibili con l'esercito di Uryen è il caso di prendere in considerazione questa possibilità."
Non vuole una risposta subito. "Ci rivediamo tra un paio di giorni, parlatene coi soldati.. pensateci bene. La Rocca è a vostra disposizione, avete 3 giorni di licenza per riprendervi dal viaggio. Poi tornate a trovarmi e ne parliamo".
Kailah chiede notizie dei prigionieri che dovevano essere liberati, tra cui Rock. Ma Gadman Sherer dice che è tutto segreto quel che è successo. "Se decidete di restare nell'Esercito, sarò ben lieto di aggiornarti sugli sviluppi delle nostre unità che non sono rientrate. Sono attive una serie di pratiche per recuperare tutti i nostri prigionieri. Ma queste pratiche sono in gran parte ferme perchè l'interlocutore sa che una parte nutrita delle nostre forze sono ancora in combattimento con lui. Le trattative non sono morte, ma potranno continuare solo quando si riuscirà a dimostrare che Uryen ha una posizione unitaria sulla fine delle ostilità".
Saluti, i nostri escono dalla stanza e incrociano sulle scale Tom Weiss, con accanto Vian Yor, che rivolge un'occhiata eloquente a Kailah. Nei suoi occhi si legge: "dobbiamo parlare con urgenza" e "non ho buone notizie".

Chiacchiere tra soldatesse

La nuova camerata delle soldatesse della Rocca di Tramontana è molto più piccola di quella di un tempo, ospita solo una dozzina di letti, tutti liberi tranne quello di Yor.
Tom Weiss spiega a Kailah che tutta l'ala della Rocca è stata riprogettata, per permmettere "un allargamento degli ambienti di studio, una specie di gabinetto di studio dove sono condotti esperimenti interessanti che hanno bisogno di spazio"
"Di che si tratta?" chiede Kailah.
"E' una cosa grossa, porterà molto lustro al nostro feudo" spiega Tom Weiss, lasciando intendere di non essere autorizzato a rivelare informazioni riservate.
Rimasta sola, Kailah sistema le sue cose nella camerata e poco dopo viene raggiunta dall'amica Vian, che ha l'espressione molto preoccupata.
"Qui la situazione è peggiorata... l'esercito è ridotto, le cose da fare sono tante... abbiamo perso molti ufficiali..."
Vian fa un quadro da cui traspare un problema di organizzazione dei soldati: ne sono arrivati molti, nuovi e fedeli a Gadman Sherer, che lavorano per di più alla Rocca, nel laboratorio. Gli altri sono esclusi da queste attività e impegnati fuori, nelle torri.
Vian esita, poi svela a Kailah le ragioni della sua ansia.
"Io non... io non mi sento molto a mio agio a dormire qua, te ne accorgerai anche stanotte stessa... Di notte si sentono delle urla provenire da quest'ala. Urla umane. A noi ci dicono di non preoccuparci... però io.... sono l'unica donna... pensano di aver costruito muri più spessi, ma io sento abbastanza queste urla. Da sotto non si sente nulla..."
Mostra un punto del corridoio dove si sente parecchio.
"Le urla vengono dal piano di sotto e si sviluppano verso l'alto, come se avessero tolto il pavimento".
"Che genere di urla? Urla maschili, femminili..." chiede Kailah.
"Sono acute, persone giovani secondo me".
"Nella rocca ha cominciato a girare gente che non c'entra con l'esercito, anche alcuni provenienti da Greyhaven, ma non i soldati dello squadrone Wachter, che stanno tutti ad Angvard. E' gente che ha accesso al "laboratorio", che ha un'entrata indipendente, sempre aperta anche di notte. E non collegata con l'interno della Rocca".

Al porto di Uryen

Riunitasi coi compagni, Kailah riferisce quanto appreso da Vian.
"Andiamo al Porto, facciamoci spiegare da Varchmann cosa sta succedendo", propone Bohemond.
La comitiva si muove di buon passo, per non rischiare di tardare al coprifuoco delle 9 di sera. Non c'è nessuno sulla via verso il Porto, l'atmosfera è ancora più spettrale del solito.
Arrivati nella zona degli impiccati, che stanno ancora lì appesi, Engelhaft nota un cartello, che spicca tra gli alberi, con su scritto VICTOR ELIGET. Il pensiero gli corre alla traduzione/decrittazione della lettera, mandata da Barun e traslata da Proutzo, che rimetteva in parole comprensibili il diario cifrato di viaggio di John Titor. Lo fa notare ai compagni, che si sorprendono e fanno qualche ipotesi al riguardo.

Le Case della Gioia

Alle Case della Gioia non c'è anima viva. I nostri percorrono la stradina tra gli edifici, fino a quando una figura furtiva si affaccia e, riconosciuti i nostri, li fa entrare. Si tratta di una delle sirene, Zyra. Armata, molto circospetta, guida i nostri tra le stanze labirintiche, fino a un locale in cui, seduta a un tavolo, si trova Laara, un'altra sirena.
"Come potete vedere Kailna non è qui, siamo rimaste noi a tenere aperta la baracca. Solo che ci sono vari problemi, abbiamo perso la nostra protezione e quindi dobbiamo stare molto attente perchè siamo in balia dei capricci dei nostri visitatori"
"Ma Varchmann? chiede Bohemond.
"Varchmann è praticamente ricercato e quindi è stato costretto a cambiare aria per un po'. Noi dobbiamo resistere fino a quando potrà tornare"
"Beh considerando quel che è successo in città... che i tempi diventino maturi per il suo ritorno è una speranza forse malriposta" dice Bohemond.
"Ma non è detto che non riusciamo a trovare un altro protettore... mi sto occupando di questo" dice Zyra.
Colin chiede delle ragazze della carovana, ma lei non sa nulla. A quanto pare Spinone qui non c'è mai passato.
"Noi purtroppo non abbiamo più informazioni dalla Rocca perchè i soldati che sono rimasti, in cui riponiamo fiducia, non vengono più coinvolti nelle attività rilevanti."
"Visto lo stravolgimento della situazione, abbiamo difficoltà a orientarci. Dovremmo incontrarci urgentemente con Varchmann o uno dei suoi" chiede Bohemond.
"Potete provare alla Capasanta" dice lei.
"E invece Kalina che fine ha fatto?"
"Kalina senza Varchmann non è al sicuro qui."
"E Mira?" chiede Sven.
"Con Kalina. Dividerci è stato faticoso ma abbiamo preferito fare così".
Bohemond chiede informazioni a Laara sulla frase turniana: VICTOR ELIGET.
Lei è lusingata dalla domanda, fa un racconto preciso: a quanto ne sa quel cartello è stato affisso nella primavera del 515 da un magistrato che era venuto a svolgere un processo che coinvolgeva prigionieri di Elsenor e Nuova Lagos. il magistrato ha disposto per questi prigionieri una condanna esemplare, e ha affisso quel cartello simboleggiando che la sorte di questi prigionieri veniva decisa da chi aveva vinto il confronto: si trattava di pirati saccheggiatori, anche se c'erano testimonianze che non li descrivevano come aggressori ma persone venute a parlamentare, poi coinvolti in uno scontro armato.
Laara aggiunge: "forse mi sbaglio, ma tutte le sentenze emesse sono custodite in un'apposita ala della Rocca di Tramontana, magari lì potete leggere la sentenza completa: se siete ancora soldati probabilmente avete accesso".
Zyra interviene:"prima di chiudervi in biblioteca andatevi a fare una pinta alla Capasanta. Se incontrate dei soldati che non conoscete bene, dite che non avete incontrato nessuno qua, nessuno vi ha aperto".
Il gruppo saluta, ringrazia e va alla Capasanta.

La Capasanta

Fuori dalla Capasanta manca la consueta figura massiccia di Opi. La taverna è aperta, illuminata, ma fa un po' tristezza, non c'è quasi nessuno: solo un gruppetto di soldati nuovi ad uno dei tavoli.
Milo viene incontro al gruppo.
"Dovete bere o dovete mangiare?" domanda, non dando a vedere di aver riconosciuto i suoi vecchi amici.
"Entrambe le cose", risponde Sven.
I nostri aspettano che gli altri avventori si allontanino, poi Milo chiude la baracca.
"Così posso parlà bene con gli amici mia" e si siede. "E insomma? Venite da Feidelm perchè così o perchè Colà?
"Perchè Colà"
"Quindi sta bene il mio amato buttafuori... perchè dall'ultima lettera mi ero un po' preoccupato"
"Abbastanza, diciamo"
"Se vi porto dove vi devo portare non fate in tempo a tornare alle 9 stasera. Meglio se tornate domattina" dice Milo, ma subito ci ripensa. "No, meglio farlo adesso che non ci sta nessuno, vi accompagno poi deciderete voi".
Torna con bende nere e benda tutti, scusandosi. Quindi guida il gruppo in fila indiana attraverso un passaggio che conduce in basso, probabilmente verso il faro. Ci sono scale, serrature, qualcosa che scorre. Il percorso è lungo e tortuoso.
"Quando vi faccio uscire passerete da un lato più semplice", rassicura i nostri.

Incontro con Varchmann

Finalmente i nostri si possono togliere la bendatura agli occhi, per ritrovarsi in un sotterraneo buio, maleodorante. Colin riconosce la tristemente nota puzza di cadaveri in decomposizione.
Lo dice a Milo. "Di là che c'è, la fossa comune?"
"Persone che non si so' fatte i cazzi loro, non fare il loro errore" dice Milo.
"Non è sanissimo tenersele in casa" dice Colin.
"Eh lo so lo so ma i compari di Ork smaltiscono lentamente le scorie. Poi glie lo faccio presente. Ma non è tanto facile. Quando nascondi dei morti e quei morti hanno la fratina dell'esercito del brugraviato in cui stai, diventa difficile disfarsene"
"Mi hanno detto che basta una decina di maiali"
"Ma i maiali non ce li abbiamo in questo momento" dice Milo.
Racconta che queste segrete sono antichissime e furono trovate sotto alla Torre Cinque mentre la stavano costruendo.
Ecco che si arriva ad una stanzetta con un tavolo, con sopra carteggi e mappe: Uryen, il Traune, le Torri.
"Adesso vado a chiamare un po' di gente che non vede l'ora di parlare con voi."
Arrivano Milo, Varchmann, Kalina, Mira.
"Vi presento i TRADIZIONALISTI", dice Milo. "Volevo chiamarci i SOVVERSIVI ma uno dei nostri molto autorevole ci ha fatto capire che non era il caso."
"Dice un detto che il nemico del tuo nemico è un tuo amico, e questo è il principio che ci ha portato tutti dentro questa stanza" esordisce Varchmann. "Non avete mai conosciuto la baronia di Treize: gli unici che la conoscono e non si trovano al di là del traunne sono presenti in queste segrete, seppure non a questo tavolo"
I nostri sono ansiosi di avere informazioni.
"Vi farò un quadro della situazione" spiega Varchmann, "Gadman Sherer sta perparando la sua squadra personale di innalzati. E' entrato in contatto con uno di loro, Deren. Ha contatti con uno dei loschi individui della zona della Lega del Torto, che collaborano con Ghaan e stanno dietro le linee nemiche. Come vi ponete rispetto a questa informazione?"
"Che cazzo ci deve fare Gadman Sherer col suo personale esercito di innalzati? Credo niente di buono" commenta Bohemond.
"E' una fame che sta venendo a molti feudatari e che dobbiamo far passare a calci in bocca prima che sia troppo tardi, perchè quelle bestie senza testa e senza cuore non devono proliferare in questo modo"
Tutti annuiscono.
"Mi sembra inoppugnabile" dice Bohemond.
"Quanti ne ha?" chiede Colin
"Per ora penso nessuno, è un procedimento molto difficile che richiede ingredienti difficili e molta conoscenza. Ma ha gente che gli sta procurando informazioni e ingredienti"
"E' roba costosissima" dice Colin.
"Ma dietro ci sta il feudo, mica è da solo" dice Varchmann.
"Dovrà anche importare garmanbozia in grande quantità" dice Colin.
"Ah ma sei un esperto"
Colin dice a Varchmann il modo di addestrare gli innalzati da parte di Ghaan.
"Il giorno che comunque ne avrà anche solo uno sarà comunque un brutto giorno" dice Varchmann, "perchè sarà un soldato che dovrà morire... e purtroppo quelli che collaborano con lui vestono le nostre stesse insegne"
"Qual è il piano?" chiede Bohemond.
"Il piano è innanzitutto non farsi bere. E' molto facile qua cadere vittima dei metodi repressivi di Gadman Sherer che davanti ti sorride e dietro ti ammazza. Io sono ricercato, abbiamo altre persone che non si trovano qui e prestano servizio nell'eercito, alcuni sicuramente li conoscete, e ci fanno arrivare informazioni. L'obiettivo finale è di fare fuori Sherer. Non c'è altro modo. Dobbiamo fare fuori lui, che è irrecuperabile, e poi smantellare questo laboratorio dentro la Rocca di Tramontana e che usano per i loro nefasti esperimenti. C'è una cosa che mi preoccupa moltissimo riguardo questo obiettivo nostro, rendendolo più doloroso è non dare giustizia a un eroe del nostro territorio. Come forse sapete i nostri al di là del Traunne hanno conquistato un importante obiettivo militare. Sfortunatamente questa operazione è costata la vita di alcuni dei nostri, tra cui il tenente Ramsey. Il corpo del tenente è stato recuperato e sta tornando a casa insieme ad altri corpi dei nostri, con l'obiettivo di farlo seppellire in uno dei nostri cimiteri, ma non andrà così perchè quel corpo fa gola a Gadman Sherer"
"Però questa cosa che io sappia non ha senso, non si può innalzare un morto" dice Bohemond.
"E' quel che credo anche io" dice Varchmann, " e ne sono anche contento che voi pure lo pensiate. Il problema è che Gadman Sherer lo pensa"
"Non lo puoi innalzare ma lo puoi... se Ramsey ha potenzialità particolari potrebbe essere risvegliato e poi lo puoi controllare. Potrebbero fare un bell'abnormis con Ramsey" dice Colin.
Kalina annuisce
"Oh mamma mia che cosa orribile" dice Kailah.
"Adesso vi dico cosa vorremmo fare" dice Varchmann. "Punto uno, un manipolo di volenterosi che presta ancora servizio nell'esercito che si fa assegnare a una spedizione di un determinato sergente della nostra partita, una missione di copertura ma che a un certo punto si sgancia e va a spazzare merda al di là del traunne. Una volta arrivati lì intercettare la delegazione coi nostri morti, dovrebbero essere due plotoni, uno comandato dai nostri, devo ancora capire da chi, e l'altro da Bruce Halding, cavaliere di Uryen di fiducia di Sherer. Bisogna recuperare i lorocorpi e seppellirli come si deve al di là del Traunne. E nessuno deve tornare a raccontare questa triste storia.
Kailah è preoccupata alla prospettiva di far fuori dei soldati di Uryen innocenti.
"E' quel che succede sempre nelle guerre civili" dice Varchmann.
"Chi sta aiutando Sherer a fare l'apprendista negromante?" chiede Bohemond.
"Questo innalzato, Deren..." dice Varchmann. I nostri ricordano di averlo incontrato a Varlok a fare il guardiano di un cimitero per conto suo... si era spacciato di amico di Nico, innalzato da Ghaan... una storia poco vera. Annie lo aveva annusato e non aveva l'impronta tipica degli innalzati di Ghaan. Era un soggetto senz'altro molto sospetto, forse innalzato di Mirai.
"Ma è in città questo Deren?"
"Va e viene dal Traunne, che è ghiacciato" dice Varchmann. "Noi dobbiamo seppellire Ramsey perchè è un dovere morale. Poi dobbiamo ammazzare Deren, la puttana che sta a Yaku insieme a altri tizi e scambia le informazioni con Gadman Sherer, e poi dobbiamo ammazzare Gadman Sherer.
"Dovremo evitare di essere riconosciuti... "
"Non deve sapere niente Sherer, neanche che questi tornano. Deve sapere che se mette il piede al di là del fiume muore"
"Bisognerebbe prenderli prigionieri" ipotizza Kailah...
Bohemond dice che invece sarebbe più bello far secchi Gadman Shherer al volo, subito."
"Eh ma rischi tantissimo se lo ammazzi sullo scranno che fu di Barun, credi di poter uscire senza falcidiare alcuni amici suoi? E allora come vedi la merda sempre quella è". dice Varchmann.
Si sta facendo tardi, è quasi il momento di tornare alla Rocca di Tramontana.
Kailah chiede chi siano i prigionieri nel laboratorio della Rocca.
"Sono per lo più bambini e donne giovani, perchè qualcuno gli ha detto che reggono meglio al trattamento... e poi, più di ogni altra cosa cerca maghi" risponde Varchmann.
Kailah racconta della carovana di Spinone e del mago raccattato per strada.
Varchmann dice che è possibile che sia stato portato lì, anche perchè la carovana non è passata per il porto.
"Hanno pure gli esperti, Sherer e i suoi. Ha un ospite che viene da Greyhaven..." racconta Varchmann.
"Mi pare che si chiamasse Orstein Bach" dice Kalina.
Colin è sorpreso e dice: "lo conosco, era il mio mentore all'unviersità di Greyhaven. Dove alloggia?"
"Nel laboratorio, è il direttore del laboratorio, a quanto ne so" dice Varchmann.
"Entro quando vi dobbiamo dare una risposta?" chiede Kailah.
"A giorni dovremo sapere i dettagli della missione di recupero del corpo di Ramsey. Barun avrà certamente mandato indietro il corpo, ignaro del progetto di Gadman Sherer. Bisognerà capire la rotta della carovana, che sarà ben scortata, ci sarà un momento in cui l'esercito presumibilmente di Angvard lo cederà all'esercito di Uryen. Da quel momento in poi bisogna capire la rotta e intercettare il convoglio di ritorno e buttarlo giù. Prendere la salma e non far sapere che è successo." Risponde Varchmann. "Io aspetto a momenti il ritorno di una persona di fiducia con le informazioni. Voi vi ripresentate qui e mi dite se siete della partita. Non prima"
Kailah chiede di come comportarsi con Yor, che spiega essere una soldatessa fidata e che ha sentito i lamenti del laboratorio di Sherer.
"Abbiamo bisogno di tutti i buoni compari che possiamo rimediare. Quindi nel momento in cui mi dirai che sei nella partita, sarai anche insignita nell'autorità di reclutare altri e di portarmeli. Assicurati, quando me la porti, che c'è una ragionevole possibilità che si dimostri collaborativa. Fino a quando non mi avrai dato la tua disponibilità, aspetta a parlarle."
"Se posso permettermi, il problema è che stiamo ragionando di un piccolo risultato tattico a fronte di un problema strategico" dice Bohemond. "Ammesso che riusciamo a portare a casa l'operazione di Ramsey... abbiamo evitato l'oltraggio del corpo di un rispettatissimo commilitone... ma stiamo esattamente come prima"
"Io sto parlando di tutto il complesso di operazioni, non solo di quella cosa. Io parlo di tutto il resto. Ma se non hai lo stomaco di affrontare un plotone che deve portare una cosa a Gadman Sherer, allora meglio se ti congedi e te ne vai, visto che Gadman Sherer ti ha dato la possibilità di andarsene. Il che peraltro significa che già adesso non si fida completamente di voi."
"Ci sono risultati per i quali val la pena sporcarsi le mani, e altri per cui vale meno la pena" dice Bohemond.
"Torniamo domani? Dopodomani?" cheide kailah.
"Domani verso quest'ora." suggerisce lui. "Non vi fate seguire, mi raccomando"
Saluti e il gruppo va via.

Ritorno alla Rocca di Tramontana


"Il modo migliore per uscire dal sotterraneo non è dalla Capasanta ma dal Faro", dice Milo che indica la direzione. Il gruppo non è bendato, raggiunge una scala a pioli di ferro incastonati nella pietra.
"Voi salite su e uscite dal faro. Da dentro si apre tranquillamente, è da fuori che non si apre".
Milo spiega come evitare di essere vista dai curiosoni dell'Ongelkamp.
"Ma è ancora abitato l'Ongelkamp?" chiede Kailah.
"Ormai c'è rimasta solo una famiglia, non se la passano molto bene" spiega Milo.
Il gruppo si arrampica fuori dalla torre arrampicandosi per i pioletti ripidi.
Engelhaft dice che l'indomani intende andare a parlare con Robyn Macht e da lì cercherà di accedere agli atti custoditi nella Rocca di Tramontana, per capire il senso della frase turniana VICTOR ELIGET.
I nostri camminano velocemente per arrivare entro il coprifuoco, e nel mentre discutono sul dafarsi.
Nessuno si fida di Gadman Sherer, e il terribile quadro prospettato da Varchmann sembra tristemente plausibile.
D'altronde nessuno si fida neanche di Hador Varchmann, di cui tutti conoscono i trascorsi più che loschi. E al contempo nessuno se la sentirebbe di cogliere la palla al balzo per andarsene, gettarsi il passato alle spalle e abbandonare Uryen al suo triste destino.
Arrivati in prossimità della Rocca, i nostri notano la carovana di Spinone accampata su un'altura poco distante.

Notte agitata: il sogno di Bohemond

Durante la notte Bohemond sogna Kalina la Divina, sogna di parlarle nella stessa stanza del sotterraneo dell'incontro del pomeriggio, ma i due parlano come se si trovassero da soli.
"Mi fa piacere che sei tornato" dice Kalina.
"Torno con brutte notizie. Hai sentito di Brian? Che ne pensi?"
"Penso che era importante compiere quella missione, sono belle notizie" dice Kalina.
"Mi stupisci" dice Bohemond.
"Credi che volessi che quella Rocca restasse in mano a quelle creature demoniache?"
"No, non lo so. Non so cosa pensi" dice Bohemond
"Io penso che c'è un esercito che sta andando da Giada, che deve arrivare a Giada e riportarcela" dice Kalina.
Parlano brevemente della morte di Brian e della sua scelta di servire Lady Yara e non Kalina. "Ha scelto il suo destino", commenta la Sirena.
"Ma il tempo che abbiamo è poco e non è di questo che voglio parlarti." Guarda Varchmann. "Ho sentito ciò che hai detto alla tua compagna poco fa, sul fatto che se in tutta Uryen ci fossero due persone da mettere a morte, Gadman Sherer sarebbe il primo, ma Varchmann sarebbe il secondo, e mi trovi abbastanza d'accordo con te. Nessuno di noi è qui per nostra scelta. Il momento dell'utilità di Varchmann sta volgendo a termine, tra poco ci libererai. Siamo i suoi occhi e le sue orecchie, ha bisogno di noi."
"Tu lo conosci molto bene. Quali sono le sue mire?" chiede Bohemond.
"Presumo che aspetti che l'esercito di disertori di Uryen torni, con crediti sufficienti per chiedere forse il ripristino del Barone, qualcosa che gli permetta di occupare lo scranno che ha sempre voluto e gli è sempre stato negato, e che fece occupare al suo amico quando ne ebbe la sua possibilità. I suoi obiettivi penso siano Sherer e il Burgravio. In questo penso tu possa considerarlo un valido alleato, in tutto il resto no. La rocca in mano a Varchmann non sarebbe un posto accettabile."
"E tu invece che vuoi, esattamente?"
"Libertà per me e per le persone che adesso dipendono da me... e che amo più di me stessa. Voglio che loro possano essere libere, e a quel punto... chissà, potrei girare per il Granducato, dicono che ci siano posti molto belli da visitare".
Kalina gli chiede il permesso di mantenere il contatto per poter parlare ancora, altre notti.
Bohemond ci pensa e ha il sospetto che questo canale di comunicazione sia un potere oscuro delle tenebre. "Temo che avrò a pentirmene, ma voglio credere nella sincerità del tuo intento" dice Bohemond. "Accetto di ricevere i tuoi suggerimenti e sono consapevole che qesto ha un prezzo, per te e per me".
Si sveglia al mattino sentendosi strano, come svuotato dalla presenza divina.

