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23 gennaio 518
Lunedì 23 Agosto 2021

Rotture di Ghiaccio



Neve, neve, neve a perdita d'occhio: un manto bianco striato di nero che ogni tanto si increspa per lasciar emergere qualche cespuglio o si innalza a disegnare il profilo di un'altura. L'unica eccezione è data da qualche rovina che, in un paio di occasioni, ci ha generosamente offerto un riparo dal vento.

Altopiano del Tuono - Immagine

Sembra incredibile che qualcuno vivesse da queste parti, eppure Logan ci ha detto che questa un tempo era una zona di pascoli e fattorie. Poi è arrivata la Guerra delle Lande, la quale ha lasciato in piedi soltanto una manciata di edifici: la Locanda del Puma e la Rocca di Horen, oltre a qualche torre diroccata non più in grado di assolvere alla sua funzione principale.

Il che ci porta al motivo per cui siamo qui: tenere questa zona sgombra dai Nordri e proteggere i rifornimenti che arrivano da Angvard. Per farlo ci siamo divisi in due gruppi: al mio è toccato il percorso tra la Sacra dei Difensori e la Locanda, mentre la via che prosegue verso la Rocca di Horen è presidiata da quello di Barun. Lo squadrone di Greyhaven si occupa invece di presidiare i dintorni della Locanda del Puma, onde impedire che i guastafeste di Norsyd vengano a privarci del piatto di minestra che ci aspetta quando smontiamo. La Locanda è un punto strategico molto importante, non possiamo permetterci di perderla... Ed è anche l'unico posto dove si riesce a tenere a bada il freddo quel tanto che basta per chiudere occhio qualche ora.

Mi volto a guardare i "miei" uomini. Eh già... con Barun nell'altro squadrone e Logan che sta cercando di stanare Ymir insieme a Yara nei dintorni della Sacra, la patata bollente del comando è toccata a me.

"Avanti, pelandroni! Cerchiamo di non ritrovarci con le tinozze luride anche oggi". Alla Locanda del Puma preparano il bagno scaldando l'acqua all'interno di enormi catini di metallo, ma chi arriva dopo si trova lo sporco di chi è arrivato prima: il che, diciamolo pure, rende tutta l'esperienza un pò meno piacevole.

Un tempo Garruk non avrebbe esitato a farmi eco: Allora, chiappe mosce? Non avete sentito il comandante? Così avrebbe detto, o qualcosa del genere. Invece si limita ad alzare il pugno, dal fondo della fila, per farmi vedere che ha capito e che va tutto bene. Ma sappiamo entrambi che non va bene per niente, e non ci serve parlare - o non parlare, come ci ostiniamo a fare da settimane - per capire la scena che continua a tormentarci.

Forse stasera, davanti a quel piatto di minestra, potrei provare ad affrontare nuovamente la questione. Potrei dirgli che Ram non vorrebbe vederci così ridotti: che se ci avesse permesso di reagire in questo modo quando Dunc ha deciso di tirare le cuoia sul Picco di Ayles, portandosi dietro i soldati di Ghaan che ci seguivano per farci la pelle, saremmo già tutti morti da tempo; Garr risponderebbe che ci sarebbe dovuto essere lui, su quella torre, dandomi l'occasione di ricordargli che infatti ci stava, anzi che c'eravamo tutti; a quel punto andrebbe a precisare che intendeva dire un'altra cosa, ovvero che sarebbe voluto essere lui a crepare in braccio a Custode, e io potrei ribattere le solite ovvietà sul fatto che Ram ha scelto di fare così, di donare la propria vita per noi, e che il modo migliore per onorare il suo sacrificio è restare vivi; e così via, fino a spararsi tutte le frecce della faretra di banalità che si dicono in questi casi, fino a far diventare quella minestra più fredda di questa neve del cazzo.

O forse no: magari è meglio se anche oggi restiamo in silenzio, limitandoci a camminare, mangiare, cacare e dormire finché non riusciremo a trovare un modo per riempire questo vuoto.

"Tutto bene?" Mi chiede Annie, vedendomi pensosa.

