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Per Aspera ad Inferos
Studi e Ricerche di Luger
Luger
L'Origine del Male: vi sono innumerevoli tomi che recano questo titolo... Nessuno di quelli che ho letto valeva più di una buona fumata di pipa.
creato il: 21/10/2013   messaggi totali: 5   commenti totali: 5
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20 Agosto 516
Sabato 28 Novembre 2015

V. Definizioni e Classificazioni



Ho speso abbastanza tempo a rimuginare su eventi passati. Quali che siano le motivazioni che hanno scatenato la più grande piaga dal Secondo Cataclisma su queste scellerate terre, il compito di chi è rimasto vivo non può che essere quello di porvi rimedio. Tale è lo scopo che mi ha spinto ad avventurarmi sulle orme di Claire, unito alla speranza che potessi fare ancora qualcosa per la mia protetta. Speranza che, temo, si è vanificata nell'istante in cui l'essere Demoniaco noto come Vaalafor ha parlato per bocca della sventurata Cynthia Haller. Ciò nondimeno è mia intenzione onorare l'impegno preso, tanto con l'ausilio della scienza e della magia quanto con la divulgazione delle informazioni apprese e ragionevolmente desunte fino ad ora, vergando su queste pergamene le mie scoperte nella speranza che possano essere d'aiuto a quanti decideranno di far propria questa difficile battaglia.

La Morte che Cammina
Il Male, come già ebbi modo di dire, ha natura demoniaca. Le mie ricerche mi portano a credere che fosse contenuto, benché inerte, nel corpo mummificato di un antico Sciamano sepolto, secondo la leggenda, sotto una cuspide di pietra bagnata dalle acque del fiume Azrael. Un sepolcro carico di pericoli e misteri, che Aghvan bramava più di ogni altra cosa e che riuscì alfine a trovare. Ignoro come lo scontro tra l'Invitto e l'Uragano abbia potuto riportare nuova linfa in un pugno di semi resi sterili da secoli di prigionia, ma è certo che in qualche modo accadde: l'ho appreso dalle parole dell'abietto e meschino testimone di quello scontro, che raccontò di come la terra si infranse in un ghigno sinistro e crudele, inghiottendo Claire e palesando al tempo stesso l'ingresso della tomba. Un esito inatteso che non sfuggì all'unico, benché immeritevole, testimone degli eventi, il quale non si diede alcuno scrupolo nel mercificare l'ubicazione di quel passaggio al migliore offerente. Che l'Invitto avesse notizia dell'empio pericolo insito in quella tomba, non ne dubito: che sia riuscito ad imbrigliarne in qualche modo le conseguenze sfruttando gli esiti delle sue ricerche personali in quella stessa zona mi sembra, ahimé, cosa certa.

La Demoniaca Stirpe
Lo scopo dell'Invitto a Feith era certamente questo: trascendere i limiti della sua mortalità e ampliare le capacità di accumulazione dello Yoki per sé e per la sua cerchia di seguaci. Un traguardo ottenibile, secondo il Khal-Valàn e numerosi altri testi del passato, soltanto vincolando in un debito o in un credito di riconoscenza uno degli Antichi abitatori del Continente. L'uno ovvero l'altro, poiché tale sembra essere la regola: uno scambio impari in entrambi i casi per chiunque disponga di un'anima da perdere. Non per Aghvan, che l'aveva già smarrita in un oceano di rancore e propositi di vendetta nei confronti di chi lo aveva condannato. La mia ipotesi, avvalorata dai racconti dei sopravvissuti nelle zone intorno a Feith nei primi mesi della piaga, è dunque che Aghvan sia riuscito nell'intento di liberare un Antico dalla sua prigione, ottenendo in cambio un potere che lo rende in grado di influenzare il decorso della vita e della morte e dunque, entro certi limiti, di controllare il Morbo.

