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6 ottobre 516
Giovedì 28 Maggio 2026
L'orzotto al persico
Mia nonna lo faceva meglio, lasciatemelo dire.
Anche l'orzotto al persico del Remo d'Argento non è male e vedo che i passeggeri che mi porterò appresso domattina lo stanno apprezzando. Ma mia nonna... che Kayah l'abbia in gloria, lei lo faceva meglio!
Prima di tutto nonna preparava un bel fumetto di pesce con gli scarti del persico e anche qualche altro pesce che aveva a casa, in modo da farlo bello saporito, e ci aggiungeva qualche odore.
Il soffritto, invece, lo faceva leggero, non ci metteva la cipolla e preferiva usare salvia e timo, e lo lasciava rosolare dolcemente nell'olio. Poi ci tostava l'orzo.
Per sfumarlo, ai tempi migliori di quando ancora mio nonno lavorava e avevamo qualche soldo in più, utilizzava il vino di Margethre, su a Kale, che ha tutto un profumo particolare. Ma comunque... si può fare anche con un vinello più economico.
Porti a cottura col brodo, senza fretta perchè l'orzo un po' ci mette, e intanto tagli il pesce persico a tocchettini. Una parte li aggiungi a metà del tempo, lasciando che si rompano un po', l'altra metà del pesce lo unisci quasi alla fine, così che resti più compatto. E poi, il tocco di classe di nonna era la scorza di limone grattugiata, che gli dà tutto un altro profumo.
Una volta tolto dal fuoco, nonna diceva che bisogna aggiungerci parecchio burro, una bella mantecatura generosa. Per carità non mi fate vedere però il formaggio grattugiato. Qualche foglietta di salvia fritta sopra però sì che ci sta bene, lasciatemelo dire... in ricordo della mia nonna non facciamoci mancare niente!
Anche l'orzotto al persico del Remo d'Argento non è male e vedo che i passeggeri che mi porterò appresso domattina lo stanno apprezzando. Ma mia nonna... che Kayah l'abbia in gloria, lei lo faceva meglio!
Prima di tutto nonna preparava un bel fumetto di pesce con gli scarti del persico e anche qualche altro pesce che aveva a casa, in modo da farlo bello saporito, e ci aggiungeva qualche odore.
Il soffritto, invece, lo faceva leggero, non ci metteva la cipolla e preferiva usare salvia e timo, e lo lasciava rosolare dolcemente nell'olio. Poi ci tostava l'orzo.
Per sfumarlo, ai tempi migliori di quando ancora mio nonno lavorava e avevamo qualche soldo in più, utilizzava il vino di Margethre, su a Kale, che ha tutto un profumo particolare. Ma comunque... si può fare anche con un vinello più economico.
Porti a cottura col brodo, senza fretta perchè l'orzo un po' ci mette, e intanto tagli il pesce persico a tocchettini. Una parte li aggiungi a metà del tempo, lasciando che si rompano un po', l'altra metà del pesce lo unisci quasi alla fine, così che resti più compatto. E poi, il tocco di classe di nonna era la scorza di limone grattugiata, che gli dà tutto un altro profumo.
Una volta tolto dal fuoco, nonna diceva che bisogna aggiungerci parecchio burro, una bella mantecatura generosa. Per carità non mi fate vedere però il formaggio grattugiato. Qualche foglietta di salvia fritta sopra però sì che ci sta bene, lasciatemelo dire... in ricordo della mia nonna non facciamoci mancare niente!
7 ottobre 516
Mercoledì 27 Maggio 2026
Il vino speziato della Taberna del Deliota
Che mi prenda un colpo, filioi miei! C'è ancora gente che diffida del mio miglior vino speziato!
Questa simpatica combriccola di ragazzini che ancora quasi non hanno l'età per reggere un po' di spirito, accompagnati da un Nano dall'aria navigata, osservano incuriositi quel che gli sto versando. Impareranno... non glie lo correggo troppo, non mi sembrano ancora pronti per la mia ottima Grappa Bensoniana.
In ogni caso, il vino speziato qui alla Taberna del Deliota (che sarei io), lo prepariamo così:
Si prende un buon vino rosso, io di solito mi rifornisco alla ''Fattoria del Caporale'', a cui si aggiunge qualche cucchiaio di miele: in un litro di vino circa 6 cucchiai possono andare bene.
Poi taglio a pezzi un paio di mandarini e una mela, con tutta la buccia. Aggiungo le spezie speciali che mi mandano dall'Impero di Delos ogni sei mesi (cannella, chiodi di garofano, anice stellato e noce moscata) e faccio bollire dolcemente. Il profumo già mi porta in parádeisos !
Quando è pronto, se non mi trovo davanti proprio vergini pulzelle o imberbi infanti, aggiungo con piacere una dose abbasanza generosa di Grappa Bensoniana, che dona al mio vino l'inconfondibile zontánia kai efforía delle terre del Sud!