Scuoto la testa. "Ogni volta che apro bocca penso al fatto che mi tocca farlo perché lui non c'è più".

Annie si limita ad annuire. "Mi dispiace", aggiunge dopo un pò. E' evidente che non sa che dire: con questi discorsi era una frana già prima di innalzarsi, figuriamoci ora. Ma c'è mai stato qualcuno davvero capace di farli, questi discorsi? Si. Ram era bravo. E lui aveva imparato da Logan, che è ancora più bravo. Chissà perché noi invece non abbiamo imparato un cazzo.

"Ripenso spesso a quel discorso che mi hai fatto, sai?"

La guardo storta: e che diamine, adesso legge anche nel pensiero?

"Quello che mi hai fatto a Uryen, quando mi hai liberata: prima di portarmi qui". Poi alza una mano verso di me, come a imitare non so quale spettacolo teatrale di quart'ordine, ed esclama: "Non siamo morti tutti: tanti soldati sono ancora qui. Io sono ancora qui... e ti assicuro che per me questa guerra è appena cominciata".

E poi si avvicina verso di me, e quella mano me la ritrovo sul cuore. No, non sul cuore... Su un punto preciso del corpetto dell'armatura, dove campeggia il più raro, stupido e ipocrita dei miei trofei. Lo guarda, lo sfiora, lo prende tra le dita.

"Lo odio, questo scudo del cazzo". Le parole mi escono da sole. "Non c'è giorno che non vorrei strapparmelo dal petto".

"Lo so", mi dice. Poi mi abbraccia. Così, davanti a tutti: proprio a dare spettacolo. "Grazie", mi dice. "Grazie per avermi dato f..."

E subito si stacca, senza neanche finire la frase. Già gli abbracci non mi piacciono granché, se poi durano due secondi e mezzo sono davvero una presa per il culo. Poi però mi accorgo che sta annusando l'aria intorno a sé e capisco che non è stato l'imbarazzo a interromperla. In un attimo di Annie non c'è più traccia, la creatura che mi sta di fronte ricorda piuttosto un Gran Bovaro delle Lande a caccia di salsicce. Adesso spetterebbe a me chiederle se va tutto bene, se non fosse fin troppo evidente il contrario.

"Guai in vista, vero?" Annie fa cenno di sì con la testa, quindi indica l'altura sopra di noi. La sua espressione non lascia dubbi: c'è gente sopra di noi. A occhio e croce saranno almeno trecento metri, quindi non rischiamo che ci piovano in testa frecce o asce da lancio, ma è comunque il caso di stare in campana.

"Tenetevi pronti!" urlo a squarciagola: "abbiamo compagnia a ore tre".

Per mia fortuna non serve impartire ordini troppo precisi: siamo tutti soldati veterani, ciascuno di noi sa già che tipo di minaccia sta arrivando e cosa bisogna fare per prepararsi al meglio.

Per mia, anzi per nostra sfortuna, nessuno di noi è minimamente preparato a ciò che sta letteralmente per piombarci addosso.

Un oggetto volante non identificato spunta roteando dal crinale sopra di noi, dirigendosi al centro del nostro gruppo. La velocità e l'inclinazione sono quelle di un rapace in picchiata, ma è subito evidente che si tratta di qualcosa di ben più pericoloso.

Mjolner - Immagine

"Attento, Jimbo!" grido appena sono in grado di individuare il probabile bersaglio di quell'arnese: ma non riesco neanche a terminare la frase. Jimbo fa giusto in tempo a sollevare lo sguardo verso l'alto prima che il suo elmo venga distrutto dall'oggetto rotante insieme a tutto ciò che contiene. Il rumore è devastante tanto quanto lo spettacolo cruento che ci si para di fronte: il corpo di Jimbo crolla riverso sul suolo coperto di neve in una macchia di sangue e materia cerebrale, mentre l'attrezzo che lo ha ucciso - qualsiasi cosa sia - schizza su per il crinale, veloce come è sceso, fino a quando una mano non si sporge ad afferrarlo. La mano di un Nordro. Che ha appena dato prova di essere vissuto troppo a lungo, per quanto mi riguarda.