I Saad
Il Morbo è provocato da una entità parassitoide di piccolissime dimensioni, paragonabili a quelle di un pidocchio o di una pulce, che si nutre del sangue umano e in esso prospera al punto da riprodursi. Gli studi che ho condotto finora mi suggeriscono un tasso di riproduzione estremamente elevato, che unito alle caratteristiche della stessa - presumibilmente per partenogenesi vivipara - li rende pressoché impossibili da rimuovere prima che l'infezione si estenda a tutto il sistema vascolare dell'individuo ospite. I semi - o le larve, se si ritiene - si trascinano nei riflussi del sangue come dei ciottoli all'interno di un torrente, fino a raggiungere organi come il cuore, i polmoni, l'intestino e, dopo un numero di ore variabile tra le 2 e le 24, la materia cerebrale. E' lì, secondo i miei studi, che avviene un evento che ho chiamato metamorfosi idiobionte e che consiste nella progressiva crescita del Saad, il quale divora una cospicua parte dei tessuti nervosi e connettivi della vittima sostituendoli con i propri: in questa fase egli acquisisce una massa considerevole, perdendo la sua consistenza dura e diventando estremamente fragile: il suo sviluppo è tuttavia protetto dallo spesso cranio del suo ospite, il quale immancabilmente spira in preda ad atroci dolori che si diffondono lungo tutto il corpo. Al termine della sua evoluzione il Saad ha l'aspetto di una materia informe che arriva ad occupare una buona parte della calotta cranica: in quella nuova forma ha modo di rilasciare una sorta di filamenti molli che, sostituendosi ai nervi e ai tendini, consentono al parassita di prendere il controllo del corpo dello sventurato ospite. I dettagli di questa metamorfosi, che avviene nel lasso di tempo immediatamente successivo alla morte della vittima e che produce numerosi cambiamenti a muscoli, organi interni e persino ossa, saranno da me documentati in un altro manoscritto. In quell'occasione avrò anche modo di parlare della materia nera, il tessuto di cui è composto il Saad una volta raggiunto lo stadio post-larvale e da cui vengono prodotti i filamenti molli, e il siero venefico, un liquido oleoso che prende il posto del sangue e della saliva, prodotto da una serie di tumori diffusi lungo il corpo e contenente un elevato quantitativo di Saad.

Saad - Immagine

Appare evidente come il singolo Saad che raggiunge lo sviluppo perda gran parte delle caratteristiche originarie: da piccolo e pressoché indistruttibile diventa grande e vulnerabile, assumendo una consistenza non dissimile da quella del tessuto nervoso che divora e al quale, in buona sostanza, si sostituisce. Da quel momento in poi diventa estremamente suscettibile a una serie di fenomeni che possono determinarne la morte, tra cui: un urto diretto che sia in grado di separarlo dai filamenti molli, come la rottura del cranio o la decapitazione, ovvero un calore sufficiente a compromettere la materia nera, come la fiamma di una pira. Purtroppo, al momento attuale non sono a conoscenza di altri modi per eliminare il Saad. Ho però ragione di credere, in virtù di alcuni esperimenti compiuti sulle cavie in mio possesso, che sia possibile indurre nel corpo, ad esempio provocando una febbre particolarmente intensa, una condizione avversa allo sviluppo post-larvale del Saad: se così fosse, potrei persino trovare il modo di produrre una sostanza in grado di ucciderlo prima che egli possa provocare la morte dell'ospite, ovvero all'inizio della sua trasformazione. La speranza di poter scoprire qualcosa di molto simile a un antidoto guiderà le mie ricerche nel corso dei prossimi mesi.
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16 agosto 516
Domenica 21 Giugno 2015

IV. La Guerra delle Lande



Dirò dunque della Guerra che sconvolse i feudi interni al Corno del Tramonto e al Ducato degli Altipiani. Non troverete qui cronache di battaglie o resoconti delle eroiche gesta dei soldati: il mio scopo è quello di mettere in luce gli eventi che presumibilmente portarono al terribile contagio che oggi funesta quei medesimi territori.

Confido che la penna degli studiosi consegnerà alla storia la Guerra delle Lande come la violenta reazione di Greyhaven e dei suoi alleati in terra di Feith - il Duca Bianco su tutti - contro gli accordi stretti tra il Duca locale e le popolazioni confinanti. Sul fatto che questi interventi siano legittimi sussistono pochi dubbi: è scritto nero su bianco nelle leggi del Granducato. Che tali leggi siano a loro volta legittime è materia di ben più ampio e controverso dibattito. Il ripristino della sovranità territoriale dei Duchi costituisce la premessa fondante del Granducato stesso, la pietra che affilò la lama di Harald Greyhaven consentendogli di radunare un esercito proveniente dai sette angoli degli allora Temi del Nord e che, nel giorno di Dytros dell'anno 233, costrinse alla resa il più orgoglioso degli imperi. Pochi sanno che le leggi di Greyhaven che determinano le facoltà del Granduca sono state scritte e modificate in tempi assai più recenti, nonché ratificate in modo tutt'altro che unanime dal Consiglio dei Duchi. Chiunque sia a conoscenza di quanto è accaduto e sta accadendo a Feith e a Benson non mancherà di comprendere quali dinastie si siano rifiutate di accettare quelle imposizioni.

