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20 settembre 518
Sabato 27 Dicembre 2025
La mia casa.
Poggio il palmo della mano sulla vecchia pietra scura della Rocca. E' fresca al tatto, ruvida. Il cielo limpido sopra di me sta già prendendo la sfumatura languida dell'autunno: le giornate si accorciano e cresce in tutti i cuori il desiderio di un focolare.
La Rocca di Tramontana. Il mio focolare, la mia casa.
Stava finendo l'inverno quando sono arrivata, due anni fa. Ero prigioniera dell'esercito, confusa e frastornata, di un'ingenuità che a ripensarci mi faccio tenerezza da sola. Pensavo di intraprendere una carriera mercantile a Nord, immaginavo chissà cosa... ma di certo non le campagne devastate dalla guerra, le strade impraticabili, i mostri e gli orrori. Ero un'inconsapevole figlia di papà un po' viziata, un po' permalosa, con poche frecce al mio arco.
"Vorrei proprio vedere il GENIO che ti ha consigliato di venire proprio qua...." furono le prime parole che mi rivolse il Comandante Barun quando mi interrogò, qui alla Rocca. Rideva, giustamente. Io che ne sapevo? Altrimenti avrei riso pure io.
Venimmo mandati alla Torre Nove, agli ordini del Sergente Ivan, inizialmente a pattugliare tra le fattorie e gli abitati della zona, ma ben presto ci siamo ritrovati alla Chela, in battaglia. Lì era Heinrich a dare gli ordini. Me lo ricorderò sempre quando ci disse: "le cose più importanti sono il corno... e lo stendardo".
Quello stendardo... lo stendardo del Dodicesimo Plotone: ci ho quasi lasciato la pelle, per quello stendardo! Quando un'arciera dell'Armata del Corno mi colpì in testa con una freccia (chi sarà stata? Vela? sua sorella Petra?) e fui così pazza da farlo sventolare magicamente, pur di non mollare. Quello stesso stendardo, proprio lui, ci venne incontro molto tempo dopo, sbrindellato e sporco di fango e di sangue, trascinato dai corpi ormai risvegliati di Vindel e Robert. L'abbiamo portato in salvo alla fine, si trova adesso alla Rocca, custodito come un cimelio.
Nelle segrete della Rocca era tenuta prigioniera la povera Cynthia, contaminata dal Morbo attraverso una ferita infertale dalla Bestia dei Mirtilli. Mastro Luger fece del suo meglio per salvarla, anche se le conseguenze del suo tentativo si sono rivelate assai peggiori della semplice e inevitabile morte. Cynthia finì per ritrovarsi posseduta da una qualche entità sovrannaturale, qualcosa che poi, forse, ha anche avuto a che fare col terribile destino di Mirai, la Mantide. Ma lì per lì non lo sapevamo: era il primo esorcismo che vedevo, non andò benissimo. Cynthia perse la vita e la Rocca fu invasa da creature alate mostruose, demoni alati con zanne e artigli che prima di tirarli giù riuscirono a ammazzare un soldato e a ferirne gravemente due.
Lì per lì non avevo capito il senso di quello che mi disse Luger, quando gli chiesi dell'esorcismo.
"Che cosa vi ha detto quel demone, quando avete parlato in quella strana lingua?"
"Era elfico. Gli ho chiesto: "chi è lei, immonda creatura?"
"Lo sai benissimo vecchio"
"Qual è il tuo nome, per Illmatar signore dei cieli"
"Vaalafor, ma uccidermi non la salverà, lei è nostra, adesso".
"... ed è stato allora che ho ordinato di liberarla", conclude lo stregone.
"Si riferiva a Cynthia?" gli domandai.
Lui scosse il capo. "No, parlava di una persona che ho sognato, la stessa persona a cui si riferiva prima". E non aggiunse altro. Chissà, chissà veramente se tutto quel che è successo poi ad Holov, se la trasformazione di Mirai e la contaminazione della povera Annie siano stati conseguenza di quel tentativo fallito di salvare Cynthia.
Ne è passata di acqua lungo il Traunne, da quell'inverno gelido in cui presidiavamo la sponda resistendo agli attacchi dei Risvegliati, con il Sergente Rock che, tendendo all'inverosimile il mio arco, ne tirò giù uno sull'altra riva con un colpo solo. Ci attaccò la Bestia del Ponte, in quell'occasione, e ce la cavammo grazie al Planem di Mastro Luger. Lì morì nell'acqua gelida Vince Reiner, parente del Sergente Ivan. Provai a infondergli un po' di energia magicamente, toccandogli la mano gelida, ma non fu sufficiente.
Eravamo stanchi ed abbattuti, ma poco dopo arrivarono i Predatori, i compagni del Terzo e del Dodicesimo Plotone. Erano feriti, sporchi, e mezzi congelati, ma ricordo la scarica di energia che emanavano, di coraggio e fiducia. Avevano tirato giù un Abnormis colossale, ne avevano passate di tutti i colori. Ramsey stesso era ferito gravemente. Svuotarono le dispense e le cantine e ci raccontarono della loro avventura oltre il fiume.
