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Forum di Myst

 
« Non è che ci ascolta nessuno, ma non lo nominiamo, non voglio perdere l'abitudine sennò rischia che mi sbaglio al tavolo sbagliato e faccio un casino. »
- Capitano Barun -
 
Il Valvassore
Guelfo da Flavigny
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 60   commenti totali: 79
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26 Agosto 517
Sabato 1 Marzo 2008

Sorpresa

Mi sono accorto che stava accadendo qualcosa di inaspettato non appena ho visto Nicolas con un sorriso di genuina soddisfazione stampato sul volto, di quelli che solo una notte di sani vecchi bagordi ameriti può lasciare sul mio. "Hai capito il paladino..." ho subito pensato, provando ad immaginare che cosa mai avesse potuto combinare. E invece.

Non penso che sia stata la mia sfuriata dell'altra mattina ad aprire una breccia nella scorza di Loic; tante volte ci ho provato, altrettante ho fallito, quasi sempre peggiorando la situazione. Le carte in tavola le ha cambiate, seppur involontariamente, Desiree: deve essere stato assai difficile e penoso per Loic scoprire che il sentire dell'amata è così diverso da come lui lo immaginava. Difficile e penoso, sì, come coraggiosa e piena di dignità la sua reazione. Ho ascoltato con incredulità le parole del mio compagno, le ho indagate per capire quanto fossero sincere, quanto fossero sentite. Mi parlava, Loic, con voce meccanica e sofferente, certo per dissimulare le tensioni sotterranee del suo animo. Presto ho capito, malgrado i miei sospetti, che non erano rabbia o sconforto a turbarlo (di cui sarebbe poi caduta preda Desiree, costretta ad una notte di frenetica veglia tra fornelli e alambicchi per placare la sua frustrazione).

Determinazione.

Così forte e...lucida da mettermi a disagio, da impedirmi di rispondere se non con un vaniloquio tortuoso e imbarazzato. Più tardi, di fronte alle mia insistenza nel proposito di partire con lui ed Eric e di affrontare al loro fianco i sicari di Wilhelm, è riuscito a mutare il mio consiglio con parole di grande saggezza, ricordandomi che è nel fare la Volontà degli Dei che sta la chiave dei nostri successi.

Ci ha pensato su molto, in questi due giorni. Forse ha capito di essere chiamato, così come lo siamo noi, a qualcosa di infinitamente più importante di una vita serena pur trascorsa in onestà e rettitudine, di una vecchiaia resa dolce dalle consolazioni della famiglia. Il nostro destino è assai più amaro e incerto, ma al tempo stesso quanto più nobile e grande!

Troppo lontano ancora è il giorno in cui potremo finalmente riposarci dalle fatiche della Lotta, e concederci uno scampolo di felicità. E per quanto siamo tentati di costruire oggi le fondamenta di quella felicità futura, non dobbiamo mai dimenticarci di quanto questo lavoro possa essere duro e rischioso; di quanta pazienza, di quanta premura ci siano richieste. Virtù da gentiluomo, le più difficili da esercitare, e di cui io stesso troppe volte mi sono dimostrato carente.





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25 Agosto 517
Venerdì 29 Febbraio 2008

Lettera ad Andrè Navon

Sir Andrè Navon,

E' con cuore pieno di speranza che mi rivolgo a Voi in questo momento cruciale. Mi rincresce di dover affidare una richiesta così delicata a queste poche righe, ma è per motivi estremamente gravi ed urgenti che mi trovo nell'impossibilità di parlarVi di persona. Confido altresì che le parole di lady Solice, Custode del Tempio di Pyros, e di Sir Nicolas, Custode del Tempio di Kayah, vi aiutino a comprendere le ragioni per cui abbiamo deciso di invocare il Vostro aiuto ancora una volta.

Gli uomini e le donne al seguito di lady Solice e Sir Nicolas sono scampati al diabolico supplizio che il loro Signore, Lord Wilhelm Keitel, giustiziato secondo la Volontà degli Dei e per mia mano poche ore fa, per troppo tempo ha inflitto loro. A lungo, troppo a lungo, Wilhelm Keitel Ë stato libero di dedicarsi all'adorazione della Tenebra e al perseguimento di ricerche magiche proibite, offrendo i suoi sudditi in sacrificio ad un diabolico Araldo di Dei il cui nome non può essere pronunciato. Non pago, ha cercato di diffondere la stessa pratica blasfema nella Città di Laon, a tal scopo cospirando con quei malfattori suoi sodali che, sia resa lode agli Dei, sono ora sottoposti all'inflessibile giudizio dell'Inquisizione.