Notte agitata: grida e magia

Al momento di mettersi a letto, Vian è molto felice che ci sia Kailah con lei nella camerata, aveva un po' paura di dormire tutta sola. Kailah è piuttosto curiosa di sentire le grida, aspetta un po' ma tutto tace. E finalmente si addormenta.
Sogna di trovarsi in una locanda a Dossler, ai tempi del primo viaggio coi suoi compagni e la carovana di Melkor. L'atmosfera è normale, tranquilla, quando a un tratto si sente un urlo mostruoso e acuto, che sembrerebbe quello di un rettile, e si diffonde una musica spettrale e paurosissima. Una scarica violentissima di Potere Magico si sprigiona improvvisamente. Kailah si guarda intorno ma è tutto nero, come coperto da una sostanza scura.
La giovane si sveglia terrorizzata, non sa se l'urlo sia stato reale o soltanto un sogno. Certamente però è stato compiuto un incantesimo molto potente e molto vicino, un'impronta magica mai sentita prima.
Vian dorme tranquillamente, il che lascerebbe pensare che l'urlo fosse solo nel sogno. Kailah appoggia l'orecchio al muro e prova ad origliare, gli sembra di sentire un dialogo in lontananza tra un uomo e una donna, ma è impossibile distinguere le parole.

Anche Sven in mezzo alla notte sente vibrare il braccialetto, con forza e intensità mai viste, si sente quasi strattonare per il polso. Si sveglia, confuso, e si accorge che il braccialetto è caldo, quasi scotta. Il fenomeno stranissimo dura pochi secondo e poi svanisce, lasciando Sven molto stupito.

Le attività del 27 febbraio

Il 27 febbraio i nostri sono in licenza e possono dedicarsi a quel che preferiscono.
A colazione, in disparte, sia Kailah che Sven raccontano ai compagni dell'esperienza magica della notte.
"Senti Colin, ma il tuo maestro era pure mago?" chiede Kailah.
"Sì" conferma lui.

Colin cerca di incontrare il suo vecchio maestro

Colin prova a contattare il suo vecchio maestro, ma non è facile. Gira un po' per la Rocca, e dopo un po' individua l'entrata sul retro, abbastanza grande da far passare anche dei carretti. Intorno c'è animazione, molte casse ordinate con scritto sopra quel che contengono: alcuni carichi sono "cataplasmi" o "macchinari alchemici". Oltre ad un po' di guardie, ci sono degli inservienti che si occupano personalmente del trasporto dei materiali.
Colin riconosce, tra le guardie, una sua conoscenza, e va a parlarci.
Chiacchierano un po' del più e del meno, del cibo di scarsa qualità e di quello migliore che viene portato al laboratorio. Colin sbircia un po' le etichette, gli sembra che siano organizzate in uno stile ordinato che gli ricorda molto il suo maestro Orsten Back.
"Posso darci un'occhiata?" chiede al suo vecchio commilitone.
"Purtroppo no, le toccano solo quelli con la cinta nera", e indica i facchini specializzati.
"Ti dice qualcosa il nome di Orsten Back?" gli chiede Colin. L'altro si fa serio e dice che non è autorizzato a parlarne.
Colin va allora dai facchini con la cintura nera, che però lo mandano via scortesemente.
Colin torna dentro la Rocca e saluta Tom e il Caporale Brad che stanno chiacchierando. Scambio cordiale di saluti, e Colin va subito al punto.
"Senti, ho visto bei pacchetti sul retro..." Brad annuisce e ride. "Eh sì, bella roba quella"
"Ho riconosciuto simboli che mi ricordano il mio maestro di Greyhaven, Osten Bach"
Tom annuisce e controlla un registro e conferma. "Sìsì, Bach. Se lo vuoi salutare...."
"Volenteri, è possibie salutarlo?"
"Complicato perchè ci stanno livelli di accesso, devi chiedere a Ser Gadman..."
"Ma che lo devo disturbare per una sciocchezza simile?"
Brad: "Ma ti pare che vai a disturbare Sherer... aspetti che deve magna', esce e ci parli..."
Tom: "quello non esce mai"
Colin "allora scusate, scrivo un bigliettino per lui, e glie lo fate avere...."
L'idea piace a Tom. Colin scrive un bigliettino semplice.
"Guarda glie lo porto tra un paio d'ore" dice Tom.

Sven alle Case della Gioia

Sven vuole provare a contattare Mira, e va al porto, accompagnato da Vodan. E' tutto come il giorno prima, deserto.
A un certo punto si affaccia Zyra. Sven le chiede subito di Mira.
"Siete stati alla Capasanta?" chiede.
"Più o meno. In realtà ... non c'è stato modo di parlare da soli..." dice Sven.
"Varchmann le tiene lì per sicurezza e anche perchè sente di non avere più il controllo...non è più il padrone del porto. A breve verrà nominato un nuovo sergente maggiore responsable per il porto. Qui purtroppo Mira non ci può tornare." Però poi si fa seguire nella stanza dove sta Laara: propongono a Sven di portare a Mira una lettera da parte loro, in modo che Mira possa leggerla senza che Varchmann ne capisca il contenuto.
"Tu ci dici cosa vorresti dirle, e noi lo inseriamo nella lettera in modo tale che lei capisca, e che invece Varchmann, casomai leggesse anche lui, non possa capire"
Sven è d'accordo, molto contento e ringrazia.

Kailah da Spinone

Kailah si reca alla carovana di Spinone, con l'intenzione di parlare con il mago Belfry. Lo trova insieme ai compagni, con Spinone, che stanno ripulendo delle pentole.
"Come va, come procedono le trattative?" chiede Kailah a Spinone.
"Tutto bene anche se volevo ripartire... ma la trattativa va per le lunghe: prima dicono un prezzo, poi un altro..." dice Spinone.
"Poi proseguite per Lagos?"
"No, mi piacerebbe sbrigarmi e piazzare tutti qui, e tornare verso sud appena possibile" risponde Spinone, che poi manifesta apprezzamento per il gruppo di Kailah.
"Il giorno che vi licenziano, o vi licenziate, se vi va di far parte di questa compagnia di ventura... " propone Spinone, "ci farebbe piacere avere gente in gamba come voi".
Kailah ringrazia per l'offerta, poi si rivolge a Belfry, che sta lì vicino.
"Ma tu stanotte non hai sentito una cosa strana?" gli domanda.
"Miseriaccia... volevo morì... sono quasi cascato dal letto, uno schiccherone dalla Rocca, ho pensato che eri te, ma non era lo stesso... odore diciamo. Ci devono avere una bella santabarbara lì dentro, di maghi."
"Ma pensi fossero più d'uno?"
"No ma sai, se c'è un mago forte, ce ne serve un altro che lo gestisca..."
"Da fuori si è visto qualcosa?" chiede Kailah.
"L'hanno fatta tutta dentro le mura..." Belfry è chiaramente rimasto colpito e preoccupato, da quel che ha percepito.
"Tanto noi tra due giorni ce ne andiamo, mi dispiace per te ci rimani" dice ridendo Spinone.
"Questo posto lo vedo molto rischioso" dice Belfri, "non è un caso che le case non costano niente..."
Kailah fa un po' di domande sui prigionieri.
"Abbiamo ceduto alla Rocca alcune persone, il mago, la madre col figlio e la figlia, le due sorelle e il mercenario" spiega Spinone. "Sugli altri siamo in trattativa, i tre ragazzini e i due cuochi".
"Ma che se ne dovrebbero fare alla Rocca con 3 ragazzini?" chiede la ragazza, inquieta.
"Ci salvano il mondo, stanno cercando la cura per il morbo. Hanno cure da sperimentare", dichiara Spinone, facendosi serio.
"Ma per sperimentare la cura devi avere la malattia. Quindi avranno dei Risvegliati dentro?" chiede Kailah.
"Mica saranno pazzi... onestamente non lo so..."
Kailah sospira.
"E altri compratori non li trovate, almeno per i ragazzini?"
"E a chi li vendi? Che ci fai con 3 ragazzini..."
"A voi quanto vi hanno offerto?"
"Una moneta d'oro l'uno, stiamo cercando di arrivare a 1.3"
"E se trovassi... altri finanziatori? Per evitare che i ragazzini finiscano... lì dentro..."
"Sai bene che se vogliono fare i loro esperimenti, ne troveranno altri... se non saranno loro..." dice serio Spinone.
"Non li possiamo salvare tutti, ma mi piacerebbe salvare questi" dice Kailah.
"Ti do due giorni, se li do a te mi sta bene una moneta d'oro ciascuno. Per due giorni li tengo qui, poi dovrò cederli".
Si stringono la mano.
Kailah torna dai compagni a riferire.

Bohemond e le catene di comando alla Rocca


Bohemond resta alla Rocca e cerca di capire "chi comanda", come funzionano i ruoli e quanti sono i soldati fidati di Gadman Scherer rispetto agli altri. Si rende conto che sono circa una metà degli effettivi e nessuno di loro ha ruoli da ufficiale: sono per lo più soldati scelti, caporali e sergenti, ai quali a volte sono affidate responsabilità che, a cose normali, spetterebbero ad un tenente. Sono in generale molto pochi, la Rocca è sottopopolata. Ci sono circa 50 effettivi per volta, una trentina fedeli a Scherer.

Engelhaft incontra Robyn Macht


Engelhaft va a trovare Robin, che ora vive alla Rocca di Tramontana, dove svolge un ruolo di tipo amministrativo, braccio destro burocratico di Gadman Sherer.
Dopo le formalità di rito, lei spiega di essere stata inviata come veste bianca dal Monastero a Uryen perchè è brava nei lavori amministrativi. Lei, ritenendo di fare gli interessi delle persone che l'hanno mandata da Greyhaven, presta aiuto alla nuova amministrazione della Rocca di Tramontana, che ne ha molto bisogno. "Quando c'era Barun, lui si occupava delle cose militari, mentre Scherer si occupava degli aspetti politici e amministrativi del Burgravio. Adesso Scherer fa entrambe le cose e quindi ha molto bisogno di assistenza", spiega seria.
"Dove sono Padre Valon e Padre Alyster?"
"Padre Valon ha vissuto come un tradimento la disponibilità che io ho dato alla Rocca, c'è rimasto molto male... mentre Padre Alyster era più comprensivo. Io sono venuta ad aiutare per il cantiere, ma il cantiere della chiesa era praticamente fermo, c'era molto più da fare qui che lì... Padre Valon si è arrabbiato molto, ho provato a parlargli, ma alla fine credo di averlo deluso"
"Vabbe'. Perchè, secondo te si è arrabbiato così tanto?"
"Si è arrabbiato col cambio che c'è stato, ed ha preso male ogni cambiamento conseguenziale. Ha preso male il fatto che fosse bloccato il cantiere della Chiesa, e da quello in poi ha preso in antipatia ogni cambiamento" dice Robyn.
Lei pensa che invece sarà più utile nel suo nuovo ruolo, anche nell'ottica di riaprire in prospettiva il cantiere della Chiesa: accreditandosi presso la nuova amministrazione probabilmente in futuro riuscirà a far ripartire i lavori.
Engelhaft ha un atteggiamento accomodante e lei parla parecchio e volentieri.
"Ma dove stanno Valon e Alyster?"
"Si sono allontanati, si sono dati alla macchia, diciamo così. Confido che stiano bene, se ne sono andati consapevolmente, per volersi mettere al sicuro. Padre Valon si sentiva minacciato. Non mi hanno salutata e non mi hanno detto nulla, ma lui si sentiva in pericolo di vita, non so perchè".
"Approfitto di disturbarti, perchè ho una curiosità di carattere storico antiquario che forse puoi aiutarmi a risolvere. Ci è capitato di trovare questa frase, viaggiando qui vicino ad Uryen che mi ha molto incuriosito: VICTOR ELIGET. Ma che cosa... pare che ci stia dietro una tradizione legata a un processo... ma gli atti..."
Lei sa tutto, cita anche una legge, la "legge sui processi e sui testimoni". Spiega che l'archivio della Guardia c'è, sta alla Rocca, però l'accesso è riservato e neanche lei può accedere. "Servirebbe l'autorizzazione di Gadman Scherer, del Burgravio... o forse Tom ha la delega, ma penso di no".
Suggerigge di leggere il Kanun di Mainar Feorn, che ha e prende.
Lei invita Engelhaft a leggere insieme a lei, che ha un buon profumo. Lui glie lo fa notare.
"Beh, buon profumo"
Lei arrossisce. "Vi ringrazio, uno dei pochi piaceri che mi riservo è quella di lavarmi frequentemente"
Lui si ritrae. "Non sono abituato, sono un povero monaco..."
Leggono il Kanun e viene fuori che si tratta di un'usanza tipica: quando il consiglio cittadino dei saggi ritiene di non potersi esprimere (i saggi, quando è arrivato il Granducato, sono stati sostituiti dai Magistrati Itineranti) con un verdetto equo, c'è una sorta di ordalia, che è molto libera. Può essere uno scontro ma anche una partita a carte, dipende dal luogo. A Uryen l'ordalia è una sfida di combattimento, anche se non necessariamente all'ultimo sangue. Chi vince ottiene il verdetto a suo favore.
Engelhaft incoraggia molto Robyn a continuare meglio possibile il suo lavoro.
"Se gli Dei ti hanno scelto per questo vuol dire che lo puoi fare, quindi ti impartisco la Benedizione di Kayah"
Lei annuisce.

Benedizione con conseguenze inattese

Al termine del colloquio, Engelhaft benedice Robin, osservandola, anche per cercare di comprendere fino a che punto sia profonda la sua fede.
La giovane si comporta in maniera impeccabile, per quanto un po' fredda. Lui prova a incoraggiarla, a coinvolgerla, ma ecco che Robyn improvvisamente si chiude in sè stessa, reagendo come se fosse stata ferita in modo incomprensibile. Poi sembra travolta da un mancamento, sviene, scivola a terra.
Turbato, Engelhaft inizia a svolgere un rito di neutralizzazione intorno a lei, cospargendola di acqua santa. Si convince presto che qualcosa di sovrannaturale è in atto, come se la stessa stanza reagisse, i colori fossero diversi, la luce brillasse in modo strano.
Engelhaft prosegue nel rito, pur rendendosi conto che la giovane sembra soffrirne terribilmente: spalanca gli occhi, tossisce ed è travolta da violenti conati di vomito. Dalle sue labbra inizia a uscire una melassa nera, strana.
"Esci da questo corpo, abominio!" grida Engelhaft.
Si apre la porta ed entrano delle guardie, che osservono la scena sconvolti.
"Aiutatela" dice Engelhaft.
"Per favore spostatevi" dice un soldato, poi la prendono, la girano per aiutarle l'espulsione della roba nerastra, che sparisce.
Engelhaft in cuor suo continua a combattere con la creatura. "Sono un medico, posso fare qualcosa subito" dice Engelhaft per convincere i soldati a lasciargliela.
"Potevi girarla... a casa mia se devi vomitare ti devono mettere sul fianco" dice la guardia.
"A casa tua" dice Engelhaft. "Adesso deve buttar fuori quel che stava vomitando. Mettetela prona e allontanatevi da lei un attimo, lasciatela respirare"
Loro ubbidiscono, lei perde i sensi respirando normalmente.
Engelhaft prega ripetendo le preghiere effettuate nell'esorcismo, e prova a sollevarla con cautela.
Lei è inerte. Della melma nerastra non c'è più traccia, sembra che tutto taccia.
Engelhaft prova a farla rinvenire.
Uno delle guardie va a chiamare Tom.
Engelhaft va a prendere i sali, corre nella sua stanza velocemente.
Nella stanza trova tutti i compagni. "Ho provato con Robin, non mi ha detto nulla di interessante sulle formule giuridiche, ma è posseduta da un demone, c'è una presenza oscura dentro di lei, ma sono venute le guardie e hanno interrotto l'esorcismo. Forse dovremo anche ripeterlo. Ho bisogno di sali, le cose più potenti che hai, Colin"
Chiede di scendere lui e Colin con i farmaci, e Bohemond a breve distanza.
Passa qualche minuto e di sotto, tornandoci, ci sono parecchie guardie e Tom con aria seria all'ingresso del corridoio.
"Vorrei sapere, prima di farti passare, che cosa è successo"
"Stavamo parlando e alla fine, tu ricordi che lei era una veste bianca, io sono un prete, e le ho chiesto se potevo impartirle una benedizione. Lei è stata contenta di sì, e mentre glie la impartivo ha avuto delle improvvise convulsioni e ha iniziato a star male in questo modo molto strano..."
"Assicuriamoci che stia bene, ma non so se sia il caso di farla riposare un po'..." dice Tom.
"Mi sembra che la situazione sia grave" dice Engelhaft.
Le guardie fanno entrare Colin e Bohemond. Ci sono dei soldati che stanno lavando per terra. Tom osserva e controlla.
Colin avvicina i sali a Robyn. Tom dice intanto che sta arrivando un altro medico.
Inizialmente lei non reagisce, quasi non respira. Dopo un minuto è scossa da un brivido e inizia a reagire, tossisce e sembra riprendersi un pochino, pur restando incosciente.
Entrano un tizio (il medico) e due donne, inservienti.
Vengono cambiate le lenzuola, lei è pulita, la risistemano.
"Avrà avuto un mancamento, forse qualcosa che ha mangiato le avrà dato fastidio" dice il medico. "Fatela riposare e quando si sveglierà le chiederemo che è successo"
Tom osserva Engelhaft con aria un po' sospettosa.

Il gruppo si riunisce dopo il mezzo esorcismo

Engelhaft riferisce dell'incontro con Robyn, molto turbato per l'accaduto. Engelhaft riferisce di non aver avvertito una reale presenza "demoniaca", quanto forse la presenza di un predicatore delle tenebre su di lei. Non sa con certezza ma certamente c'è qualcosa in lei.
Si fanno varie ipotesi, tra cui Kailah suggerisce che qualche sacerdote di Gargutz stia spiando le faccende amministrative ed economiche tramite gli occhi dell'ignara Robyn.
"A proposito di soldi, vi chiedo di aprire un attimo una parentesi..." dice Kailah.
Kailah chiede ai compagni di fare una colletta per raccogliere i soldi per liberare i ragazzini e portarli da Trent. Spiega di aver parlato con Hart Trent, che si è dimostrato d'accordo.
Kailah recupera 3 monete d'oro e mezzo per andare a riscattare i ragazzini.
"Vogliamo affrontare la questione VICTOR ELIGET?" chiede Colin. "Io mi sono un po' riguardato la documentazione e non riesco a capire dove sia il tuo dubbio. Noi l'unico testo che abbiamo del buon Igor è questo, POSSONO RESUSCITARE I MORTI E RENDERLI SCHIAVI, CON O SENZA CERVELLO. VICTOR ELIGET. Lui parla dei cadaveri esposti a fiale e trattamenti, e quanto agli esiti, dice che alcuni sono schiavi, con o senza cervello, e alcuni sono resuscitati. A quel punto potrebbe trovare un modo rapido per dire che i più forti sono quelli che riescono a reggere meglio il trattamento, cosa che peraltro sappiamo essere vera."
Engelhaft: "ma se Victor fosse un nome proprio? E si potrebbe nascondere un'informazione in questo modo"
Bohemond: "Non è da escludere, ma noi non conosciamo nessun Victor"
Colin: "forse è una specie di carica onorifica, come Joad Kempf"
Parlando di cosa fare con Varkman, Bohemond dice: "non ha senso accettare la possibilità ed andarcene, ma se vogliamo continuare a combattere per la causa che abbiamo sposato, la cosa più sensata mi sembra sia conquistarci la fiducia di Varkman e vedere cosa bolle in pentola, e contrastare Gadman Scherer."
Kailah: "Sono d'accordo con te, Bohemond"

Accordi con Spinone

Kailah va subito da Spinone, insieme a Sven.
Kailah spiega al mercante che ha i soldi ed è disposta a darglieli anche subito, ma i ragazzini li può prendere l'indomani, in modo da poterli affidare al giovane Hart Trent, che li porterà al sicuro.
Spinone è molto corretto, non vuole i soldi in anticipo ma li prenderà il giorno seguente, al momento di effettuare lo scambio.

La ricerca di Proutzo

Colin prova a cercare Proutzo, che stava prigioniero nelle segrete. C'è la porta chiusa e Tom ha le chiavi. Nulla.
Facendo domande in giro viene a sapere che Proutzo è stato congedato mesi fa, ai tempi di Barun.
"Mi sa che... forse lo sa bene Brad, se lo ricorda, mi pare che c'era l'accordo che Proutzo doveva andarsene verso sud, la casa di Uryen l'ha venduta. Secondo me Brad lo sa dove è andato"
Poi va con Sven a chiedere a Brad. Brad contento di vedere Sven, chiacchiere allegre.
"Sono contento che mi hanno trasferito alla Rocca e qui c'è poco da fare. Spiego un po' il dafarsi a Tom e alla fighetta che hanno messo a occuparsi delle finanze... si tira avanti"
Dopo un po' di convenevoli gli chiedono di Proutzo.
"Credo che l'abbiano mandato a Yor, per direttissima. Più lontano possibile da qua" dice Brad. "Ha venduto la casetta sua... e se le stanno a compra' tutte le stesse persone, a due lire. Le case di Uryen. Quello più aggressivo è quello che possiede la locanda dello Squalo. Quello sta a compra' tutto lui. Sta sopra le 15 case. Se continua così tra un po' glie le deve paga' il Burgravio a lui, le tasse. Ma a noi che ci frega, devi pensare alle donne, a bere e a non morire"

Il cimitero del Porto di Uryen

Il gruppo si mette in viaggio per il Porto. La strada è deserta, non ci va più nessuno, l'atmosfera molto tetra.
Arrivati al cimitero, Kailah va a dare un'occhiata da vicino al cartello VICTOR ELIGET, notando che si trova sopra una tomba specifica, su cui ci sono alcuni nomi: 2 sembrano greyhavenesi e 4 forse elsenoriti. Sopra c'è scritto REIETTI DI AN REILIG.
Il gruppo parla un po' di queste nuove informazioni: sembra che siano le isole su cui fece naufragio Vodan (rimasto alla Rocca di Tramontana). Anche la storia che aveva raccontato Dan Bucky riguardo il ritrovamento delle filatte parlava di quelle zone, tra le isole e Ghaan.