"Quello che ci tengo a dirvi", non dimenticherò mai quel che aggiunse Ramsey alla fine del racconto, " è che nessuna di queste cose è invincibile. Anche se sembrano grandi e grossi, e se piegano gli alberi con le loro braccia mostruose... c'è sempre il modo per tirarli giù. Il nostri compito...è quello di trovare quel modo. Sempre".
Ed è proprio così in effetti, aveva ragione. Lui è caduto, alla Sacra dei Difensori, ma anche grazie al suo sacrificio quel luogo maledetto è stato espugnato e riconsacrato, diventando adesso un avamposto di sicurezza e un simbolo della pace ritrovata.
Ci sono stati momenti tranquilli e allegri, le serate in locanda con Ali, quel cameratismo elettrizzante che i primi tempi mi faceva sentire esclusa, come un pesce fuor d'acqua, e che poco a poco mi si è aperto davanti, avventura dopo avventura, ferita dopo ferita. Ali coraggiosa, sfacciata, divertente. Ali che mi disse che la prima cosa, per avere qualche possibilità, era di salire di grado, almeno un pochino. Almeno Caporale, mi disse, se c'è troppa differenza di grado tra te e il Sergente non potrà mai esserci niente... adesso che sta per arrivarmi la nomina a Tenente, nientemeno, chissà cosa ne direbbe adesso.
La Rocca in quei giorni era la mia casa. La camerata delle ragazze, fredda, mezza vuota, era la mia stanza. Sempre in poche, troppo poche soldatesse. Gli spifferi, tanti: di notte, con il gelo che fischiava dalla finestra malchiusa, era proprio lì che meglio si capiva l'origine del nome della Rocca, la Rocca di Tramontana.
Fredda ma amata.
Almeno fino al momento in cui è cambiato tutto, fino alla diserzione, a Gadman Sherer, a Orstein Bach e al suo Asilo degli Orrori.
Ma a quel punto noi avevamo già capito, eravamo già entrati in contatto col Vecchio dell'Alpe, l'avevamo riaccompagnato qui, nella sua terra avita, quella terra che gli spettava per diritto di sangue e per la gloria della sua Brigantina. Già sapevamo che qualcosa di marcio si nascondeva nel Burgraviato, e che il bene di queste terre sarebbe passato attraverso la restaurazione della Baronia.
Lo sapevamo, ma avevamo altro da fare, altro di cui occuparci.
Chi se lo scorderà mai quando Logan Treize frappose il suo scudo per parare il colpo che mi avrebbe certamente uccisa? E quando mi poggiò la mano sulla spalla per infondermi coraggio, durante il salvataggio di Padre Mansel, quando mi sussurrò che sì, quella freccia alla signora in finestra andava scoccata.
Di tutte le gioie per l'Editto delle Ceneri, la più grande è che proprio lui, Logan, è il Barone adesso, e che il burgravio e la sua famiglia di balordi se ne dovranno andar via con la coda tra le gambe.
Anzi no.
C'è una gioia più grande, la gioia più grande di tutte. Ed è che Garruk è vivo ed è proprio il suo formidabile fondoschiena che d'ora in poi metterà alla prova la resistenza della sedia che fu di Marvin Barun.
Garruk è l'Ultimo, il superstite del Predatori, il più grande, grosso e temibile dei guerrieri, il più leale e impavido. E' venuto con noi nel varco magico creato da Morna e, sempre con noi, nella bufera più spaventosa che abbia mai investito queste pietre, ha assaltato da nemico quella che un tempo era la sua casa. E' entrato da solo, ha fatto fuori Gadman Scherer, ed è scomparso nel nulla. E' morto? E' prigioniero? E' la prossima vittima designata da quel malnato di Bondred? Nessuna notizia... e invece se l'è cavata! Dalle segrete più profonde della Rocca è stato tirato fuori e trattato giustamente come un eroe. E sarà lui il nuovo Lord Comandante.
Noi abbiamo sconfitto la Torre, recuperato le prove degli orrori che vi venivano perpetrati, ed ho avuto persino la bruttissima esperienza di vedere da vicino una creatura demoniaca custodita lì da quel pazzo di Orstein Bach. Cosa aveva fatto alla nostra casa, in che modo l'aveva trasformata in un ricettacolo di orrori! Ma l'abbiamo liberata. La Rocca di Tramontana è tornata nostra. Non c'è neanche più Bondred in circolazione, non ci sono più Risvegliati in zona, nemmeno Kreepar.
E adesso?
I miei amici del Ventitreesimo Plotone si stanno organizzando ciascuno per la sua strada.
Bohemond chiede il trasferimento come Paladino alla Sacra dei Difensori, al servizio di Lady Yara. Sposerà quella fidanzata che incontrammo di sfuggita tanto tempo fa, è un uomo di parola. Engelhaft pare che si trasferirà ad Angvard anche lui, negli uffici dell'Inquisizione, al servizio del Vescovo. E Colin, anche lui ad Angvard, dalla sua vecchia amica Lucy. Speravo che Colin restasse qui, con me ed Annie, ma evidentemente ha capito che il Nuovo Asilo organizzato da Morna è la soluzione migliore per Annie, la più sicura. Sven ha scelto la strada più imprevedibile e divertente, ritirando fuori dal suo zaino una vecchia e stropicciata mappa del tesoro. Ha intenzione di solcare i mari con Quorton Kraven, cercare il tesoro e vivere chissà quali magnifiche avventure.