Ciò che ora Vi chiedo, ben consapevole della gravità di un simile onere, è di dare ricetto a questi sfortunati, di lasciare che questa gente onesta e operosa serva Voi, un Cavaliere degno di tal rango, e che sotto di Voi ritrovi quella pace e quella speranza di cui con sacrilega efferatezza fu privata. Qualora accettaste, non mancheremmo di contribuire n modo sostanziale alle spese di cui Vi fareste carico: un congruo anticipo sulle decime dei vostri "nuovi" sudditi ed una sovvenzione adeguata per la costruzione dei loro alloggi sono il minimo che postremmo fare per ripagarVi di tanta generosità.

Non Vi nascondo, ad ogni modo, che al di là dell'onere materiale vi siano altre questioni cui dovete essere a conoscenza prima di prendere la Vostra decisione: questi uomini e queste donne sono legati di diritto alla tenuta del deposto Wilhelm Keitel da un vincolo di servitù, e per quanto sia alquanto improbabile che qualcuno venga a chiederVi conto di ciò, comprendo che possa essere per Voi motivo di inquietudine. In secondo luogo, esiste la possibilità (in fede mia assai remota) che tra costoro ci sia qualcuno che porti con se' gli echi delle tribolazioni a cui fu sottoposto, e che possa dunque manifestare episodi di sonnambulismo o peggio ancora cadere in preda a raptus. Se anche così fosse, questa gente è tristemente abituata a gestire simili situazioni e dunque sa come impedire che queste crisi costituiscano un pericolo per la vittima o per chi le sta accanto e tal proposito Vi invito a consultare il loro anziano, Franz. Finchè il passare del tempo non confermerà l'inconsistenza di questo sospetto, ritengo sconsigliabile far alloggiare i nuovi venuti a stretto contatto con gli abitanti delle Vostre terre.

Molto avete fatto per assisterci: l'incursione alle Parole d'Oro, che pure Vi è costata una dura quanto ingiusta reprimenda del Vostro Barone: se gli Dei vorranno sarà fatta giustizia di colei che ha così vilmente tradito la Sua fiducia abbandonandosi ad ambizioni traditrici e, ho motivo di temere, parricide; avete poi offerto protezione ad un testimone della trama che si ordiva a danno del Barone e del popolo Suo, preservandolo dalla disperazione dei colpevoli, disposti a tutto pur di allontanare da se' la pesante scure della Giustizia.

Molto avete fatto, senza nulla ricevere in cambio. Se l'impresa che i miei compagni ed io ci accingiamo a compiere dovesse avere un esito felice, sappiate che saremmo finalmente in condizione di sdebitarci. Ma sono affari ancora troppo incerti e soprattuto troppo grandi perchè questa mia mano li verghi sulla carta. Sarò ben lieto di discorrerne con Voi da uomo a uomo, per ora Vi basti sapere che sarebbe per me un piacere far sì che i Vostri meriti trovino il riconoscimento che a cui giustamente ambite, e che in quest'ora magnifica e terribile in cui i traditori vengono smascherati la Vostra fedeltà sia doppiamente messa in luce.

In fede,

Guelfo da Flavigny.
scritto da Guelfo da Flavigny , 22:01 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
24 Agosto 517
Sabato 23 Febbraio 2008

Incomprensibile

Un momento prima si dimostra lucido e competente al punto di indurre Wilhelm Keitel alla cooperazione, risultato che non avremmo mai potuto raggiungere senza di lui. Subito dopo però ci sbatte in faccia tutto il suo egoismo, tutta la sua arroganza. E allora esplodo, e le mie parole si fanno via via più dure e sprezzanti, piene di rabbia e di amarezza. Quello che stiamo facendo sembra avere alcun valore per lui. La nostra battaglia non sembra più essere la sua. Ora che abbiamo espugnato le Parole d'Oro grazie al coraggio e alla generosità dei sudditi di Lord Wilhelm, ora che su di noi incombe la responsabilità di impedire all'odiato Lord Albert di coronare le sue ambizioni fratricide, a cosa pensa lui?

Ad Andrè Navon.

