Esodo da Vintenberg
Così tutti i poveri e sfortunati eroi si incontrano fuori dal territorio di
Vintenberg, accompagnati dagli uomini della
SWATT. Alcuni di loro sono pesti, tutti sono affamati e depressi. C’è solo il tempo di rimettersi in viaggio, prima che scenda la sera e il freddo diventi troppo intenso.
La meta è
Greyhaven.
Sotto il vento gelido che soffia con intensità, la spaesata comitiva inizia a muoversi in direzione della capitale, facendo sosta nei cascinali per la notte, o nelle stazioni di posta quando queste non sono popolate di pericolose guardie.
Alice e
Yorik affidano alla carta i loro tristi pensieri, scrivendo lettere da mandare alla città da cui ormai sono banditi.
Ma i giorni passano e presto viene raggiunta la città di
Drakan.
Drakan: locanda portuale e agguato
Qui c’è una bella e comoda locanda portuale, affollata e allegra, dove tutti si possono rilassare, prima di affrontare l’ultimo giorno di viaggio per Greyhaven.
Durante il pranzo
Porter vede, al bancone, un suo vecchio conoscente. Va a salutarlo allegramente; i due scambiano un po’ di chiacchiere e quindi l’uomo, tal
Galen, propone a Porter un giretto fuori dalla locanda: vuole proporgli un lavoretto di cui si sta occupando.
I due escono tranquillamente dal locale e cominciano a girarci intorno conversando. Ma non appena raggiungono il vicolo sul retro, Galen scaglia un pugnale contro Porter, quindi estrae la daga e si prepara ad attaccare.
Il combattimento prende Porter impreparato, tanto che il poveretto viene ferito gravemente a una gamba e cade. In suo soccorso arriva una guardia cittadina, che ingaggia nel combattimento il malfattore. Porter riesce ad allontanarsi dallo scontro, raggiunge una finestra del locale e la spacca per attirare l’attenzione.
Ma quando gli altri escono fuori è troppo tardi: Galen è fuggito e a terra è rimasta morta la guardia intervenuta in soccorso di Porter.
Il ragazzo viene trasportato in locanda e medicato da
Arethel. Quindi alcune guardie interrogano lui e i suoi compagni per scoprire l’identità dell’aggressore, ma Porter si mostra abbastanza vago: anche lui ha molto da nascondere alla giustizia, a cominciare dall’oro della foresta di
Miestwode, ancora nascosto sotto al letto.
La visita di Flaherty e il rapimento
Passa un giorno di attesa. Il giorno successivo
Flaherty decide di andare a trovare la sua famiglia, che vive a poca distanza da Drakan.
Giselle si offre di accompagnarla.
Le due ragazze tranquillamente raggiungono il villaggio natio di Flaherty, restano a pranzo a casa di lei e raccontano un bel po’ di rassicuranti bugie ai familiari e ai conoscenti. Quindi è l’ora del ritorno.
A cavallo viaggiano senza problemi fino a pochi chilometri fuori Drakan, ma improvvisamente notano qualcosa di strano che si muove tra le fronde; preoccupate si allontanano lanciando al galoppo i cavalli. Mentre Giselle riesce ad allontanarsi rapidissima, il cavallo di Flaherty viene colpito da un dardo.
Quando Flaherty si rende conto di ciò che accade a
Mirtillo, e che quindi la povera bestia non ce la fa a camminare, smonta e inizia a correre per scappare all’assalto.
Ma viene presto raggiunta da un uomo molto veloce, con una balestra in mano. Lo riconosce: è Galen, l’attentatore di Porter. Lei riesce a schivare la tortorata data con la balestra, quindi utilizza i suoi poteri magici per togliere l’arma di mano al bandito e scagliargliela in testa più volte, fino a romperla.
L’uomo però non cade; anzi, estrae il pugnale e attacca nuovamente. Flaherty non riesce a evitare un colpo in testa, sia pure di piatto, e si finge svenuta.
