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« E' una totale puttantata, gli esperimenti con gli esseri umani non si fanno »
- Engelhaft Todenehmer -
 
Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 85   commenti totali: 91
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5 maggio 518
Venerdì 21 Giugno 2024

Capra e cavoli...

Cari amici,
come sapete sono un po' in crisi per questo dilemma di cosa fare dello specchietto magico.

E' ovvio che ci tengo alla pelle e l'idea di consegnarlo al demone per liberarmi della maledizione mi attrae moltissimo, tanto più che non c'è nessuna certezza che ad Uryen troveremo la fialetta che cerchiamo.

D'altra parte adesso ho un po' di sensi di colpa nei riguardi della persona imprigionata lì dentro, chiunque sia, e non mi piace nemmeno questo fatto di salvarmi la vita sacrificando qualcun altro.
Ma non tanto perchè potrebbe essere qualcuno di "importante", tutt'altro: chiunque sia il prigioniero, sarà un poveraccio che viene da un altro tempo, a cui sono già morte e sepolte tutte le persone care, che probabilmente parla un'altra lingua e non ha la minima idea dei nostri problemi e delle nostre priorità. Che sia una reincarnazione di Etemenanki che arriva e ci risolve tutti i problemi mi pare altamente improbabile, penso più a un povero disgraziato che si troverà in un mondo alieno, solo come un cane, spaesato e incredulo. E però.... proprio per questo mi fa pena e mi dispiace farlo pure morire per mano del demone, anche se forse la prigionia a cui è stato sottoposto è anche peggio. Non lo so, non ne ho idea.

Comunque.

Comunque avevo promesso un'idea per salvare capra e cavoli, o almeno provarci, ed eccola qua.

Non facciamo niente, per adesso. Portiamoci appresso lo specchietto, andiamo a Uryen, vediamo che succede e se riusciamo a trovare la fiala di sangue da portare al Demone. Abbiamo due mesi di tempo, tanto ma non tantissimo, abbastanza comunque per provare. E non è detto che all'ultimo io non riesca a contrattare qualche giorno in più, visto che al demone conviene che io arrivi, e non che, per una settimanella di ritardo, io muoia e lui resti senza fialetta.

Andiamo a Uryen, proviamoci, e nel frattempo lo specchietto me lo tengo in saccoccia, senza toccarlo, senza farci niente. Il prigioniero è stato lì dentro per migliaia di anni, un paio di mesi più o meno non faranno la differenza.

Dopodichè... se tutto va bene portiamo la fiala al demone e ci teniamo lo specchietto, e se possibile liberiamo il prigioniero (in condizioni di sicurezza, perchè c'è anche la possibilità che sia qualcuno molto pericoloso, in effetti). Se invece la fiala non si trova... amici miei, vi prego di non farmene una colpa ma io al demone lo specchietto glie lo vorrei proprio portare, per salvarmi la vita. E allora, sarò ipocrita, forse, ma non voglio sapere chi c'è dentro, non voglio sapere chi gli sto consegnando. Vi prego di non chiedermelo, fino ad allora non ci voglio pensare. Non voglio aggiungere sensi di colpa a sensi di colpa, cercate di capirmi.

E un'altra cosa... se all'ultimo, tra un paio di mesi, dovessi stare troppo male per arrivarci con le mie gambe, alla torre del demone... portatemici voi, aiutatemi a consegnargli l'oggetto da cui dipende la mia sopravvivenza.

Grazie, fatemi sapere cosa ne pensate!

Kailah

scritto da Kailah , 10:19 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
3 aprile 518
Giovedì 7 Marzo 2024

59

Non sembrano neanche così pochi 59 giorni, a guardarli adesso, davanti a un sarcofago che imprigiona un'entità pericolosissima che non vede l'ora di uscire fuori.

E anche noi non vediamo l'ora di aprirlo, questo scrigno di pietra, e di fronteggiare qualsiasi cosa ne emergerà: mostri? tesori? una preziosissima fiala di Sangue degli Antecessori?