L'imbarazzo dei miei compagni non fa che accrescere la mia irritazione, il mio sconcerto. Eric si affretta a precisare che non condivide affatto la decisione del fratello, ma per quieto vivere si guarda bene dal porre il suo veto. Nicolas ascolta in silenzio, teme che un suo pronunciamento esacerberebbe ancor di più l'animo di Loic. Persino Solice non si oppone a quest'assurdità, presumo per le stesse ragioni. E poi c'è Desiree.
Desiree che si sente in colpa perchè molti feriti hanno bisogno delle sue cure. Desiree che con rammarico deve rinunciare all'opportunità di studiare il Miele Nero e gli apparati alchemici di Wilhelm. Desiree che, ancora convalescente per la brutta ferita infertagli neppure un giorno fa, teme i pericoli del viaggio in cui Loic si è messo in testa di trascinarla. Anche Desiree tace, dissimula il suo rimorso, la sua frustrazione, la sua paura.

Eric, Nicolas, Solice, Desiree. Eccoli qui, quattro ostaggi di un bambinone capriccioso.

Ma io no. Quello che dobbiamo fare è troppo importante, quello che gli Dei si aspettano da noi è troppo grande. Ci vado pesante, nella speranza che a prenderlo di petto finalmente Loic si renda conto di aver superato ogni limite. Speranza vana. Dopo avermi rivolto le solite, patetiche minacce si chiude in un silenzio ostinato. La spunterà anche stavolta, gli ostaggi sono rimasti remissivi, ma credo che questa lite abbia infine aperto gli occhi a chi per troppo tempo li aveva tenuti chiusi. E non permetterò che sia troppo tardi, parteciperò anch'io al salvataggio di Lord Anthony, sarò pronto a compensare le intemperanze di quel grosso imbecille, dovessi rimetterci il collo.










scritto da Guelfo da Flavigny , 16:42 | permalink | markup wiki | commenti (6)
 
24 Agosto 517
Domenica 17 Febbraio 2008

Il giorno più lungo

E' finita. Il tentativo di fuga di Bob DelMontesque è stato sventato dal rapido intervento dei Navar e di Solice, e la sua morte sugella la conclusione di questa nostra impresa. Posso dirmi molto fortunato: dalla facilità con cui ha avuto ragione di Vladimir, Yoshua e Yesso deduco che gli sarebbe bastato un colpo di mazzafrusto per spedirmi all'altro mondo. Ma anche questo ultimo pericolo è alle spalle, ormai, e non mi resta che sdraiarmi presso il fuoco dell'accampamento a contemplare la tenebra che incombe su queste terre sventurate.

Una moltitudine di pensieri affolla la mia mente stremata dalle fatiche di questa grandiosa e interminabile giornata. Lord Graham Dillon è in parte vendicato, e devo rendere grazie a Loic ed agli altri compagni per avermi accordato il privilegio di giustiziare personalmente l' ispiratore del suo assassinio. Confido che Albert Keitel riconosca il sudario in cui l'empio zio è stato avvolto. E' il mio guanto di sfida. E' la sua sentenza di morte. Voglio che impari ad odiarmi come io lo odio. Che abbia ben chiara l'infamia di cui dovrà rendere conto.

Sir Killian si è dato una morte onorevole, rinunciando alla tentazione di farsi scudo con degli innocenti e ritardare la sua punizione. Questa scelta, devo ammetterlo, mi ha sconcertato. Se la dottrina dell'Ordine Nero non attecchisce solo presso spiriti oltremodo malvagi e delittuosi, se riesce sviare anche uomini che conoscono l'onore... tutto il sangue che abbiamo versato ha un sapore ben più amaro, non è solo il premio alle nostre fatiche di giusti, ma è anche un prezzo. L'ennesimo che gli Dei ci chiamano a pagare perchè sia fatta la loro Volontà.

Lo studio di Wilhelm celava molti segreti. I suoi carteggi, che provano oltre ogni dubbio la sua macchinazione fratricida e da cui apprendiamo notizie nuove ed inquietanti. Il diario in cui con grande zelo annotava i progressi e i fallimenti dell'oscena ricerca condotta a danno dei suoi sudditi e nel più totale disprezzo dei dettami della Chiesa. I tomi di scienza arcana, che mi sforzerò di esaminare con la massima cura.

E il Logaeth.