Io non ho esitato neanche un secondo, quando mi hanno chiesto cosa voglio fare. Adesso che sono libera dal patto con il Demone della Torre e che non ho più problemi con quello che i miei amici chiamavano Tommeliseus, ho deciso che resterò qui ad Uryen.
Abbiamo un Esercito da ricostituire, soldati da addestrare, una Chiesa che a breve sarà rimessa in piedi del tutto e inaugurata. Ma soprattutto c'è un tessuto cittadino a cui ridare vita, fattorie da ripopolare e proteggere, un porto che deve riaprirsi e magari venir amministrato meglio che in passato. Seppure mi infastidisce sapere che la gestione della Locanda dello Squalo adesso sia nelle mani di un pessimo soggetto, ormai non ho davvero niente da temere da lui. Fu Ali a suggerirmi come gestire eventuali imbarazzi, di certo non mi farò intimidire.
Logan farà un buon lavoro, ne sono sicura, tanto più che ha scelto come consigliera Kalina, una vera maestra di equilibrio.
Io potrò continuare a restare vicina ad Annie, che adesso si ritrova circondata dai simpatici ma un po' infantili super-guerrieri dell'Asilo, e che magari qualche volta avrà voglia di venirsi a bere una birra tra adulti (o almeno fingere di berla, tanto mi basta). Imparerò molto dalla vicinanza di Morna, ed i poteri magici che ho, e che sempre più intendo coltivare, credo che potranno essere di una certa utilità in avvenire: più utili in pace che in guerra, fortunatamente. Mi piacerebbe che si arruolasse nell'esercito qualche altro praticante di magia, staremo a vedere. Non sono e non sarò mai una gran combattente, anche se con l'arco posso dire senza falsa modestia di essere una degna allieva del Sergente Rock.
Se possibile, voglio riorganizzare il Dodicesimo Plotone, quello dei genieri e dei tuttofare, di quelli che, prima ancora che con la spada, affrontano i problemi con un po' di fantasia, attrezzi da falegname e idee spericolate. Penso che mi ci troverò bene.
Non vedo l'ora di cominciare!
La Rocca di Tramontana. Il mio focolare, la mia casa.
Stava finendo l'inverno quando sono arrivata, due anni fa. Ero prigioniera dell'esercito, confusa e frastornata, di un'ingenuità che a ripensarci mi faccio tenerezza da sola. Pensavo di intraprendere una carriera mercantile a Nord, immaginavo chissà cosa... ma di certo non le campagne devastate dalla guerra, le strade impraticabili, i mostri e gli orrori. Ero un'inconsapevole figlia di papà un po' viziata, un po' permalosa, con poche frecce al mio arco.
"Vorrei proprio vedere il GENIO che ti ha consigliato di venire proprio qua...." furono le prime parole che mi rivolse il Comandante Barun quando mi interrogò, qui alla Rocca. Rideva, giustamente. Io che ne sapevo? Altrimenti avrei riso pure io.
Venimmo mandati alla Torre Nove, agli ordini del Sergente Ivan, inizialmente a pattugliare tra le fattorie e gli abitati della zona, ma ben presto ci siamo ritrovati alla Chela, in battaglia. Lì era Heinrich a dare gli ordini. Me lo ricorderò sempre quando ci disse: "le cose più importanti sono il corno... e lo stendardo".
Quello stendardo... lo stendardo del Dodicesimo Plotone: ci ho quasi lasciato la pelle, per quello stendardo! Quando un'arciera dell'Armata del Corno mi colpì in testa con una freccia (chi sarà stata? Vela? sua sorella Petra?) e fui così pazza da farlo sventolare magicamente, pur di non mollare. Quello stesso stendardo, proprio lui, ci venne incontro molto tempo dopo, sbrindellato e sporco di fango e di sangue, trascinato dai corpi ormai risvegliati di Vindel e Robert. L'abbiamo portato in salvo alla fine, si trova adesso alla Rocca, custodito come un cimelio.
Nelle segrete della Rocca era tenuta prigioniera la povera Cynthia, contaminata dal Morbo attraverso una ferita infertale dalla Bestia dei Mirtilli. Mastro Luger fece del suo meglio per salvarla, anche se le conseguenze del suo tentativo si sono rivelate assai peggiori della semplice e inevitabile morte. Cynthia finì per ritrovarsi posseduta da una qualche entità sovrannaturale, qualcosa che poi, forse, ha anche avuto a che fare col terribile destino di Mirai, la Mantide. Ma lì per lì non lo sapevamo: era il primo esorcismo che vedevo, non andò benissimo. Cynthia perse la vita e la Rocca fu invasa da creature alate mostruose, demoni alati con zanne e artigli che prima di tirarli giù riuscirono a ammazzare un soldato e a ferirne gravemente due.
Lì per lì non avevo capito il senso di quello che mi disse Luger, quando gli chiesi dell'esorcismo.
"Che cosa vi ha detto quel demone, quando avete parlato in quella strana lingua?"
"Era elfico. Gli ho chiesto: "chi è lei, immonda creatura?"