Nel frattempo arriva Giselle, a cavallo ripetutamente carica il bandito e riesce anche a ferirlo, sia pure non gravemente. Però, rendendosi conto della situazione di svantaggio in cui si trova, tenta di accordarsi con lui:
«Io questi non li conosco neanche, per me puoi farne quello che ti pare, però io non c’entro niente. Anzi, se c’è del lavoro da smezzare e vuoi ti aiuto io.»
L’uomo non accetta l’offerta:
«Fai quello che ti pare e, se vuoi renderti utile, vai dai tuoi compagni e digli che se vogliono rivedere la loro amica, Porter deve venire da solo a riprendersela. Altrimenti vai per la tua strada.»
Detto questo, Galen si avvicina a Flaherty, che continua a fingersi svenuta, e inizia a scuoterla per svegliarla. Le lega le mani e la carica su un cavallo che teneva nascosto nei pressi di alcuni alberi lì vicino. Quindi con lei parte velocemente.
Dietro, Giselle inizia a seguire a distanza i due a cavallo, ma li perde nei pressi di un bosco, dove fanno perdere le loro tracce. Torna quindi velocemente dai compagni a comunicare l’accaduto.
Tutti decidono di andare a salvare Flaherty: anche Porter, nonostante sia ferito, partecipa alla spedizione.
La grotta, l’inganno e la fuga mancata
Nel frattempo Flaherty viene portata in una zona collinare disabitata, e Galen la deposita in una grotta, dove la lega mani e piedi:
«Adesso tu stai qui buona mentre vado ad avvisare Porter di quello che deve fare; non tentare di scappare o sarà peggio per te.»
Naturalmente, non appena l’uomo si allontana, Flaherty si libera magicamente delle corde che la legano e tenta di darsi alla fuga. Ma Galen è assai furbo: si apposta appena sopra l’imboccatura della grotta e la vede subito, costringendola, con le buone e con le meno buone, a restare nella grotta. Una bella botta in testa funziona a volte meglio di tanti nodi ben fatti.
Gli altri si muovono velocemente verso la zona dove Giselle perde le tracce del rapitore. Raggiungono il boschetto, quindi seguono delle orme di cavallo che si allontana e, con un po’ di sforzo e parecchio tempo, si avvicinano a una zona collinare abbastanza deserta. Qui però comincia ad arrivare la sera.
Scontri nella valle e provocazioni
Nell’oscurità, a un tratto Yorik nota tra gli alberi una luce fioca fioca. Va da solo a controllare e individua, a brevissima distanza, tre uomini.
«Chi va là!» grida, già con la bastarda in mano. Uno dei tre chiede di Porter, ma si avvicina impugnando la sua spada in modo minaccioso. Poco dopo si ode nella valle l’urlo da guerra di Yorik.
Da solo contro tre uomini, Yorik riesce velocemente ad ammazzarne uno, segandolo all’altezza del busto, quindi affronta gli altri due. Il combattimento è assai cruento; gli altri del gruppo arrivano solo a cose fatte: Yorik ferito alla testa e i tre individui tutti morti.
«La prossima volta cerca di lasciare in vita almeno un prigioniero da interrogare», suggerisce Porter con saggia misura.
Ma il giro della valle ricomincia.
A ora di dormire tutti si accampano in una grotta, lasciando i cavalli in una grotta affianco. A un certo punto si sente un po’ di trambusto tra i cavalli, e viene trovato lì un biglietto:
«Porter, non farti scudo dei tuoi compagni, vieni da solo e affrontiamoci da uomini.»
Porter se ne guarda bene e l’indomani mattina continua a cercare Flaherty in compagnia degli altri.
Yorik per poco non fa scattare una trappola in una grotta, facendo cadere alcune pietre legate a un filo. Sono trovate tracce di accampamento, ma di Galen e Flaherty nessuna traccia.