E' solo un frammento, neppure la metà di una pagina, eppure quando l'ho estratto dal vano nascosto in cui Wilhelm si era premurato di riporlo tremavo di spavento ed eccitazione. Il segreto dei segreti, la pietra angolare dell'Ordine Nero, la sapienza che menti Oscure e incommensurabili sussurrarono all'orecchio di Rudolph Glauer. Nelle mie mani. Scruto l'impenetrabile oscurità del cielo notturno e ho quasi l'impressione che il mondo si sia capovolto e che, schiacciato sulla sua volta da leggi nuove e bizzarre, mi trovi piuttosto a rimirare un Abisso.
E allora fantastico sulle meraviglie indicibili e orrende, sulle rivelazioni disumane di cui questo testo è la chiave, mentre il sonno giunge a intorpidirmi le membra.
scritto da Guelfo da Flavigny , 14:07 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 Agosto 517
Lunedì 11 Febbraio 2008

Ieri e oggi

L'arrogante proclama di Wilhelm Keitel, le sue parole sprezzanti, la sicurezza con cui si è illuso di poterci schiacciare. Proprio come suo nipote quella tremenda mattina di dieci anni fa. Allora, da bambino spaurito qual'ero, non potei fare altro che starmene rintanato dietro ad una finestra socchiusa, con il pugno serrato attorno ad una pietra e il cuore pieno di rabbia e paura. Fecero scempio del mio avo, che Kayah lo abbia in gloria, e solo allora trovai la forza di scagliare quella pietra. Malgrado non potessi vedere il mio bersaglio fu un lancio inaspettatamente preciso e il cavallo di Albert nitrì di dolore.

Sono passati dieci anni. Eccomi qui, sdraiato sul tetto di una casupola, stremato e dolorante, ad aspettare che quel vecchio bastardo borioso venga più vicino. La gente del villaggio lo copre di insulti, danno fondo ai polmoni per farsi coraggio ora che il loro Signore è arrivato a chiedere conto della loro disobbedienza. Rispetto al tetro silenzio che c'era a Caen, questa sì che è musica. Sono pieni di entusiasmo, persino fantasiosi... ma comunque troppo ingenui per pungerlo a dovere. Ci vorrebbe bisogno di qualcosa di più "personale", qualcosa che lo faccia arrabbiare sul serio.

E' buffo come la cattiva reputazione di una figlia possa condurre un uomo alla rovina. Mi bastano poche parole, colorite quanto serve, per avere la sua piena attenzione. Mi lancia una sfida a cui rispondo poco cavallerescamente. Lasciando da parte ogni cautela decide di venire a prendermi. Da qui non riesco a vederlo, ma posso sentire gli zoccoli dei cavalli sullo sterrato. Dovrò farmelo bastare.
Rinnova la sua sfida, e grazie alla sua voce ora so dove invocare la mia trappola magica. "Fer Kor, coglione!" gli grido, rilasciando il poco potere che mi resta.

Lanciare alla cieca dev'essere la mia specialità: passano pochi istanti ed ecco la rete viscosa piombare addosso a Lord Keitel e al suo cavallo, immobilizzandoli. Stavolta non è una semplice pietra scagliata da un bambino spaventato. Quella, Wilhelm, è la tua bara.
scritto da Guelfo da Flavigny , 23:59 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
23 Agosto 517
Lunedì 28 Gennaio 2008

Vendetta

Nicolas si è appena scontrato con Loic e dall'espressione sconcertata sul volto deduco che ne sia uscito sconfitto. Solice si affretta a prendere il suo posto. Sembra ottenere, non senza fatica, risultati migliori. Sorrido. Apparentemente ho molto più in comune con i due Paladini che con i ragazzi di Caen. Loic, Eric, Julie... partecipano alla lotta senza soffermarsi sulle implicazioni più sottili, non si curano del quadro generale, di prospettive più ampie rispetto alla necessità o agli impulsi del momento.

Apparentemente.

Nicolas e Solice si affannano a tributare i giusti onori funebri a due vili e ipocriti bastardi. Perchè lo fanno? Per pietà? Per giustizia? Perchè quel sangue è il primo a macchiare le loro mani, e dunque per imbarazzo, per rimorso...per paura? Quando lo stendardo immacolato della Fede infine si tinge di vermiglio, sì è disposti a seguirlo con la stessa devozione? Si è disposti a portarlo con la stessa fierezza?
Stendardi non più immacolati, mantelli ancora candidi...