Ma prima di prenderci la sua pelle è il caso di conservare la nostra.

"Siamo sotto tiro! Arretriamo lungo il vallone!", urlo mentre alzo lo scudo. In realtà non è vero: a questa distanza non dovremmo essere a tiro di niente, ma quell'arnese rotante mi ha appena dimostrato che non si finisce mai di imparare. Il vallone alle nostre spalle è in buona parte occupato da un lago ghiacciato, cosa che non lo rende certo il campo di battaglia ideale, ma finché non comprendo la gittata di quell'affare non posso fare di meglio. "Garr, hai visto per caso di che si tratta?"

"Negativo: sembrava un'ascia o un martello, ma..." Non serve che finisca la frase: nessun'arma del genere può essere scagliata a quel modo, men che meno tornare su per il crinale. Poi torno a guardare verso l'alto e mi accorgo che il Nordro non vede l'ora di smentirmi: evidentemente ha capito che comando io, o forse gli dà noia che parlo troppo, fatto sta che il secondo lancio è per me.

Abbiamo messo una ventina di metri in più tra noi e loro: sarà abbastanza? A quanto pare, assolutamente no. Faccio appena in tempo a sollevare lo scudo: lo schianto è talmente forte da buttarmi a terra, mentre il frastuono mi riempie le orecchie. Quando riemergo dalla neve non ho più lo scudo e sono coperta di sangue. Troppo sangue per stare bene, penso preoccupata. Poi, con orrore, mi accorgo che non è il mio.

Sangue sulla Neve - Immagine

"No. No, no no. No, cazzo! No!"

Mi chino su di lei, cercando di capire quanto è ferita. Anche lei ha frapposto lo scudo, che evidentemente deve aver attutito l'impatto che ha avuto il mio. Per questo io ho ancora un braccio, mentre lei...

"Cosa hai fatto, Annie? Cosa hai fatto... Sono IO che devo salvarti il culo, non tu a me!"

"Tranquilla", mi dice. "Non è grave". La cosa peggiore è che, osservandola, mi viene da tirare un sospiro di sollievo. Le ha solo maciullato il braccio, dopo tutto: nulla che non le sia già successo. Qualche giorno di riposo e sarà come nuova. Quello che più mi fa schifo della trasformazione che ti hanno imposto, Ani, è che mi sto abituando a vederti così, a non inorridire quando invece dovrei. E' una cosa che non sopporto e che mi fa odiare in modo indescrivibile quella stronza di Holov che ti ha ridotta in questo modo, nonché le merde di Ghaan che ti hanno portato da lei. Te lo giuro, Ani, li ammazzerò tutti quei porci, e quando lo farò mi assicurerò che soffrano almeno quanto te.

"Ma prima", mormoro alzando gli occhi verso il crinale, "devo sbarazzarmi di un certo Nordro".

Ovviamente il coglione non è solo: una dozzina di uomini (e donne, se non vedo male) lo sta seguendo giù dall'altura, precipitandosi a rotta di collo verso di noi. Qualcuno dei nostri sta suonando il corno, il che è un'ottima cosa: la Locanda del Puma non è lontana, probabilmente possono sentirci e anche i nostri avversari dovrebbero saperlo. Allo stesso tempo, tanto quell'arma infernale quanto il lago ghiacciato alle nostre spalle non ci consentono un'agevole ritirata in attesa dei rinforzi: dobbiamo prima sfoltirli un pò qui, nella vallata.

"Continuate ad arretrare!", esclamo mentre aiuto Annie a rialzarsi: come sempre non sembra sentire dolore e può ancora muoversi, ma con il braccio messo a quel modo è fuori combattimento. Meglio così, con quello stronzo voglio vedermela io.

"E' un martello", mi dice. "Un martello che gira velocissimo". Annuisco. E ovviamente, come se non bastasse, gli è tornato in mano anche questa volta. Chissà se è uno stregone o un cazzo di saltimbanco: lo scoprirò quando sarà morto.