"Lo sai benissimo vecchio"
"Qual è il tuo nome, per Illmatar signore dei cieli"
"Vaalafor, ma uccidermi non la salverà, lei è nostra, adesso".
"... ed è stato allora che ho ordinato di liberarla", conclude lo stregone.
"Si riferiva a Cynthia?" gli domandai.
Lui scosse il capo. "No, parlava di una persona che ho sognato, la stessa persona a cui si riferiva prima". E non aggiunse altro. Chissà, chissà veramente se tutto quel che è successo poi ad Holov, se la trasformazione di Mirai e la contaminazione della povera Annie siano stati conseguenza di quel tentativo fallito di salvare Cynthia.
Ne è passata di acqua lungo il Traunne, da quell'inverno gelido in cui presidiavamo la sponda resistendo agli attacchi dei Risvegliati, con il Sergente Rock che, tendendo all'inverosimile il mio arco, ne tirò giù uno sull'altra riva con un colpo solo. Ci attaccò la Bestia del Ponte, in quell'occasione, e ce la cavammo grazie al Planem di Mastro Luger. Lì morì nell'acqua gelida Vince Reiner, parente del Sergente Ivan. Provai a infondergli un po' di energia magicamente, toccandogli la mano gelida, ma non fu sufficiente.
Eravamo stanchi ed abbattuti, ma poco dopo arrivarono i Predatori, i compagni del Terzo e del Dodicesimo Plotone. Erano feriti, sporchi, e mezzi congelati, ma ricordo la scarica di energia che emanavano, di coraggio e fiducia. Avevano tirato giù un Abnormis colossale, ne avevano passate di tutti i colori. Ramsey stesso era ferito gravemente. Svuotarono le dispense e le cantine e ci raccontarono della loro avventura oltre il fiume.
"Quello che ci tengo a dirvi", non dimenticherò mai quel che aggiunse Ramsey alla fine del racconto, " è che nessuna di queste cose è invincibile. Anche se sembrano grandi e grossi, e se piegano gli alberi con le loro braccia mostruose... c'è sempre il modo per tirarli giù. Il nostri compito...è quello di trovare quel modo. Sempre".
Ed è proprio così in effetti, aveva ragione. Lui è caduto, alla Sacra dei Difensori, ma anche grazie al suo sacrificio quel luogo maledetto è stato espugnato e riconsacrato, diventando adesso un avamposto di sicurezza e un simbolo della pace ritrovata.
Ci sono stati momenti tranquilli e allegri, le serate in locanda con Ali, quel cameratismo elettrizzante che i primi tempi mi faceva sentire esclusa, come un pesce fuor d'acqua, e che poco a poco mi si è aperto davanti, avventura dopo avventura, ferita dopo ferita. Ali coraggiosa, sfacciata, divertente. Ali che mi disse che la prima cosa, per avere qualche possibilità, era di salire di grado, almeno un pochino. Almeno Caporale, mi disse, se c'è troppa differenza di grado tra te e il Sergente non potrà mai esserci niente... adesso che sta per arrivarmi la nomina a Tenente, nientemeno, chissà cosa ne direbbe adesso.
La Rocca in quei giorni era la mia casa. La camerata delle ragazze, fredda, mezza vuota, era la mia stanza. Sempre in poche, troppo poche soldatesse. Gli spifferi, tanti: di notte, con il gelo che fischiava dalla finestra malchiusa, era proprio lì che meglio si capiva l'origine del nome della Rocca, la Rocca di Tramontana.
Fredda ma amata.
Almeno fino al momento in cui è cambiato tutto, fino alla diserzione, a Gadman Sherer, a Orstein Bach e al suo Asilo degli Orrori.
Ma a quel punto noi avevamo già capito, eravamo già entrati in contatto col Vecchio dell'Alpe, l'avevamo riaccompagnato qui, nella sua terra avita, quella terra che gli spettava per diritto di sangue e per la gloria della sua Brigantina. Già sapevamo che qualcosa di marcio si nascondeva nel Burgraviato, e che il bene di queste terre sarebbe passato attraverso la restaurazione della Baronia.
Lo sapevamo, ma avevamo altro da fare, altro di cui occuparci.
Chi se lo scorderà mai quando Logan Treize frappose il suo scudo per parare il colpo che mi avrebbe certamente uccisa? E quando mi poggiò la mano sulla spalla per infondermi coraggio, durante il salvataggio di Padre Mansel, quando mi sussurrò che sì, quella freccia alla signora in finestra andava scoccata.
Di tutte le gioie per l'Editto delle Ceneri, la più grande è che proprio lui, Logan, è il Barone adesso, e che il burgravio e la sua famiglia di balordi se ne dovranno andar via con la coda tra le gambe.
Anzi no.
C'è una gioia più grande, la gioia più grande di tutte. Ed è che Garruk è vivo ed è proprio il suo formidabile fondoschiena che d'ora in poi metterà alla prova la resistenza della sedia che fu di Marvin Barun.