...candidi quanto marci e luridi furono i cuori di chi li ha portati: spacciano per purezza, onore e orgoglio quel che in realtà è solo lebbra, crudeltà e vergogna. Loic li avrebbe resi dei sudari di gran lunga più appropriati. Noi che abbiamo conosciuto il loro vero volto, noi che per dieci lunghi anni abbiamo atteso la nostra vendetta, noi sappiamo vederli per quello che sono. E li sapremo PUNIRE.

Ho ancora con me il vessillo che Lord Albert Keitel lasciò a Flavigny. Presto, molto presto, farò in modo che possa riprenderselo.


scritto da Guelfo da Flavigny , 22:57 | permalink | markup wiki | commenti (4)
 
23 Agosto 517
Mercoledì 16 Gennaio 2008

L'Eroe

Eccoci qui, esausti, feriti, coi nervi a pezzi per l'incessante minaccia che grava su di noi, per l'Orrore diabolico di cui i disgraziati che siamo venuti a salvare sono divenuti incolpevoli araldi. Eccoci qui, ad apprendere da due miserabili scherani che il nostro Loic è caduto in mano al nemico. Cosa lo avrà mai spinto ad agire in modo così sconsiderato, così temerario? Possibile che le parole che gli ho rivolto a Laon abbiano a tal punto ferito il suo orgoglio da indurlo a voler dimostrare il suo valore ad ogni costo? Possibile che la reazione di Desireè lo abbia fatto sentire ancora più incompreso? In questo momento di sconforto guardo Solice, serena, accordare misericordia ai nostri prigionieri. Provo rabbia, rabbia perchè stiamo perdendo tempo. Rabbia perchè uno dei due ha crudelmente aggredito mia sorella, rabbia perchè Loic dovrebbe essere qui a fargliela pagare e invece non c'è, prigioniero o forse...forse... Ma c'è qualcosa negli occhi di quella ragazza, una scintilla di speranza che riesco a intravedere nonostante la rabbia, la paura, il rimorso.
Mi rincuora. Vada come vada, faremo quello che siamo venuti a fare, ancora una volta, a maggior gloria degli Dei.
E Loic, se speri di varcare da solo le soglie dell'oltretomba, fiero in volto come ogni eroe caduto in battaglia... ti sbagli di grosso. Ti riporterò, ti riporteremo indietro, o insieme a te raggiungeremo Abel in seno a Kayah.
scritto da Guelfo da Flavigny , 01:29 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
19 Agosto 517
Lunedì 17 Dicembre 2007

Nicholas

Solice ha insistito molto affinchè fosse lui a venire...è comprensibile che in questo momento voglia avere al suo fianco una figura rassicurante. Sono stato decisamente troppo esplicito ieri sera con Quart, e del resto mi risulta quantomai difficile restare lucido con tutto quello che sta capitando. Pazienza. Se come spero Shaft si è rintanato alle Parole d'Oro, non sarà certo un Paladino in più a impedirmi di amministrargli il genere di sofferenza che merita.
scritto da Guelfo da Flavigny , 19:09 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
18 Agosto 517
Martedì 11 Dicembre 2007

Di buoni propositi...

...è lastricata la via dell'Inferno. Ho dato fiducia a Loic per l'ultima volta, sperando che in quella zucca marcia che ha al posto della testa ci fosse rimasto un briciolo di ragionevolezza. Sono stato ripagato con un torrente di insulti e le solite infantili minacce. "...sfiderò a duello, con la mia arma..." Non c'è niente di più triste di un villano che si mette in testa di fare il cavaliere, vaneggia di duelli e neppure sa che sta allo sfidato la scelta delle armi. Specie se il villano in questione è tardo di mente al punto da non trovare nelle sue idiozie motivo alcuno di vergogna.

Mi chiedo cosa sperassi di ottenere a cercare di parlargli da uomo a uomo. Non nego di essermi sentito in colpa per la conversazione avuta con Peoh. Non è stato leale nei confronti di Loic, per quanto lui non abbia mai fatto alcunchè per guadagnarsi lealtà, amicizia o rispetto. Di conseguenza mi sono sforzato di concedergli almeno una chance per dimostrarsi diverso e migliore rispetto all'idea di bambinone viziato, ottuso, violento e vile persino nelle spacconate che di lui mi sono fatto in questi mesi. Glielo dovevo, ma è stata una deprimente perdita di tempo. Non mi sono mai sbagliato sul suo conto, si merita in pieno quanto di male ho detto e pensato di lui, e la "conversazione" di oggi per me ne è la prova inconfutabile.