Retata alle Case della Gioia

I nostri proseguono parlottando in direzione del Porto di Uryen.
Arrivati a una certa distanza dalle Case della Gioia, si sente del trambusto. C'è un gruppo di soldati di Uryen sconosciuti, capeggiati da un omaccione grande e grosso con un gigantesco bavero di ferro ed un martello da guerra a due mani, che stanno perquisendo le case.
Gridano insulti alle "Sirene", spaccano le porte, frugano e cercano, a quanto pare, una fantomatica "stanza dell'oro" di Kalina.
Bohemond si avvicina per scambiarci due chiacchiere, loro non si fanno problemi a raccontare quel che stanno facendo. A un certo punto esce Zyra, spada in mano, e volano degli sganassoni, anche se non troppo pesanti.
I nostri si allontanano un po' e decidono il dafarsi: Colin e Engelhaft preferiscono tornare a Uryen, mentre gli altri proseguono per la Capasanta, cercando di non farsi vedere dai commilitoni sconosciuti.

Incontro con Hador Varkmann

Bohemond, Sven e Kailah entrano alla Capasanta, dove non ci sono clienti, solo Milo che asciuga i boccali.
"Benvenuti, avete sentito il concertino qua fuori?"
"Sì"
"Sto aspettando che vengano, ma è bene che non vi trovino. Ci avete parlato? Niente di buono immagino"
"Non abbiamo potuto fare molto, le ragazze passeranno un brutto quarto d'ora ma se la caveranno" spiega Sven.
"Qui tocca sbrigarci" dice Milo. "Questi tra un po' ci faranno chiudere, in tutti i sensi"
Poi avverte che Varkman è un po' incazzato.
"Il prete non è venuto? Meno male, è tutto il giorno che sta dicendo che se vede il prete lo ammazza. Raramente l'ho visto così incazzato" dice Milo.
Fa scendere il gruppo nel dungeon. "Non lo contrariate, ha un diavolo per capello"
Milo resta di sopra dando indicazioni su come orientarsi per le gallerie. C'è un dungeon enorme, anche in parte puzzolento, ma il gruppo va direttamente nella stanza di Varkman.
Lungo il percorso, d'un tratto Kailah sente "pss psss" da un corridoio buio. "Da questa parte...." voce maschile sottovoce.
"Siamo qui"...
E' chiaramente un prigioniero in una delle celle.
"Chi siete" dice Kailah sottovoce. "Qualificatevi"
Il prigioniero forse non sente, o forse non ha il coraggio di rispondere, e i nostri proseguono verso la stanza di Varkman. Assieme a lui c'è il Sergente Ivan Reiner, che saluta cordialmente.
Varkman grugnisce, ha l'aria più ostile del solito.
Ivan fa accomodare il gruppo a sedere. Offre del vino e insiste anche un po' affinchè tutti bevano.
"Ho saputo che siete tornati e siete della partita" dice Ivan. "Io so che Varkman vi ha parlato del mio ruolo, io sono la persona che sta cercando di limitare i danni, insieme a lui."
Bohemond spiega che stanno rovesciando le Case della Gioia alla ricerca dell'oro che sta lì.
Ivan spiega che è arrivato un contingente da Surok di soldati che entrano al servizio di Gadman Sherer. Con questi uomini in più può anche ripulire il porto.
"Sherer non è uno stupido e sta facendo venire gente da fuori, soldati veterani" spiega Ivan. "Questa cosa ci mette un po' di fretta, perchè tra poco ce li troviamo a guidare le spedizioni... non abbiamo tempo da perdere. Come probabilmente sapete ci sono due situazioni da gestire. La prima il recupero emergenziale della salma di Ramsey, e quella è una cosa a cui teniamo tanto, e va fatto. L'altro è di fare qualcosa all'interno della Rocca. Però a quel che mi diceva Varkman (che batte il pugno sul tavolo) mi dice che la situazione si è resa un po' più difficile"
"Il prete dove sta?" chiede Varkman
"Non è venuto"
"Come mai?"
"Dovevamo sgattaoilare dai moli e non si sentiva sicuro di non farsi vedere dai soldati" dice Bohemond.
"Se si faceva i cazzi suoi anche un'altra volta... ha rovinato uno dei pochi piani che erano andati a buon fine. Come vedi manca qualcuno. So che c'entra il prete, è quel che mi ha detto Kalina prima di perdere i sensi"
"Capisci bene che giocare a quel gioco con un sacerdote consacrato può dare questo tipo di errori di coordinamento" dice Bohemond.
"No io non capisco un cazzo di questi giochi ma questa cosa ci danneggia tutti. Sta di fatto che prima io ci vedevo e adesso sono cieco. Il danno è irreparabile, e quindi qualcuno dovrà fare quel lavoro, devo sapere i dettagli di quel che succede."
E' molto preoccupato.
"E' chiaro... forse ci sarebbe stato un modo per arrivare a una comune comprensione di quel che stava succedendo" dice Bohemond. "Ma non abbiamo le entrature di Robyn Macht"
"Lo so, dobbiamo inventarci qualcosa. Ivan farà da collegamento tra me e voi. Io devo cercare di capire come andarmene da qui, questo posto è meno sicuro ogni giorno che passa. Voglio sapere voi che farete"
"Dopo una lunga consultazione siamo arrivati alla conclusione che siamo della partita" dice Bohemond.
"Vi chiedo una cosa, ancora più importante di Ramsey. Se Ivan riesce a trovare qualche modo per ripristinare il nostro sguardo lì, voi non contate abbastanza, sareste sicuramente sospetti... bisognerebbe tappare la bocca a quella"
"Non sono sicuro di avere capito" dice Bohemond. "Cosa sa?"
"Non lo so, forse lo sa soltanto Kalina"
"Dovete sapere cosa sa, cercate di scoprire cosa sa... trovate il modo di capire che ha detto quella, perchè in questo momento non so niente" dice Varkman.
"Ci proveremo. Ma è evidente che poi non è che al sospetto che sappia qualcosa, non è che poi le succederà un incidente, per così dire. E' una veste bianca..."
"Gli si potrebbe far capire, toglierla a Gadman Sherer. Mica deve morì per forza, può pure sparire per qualche giorno"
"Proveremo a metterci una pezza" dice Bohemond.
"Adesso vi do dei dettagli che riguarderanno la situazione al di là del Traunne, per lo più mappe, le informazioni di contesto ve le darà Ivan. Così se vi perquisiscono non c'è niente di sospetto. Sarete in grado di localizzare l'incontro tra il plotone che porta e il plotone che prende. Io penso che convenga attaccare quello che prende, dopo che si sono separati. Sono due plotoni di Uryen. Questa gente non deve tornare o, se torna, non devono parlare, soprattutto non di un plotone di Uryen. Attaccati da Elsenoriti, Nordri, briganti, va bene. Se vi riconoscono e parlano sono cazzi vostri e miei. Non devono sapere chi li ha colpiti. E' molto probabile che ci sia anche qualche altro carico. Prendete tutto, più prendete meglio è."
Varkmann chiede poi informazioni sulla Rocca aggiornate. Gli si dice tutto quel che si sa.
"Se ci fosse la possibilità per rallentarlo al più possibile, fate sparire quello che fa le ricerche... se lo rallentate in modo estremamente sicuro, tipo tirate giu' dalla torre uno senza farvi beccare... se riuscite a rallentarlo senza compromettervi, dovreste farlo, prendete voi l'iniziativa, dobbiamo guadagnare tempo"
Non c'è molto tempo nemmeno per parlare, la situazione è rischiosa.
Prima di allontanarsi, Kailah chiede come comportarsi coi soldati leali a Barun, o comunque che non approvano la gestione di Gadman Sherer.
"O li recluti o li tieni lontano... perchè a quel momento, quando scoppierà il casino, se sei nella Rocca sono guai... il giorno prima gli devi fare un discorso. Ma fallo solo a quelli di cui ti fidi, altrimenti rischi di dover prendere decisioni ancora più spiacevoli."
Poi si volta verso Bohemond: "Di' al prete che se Kalina non si sveglia... non si sveglierà manco lui".
"Questa cosa gli va detta dopo il lavoro di Ramsey" dice Bohemond. "Ora dobbiamo combattere tutti per la causa comune"
Saluti frettolosi e i nostri escono dal sotterraneo e si incamminano di buon passo verso la città.

Visita alla Chiesa

Nel frattempo Colin e Engelhaft vedono, tornando verso la Rocca, la Chiesa di Uryen deserta. Davanti, non distante, c'è la Locanda dello Squalo bella festosa, allegra, con la musica etc. Engelhaft è un po' infastidito da questo contrasto.
Entrano in chiesa, non c'è nessuno, non è neanche del tutto finita, il cantiere è stato messo in sicurezza e interrotto. Si sente la musica dalla vicina locanda. Engelhaft prega e canta.
Intanto Colin nota una coppia, un soldato e una donna, con una fiasca in mano, incuriositi dal canto.
"Siete venuti a pregare?"
"No, siamo venuti a sentire cantare, a me e Martina piace sentire cantare", dice l'ubriacone.
"Questo è un posto per pregare, andate da un'altra parte per sentire le canzoni" dice Colin.
"Non è mica aperta la chiesa, non ci sta il prete..."
"Adesso c'è" dice Colin.
Il balordo pensa sia tornato padre Valon.
"Andiamolo a dire a tutti, Martina, è tornato padre Valon!" e vanno verso la locanda a dare la lieta notizia.
Iniziano ad arrivare alcuni curiosi dalla locanda.
"Ma che è vero che è tornato Padre Valon?" chiede un altro tizio dalla locanda.
"No, non mi risulta" dice Colin.
Colin indica Engelhaft. "Lui è un prete"
"Sono il Caporale Engelhaft, tu chi sei?"
"Cazzo, non si capisce niente, non è che avete bevuto?"
"Ti sembriamo ubriachi?"
"Sei un prete caporale?"
Sono stupiti ma si dimostrano rispettosi.

Conversazione con Tom

I nostri si ritrovano infine alla Rocca di Tramontana. Tom viene incontro al gruppo, chiede di poter parlare poco dopo cena. I nostri confabulano un po' e, terminato il pasto, si incontrano con il Sergente Tom, il quale sembra molto amichevole e di buon umore.
"Beh, come sapete, domani Ser Gadman Sherer si aspetta una vostra risposta. Potete già anticipare a me...? Spero che prenderete tutti la stessa decisione..."
"Che dire Tom, l'idea è di continuare a rimanere in servizio" dice Bohemon.
"Bene, perchè siete persone valide. E vi voglio comunicare che Ser Sherer ha un ringraziamento personale per quello che avete fatto, avete fatto un servigio oggi, perchè avete smascherato una crudele oppressione, a quanto mi sembra di aver capito, ai danni di una nostra fedele dipendente, che aspetta con ansia di poter ringraziare personalmente Engelhaft perchè si sente liberata di un peso che la affliggeva da tempo"
Spiega poi nel dettaglio: "la vostra buona azione non è passata inosservata. Robyn ha individuato una persona responsabile, i dettagli vi saranno dati domani, probabilmente proprio voi sarete incaricati della sua cattura"
Poi dice a Colin che ha portato il suo messaggio a Osterabach, che non vede l'ora di incontrarlo. Ora è andato a mangiare alla mensa, nella speranza di incontrarti.
Colin va da Ostenbach e Engelhaft va da Robyn.

Engelhaft parla con Robyn liberata

"Che Reyks sia lodato" dice Engelhaft osservando la giovane donna, che sta visibilmente molto meglio.
Robyn è piena di riconoscenza per essere stata liberata da un'influenza che la stava opprimendo terribilmente. Racconta di come sia stata "ipnotizzata" da Kalina e di come fino alla benedizione del sacerdote non riuscisse a ricordare molte cose che adesso ricorda.
Engelhaft si rende conto che Robyn è sollevata e molto sincera, e cerca di indirizzarla sulla buona strada.
"Senti, adesso dobbiamo fare un'opera di pulizia dentro di te, perchè la presenza oscura non lasci residui e tu esca da questa esperienza più fortificata"
Le suggerisce quindi di dedicare le proprie grandi capacità organizzative e amministrative per dedicarsi alla ricostruzione della Chiesa, più che a questioni terrene. "Puoi incoraggiare Gadman Sherer a riprendere l'edificazione della Chiesa, sarà per te un modo di ringraziare gli dei per questa nuova possibilità che hai ricevuto"
Robyn è molto toccata dalle parole di Engelhaft, scoppia in lacrime e confida di aver nutrito molti dilemmi spirituali, anche nei tempi precedenti al maleficio subito da parte di Kalina. Engelhaft la tranquillizza e la incoraggia molto, anche lui sinceramente commosso dalla conversione della giovane.

Colin parla dei massimi sistemi con Orstein Bach

Colin va alla mensa per incontrarsi con Orstein Bach, che è molto felice di vederlo ed è curioso di sapere cosa ha fatto il suo discepolo in tutto questo tempo.
"Io come sai sono arrivato ormai più di due anni fa..."
"Ti sei ambientato?"
"Ho trovato subito Luger, che stava qua... stavo cercando di ritrovare il suo laboratorio, dove c'erano un po' di cose..."
"Eh, non sei il solo che sta cercando di ritrovare le carte di quello stregone. Si è portato via praticamente tutto.."
Orstein Bach nomina a Colin anche un suo assistente che si è portato dietro, di nome Walen Peynor (Colin se lo ricorda, non gli stava particolarmente simpatico: è il terzogenito di un baronetto di Greyhaven parcheggiato all'Università, abbastanza spregiudicato e molto competitivo e invidioso).
"Adesso stiamo cercando di fare ordine per capire a che punto sia arrivato Luger. Volevo chiederti se sai dove potrebbe aver nascosto le sue carte. Nel laboratorio... credo sia arrivato a buon punto. Lo sai che l'aveva trovata la cura, no? Mi ha detto Ser Gadman che aveva trovato un composto in grado di debellare i parassiti dal corpo. Ma ovviamente ammazzava anche l'ospite, che non sopravvive. L'intervento è perfettamente riuscito ma il paziente è morto, come dicevamo all'università", e ride.
"Non è banale quello che ha fatto, debellare quei parassiti è la cosa più difficile, noi dobbiamo trovare il modo per evitare che muoia anche il corpo"
"Se ci sono novità non mi dispiacerebbe vederle..." dice Colin.
"Per ora non ho novità, anche se spero di essere a buon punto" dice lui. "Nel frattempo mi sto arrangiando coi campioni che ho trovato qui, e poi mi sto facendo portare altre cose da oltre il fiume, roba che viene da quei posti potrebbe essere utile"
"Chiaro" dice Colin. "Quindi tendenzialmente stai cercando una cura al morbo, qua"
"Sto cercando una cura, e poi di sapere di più sulla tecnica repellente che hanno trovato su a nord"
"Tecnica repellente? Ti riferisci a quelli che vengono chiamati innalzati?"
"Esatto"
"Io ne ho conosciuto alcuni molto bene. La mia percezione è che siano persone che riescono in qualche modo a contenere il morbo, ma obiettivamente il loro fisico deperisce molto"
"Ne hai mai visto uno come è fatto dentro?"
"No"
"E' una cosa stranissima. E' come se fossero infettati da un parassita di ordine superiore. I parassiti di ordine inferiore, che Luger chiamava Saaad, sentono la presenza di questa cosa e non attaccano, come se gli portassero rispetto. Ma non è un parassita come i Saad, che ti si pianta nel cervello e ci fa il nido. E' più come una mutazione. Gli Innalzati non hanno un parassita dentro, sono loro il parassita, come un'altra razza".
"Io sinceramente ho visto in loro spesso delle persone in lotta, alcune che si lasciano sopraffare, altre che sentono delle esigenze nuove che se non soddisfano non riescono a reggere psicologicamente... mi è sempre sembrato più uno stato di eterno braccio di ferro tra la natura precedente e quella successiva, che non una situazione stabile" dice Colin.
"Hanno dei difetti ma devono imparare ad adattarsi, nutrirsi in modo adeguato... è un grande cambiamento nel corpo, non hanno più bisogno di mangiare e bere. Hanno solo bisogno di stabilizzarsi"
"Quindi la tua idea è cercare di trovare un modo per portare avanti queste mutazioni?"
"Non c'è dubbio, è una occasione che noi, come razza umana, non possiamo perdere"
"Io qualche dubbio lo ho" dice Colin. "Per quel che ho visto in giro fino ad oggi la mia sensazione è che tutto questo, innalzati, risvegliati, kreepar, queste strane creature che provengono da antichi echi, mettono in forte pericolo la razza umana. Io credo che noi dovremmo rimandarli da dove son venuti tutti insieme"
"Sai qual è il peggior nemico della razza umana, Colin?"
"Non so, ne ho visto tanti..."
"La fame" dice Orstein Bach. "Noi abbiamo adesso la possibilità di osservare creature che hanno raggiunto, non so come, un certo tipo di autosufficienza. Tu sai l'effetto che quel sangue ha sul Potere Magico?"
"So che reagisce in qualche modo..."
"Io sono un mago. Come sai il Potere Magico è un catalizzatore, e altera questa mutazione in modo incontrollabile e ne aumenta l'impatto in modo esponenziale. Se quel sangue entra in contatto con un individuo dotato di Potere Magico, l'effetto è immensamente più potente e incontrollabile. Lo Yoki è un muscolo residuo che si trova dentro di noi, e i pochi che ancora lo sanno usare lo hanno rattrappito. Possiamo allenarlo, ma fino a un certo punto. Non raggiungeremo mai i livelli che un tempo l'uomo riusciva a ottenere. In realtà la storia ci insegna che ci sono vari modi per ringiovanire, per far ringiuvanire lo Yoki. C'è un'intera disciplina scientifica inventata per ringiovanire lo Yoki, inventata da Abdul El Hazrel. E la sua disciplina è l'evocazione dei demoni, i nostri antenati, che si accoppiarono con le nostre bisnonne e generarono i nostri antichi nonni. E niente..." dice Orstein Bach.
"Tu sai, io non sono mago, mi dedico a altre cose, ma l'opinione che mi sono fatto stando qui per un paio di anni è che c'è un motivo per cui le forze della natura ci hanno portato lontano da quell'antico passato, e provare a tornarci crea solo disequilibri, più caos che ordine" dice Colin.
Orstein guarda Colin, sorpreso.
"Sai come si dice, purtroppo i ricercatori iniziano a farsi influenzare da quello che vedono. NOn ho dubbi che hai visto l'inferno e mi dispiace molto, ti ho mandato io qui... sei contento di essere venuto qui?"
"Io sono molto contento di essere venuto qui" dice Colin.
"Mi solleva che non ti ho condannato a vivere esperienze che non avresti voluto."
"Non è la voglia di ricercare che si è spenta in me, è anzi cresciuta. Mi si è chiarificato l'obiettivo, mi interessa di più la natura che la magia, che pure sono collegate. Però ecco, io credo che questa cosa tornerà sotto la natura. Sta a noi decidere se ci vogliamo agitare per riportare in vita qualcosa che non c'è più, facendo un sacco di casini e un sacco di morti, oppure studiare questi fenomeni evitando che dei matti in giro per il mondo cerchino di risvegliare qualcosa che giustamente è stato sepolto" dice Colin.
"Chi lo sa cosa è giusto e cosa è sbagliato... sono domande difficili" dice Orstein Bach. "Abbiamo a che fare con cose molto pericolose, potremmo non sopravvivere a questa ricerca. Ma siamo certi di poter rimettere questa cosa sotto un sasso?"
"Io sono abbastanza sicuro che la cosa sotto al sasso non la rimetteremo nè io nè te, ma ci andrà pian piano a modo suo" dice Colin.
"L'ultima volta c'è voluto un cataclisma..."
"Che ti posso dire, so benissimo di essere una formichina in mezzo al campo che guarda ciò che succede..."
"Le formichine magari potrebbero diventare immuni..." insiste Orstein Bach. "Chi siamo noi per dire che cosa è fuori e che cosa è dentro la natura? La tua visione è religiosa, arriva il prete e dice qual è la natura e quale no...."
"Ho avuto tanto a che fare con la Chiesa in questi anni, la cosa mi ha sempre interessato poco ma credo che per avere a che fare con questa roba è bene collaborare anche con la chiesa" dice Colin. "Alcune cose riescono a tenerle a bada solo loro, i preti"
Orstein annuisce, si alza e dice di essere stanco e di dover andare a dormire. "Temo altrimenti che ricomincerò a straparlare... riprenderemo presto questa conversazione, grazie Colin, sono contento di averti rivisto, ti tornerò a cercare". E se ne va.

Colin riferisce ai compagni

"Mah, diciamo... per essere uno che è arrivato da poco, sa molto. Sta continuando a portare avanti le ricerche che faceva Luger per uccidere i Saad nei corpi che si stanno per risvegliare. Io non ci ho mai creduto molto, ma lui dice che potrebbe funzionare. Per il resto, come spesso accade nei maghi, ha un po' una mania di onnipotenza e pensa di poter combattere il morbo con gli innalzati. Io gli ho detto quello che pensavo io... vedremo un po'"
"Lui chi rappresenta?" chiede Engelhaft.
"Non lo so, non so se sia stato chiamato da Gadman Sherer...."
Si parla un po' delle teorie di Orstein Bach, con una certa preoccupazione.

Notte alla Rocca di Tramontana: il sogno di Bohemond

Bohemond sta dormendo tranquillamente, quando ecco che si trova a sognare di trovarsi nel Dungeon sotto le Case della Gioia. Vede Kalina, molto provata.
"Hador è parecchio preoccupato per te"
"Teme di perdere una delle sue armi", risponde Kalina.
"Certo, che sorpresa... mi ero reso conto che c'era qualcosa di strano con quella ragazza da parecchio tempo, ma pensavo che la causa non fossi tu" dice Bohemond.
"Non l'ho allontanata di un palmo dalla fede più di quanto avesse fatto lei stessa" dice Kalina.
"Mi stupisce, ti sei interessata a quella ragazza molto prima che si verificasse questo cambio della guardia"
"L'ho fatto perchè me l'ha chiesto Varkman. Lui mi ha detto cosa fare, e io ho scelto chi. La persona che avete liberato sta facendo traffici con una donna, Mandy Sphere. E' con lei che sta in trattative dei materiali che provengono da Yakum. Questo ho visto e questo ti dico. Sono scambi epistolari, non credo che si siano mai viste"
"Hai notato modalità particolari che possano aiutarci a intercettare questi scambi?"
"C'è un corriere che si occupa di queste spedizioni" dice Kalina. "Si chiama Deren, è un innalzato"
Kalina aggiunge "C'è poco tempo. Poco fa quando eri sveglio hai detto una cosa molto imprecisa, Nessuno ha introdotto nessuno alle vie di nessuna dea"
"Aiutami a capire cosa è successo al Castello di Seta..."
"Ti devo lasciare ora" dice Kalina.
Bohemond si sveglia turbato e infastidito.