Garruk è l'Ultimo, il superstite del Predatori, il più grande, grosso e temibile dei guerrieri, il più leale e impavido. E' venuto con noi nel varco magico creato da Morna e, sempre con noi, nella bufera più spaventosa che abbia mai investito queste pietre, ha assaltato da nemico quella che un tempo era la sua casa. E' entrato da solo, ha fatto fuori Gadman Scherer, ed è scomparso nel nulla. E' morto? E' prigioniero? E' la prossima vittima designata da quel malnato di Bondred? Nessuna notizia... e invece se l'è cavata! Dalle segrete più profonde della Rocca è stato tirato fuori e trattato giustamente come un eroe. E sarà lui il nuovo Lord Comandante.
Noi abbiamo sconfitto la Torre, recuperato le prove degli orrori che vi venivano perpetrati, ed ho avuto persino la bruttissima esperienza di vedere da vicino una creatura demoniaca custodita lì da quel pazzo di Orstein Bach. Cosa aveva fatto alla nostra casa, in che modo l'aveva trasformata in un ricettacolo di orrori! Ma l'abbiamo liberata. La Rocca di Tramontana è tornata nostra. Non c'è neanche più Bondred in circolazione, non ci sono più Risvegliati in zona, nemmeno Kreepar.
E adesso?
I miei amici del Ventitreesimo Plotone si stanno organizzando ciascuno per la sua strada.
Bohemond chiede il trasferimento come Paladino alla Sacra dei Difensori, al servizio di Lady Yara. Sposerà quella fidanzata che incontrammo di sfuggita tanto tempo fa, è un uomo di parola. Engelhaft pare che si trasferirà ad Angvard anche lui, negli uffici dell'Inquisizione, al servizio del Vescovo. E Colin, anche lui ad Angvard, dalla sua vecchia amica Lucy. Speravo che Colin restasse qui, con me ed Annie, ma evidentemente ha capito che il Nuovo Asilo organizzato da Morna è la soluzione migliore per Annie, la più sicura. Sven ha scelto la strada più imprevedibile e divertente, ritirando fuori dal suo zaino una vecchia e stropicciata mappa del tesoro. Ha intenzione di solcare i mari con Quorton Kraven, cercare il tesoro e vivere chissà quali magnifiche avventure.
Io non ho esitato neanche un secondo, quando mi hanno chiesto cosa voglio fare. Adesso che sono libera dal patto con il Demone della Torre e che non ho più problemi con quello che i miei amici chiamavano Tommeliseus, ho deciso che resterò qui ad Uryen.
Abbiamo un Esercito da ricostituire, soldati da addestrare, una Chiesa che a breve sarà rimessa in piedi del tutto e inaugurata. Ma soprattutto c'è un tessuto cittadino a cui ridare vita, fattorie da ripopolare e proteggere, un porto che deve riaprirsi e magari venir amministrato meglio che in passato. Seppure mi infastidisce sapere che la gestione della Locanda dello Squalo adesso sia nelle mani di un pessimo soggetto, ormai non ho davvero niente da temere da lui. Fu Ali a suggerirmi come gestire eventuali imbarazzi, di certo non mi farò intimidire.
Logan farà un buon lavoro, ne sono sicura, tanto più che ha scelto come consigliera Kalina, una vera maestra di equilibrio.
Io potrò continuare a restare vicina ad Annie, che adesso si ritrova circondata dai simpatici ma un po' infantili super-guerrieri dell'Asilo, e che magari qualche volta avrà voglia di venirsi a bere una birra tra adulti (o almeno fingere di berla, tanto mi basta). Imparerò molto dalla vicinanza di Morna, ed i poteri magici che ho, e che sempre più intendo coltivare, credo che potranno essere di una certa utilità in avvenire: più utili in pace che in guerra, fortunatamente. Mi piacerebbe che si arruolasse nell'esercito qualche altro praticante di magia, staremo a vedere. Non sono e non sarò mai una gran combattente, anche se con l'arco posso dire senza falsa modestia di essere una degna allieva del Sergente Rock.
Se possibile, voglio riorganizzare il Dodicesimo Plotone, quello dei genieri e dei tuttofare, di quelli che, prima ancora che con la spada, affrontano i problemi con un po' di fantasia, attrezzi da falegname e idee spericolate. Penso che mi ci troverò bene.
Non vedo l'ora di cominciare!
16 maggio 518
Giovedì 2 Ottobre 2025
Tutto, per tutto, per tutto
Paghiamo il prezzo delle nostre scelte, lasciamo che lo paghino i nostri compagni, sopportiamo ancora più rimorsi e rimpianti.
Avanziamo tra reclute sfortunate e sanguinanti dopo aver fatto un patto con il Vampiro Bondred, l'assassino di Vodan, ladro del suo volto e di qualcosa di indefinibile della sua voce. Ci siamo accordati con l'individuo più spregevole che abbiamo mai incontrato, a detta di Morna, proprio quando questi sarebbe debole, a rischio di morte. E invece no, senza neanche pensarci troppo gli abbiamo dato quel che gli serve per restare in vita e continuare a perpetrare lo scandalo della sua innaturale esistenza.
I Pupilli stanno adesso facendo strage dei nostri compagni, al Palazzo del Burgravio, o almeno così ci è stato detto. Mentre noi sgattaioliamo nel sangue di guardie civiche inconsapevoli verso Dossler.
Ne vale la pena, deve valerne la pena.