Dunque questa è la fine di un'amicizia che lui riteneva dovuta, di cui molte volte si è mostrato indegno con atti e parole, e che per me non era altro che una stanca sopportazione. Nelle prove che verranno non dovrò fare affidamento su di lui meno di quanto non dovessi già fare in passato, e con minore amarezza. Ben poca perdita.






scritto da Guelfo da Flavigny , 16:52 | permalink | markup wiki | commenti (4)
 
11 Agosto 517
Domenica 21 Ottobre 2007

La cattura di Pedro

Stava andando tutto secondo i piani: un lavoro rapido, pulito e soprattutto discreto. Quello che ci voleva per meglio disporci alla difficile impresa che dovremo compiere stanotte.

Non fosse stato per i Navar.

Che Loic provi piacere ad infierire sugli inermi non è una novità. Da bambino era il suo passatempo preferito, da adulto è stato addirittura il suo mestiere. E nella vita avventurosa che è seguita ha dimostrato innumerevoli volte che la brutalità, specialmente quella non necessaria, è parte della sua natura: pavido (e il Cielo sa se ne ho fatto le spese) quando si tratta di affrontare i nemici faccia a faccia, con quanto entusiasmo si avventa su un avversario già impegnato, o ferito, o disarmato, per farne scempio! E se questo significa mettere in difficoltà i compagni (favorendo ad esempio la fuga di un prigioniero, salvo poi massacrarlo gratuitamente dopo che è stato ripreso), che importa?

Se non altro stavolta non toccherà a me l'ingrato e inutile compito di fargli la ramanzina: tra Quart, Solice e la povera Desireè, Loic avrà la sua abbondante razione di rimbrotti.

Il gesto di Eric invece è stato un fulmine a ciel sereno. L'ho sempre ritenuto un uomo truce e spregiudicato sì, ma di buon senso. Un guerriero insomma, non un macellaio. Infierire su un prigioniero indifeso, senza alcuna ragione, col rischio anzi di ucciderlo prima che potessimo interrogarlo! Per giunta sotto gli occhi di Padre Quart... chissà che gli è passato per la testa. Una mezza idea ce l'ho: i Navar hanno fatto una scommessa su chi dei due avrebbe messo per primo le mani addosso a Pedro Larsac. Questo in effetti spiegherebbe l'altrimenti incomprensibile condotta di Eric, e contestualizzerebbe il raptus di follia sanguinaria del fratello.
Una seconda possibilità è quella della tara familiare, i cui sintomi avrebbero iniziato a manifestarsi anche in Eric. Hmmmmm. Ora che ci penso lo stesso Eric qualche settimana fa mi ha accennato di una questione su cui avrebbe gradito il mio parere. Non c'è stato poi il tempo materiale per discuterne, ma potrebbe fornirmi gli elementi che corroborerebbero questa pur affascinante ipotesi.





scritto da Guelfo da Flavigny , 18:04 | permalink | markup wiki | commenti (6)
 
5 Agosto 517
Sabato 1 Settembre 2007

Jarel

Che spreco. Quanta scienza, quanta determinazione, quanto talento andranno perduti. Non ho avuto un briciolo di compassione per Bellamy, e neppure per la sua sventurata compagna: ho salutato la loro fine con crudele soddisfazione, certo che i loro supplizi avrebbero placato per un po' la mia sete di giustizia nei confronti di Albert Keitel e dei suoi scherani. Ora, ad un anno di distanza, questa donna sta andando incontro allo stesso destino, e... provo una grande pena. E' stato l' amore cieco e intransigente per la conoscenza a condurla fin qui? E' stata la vanità, il desiderio di elevare se stessa oltre i confini della propria natura, a dispetto di ogni ragionevolezza? Qualcosa mi dice che non è così, non solo. Mi chiedo chi o cosa abbia fatto nascere in lei un tale disprezzo per questo mondo e per coloro che lo abitano: possibile che qui non abbia trovato nulla che valesse la pena di essere preservato, possibile che gli affetti che germogliano perfino nel più arido dei cuori non abbiano per lei alcun significato? Questa Realtà non è una prigione, Jarel, non più di quanto lo siano i mondi lontani in cui tu contavi di trovare la libertà. Questa Realtà è la nostra Casa, la tua Casa, e tu l'hai ripudiata.
scritto da Guelfo da Flavigny , 20:00 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
4 Agosto 517
Venerdì 31 Agosto 2007