28 febbraio


Discussione teologica

Al mattino Kailah subito vuole preoccuparsi di prendere i ragazzini da Spinone e farli arrivare al sicuro da Trent.
"Ragazzi prima devo dirvi una cosa..." dice Bohemond, e esita. "Come dirlo..."
"Si fa interessante la cosa" commenta Sven.
Il Paladino fatica a trovare le parole. "Ho fatto un'esperienza questa notte, non dissimile da quella che ebbe a fare Robyn fino a poco fa"
Tutti si guardano, molto perplessi.
"La situazione è... pienamente sotto controllo"
"Ma non stava male la ragazza... tra la vita e la morte..." commenta Engelhaft.
Nessuno capisce bene il discoro.
"Questo se l'è sognata... in sogno mica..." commenta Sven.
"Kalina è ancora dei nostri e questa situazione ha due implicazioni, la prima è che occasionalmente potrei avere accesso a delle informazioni che non potrei conoscere normalmente, già ho qualcosa... e la seconda implicazione è che, come dire, le mie orecchie e i miei occhi non sono solo le mie orecchie e i miei occhi"
"Tu lo sai che non si può tollerare una situazione del genere, no?" dice Engelhaft.
"E' tutto sotto il mio controllo"
Engelhaft ride amaramente. "Sei abbastanza saggio da sapere che non può essere così. Sia perchè l'incontro accade in sogno, che è di per sè fuori controllo, sia perchè se sei visto durante la veglia..."
"Mi sono reso conto di questa permeabilità dei miei sensi a ciò che conosce lei, che accade malgrado lei non voglia, o forse non le interessa. Quel che sto dicendo è che, a differenza di Robyn, sono pienamente consapevole di ciò che sta succedendo, e ritengo che sia un'opportunità per noi"
Engelhaft è sconsolato. "Prima abbiamo sentito lo stregone, poi pure tu parli dell'opportunità. Io ho commesso l'errore di aver avuto pietà di un topo, e ancora me ne pento. Tantomeno l'opportunità"
"Engelhaft, ciò che è accaduto con Robyn mi fa sperare che questa situazione in ogni caso non possa sfuggire al nostro controllo, perchè hai dimostrato che l'influenza di quest adonna non è capace di superare la tua devozione"
"Ho capito la soluzione, Bohemond, fatti benedire da Engelhaft e la risolviamo subito" dice Kailah
"No, perchè penso che questa possa essere un'opportunità per noi" dice Bohemond.
"Ah, non avevo capito"
"Ma la buona Kalina è nostra alleata" dice Sven. "Quindi dove sta il problema? Perfetto, meglio"
"Per esempio ciò che mi ha detto di Robyn mi fa pensare... cioè che sta curando personalmente il traffico di materiali probabilmente proebiti da Yakum a Uryen per tramite dell'innalzato Deren...."
"Sta facendo queste attività per conto e per procura di Gadman Sherer" spiega Engelhaft, che è molto critico, spingendo Bohemond a fare un esame di coscienza e a liberarsi da questa presenza.
"In ogni caso per quanto mi riguarda è uno strumento che in questo momento ritengo che sia utile alla nostra causa e ritengo di poter impiegarlo in maniera efficace" dice Bohemond. "Lo so che Engelhaft tu sia turbato dalle mie parole, ma il fatto che ciò che sento e vedo non è solo patrimonio mio è bene che voi lo sappiate"
"Ma quindi Kalina è una predicatrice delle tenebre?" domanda Kailah, confusa. Bohemond e Engelhaft confermano. "E' una Seckmeth di Shasda" chiarisce Engelhaft.
Kailah appare visibilmente confusa e turbata da questi discorsi.
"Ma ti rendi conto di quale ingenuità profonda?" dice Engelhaft. "Se quella donna avesse questi sentimenti non sarebbe una Seckmeth di Shasda!"
"Ed è qui che sbagli. NOn puoi collassare l'idendità di una persona solo e esclusivamente sugli obiettivi spirituali che si pone" dice Booehmond.
"Se la Dea le ha consentito di utilizzare il potere che le ha dato di parlarti nel sonno, vuol dire che lei sta perseguendo gli obiettivi non suoi, ma della dea! Nulla può contestare questo postulato, e lo sai benissimo" dice Engelhaft. "Non è padrona del suo potere come può essere un mago, è il dio che è padrone del potere, e lo manifesta solo se è per la sua finalità. Quindi è la finalità del dio della tenebra!" dice Engelhaft.
Kailah è sempre più confusa.
"Possibile che un Seckmeth abbia un margine di manovra diverso, rispetto a un predicatore della Luce" dice Bohemond.

Incontro con Gadman Sherer

Intanto Tom interrompe il discorso e viene incontro al gruppo.
"Siete pronti a essere ricevuti da Gadman Sherer?"
Il gruppo acconsente e viene accolto nel suo ufficio.
"E quindi vi siete un po' ambientati?" chiede Sherer. "Che mi dite allora? Avete deciso cosa volete fare?"
"Sì, ci abbiamo pensato su, ma non è mai stato in discussione. Continuiamo a servire la causa di Uryen!"
"Bene, ci sono delle novità. Innanzi tutto il vostro compenso, che viene raddoppiato con effetto immediato, e una rassicurazione, che farò in modo di assegnarvi a mansioni un pochino più tranquille, per evitarvi l'imbarazzo della prima linea, che è sempre emozionante, ma che poi bisogna anche saper abbandonare per puntare a un ruolo più di coordinamento. Dobbiamo addestrare nuove leve, che a loro volta possano crescere. Comunque... visto e considerato che tra di voi c'è un uomo di Chiesa, ho una missione fatta apposta per voi. Come forse sapete c'è stata questa incresciosa situazione a Dossler, un vero e proprio assedio sventato per miracolo per una missione audace della sorella Custode"
Spiega che la SorellaCustode ha aspettato l'ultimo momento e poi, con una manovra rischiosa e avventata, ha approfittato della benevolenza del Duca e dei diplomatici per chiudere tutto amichevolmente, senza spargimento di sangue. Ha comunque dovuto chiudere il ponte e interrompere le comunicazioni.
"Adesso noi siamo interessati a ripristinare una situazione diplomatica con Dossler che avevamo dovuto interrompere, avendo noi rispettato l'editto. Sto preparando una spedizione e mi farebbe piacere che ci partecipaste anche voi, Engelhaft. Questa spedizione sarà guidata dal Sergente Ivan Reiner, che conoscete e che mi ha ricordato l'opportunità di mandare un uomo di chiesa, e mi sembra una buona idea, sarei propenso di assegnarvi a lui per le prossime settimane."
"Esattamente che dobbiamo fare?" chiede Engelhaft.
"Assicurarvi che i delegati raggiungano la zona e parlino con la Sorella Custode, e poi ti inserisco tra i delegati per farti assistere ai colloqui e rappresentare gli interessi di Uryen"
"Va bene" dice Engelhaft. "Mi farete sapere poi cosa debbo dire?"
"Senz'altro" dice Gadman Sherer.
Kailah chiede la malleveria per usare il Potere Magico per aggiornarla. Lui acconsente, chiede indietro quella vecchia di Barun e ne preparerà una nuova.La giornata è libera, il Sergente Ivan convocherà il gruppo l'indomani.

La sistemazione dei ragazzini da Trent

"Amici, c'è il problema dei ragazzini che va risolto con urgenza" dice Kailah.
Kailah chiede in giro dove sia Hart Trent, e viene a sapere che lui e il fratello stanno alla Locanda dello Squalo.
Kailah chiede agli amici se vanno alla Locanda dello Squalo a chiamarli, perchè lei non ha piacere di rivedere Alister. Vanno Bohemond e Sven.
In taverna ci sono un po' di soldati che giocano a carte. Al bancone c'è un tal Bren, dall'aria sveglia.
"Ero venuto a cercare i fratelli Trent"
"Stanno riportando a casa una tizia che è caduta e si è fatta male, torneranno tra una decina di minuti" spiega Ben. "Sono bravi ragazzi, stanno facendo la loro buona azione quotidiana"
Poi Ben inizia a fare un po' il ficcanaso e gli fa un po' di domande, cerca di stabilire un contatto ed è disponibile per favori e cortesie.
Bohemond si rende conto che appena fa il suo nome, l'atteggiamento di Bren si fa ancora più cordiale, come se l'avesse già sentito.
"Voi eravate il Plotone... 23?" chiede Ben. Bohemond conferma e racconta.
"E ditemi, chi altri c'è nel vostro Plotone?"
Bohemond fa i nomi dei suoi compagni, coi loro titoli.
Dopo un po' arrivano, accolti da un applauso divertito, i due fratelli Trent.
Scambio di saluti.
Bohemond li invita a tornare alla Rocca.
"Noi sappiamo che domani il Sergente Ivan parte per una missione, e ne approfittiamo per fare visita ai nostri genitori" dice Hart.
"Io li posso riscattare oggi, però poi dove li teniamo per stanotte?"
"Posso chiedere alla locanda per stanotte" dice Hart. Ottima soluzione.
"Va bene, vado subito a recuperare i ragazzini e ci vediamo fuori dalla Locanda", dice Kailah, e va da Spinone coi soldi.
Sven e Bohemond l'accompagnano.
Spinone si sta congedando da una squadra di soldati di Uryen. Scambio di saluti.
"Siamo venuti a adottare tre ragazzini"
Spinone dice che hanno rimediato un lavoretto, un carico da portare alla Rocca, per i commilitoni della Rocca. Non è una missione ufficiale dell'esercito, probabilmente perchè al di là del fiume".
Kailah li mette in guardia dai Risvegliati.
Spinone lo sa, è contento e soddisfatto.
Kailah prende i ragazzini, saluti cordiali e via.
Si torna alla Locanda dello Squalo coi ragazzini. Stavolta vanno tutti, anche Kailah.
Bren è ben contento di dare una mano, fa uno sconto per vitto e alloggio per i tre ragazzini.
Kailah saluta affettuosamente e militarmente i ragazzini, facendo loro mille raccomandazioni.

Il baule misterioso

Alla locanda Brendon si avvicina indicando Engelhaft: "è quello Colin Tarr?"
"No, è quell'altro" indica Bohemond.
Bren va a salutare Colin. "Senti, una notizia... avrei un baule per te in consegna, però sono passati già da diversi giorni i termini di legge che lo farebbero diventati di proprietà della Stazione di Posta, secondo l'editto. Io non ho ancora scritto nulla a verbale... con un piccolo contributo da parte tua potrei scrivere che l'hai ritirato qualche giorno fa"
Colin ringrazia e gli dà qualche bronzo.
Dopo un po' viene portato questo baule, che potrebbe essere stato nella stanza di Luger.
Il baule è chiuso a chiave e non ci sono le chiavi. E' grosso e pesante, è uno di quelli in dotazione alla Rocca di Tramontana.
"E' quello che stava cercando Osten" commenta Colin.
"Attenzione, non facciamoci vedere mentre lo portiamo..." dice Kailah, e suggerisce intanto di portarlo nel cantiere della Chiesa, dove non ci sta mai nessuno.
Kailah prova a percepire se c'è del potere magico, ma non sente niente. Colin cerca di decifrare gli scarabocchi vecchi, ma nulla.
Si prova a forzare la serratura, o a spaccarla con qualche attrezzo recuperato nel cantiere. Dopo un po' la serratura cede, senza fare neanche troppo rumore.
Ci sono una serie di oggetti:
- tutti quelli che Colin aveva lasciato a Luger, tra cui la Garmanbozia
- oggetti in più (una chiave e un cifrario di Treize)
- una lettera sopra a tutti gli oggetti.Kailah prima propone di portare gli oggetti compromettenti da Trent, poi si impalla, guarda Bohemond e si imbarazza.
Bohemond capisce, e cerca di tranquillizzare Kailah, ma lei è molto preoccupata.
Colin suggerisce che le cose vadano comunque portate appresso.
"Vabbe' dai, allora portiamocelo dietro" dice Kailah.
Bohemond la tranquillizza anche sul fatto che abbia fatto bene a porsi il problema, lei si scusa un po' mortificata. "Non pensare che io non mi fidi di te, Bohemond, di te mi fido moltissimo... solo che... ecco..."
Lui annuisce, comprensivo.

Le carte di Luger

Vengono esaminate le nuove cartuccelle.
Colin si rende conto che le stesse 3 lettere scritte da Ali insieme alle cose per Colin, ci sono i taglietti possibili da interpretare con il cifrario di Treize. Dopo un po' di lavoro riesce a decifrare un messaggio da Ali: CI RISENTIAMO DA BIRRA E PORCO.
Tra gli appunti alchemici dello stregone, Colin trova due interessanti ricette: il planem (che però contiene una componente magica) e la ricetta che serve per uccidere i Saad all'interno di un corpo umano (che però incidentalmente uccide anche l'ospite).
Kailah invece esamina gli appunti magici e trova varie indicazioni di incantesimi tra cui Calore, che però reputa troppo difficile, e Polvere del Sonno, che inizia a studiare.

L'allontanamento di Vodan

Nel pomeriggio Vodan viene convocato da Sherer. Al ritorno dice ai compagni che c'è un problema.
"In pratica Gadman non aveva ben chiaro chi sono io, ma deve aver letto gli appunti di Barun, mi ha fatto molte domande sul mio viaggio da Nuova Lagos a Lagos, era molto interessato all'isoletta... aveva tutti i miei appunti, e mi ha fatto capire che io non verrò con voi, credo in conseguenza di questa cosa. Gli brillavano gli occhi".

Notte alla Rocca di Tramontana

Alle 9 di sera vengono chiuse le porte della Rocca di Tramontana. C'è pochissima gente in giro, anche Tom non è al suo posto, sembra che ci sia meno gente del normale. Le camerate sono semivuote.Durante la notte Bohemond sogna Kalina. Sceglie di incontrarla ad Angvard, nella sala del trono, che è vuoto. "Questa è l'ultima conversazione che avremo, almeno per un po'" dice Kalina, con aria intimorita.
"Sei nel giusto quando pensi che abbiamo nemici in comune. Riguardo Brian, ho fatto in modo di rendere sopportabile la sua vita di soldato. Se non ci fossi stata io forse non avrebbe mai incontrato Lady Yara"
"Perchè, pensi che si sarebbe tolto la vita?" chiede Bohemond. E Kalina annuisce.
Bohemond fa passare davanti ai finestroni, nel sogno, l'ombra di Zio Giovanni.
"C'era questo nel destino di Brian, non ha cambiato il corso forse della sua traiettoria"
"Tu mi ritieni invidiosa di quella donna, ma non è così. Semmai il suo lignaggio."
"Yara è vittima del suo lignaggio come e più di coiloro che hanno dato la vita per lei. Ella stessa ha rischiato in prima persona e ha anche sofferto molto per dimostrarsi all'altezza di un trono che non ha mai voluto" dice Bohemond.
"Per quanto riguarda i nostri comuni nemici al di là del Traunne, il rifugio che doveva accogliere Giada non è più sicuro" dice Kalina.
"Quanto sei sicura che non sia ciò che ha preteso di essere? Credi che la sua natura non possa essere vicina a ciò che tu hai consacrato come oggetto della tua devozione?"
"Tu non mi conosci, non sai a cosa hogiurato fedeltà e non sai come funziona" dice Kalina. "So che non potrai credermi ma io non sono tua nemica, non sono nemica neanche del prete che ti porti dietro"
"Ciò che ha detto al castello di seta quell'essere tradisce una certa plausibilità di ciò che ha spacciato come verità del tuo culto" dice Bohemond.
"La nostra differenza è il rispetto della vita. Io voglio proteggere la vita delle persone che mi stanno a cuore.
"Ti ringrazio per avermi fatto vedere Angvard, è bellissima" dice Kalina prima di svanire.

Adunanza di Ivan

Sorge il sole del 29 febbraio.
Si svolge l'adunata dello squadrone che, al comando del Sergente Ivan, è destinato a Dossler. L'intero squadrone è composto da tre gruppi: uno è l'ex 23esimo Plotone, poi ci sono i "dignitari di Uryen", ovvero tre soggetto dall'aria di diplomatici, faccendieri, e infine una dozzina di altri soldati, parte dei tempi di Barun, parte nuove reclute.
Ivan chiarisce che il contingente è così ben nutrito per poter distaccare una o due squadre se ci fossero problemi lungo il Bulvark. Presenta Kailah come falegname per il Bulvark. Ci sono due carri: uno pieno di legname, e l'altro pieno di attrezzi da lavoro.
Date queste brevi indicazioni, il Sergente congeda i suoi uomini, dando appuntamento per l'indomani mattina, per la partenza.
Kailah perlustra i carri e fa l'inventario, come l'è stato ordinato. Oltre a quanto previsto, trova anche una mappa e una pergamena contenente alcune istruzioni, che - studiate insieme - mostrano un percorso che conduce al centro della Valle del Torto, insieme ad alcune indicazioni temporali. Trova anche un sacchetto chiuso con una targhetta con su scritto "non aprire". Ovviamente lo apre e all'interno c'è una polvere finissima nera: benchè stia attenta a non inalarla, Kailah avverte un lieve mancamento e si sente nauseata.


Dopo pranzo Kailah viene cercata da Vian, che ha una faccia strana.
"Ho incontrato quell'amico vostro, Vodan, è successa una cosa strana... stava insieme a Tom, camminando, forse fuori dalla stanza di Gadman. Vodan gli ha detto "me la fai salutare almeno la mia ragazza?" e lui ha fatto come per baciarmi ma mi ha detto delle cose. Sembrava preoccupato. "mi ha chiesto se conosco un certo Bondred, io gli ho detto di no e lui mi ha detto e allora vediamo se lui conosce te, e mi ha salutato dicendomi "meglio vivere malati che morire sani" e poi ha detto una cosa che non ho capito... tipo... che era un modo di dire di un clan."
Kailah fa qualche nome di qualche clan che conosce. Non è il lupo, non è il principe, non è an religig.
"Mi ricordo che iniziava con la O, un modo di dire del clan O...."
Kailah mette in guardia Vian se le cose si mettono strane nella torre, di allontanarsi appena possibile, anche a costo di farsi mandare fuori, o comunque stare sul chi vive.
Poi torna dai compagni e riferisce il messaggio di Vodan.
Engelhaft sa che i clan di Elsenor si pronunciano in vario modo e ce ne sono almeno due: Ochleil, e Olteacht. Sulle rovine del clan degli Olteacht è stata fondata la città di Nuova Lagos.

Alle Case della Gioia: il mistero di Bondred

Nel pomeriggio Bohemond va al porto per parlare con Laara Vintemberg insieme a Sven.
Alle Case della Gioia non c'è nessuno, tutto deserto, poi si affaccia Zyra, che fa entrare i due soldati, portandoli la Laara, che ha un occhio nero. Bohemond le chiede chi le ha fatto l'occhio nero. Un soldato chiamato Mat, che non ha accettato un suo rifiuto.
Poi le chiede il nome Bondred, lei non lo conosce. Ma dopo un po' ci pensa, si consulta con Zyra, e vanno a recuperare un librone, che raccoglie i resoconti di una serie di duelli organizzati su ordine del magistrato che giudicò quella vicenda. Ci furono 7 scontri, tutti conclusi con la morte dell'accusato, tranne uno: l'unico superstite a cui è stata garantita la libertà è Bondred, che è stato lasciato andare secondo le regole imposte del magistrato e ha anche potuto, secondo la regola dell'ordalia, portarsi via una fiala di liquido rosso scuro, che era parte del carico originario della nave.
La data è la solita primavera del 515.
Il memoriale completo dovrebbe stare alla Rocca di Tramontana. Laara ricorda anche che nel duello pare che questo Bondred abbia ucciso un forte luogotenente di Varkman, tal Bernard Tresor. Furono tutti sorpresi dell'esito dello scontro.
Bohemond e Sven ringraziano per le informazioni. Molto imbarazzata, Zyra chiede se hanno qualche soldo da dare, perchè sono in gravi difficoltà economiche. Sven le dà qualcosa per ringraziamento.

La scomparsa di Vodan

Intanto alla Rocca di Vodan nessuna traccia. Bohemond va a chiedere a Tom se sappia qualcosa, con aria innocente e tranquilla: "ci aspettavamo di brindare con lui prima della partenza..."
Tom si stringe nelle spalle, bonario: "Vodan l'amico vostro? Ubi maior... è stato convocato nelle alte stanze, non so se proprio dal Burgravio in persona, o da uno che lavora lì... è partito stamattina"
"Capace che recupera gli scatti di carriera che era rimasto indietro..." commenta Bohemond, nascondendo la preoccupazione per la sorte dell'amico.

Colin saluta Orstenbach

A cena Colin va a salutare il suo vecchio maestro, per dirgli che è in partenza per la missione.
Orstenbach gli chiede informazioni sull'Angelo Nero. "Tu per caso l'hai visto? Che impressione ti ha fatto?"
"Mah" dice Colin, "un'impressione abbastanza strana, sembrava un guerriero che aveva fatto delle esperienze molto particolari, e da come si muoveva e interagiva con le persone innalzate, sembrava aver già fatto delle esperienze vicine ai demoni"
"Lo sai cosa si dice negli ambienti, degli Angeli Neri? Negli ambienti nostri si diceva che sembrerebbe abbastanza accertato che sono un corpo militare i cui componenti sono sottoposti a determinati esperimenti, non troppo diversi da questo discorso dell'innalzamento, anche se la materia prima è molto meno pura e molto meno... selvaggia da quella che evidentemente è in uso qui. Meno forte e quindi paradossalmente più controllabile e più duratura, più gestibile. Ma credo si tratti di una ricerca molto simile"
Orsten è molto curioso. "Ti è sembrato in forma, o moribondo?"
"Mi è sembrato uno che, come guerriero, ha dato tantissimo, da quel che sappiamo che è successo all'altra parte del Traunne".
Orsten tira fuori un fogliettino. "Lo sai quanti anni è stato in servizio? Anche se ora formalmente è un ex angelo nero, da prima di venire qua. E' in servizio dal 504. Quindi se è stato oggetto di questa non funesta fioritura all'inizio del suo percorso... insomma si è fatto almeno una decina di anni e ancora regge, quindi significa che... o la materia prima che hanno a Greyhaven è molto efficiente, o c'è anche chi riesce a gestirla a lungo. Dieci anni non sono pochi"
"Però se posso dirti mi sembrava una persona un po' tormentata. Non so se la qualità della vita che ha guadagnato è pari al tempo che ha guadagnato", dice Colin. "Toglimi una curiosità... ma sei venuto da solo o ti ha chiamato Gadman Sherer?"
"Io volevo venire, ho aspettato che servissi... e la lettera che è arrivata a Greyhaven aveva la firma del Burgravio, che però forse ha firmato la volontà di questo comandante nuovo che sta qui. Il Burgravio non l'ho mai visto, ha chiesto uno che ne capisse, non chiedeva di me personalmente, ma non me la sono lasciato scappare"
"E che idea ti sei fatto di Gadman? Io lo conosco poco"
"Lui vuole la cura, e non la vuole solo per spirito umanitario. Chiaramente gli farebbe piacere quello sotto la cui egida viene scoperta la cura. E poi vuole capire cosa si può spremere da questo limone degli Innalzati. Ne sa parecchio... ha studiato. NOn credo che sia mosso da bramosia di potere, ma vorrebbe essere lui con il merito davanti al Burgravio".
"Orstein dimmi, secondo te è più a portata di mano saperle usare, o saperle distruggere? Non dico nasconderle, ma proprio distruggerle..."
Orsten ci pensa. "Non sono sicuro che qualcosa si possa veramente distruggere. C'è un incantesimo potente che si chiama Disintegrazione, eppure anche quell'incantesimo quando viene lanciato contro determinate entità le libera, perchè distrugge il loro simulacro... è capitato... La chiesa non le distrugge, facci caso: la chiesa ci costruisce i templi intorno. Il che è efficace anche se prima o poi, come ci insegna la Sacra dei Difensori, qualcuno riesce a entrare"
Si salutano.