Prima che i nordri arrivino giù dall'altura il dannato martello viene scagliato ancora una volta: il bersaglio stavolta è Joden, il quale riesce a salvarsi gettandosi tempestivamente dietro una roccia che va in frantumi al posto della sua armatura: meno male. "Cercatevi un riparo!", grido, trascinando nel contempo Annie dietro a un cespuglio: non ci offrirà molta protezione, ma forse potrebbe fargli sbagliare mira.

Adesso che sono scesi nel vallone non resta che attendere che ci vengano sotto: poi, quando i suoi uomini saranno ingaggiati, potrò farmi strada verso di lui e...

... E proprio in quel momento il comandante Nordro si ferma e solleva il martello verso il cielo: un boato fragoroso squarcia l'aria intorno a noi, mentre un fulmine si stacca da una nube e colpisce in pieno quell'arma diabolica. Se fosse una situazione normale sarebbe un bel colpo di fortuna (per noi)... di solito quando un fulmine colpisce un pezzo di ferro le cose non vanno bene a chi lo brandisce: ovviamente, viste le circostanze, nessuno si aspetta che il Nordro crolli al suolo carbonizzato, cosa che - guarda caso - non accade.

Quello che accade invece è che il martello viene rivolto verso di noi, sprigionando l'energia del fulmine sotto forma di scariche elettriche. Bob, Chad e Vindel vengono colpiti: il primo resta paralizzato, gli altri tre cadono a terra in preda alle convulsioni. Maledetto bastardo! Ma questo è l'ultimo trucchetto che ti faccio fare. Con un balzo salto fuori dal cespuglio e...

... E ricevo una spallata poderosa che mi butta nuovamente con la faccia nella neve. Ma come è possibile?, penso mentre cado. Non c'erano ancora nemici vicino a noi...

E poi, con la coda dell'occhio vedo quello stronzo di Garr che corre verso il capo Nordro brandendo la sua ascia del cazzo. "Mi dispiace Ali, ma quello è mio!" Che bastardo: lo ha fatto apposta!

"Se sopravviviamo entrambi ti degrado di nuovo!", gli urlo mentre sguaino Ametista e mi accingo ad affrontare un altro Nordro. "Quindi vedi di non crepare!"

Guerriero Nordro - Immagine

Il mio avversario si rivela molto più ostico del previsto: e meno male che i guerrieri di Jarl Borg dovevano essere quelli scarsi! Quando finalmente riesco a rimandarlo al cospetto dei suoi Dèi mi accorgo che Garruk è in difficoltà: il capo dei Nordri ci sa certamente fare, ma a giudicare dalle imprecazioni del mio compagno credo il problema grosso siano i fulmini e le saette che continuano a uscire da quel martello diabolico. "A volte mi sembra di essere l'unico stronzo su questo Continente a non avere uno di questi marchingegni magici del cazzo!", urla Garruk in preda alla frustrazione: ha ragione da vendere. Com'era quella filastrocca che ripeteva sempre Ram? Uomini cani e gatti stregati, meglio uccisi appena nati!

La cosa positiva è che finché riusciamo a tenere il saltimbanco del Tuono ingaggiato quell'arnese maledetto non rischia di finire nuovamente in faccia ai nostri: faccio del mio meglio per avvicinarmi, ma un altro Nordro mi sbarra la strada. Anche questo non vuole saperne di togliersi di mezzo a stretto giro, costringendomi nuovamente a un lungo giro di scambi.

"Garr, dammi ancora un minuto che ho trovato un pò di fila", urlo nella sua direzione, ansiosa di ricevere una battuta che mi avrebbe tranquillizzata sulle sue condizioni; di sentire il suo solito tono di voce, quello che mi fa capire subito che in fondo sta andando tutto bene, che la stiamo portando a casa come al solito. E invece no.

"Ali, ascoltami: devi portare via i ragazzi. Con questo stronzo mi ci vorrà un pò".

In tanti anni che lo conoscevo, quella voce non l'avevo mai sentita. O forse si, quella volta sulla collina di Holov, quando King stava per farci la pelle e non ci restavano più carte da giocare. Ma ne siamo usciti, alla fine... Quindi ne saremmo usciti anche questa volta. Vero?