Sarebbe davvero troppo bello e troppo comodo se riuscissi a liberarmi della maledizione così, subito, a un tiro di freccia dalla torre del mio Demone: talmente bello che non ci spero nemmeno. Ma ogni prudenza scompare davanti alla consapevolezza che dovrò fare quel che troppi Maghi prima di me hanno fatto, quel che io pensavo di riuscire ad evitare... bramare il Sangue degli Antecessori, commerciare coi Demoni... tutto ciò che ho sempre rifiutato con tutte le mie forze. Io no, io sono una Maga diversa, non mi abbandono a certe smanie, a folli ambizioni, sto alla larga dalle entità oscure.... pratico la magia razionalmente, con moderazione.
Bello eh?

E invece eccomi qua, a trattare con un Demone, tu mi imponi questa ordalia, ma in cambio io ti vincolo ad una promessa... la promessa di tornartene agli inferni da cui provieni.... tratto col Demone e conto i giorni e i minuti che mi separano dal momento in cui inizierò a sanguinare... e per evitare tanta sofferenza son pronta a tantissimo - non a tutto, spero non proprio a tutto - ma son pronta a tantissimo pur di mettere le mani su una di quelle maledette fiale.

Persino Engelhaft ha detto che a queste condizioni è quasi accettabile quel che sto facendo... Dust mi ha messa in guardia spaventandomi a morte, Bohemond pure ha insistito che io trattassi... però in fondo al mio cuore io lo so che è sbagliato. Lo so come l'ho sempre saputo che coi Demoni non si tratta a nessun costo.

Neanche la vita? Neanche la vita. Neanche una lenta e atroce morte per dissanguamento? Neanch.... eh.... insomma. Facile dirlo, molto più difficile quando ti ci trovi.

Prego Kayah, Dea di noi poveri Maghi, che mi dia una mano a restare lucida, che mi aiuti ad affrontare anche questa prova con razionalità. Prego Kayah che mi faccia stringere la fiala del Sangue degli Antecessori senza subirne l'oscuro fascino, prego che mi dia il coraggio di custodirla e che mi accompagni fino alla Torre del mio Demone... e fuori, finalmente libera.

59 giorni non sono pochi, considerando la vita che viviamo noi soldati, eppure vedere il tempo scorrere nella clessidra fa tanta paura. Ma non ho tempo per avere paura: è il momento di profanare qualche tomba!

scritto da Kailah , 15:23 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
10 aprile 518
Giovedì 16 Febbraio 2023

Ultimi preparativi...



La festa sta per iniziare e i miei compagni ne appprofittano per riposare un po': Sven, steso sul letto, affila la lama di un pugnale; Engelhaft sonnecchia, o forse prega; Bohemond sta lustrando la sua Pipa Horrenda, ma ha il buon gusto di non accenderla qui dentro: l'aria è già abbastanza pesante. Colin e Annie sono già dall'erborista dove si trova in cura il povero Barun.

Rovescio lo zaino sul letto, sospiro. Non ho veramente più niente di decente da mettere, solo abiti da viaggio rattoppati, mantelle pesantissime, cuciture malfatte dove ho preso qualche ferita, tracce di sangue che non sono riuscita più a lavare via.
Niente di niente, proprio niente di adatto per una festa.

Pensandoci bene, forse c'è qualcuno che mi potrebbe aiutare.
"Dove vai Kailah?" alza gli occhi Bohemond.
"Salgo un momento da Giada", rispondo uscendo. Percorro i corridoi del Palazzo di Ghaan con una certa dimestichezza, ormai, supero una rampa di scale ed arrivo di fronte alla porta della stanza che la mia amica condivide col suo Nordro. Busso.
"Sono Kailah"
E' Giada ad aprirmi, subito sorridente. Lei è già pronta per la festa, bellissima come sempre. Mi fa entrare, poi si volta verso il suo Nordro e gli chiede, con imperiosa gentilezza, di lasciarci sole. Lui annuisce e va a farsi un giro in città. Non batte ciglio ma mi rivolge uno sguardo divertito, secondo me ha capito tutto.