Frammenti di conversazione da un altro tavolo

Nel frattempo Bohemond, Sven e Kailah stanno al tavolo insieme ad Engelhaft.
Alzandosi un momento per prendere una cosa, Kailah passa vicino ad un tavolo piuttosto appartato, dove coglie non volendo alcuni frammenti di conversazione tra un gruppetto di soldati, Caporali della nuova guardia di Sherer, alcuni dei quali erano a dar noia alle Case della Gioia l'altro giorno.
"Abbiamo trovato uno che ha cantato, pensiamo di sapere dove sta... è un topo in trappola"
Kailah riferisce ai compagni quel che ha sentito, temendo che sia in pericolo il nascondiglio d Varkman.
Si apre una discussione molto creativa e poco concludente sul dafarsi, nel tentativo - vano - di avvertire Varkman del pericolo.
Dopo un bel po' i nostri ammettono di non avere idee di come fare senza rischiare di venire scoperti, e vanno a dormire, sperando che non succeda nulla di male.

Retata fallita

Prima dell'alba del giorno successivo, 30 febbraio, la camerata degli uomini è disturbata da un gran viavai di soldati: sembra che sia successo qualcosa durante la notte.
I nostri vengono a sapere che prima dell'alba era stata organizzata una spedizione segreta per catturare il fuggiasco e la sua cricca di alleati. Pare però che lui sia riuscito a fuggire insieme "alla sua puttana", e che però siano stati presi un'altra ragazza (Mira?) e due preti, uno dei quali ferito dallo stesso Varkman durante la fuga. Pare sia stato preso anche suo cugino Ork Varkman, che però è riuscito ad avvertore Hador in tempo per farlo dileguare.
Sembra che il temibile Varkman sia riuscito a fuggire oltre il fiume Traunne attraverso un guado segreto che poi ha distrutto. Nella fuga è morto affogato un inseguitore, mentre un altro è stato tratto in salvo ferito.

Partenza verso Sud

Il sole del 30 febbraio è appena sorto e i nostri si ritrovano nel cortile delle adunate per partire. Il piano è confermato: prima tappa alla Torre Cinque, poi alla Torre Sei vicino a Cantor, e da lì si verificherà lo stato del Bulvark per vedere come sarà meglio organizzarsi.
La carovana procede lentamente, al passo barcollante dei due carretti trainati da macilenti asini.
A sera viene raggiunta la Torre Cinque, dove tutti chiacchierano della fuga di Varkman. A quanto pare non lo poteva sopportare nessuno.
Il giorno successivo il percorso prosegue verso Sud, costeggiando la collina di Cantor. L'atmosfera lì intorno è pesante, forse per i cattivi ricordi, forse per qualcosa di oscuro che ancora vi aleggia.
A sera alla Torre Sei l'argomento della conversazione è proprio Cantor, e il fatto che pochi mesi prima è sparita nel nulla una spedizione di 4 soldati nella zona.
Ivan convoca i suoi uomini prima di dormire: pare che il Bulvark sia danneggiato proprio nella zona del cimitero, e visto che è una zona pericolosa ha deciso di distaccare una squadra esperta per le riparazioni, composta da Kailah, presentata come "capa falegnama", e dai suoi compagni.
La notte non passa tranquilla, ma agitata da brutti sogni.

Il Cimitero di Cantor

E' il 2 marzo. Il Sergente Ivan conduce la carovana verso Sud, ma i nostri restano indietro, sul limitare del tetro bosco velato di nebbia.
La lettera dice "accendere un fuoco sul molo di Cantor", quindi i nostri si accingono ad attraversare la zona delle antiche cripte per raggiungere il Traunne.
I muli sono agitati, il percorso è accidentato, il terreno franoso.
"Avverto una forte sensazione di pericolo" dice Colin.
"Evitiamo le cripte più antiche", suggerisce Kailah, "facciamo un giro un po' più largo"
Passando nella rada boscaglia, d'un tratto la giovane maga scorge la sommità della Cripta del Lupo, ed è assalita dalla consapevolezza di una presensa sovrannaturale che le fa pensare a Mirai, alla casetta di Skogen vicino al Castello di Seta. Avverte i compagni, chiede di allungare il passo.
Ma poco dopo Engelhaft individua nella nebbia una tomba lì vicino, ed è come se "sapesse" che lì sotto è sepolta una donna. Inginocchiato a pregare su quella lapide, c'è un soldato con l'elmo in mano ed una spada riversa sulla lapide, a testa bassa. Il suo aspetto è diafano, ha un che di innaturale.
Anche Colin lo vede. "Ma c'è qualcuno, lì"
"Non è qualcuno, è un non qualcuno, quello" gli dice Engelhaft.
Poco a poco tutti vedono lo spettro, tranne Kailah che si rifiuta di guardare in quella direzione trattiene altrove lo sguardo.
Finalmente si inizia a sentire il rumore del fiume che si avvicina. Procedendo verso le sponde, ecco l'orribile scena di un grosso kreepar simile ad uno scarafaggio che raspa in una tomba franata.
Nessuno ha il coraggio di disturbarlo, si prosegue verso il molo che viene raggiunto nel tardo pomeriggio.
Proprio non distante, Engelhaft ha un'altra visione spettrale: un albero con due figure piangenti, che si sorreggono a vicenda, simili a due donne in stracci. Quasi sente il loro pianto. Non lo dice a nessuno per non turbare l'animo dei compagni.
Una volta raggiunto il molo, Kailah e Sven iniziano a allestire un fuoco, non sarà facile a causa della grande umidità e Kailah preferisce non rischiare ad usare la magia per non suscitare l'attenzione delle misteriose forze del posto.
Ma Bohemond è turbato, si avvicina a Engelhaft e gli parla: "Non riesco a togliermi dalla testa il guerriero in ginocchio..."
"Prega per le anime dei morti" gli dice Engelhaft, "e per la Dea che li accompagna nella ntote. Non ti fissare con le immagini del dolore umano, pensa alla Dea che ci accoglie tutti nel suo mondo"
"Non possiamo far niente per dare un po' di pace agli spiriti di questo posto?" insiste il Paladino.
"Lo stiamo facendo" risponde Engelhaft. "Quando finalmente eradicheremo il Male da questa terra.... quando questa missione sarà compiuta anche questi abomini via via spariranno".

Spavento al molo di Cantor

Sven accende il fuoco sul molo e lo alimenta, passa qualche tempo e non si vede arrivare nessuno. Intanto inizia a scendere la sera. "Se non dovesse presentarsi nessuno, dobbiamo allestire un campo per la notte" dice Kailah. E tutti si mettono al lavoro per preparare un riparo.
Approfittando della distrazione dei compagni, Bohemond si allontana silenziosamente, diretto alla lapide dove aveva visto lo spettro.
Poco dopo Kailah nota la sua mancanza.
"Scusate, Bohemond?" chiede
"Non può essersi allontanato, non è mica... non si può allontanare" dice Engelhaft, inziando anche lui ad allarmarsi. Poi lo chiama "BO!", ma nessuno risponde.
"Forse è andato in bagno..." ipotizza la ragazza.
"Questo è un posto dove ti pisci sotto, non vai a cercare... un posto" dice Engelhaft.
Kailah inizia ad andare nel panico e tutti si preoccupano molto per l'improvvisa scomparsa dell'amico.
"Dobbiamo trovarlo!"
Kailah fa l'incantesimo Levitazione e si solleva in aria, rendendosi conto che l'incantesimo le riesce anche "troppo" bene, al punto che riesce a controllare il movimento non solo verticale ma anche orizzontale, volando sul bosco. Dopo un po' in effetti riesce a vedere Bohemond che cammina svelto all'indietro, ripercorrendo il percorso fatto nel corso della giornata. Lo dice a Engelhaft e tutti partono all'inseguimento di Bohemond.

Bohemond e il fantasma

Bohemond raggiunge la lapide e si avvicina allo spettro, che sta sempre lì in preghiera. Anche Bohemond prega, invocando il potere "Furia di Dytros" su di lui, per comunicargli pace e vicinanza.
Lo spettro si alza in piedi lentamente, recupera la spada, osserva Bohemond per qualche istante, lo studia. Poi rinfodera l'arma e scuote la testa, come cercando di comunicare qualcosa. Con lo sguardo indica la Cripta del Lupo, scuote la testa e poi, poco a poco, svanisce.

Il gruppo si riunisce

Pochi istanti dopo la scomparsa dello spettro, arrivano i compagni da Bohemond, preoccupatissimi.
"Beh, sei in te?" gli chiede Engelhaft. Bohemond annuisce.
"Se ti allontani un'altra volta senza avvisare non lo so che ti faccio, ti trasformo in un rospo" dice Kailah.
"Capisco e apprezzo la tua preoccupazione... sono tornato indietro per dare sollievo"
"Potevi avvisare!" insiste Kailah, ancora spaventata. "Adesso torniamo di corsa al molo che sennò magari chi doveva venire a prenderci arriva e non trova nessuno..."
Tutti raggiungono di buon passo il molo, su cui splende il fuoco.
Poco dopo, sul fiume nero della notte, si inizia a scorgere una lampara, una barchetta in avvicinamento.

L'incontro col vecchio Jebediah

Sulla barchetta c'è un uomo con un cappello. "Parola d'ordine!"
"Accendete un fuoco sul molo di cantor"
"Piuttosto complicata" dice il tizio
"Al fuoco!" dice Bohemond. Il tizio ride.
"Sarà Cantor, sarà il molo" ipotizza Engelhaft.
Il tizio avanza remando.
E' proprio il vecchio Jebediah da solo sulla barchetta, coperto da una cerata da cui emerge la barba bianca e la pipa.
"A regà, chi non muore si rivede! Ce lo sapevo che vi mandavano a voi, vedi un po' se non mandavano il plotone 23 a pela' sta gatta. Salite che qui è critica"
"Non siamo neanche più il plotone 23..." dice Bohemond
"Una volta Plotone 23, sempre plotone 23" ribadisce Jebediah.
Liberati i muli e recuperate le cose essenziali, il carretto viene abbandonato.
La traversata del Traunne è tutt'altro che semplice: c'è una forte corrente, gorghi, è parecchio rischioso.
"Vedete di non finire dentro l'acqua che non riesco a ricogliervi" dice Gebediah. Engelhaft si agita un po'.
"Sono un teorico della pietosa bugia" dice Engelaft
"Io sono un teorico della pura verità" dice Gebediah, e ribadisce che c'è una forte corrente e sarebbe molto pericoloso finire in acqua.
Tutti riescono a salire sulla barchetta.
"Poi quando vi riporto a voi mi tocca tornare qui e rimontare un pezzo di Boulvark. L'avevo spaccato io, che ti pensi? Questo muro a cose normali è chiuso" spiega Gebediah.
La traversata è complicata, corrente molto forte, acque agitate.
Nei momenti meno rischiosi si scambia qualche chiacchiera con Gebediah sulla situazione alla Rocca di Tramontana.
"Ha fatto più mi' nonna che Gadman Sherer nella Guerra delle Lande" dice Gebediah, imprecando contro il nuovo Capitano della Rocca.
"Ora vi spiego come mi vorrei organizzare io. Vi lascio sull'altra sponda con Pecorino, il mio mulo" spiega Jebediah. "Sarebbe un onore per Pecorino riporta' a casa Ramsey. Vi lascio sull'altra sponda con Pecorino e un carretto"
"E un cesto di insalata e una pecora" ipotizza Sven.
"Voi andate a prendere Ramsey, dopodichè io vi aspetto da qualche parte qui intorno e ci mettiamo d'accordo che passo verso sera per vedere se ci sta una luce, quando accendete il fuoco vi vengo a ricogliere. Sapete più o meno i giorni?"
Facendo un po' di calcoli, visto che è la sera del 2 marzo, l'appuntamento alla baracca sarebbe il 9 marzo e quindi il ritorno plausibilmente tra 12 e 15 marzo.
Jebediah pattuglierà dal 12 al 20 marzo la zona, per riportarci indietro.
"Oltre il ponte di Dalian ci sono Kreepar in acqua che rendono rischioso andare con la barca. Ci sta tutta la zona equivalente al punto 5 della mappa del problema, lì ci sono molti Kreepar, il che ha ridotto i Risvegliati, ma sono pericolosi anche i Kreepar, ancora più cattivi e aggressivi. Da quelli guardatevi, sia da terra che vicino al fiume. Per il resto, io le notizie che vengono da Angvard non sono tanto buone, ci sono sempre tanti problemi e situazione ballerina, adesso non c'è un esercito a difesa e soltanto il giovane Dominus che se la deve vedere con tanti problemi. Non ci sono neanche soldati di Ghaan, stanno tutti su a difesa" spiega Gebediah. "Una cosa che so, anche se per dicerie, è che ora che sono lontani i soldati di Angvard, i "topi", quelli della valle del torto, si sono ringalluzziti".
Il viaggio è lungo e faticoso, lui punta un altro molo molto occultato sull'altra sponda del fiume.
"Per quanto riguarda Ramsey, quando tornate qua con Ramsey io nel frattempo cerco di capire dove lo dobbiamo portare, visto che la situazione è cambiata" spiega Jebediah.
A un certo punto Colin identifica sulla costa i riferimenti detti da Jebediah. Jebediah fa un fischio.
Finalmente tutti riescono a scendere a terra. Gebediah saluta e torna via. "In bocca al lupo ragazzi"
Si va a recuperare Pecorino.
Engelhaft lo chiama e lui risponde con un raglio amichevole.

Problemi spettrali

Quel che resta della notte, in mezzo all'antico cimitero di Cantor sulla sponda settentrionale del Traunne, passa relativamente tranquillo.
Sorge il sole del 3 marzo. Il piano è di raggiungere un casottino di legno già utilizzato come rifugio altre volte, riposare lì e poi ripartire l'indomani. I nostri percorrono il cimitero, tra alberi dalla corteccia scarnificata.
D'un tratto i nostri scorgono uno strano figuro che passeggia per conto suo più avanti lungo la strada. Subito Bohemond capisce che si tratta di uno spettro simile a quello incontrato sull'altra sponda del fiume, ma questo ha capelli lunghi, niente elmo, e sembra più robusto. Porta una spada pregiata ma per il resto ha armatura di pelli, pellicciotto sulle spalle e collana a collo.
"E' possibile che anche questo sia un guerreiro consacrato sopravvissuto alla sua dipartita. O aspettiamo che se ne vada o gli dobbiamo far capire che siamo presenze di luce e non di tenebra" dice Bohemond.
"Non confiderei col fatto che se ne vada"dice Colin. "Mi sembra che stia facendo la guardia. Se tu potessi invocare su di lui la Pace di Kailah, magari ci permetterà di passare"
Kailah nota che da dietro c'è un movimento e sta scendendo una donna, anche lei spettrale. Ha capelli lunghi e treccia, con segni sul viso, e brandisce una lancia. Sembrano dei guerrieri risalenti all'età dei Khan, così pensa Engelhaft.
I due spettri bloccano il gruppo dei nostri sia a monte che a valle. Engelhaft prova a invocare la Concordia di Kayah per ottenere il passaggio.
"Augurandovi la pace, e pregando perchè possiate avere pace e sollievo, chiedo di poterci chiedere il passaggio"
Lo spettro sembra mettersi in guardia, mostrando il braccio senza spada. Sembra che non sia intenzionato a spostarsi.
I nostri provano a modificare il percorso passando per la boscaglia, ma entrambi gli spettri si muovono a chiudere la loro traiettoria.
Improvvisamente una terza figura emerge dalle acque del Traunne: Bohemond riconosce lo spettro con cui aveva interagito la notte precedente.
Davanti agli occhi esterrefatti di tutti, i due spettri si fronteggiano e combattono: sono entrambi straordinari guerrieri, ma prevale lo spettro "amico" di Bohemond. La spada vola a terra e si conficca nel suolo, i due spettri svaniscono.
Bohemond recupera l'arma, la cui elsa raffigura due lupi stilizzati, ed è molto ben affilata, seppure antichissima.
"C'è una ragione per cui questa lama è qui su questo cammino" dice Bohemond.
Bohemond mette la mano sull'elsa della spada. Engelhaft lo ferma.
"Aspetta, questa spada era quella del tuo cavaliere?" chiede Engelhaft
"E' identica, combattevano con la stessa arma" dice Bohemond. "E' stata impugnata da quei guerrieri in epoche diverse"
Bohemond dice che vuole portarla ad Angvard perchè sia custodita e per rompere la maledizione.
Bohemond si inginocchia in preghiera e assume l'impegno di custodire la spada e se la prende. La spada viene via facilmente. In quel momento c'è come una minima scossa di terremoto, con detriti che cadono a vallle.
La donna fantasma fa un cenno come di saluto, tira su la lancia e poi scompare.
"Ok filiamocela" dice Kailah.
Si prosegue un po', si avanza per ritrovare il capanno abbandonato in una zona poco alberata.

Il capanno dei falegnami e i soldati di Dossler

Si vede che una parte della casa, dal lato della porta, è sbreccata, ci sono detriti davanti.
Kailah ha l'impressione che nella zona ci siano orme recenti.
Forse una persona sola.
Appena superata la macchia di alberi, avanzando verso la casupola, si sente una voce femminile "FERMI DOVE SIETE! FERMI LA'!"
"Veniamo in pace, siamo dei viandanti, non hai niente da temere" dice Kailah. "Abbiamo bisogno di un riparo"
"Chi siete?"
"Il mio nome è Kailah, e loro sono i miei amici. Veniamo da Uryen"
"Non è vietato ai soldati di uryen attraversare il fiume?"
"Abbiamo un incarico speciale" dice Bohemond.
"Tu chi sei?" chiede Kailah
"Datemi una prova che siete soldati di Uryen e non dei briganti. Raccontatemi come sono i rapporti tra Uryen e Dossler"
Kailah racconta gli ultimi fatti tra Uryen, Dossler e il Duca.
Esce una donna, una soldatessa di Dossler coi colori arancioni e lo stemma.
"In ogni caso siete troppi, tanto vale fidarmi di voi" dice.
"Dentro c'è un mio compagno d'armi che è stato ferito da un Kreepar" dice pure.
"Forse potremo dargli una mano" propone Bohemond.
La casetta è in buone condizioni ma è franata la parte della porta, sono andati giù i cardini.
Viene sistemato anche il mulo Pecorino col carretto.
Per rassicurare la soldatessa di Dossler, Bohemond si qualifica come persona che conosceva bene Ser Ruben e le due paladine.
"Abbiamo incrociato il cammino con Ser Ruben, credo che lo conosciate"
"Certo che sì, mi fa piacere. E' un uomo valoroso"
Loro sono parte dei Plotoni tagliati fuori. "Quando ci siamo presentati per passare l'esercito di Surok ci ha detto che non potevamo più passare. Abbiamo provato a raggiungere Angvard ma siamo stati attaccati da Kreepar molto aggressivi (tipo piccolo Jurmungand), bestie tremende, eravamo in 4 e gli altri due Rick e Todd, si sono persi."
La soldatessa, Shana, presenta il suo compagno Erol, che ha una gamba rotta. Spiega che gli altri due commilitoni, Rick e Todd, si sono persi, non sono riusciti a ricongiungersi.
A domanda sulla presenza dei Kreepar nella zona, Shana spiega che la situazione è molto grave e pericolosa e che forse il modo meno rischioso per raggiungere la Valle del Torto è di passare da sopra, da Angvard, poi Mavan, Reiliam e giù: tagliare sarebbe quasi un suicidio.
La notte alla capanna passa tranquilla, anche se in lontananza si ode il frinire dei Kreepar.

Verso Angvard

Il giorno seguente, 4 marzo, è il compleanno di Engelhaft.
Dopo una breve discussione sul dafarsi, i nostri propongono a Shana e Erol di accompagnarli ad Angvard, utilizzando il carretto per il ferito, anche se questo costerà probabilmente un giorno di ritardo: ma lasciarli lì significherebbe esporli a rischi molto gravi.
"Io sarei per fare la buona azione e di solito le buone azioni portano fortuna" dice Kailah
Loro sono ben contenti di accettare, lasciano un biglietto ai compagni dispersi, casomai riuscissero a raggiungere il capanno, dopodichè si carica armi, bagagli e ferito sul carretto, e si parte verso Angvard.