Il disegno del Sullivan non era difficile da comprendere: potremmo riassumerlo, senza tema di recargli torti eccessivi, in un ambizioso tentativo di imbrigliare le forze Elsenorite e quelle Nordre in un accordo di non belligeranza che avrebbe garantito alle terre del nord-ovest un periodo di pace, sviluppo e prosperità, magari come preludio di una futura indipendenza. Sia chiaro, non sarà certo questo mio scritto a difendere l'operato del Sullivan, che non stento a giudicare empio e spregevole: ma sul fatto che egli, nella sua scelleratezza, fosse legittimato di fronte agli Dei a compiere ciascuno dei tentativi e degli errori di cui si rese artefice, non ho dubbio alcuno, come non ne ebbero i nobili, cavalieri e soldati che scelsero di combattere nel suo nome. Qui termina la mia disamina su quanto avvenne agli occhi del Continente, non essendo mia intenzione dilungarmi ulteriormente su queste delicate vicende. Volgerò invece nuovamente lo sguardo su Aghvan l'Invitto e sugli altri ricercatori che si trovarono in quel periodo a calcare il suolo di Feith e sul ruolo peculiare che la sorte riservò ad alcuni di loro negli eventi che ebbero a verificarsi all'ombra del conflitto.

Come già ebbi modo di dire, la presenza di Aghvan alla corte del Sullivan era di certo nota agli uomini del Duca Bianco. Non può darsi altrimenti visto il coinvolgimento del Ducato di Greyhaven, dove hanno dimora i pochi nemici dell'Invitto che mi sono noti e che posso ragionevolmente ritenere ancora in vita. La consapevolezza che ho di questo è la mia unica consolazione, la sola cosa che mi impedisce di maledire me stesso per la mia scelta di avvertire Claire, rendendola edotta delle mie scoperte. Sarebbe venuta comunque, l'avrebbero mandata in ogni caso.

Suppongo che chi legge sia al corrente del fatto che esistano ben pochi individui in grado di influenzare, con la loro presenza, l'esito di una battaglia, ancor meno le sorti di una guerra: Aghvan era senza dubbio uno di questi, né vi è ricercatore che potrebbe metterlo in dubbio dopo essere stato testimone del livello di padronanza dello Yoki proprio del Primo dei Sette.

Aghvan - Immagine

A tal proposito, molti pensano che l'unico modo per contrastare uno stregone di grande potenza sia quello di opporgli un altro stregone di livello similare: sbagliato. Risultati molto migliori si ottengono mettendolo di fronte a insidie rispetto alle quali egli è ben meno esperto ed attrezzato: per la maggior parte dei ricercatori è sufficiente un pugnale tra le scapole o una freccia ben scoccata. Chissà se ci provarono, prima di mandare Claire. Chissà se lei stessa ci provò, una volta ricevuto l'incarico, prima di risolversi a sfidare Aghvan sul suo stesso terreno di caccia.

Conoscendola, lo ritengo improbabile: avrebbe voluto vederlo con i suoi occhi e compiere quanto doveva essere fatto con le sue stesse mani. Claire era una perfezionista, nella forma come nella sostanza. Fu questo che la spinse verso quei posti freddi e proibiti, oltre gli altipiani e il Deserto di Ghiaccio, fino al luogo maledetto che Aghvan era riuscito a riportare alla luce grazie alle sue empie ricerche.

Claire Hymn - Immagine 2

Penso spesso al fatto che, se soltanto avessi avuto notizia dell'imminenza di quello scontro, oggi non sarei qui. So per certo che niente mi avrebbe impedito di recarmi sul posto per assistere e sostenere colei che mi è stata cara come una figlia nello scontro più difficile e pericoloso della sua vita. E sono altresì convinto che, ove anche fossi stato spazzato via come un fuscello, non avrei sentito neanche un frammento infinitesimale del dolore che provai quel giorno funesto in cui, ignaro e impotente, sentii urlare e avvampare il suo Yoki. Lo ricordo ancora come il giorno più infelice di tutta la mia vita. E ricordo anche, immediatamente dopo, i rumori feroci e inumani portati dai freddi venti del Nord, così spaventosi da costringere chiunque fosse in grado di udirli a ripararsi entro le mura della città di Feith o a cercare rifugio ancora più a sud. Questi ultimi, tra cui ebbi la fortuna di annoverarmi, furono i soli a sopravvivere a ciò che avvenne dopo.