La ragazza l’indomani viene liberata dallo stesso Galen, che le lascia un messaggio da riferire a Porter:
«Tra una settimana precisa deve farsi vedere da solo al bordello della vecchia Bessy: lì ci sarà uno scontro corretto tra loro.»
Drakan: ricettatore e rivelazioni
Il gruppo si ricompone a sera a Drakan. Qui Porter decide di recarsi da un ricettatore della zona, che conosce e a cui vuole chiedere informazioni su ciò che sta succedendo e su chi lo vuole morto.
Faradyr e Flaherty lo accompagnano.
L’uomo si mostra abbastanza reticente e sospettoso, soprattutto sulle prime, ma quando riesce a mettere le mani su una moneta d’oro inizia a parlare più chiaro. Dalle sue parole il gruppo capisce che la gran quantità di sicari sulle tracce di Porter viene sollecitata da
Mark Knopfer, amicone di
Horace e capo corrotto di un manipolo di guardie civiche. Egli promette soldi e benefici a chiunque gli porti le prove di avere ammazzato Porter. La situazione è particolarmente spiacevole, perché sono da temersi non soltanto i banditi, ma anche alcune guardie civiche che potrebbero partecipare al complotto.
Porter ringrazia il ricettatore; Flaherty compra un po’ di reagenti, quindi tutti se ne vanno.
Ripartenza verso Greyhaven e posto di blocco
La mattina dopo si parte per Greyhaven.
Per evitare che Porter venga riconosciuto, il ragazzo si taglia a zero i capelli. Quindi il gruppo viaggia separatamente: prima Faradyr e Yorik, quindi Porter e Flaherty, infine gli altri, con un giorno di distanza, per poter andare a recuperare nel frattempo Mirtillo, di cui si prendono cura alcuni contadini.
Ma a metà strada Faradyr e Yorik vengono fermati da alcune guardie civiche: due di loro sono ferite perché riescono a fuggire tre pericolosi assassini stregoni malvagi, e ora c’è bisogno di rinforzi. I due vengono precettati subito; i loro cavalli sono requisiti per raggiungere la capitale e chiedere aiuto. Faradyr racconta di essere un mercante di stoffe e che Yorik è il suo servitore: i due vengono trattati con tutti i riguardi.
Poco tempo dopo anche Porter e Flaherty passano per il posto di blocco. Porter è un ragazzone muscoloso e può essere molto utile: così, nonostante le sue rimostranze e quelle della “sua signora”, anche lui viene messo al lavoro. La ragazza intanto cerca di dare una pulita alle ferite di una delle guardie.
Scende la sera, viene allestito il campo e organizzati dei turni di guardia. Nel mezzo della notte arriva un cavaliere trafelato: i tre fuggiaschi si uniscono ad altri quattro stregoni satanisti pari loro ed danno battaglia contro alcune guardie; lui fugge per miracolo al massacro e la situazione non è bella per niente.
Tuttavia il giorno dopo arrivano i rinforzi dalla capitale e tutti gli eroi vengono lasciati liberi di proseguire nel loro viaggio. Arrivano così, scaglionati, a Greyhaven.
Yorik e Faradyr, che trasportano l’oro del capitano, riescono a non suscitare troppi sospetti alle guardie all’ingresso e non hanno problemi. Infine tutti si incontrano nuovamente nella loro locanda abituale.
Porter è l’unico a dileguarsi subito, dando appuntamento a Flaherty per l’indomani al mercato.
Greyhaven: il messaggio di Porter e la notte della vecchietta
A notte Flaherty e Arethel vanno a dormire dalla vecchietta e gli altri restano insieme in locanda. Arriva poco dopo un ragazzetto che porta un messaggio di Porter:
«È meglio se non ci vediamo per un po’, amici miei: uscite dalla città e vediamoci nel luogo del nostro appuntamento direttamente tra una settimana.»