L'attacco dei Kreepar - pulci


Una prima mezza giornata di viaggio procede piuttosto tranquilla, per la campagna desolata. A un certo punto Kailah e Shana hanno l'impressione di sentire un gemito che proviene da una macchia di alberelli al lato della strada.
Chiamano, non risponde nessuno, poi di nuovo si ode un lamento.
"Tocca andare a vedere" dice Bohemond.
Vanno in avanscoperta Shana, Bohemond con Kailah in copertura con l'arco, mentre gli altri restano a guardia del carretto col ferito. Tra gli alberi si scorgono segni di sangue e di trascinamento e, poco più avanti, ecco il povero Todder, il commilitone di Shana, steso con la schiena poggiata a un albero, evidenti ferite che sanguinano copiosamente, ed una specie di ragno con 6 zampe sembra che lo stia mangiando lentamente.
Il pover'uomo fa cenno di non avanzare, ma Shana e Bohemond si muovono verso di lui per soccorrerlo, mentre Kailah scaglia una freccia sull'annimale, uccidendolo. Il Kreepar, morendo, emette un orribile ultrasuono e, pochi istanti dopo, una miriade di creature simili a lui si calano giù da tutti gli alberi intorno.
Una decina di Kreepar saltano addosso a Kailah, che riesce ad abbatterne un altro al volo con una freccia, prima di venire sopraffatta. Anche Shana viene attaccata da 3 Kreepar, che riesce faticosamente a gestire, mentre Bohemond fa quel che può per soccorrere l'amica.
Nel mentre alcuni di questi Kreepar si muovono anche verso il carretto, impedendo ai tre compagni rimasti a sorvegliarlo di accorrere. Colin riesce ad accendere una torcia, gli altri devono abbatterne un paio.
Alla fine vengono abbattuti tutti i Kreepar, liberando Kailah dalle numerose creature che erano riuscite a bucarle l'armatura per succhiarle il sangue. La giovane è molto indebolita e ferita, oltre che visibilmente spaventata.
"Prima che ne arrivino altri dobbiamo recuperare i feriti" dice Bohemond.
In effetti a breve distanza c'è anche il corpo del povero Rick, l'altro soldato di Dossler disperso. Todler è in condizioni molto gravi, e secondo i medici del gruppo ha comunque scarse possibilità di sopravvivere.
Il problema ulteriore che si pone è che il carretto è davvero troppo piccolo per ospitare un cadavere e tre feriti, al punto che Kailah, benchè stremata, è costretta a camminare di fianco.
L'avanzata verso Angvard è di una lentezza estenuante, il che significa che difficilmente si potrà raggiungere un riparo prima del calare della notte.
Shana dice che prima di Bonneberg c'è una torre di legno, probabilmente sufficiente come difesa dai Kreepar per la notte. La speranza è di riuscire ad arrivare lì.

Ode a Pecorino

La presenza di Kreepar minacciosi che seguono la lenta carovana si fa via via più certa. Sven dice ai compagni che sarebbe provvidenziale dare sepoltura al cadavere e alleggerire il carretto, perchè altrimenti passare la notte all'aperto, in una zona così pullulante di Kreepar, sarebbe un suicidio.
"Mentre camminiamo raccogliamo arbusti e fascine" dice Sven, così che dopo una mezz'ora scendiamo il cadavere, lo ricopriamo di fascine e diamo fuoco senza aspettare".
Engelhaft è d'accordo. Ma prima prova il potere "pace di Kayah" sul moribondo, per dargli un riposo ristoratore, nella speranza che possa sopravvivere. Sfortunatamente muore, ma in modo pacifico, senza soffrire.
Sono le 5 di pomeriggio e si avanza, c'è un'oretta di luce ancora, 2 cadaveri sul carro e 3 ore di strada da fare.
I cadaveri vengono bruciati e pregati e il carretto avanza più velocemente possibile, ma ancora la torre non è all'orizzonte, mentre la sera scende veloce.
Shana suggerisce di suonare il corno nella speranza che la torre sia presidiata e possa andare qualcuno in soccorso, ma nessuno risponde.
Lentamente cala il sole.
Kailah suggerisce di tenere molte torce accese per allontanare le Scolopendre giganti, che si stanno avvicinando e affiancano da ogni lato il carretto trainato dall'eroico Pecorino. Kailah le fa avvampare magicamente per spaventare le creature, che però accerchiano il carretto e attaccano.
I Kreepar Scolopendra, piccoli Jurmunngand, sono macchine da guerra pericolosissime: hanno una corazza impenetrabile, numerose zampette, riescono persino a coordinarsi nell'attacco. Per non parlare del loro tremendo veleno.
I nostri difendono come possono il carretto, su cui si trova il ferito e sale anche Kailah, che pure ha perso molto sangue nel combattimento precedente. Il povero Pecorino è spaventatissimo e raglia, sembra che le Scolopendre lo considerino un bersaglio prelibato.
Nonostante i tentativi eroici dei nostri, prima di riuscire a mettere in fuga le creature il povero asinello è stato ferito mortalmente. Viene ucciso pietosamente.
Bisogna che un paio di persone trascinino il carretto.
"Non manca molto alla torre" dice Shana.
Colin osserva gli effetti del veleno della scolopendra sul povero Pecorino, che sembra essere rimasto velocemente paralizzato. Serba un campione di veleno da una delle creature decapitate da Bohemond, usando l'attrezzino di Morgoblath.
"Scusa" interviene Engelhaft, "ma che stai facendo?"
"Beh, facevo la considerazione che questo velleno è particolarmente letale e quindi averlo, anche in ottica di provare a fare un antidoto, non sarebbe male"
"Ma non abbiamo attrezzatura.."
"Intanto prendiamo il veleno" dice Colin.

La torre dei Reietti di Bonneberg

La torre finalmente viene raggiunta: dentro non c'è nessuno, resti di un recente accampamento.
I nostri si piazzano per riposare, sono stremati. Dal terzo piano si vedono luci in una torre gemella più ad est. Shana chiede se si vuole accendere un faro per segnalare, ma Bohemond le spiega che è meglio evitare. Bonneberg invece è tutto buio, il che è strano.
L'indomani, 5 marzo, Bohemond va in avanscoperta a Bonneberg per vedere se c'è ancora qualcuno: in effetti il villaggio sembra deserto, fatta eccezione per un'anziana signora che sta a guardia delle galline.
Shana e il suo compagno ferito vengono accompagnati da lei, che è l'anziana Frida, sorella del capo villaggio.
Abbandonato il carro, i nostri si muovono verso la Torre a Est.

La Torre Est

Verso sera si arriva in prossimità della torre est, su cui sventola la bandiera dell'Armata del Corno. Intorno ci sono carri, alcune tende, parecchi soldati.
Subito i nostri vengono intercettati, viene chiesto che abbandonino le armi.
"Siamo soldati di Uryen" dice Bohemond.
"Quindi siete fuori dal vostro territorio, che ci fate qui?"
"Abbiamo un incarico da svolgere oltre il Traunne" dice Bohemond "Noi conosciamo Greg, c'è capitato di lavorare insieme"
"Avete uno straccio di documento che dimostri la vostra missione?"
"No, il punto è proprio questo"
"Greg sta a Ghaan" dice il tizio. "E già il fatto che voi non lo sappiate... deponete le armi e seguiteci"
"E' giusto che sappiate che, come sancisce il decreto di entrambi i duchi, noi siamo tenuti ad arrestare ogni disertore di Uryen quindi ora formalmente vi sto arrestando, sappiatelo, e andremo alla torre dove qualcuno che conta più di me deciderà il vostro destino. Non fate cazzate. Collaboriamo e rendiamola meno spiacevole possibile"
Il campo dell'Armata del Corno conta una dozzina di uomini circa. Mentre i nostri si avvicinano, assistono a uno strano spettacolo: tra le acclamazioni dei soldati, ci sono 2 scolopendre giganti, a cui sono stati messi dei guinzagli, che stanno al centro di un'arena. In mezzo a loro c'è un'esile figura incappucciata, agilissima, che brandisce due coltelli e che, agilissima, schiva uno dopo l'altro gli attacchi dei Kreepar.
Al termine di qualche minuto il tempo è scaduto e lei esce con un salto, stanca, tra i complimenti dei commilitoni.
Colin incontra una vecchia conoscenza di Angvard, il soldato che lo prendeva in giro chiamandolo "Lo Speziale". Fanno qualche chiacchiera amichevole, molto divertita.
Infine un uomo dall'aria seria, con lo scudo che porta il simbolo della Brigata del Tramonto, parla in privato coi soldati di Uryen, in una tenda in disparte dove è appoggiato anche uno scudo con lo stemma privato di Acab (che pure non c'è): il fulmine che spacca la torre.
"Dovremmo... dovrei conoscervi? Aiutatemi"
"Noi abbiamo combattuto con l'Armata del Corno ad Angvard nell'assedio..." dice Kailah.
"Amici nostri, diciamo, amici di tutti, amici del feudo. Facciamo così, mi dite per filo e per segno perchè state qua. E non mi dite cazzate. E io vedo se posso chiudere un occhio, o magari tutti e due. Non qui, andiamocene nella mia tenda"
"Sono tutto orecchi" dice.
"Noi siamo qui per recuperare un corpo" dice Kailah. "Sta per essere portato nelle terre di Uryen e dobbiamo evitare che arrivi a destinazione"
Il tizio è sorpreso e sorride.
"Tra tre giorni dovremmo intercettare il passaggio del corpo, dobbiamo evitare che arrivi a desinazione, e poi tornare a Uryen".
"Chi ve l'ha detto del corpo di Ramsey?" chiede l'uomo.
"Varkman."
"Mi dispiace ma penso che vi abbia detto una cazzata." dice il tizio. "Vi posso assicurare che il corpo di Ramsey non sta facendo ritorno a Uryen. Lo so per vari motivi. Il primo è che se adesso esci e fai due passi vedrai che c'è una grande gigantesca cassa, che potrebbe ricordare la stazza del tenente ramsey e probabilmente contiene un cadavere che stiamo trasportando per volontà dei disertori del vostro esercito"
Kailah trattiene un sorriso.
"In quella cassa, benchè teoricamente potrebbe esserci Ramsey, e benchè noi non l'abbiamo aperta, io sono certo che non c'è Ramsey. Ho parlato io con quello che è tornato a fare rapporto di come è andata e questo ha visto Ramsey insieme a quell'altro, Brian Sturm, e i due sono precipitati dal barbacane della sacra, nel precipizio delle nebbie, ci hanno messo varie ore per trovarli e poi è stato difficile ricomporli. Non si capiva chi era chi. Per questo ho i miei seri dubbi ce in quella cassa ci sia Ramsey. E poi c'è un terzo motivo per cui ne sono certo. "

L'incontro con Sparrow

"Perchè eravamo al suo funerale" dice una donna, e entra la tizia coi coltelli, seria. E si siede sul letto libero. Il tizio le fa un segno di salute rispettoso.
"Vi presento il capitano Sparrow" dice lui.
Saluti cordiali.
"Non ho potuto fare a meno di sentire" dice Sparrow. "Ma vi posso assicurare che il funerale di Ramsey è stato celebrato ad Angvard e poi il Dominus l'ha accolto al Mausoleo al Terzo Livello. Decisione che non è piaciuta proprio a tutti, ma almeno lì non si risveglierà mai.
"E che cosa c'è dentro quella cassa?" chiede Kailah
"Non lo so ma a questo punto vorrei tanto scoprirlo" dice lei.
Kailah dice che se non c'è il corpo di Ramsey, probabilmente sarà qualcosa di losco. Chiede se può vedere se il contenuto della cassa risponde al PotM. Bohemond è perplesso.
Sparrow dice "adesso vi faccio vedere una cosa" e va a prenderla, e tira fuori un oggetto da una sacchetta.
E' un medaglione spaccato in due. Rappresenta un elaborato stemma, di cui ne resta metà. Potrebbe essere una casata, una corporazione. Engelhaft l'ha già visto da qualche parte e pensa sia collegato ai Seebanns di Surok.
"Avete per caso l'altra metà?" chiede lei.
"No"
"Allora non siamo autorizzati a condurre questa conversazione, possiamo parlarne con chi ha l'altra metà di questo medaglione"
Kailah spiega apertamente che il nostro obiettivo è intercettare il carico prima che venga prelevato. I due interlocutori sono spiazzati: lui è preoccupato ma lei è interessata e divertita.
Bohemond "vi sarete resi conto che una componente nutrita dell'esercito di uryen continua delle operazioni ormai considerate interdette da un editto ducale." Spiega poi che l'intenzione di impedire che il corpo di Ramsey arrivi a Uryen è dettata dal timore che vogliano usarlo per farci degli esperimenti.
"Che tipo di esperimenti?" chiede lei
"Volevano provare a risvegliarlo, innalzarlo o una combinazione delle due" dice Bohemond.

Sparrow e l'uomo parlano in privato, mentre i nostri si fanno un giro per il campo.
"Ricordatevi che siete nostri prigionieri" dice il tizio. "Non vi suggerisco di tentare di fuggire"
Il gruppo si interroga sulla situazione facendo varie ipotesi.
"A me la storia del corpo di ramsey mi è sempre sembrata una balla" dice Colin. "Ammesso che gli arrivi per risvegliarlo devono fare una cosa con gli informi... ci vuole moltissimo tempo, e non è una cosa in agenda di orstein bach. Anche la cosa di custode... secondo me fate gadman sherer più diabolico di quello che non sia. Lui è un politico arrivista senza scrupoli che vuole arrivare al suo obiettivo, guadagnare potere" dice Colin. "E ha mandato a chiamare per questo Orstein Bach. Lui è un mago assetato di conoscenza ma non è uno che vuole risvegliare Custode. Vuole spingersi alle frontiere della scienza magica. A loro non serve il corpo di Ramsey nè il corpo di Custode A loro serve un sacco di roba, tipo gli ingredienti della garmbanbozia, che a uryen non possono trovare. Lì dentro ci psosono essere ingredienti che a loro servono"
"Non sarebbe un canale sensato...." dice Bohemond. "Quelle cose se le procurano tramite Deren dalle terre del Torto"
Bohemond dice che per lui la missione è già risolta perchè Ramsey non arriverà ad Uryen.
"Secondo me la cassa va aperta" dice Colin. "Se avessimo qui qualche superiore sarebbe meglio, ma se qui nel giro di chilometri non abbiamo superiori, decidiamo noi. Sicuramente non la farei arrivare a Gadman Sherer. Non sono sicuro di cosa c'è dentro e ci direi un'occhiata"
"Secondo me la ragazza avrebbe una gran voglia di aprirla, se vogliamo perseguire questa cosa, non lo so... l'unica che potrebbe permettercelo di straforo. Tutto il resto è impossibile" dice Sven. "E' in mano a questi tizi che ci tengono prigionieri quindi non avremo mai possibilità di aprirla"
Dopo un po' esce il tizio e viene verso il gruppo, con aria severa.
Taron "Penso che sarete consapevoli che tutte le alleanze tra queste forze militari si reggono fragilmente, tenete presente che se tirate troppo la corda rischiate di rompere degli accordi molto flebili. " e poi indica la tenda, dove sta Sparrow.

Accordi segreti con Sparrow

Lei ha un'aria divertita e ci fa sedere.
"Immagino che siate curiosi di sapere chi ce l'ha data questa cassa. L'abbiamo presa da Ser Vanjar Plank, non abbiamo visto i vostri. E' arrivata alla Rocca di Horen qualche settimana fa accompagnata da un biglietto di istruzioni, che non menzionano il contenuto. Ha il marchio dei vostri e la controfirma dei nostri. Cassa e istruzioni sono stati portati da un vostro plotone, e Ser Plank sostiene che gli è stata consegnata da una delegazione di soldati di Angvard che sono tornati d Angvard, e il comandante di questi soldati ha confermato di averla ricevuta da alcuni dei vostri soldati.
Ovviamente il comandante gli ha chiesto il contenuto e i vostri hanno detto che contiene i resti di un combattente che merita di essere riportato a Uryen. Vanjar Plank ha preso accord per mandare questa cassa a sud e poi l'ha affidata a me affinchè io svolgessi questa missione. Perchè io e Vanjar Plank attualmente siamo a capo delle attività che vengono svolte ad Angvard. "
Sparrow chiede i nostri nomi e glie li diciamo.
"Sapete che cosa non mi convince di questa storia?" chiede Sparrow . "Secondo voi perchè un gruppo di disertori vuole mandare questa cassa a Uryen. Io non lo farai mai.
"La verità è che non ci abbiamo capito niente neanche noi" dice Colin.
Lei giocherella col medaglione. "Sapete chi si presenterà con l'altra parte del medaglione?"
"Molto probabilmente sì, Spinone"
Kailah si qualifica come maga e dice che potrebbe percepire se la cassa contiene yoki. Lei fa svuotare le tasche e le guarda e legge la malleveria di gadman sherer,

La Cassa di Ramsey

"Vi porto a vedere la cassa."
Ci porta in una tenda con la cassa. Buona fattura. Grande e pesante, ha delle maniglie per il trasporto. Chiusa e sigillata. Kailah avverte qualcosa di strano, segnale flebile ma schermato.
Colin si sente a disagio, non avverte un pericolo ma molto a disagio.
Kailah dice che dentro c'è qualcosa di pericoloso. Chiede il permesso di fare PERCEZIONE DELLA MAGIA e vede fuori Taron di Holov che guarda intensamente.
Capisce che all'interno non c'è un'impronta di mago, non è l'esito di un incantesimo nè una permanenza. Si tratta di più elementi che emettono del PotM (come se ci fossero più cose) e c'è sicuramente uno schermo messo apposta per ridurre l'efficacia delle percezioni. Kailah lo dice a tutti.
"Ad esempio Luger sta ad Angvard e prepara una cosa del genere" dice Kailah. Ma non è la traccia di Luger.
"Per caso sai dove sta Norman il mago?" chiede Kailah a Sparrow
"Sta alla squadra di mare, quindi a largo della costa di Gahan" dice Sparrow. "Non abbiamo maghi, tranne uno che a volte fa servizi a pagamento"
"Dust?" chiede Kailah. "Non sarebbe male chiamarlo"
"Non abbiamo modo di capire se dentro c'è una trappola per chi la apre o una cosa positiva per chi la apre" dice Bohemond.
Sparrow ascolta tutta la conversazione. Kailah elenca i maghi in zona e cita anche Mirai, suscitando la curiosità di Sparrow.
"Se è ancora vivo c'è anche il nipote di Mirai" dice Sparrow.
"Mi sa purtroppo che non ce l'ha fatta" dice Kailah.
Il vero corpo di Ramsey è tornato ad Angvard insieme ai feriti etc, gli stessi che hanno portato la cassa e i corpi
Kailah chiede "da dove è partita questa cassa? fatta apposta per schermare contenuto magico..."
Colin prova ad annusare la cassa. Il sigillo di resina impedisce il passaggio di odori.
Osserva bene la cassa e scopre che il filo di resina non è stato applicato perfettamente, perchè c'è un punto della cassa dove la resina è stata applicata in modo sbagliato, ed è lì inutile. Lì annusa, e sente odori di sostanze, un mix, sostanze che si sentono abbastanza, effluvio di composti antisettici e sostanze che servono per assorbire l'umidità, rallentare la decomposizione.
Colin non esclude che lì dentro ci sia un cadavere ben conservato.
Sparrow vorrebbe aprire la cassa, è curiosa, il problema è che dopo non si richiude.
"Ce l'abbiamo questa cera?" chiede Colin.
"Ci potrebbe stare ad Angvard. Sai cavalcare? Possiamo andare ad Angvard" dice Sparrow.
"Io riuscirei a richiuderla ma servirebbe un bravo scassinatore"
"Allora vorrà dire che la apriremo io e te!" dice Sparrow.
Kailah chiede a Engelhaft di santificare la zona intorno alla cassa prima di aprirla.
"Sì però come dire... non lo so, io lo farei... ma... mi sembra un contesto molto laico"
Si spiega a Sparrow che Engelhaft è un sacerdote di Kayah. Lei preferiva un sacerdote di Illmatar e quasi è delusa. Lei è devota di Illmatar.
Sparrow indica il tizio - che è suo zio - e non sarà contento della sua scelta. "Il comando della spedizione ce l'ho io ma proprio perchè gli accordi sono delicati, sarà il caso di farlo lontano dai miei uomini. Io vi consentirò di farlo ma a distanza. E questa spedizione sarà la prova del nove, l'unico che lo saprà sarà solo mio zio. Vooi vi sentite in grado se uscisse fuori lui?
"Ci proviamo" dice Bohemond.
Poi Sparrow va a parlare con lo zio.
Torna un po' di tempo dopo, visibilmente provata. "E niente, abbiamo scontentato una persona" (ridacchiando). Poi chiede a Colin se è pronto per partire l'indomani all'alba.
Spiega che ci sono troppi Kreepar. E spiega che ce ne stanno alcuni volanti che sono particolarmente pericolosi.
Ed è già sera, vengono organizzati turni di guardia per difendersi soprattutto da Kreepar alati. Anche ai nostri vengono restituite le armi. A parte il ronzio fastidioso la notte passa tranquilla.

Spedizione a Angvard alla bottega di Lucy

All'alba del 6 marzo Sparrow e Colin partono per Angvard. Vanno su un solo cavallo e lo cambiano ad Angvard.
"Tieniti forte perchè io vado forte" dice Sparrow, che cavalca velocissimo, spericolata.
Colin suggerisce di cercare al negozio di Lucy.
Sparrow è molto conosciuta e trattata rispettosamente in città.
Lucy è contenta di vedere Colin ma forse un po' seccata di vederlo insieme a Sparrow. Lui veloce come sempre offre a Lucy le sacchette col veleno delle scolopendre per fare un antidoto. Lucy quindi ce l'ha. è imbarazzata a parlare in presenza di Sparrow e parla forzatamente bene della'armata del corno e del lavoro che svolge in città.
Lucy ha un materiale diverso dalla resina originale. "Questa c'è questa usiamo" dice Sparrow, poi manda fuori Colin per parlare con Lucy da sola. Lucy pare un po' intimorita.
Poi Colin va a salutare Lucy da solo. "Certo che puoi salutarla, è la tua ragazza?"
"...nn...o. Per ora non ci penso, un domani vedremo"
"Ma perchè ti accompagni con quelle persone?" chiede Lucy, una volta rimasti soli. "Quelli sono dei criminali, danno fastidio, tiranneggiano le persone..."
"Tecnicamente sono suo prigioniero" dice Colin. E si offre di pagare la resina.
"Io se potessi te la regalerei, ma stiamo pure in ristrettezze economiche..." spiega Lucy.
Lui le lascia un paio di corone d'argento e la saluta, lei sembra molto stanca e provata.
Torna da Sparrow e galoppano fino alla torre.
A ora di pranzo sono tornati alla Torre Est.

L'apertura della Bara

Il plotone dell'Armata del Corno viene allontanato con una scusa per un'oretta dal campo e i nostri hanno la bara tutta per loro, insieme a Sparrow.
Per prima cosa Engelhaft fa un rito per esorcizzare il male attorno alla bara. Tutti i devoti pregano, anche Sparrow fa una preghiera di Illmatar. Engelhaft fa il rituale circondando la cassa. Sente che sta circondando una presenza negativa all'interno della zona.
Poi Sparrow apre la resina che sigilla la cassa, abilmente per non danneggiarla.
Bohemond impugna la Spada di Cantor. Sembra che la spada pulsi in qualche modo.
Colin sente che l'ansia aumenta mentre lei procede ad aprire.
Tolta tutta la resina, bisogna aprire la cassa. Sparrow a a prendere gli attrezzi da scasso. Ha bisogno di farsi aiutare per alzare da 4 lati. Kailah si mette dal lato opposto a Sparrow. Ai lati corti ci si mette Colin e Engelhaft.
Uno due tre via. "Lento e costante" spiega Sparrow.
Si sprigiona una puzza mefitica terribile, escono dei gas che erano interni. Colin si accorge immediatamente che c'era un'ovattatura interna preesistente. E' una cassa probabilmente della Sacra, ci sono stoffe di lino intorno.
Colin nota le erbe e anche del NATRON (minerale che si usa per assorbire l'umidità) e soprattutto ci sta un'armatura assurda da PALADINO della SACRA che sta dentro. E' gigantesco con tanto di fratina strappata e annerita. Fa un'impressione terribile, è messo con le braccia giunte al petto e la spada in mano, in posizione da Paladino morto. IMMOBILE e puzzolentissimo, sinistro, con la celata calata sul viso.
Intorno a lui ci sono una serie di oggetti: sacchetti, fialette, varia roba. Colin sente che è roba molto pericolosa. E poi c'è piegata in 4 da una parte un foglio di pergamena.