La persona che accompagnò Claire nel suo ultimo viaggio riuscì in qualche modo a sopravvivere. Si trattava di un individuo insulso e meschino che avevo avuto modo di conoscere tempo addietro: un sedicente ricercatore di magia e pratiche alchemiche, figlio e discepolo di un Mentor tanto abile nella ricerca quanto spregiudicato nei modi, reo di aver rinnegato la somma arte in cambio dell'oro e dei favori provenienti dalla compravendita di artefatti e pergamene. Ignoro a tutt'oggi i motivi per cui Claire si fosse ridotta a scegliere un simile mentecatto come guida, eppure a quanto pare è questo ciò che accadde: quel Berion, figlio di Reginald, raccontò di essere l'unico testimone ancora in vita dell'esistenza di un luogo permeato da un potere sufficiente a vincere una guerra. E, non pago di ciò, ebbe l'ignominioso ardire di mettere tale empia scoperta all'asta, cercando il migliore offerente a Feith e a Greyhaven.

Ignoro chi sia riuscito a conquistare i favori di Berion: ammetto tuttavia di aver sentito le storie più disparate durante e dopo la Guerra. Chi combatte per il Duca Bianco non ha dubbi sul fatto che egli abbia fatto fin dall'inizio gli interessi di Aghvan, consegnando prima Claire e quindi il segreto del Morbo nelle mani del suo Maestro. Diversa è la storia che si racconta a Ghaan, che non è mia intenzione raccontare in quanto viziata di almeno una imprecisione che io stesso ho contezza di poter smentire. Altri ancora sono i racconti narrati attorno ai fuochi dell'Armata del Corno, tra gli ufficiali della Brigata del Tramonto e nelle taverne delle nuove città libere di Feith, così come piace chiamarle a Zodd.

Fatto sta che, in un modo o nell'altro, i segreti di Berion non restarono tali a lungo: così, all'ombra della Guerra delle Lande, il più terribile dei Mali del Secondo Cataclisma tornò a martoriare le terre degli Altipiani. Le ricerche che ho effettuato mi portano a credere che i primi casi si siano manifestati nel corso delle prime due settimane di settembre: quel che è certo è che, durante gli ultimi giorni del mese, l'epidemia arrivò a mietere vittime sia tra i reparti più avanzati dell'esercito del Duca Bianco che tra gli abitanti della città sacra, colpendo con violenza entrambi gli schieramenti. La gravità della situazione, a partire dai primi giorni di ottobre, portò in ogni caso ad una rapida chiusura di quel fronte, che venne rapidamente letta dagli storiografi come una vittoria almeno formale dell'esercito del Faulkner. Quello che posso dire è che, nonostante sia rimasto a sud di Feith per diverse settimane, non ho mai avuto realmente modo di capire se i soldati del Duca Bianco siano riusciti o meno a penetrare all'interno delle mura della città sacra.

Abnormis Armiger - Immagine 2
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15 agosto 516
Lunedì 28 Ottobre 2013

III. Aghvan l'Invitto

Non mi dilungherò ulteriormente su questi frammenti di Storia, preferendo tornare sui miei passi fino a parlare di ciò che avvenne tra le mura della Città Sacra nei mesi che preludettero allo scoppio della Guerra. Il Sullivan, persuaso di trovarsi ad essere un novello Lemnenkar, da anni e risaputamente soleva recarsi oltremare ad assaporare le piacevolezze di Ilsanora. Gli accordi scellerati stretti dalle grasse mani dei Glidewell altro non furono che le vestigia formali di un'intesa consolidata da oltre dieci anni di lusinghe, regali e tentazioni. La mia conoscenza dei Clan di quell'isola non è tale da consentirmi di indicare con certezza i volti e i natali di coloro che presero parte a questo raggiro, ma di una cosa posso essere certo e cioè che il prezzo di quei servigi, che il Sullivan ebbe a pagare con il sangue dei suoi sudditi, era indubitamente noto a uno dei suoi più fidati consiglieri.