Nella locanda la notte trascorre tranquilla.
La casa della vecchietta invece vive una notte travagliata.
Arethel si sveglia sentendo qualcuno che bussa alla porta. Poco dopo però qualcuno si introduce furtivamente nella casa. Mentre Arethel si nasconde al buio davanti alla porta del piano superiore armata di spada, Flaherty si apposta nella stanza della vecchietta, per farla stare tranquilla. Ma c’è poco da stare tranquilli: un uomo sta salendo le scale e un altro è sicuramente al piano terreno.
Arethel si trova davanti un avversario che non riesce a vedere, a causa del buio pesto. Corre anche lei verso la stanza della vecchietta, mentre l’uomo accende una torcia e tenta di lanciarla verso il letto della nonnina.
Arethel e l’uomo incrociano le lame, ma una parata formidabile del malfattore riesce a spezzare la spada della ragazza, che si trova disarmata.
Flaherty, che di nascosto controlla magicamente il fuoco per evitare un incendio, vista la situazione pessima dell’amica decide di far piombare la stanza di nuovo nell’oscurità più assoluta. Così l’uomo smette di attaccare e le due ragazze, assieme alla nonnina terrorizzata, riescono a barricarsi nella stanza.
L’uomo, di fuori, consiglia alle ragazze di stare lontane dalla finestra e di non chiedere aiuto: altrimenti appicca il fuoco alla casetta. I rumori che fa muovendo tavoli, sedie e libri lasciano intuire che stia preparando una pira.
Fuori dalla finestra alcuni rumori suggeriscono che ci sia qualcuno arrampicato che cerca di sigillare le imposte. Arethel e Flaherty tentano di aprire di botto la finestra con una spinta per sbilanciarlo, ma senza riuscirci; anzi, per poco non si fanno picchiare.
La notte passa in una situazione di stasi, d’attesa e minacce.
La lettera da Vintenberg
Il mattino seguente alla locanda arriva una lettera da Vintenberg:
Fatevi coraggio, amici miei, e ricordate che qui a Vintenberg c’è sempre qualcuno che vi vuole bene!
È stato un difficile momento per tutti: quei prepotenti venuti dalla Capitale fanno il brutto e il cattivo tempo da queste parti. Tuttavia anche loro hanno una famiglia e una casa...
Portate pazienza, ragazzi, portate pazienza. La locanda è sempre roba vostra e il fidato Armando saprà come condurla avanti nel modo migliore. Lasciate che le acque si calmino e non temete che faremo tutto il possibile per farle calmare in fretta. Sappiamo come riconoscere dei bravi ragazzi come voi, e la prudenza, si sa, è una cosa che si acquista con gli anni.
Ascoltate allora un uomo che di anni ne ha tanti, e di prudenza pure: aspettate qualche mese lontano, vi farò arrivare le notizie positive non appena ne avrò.
Nel frattempo vi bacio le guance e vi auguro buona fortuna!
Il vostro Vecchio Frack
L’assalto all’alba e la morte della vecchietta
Il gruppo, come suggerito nel messaggio di Porter della sera precedente, si prepara a lasciare la città. Ma stranamente Flaherty e Arethel non si fanno vedere. Così viene deciso di andarle a chiamare passando lì davanti.
Ruig va a bussare e gli apre una vecchietta, che dice che le ragazze sono uscite per andar via dalla città, su suggerimento di un messaggio di Porter.
Yorik allora va a salutare la vecchietta e, con il suo vocione, si fa sentire al piano superiore da Flaherty e Arethel. Flaherty decide che è il momento di muoversi: spinge giù il comodino che barricava la porta e apre.
Sul pianerottolo ci sono due uomini, uno dei quali tiene in mano una torcia, che subito viene lanciata, accesa, sulla pira. Mentre Flaherty utilizza la magia per evitare la diffusione di un incendio, Arethel disarmata si trova davanti a uno dei due uomini, che schiva. Ma gli uomini armati sono due e le due ragazze sono disarmate: allora Flaherty si risolve a utilizzare l’incantesimo che le insegna
Alexander e colpisce con tre lame di luce uno dei due malviventi, che viene decapitato di netto.
