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Il sacco di Pontostasis

Nel mese di maggio 513 il villaggio di Pontostàsis, Tema-Ducato di Dyrrachion, è messo a ferro e a fuoco. Gran parte della popolazione è trucidata.
Padre Markos, il Parroco dell'Ordine di Maers, aveva avuto qualche avvisaglia dai mercanti di passaggio che gli avevano confidato nelle sue usuali visite e benedizioni alle navi di aver avvistato navi straniere dalla foggia molto strana forse simili a quelle che avevano saccheggiato Floril nelle terre dell'Hygiophylax. Lì per lì non aveva dato molto peso alla cosa, ma di notte si svegliava di soprassalto per la tensione. Questo fa sì almeno che al momento dell'improvviso sbarco al tramonto dei due Dragonar egli riesca a portare in salvo un esiguo numero di sopravvissuti, non più di una quindicina di persone (tra cui la madre), sulle colline retrostanti il villaggio e a dare l'allarme!

La rappresaglia deliota al feroce assalto dei Nordri a Pontostasis, 513


Già nel corso della notte, grazie al rapido passaparola tra i villaggi dell'interno, viene allestito un corpo di spedizione di Guardie Civiche, le meglio armate e addestrate, e soprattutto si muovono i mercenari dalla vicina Prònoia.

I Dragonar hanno compiuto una mossa audace, evitando grazie all'agilità e alla relativa invisibilità delle loro poche navi la flotta schierata sui mari di Aipyros e di Dyrrachion, per colpire un villaggio meno protetto di quelli sotto il governo del Fokas, Stratego del Tema di Aipyros e sempre molto al corrente di quanto avviene in Tarracona.
Il Knath a capo della spedizione, Gunnar figlio primogenito di Re Malkson, soddisfatto del bottino ritiene di aver ottenuto un successo cospicuo e si allontana rapidamente verso nord. L'altro capitano, Hafgrim, più avventato ed ingordo, sapendo di varie fattorie isolate più a sud, si stacca dal compagno ed entra in una baia più a meridione, pericolosamente più vicino però alla Capitale del Tema-Ducato. E' qui che il Dragonar viene avvistato da una squadra di dromoni dell'Indikopleustes in pattugliamento notturno. I navarchi, resisi conto subito delle intenzioni ostili della nave straniera, chiudono immediatamente l'accesso alla baia, prima che la nave abbia potuto sbarcare i suoi uomini.
Il capitano Nordro ordina lo speronamento dei dromoni e assiste alla distruzione della sua nave ad opera di catapulte, baliste e misteriose palle di fuoco scagliate dalle navi deliote, prima ancora di potersi avvicinare. Tutti i Nordri si gettano in mare, alcuni affogano a causa delle armature, altri vengono raggiunti dai dromoni e colpiti senza pietà dalle balestre. Molti cadaveri vengono recuperati, qualche ferito, assai malridotto, viene raccolto dai marinai delioti.

Un gruppo di Nordri, una ventina, riesce a raggiungere la riva. Tra loro c'è Hafgrim, il quale li raduna e cerca di riorganizzarli per quanto possibile. Decide dunque di trovare riparo nell'interno, saccheggiando le fattorie (in fondo comprende che i dromoni avranno qualche difficoltà a sbarcare i soldati in una baia).
Nell'entroterra, tuttavia, per sua sfortuna, si imbatte in un cospicuo squadrone composto da mercenari e guardie deliote, provenienti dalla Prònoia, armati di tutto punto e al comando dell'Epistratiotes Lukios Patrognòrimos. In un rapido scontro i pochi Nordri, appena scampati all'annegamento e alle balestre dell'Indikopleustes, vengono massacrati, non senza aver arrecato qualche perdita tra i delioti.
L'ira di Maers deve essere incredibilmente forte, se, per un colpo di sfortuna, Hafgrim viene colpito e perde i sensi a seguito dell'urto di una mazza varanga. Egli risulta uno degli unici due sopravvissuti e avrebbe certo preferito morire in combattimento.