A quel tempo io mi trovavo già a Feith da molti anni, e non ero certo il solo. Erano gli anni in cui i Ducati più prossimi all'Impero erano stretti nella morsa della Peste, che a lungo catturò l'interesse del Sacro Collegio: molti Ricercatori di Magia si risolsero a compiere la mia stessa scelta, trovando nel più giovane dei Ducati non soltanto una relativa libertà nella pratica della somma Arte, garantita dalla scarsità di presbiteri, ma anche numerose possibilità di far proprie alcune conoscenze legate al Primo Cataclisma e ai leggendari artefatti menzionati a più riprese nel Khal-Valàn.

Do Ut Des - Immagine

Questo esubero di Yoki, che talvolta si incarnava in attività lecite e virtuose, conduceva non di rado verso accordi segreti e contrattazioni proibite. La maggior parte dei traffici a cui ebbi modo di assistere nel corso del primo decennio del nostro secolo avveniva all'ombra di vicoli maleodoranti e taverne malfamate: erano sufficienti poche corone - o un paio di schiave piacenti - per garantire a un ignoto fattucchiere l'accesso a molta Ricerca magica, compresa quella che qualsiasi Mentor dotato di senno non avrebbe mancato d'interdire. Questa ingorda attività di mercimonio, che personalmente mi guardai bene dal rimpinzare ma che finì comunque per attirare la mia curiosità, era compiuta in massima parte nelle zone comprese tra la Marca di Rastan e le due grandi città portuali di Lagos e di Feith. E fu proprio alle porte della Città Sacra che mi capitò di imbattermi in uno Yoki che non stentai affatto a riconoscere, nè potei ignorare. Di lì a poco, circondato da uno sciame di soldati scelti e in compagnia del Primo Cavaliere del Duca, ebbi modo di vedere per la prima volta Aghvan l'Invitto.

Dei trascorsi di Aghvan, se avanzerà tempo, avrò modo di parlare in seguito. Mi limiterò a dire che egli nacque in terra di Feith, tra le mura di quella cittadella fortificata che porta un nome simile al suo e che oggi, per ironia del fato, combatte contro quelli che temo siano i suoi alleati. Ciò che è importante mettere a fuoco ora è che, sulla base dei racconti che avevo raccolto negli anni, ero a conoscenza che si trattasse di uno Stregone dotato di una lucidità pari soltanto alla sua indifferenza. Molte delle pur geniali ricerche di cui era stato artefice e pioniere erano volte a prediligere il fine sul mezzo, il successo sulle ripercussioni, il vantaggio sulle negatività. La presenza dell'Invitto alla corte del Duca non poteva significare null'altro che una cosa: era lui, per conto del Sullivan, a condurre le negoziazioni con l'Isola. E non poteva essere che lui, alla testa e col favore di coloro di cui era divenuto Mentore, ad orchestrare quella contorta e dissonante melodia di ricerche che da tempo risuonava tra gli Altipiani delle Tempeste.

L'Oro degli Stolti - Immagine

Certamente non fui nè il primo, nè l'ultimo a scoprire l'esistenza e il ruolo dell'Invitto nei palazzi della Città Sacra. E non stento a credere che tra i fautori della Guerra delle Lande, volta a punire l'apparente inettitudine dimostrata dal Sullivan e dal suo Conte e Ciambellano Elfo, vi fosse più di qualcuno votato a rendere Aghvan oggetto d'un'Ablazione ancor più forte ed assoluta di quella vanamente officiata presso l'arcano scranno di Greyhaven.

E' a questo punto, in conseguenza dell'inizio della Guerra, che iniziano le mie supposizioni su cosa sia accaduto in quei lunghi e dolorosi mesi.

La Guerra delle Lande - Immagine
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14 agosto 516
Giovedì 24 Ottobre 2013

II. I Sette

Per comprendere chi siano i Sette è necessario muovere l'attenzione molto più a Sud, e tornare indietro di cento anni esatti: fino a quello che gli storici che mi furono maestri concordano nel definire come il momento più oscuro dell'Impero di Delos, quando il regno scellerato di Varg Vikerens, l'Imperatore Barbaro, volse al suo apice. In molti conoscono la storia della sua disfatta ad opera degli emissari di Pyros; in pochi sanno quanto poco è mancato affinché quel giorno, tra gli sterpi bruciati della piana di Làrissa, la tenebra prendesse il sopravvento sulla ragione.