"Che cazzo dici", gli rispondo nervosamente. "Fai a pezzi quell'idiota, recupera il martello e togliamoci di qui".

"Ali... Andate via."

"No, Garr, col cazzo. Te lo puoi scordare. Non..."

"Ali".

Eh no. EH NO. Non puoi farmi questo. Non tu, Garr. Neanche gli altri potevano, ma soprattutto non tu. Non potete farmi questo. Non di nuovo. Porca puttana. E' per questo che non volevo il comando: lo sapevo che c'era la fregatura. Ma stavolta non ci casco, eh? Stavolta non mi fregate: non vi lascio andare via di nuovo tutti quanti, ve lo potete scordare.

"Ali".

"Vaffanculo!" Impugno Ametista a due mani e la spacco letteralmente in testa al Nordro che mi sta facendo perdere tempo. La parte superiore della lama salta via, così come il corno di bisonte, yak, bue muschiato o quello che cazzo è che spunta da quell'elmo di merda: quella inferiore si ferma all'altezza dell'occhio, giusto in tempo per essere spinta dentro dalla più grossa martellata di polso che io abbia mai sferrato in tutta la mia vita. Continuo a colpire il pomolo due, tre, quattro volte, finché quel maiale di Norsyd non sanguina più di Annie, quindi prendo la sua arma - una spada! una volta tanto mi ha detto bene - e mi avvento sul suo comandante, affiancando Garruk.

Il Nordro, vedendoci in due, comincia ad arretrare: se pensa che gli farò guadagnare terreno si sbaglia di grosso. Ti rode il culo che ti ho rovinato il duello, eh stronzo? Sai quanto me ne frega! La prossima volta che sfidi qualcuno a singolar tenzone vedi di lasciare il martello sputafulmini a casa.

Ma Garruk mi trattiene, impedendomi di avanzare. I lampi fanno nuovamente la loro comparsa intorno alla testa del martello e d'un tratto mi sento pervasa da scariche elettriche. "Stai lontana più che puoi da quell'arma", mi dice con il filo di voce che ancora gli resta. Capisco che deve averne prese parecchie, di quelle scariche: è un miracolo che si regga ancora in piedi.

Il nostro avversario approfitta di quella pausa per guardarsi intorno: i nostri si stanno battendo valorosamente, ma adesso i Nordri sono di più. Tutta colpa dei danni provocati da quell'attrezzo maledetto. L'unica speranza che ci resta è togliere rapidamente di mezzo il capo.

"Sei pronto, Garr?" esclamo, quindi scatto in avanti senza neanche aspettare la sua risposta. Aspetto le scariche da un momento all'altro, ma non arriva nulla: il Nordro si limita a parare i nostri colpi e ad arretrare. Evidentemente persino lui ha difficoltà a gestire due avversari che lo incalzano: o forse punta solo a tenerci occupati lontano dalla mischia che vede i suoi uomini in netta superiorità numerica. Il tempo passa: riesco ad andare a segno un paio di volte, ma il grosso dei danni è assorbito dall'armatura. Intorno a me sento le urla di Joden, di Manu, di Annie... Stupida Ani, ti avevo detto di restare dietro a quel cazzo di cespuglio! Garruk ha preso troppe scariche, riesce a malapena a tenersi in piedi. Come ne usciamo? Pensa, Ali, pensa finché ti resta ancora un pò di terra ti sotto ai p...

D'un tratto mi rendo conto di dove siamo e la speranza, per quanto flebile, si presenta di fronte ai miei occhi. In condizioni normali sarebbe un lavoro perfetto per Garruk, ma per come sta messo adesso non potrebbe mai farcela: non mi resta che farmi aiutare dal mio amico Nordro, sperando che ci caschi... in tutti i sensi: altrimenti siamo morti.