La movimentata lettura del documento nella bara

Un po' timorosa, Kailah allunga la manina e prende il foglio, lo dispiega e inizia a leggere ad alta voce. Sembra trattarsi di un diario, piuttosto corposo. Subito la giovane scorre all'ultima pagina, per vedere se ci sia una firma, ma nessun nome è apposto in fondo al documento.
E così, Kailah inizia a leggere, ma poco dopo Sven chiede a tutti di stare in silenzio, perchè gli sembra di sentire un tintinnio leggero provenire dalla cassa. Evidentemente qualcosa si muove.
Con cautela il soldato sfiora con la punta della spada il torace e il cranio del mostro, che sembra siano stati incollati dopo essere stati staccati l'uno dall'altro.
Kailah e Engellhaft arretrano di qualche passo, mentre accanto alla bara restano Sven, Bohemond e Colin. Kailah legge qualche altra riga del diario, e di nuovo si sente il tintinnio, un po' più intenso.
"Ma cominciare a decapitare questa testa, in attesa delle istruzioni?" chiede Engelhaft.
"E' stata già decapitata" dice Sven.
"E' incollata..." dice Engelhaft. "Sennò rischia che si sollevi lui... probabilmente..."
"Non basta incollare una testa per nascondere una decapitazione. Se lo decapitiamo facciamo uscire quello che è nascosto dentro..." dice Sven.
"Secondo me è poco cauto, si è innescato qualcosa, la lettura di Kailah non ci permette di seguire la situazione. Finitevi di leggere il messaggio e noi stiamo qui attenti a quel che succede, senza distrazione" dice Colin.
"Conviene stare tutti pronti a intervenire, e non dividerci" Sven dice.
Colin ricorda che ci sono feriti e gente senza armatura. Si parla di cosa convenga fare. Ma c'è una sorta di sussulto, l'elmo si comincia a muovere e sussulta in modo strano, come se la piega incollata del collo si tirasse su. Sotto lo sgarro del collo, incollato, c'è del materiale nero solido, che unisce in qualche modo il collo con la testa. Sono più di uno, simili a tentacoli neri che si muovono.
"Secondo me si sta rigenerando, bisogna tirarla via" dice Colin.
"Credo che se siete d'accordo si debba provare a impedire che si rigeneri questo mostro" dice Bohemond.
"E lo chiedi?" dice Kailah.
"Tagliategli la testa e io la tiro via!" dice Colin, mettendosi dietro alla testa.
L'armigero comincia ad avere delle convulsioni, come se si stesse scuotendo, tutto inizia a tintinnare e la bara a muoversi. Bohemond prova a tirare il colpo per decapitarlo.
L'armigero riesce ad impedire il colpo di Bohemond, coprendo la parte vulnerabile. Tuttavia Bohemond sta usando la spada recuperata nel cimitero, e sente che la spada ha un che di diverso, in questo frangente, quasi come se oltrepassasse l'armatura senza toccarla, colpendo la creatura all'interno.
Il corpo dell'armigero trema sempre di più ed è come se allargasse elasticamente la ferita che divide la testa dal collo, con questi filamenti neri dentro. Sven ci tira un altro colpo sopra, e di nuovo viene parato.
Sparrow prende un barile e ci sale sopra, per vedere che sta succedendo nella bara, visto che sta a distanza.
Bohemond riesce a piantare la spada nel corpo dell'armigero. La lama entra come se non ci fosse l'armatura, quasi passandogli attraverso. Bohemond è sorpreso. L'armatura non sembra nemmeno scalfita, quasi come se non ci fosse, ma il danno è passato internamente. Sven può provare a colpire alla gola, gli pianta la spada nel collo e recide due o tre dei cinque filamenti che legano testa a corpo. Scopre che ha colpito anche qualcosa sotto al collo, una sorta di "cuscino" organico che spruzza una sostanza schifosa per la cassa: probabilmente un informe.
Engelhaft si sente molto impegnato nel trattenere la potenza dell'invocazione di Kayah, si rende conto di dover trattenere qualcosa di potente.
Bohemond e Sven continuano ad attaccare l'Armigero nella bara.
"Uccidetelo, presto" dice Engelhaft lasciando capire che è impegnato in un braccio di ferro con la creatura oscura, e che non sa fino a quando riuscirà trattenerlo.
Bohemond colpisce al collo e la spada non si è "smaterializzata", danneggia la creatura. Sven colpisce il torace, seppure non abbastanza forte.
Bohemond finalmente riesce a colpire con violenza smodata il ventre della creatura, ficcandogli la spada ben bene dentro. Questo emette un orribile grido strozzato. Sven lo colpisce al collo e l'Armigero stavolta non prova neanche a parare.
La situazione sembra tranquillizzarsi e finalmente viene recisa la testa dell'Armigero.

Colin separa la testa dal corpo, mentre i tentacoli ancora si muovono lentamente. Ogni movimento del corpo cessa.
I tentacoli partono dall'elmo, come se fossero delle radici. Bohemond suggerisce di poggiarla cautamente per terra e a quel punto Bohemond la infilza. La spada non perde consistenza, quindi dà un affondo deciso, la spada penetra molto bene, ma l'elmo rotola un po' in giro. Infila la lama nell'elmo e lo finisce di spappolare.
La schifezza nera sembra un insettone, come se fossero delle zampe/radici, come dei nervi usciti dal bacarozzo. Colin ha l'impressione che possa essere un Saad cresciuto, "maturato".
Sulla nuca c'era pure un informe, all'interno dell'armatura, trafitto da parte a parte da Sven.
Sparrow, che è rimasta a distanza di sicurezza e molto attenta a quel che accadeva, si avvicina per guardare dentro e, incuriosita, fa molte domande. Dopodichè Kailah termina la lettura del documento, il cui contenuto preoccupa moltissimo tutti: sembra che all'interno del contingente che ha mosso guerra a Ghaan ci siano dei traditori e che pianifichino di sterminare praticamente tutti.
Non è chiara l'identità di chi ha scritto il testo, ma Bohemond da alcuni indizi ipotizza che possa trattarsi di qualcuno dello Squadrone Wachter, il gruppo di soldati di Greyhaven che accompagnavano Navel: in altre parole, gli autori della Mappa del Problema.

Il restante contenuto della cassa

Oltre ai resti dell'Armigero, nella cassa ci sono dei sacchi di paglia, forse impiegati per evitare che il cadavere essudasse troppo, poi 4 vasi da circa mezzo chilo di Garmanbozia e 4 fiale estremamente ben sigillate, contenenti probabilmente Sangue di Antecessori. Ci sono anche alcune ossa strane, di una creatura che potrebbe essere una foca, o un mammifero marino, o addirittura un "uomo pesce" di quelli che attaccarono il Santuario. C'è anche un arazzo antichissimo che raffigura lo stemma di una famiglia nobiliare (lo stesso che si intravede sul mezzo medaglione che ha Sparrow, e che avrebbe dovuto utilizzare come sistema di riconoscimento per la consegna della cassa. Un tempo l'arazzo doveva avere colori sgargianti: viola giallo blu rosso, ora sbiaditi per l'antichità.
"A me sembra lo stemma della famiglia Hauer, una famiglia nobiliare molto antica di cui mi parlò il Vescovo. La tomba degli Hauer dovrebbe trovarsi nella città funeraria insieme agli Antilegomena del 45esimo Runo. Se non erro erano imparentati con i Sullivan..." dice Engelhaft.
Svolgendo l'arazzo emergono pergamene molto molto antiche, con su i piani di costruzione di quella che probabilmente era una cripta, o una tomba. I testi sono scritti nell'antichissima lingua Shanti.
Infine c'è quel che resta di un Informe, distrutto da Sven.

Che fare?

Una volta fatto un inventario del contenuto della cassa, si pone il problema di cosa farne. Non si tratta di una decisione facile e tutti hanno idee diverse, che però convergono nel fatto che non si possa in alcun modo far arrivare a Uryen un simile materiale.
Vista la situazione, viene coinvolta Sparrow nella decisione. La giovane è incerta, si rende conto delle possibili conseguenze anche politiche di una qualsiasi scelta.
"La situazione è un po' più complicata perchè, a differenza di Uryen, Angvard ha dichiarato guerra a Gahan, quando Gahan è stata accusata di aver compiuto l'attacco alla Sacra dei Difensori, quella è stata la causa scatenante. Nel momento in cui è stata intimata la pace totale, sia Angvard sia l'Armata del Corno hanno fatto la stessa scelta di Uryen, con una parte che ha recepito l'editto... e nel caso dell'Armata del Corno siamo noi, mentre gli altri sono partiti in violazione dell'Editto. E Ad Angvard Plank e Lord David hanno recepito l'editto, mentre Lady Yara no. E questo serve per guadagnare tempo. Questo significa che noi siamo quelli che devono collaborare, quindi io adesso avrò una gatta da pelare perchè a mio avviso entrambe le soluzioni hanno le gambe corte, forse per noi sarebbe proprio meglio non presentarci all'appuntamento. Loro non ci vengono a cercare... forse così la nostra posizione è meno matematicamente compromessa, anche se ci metteranno poco a capire. Anche perchè mi sa che il contenuto è molto atteso e importante."
Dopo un po' Sparrow dice che deve parlarne con lo zio, che vorrà esaminare tutto il contenuto. Con il consenso della giovane figlia di Acab, però, le fialette di sangue e la lettera vengono nascosti prima che lo zio li possa esaminare.
Sparrow e suo zio discutono a lungo, alla fine è la giovane a spuntarla: "Beh, mio zio non è stato contento dei modi ma è stato costretto a convenire con il dafarsi, visto e considerato quello che abbiamo scoperto. Abbiamo messo le mani su un documento molto grave."
Oltre alla comprensibile preoccupazione per suo padre, che si trova nell'elenco di quelli che rischiano di essere assassinati, Sparrow è infastidita dal fatto che lei, nel documento, non venga mai nominata col proprio nome, ma solo come "figlia di Acab". La preoccupa anche il fatto che ci sia scritto che lei e i suoi uomini sarebbero impreparati e la città, fondamentalmente, indifesa.
La decisione in ogni caso è presa.

La diserzione del 23esimo Plotone

La bara viene richiusa con - quasi - tutto dentro, per essere trasferita ad Angvard.
L'intero campo viene smobilitato e tutti raggiungono la città, dove i nostri sono ospitati in gran segreto presso la Locanda dell'Armata del Corno.
Kailah dice che il gruppo avrebbe bisogno di fare una cosa fuori, in città.
"Birra e porco?" chiede Sparrow. Allo stupore di tutti, la giovane spiega che ha saputo da uno dei compagni di Uryen che il gruppo sarebbe dovuto andar lì.
"Io la cosa migliore che vi posso consigliare è state nella locanda, meno persone vi vedono per Angvard e meglio è", dice Sparrow, che però poi fornisce a tutti i mantelloni simili a quelli usati dagli altri soldati dell'Armata del Corno, e accompagna tutti a Birra e Porco.

Da Birra e Porco

La locanda Birra e Porco sta al Secondo Livello di Angvard, quindi è necessario passare i controlli dai soldati al comando di Plank. Fortunatamente i nostri non vengono riconosciuti e possono raggiungere facilmente la loro destinazione, accompagnati da Sparrow, che ben conosce l'oste.
Dopo mangiato, è il momento di chiedere il messaggio da parte di Ali, ma l'oste inizia a chiedere rassicurazioni. "Per chi è il messaggio?" domanda. Vengono elencati i nomi dei compagni del Plotone, fino a Colin: il messaggio è per lui.
"E da parte di chi?" chiede l'Oste.
Sembra un indovinello. Viene detto Ali, Ali Shark, vari soprannomi... fino a che Colin si ricorda com'era firmata l'ultima lettera di Ali: "Sto ca//o". E finalmente l'Oste, facendosi pagare una saporita mancia, porta il messaggio di Ali.
Leggendolo, sembra che vada recuperata e portata in salvo Giada, via da Skogen.
Tornati alla base, Colin controlla eventuali cifrature nel messaggio di Ali, e trova un testo ulteriore: "VP non è amico nostro. ci sentiamo alla locanda del Puma."
In serata si affaccia Sparrow, turbata. Rilegge ancora il diario trovato nella cassa, è in pensiero per la spedizione e per suo padre.
"E' chiaro che bisogna andarli ad avvertire" dice Bohemond.
"Il problema è che questa lettera è di 3 mesi fa, potrebbe essere già troppo tardi" dice Sparrow.
Si avverte Sparrow dei sospetti su Vanjar Plank, che pure non lo può sopportare.
Confrontando la scrittura della Mappa del Problema con la scrittura della lettera nella bara, non sembrano scritte dallo stessa mano. Probabilmente no. Anche diverso lo stile del racconto.
Bohemond chiede a Sparrow che fine faranno i resti del Paladino profanato.
"Ci sono dei saggi, qui ad Angvard, consiglieri di Lord David, a cui abbiamo intenzione di consegnare tutto quanto, perchè loro sanno gestire la cosa meglio di tutti noi"
"Perfetto" dice Bohemond.

Qualche giorno di attesa

Il gruppo si riposa nella stanza, senza farsi vedere in giro, per qualche giorno, in attesa che si capisca se arriverà Spinone a reclamare la bara o no. Intanto i nostri ne approfittano per recuperare le forze e riprendersi dalle ferite, per leggere le carte di Luger, il suo diario, gli appunti alchemici e magici.
Colin è interessato in particolare a studiare le parti del diario in cui Luger parlava del "suo" Loquens: sembra che parlasse, ma senza riuscire a pensare. Luger era molto preoccupato che potesse esistere qualche Risvegliato in grado di pensare, perchè un'intelligenza unita al corpo terribile e formidabile dei Risvegliati sarebbe davvero difficile da affrontare.
La conclusione a cui era giunto Luger è che qualora in un gruppo di Risvegliati ci fosse un Loquens, quello andrebbe ad ogni costo abbattuto subito, anche per evitare la possibilità che in qualche modo potesse guidare l'operato di altri Risvegliati.

Kailah passa il tempo a studiare l'incantesimo Polvere del Sonno.

Sven fa amicizia con l'Oste della Locanda del Corno, Raz Marco, che è molto cordiale e disponibile, al punto da offrirgli un bel barilotto di vino.
Anche Bohemond ci parla un po', chiedendogli della strana prova di coraggio di Sparrow coi Kreepar: pare sia una prova che fanno un po' tutti, anche secondo i consigli di un loro "esperto" di Kreepar, con l'idea in prospettiva di usare quelle creature come delle armi.
Raz Marco racconta anche che lo zio di Sparrow, Taron Hasselman, era parente del Dominus di Holov, e che la ragazza proviene da lì.
"Non prestate fede alle dicerie sul suo conto!" si raccomanda poi Raz, senza spiegare di che dicerie si tratti.

L'organizzazione del viaggio verso Nord

Il pomeriggio dell'8 marzo torna Sparrow dal gruppo. Dice che da Spinone non sono arrivate notizie, non si sa se verrà ad Angvard o meno, ma che entro breve i nostri saranno liberi di muoversi e decidere dove andare.
"Andremo alla Locanda del Puma, intanto. Poi in prospettiva verso Skogen".
La giovane va ad informarsi dai suoi compagni, per avere notizie sulla situazione a Nord. Quando torna non fa un quadro molto positivo.
"Ho parlato con uno dei nostri che conosce la situazione a Nord meglio di me" dice Sparrow. "Lui sconsiglia molto di andare im quella zona perchè c'è la seguente situazione: ci sono degli squadroni di nordri capitanati da Yarl Borl, che è uno dei due capi nordri alleati di Ghaan, e poi si muovono in gruppi piuttosto numerosi, e poi ci stanno i Risvegliati: i Nordri non sono infastiditi dai Risvegliati, ma pare che ce ne stiano parecchi lì. Sono diventati molto pericolosi. Ha detto che la persona più esperta della situazione a Nord è Vanjar Plank, e lui comunque lo verrebbe a sapere se passate, anche perchè passate vicino alla Rocca di Horen."
"Bisognerebbe chiedere a Plank" ipotizza amaramente Sparrow, ma è impossibile. Altrimenti Sparrow suggerisce di assoldare una guida che conosce quei posti, ma non sarebbe a buon mercato.
Sparrow fa due ipotesi: uno potrebbe essere Dust, che si trova in città; l'altro sarebbe un ex soldato della Rocca di Horen, che ebbe un diverbio con la Domina per poi ritirarsi a vita privata: uno della vecchia guardia, un nostalgico.
Il gruppo discute un po' se sia meglio reclutare l'uno o l'altro e alla fine prevale la scelta di chiedere aiuto a Dust.

Visita a Dust

Nel giro di poco tempo viene organizzata la visita a Dust, che si trova ospite delle prigioni di Angvard.
Ha una sua celletta privata, è vestito male, arruffato, non al massimo del suo splendore. E' divertito nel riconoscere i suoi visitatori, subito capisce che qualcosa di interessante bolle in pentola.
"A volte ho come l'impressione che mi seguiate, e invece probabilmente seguite gli eventi, come me" dice Dust.
Bohemond tira fuori il barilotto di vino per bere con Dust, che è molto contento.
Raccontandogli i piani di viaggio, il Mago mette subito le mani avanti: "Io a Skogen non posso entrare" dice Dust, "al massimo vi lascio al Ponte di Skogen. Fino al Puma si può andare, poi toocca capire che succede, per proseguire"
Poi dice che Zodd si sa barcamenare, anche facendosi rispettare dai capi nordri.
Colin chiede del tempietto della Mantide.
"Beh lei ha lasciato degli occhi in giro per la maggior parte dei luoghi funerari, dove riesce a farlo senza troppi problemi. Non è il solo posto dove l'ha eretto, ma quello è particolarmente fastidioso".
Kailah chiede come si fa a "spaccare"quei luoghi. Dust spiega che se rompi il "sigilllo" emerge qualcosa, un guardiano, forse un problema di altra natura, e va spaccato. A Skogen bisogna entrare e trovare il bandolo della matassa dentro. "A Cantor invece secondo me esce la sorpresa, mi aspetto un costrutto magico."
Dice poi che i Risvegliati hanno cambiato abitudini, sembra che rispondano agli ordini di una presenza superiore, come se qualcuno avesse imparato a controllarli. Si parla di gruppi, di bande organizzate come plotoni militari. Se ne parla parecchio alla zoona intorno alla Locanda del Puma.
Al momento di accordarsi, il prezzo di Dust non è economico: Dust acconsente di aiutare il gruppo in cambio dell'ultimo "chiodo" esplosivo di Luger, insieme alle istruzioni su come replicarlo, tratte dagli appunti dello stregone.
Dust è anche incuriosito dalla spada di Bohemond, Jaegerin, che vorrebbe acquistare. Bohemond spiega però che non è in vendita, e che è vincolata al suo voto di liberare l'antico cimitero di Cantor dall'oscura presenza che lo infesta. Dust propone quindi che, nellla sfortunata eventualità Bohemond non dovesse sopravvivere alla spedizione, lui prenderebbe in custodia la spada e poi accompagnerebbe il gruppo a Cantor, aiutando a liberarlo dalla sua maledizione. Bohemond acconsente.
Si parla anche un pochino di che strada prendere: il percorso verso la Locanda del Puma è rischioso. perchè infestato sia da pattuglie di Nordri, sia da gruppi di Risvegliaati dal comportamento anomalo, un po' più intelligenti del normale. Il percorso più "comodo" è infestato prevalentemente dai Nordri, quello invece più impervio, in basso, dai Risvegliati.
Dopo un po' di incertezze se sia meglio la padella o la brace, i nostri stabiliscono che forse sia meglio provare il pericolo Nordro.
Dust mette subito in chiaro che il grupppo dovrà seguire le sue indicazioni, per evitare di farsi ammazzare con troppa facilità, e che non si potranno fare in alcun modo prigionieri.

Preparativi con Dust

Si ragiona un momento riguardo il problema dell'equipaggiamento. Servono provviste, almeno 3 o 4 giorni, che saranno anche piuttosto costose e difficili da reperire, mentre le cavalcature difficilmente potranno essere utilizzate.
Il gruppo fa un po' di conti per vedere quanti soldi riesce a racimolare. Dust suggerisce di farsi dare almeno un altro soldato dell'armata del corno, almeno un soldato in più.
Dust dice: "se volete partire domani, considerate che il sole cala abbastanza presto, bisognerebbe partire presto e quindi decidiamo adesso come organizzarci. E' opportuno che sapppiate un po' di cose", ed inizia a scartabellare nel suo equipaggiamento, tira fuori un astuccetto e dei fogli, da cui tira fuori una mappa.
Mostra le varie strade possibili:
- Torre Nord fino alla Rocca di Horen (sorvegliata da Plank)
- Rovine di Gulch e Torre del Baratro (infestata da Nordri)
- Lungo il fiume Idra nel vallone della Tranquillità (infestata da Kreepar e Risvegliati "intelligenti" con Loquens)
Queste sono le tre strade, una peggio dell'altra.
E poi ce n'è una quarta:
- La via dei Loggioni (consigliata da Dust): ciò che resta di un complesso sistema di miniere rocciose, un passaggio sopraelevato tra queste galerie che scorre parallelamente al fianco est del vallone della tranquillità. Ci si entra dalla Torre Ovest e da sopra non si vede nulla. Il rischio è che ci possa essere qualche vedetta, ma sono scomode da percorrere e probabilmente i Nordri non ci si ficcano.
E' divisa in due tronconi, il Loggione di Levante, il più vicino, tra la Torre Ovest e il villaggio di Gulch, e quello di Ponente, successivo. Si decide di seguire il consiglio di Dust e percorrere questa strada.
Dust dice che serviranno picconi, lanterne e corde.

Preparativi con Sparrow

Si chiede a Sparrow se abbia un uomo che può dare al gruppo. Lei a malincuore acconsente.
"Ci serve uno in grado di badare a sè stesso e capace di muoversi in terreni accidentati, rapidamente e in modo discreto" risponde Bohemond.
Sparrow si organizza per recuperare le provviste in cambio di 1,5 Si, e poi va a sentire un uomo.
"Se riuscite a raggiungere la Locanda del Puma, il mio uomo dovrà portare un bauletto da consegnare lì".Tutti vanno a dormire e la notte passa tranquilla prima della partenza.