La leggenda narra di come Vikerens il Barbaro sopravvisse alla sua morte, trovando rifugio oltre le Allston. E molti furono anche i semi velenosi che, nascosti tra la terra, sopravvissero alla sua disfatta. Alcuni vennero affrontati, alla luce del sole, nel corso del Sinodo del 419; molti altri fuggirono, con il favore delle ombre, verso Nord. Sciamani, Evocatori e Necromanti provenienti dal lontano Est che l'Imperatore Barbaro aveva chiamato a supportare la sua causa, e che trovarono facile asilo presso il sangue Nomade che si trovava al di là del Mustblach. Fu contro di loro, e contro i loro figli, che i Sinodi del 421 e del 423 pronunciarono i loro anatemi. E ai pubblici proclami fecero seguito lettere, ordini e istruzioni all'indirizzo del Sacro Collegio, che non tardò ad agire.

Soffocare il Male divenne rapidamente una priorità, al punto che vi furono Scuole di Magia costruite con il preciso scopo di perseguire questo intento. Cercare, sorvegliare, controllare, imbrigliare. Qualsivoglia pratica della Magia scevra di autorizzazione divenne oggetto di divieti e sanzioni. Gli editti fatti proclamare dal Granduca Bjorg Fedmann meno di cinquant'anni prima vennero applicati con rigore sempre maggiore, finendo col mutare il controllo in persecuzione, la cautela in prevenzione.

Che non si venga a pensare, giunti a questo punto, che io abbia intenzione di muovere alcuna critica nei confronti di un tale rigore. Soltanto un pazzo, immemore della follia di Vikerens il Barbaro, potrebbe arrivare a sostenerlo. Eppure non posso trascurare ciò che i miei occhi hanno veduto, o i momenti e le situazioni che mi hanno visto testimone di quando questa pur legittima ricerca non mancò di errori.

Il Rogo della Strega

Mia madre pagò sulla sua pelle uno di questi. Chiamata al cospetto della Torre del Silenzio con una futile ragione, fu resa sorda del suo Potere da un rituale presieduto dal Magister Arcani in persona. "E' per il vostro bene", le dissero poco prima di infliggerle l'Ablazione. Mio padre, in quel momento, era già lontano. Sarebbe morto qualche anno dopo, vanificando il senso di quel singolo atto di vigliaccheria. Poco male, mi viene da dire, stando al ritratto che emerge dalle storie di chi lo ha conosciuto. Mia madre, lei fu una vittima accertata di quest'opera di prevenzione. Il Potere usato per soffocare il Potere. Per un lungo periodo, a Benson e a Greyhaven soprattutto, questo divenne il modo di procedere, accordando all'unisono il destino di colpevoli e innocenti.

Col tempo le grandi guerre e le invasioni cessarono: lo scudo di Gulas tornò a reggere, infrangendo i reiterati assalti dei popoli dell'Est. La follia abbandonò, almeno all'apparenza, il sangue dei Duchi e degli Imperatori. E la Chiesa, con la sua Santa Inquisizione, potè tirare un respiro di sollievo. Le Scuole di Magia continuarono ad esercitare un'opera di controllo e vigilanza, ma limitarono i Rituali di Ablazione a pochi individui giudicati incurabili o altrimenti incontrollabili.

Ma non tutti i semi di Vikerens il Barbaro erano stati estirpati. Il sangue degli Stregoni dell'Est, disperso tra i quattro angoli del Granducato, era riuscito a fecondare e a riprodursi, mantenendosi vivo col passare delle generazioni. Non di rado, come temo avvenne nelle circostanze che portarono alla mia nascita, mescolandosi con quello di individui aventi medesima natura. Fu così, credo, che nacquero i Sette, o per lo meno alcuni di loro. Individui che il Sacro Collegio si affrettò a definire "incurabili o altrimenti incontrollabili", giungendo alfine a decretarne l'Ablazione.

Alcuni di loro, e posso testimoniarlo con i miei occhi, furono soggetti a quel rito. Claire, al momento di entrare in quella stanza, era soltanto una bambina. Ero stato proprio io, tra gli altri, a condurla lì. Mi trovai costretto a farlo poiché avevo accettato di prendere parte alla spedizione volta a trovare e a sconfiggere suo padre. Nessuno, tra noi, era a conoscenza del fatto che Gurgen Hymn avesse una figlia. "Dobbiamo portarla a Greyhaven", mi dissero. E così fu. Fui io a ricevere l'incarico di prepararla per l'Ablazione: a dirle che doveva farsi coraggio, che il dolore sarebbe passato presto. Sforzandomi di guardarla negli occhi, tentando di scacciare la consapevolezza di essere stato colui che aveva ucciso suo padre. Fu in quella circostanza che promisi a me stesso che, se gli Dei le avessero consentito di sopravvivere al Rituale, non le avrei mentito mai più.