"Non è che per caso avresti..."
"Beh, non penserai mica che ti faccia andare alla festa ridotta in questo stato!" dice lei, "vieni qui, vediamo se trovo qualcosa di decente!"
Giada possiede una borsa magica che al confronto le chincaglierie di Dust sono giocattoli per bambini. In men che non si dica tira fuori un bel vestito verde, un po' vistoso rispetto a quel che ero abituata a portare io, ma davvero carino.
Mi scruta. "Secondo me potrebbe andar bene", sentenzia poi, "provatelo"

Ubbidisco, un po' in imbarazzo perchè mi rendo conto di quanto sono stropicciata, spettinata, malconcia. Giada inizia a stringere in vita e sbuffa perchè sono dimagrita troppo. Eh beh, non sono la sola qui a Ghaan ad avere una gran voglia di mangiare salsicce. E' stato un lungo e duro inverno per tutti.
Grazie alla sapienza della mia amica, nonostante tutto il vestito mi casca a pennello. Lei si illumina.
"Insomma alla festa ci vai col Sergente che ti piace, ho capito bene?"
Resto un po' così, la guardo. Come diavolo... lei scoppia a ridere. "Vai col Sergente che ti piace ad ascoltare il tuo Principe Elsenorita... un programma davvero... non avrei saputo fare di meglio!"
"No, beh, in realtà..." inizio a giustificarmi, ma la risata di Giada è irresistibile... e rido anche io.

Lo so io come lo sa lei che tutto questo è soltanto un gioco, un attimo di primavera che regala luce e allegria per qualche ora. Giada lo sa benissimo che non c'è niente di vero, niente di possibile nelle mie fantasie, eppure è così bello riderne insieme, sapere che fa il tifo per me contro ogni realismo, e che possiamo regalarci a vicenda un soffio di leggerezza.

Improvvisamente però Giada si fa seria, prende una delle mie trecce tra le dita e la osserva.
"Basta con queste trecce, fatti dare una sistemata"
Sorrido, faccio giusto un po' di storie e poi cedo, naturalmente. Giada sa benissimo cosa fare, e sa che oggi voglio essere carina. Prende il pettine ed inizia a farlo scorrere tra i miei capelli.
"Posso accorciarli un pochino?"
"Hai mano libera, vedi tu"
"Sono incerta... capelli sciolti e selvaggi per il bell'elsenorita o raccolti, che ti diano un'aria più...seria, più matura, per il... vecchio Sergente?"
"Non è vecchio!" protesto.
"Sì, sì, come no... mmm... facciamo una via di mezzo allora, te li lascio sciolti dietro e con queste ciocche laterali ci facciamo una treccia sulla nuca...."
"Comunque non è così vecchio!" insisto. Lei ride e continua a pettinarmi.

La porta si apre.
"Kailah, sei qui? Stiamo andan..."
"Fuori!" gridiamo insieme Giada e io, e Bohemond resta sulla soglia, imbambolato.
"Kailah stai... "
"Fuori" ripete Giada ridendo, "ancora cinque minuti e siamo pronte!"
Bohemond scuote il capo, ridacchia e si allontana.

"Secondo me lui fa il tifo per te" dice Giada appena la porta si è richiusa.
Ci penso. "Mi sa di sì. Bohemond mi capisce. E sono convinta che se fosse una donna.... anche lui vorrebbe il Sergente Rock".
"Allora ringrazia che è un uomo..."
Giada finisce di pettinarmi, mi scruta e alla fine annuisce in approvazione.

"D'accordo, adesso sei pronta per la festa! Buon divertimento!"



scritto da Kailah , 11:22 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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