Se c'è un momento nella mia vita in cui vale la pena pregare è certamente questo: divina Ilmatar, infondi un pò della tua infinita misericordia nella stronzata che sto per fare. Prendo una bella rincorsa, impugno la spada con entrambe le mani e sferro un poderoso fendente all'altezza della testa del mio imponente avversario, che lo schiva senza difficoltà: i miei stivali affondano nella neve, raggiungono il ghiaccio sottostante e mi fanno scivolare in terra proprio di fronte a lui. Osservo il suo martello sollevarsi sopra di me, quindi calare a velocità inaudita verso la mia faccia. Mentre chiamo a raccolta tutte le forze che mi restano per schivare quel colpo mi torna in mente il frastuono dell'elmo di Jimbo, l'immagine della sua testa in frantumi sulla neve... E' quella la fine che sto per fare?

CRACK!

Il martello malefico colpisce con violenza inaudita. Lo spostamento d'aria mi schiaffeggia la guancia, facendomi presente che sono ancora viva. Fino a qui tutto bene, adesso non resta che vedere se io e questo Nordro abbiamo rotto il ghiacc...

CRAAAAAACKK!

Ghiaccio rotto - Immagine 1

Ok, a quanto pare il lago era MOLTO più esteso di quanto non...

CRAAAAAACKK!

Ghiaccio rotto - Immagine 2

Oddio che freddo.

ODDIO CHE FREDDO.

Addio.

Ghiaccio rotto - immagine 3

[...]



"Zia, mi senti?"

Un freddo boia. Ecco cosa sento.

[...]

Quando riprendo conoscenza sono avvolta in una specie di bozzolo di lana caldissimo: forse sono morta, penso, e il paradiso altro non è che il ventre bollente di una gigantesca pecora; considerando il freddo che ancora sento nelle ossa, forse non potrei desiderare di meglio.

Poi apro gli occhi e metto lentamente a fuoco la faccia di Van china su di me. Dietro di lui mi sembra di sentire lo scoppiettare di un fuoco: la stanza è pervasa da un odore di legno, resina e minestra calda.

"Allora? Hai finito di fingerti morta?"

"Dove... dove sono?"

"Alla Locanda del Puma: nella mia stanza, per la precisione: la tua era un casino...".

"Lo stronzo... lo stronzo col martello..."

"Si, lo so: è Garzone che sta riparando una gabbia. Non farci caso."

"No... dico... il Nordro..."

Ci pensa un pò, poi scuote la testa. "Non abbiamo trovato nessun Nordro con un martello: probabilmente s'è dato insieme ai sopravvissuti, a meno che non sia finito sul fondo del lago".

Già, il lago. Mi guardo intorno: i vestiti sono piegati su una sedia poco distante. Nessuna traccia della mia armatura. Il bozzolo di lana che sentivo altro non è che una coperta pesantissima che mi avvolge completamente. Improvvisamente mi viene un sospetto atroce. "Ma... sono nuda?"

"Ci puoi scommettere! L'alternativa era farti morire congelata. E poi chi l'avrebbe sentito Barun?"

Scuoto la testa. Grosso errore: mi fa un male cane. "Gli altri... come stanno?" Nel pronunciare queste parole mi rendo conto che sto - anzi stiamo - rivivendo quel terribile giorno di agosto in cui è morto King e l'ansia torna prepotentemente ad assalirmi.

"Una cosa alla volta, zia... Anche stavolta sei viva per miracolo".

Oh Dèi, quanto detesto quella sua espressione: l'ultima volta che l'ho vista Roy era disperso, un sacco di compagni erano morti e la mia faccia era andata a fuoco. Sento le forze che iniziano a mancarmi. Non voglio rivivere quel momento... non di nuovo.

"Annie... Garruk..." balbetto. Almeno loro, per favore: almeno loro, Ilmatar. Me lo devi, troia: lo sai che me lo devi.

Van annuisce. Sento la sua mano calda contro la mia guancia. "Stanno bene, Sergente: li hai salvati. Li hai salvati quasi tutti. Ora riposati, però".

Anche volendo, non potrei fare altro: sento che il ventre di pecora torna ad avvolgermi le membra, trascinandomi nuovamente nella soffice coltre del sonno.

Speriamo solo che non sia una cazzata.

Ali Shark - Immagine 8
scritto da Ali Shark , 10:24 | permalink | markup wiki | commenti (1)