Colin diceva fermiamoci, proviamo a salvarli tutti, i Pupilli. Facciamo almeno qualcosa di buono, qualcosa che conforti la nostra coscienza intorpidita. Sarebbe giusto, magari un giorno sarà possibile, più probabilmente no. Andandocene, ho paura che li condanniamo a seguire la crudele sorte che il Burgravio vorrà loro riservare. Eppure dobbiamo andarcene, accontentandoci di custodire la piccola Freya al sicuro nello specchio.
Non sono le nostre vite a valere così tanto. E' quello che custodiamo, che deve arrivare ad ogni costo in mani sicure.
Quanti amici sono morti per permetterci di recuperare le prove degli abominii di Orstein Bach? Quanti ancora ne moriranno mentre le portiamo fino a Dossler?
Fermarci adesso è impensabile. Significherebbe rischiare di perdere tutti i risultati che abbiamo ottenuto. Non possiamo neanche permetterci di rallentare, bisogna solo correre fino a Dossler, bisogna far sì che Engelhaft e le prove arrivino a Dossler.
E se qualcuno di noi dovesse rimanere indietro - lo dico mentre il sangue mi cola giù dal fianco attraverso l'armatura a causa della brutta freccia che ho preso - ma se qualcuno dovesse rimanere indietro io credo che dovremo ingoiare un altro enorme dolore e lasciarlo indietro.
Come si fa? Non lo so, non ci voglio pensare, eppure il cervello gira velocissimamente, non ci sta buono, non mi dà pace. E se dovessi essere io a non farcela, a non tenere il passo a causa delle ferite, dovrò affidare a Morna lo specchio con la sorellina di Vodan dentro. Lei ha il potere di tirarla fuori di lì, di prendersene cura.
Sarà la stanchezza, sarà il digiuno, sarà quel senso di vuoto che avverto per qualche giorno dopo aver abusato del mio potenziale magico... ma non riesco a essere ottimista. Ho con me la fiala del Sangue degli Antecessori che mi potrebbe liberare dalla maledizione del Demone della Torre, eppure mi sembra così remoto quel momento, così lontana quella improbabile salvezza.
Quanto a Uryen, solo un esito potrebbe salvarla, ovvero che torni ad essere Treize, e che Logan diventi il Barone che questa povera gente merita. Ma quante carte, quanti giuristi, quanti Inquisitori e quanti imbroglioni azzeccagarbugli si frappongono tra le prove che stringiamo in pugno, e questo auspicabile finale?
Andiamo avanti, andiamo avanti verso il "cordone", trasciniamoci verso Sud con tutta la velocità di cui siamo capaci. Che gli Dei ci assistano, è ancora lunga la strada per Dossler.
Avanziamo tra reclute sfortunate e sanguinanti dopo aver fatto un patto con il Vampiro Bondred, l'assassino di Vodan, ladro del suo volto e di qualcosa di indefinibile della sua voce. Ci siamo accordati con l'individuo più spregevole che abbiamo mai incontrato, a detta di Morna, proprio quando questi sarebbe debole, a rischio di morte. E invece no, senza neanche pensarci troppo gli abbiamo dato quel che gli serve per restare in vita e continuare a perpetrare lo scandalo della sua innaturale esistenza.
I Pupilli stanno adesso facendo strage dei nostri compagni, al Palazzo del Burgravio, o almeno così ci è stato detto. Mentre noi sgattaioliamo nel sangue di guardie civiche inconsapevoli verso Dossler.
Ne vale la pena, deve valerne la pena.
Colin diceva fermiamoci, proviamo a salvarli tutti, i Pupilli. Facciamo almeno qualcosa di buono, qualcosa che conforti la nostra coscienza intorpidita. Sarebbe giusto, magari un giorno sarà possibile, più probabilmente no. Andandocene, ho paura che li condanniamo a seguire la crudele sorte che il Burgravio vorrà loro riservare. Eppure dobbiamo andarcene, accontentandoci di custodire la piccola Freya al sicuro nello specchio.
Non sono le nostre vite a valere così tanto. E' quello che custodiamo, che deve arrivare ad ogni costo in mani sicure.
Quanti amici sono morti per permetterci di recuperare le prove degli abominii di Orstein Bach? Quanti ancora ne moriranno mentre le portiamo fino a Dossler?
Fermarci adesso è impensabile. Significherebbe rischiare di perdere tutti i risultati che abbiamo ottenuto. Non possiamo neanche permetterci di rallentare, bisogna solo correre fino a Dossler, bisogna far sì che Engelhaft e le prove arrivino a Dossler.
E se qualcuno di noi dovesse rimanere indietro - lo dico mentre il sangue mi cola giù dal fianco attraverso l'armatura a causa della brutta freccia che ho preso - ma se qualcuno dovesse rimanere indietro io credo che dovremo ingoiare un altro enorme dolore e lasciarlo indietro.
Come si fa? Non lo so, non ci voglio pensare, eppure il cervello gira velocissimamente, non ci sta buono, non mi dà pace. E se dovessi essere io a non farcela, a non tenere il passo a causa delle ferite, dovrò affidare a Morna lo specchio con la sorellina di Vodan dentro. Lei ha il potere di tirarla fuori di lì, di prendersene cura.