L’altro non riesce ad attaccare Arethel, che approfitta della situazione per scappare giù dalle scale, su cui stanno nel frattempo salendo Yorik e Ruig, di corsa.
Il bandito rimasto in piedi entra nella stanza della vecchietta, inciampando sul corpo senza vita del compagno, e prende in ostaggio la donna, risoluto a calarsi dalla finestra. Ma mentre Flaherty sta assecondando l’uomo per salvare la nonnina, entra Yorik con la spada sguainata: il bandito lo vede, sgozza la vecchietta e si lancia dalla finestra.
Mentre Flaherty cerca di bloccare l’emorragia e chiede disperatamente aiuto ad Arethel, Yorik si lancia di peso giù dalla finestra, addosso al bandito. I due iniziano a lottare selvaggiamente, finché Yorik, con un violentissimo colpo con l’elsa della spada, riesce a spaccare un ginocchio del bandito, che muore per lo shock.
Nel frattempo Giselle, a cavallo, vede la vecchietta finta che si dà alla fuga e la lascia andare; Faradyr, dal suo canto, viene attaccato da un altro bandito, assai abile con le armi. Tuttavia l’elfo ha la meglio nel combattimento e lo ferisce.
Anche Giselle vede un malfattore che tenta di attaccarla, ma è assai goffo: cade sotto il suo cavallo, perde l’arma e viene catturato anche lui.
Ruig, che si tiene un po’ fuori dalla mischia, intravede un tizio che si allontana in modo sospetto, lo segue e scopre che questi va diretto alla stazione di posta, prende un cavallo per
XXX pagando tutto in contante e parte alla svelta.
Vuoto d’archivio: la destinazione indicata come
XXX non risulta specificata nei materiali ricevuti.
La situazione finale, all’arrivo delle guardie, è che sono stati ammazzati due malfattori e due sono stati catturati vivi. La vecchietta è molto gravemente ferita, tanto che Arethel va a chiamare un guaritore che conosce e che tenta di medicarla. Ma la sua situazione è quasi disperata. Il morto decapitato viene attribuito alla spada di Yorik, l’unico in grado, fisicamente, di fare un massacro simile, e tutti restano molto in pena.
Zarak e l’incarico su Kail
Consapevole del fatto di essere probabilmente percepita mentre lancia l’incantesimo proibito, Flaherty si allontana dalla zona dello scontro cercando di non dare nell’occhio. Tuttavia presto si accorge che un giovanotto la segue. Poco dopo lui le si avvicina e rivolge la parola:
«Ti avverto: l’incantesimo che hai lanciato non è passato inosservato e adesso c’è gente che ti sta cercando.»
Lei cerca di non dare a vedere il suo turbamento e chiede al ragazzo chi egli sia per parlarle così. Lui si presenta come
Zarak e lascia intendere di essere in contatto con diversi maghi piuttosto potenti, dediti al monitoraggio degli incantesimi lanciati nella capitale. Accenna a Flaherty di volerle offrire il modo per uscire pulita dalla faccenda delle lame di luce, ma improvvisamente decide di allontanarsi dalla zona; stabilisce un appuntamento con la ragazza per la stessa sera alle nove.
In attesa dell’ora prestabilita, la ragazza raggiunge la locanda dove si trova anche Giselle, confida all’amica quanto accade e si barrica nella sua stanza, temendo di venire catturata. Giselle nel frattempo controlla al piano di sotto che non arrivi nessuno di sospetto. A un certo punto due strani individui si presentano con il fare di chi è disposto ad aspettare parecchio tempo. Giselle allora avvisa Flaherty che c’è pericolo, e la maga si cala dalla finestra con una corda, dandosi alla fuga. Insieme le due raggiungono poi un’altra locanda della città e qui aspettano in segreto fino alla sera.