Due giorni dopo viene fatto il punto della situazione nella città interna e fortificata di Scodra, ove sono tenuti i prigionieri e viene raccolto il poco del bottino che l'equipaggio dei dromoni è riuscito a recuperare dal Dragonar.
Dopo altri dieci giorni giungono in città il Megas Sitophòros Grigorios Chortasmenos e l'Epinavarco Kosmas Indikopleustes, i quali si accordano nel dare punizione esemplare ai prigionieri e addirittura ai cadaveri dei Nordri caduti in combattimento. Si opta per la mutilazione. Il decreto è firmato dal Demarco di Scodra, autorità giuridica competente dopo la morte del Demarco di Pontostàsis.

La delegazione deliota presso il Re Malkson

Nel giugno del 513 una piccola squadra navale da guerra deliota salpa verso il nord, 5 dromoni si fermano all'ultimo porto elfico, l'ultimo procede verso il villaggio di Skoffin, sede attuale della corte di re Malkson, con i poveri prigionieri in dono, come promesso dagli ambasciatori, e le sue insegne di pace e di alleanza.

Arrivato nel villaggio Nordro il comandante, il fiero Navarco Krates Thalassopòlemos, armato di tutto punto (cuoio rinforzato, daga, mazza, elmo metallo) e la sua scorta (12 uomini armati allo stesso modo con in più picca da fante), consegnano al Re Malkson i cinque prigionieri, tra cui il Knath, senza genitali e senza mani, senza un orecchio e senza un occhio, truccati pesantemente da prostitute di porto deliote, in segno di amicizia con il Re dei Nordri. Aggiungono anche le teste, prive di naso, di tutti i cadaveri che sono riusciti a procurarsi. Traduce le poche parole di accompagnamento Filostéphanos Borìtzes, un mercante di Barnea che accompagna la spedizione, e che negli ultimi mesi ha appreso i rudimenti della nuova lingua: "Così saranno sempre trattati tutti i briganti ribelli al regno e alla parola del Re dei Nordri, che verranno pescati nelle acque dell'Impero. Con gli omaggi del Megas Sitophòros".
Il silenzio cala nella sala da banchetto, solitamente rumorosa, e dopo un rapido cenno di Gunnar, seduto alla destra del Re, le sue guardie velocemente prendono in consegna i prigionieri e li decapitano, sul posto.
Dopodichè, senza sorrisi, viene offerto ai Delioti di rimanere e sedersi alla grande tavola; il Navarco declina l'invito, e salutato il Re e la sua corte si avvia verso l'uscita, ma ben presto i soldati dell'Impero si ritrovano circondati da un grande numero di guerrieri Nordri, in buona parte guardie del corpo di Malkson, che sono velocemente passati dai boccali di birra alle asce. Nonostante siano in netta inferiorità si tratta di veterani, soldati di grande esperienza, abilità e coraggio, e decidono di combattere fino alla morte: prima di cadere riescono ad uccidere alcuni avversari, altri a ferirli.
Comunque, dei Delioti entrati nel Palazzo del Re, solo il mercante rimane in vita.Sul dromone sono rimasti un'altra dozzina di soldati, oltre ai rematori, e la loro eliminazione risulta più difficile per i Nordri. Cercano di avvicinarsi tanto da poterlo abbordare, ma i Delioti a bordo sono particolarmente sospettosi, soprattutto per il ritardo dei loro compagni, intuiscono la manovra e riescono a riposizionare le baliste e la piccola catapulta che hanno a bordo, in tempo per affondare almeno una Dragonar. Ma possono solo ritardare lo speronamento e la cattura.

