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Kayah

Simbolo sacro a Kayah utilizzato a Delos e a Greyhaven.Dea della luna, delle stelle e della notte, protettrice della saggezza, della conoscenza e delle arti pure. Venerata fin da epoche remote, ha avuto una grandissima diffusione al di sotto delle Allston in conseguenza dell'avvento dell'Età degli Eroi, diventando una delle Divinità portanti del nascente Impero di Turn. Meno rilevante è stata la sua iniziale affermazione nei territori dell'attuale Granducato di Greyhaven, dove vi era una già radicata la presenza di Harkel e di Ilmatar prima tra i Popoli Antichi e successivamente tra i Khan. La situazione è cambiata a seguito dell'avvento di Dagor: la dominazione Turniana ha contribuito enormemente alla diffusione del culto, che oggi costituisce il terzo più diffuso tra la popolazione umana di Greyhaven dopo quelli di Pyros e di Dytros.

Origini, storia e diffusione del culto

Non esistono testimonianze significative della presenza del culto di Kayah ai tempi dell'Età Ancestrale (2200 a.F.-1900 a.F.) o nelle leggende relative alla Prima delle Estàti: l'ipotesi più probabile è che la Divinità fosse venerata dalla Stirpe degli Eroi, che ne diffuse il culto all'interno dei territori conquistati presentandola come sorella di Pyros. Il culto della Dea della sapienza e delle arti faticò ad attecchire nelle regioni dove erano già presenti e radicati i culti di Ilmatar e di Harkel, trovando terreno più fertile nella zona centrale e meridionale del Continente. In quelle regioni esistevano alcuni culti preesistenti legati alla figura della Luna, ai quali gli Eroi attribuirono il nome di Kyia: nel corso dei successivi secoli quei misticismi locali vennero tutti ricondotti al culto di Kayah.

Kayah nella Repubblica di Turn

Il culto attecchì con facilità all'interno delle campagne e delle civiltà marinare presenti sul territorio nei secoli che precedettero l'affermazione della Repubblica di Turn: la maggiore diffusione si ebbe negli insediamenti costieri, dove progredì di pari passo con i già presenti culti di Atun (poi Pyros) e di Maers, assumendo caratteristiche ad essi complementari. Atun, il Dio del Sole, era la rappresentazione della benevolenza, la Divinità salvifica che veniva ringraziata per i suoi doni; Maers, il Dio delle Acque, rappresentava l'aspetto imprevedibile del mare, della pioggia e della natura: andava quindi venerato affinché non palesasse la sua ira mediante inondazioni e siccità; nei territori centro-meridionali dell'Impero, dove il culto di Ilmarinen non era noto, Kayah fu la prima divinità ad essere considerata come la protettrice delle capacità e caratteristiche dell'individuo: l'intelligenza, in grado di distinguerlo dagli altri animali; la saggezza, alla base di ogni possibile perdono; la capacità di resistere alle tentazioni del male, necessaria per perseguire le arti nobili e pure; la buona salute mentale e fisica. Quest'ultima diventerà successivamente una delle principali prerogative di Reyks, l'altra grande Divinità incentrata su aspetti peculiari dell'individuo interna al Pantheon della Luce.

Kayah tra Turn e Delos

L'importanza di Kayah crebbe costantemente nel corso dei secoli di vita dell'Impero, favorita dal processo di urbanizzazione e dalla nascita delle prime organizzazioni sacerdotali. Il culto di Kayah fu il secondo ad essere formalizzato attorno al 1000-900 a.F., subito dopo quello di Pyros e, secondo le ipotesi più accreditate, almeno un decennio prima di quello di Dytros. In quell'occasione, o negli anni che seguirono di lì a poco, venne concesso agli uomini di vestire l'abito sacerdotale, in precedenza riservato alle sole sacerdotesse: le cosiddette Vestali della Luna, rigorosamente di sesso femminile, restarono comunque una caratteristica della Repubblica di Turn per molti secoli, senza mai scomparire del tutto: la loro millenaria tradizione è ancora oggi preservata all'interno di alcuni monasteri di Kayah in terra di Delos.