Partenza verso Nord

Sorge il pallido sole del 9 marzo. Arriva dal gruppo un individuo dall'aria segaligna, già visto ad Anvard nella famosa scazzottata, in squadra con Greg e Ceyenne. Si presenta con spada, daga, coltelli da lancio e balestra.
Si presenta come Malandrino.
"Eravate pieni di figa, l'altro viaggio. Che è successo alle altre due?"
"Accompagnaci fino a Skogen e ne ritroveremo una"
E' molto sicuro di sè, dice di essere un ottimo tiratore. Si va a prendere Dust, per poi partire.
Dust e Malandrino si salutano. Dust è soddisfatto a vedere Malandrino, evidentemente lo conosce come un tipo in gamba.

Dust guida il gruppo alla porta di Angvard presidiata dall'Armata del Corno, per poi girare intorno alla città e andare verso la Torre Ovest.
Cammina cammina, dopo una ripida faticosa salita sul costone Est, si raggiunge la cima del vallone e in basso si sente il rumore del fiume.
Dust chiede a metà del gruppo di guardare sotto al vallone, per controllare eventuali kreepar volanti, e l'altra metà guarda verso Est, nella speranza di non vedere niente.
Il percorso è monotono e dura diverse ore. Nonostante sia faticoso, tutti resistono piuttosto bene. Ed ecco che si arriva davanti alla Torre.

Informazioni di Dust sui Nordri

Lungo il percorso Dust spiega un po' di informazioni sulla presenza dei Nordri sul territorio. Spiega che esistono due Knath Nordri, ciascuno con le loro truppe: Jarl Borg, del clan dei Borg, un comandante piuttosto anziano (sui 50), Capo del Villaggio di Galmr; e Ymir Braccia d'Orso, del clan degli Jotnar, decisamente più giovane (sui 30) e più forte, Capo del Villaggio di Jotun.

Entrambi sono a capo del loro Clan e del loro Villaggio: i due villagi sono da anni in competizione tra loro e, a quanto si dice a Ghaan, sono legati da una profezia: una guerra alla quale parteciperanno entrambi, e alla quale sopravviverà soltanto un leader. Quel giorno i due villaggi, e i rispettivi territori, diventeranno uno. Questo è il motivo che spinge entrambi i leader, oltre ovviamente alle promesse territoriali fatte da Ghaan.

Jarl Borg

Le truppe comandate da Jarl Borg sono riconoscibili da una runa a forma di "V" rovesciata con due segmenti sotto. Sono in parecchi, ma non tutti sono guerrieri specializzati: l'esercito è infatti composto anche da uomini, donne e ragazzi non addestrati al combattimento. Le truppe del clan di Jarl Borg sono essere arrivate per prime e si sono attestate sui due lati dell'altopiano del Tuono, vicino agli approdi che si trovano più a sud. Nessuno ha avuto voglia e/o mezzi di contrastare quegli approdi, quindi si sono spinti lungo le zone centrali dell'altopiano, dove hanno spadroneggiato indisturbati finché, ultimamente, non hanno subito l'avanzata dell'esercito di Angvard. A oggi, a quanto ne sa Dust, gli unici che li contrastano sono i soldati della Rocca di Horen e in generale gli uomini di Vanjar Plank.

Ymir Braccia d'Orso

Gli uomini di Ymir Braccia d'Orso sono riconoscibili da una runa che sembra una "O" sbarrata da una linea orizzontale. Sono in numero inferiore rispetto alle truppe di Jarl Borg, ma mediamente più forti (soltanto soldati e soldatesse di professione). Sono arrivati qualche mese dopo e hanno rilevato le postazioni iniziali degli uomini di Jarl Borg, quindi la zona costiera intorno a Ghaan: recentemente sono scesi fino alla Sacra dei Difensori e alle zone che circondano l'Angelo di Pietra.

Rapporti tra Nordri e Skogen

Dust fornisce qualche informazione aggiuntiva anche relativamente ai rapporti tra i Nordri e il villaggio di Skogen, che sono paradossalmente piuttosto buoni. "Zodd vanta una discendenza Nordra, condivisa con il suo ex-Dominus Parnag Joar: c'è persino chi dice che sono imparentati alla lontana con il clan degli Jotnar di Ymir, anche se probabilmente è una voce messa in giro da Zodd nel tentativo di conquistarsi il rispetto dei Nordri. Fatto sta che ha funzionato, e che sia il clan di Jarl Borg che quello di Ymir trattano sia Zodd che Skogen con un certo rispetto".

Arrivo alla Torre Ovest

Si arriva alla Torre Ovest, che è abbandonata, in rovina, e Colin nota degli strani Kreepar simili a porcellini di terra, accovacciati a prendere il fresco tra le rovine.
Dust li indica e dice che con il loro carapace Zodd ci fa le armature. "E' un buon segno perchè vuol dire che non ci sono in zona kreepar più aggressivi"
E' il momento di calarsi nelle gallerie.
Dust tira fuori un coltello, che ha una lama veramente stranissima, marrone rossiccia, che sembra quasi un pungiglione. Non dovrebbe essere metallica, ma fabbricata con carapace di Kreepar o qualcosa del genere.
Dust la utilizza per forzare una porta mezza sprofondata insieme alla torre.
Colin gli chiede, e Dust la mostra spiegando che è un coltello fatto utilizzando una zampa di Jurmungand. SI chiama "Vilie"
Quando ho fatto pace con Zodd, me l'ha data: il suo significato in lingua nordra significa "benevolenza".

L'entrata nelle gallerie

Dust apre la porta e per il primo tratto guida la comitiva, anche se ben presto si fa dare il cambio come aprifila da soldati più armati e protetti da armature.
Il loggione è un passaggio sopraelevato, con ampi archi naturali verso lo strapiombo, è tutto abbandonato, con detriti, tracce di antica attività mineraria. Nei punti aperti c'è un'ottima luminosità, mentre è buio lontano dalle aperture.
C'è un bel panorama sul Vallone della Tranquillità.
Lungo la strada Dust racconta dei minatori volontari e di quelli portati qui in schiavitù per debiti.
"C'era una volta un nano, Gor Kun, portato qui con altri prigionieri" racconta Malandrino, "era un Nano parecchio alto, un gigante, per essere un Nano, e da solo faceva il lavoro di 4 schiavi, e organizzò una rivolta e lui si sacrificò per far scappare i suoi compagni. Attirò i sergenti e gli fece franare la cava in testa".
Sembra tutto tranquillo.
Dopo un po' si inizia a scendere per un tratto di qualche chilometro che corre più in basso, al chiuso. Vengono accese un paio di torce.

Engelhaft sprofonda

Purtroppo d'improvviso si sente un botto pazzesco alle spalle del gruppo, come di frana. Dust esorta il gruppo a correre avanti. Cadono detriti un po' ovunque.
Engelhaft (6-6-6) sobbalza, gli cade un masso enorme proprio vicino, per un attimo si sente quasi miracolato, ma gli si apre un crepaccio sotto ai piedi e sprofonda nell'oscurità, nonostante l'amico Colin provi ad afferrarlo per una mano.
Engelhaft atterra molto più in basso, ammaccato.
Il tremore cessa, Malandrino suggerisce a tutti di mettersi spalle al muro, allontanandosi dal buco.
Colin si stende a terra per guardare nel buco e vedere dove sta Engelhaft. La caduta è stata di circa 3-4 metri, il Sacerdote sembra ancora vivo.
Colin si fa dare una corda e la cala verso Engelhaft, che sta in basso e sente uno strano brulicare subito sotto al montarozzo di detriti su cui è caduto.
Engelhaft riesce ad afferrare la corda, che viene issata su da Sven. Si issa un pochino ma non riesce a tirarsi su, anche a causa delle ferite. Anche Bohemond interviene in aiuto e, insieme riescono ad issare Engelhaft. Il solaio crolla poco dopo.
Intanto delle schifosissime larvette bianche escono da sotto al montarozzo di detriti. Sono innumerevoli.
Dust suggerisce di tornare indietro di qualche passo, per controllare i danni. Il passaggio da cui si proveniva è completamente franato.
Si decide di fare una breve pausa. Nel frattempo si lavora un pochino per liberare il passaggio, ma il lavoro è decisamente lungo, troppo per riuscire a liberare tutto.
Engelhaft nel frattempo si sente un po' meglio e si riparte.

La tana del Cocchiere del Diavolo

Pochi metri dopo, vicino al crepaccio, si sente una puzza cadaverica molto spiacevole, come portata da una corrente d'aria, che non si capisce da dove provenga. Si continua ad avanzare.
"Potrebbero essere anche Risvegliati" dice Dust. "Conviene stare preparati"
Avanti stanno Bohemond e Sven, armati di scudo. Vedono una catasta di cadaveri e ossa, uomini e animali morti: sembra che ci siano almeno 10 persone, si scorgono delle armi, uno scudo, una spada per terra. I corpi sono accatastati uno sull'altro, proprio sul buco che fa da passaggio per scendere.
Sulla cima della pila c'è un essere che sembra un kreepar di dimensioni importanti, intento a divorare qualcosa. Si volta a guardare verso il gruppo e, appena alza la coda, Dust dice ARRETRIAMO.
Tutti arretrano un po'. Ma il "formicone" viene avanti.
"Sprigiona un fumo tossico, quando alza la coda" spiega Dust.
"Continuiamo a indietreggiare, facciamolo cascare nel buco" suggerisce Colin, ma purtroppo non c'è molto margine di tempo.
Colin, Malandrino e Kailah arretrano vicino alla buca. Sia Kailah che Malandrino lo colpiscono con la freccia e col dardo, ma le frecce "rimbalzano" sul suo carapace.
Il mostro va su Bohemond e alza la coda. Bohemond lo colpisce ma sbatte sull'armatura. Sven gli tira una gran botta sulla testa.
Poi la creatura spruzza una sostanza velenosa, investendo Bohemond, Sven e Dust, che si sentono storditi e indeboliti.
Sven riesce di lì a breve a spingere all'indietro la creatura, sbilanciandola. Bohemond ne approfitta per colpirlo dove è meno coperto dall'armatura naturale, e lo trafigge. Il temibile Kreepar muore.
Dopo qualche minuto passa il fastidio agli occhi. Dust studia il cadavere del Kreepar insieme a Colin. Si tratta del cosiddetto Cocchiere del diavolo.
"Siamo sfigati perchè questa è una femmina, quello è il nido e ne troveremo altri" dice Dust. "Non attaccano in branco ma se hanno fatto il nido qua... però forse è ancora presto, di solito questi arrivano in primavera estate. Dentro magari troveremo delle larve, qualche piccoletto."
Col viso coperto da fazzoletti imbevuti, ci si avvicina ai cadaveri per capire a chi appartengano. Sono in gran parte soldati di Angvard, si capisce dalle insegne. Secondo Dust sono morti che il Kreepar ha trovato e li ha portati qua.
Si cerca di capire se c'è modo di identificare chi erano almeno i più recenti dei cadaveri. Sono un ragazzo e una ragazza, entrambi piuttosto giovani, capelli scuri, l'unico segno di riconoscimento è che la veste di lei ha le iniziali J.A. L'uomo è morto per un colpo d'ascia o di spada che gli ha tagliato la gola. Lei è troppo danneggiata e non si capisce come sia morta.
Probabilmente sono stati perquisiti e derubati: non hanno armi, armature, borse o altro. Non hanno neanche le scarpe.
I cadaveri vengono spostati per liberare il passaggio verso giù, con le scalette scavate nella roccia, che scendono.
"Bo... potrebbe darsi che la tana l'ha beccata Engelhaft, quella dove è caduto..." ipotizza Engelhaft. E in effetti scendendo sembra compatibile.
Si passa vicino al buco dove era caduto, infatti, e lì ci sono queste larvette.
"Non sarebbe una bella cosa bruciarle tutte?" chiede Kailah. Dust è d'accordo: sono bestie temibili, meno ne circolano e meglio è.
Ci si perde un po' di tempo ma vengono bruciate tutte le larve.
A un certo punto, mentre gli altri stanno facendo il falò, Malandrino trova una stanza dove ci sono delle ganasce saldate l'una all'altra e delle lance in pessime condizioni. "Queste probabilmente le usavano per tenere a bada i minatori".

Verso il Loggione di Ponente

Si continua a scendere, con varie tracce di scavi. Il percorso dura a lungo, quasi un chilometro in discesa, e si ode in lontananza il rumore del fiume.
Colin a un tratto si avvicina ad una pozza verdognola, da cui proviene una puzza tipo pesce marcio. Vede filamenti rossastri e detriti biancastri che galleggiano. Colin la mostra a Dust ed entrambi pensano che possa essere una sorta di Res Informe squagliato: sia per l'odore che per il contenuto della pozza. Dust è stupito che sia arrivato così distante dall'acqua.
Colin riesce a capire da dove viene l'Informe, un cunicolo che va nella direzione del fiume.
Amaramente si prosegue e la galleria sembra non finire mai. Dopo alcuni chilometri si comincia a risalire e finalmente ci sono delle scale, che sono parecchie da risalire.
E le rovine sono piuttosto vicine ormai, bisognerà passarle e poi entrare nel Loggione di Ponente.

L'uscita è bloccata

Dust spiega che si sta per uscire all'esterno per un breve tratto, prima di rientrare nel Loggione di Ponente.
"E' un po' più buio, ma noi lo percorreremo di notte e all'alba, serviranno fonti di luce" spiega Dust, "e c'è un po' più di saliscendi da fare. La parte più critica potrebbe essere uscire allo scoperto, potrebbero esserci vedette nordre. Anche se arriveremo lì ormai dopo il tramonto".
Risalendo i passaggi verso l'uscita, Colin nota delle strusciate bavose lasciate probabilmente da Res Informia.
C'è un bivio più avanti, scale che scendono verso un cunicolo e una rampa che sale. Dust indica che il cunicolo verso il basso un tempo collegava i due loggioni, ma ormai da tempo è in disuso, a causa di alcuni crolli importanti.
Si sale a lungo nell''oscurità. Più avanti si sente movimento d'aria, fino a delle assi di legno che chiudono quella che poteva essere un'uscita.
Dust è stupito, non si aspettava quella barriera. Kailah l'osserva e nota che sembrano essere sezioni di tronchi, ben tagliati, e non semplici assi. Sono inchiodati intelligentemente, la struttura è ben solida. Sono stati inseriti anche dei sassi per chiudere la visibilità e, probabilmente, fare rumore in caso di manomissione.
Secondo Kailah questa struttura ha solo qualche settimana di tempo, si capisce che è ancora recente.
"Che cosa facciamo? Smontare questa struttura richiederà tempo e si farà un gran baccano" chiede Kailah.
"Siamo sul ciglio di un dirupo" dice Dust. "Se non ci fosse stato questo blocco saremmo sbloccati con il dirupo sulla sinistra. Siamo proprio sul pendio".
"Idee?" chiede Dust.
Bohemond e Sven notano che alle spalle c'è una discesa, e in caso di combattimento questo porterebbe a un terreno svantaggioso. Il cunicolo è anche stretto. Sven scuote il capo, sarebbe un pessimo posto per combattere. Dust aggiunge che anche combattere fuori sarebbe molto scomodo, sull'orlo di un dirupo.
"Non facciamoci venire la pisciarella perchè ci sarà da ammazzare qualche nordro" dice Bohemond.

Dust esce dal suo corpo

Dust dice che in caso, prima di rischiarsela ad uscire, ha una sorpresa nello zaino: prende una coperta e la stende per terra. Ci si siede a gambe incrociate sopra.
"Sto facendo un incantesimo innocuo ovunque tranne che a Benson e qui. Io cadrò in catalessi per qualche minuti, cercherò di dare un'occhiata in giro. Ma se tu senti qualcosa, potere magico o altro, devi intervenire.", dice a Kailah, la quale però non sa bene cosa dovrebbe fare.
"Se senti una cosa brutta che sta arrivando, fate bordello, rompete tutto. Il mio udito funzionerà molto male, ma cercherò di stare relativamente vicino. La cosa più efficace che puoi fare è lanciare un incantesimo potente, posso percepirlo e tornare" dice Dust.
Dust si inizia a preparare con degli oggetti vicino a sè: un braciere, incenso e altre cose. Poi inspira, recita le rune e ha uno scossone. Poi si abbandona svenuto, rimanendo in equilibrio, seduto.
Per dieci, venti, trenta minuti non succede niente.
Finalmente Dust si risveglia, tossisce. Chiede un foglio e una penna per scrivere, fa degli schizzi per visualizzare quel che ha visto.
"Poche buone notizie e tante cattive notizie" dice Dust. "Indubbiamente questo pertugio è stato chiuso da fuori e ci sono i sassetti messi apposta per fare rumore quando lo tireremo giù. La zona immediatamente intorno a noi non è illuminata, ma c'è una vedetta poco più avanti. Un nordro. Più avanti ce ne sta un altro. Sopra ce ne sta un altro con arma da lancio, in ottima posizione.
Più nell'interno ci sono altri nordri, anche un paio di donne, e l'accampamento vero e proprio, col loro capo. Da un altro lato c'è un manichino e un finto fuoco, e appollaiata sull'albero una ragazzetta lì vicino. Ci sono almeno 3 ragazzini e una ragazzina, piccoli.
L'unica buona notizia è che il loggione di ponente è chiuso in modo simile a questo, ma può essere fatto crollare, per evitare di essere seguiti.
Il ragazzino si avvicina ogni 3-4 minuti.
Kailah propone di aprire un pertugio e dichiara di avere la polvere stordente. Malandrino dice di essere molto abile anche a tirare oggetti, e a muoversi silenziosamente.
"Possiamo provare due cose" dice Engelhaft, "o l'una o l'altra. Potremmo provare a far riposare questo ragazzino, salvargli la vita, oppure potrei provare ad aiutare il primo a uscire senza farsi vedere, ma dovrebbe risolvere lui il problema del rumore"
Engelhaft propone di fra addormentare il ragazzino e Kailah smorzerebbe un po' la sua torcia. Malandrino da solo dovrebbe salire e sgozzare l'arciere.
Engelhaft aspetta il momento migliore e invoca Kayah. Piccolo tonfo, il ragazzino è andato giù.
Kailah smorza la torcia abbastanza, mantenendola poco luminosa. Poi spinge e crea un varco nella palizzata. Si sente che cadono dei sassetti ma non eccessivi.
Intanto Colin nota che Dust si è messo a trafficare con due specchietti, mettendoli uno davanti all'altro. Poi ne poggia uno al centro del corridoio.
Il gruppo svicola sotto al pertugio e sembra che nessuno se ne sia accorto.
Kailah prende la torcia e la muove lentamente simulando di essere il ragazzino, a beneficio dell'arciere. Malandrino sale il costone per andare a prendere da dietro l'arciere.
Bohemond sente un rantolo soffocato provenire dall'alto. Poi Malandrino sussurra "Qua sopra tutto ok, io piglio l'arco".
Dust poi, sotto domanda di Colin, dice che non si è avvicinato al capo dei nordri perchè ha percepito qualcosa che non gli è piaciuto.
Intanto Boohemond cerca di dare un colpo al ragazzino che incrcia sulla mulattiera.Gli fa saltare l'elmo e gl trirauna un colpo di piatto. Il ragazzo tira un'urlo. Dopo un po' si ode un corno, mentre i nostri avanzano verso l'appertura dell'altra galleria, di buon passo.
All'imboccatura dell'altra galleria di nuovo ci sono i pali a bloccare il passaggio.
Mentre Bohemond spacca la porta, ecco che Colin vede una ragazzetta molto giovane, coi capelli lunghi e l'aria indiavolata, brandisce una daga e urla terribilmente. Sta capitanando la carica dei soldati nordri.

Il Martello Leggendario

I Nordri si avvicinano e Kailah sente una gran emanazione di PotM: che però non sembra un incantesimo, ma una sorta di permanenza magica che si è attivata. Punta gli occhi alla cosa che sprigiona la potente scarica magica, l'arma che sta brandendo un nordo, che si sporge dalla collinetta. Brandisce un martello da guerra illuminato, che emana dei fulmini elettrici. Lui si prepara per tirarlo verso il gruppo, forse contro la tettoia sotto cui i nostri si sono riparati.
Mentre gli altri tentano di ripararsi, Kailah prova a deflettere l'arma leggendaria utilizzando l'incantesimo Forza Magica.
La potenza con cui il martello del Nordro sta per scagliarsi contro i nostri è smisurata e Kailah, pur di deviarlo, attinge ad ogni risorsa magica in suo possesso, fino a risucchiare la sua stessa forza di volontà. Riesce comunque nel suo intento e il martello lampeggiante passa velocissimo sulla tettoia e poi fa una parabola spettacolare giù per il dirupo, fino a risalire incredibilmente verso la mano protesa del Nordro.
"Tutti dentro!!" grida Dust.
Poi ingiunge a tutti di tapparsi le orecchie e pronuncia le stesse rune BES -EX-SYR appena dette da Kailah, con l'intento di far crollare la tettoia e proteggere il gruppo dall'inseguimento. Ma non succede nulla, l'incantesimo non ha effetto.
Dust, molto amareggiato, dice: "mi tocca fare una cosa che non avrei voluto fare, cominciate a correre". Gli altri non si fanno pregare. Dopodichè Dust pronuncia delle rune sconosciute, 4 rune. Tira fuori lo specchietto gemello di quello piazzato nell'altra galleria.
Il martello sfolgorante arriva verso Dust, Colin osserva la scena. Dallo specchietto di Dust si proietta una forma astrale dello specchio, come se si aprisse per un attimo un portale. Il martello entra dentro al varco. Il portale si chiude e lo specchio si rompe immediatamente.
"E adesso vattelo a ripredere a 500 metri, stronzo" dice Dust.
E si sente un'esplosione dall'altra galleria.
A quel punto Dust dice che tocca correre. Si corre. Dust guida il gruppo. Si accendono torce. Per qualche minuto sembra che i Nordri abbiano rinunciato all'inseguimento, ma dopo poco si sente che qualcuno dev'essere entrato nella galleria per dar la caccia ai fuggiaschi.

Dust la sapeva lunga

Dust sembra aver capito chi sono questi Nordri. Dice che il capo è sfortunatamente il figlio ed erede di Yarl Borg, Einar Borg, col suo esercito personale, "i figli del tuono". Quello che ha in mano è un artefatto, un martello che sprizza fiamme. Dust ne aveva sentito parlare in merito a uno scontro combattuto qualche settimana fa tra i figli del tuono e l'esercito di Uryen. Battaglia che è stata combattuta parecchio a Nord, dopo aver preso l'Angelo di Pietra.
Dust è molto teso. Inizialmente aveva detto di non sapere nulla, ora invece per il nervosismo si lascia scappare questa informazione.
Kailah gli chiede come sia andato lo scontro tra l'esercito di Uryen e i Figli del Tuono.
"Non è andata bene per nessuno dei due schieramenti, è stato uno scontro molto cruento per colpa di quel martello. Il martello ritorna sempre in mano al suo padrone, è praticamente indistruttibile, fa fulmini e quindi fa male, fulmina le persone. "
Creata il 19/01/2021 da Annika (2236 voci inserite). Ultima modifica il 07/07/2021.
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