Poco prima delle nove Giselle precede l’amica sul luogo dell’appuntamento e si nasconde in modo da poter sorvegliare la zona. Poco dopo arriva Flaherty e incontra Zarak.
Il giovane offre un pacchetto completo di un grosso beneficio e mezzo (togliersi dai guai e mettersi in buona luce davanti a qualcuno potente) in cambio di un incarico e di un vincolo. L’incarico consiste nell’incapacitare un mago tanto incosciente e irresponsabile da utilizzare pericolosissimi incantesimi in città e con futili motivazioni; il vincolo è la gratitudine che in futuro Flaherty deve mantenere nei confronti di Zarak stesso.
L’offerta non è rifiutabile e la ragazza accetta. Il tizio da mettere KO (per permettere poi a Zarak e ai suoi di fargli una drastica lavata di capo) si chiama
Kail, ragazzone con i capelli lunghi, e l’unico contatto con lui è la sua vecchia fidanzata
Pearl, il cui attuale promesso sposo si trova dal medico in gravi condizioni.
Terminato l’incontro, Giselle pedina in segreto Zarak fino a un’abitazione.
Nel frattempo arriva una triste notizia: nonostante le amorevoli cure di Arethel e di una dottoressa chiamata
Edwige, la vecchiettina che ospita Flaherty passa a miglior vita.
Indagini e appostamenti nella notte rigida
Il giorno dopo vengono svolte un po’ di indagini sul conto di Kail. Il rivale amoroso dell’impulsivo mago si trova dal medico in condizioni molto gravi: viene percosso in modo violentissimo ed è difficile da identificare. La ragazza si dimostra abbastanza fredda e vaga, ma un po’ dal suo comportamento un po’ dalle parole dei vicini, si sospetta che in realtà non desideri altro che fuggire con il suo magone.
Nel tardo pomeriggio, terminate le indagini, tutti si incontrano nuovamente in locanda. Qui ad un certo punto si presenta Zarak, che ha una notizia interessante da dare: sembra proprio che Kail abbia intenzione di rapire la sua amata nel corso della notte e di dare il colpo di grazia al poveretto ricoverato dal medico.
Dopo un po’ di discussioni su come distribuirsi nel controllare la zona, si decide che Yorik, Faradyr, Arethel e Ruig si appostano nei pressi della casa del medico per evitare il massacro del malato. Alice e Flaherty prendono posizione vicino alla casa della ragazza, Pearl.
Giselle rimane per conto suo e cerca invano di penetrare nella casa dove vede entrare Zarak. Quindi si apposta lì davanti ed osserva il via vai di persone che ci passano intorno. A sera se ne torna tranquillamente, mentre gli altri vanno a lavorare.
Così succede: tutti si nascondono e la notte avanza sempre più fredda. È gennaio e il clima è tanto rigido che Arethel, a un certo punto, decide di abbandonare la sua posizione. Anche Ruig, che le sta vicino, la segue in locanda, senza dire niente agli altri.
Così quando arrivano i guai, nella persona di quattro omaccioni armati e cattivissimi che si avvicinano alla casa del medico, Yorik e Faradyr si trovano in condizione di serio svantaggio.
Due dei malviventi si introducono brutalmente nella casetta del medico; gli altri due vengono ingaggiati dai coraggiosi eroi e incapacitati. Ma quando Yorik si trova da solo davanti a un individuo colossale armato di mazza ferrata, la cui abilità è seconda solo alla sua ferocia, finisce ferito gravemente a un braccio, poi al capo, e cade svenuto.
Faradyr accorre, difende l’amico caduto a terra, ma non può impedire ai due malviventi di fuggire via dopo aver devastato la casa del medico.