Questa simpatica combriccola di ragazzini che ancora quasi non hanno l'età per reggere un po' di spirito, accompagnati da un Nano dall'aria navigata, osservano incuriositi quel che gli sto versando. Impareranno... non glie lo correggo troppo, non mi sembrano ancora pronti per la mia ottima Grappa Bensoniana.
In ogni caso, il vino speziato qui alla Taberna del Deliota (che sarei io), lo prepariamo così:
Si prende un buon vino rosso, io di solito mi rifornisco alla ''Fattoria del Caporale'', a cui si aggiunge qualche cucchiaio di miele: in un litro di vino circa 6 cucchiai possono andare bene.
Poi taglio a pezzi un paio di mandarini e una mela, con tutta la buccia. Aggiungo le spezie speciali che mi mandano dall'Impero di Delos ogni sei mesi (cannella, chiodi di garofano, anice stellato e noce moscata) e faccio bollire dolcemente. Il profumo già mi porta in parádeisos !
Quando è pronto, se non mi trovo davanti proprio vergini pulzelle o imberbi infanti, aggiungo con piacere una dose abbasanza generosa di Grappa Bensoniana, che dona al mio vino l'inconfondibile zontánia kai efforía delle terre del Sud!

13 giugno 517
Martedì 13 Ottobre 2015
Kreepar dorati e fritti
La mia vecchia nonna, che Kayah l'abbia in gloria, diceva che fritta è buona anche una ciabatta.
Ovviamente aveva ragione.
Vi propongo oggi, cari amici, una ricetta deliziosa per sfruttare questi grossi Kreepar scrocchiarelli, così simili alle cavallette di una volta. L'unica differenza è che sono più grossi, più aggressivi... ma il sapore è lo stesso, appena appena più marcato.
Prima di tutto, come procurarsi questi bei Kreepar nutrienti: il mio consiglio è di uscire poco prima dell'alba a cercarli, muniti di grossi e robusti retini, e di qualche mazza. Non andate da soli, mai e per nessuna ragione: ricordate sempre che non si tratta di creature piccole o stupide, ma di bestie in grado di ammazzare una persona, se ci si mettono in 4 o 5.
Una volta recuperati i vostri Kreepar, bisogna privarli delle ali e delle zampette, che non sono commestibili. Dovete togliere anche la testa e le viscere, dove si possono annidare chissà che parassiti. Magari il vostro Kreepar ha appena finito di pasteggiare con un mezzo Risvegliato putrescente... non vorrete mica beccarvi un'intossicazione!
Neanche ve lo sto a dire, ovviamente i Kreepar non si mangiano mai crudi, per nessuna ragione.
Una volta che avrete ripulito ben bene il vostro Kreepar, è il momento di decidere come prepararlo. Oggi voglio proporvi la ricetta del Kreepar fritto, un grande classico di sicuro successo.
Preparate una pastella con farina e un pochino di sale (se ne avete). Aggiungete un po' di latte e montate bene l'impasto per renderlo liscio e senza grumi. Aggiungete infine un uovo sbattuto.
Tagliate il Kreepar a strisce larghe circa un paio di centimetri, ed immergetele nella pastella. Friggete le strisce di Kreepar in abbondante grasso sciolto in padella, finchè non saranno dorate e croccante. Se vi piace, friggete insieme al Kreepar qualche fogliolina di salvia.
E buon appetito!
Ovviamente aveva ragione.
Vi propongo oggi, cari amici, una ricetta deliziosa per sfruttare questi grossi Kreepar scrocchiarelli, così simili alle cavallette di una volta. L'unica differenza è che sono più grossi, più aggressivi... ma il sapore è lo stesso, appena appena più marcato.
Prima di tutto, come procurarsi questi bei Kreepar nutrienti: il mio consiglio è di uscire poco prima dell'alba a cercarli, muniti di grossi e robusti retini, e di qualche mazza. Non andate da soli, mai e per nessuna ragione: ricordate sempre che non si tratta di creature piccole o stupide, ma di bestie in grado di ammazzare una persona, se ci si mettono in 4 o 5.
Una volta recuperati i vostri Kreepar, bisogna privarli delle ali e delle zampette, che non sono commestibili. Dovete togliere anche la testa e le viscere, dove si possono annidare chissà che parassiti. Magari il vostro Kreepar ha appena finito di pasteggiare con un mezzo Risvegliato putrescente... non vorrete mica beccarvi un'intossicazione!
Neanche ve lo sto a dire, ovviamente i Kreepar non si mangiano mai crudi, per nessuna ragione.
Una volta che avrete ripulito ben bene il vostro Kreepar, è il momento di decidere come prepararlo. Oggi voglio proporvi la ricetta del Kreepar fritto, un grande classico di sicuro successo.
Preparate una pastella con farina e un pochino di sale (se ne avete). Aggiungete un po' di latte e montate bene l'impasto per renderlo liscio e senza grumi. Aggiungete infine un uovo sbattuto.