I confini dell'Evocazione

Dovrei sentirmi sollevato. Il famigerato Monaco è nelle nostre mani, così come i suoi sciagurati discepoli. Eppure...non riesco a non pensare all'orrenda bestia, al mio sangue che morso dopo morso tingeva di vermiglio le sue viscere. Alle sue sembianze inconcepibili, svelate dal colpo mortale di Peoh. All' Inferno da cui è stata richiamata, a quanto è sottile e fragile la membrana che lo separa da questo mondo. Io stesso, se scienza e inclinazione non mi facessero difetto, potrei aprire una breccia e lasciare che simili mostruosità vi sciamino attraverso. E come me chissà quanti altri. Sono turbato, sì, ma non dalla paura, non solo. C'è una differenza abissale tra questa Evocazione Demoniaca, frutto di un calcolo esatto e consapevole, e quella scatenata dall'imperizia di Bellamy Collorotto. Se per la seconda ho provato mero disgusto, per questa mi sorprendo a provare una punta d'invidia. Così come una parte di me prova ammirazione per la perfezione della Cappella del Sigillo, quali che siano i suoi scopi ultimi. Attrarre e quindi imbrigliare le manifestazioni più pure e potenti degli infiniti mondi che al nostro aderiscono: se fosse questa la via per giungere al traguardo ultimo dell'Evocazione, al suo più grande trionfo? Mi torna in mente Auguste Bertrand e la passione con cui indagò i misteri del Logaeth. Che fascino mai potè trovare un uomo di così impareggiabile ingegno in una materia di studio tanto maligna e repellente? Intravedeva forse possibilità che sfuggono a menti meno acute, promesse di grandezza destinate ai pochi in grado di guardare all'Altrove con animo impassibile, purgato dell'istintivo timore per Ciò-che-Qui-non-è? Che dire poi di Alec Moreville, imperturbabile come può esserlo chi per molti anni ha esercitato il proprio dominio su forze ben al di là dell'umana comprensione? Infine Speer, e questo Monaco. Da quel poco che ho potuto vedere e leggere sembrano individui posati, razionali. Ha davvero senso liquidarli come dei poveri dementi votati alla propria e all'altrui sciagura? E se così non fosse, cosa sanno costoro che schiere studiosi in apparenza altrettanto validi continuano ad ignorare?

Idiota di un Guelfo, sembri il Sette di Picche redivivo, proprio tu che Litha l'hai visto dal posto d'onore...e non è che sia passato tutto questo tempo! Visto che te lo sei scordato ti rinfresco io la memoria: hai fatto una Rinuncia, ed è solo grazie a quella che hai potuto mettere le mani sull'Arcano; e stai pur certo che al posto tuo ciascuno di questi luminari che tanto invidi sarebbe rimasto sul trono di Marduk fino a consumarsi le chiappe. Ti è costata cara, va bene, e ancora ti brucia...ma sai benissimo che ne è valsa la pena e quindi piantala una buona volta con queste stronzate da apprendista stregone.
scritto da Guelfo da Flavigny , 04:39 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
3 Agosto 517
Sabato 14 Luglio 2007

Il ruggito del coniglio

Ha ragione Solice, stanotte gli Dei vegliano su di noi. Abbiamo fatto bene a non perdere neanche un istante, a colpire duro prima che il nemico potesse alzare la guardia. Dobbiamo ringraziare il buon Sir Ratel per averci dato credito ed essere intervenuto con grande rapidità, sfidando l'ira del Barone. (Gli si dovrebbe in verità riconoscere l'ulteriore merito di aver popolato questa città di splendide fanciulle, ma non è il genere di apprezzamenti da farsi ad un uomo che ha in casa tre ferri per ogni figlia: non c'è bersaglio migliore per farci pratica della zucca di un damerino.)

Ma il vero artefice del nostro successo è Benton, sia per il ruolo indispensabile di "sponda" con il Capo delle Guardie, sia per l'incredibile lavoro sul campo. Non ha dato tregua al fuggitivo, e quando questi si è voltato ad affrontarlo sì è difeso con le unghie e coi denti, letteralmente. Di rado ho visto una simile determinazione in un combattente ormai spacciato, e persino un osso duro Rochefort deve essere stato preso alla sprovvista... d'altronde come poteva il lupo aspettarsi di finire sbranato da un coniglio?

scritto da Guelfo da Flavigny , 16:39 | permalink | markup wiki | commenti (0)