Kayah nel Granducato di Greyhaven

Il ritorno di Kayah nelle regioni di Greyhaven avvenne in conseguenza della spedizione di Avilius Dagor (35 a.F. e successivi) e della nascita dell'Impero di Turn. La divinità, fino ad allora, poteva vantare sul territorio una modesta presenza residuale risalente alla Stirpe degli Eroi e sopravvissuta al Secondo Cataclisma. L'arrivo dei Turniani favorì un rinnovato interesse per il culto, che nel giro di pochi decenni giunse a imporsi come il terzo più importante dopo Pyros e Dytros: numerose chiese e cappelle furono erette in onore della Dea, e molti sacerdoti si recarono o furono inviati presso le nuove Province Imperiali: l'intento principale era, ovviamente, quello di portare il giardino a nuova fioritura, parafrasando le parole di Tatianus I, Patriarca di Turn dal 59 al 78 p.F. e che moltissimo si impegnò nella formazione del clero e nella diffusione del culto.

La parziale assimilazione del culto di Ilmatar

Negli anni immediatamente successivi all'arrivo di Avilius Dagor il culto di Kayah venne introdotto in molte città e villaggi settentrionali come possibile alternativa al preesistente culto di Ilmatar, Dea del Vento e del Fulmine, figlia di Harkel ed eroina del poema epico noto come Khal-Valàn. Allo scopo di portare la popolazione all'interno della Chiesa della Luce i sacerdoti provenienti da Delos operarono una massiccia opera di sovrapposizione delle due divinità, riconsacrando i templi di Ilmatar alla Dea della Luna e modificando in tal senso icone, statue e raffigurazioni di ogni tipo. In conseguenza di questi sforzi il culto di Kayah finì col prendere il posto di quello di Ilmatar in molti dei principali centri abitati: il culto della Dea del Vento e del Fulmine si affievolì fin quasi a scomparire in tutta Greyhaven, sopravviendo presso la Repubblica di Lankbow e nei territori che non furono oggetto della dominazione Turniana: il ducato di Feith e la parte settentrionale del ducato di Gulas.

Il culto di Kayah oggi

Il culto di Kayah è, assieme a quello di Pyros e a quello di Dytros, uno dei tre pilastri su cui si fonda la dottrina della Chiesa della Luce. La sua importanza è ancora superiore nell'Impero di Delos, dove è secondo per numero di sacerdoti unicamente al culto di Pyros.

I valori sacri a Kayah

Finalità fondante del Culto è, fin dalle sue remote origini, la ricerca della saggezza, intesa come la capacità di comprendere ciò che esiste senza subire l'influsso che tale conoscenza inevitabilmente comporta. La saggezza di Kayah è quindi rappresentata, nella sua forma più pura, dal perfetto equilibrio tra pensiero e spirito, tra comprensione e azione. Chi la possiede ha la possibilità di orientare le proprie scelte in modo equilibrato, senza cadere preda della collera o della passione.
Il fedele di Kayah è portato all'apprendimento e allo studio delle cose, ma si impegna al tempo stesso a non sviluppare per esse un'eccessiva o morbosa curiosità; tende per sua natura alla conoscenza, ma senza mai diventarne schiavo. Al tempo stesso, pur assumendo un atteggiamento tutt'altro che ascetico di fronte agli accadimenti del mondo, è portato a non farsi coinvolgere direttamente se non per questioni realmente importanti, preferendo assumere il ruolo di consigliere o osservatore esterno in tutti gli altri casi.

La Saggezza

Una definizione particolarmente efficace della saggezza che anima il sacerdote di Kayah è fornita da Tatianus I: Colui che più di ogni altro si pone la domanda, e che meno di chiunque altro si pasce della risposta. Il termine "pascersi" assume qui un'importanza particolare: esso non si riferisce soltanto all'accontentarsi, alla facile soddisfazione della curiosità, ma anche all'effetto perverso che talvolta la conoscenza ha su chi la ottiene. Il sacerdote di Kayah è quindi non soltanto colui che non si accontenta di una sola risposta, o della più comoda, o della più facile, ma anche e soprattutto colui che riesce a mantenere il maggiore equilibrio spirituale e mentale di fronte al palesarsi del nuovo, dell'inconoscibile, dell'esoterico. La ricerca della saggezza è dunque anche ricerca dell'equilibrio: porsi dei dubbi, senza per questo dubitare.