Claire, come accadde ad altri, sopravvisse. E così il suo Yoki. Quel giorno ricorderemo tutti l'espressione di sgomento del Magister Arcani, nell'istante in cui si rese conto che nel corpo di quella bambina albergava un Potere che egli non poteva estinguere o soffocare in alcun modo. A seguito di quell'evento, al tempo stesso inquietante e prodigioso, la Scuola si divise in due fazioni: la prima, guidata dal Magister Arcani e sostenuta da sentimenti di prudenza e paura, decretò che Claire venisse consegnata al Sacro Collegio. La seconda, che annoverava anche me, si rifiutò di farlo. Alla vigilia dell'inevitabile scontro, coloro che avevano preso la decisione di proteggere la bambina abbandonarono Greyhaven insieme a lei.

La storia di Claire, come ho già avuto modo di dire, è simile a quella di altri. Vi fu poi chi, già sufficientemente esperto, riuscì a non farsi trovare, o persino ad avere la meglio sulla spedizione incaricata di metterlo agli arresti. Alla fine, nonostante tutto, i Sette sopravvissero. O forse sarebbe più corretto sostenere che, a fronte di tutti quelli che persero la vita o il senno in conseguenza della cattura o dell'Ablazione, furono soltanto in Sette a vedere nuove albe restando padroni del senno e dello Yoki di cui erano dotati.

Tale, in estrema sintesi, è il racconto delle origini di questi individui. Durante la mia non breve vita posso dire di aver incontrato quattro di loro: dei restanti, non conosco che le poche informazioni raggiunte dalle mie ricerche. Nel corso di queste pagine non verrà a mancarmi occasione di rivelare i nomi con cui mi sono noti.

Per quanto riguarda Claire posso dire, non senza rimpianti, di averla amata come una figlia e cresciuta meglio che ho potuto. In questi ultimi mesi, e ancor più dal giorno della morte del paziente di nome Cynthia, non faccio altro che chiedermi cosa sarebbe successo se quel giorno non fosse sopravvissuta all'Ablazione, se i miei occhi l'avessero vista spegnersi sulle pietre del pavimento di quella fredda stanza di Greyhaven.

Non posso fare a meno di credere, e di questo chiedo perdono agli Dei, che innumerevoli vite sarebbero state risparmiate.
scritto da Luger , 04:27 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
13 agosto 516
Mercoledì 23 Ottobre 2013

I. L'Origine del Male

Nessuno, tra quelli che mi conoscono, potrebbe aspettarsi un nome diverso dal Primo Capitolo di quest'opera che mi accingo a scrivere. Gli anni trascorsi a scavare tra i sepolcri innevati della Città Sacra, le orme lasciate nel Deserto di Neve e le ricerche compiute all'ombra dei Sette siano testimoni del mio diritto di combattere questa guerra, sebbene il torpore che sopraggiunge con la vecchiaia mi costringa ad impugnare un'arma tanto leggera. Nondimeno non esiterò a brandirla, confidando nel fatto di trovarmi in possesso di tanti e tali moventi da poter sbugiardare la mia stessa affermazione non già ora, ché varrebbe un trofeo assai scarno, ma nel tempo ormai remoto in cui chi la sosteneva poteva bearsi di assaporare incensi di gran lunga meno grossolani del tabacco del porto di Uryen.

La storia che vengo a raccontare vede il suo inizio nei primi mesi dell'anno 515, quando la Guerra dei Signori delle Lande serpeggiava nell'ombra e non si era ancora estesa all'oggetto delle loro contese. Le pericolose amicizie coltivate dal Duca di Feith al di là del Mare del Nord avevano da poco cominciato a germogliare: che qualcuno tra lui, il Conte Elfo e i molti consiglieri di cui entrambi erano soliti circondarsi fosse a conoscenza di quel bagno di sangue che ebbe a consumarsi su Ilsanora, ne ero pressoché certo. Quello che ignoravo, e che giunsi ad apprendere soltanto in quel periodo, è che fosse uno dei Sette.

Il Condottiero Scellerato
scritto da Luger , 21:17 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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