Nel frattempo Flaherty percepisce che qualcuno nei paraggi lancia un incantesimo, quindi dice ad Alice di tenersi pronta. Infatti poco dopo due individui, uno dei quali corrisponde alla descrizione di Kail, raggiungono la casa, la cui porta si apre bruscamente da sola.
Alice inizia ad aggirare di nascosto l’edificio per mettersi in posizione di attacco, mentre Flaherty aspetta e vede che Kail entra e l’altro si piazza sulla porta come scorta. Fa per muoversi, ma la goffa maga inciampa, cade a terra e non riesce a trattenere una esclamazione di dolore. Il tizio sulla porta la vede e inizia a rincorrerla, ma Alice compare alle sue spalle e lo atterra con pochi e veloci colpi.
Resta Kail nella casa, quindi Alice e Flaherty si dividono le uscite: Alice si apposta alla porta sul retro, Flaherty a quella davanti. Ma appena la maga si avvicina, la porta viene come colpita da una violenza inusitata ed esplode in un mare di schegge.
Nel frattempo però Alice e Kail si trovano sul retro: lei gli impedisce di uscire. Il mago utilizza nuovamente il suo brutale incantesimo e devasta la porta posteriore facendo cadere la ragazza. Quindi inizia a correre assieme alla ragazza. Flaherty, che sta arrivando da dietro, usa i suoi poteri per lanciargli una sedia tra le gambe, rallentandolo. Ciò permette ad Alice di rialzarsi e raggiungere il fuggiasco, ingaggiarlo in combattimento e rapidamente stordirlo.
Il tizio viene legato e poco dopo arriva Zarak tutto contento, che ringrazia le due ragazze e se ne va soddisfatto con il prigioniero.
Faradyr accompagna Yorik ferito dalla dottoressa Edwige, che gli medica le ferite. Quindi il giorno dopo Ruig e Arethel vengono ripresi per la loro defezione dal luogo dell’appostamento.
Il giorno della verità: duello al bordello
È nel frattempo arrivato il giorno della verità per Porter, che deve affrontare Galen al bordello della Vecchia
Bessi. Il ragazzo si è ben attrezzato per lo scontro: la sua daga è avvelenata e nelle sue tasche nasconde polvere urticante, il tutto acquistato dal suo amico trafficone, dal quale apprende anche una buona notizia: pare che la taglia sul suo conto sia ritirata, anche se non si sa per quale ragione, e soltanto Galen, che riceve un anticipo sul pagamento, gli resta alle costole.
Così Porter raggiunge il luogo dello scontro con l’animo più sollevato.
Qui, appena arriva, scende il silenzio. L’oste suggerisce a lui e Galen di allontanarsi e di dar luogo alla sfida all’esterno dell’edificio:
«Qui di bordello ce n’è già uno», dice saggiamente l’oste che ne vede tante in vita sua,
«quindi il vostro andate a farlo fuori, per favore».
Gli avventori iniziano a scommettere sui due contendenti, entrambi molto ben quotati. Parecchie persone escono fuori per assistere alla sfida.
I due si fronteggiano, ma prima che Galen possa fare qualsiasi cosa, Porter lo acceca con la sua polvere urticante. Galen annaspa, urticato e accecato, e tenta di proteggersi: colpisce alla cieca e tenta di arretrare. Porter approfitta della situazione di vantaggio e attacca ripetutamente l’avversario. La sua daga è avvelenata con una sostanza che
«fai sei passi e sei morto». Quindi basta un primo sgraffio al povero Galen accecato, e la sorte di questi è già segnata. Galen cade a terra senza un lamento, e Porter si accorge in un solo momento che la vita di quell’uomo finisce in quel giorno e che non ci sarebbe stato ritorno.
Vittorioso ma senza grande onore, Porter torna soddisfatto dai suoi amici al
Pugnale Dorato, dove racconta una versione concisa e parziale degli eventi:
«Se sono ancora vivo vuol dire che ho vinto.»