Sarà la stanchezza, sarà il digiuno, sarà quel senso di vuoto che avverto per qualche giorno dopo aver abusato del mio potenziale magico... ma non riesco a essere ottimista. Ho con me la fiala del Sangue degli Antecessori che mi potrebbe liberare dalla maledizione del Demone della Torre, eppure mi sembra così remoto quel momento, così lontana quella improbabile salvezza.
Quanto a Uryen, solo un esito potrebbe salvarla, ovvero che torni ad essere Treize, e che Logan diventi il Barone che questa povera gente merita. Ma quante carte, quanti giuristi, quanti Inquisitori e quanti imbroglioni azzeccagarbugli si frappongono tra le prove che stringiamo in pugno, e questo auspicabile finale?
Andiamo avanti, andiamo avanti verso il "cordone", trasciniamoci verso Sud con tutta la velocità di cui siamo capaci. Che gli Dei ci assistano, è ancora lunga la strada per Dossler.
13 maggio 518
Venerdì 6 Giugno 2025
Fuga dall'Asilo
Stringo in pugno la spada di Vodan. Ho le mani sudate, il fiato corto, la solita nausea che mi viene quando esagero con la magia. Oh mamma… devo respirare… devo calmarmi…
Ma ecco che siamo ai piedi delle scale, e siamo tutti vivi. Tutti vivi! Chi l'avrebbe detto?
Siano ringraziati gli Dei!
"Tocca andarsene, veloci!" ci ricorda Bohemond, non abbiamo tempo da perdere. Regina e quell'altro potrebbero arrivare da un momento all'altro.
Viene spalancata la porta e la tempesta di Morna ci sbatte addosso con violenza, pioggia, vento, tuoni e fulmini, avanziamo in fretta a testa bassa.
Si sente un gemito, c'è quel povero disgraziato che ho defenestrato dal balcone, è ancora vivo e si lamenta. Bohemond in due passi lo raggiunge e pone fine alle sue sofferenze.
Non dice niente, avanziamo, oltrepassiamo i cancelli della Rocca.
Il mio zaino pesa e tintinna, pieno di roba che ho arraffato di sopra: documenti, denaro (ebbene sì, un sacco di soldi!), gemme e gingilli magici… e soprattutto il mio lasciapassare verso il futuro, lo schifoso sangue degli antecessori che tanto fa gola al Demone amico mio.
Demone amico mio…
Quando avrò tempo di ripensarci, un giorno davanti al camino circondata dai nipotini che giocano a nascondino con lo specchietto magico, potrò raccontargli di quando ho avuto non uno, ma ben DUE Demoni che mi parlavano dentro la testa contemporaneamente.
Per una che ha sempre cercato di evitare contatti con quel genere di creature, beh, alla faccia della coerenza! Ma anche la coerenza è sopravvalutata.
Quanto spinge questo vento, che fatica camminare così… questa terribile tempesta ci protegge, è il nostro mantello di invisibilità. E che mantello!
Infilo la spada di Vodan nel fodero e penso a come ho infilato la sua sorellina nello specchietto.
Chissà se è vero che Vodan è morto, speriamo di no, speriamo che ci sia qualche altra spiegazione… in ogni caso almeno la bambina è al sicuro, e con calma in qualche maniera Morna riuscirà a aiutarla. Magari sarà pure un po' mostruosa, ma il fatto che brandisse la spada di suo fratello significa che qualcosa della sua vecchia anima sta ancora dentro di lei, qualcosa a cui Morna saprà appellarsi per curarla.
Chi invece non potrà essere curato nè salvato è, aimè, il giovane figlio di Seamus Trent. E' una brutta cosa quella che ho fatto, ne sono consapevole… molto molto brutta. I suoi lamenti terribili verranno a perseguitarmi in sogno, e me lo merito. Ma che potevo fare? Niente lacrime di coccodrillo, era una situazione estrema e ho fatto delle scelte dolorose, dovrò tenermi qualche rimorso. In due non c'entravano nello specchio e, in fondo, sono contenta che quella che porto al sicuro è la sorellina di Vodan. Almeno questo glie lo devo, al mio vecchio amico.
Parlando di vecchi amici… Garruk? Che fine ha fatto? Non lo vedo… forse sta già da Morna, forse questa pioggia ce lo nasconde e sta avanzando a poca distanza da noi… chissà se è riuscito a far secco Gadman Sherer, secondo me sì.
Abbiamo fatto un buon lavoro, mi cedono le gambe per la fatica, ma siamo riusciti a fare cose da pazzi, in quella Torre. Abbiamo tante di quelle prove delle nefandezze assurde di Orstein Bach, che sfido io il Granduca, e anche l'Imperatore di Delos, a venirci a dire qualcosa.
Avanti, ancora qualche decina di metri, Morna dovrebbe stare da queste parti…
Di sicuro la prova più grossa di tutte sta ancora lì nella Torre, ed è quella specie di bozzolo schifoso e famelico, e chiunque lo veda (e sopravviva per raccontarlo) non può aver dubbi su chi siano i buoni e i cattivi, in questa storia. Andrà gestito anche quel problema, prima o poi… non è che si possa semplicemente chiudere la porta e lasciare che il mostro resti lì a bivaccare per i fatti suoi. Per fortuna però non saremo noi a dover risolvere la faccenda, ci sarà qualche super Inquisitore capo di Engelhaft che saprà come ripulire la Torre.