La Luna, le Stelle e la Notte

E' proprio in ottemperanza a questa particolare ricerca che, nel corso dei secoli, il culto di Kayah si è progressivamente dedicato allo studio e alla comprensione di molti fenomeni oscuri, raggiungendo e in molti casi persino superando l'operato della chiesa di Pyros: è il caso degli studi sulla pericolosità delle Arti Magiche o delle indagini compiute dai Tribunali dell'Inquisizione, dove gli ordini di Sacerdoti e Paladini di Kayah sono molto presenti e svolgono spesso un ruolo di primo piano. Viene così confermata la tradizione millenaria, che vede la Dea della Luna e delle Stelle coadiuvare l'operato del Dio del Sole nei suoi sforzi di rischiarare la Notte più oscura.

Le Arti Pure

Il concetto di equilibrio, oggi quasi interamente assorbito dal culto di Dytros, risulta ancora presente in una delle caratteristiche fondanti della Dea: le cosiddette Arti Pure, ovvero le attività disinteressate e/o compiute senza l'influenza delle passioni. Entrano nel novero delle Arti Pure l'amore incondizionato, lo spirito di rinuncia o di sacrificio, un atto di carità o generosità, così come qualsiasi attività o occupazione compiuta osservando i dettami della saggezza e dell' equilibrio espressi in precedenza. Per quanto l'esortazione a compiere tali azioni e attività sia ormai estesa a tutti i culti della Luce, queste ultime sono ancora tradizionalmente associate alla figura di Kayah per via del fatto che il loro contrario, le cosiddette Arti Impure, vengono esplicitamente condannate dalla Regola della Dea.

La Regola di Kayah

Per Kayah, Dea della Luna e di tutte le stelle, e per gli dei tutti e per tutte le dee, che possano essermi stanotte testimoni, prendo l'impegno solenne a rifuggere il vizio e la soddisfazione personale, a preservare il mio corpo e il mio spirito da qualsiasi tentazione e da qualsivoglia eccesso, ad astenermi da tutto ciò che mina l'equilibrio o che agisce contro l'intelletto. Consacro la mia vita alla Dea e all'apprendimento delle sue divine arti, affinché possano guidarmi attraverso la notte stellata.

Gli Ordini di Kayah

Ordine dei sacerdoti di Kayah

Il punto di riferimento più alto dell'ordine è il Patriarca di Turn, che è anche la massima autorità religiosa nei territori settentrionali dell'Impero di Delos: la sua funzione è svolta dal Patriarca di Delos nei territori meridionali dell'Impero e, nel Granducato di Greyhaven, dal Sacro Collegio. L'autorità religiosa interna alle singole regioni è gestita dai Metropoliti (Vescovi a Greyhaven), che controllano l'operato dei sacerdoti di Kayah: essi sono spesso (a Greyhaven) e quasi sempre (a Delos) ordinati a Pyros ma in alcuni casi, specie negli ultimi decenni, fanno parte dell'ordine di Kayah o di Reyks.
A livello locale l'ordine è rappresentato dalle chiese e cappelle di Kayah, nella maggior parte delle quali è previsto un sacerdote consacrato alla Dea. E' data inoltre la presenza di abbazie, monasteri e santuari gestiti dal Vescovo locale o affidati alla podestà di Abati e Priori da lui nominati, o lasciati eleggere dalle stesse comunità religiose.

Ordine dei paladini di Kayah

E', numericamente parlando, il terzo ordine di Paladini del Continente di Sarakon: il capo supremo dell'ordine è, a Greyhaven, il Comandante dei Paladini di Kayah della città di Greyhaven, che a sua volta è soggetto alle delibere del Sacro Collegio. La presenza territoriale dell'Ordine è garantita dalle fortezze, solitamente da cinque a dieci per Ducato: queste ultime si trovano solitamente al di fuori delle città, allestite presso i monasteri e le abbazie consacrate alla Dea.
Creata il 24/01/2012 da DarkAngel (1314 voci inserite). Ultima modifica il 20/01/2015.
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