Il discorso che Re Malkson fa ai prigionieri delioti, e che pretende sia tradotto dal mercante, è semplice quanto quello del Navarco:
"Nessun Nordro, anche se ribelle, brigante, o nemico del suo stesso Re, può essere impunemente sbeffeggiato in tale maniera. Non so con chi siete abituati a trattare, ma se trattate con noi, questo farete bene a impararlo presto. Ma poichè diedi la mia parola, dopo avervi trattato in maniera misericordiosa, vi rimanderò da dove siete venuti".
"Ah, un'ultima cosa, ho un dono per il vostro Imperatore, fateglielo avere" aggiunge, cingendo il collo del mercante con un'icona di Maers, evidentemente frutto del saccheggio di Pontostàsis.
Detto ciò, a tutti i prigionieri vengono mozzate entrambe le mani, cavati gli occhi, e tagliata la lingua, prima di caricarli nuovamente sul dromone; la nave deliota viene trainata in mare aperto, in una zona disseminata di scogli, in cui ben presto, priva di governo, affonda trascinando a sicura morte i poveretti.

Dopo qualche giorno i cinque dromoni rimasti in attesa della delegazione levano le ancore e fanno vela verso Delos. Quasi contemporaneamente, dopo una lunga agonia, i guerrieri Nordri rimasti feriti nello scontro, muoiono. Le lame dei soldati delioti erano state immerse in un esotico veleno.

I Nordri sono dichiarati Nemici dell'Impero

Appena giungono a Delos i dromoni superstiti, vengono informati l'Indikopleustes, il Megas Sitophòros, lo Stratego di Aipyros e il Duca di Dyrrachion, i quali, in comune con l'Esarca di Ausonia, firmano immediatamente un decreto che dichiara i Nordri nemici dell'Impero e ordina la cattura di tutte le loro navi, mercantili o da guerra, che dovessero incrociare nei mari delioti, il sequestro del carico e l'imprigionamento degli occupanti. Ai civili delioti viene intimato di provvedere immediatamente ad avvertire le autorità, in caso di avvistamento di Nordri in mare o a terra, e, ove impossibile, di ucciderli. Il sigillo del Megas Sitophòros pone legittimità imperiale al decreto.

Nel corso del mese di luglio, a breve distanza di tempo, alcune navi di mercanti nordre, partite tempo prima e ignare degli avvenimenti di Skoffin, approdano fiduciose a Barnéa, dove avevano sperimentato il diritto di prelazione. Qui vengono depredate del loro carico, i mercanti e i marinai vengono evirati e spediti come schiavi nelle miniere dell'Est.
Lo stesso accade nel Tema di Aipyros, dove alcuni equipaggi nordri, sbarcati a Dytropolis, vengono non solo privati del carico, ma anche affidati al linciaggio della folla, per munifica concessione del Demarco cittadino e dello Stratego: i cittadini di Dytropolis, memori del sacco di Pontostasis, li fanno a pezzi. E' ovvio che già agli inizi di agosto la voce della rottura violenta dell'accordo è circolata tra i Nordri, i quali non si fanno più vedere nelle vesti di mercanti nei porti dell'Impero.
Nel frattempo la flotta dell'Indikopleustes pattuglia con rinnovato vigore le coste settentrionali dell'Impero, non trascurando più i poveri villaggi. Tutti i villaggi costieri intanto si riforniscono di un contingente più nutrito e attento di Guardie Civiche: per questo vengono impiegati anche mercenari greyhavenesi.

Il Megas Sitophòros decreta altresì la costruzione di un cospicuo numero di torri permanenti di avvistamento lungo la costa di Aipyros e di Dyrrachion, sul modello di quelle presenti nei Temi orientali contro la minaccia dei pirati abbulìti.
All'impresa, caratterizzata dall'urgenza, partecipano pure ingegneri e maestranze naniche del Kieblach.

L'edificazione del Monastero fortificato di Maers Yperboreoktònos

Il Duca di Dyrrachion avvia la ricostruzione di Pontostasis e progetta la costruzione di un grande tempio fortificato di Maers Yperboreoktònos, dove officerà, questa volta a capo di altri Sacerdoti e di alcuni soldati, il buon Padre Markos, eroe del sacco di Pontostasis.
Creata il 12/09/2007 da Elmer's pupil (248 voci inserite). Ultima modifica il 21/01/2015.
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