Morna… eccola! Che sollievo! Via da qui, voglio asciugarmi, ho sete, e adesso che finalmente l'energia dell'azione sta scemando, ecco che mi sento addosso tutta la stanchezza di questa infinita giornata così strana che non so più neanche se è mattino, se è pomeriggio o notte, se è oggi, se è domani, non so più nulla, voglio solo sedermi e riposare!
Ma ecco che siamo ai piedi delle scale, e siamo tutti vivi. Tutti vivi! Chi l'avrebbe detto?
Siano ringraziati gli Dei!
"Tocca andarsene, veloci!" ci ricorda Bohemond, non abbiamo tempo da perdere. Regina e quell'altro potrebbero arrivare da un momento all'altro.
Viene spalancata la porta e la tempesta di Morna ci sbatte addosso con violenza, pioggia, vento, tuoni e fulmini, avanziamo in fretta a testa bassa.
Si sente un gemito, c'è quel povero disgraziato che ho defenestrato dal balcone, è ancora vivo e si lamenta. Bohemond in due passi lo raggiunge e pone fine alle sue sofferenze.
Non dice niente, avanziamo, oltrepassiamo i cancelli della Rocca.
Il mio zaino pesa e tintinna, pieno di roba che ho arraffato di sopra: documenti, denaro (ebbene sì, un sacco di soldi!), gemme e gingilli magici… e soprattutto il mio lasciapassare verso il futuro, lo schifoso sangue degli antecessori che tanto fa gola al Demone amico mio.
Demone amico mio…
Quando avrò tempo di ripensarci, un giorno davanti al camino circondata dai nipotini che giocano a nascondino con lo specchietto magico, potrò raccontargli di quando ho avuto non uno, ma ben DUE Demoni che mi parlavano dentro la testa contemporaneamente.
Per una che ha sempre cercato di evitare contatti con quel genere di creature, beh, alla faccia della coerenza! Ma anche la coerenza è sopravvalutata.
Quanto spinge questo vento, che fatica camminare così… questa terribile tempesta ci protegge, è il nostro mantello di invisibilità. E che mantello!
Infilo la spada di Vodan nel fodero e penso a come ho infilato la sua sorellina nello specchietto.
Chissà se è vero che Vodan è morto, speriamo di no, speriamo che ci sia qualche altra spiegazione… in ogni caso almeno la bambina è al sicuro, e con calma in qualche maniera Morna riuscirà a aiutarla. Magari sarà pure un po' mostruosa, ma il fatto che brandisse la spada di suo fratello significa che qualcosa della sua vecchia anima sta ancora dentro di lei, qualcosa a cui Morna saprà appellarsi per curarla.
Chi invece non potrà essere curato nè salvato è, aimè, il giovane figlio di Seamus Trent. E' una brutta cosa quella che ho fatto, ne sono consapevole… molto molto brutta. I suoi lamenti terribili verranno a perseguitarmi in sogno, e me lo merito. Ma che potevo fare? Niente lacrime di coccodrillo, era una situazione estrema e ho fatto delle scelte dolorose, dovrò tenermi qualche rimorso. In due non c'entravano nello specchio e, in fondo, sono contenta che quella che porto al sicuro è la sorellina di Vodan. Almeno questo glie lo devo, al mio vecchio amico.
Parlando di vecchi amici… Garruk? Che fine ha fatto? Non lo vedo… forse sta già da Morna, forse questa pioggia ce lo nasconde e sta avanzando a poca distanza da noi… chissà se è riuscito a far secco Gadman Sherer, secondo me sì.
Abbiamo fatto un buon lavoro, mi cedono le gambe per la fatica, ma siamo riusciti a fare cose da pazzi, in quella Torre. Abbiamo tante di quelle prove delle nefandezze assurde di Orstein Bach, che sfido io il Granduca, e anche l'Imperatore di Delos, a venirci a dire qualcosa.
Avanti, ancora qualche decina di metri, Morna dovrebbe stare da queste parti…
Di sicuro la prova più grossa di tutte sta ancora lì nella Torre, ed è quella specie di bozzolo schifoso e famelico, e chiunque lo veda (e sopravviva per raccontarlo) non può aver dubbi su chi siano i buoni e i cattivi, in questa storia. Andrà gestito anche quel problema, prima o poi… non è che si possa semplicemente chiudere la porta e lasciare che il mostro resti lì a bivaccare per i fatti suoi. Per fortuna però non saremo noi a dover risolvere la faccenda, ci sarà qualche super Inquisitore capo di Engelhaft che saprà come ripulire la Torre.
Morna… eccola! Che sollievo! Via da qui, voglio asciugarmi, ho sete, e adesso che finalmente l'energia dell'azione sta scemando, ecco che mi sento addosso tutta la stanchezza di questa infinita giornata così strana che non so più neanche se è mattino, se è pomeriggio o notte, se è oggi, se è domani, non so più nulla, voglio solo sedermi e riposare!
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