Tagliate il Kreepar a strisce larghe circa un paio di centimetri, ed immergetele nella pastella. Friggete le strisce di Kreepar in abbondante grasso sciolto in padella, finchè non saranno dorate e croccante. Se vi piace, friggete insieme al Kreepar qualche fogliolina di salvia.
E buon appetito!
2 ottobre 516
Giovedì 9 Gennaio 2014
Cucina di emergenza
Chi l'ha detto che i Kreepar non sono buoni da mangiare!
Sono tempi difficili, l'inverno sta arrivando e gli stomaci brontolano. In mezzo a tanta moria, i Kreepar sono sempre di più, e sarebbe un peccato sprecare tanto ben degli Dei solo perchè all'apparenza sembrano bestie un po' sgraziate.
I Kreepar non sono tutti uguali, ciascuno può essere valorizzato in modi particolari, per esaltarne il sapore e la consistenza.
Oggi vi parlerò di quelli che ricordano un po' delle grosse e polpose locuste.
Per prima cosa privateli delle alette e del carapace, staccate le zampe e tenete tutto da parte per farci un buon brodo.
Dopodichè create un fondo con acqua, qualche avanzo di verdura che avete disponibile, aromi come aglio e alloro.
Fate stufare i Kreepar finchè il fondo si sarà ridotto opportunamente, quindi bagnateli con del vino rosso (ammesso che ne abbiate, altrimenti va bene anche birra o qualsiasi altra roba alcolica).
Fate caramellare il vino o la porcheria alternativa che ci avrete messo, in modo che l'esterno del Kreepar risulti abbastanza croccante e dal sapore agro.
Il risultato, ve lo garantisco, tanto più sarete affamati, più vi sembrerà delizioso.
Sono tempi difficili, l'inverno sta arrivando e gli stomaci brontolano. In mezzo a tanta moria, i Kreepar sono sempre di più, e sarebbe un peccato sprecare tanto ben degli Dei solo perchè all'apparenza sembrano bestie un po' sgraziate.
I Kreepar non sono tutti uguali, ciascuno può essere valorizzato in modi particolari, per esaltarne il sapore e la consistenza.
Oggi vi parlerò di quelli che ricordano un po' delle grosse e polpose locuste.
Per prima cosa privateli delle alette e del carapace, staccate le zampe e tenete tutto da parte per farci un buon brodo.
Dopodichè create un fondo con acqua, qualche avanzo di verdura che avete disponibile, aromi come aglio e alloro.
Fate stufare i Kreepar finchè il fondo si sarà ridotto opportunamente, quindi bagnateli con del vino rosso (ammesso che ne abbiate, altrimenti va bene anche birra o qualsiasi altra roba alcolica).
Fate caramellare il vino o la porcheria alternativa che ci avrete messo, in modo che l'esterno del Kreepar risulti abbastanza croccante e dal sapore agro.
Il risultato, ve lo garantisco, tanto più sarete affamati, più vi sembrerà delizioso.
19 maggio 630
Giovedì 19 Maggio 2011
Fagottini alle mele
Care amiche,
oggi vi propongo una ricetta semplicissima e molto golosa, i fagottini di pasta sfoglia alle mele.
Per 4 o 5 fagottini, piuttosto grossi, vi occorre:
- un rotolo di pasta sfoglia già pronta (inutile provare a farla in casa, è complicatissima: e quelle già pronte sono ottime)
- una mela
- 80 grammi di zucchero
- un cucchiaino di succo di limone
- una spolverata di cannella
- un po' di marmellata di albicocche.
Per prima cosa sbucciate la mela e tagliatela a cubettini di un centimetro circa di lato.
Mettete lo zucchero, la mela, il succo di limone e la cannella in una padellina, e sempre girando cuocete per qualche minuto, in modo che lo zucchero si sciolga e la mela si ammorbidisca un po', ma senza spappolarsi.
In ultimo aggiungete un bel cucchiaio di marmellata di albicocche.
Intanto prendete la pasta sfoglia e tagliatene dei pezzi, dei quadrati abbastanza grandi sui 15 centimetri di lato.
Imbottite ciascun quadrato con un paio di cucchiaiate di mela, stando attente a non lasciarci andare troppo liquido, che altrimenti tenderà a uscir fuori.
Chiudete i fagottini e segnateci qualche linea sopra col coltello, delicatamente.
A questo punto con un pennello spennellate il sopra dei fagottini con il liquido di cottura, e spolverizzatelo con zucchero semolato.
Infine infornate per 10-15 minuti in forno già caldo a 220 gradi. Servite tiepido.
E buon appetito!
oggi vi propongo una ricetta semplicissima e molto golosa, i fagottini di pasta sfoglia alle mele.
Per 4 o 5 fagottini, piuttosto grossi, vi occorre:
- un rotolo di pasta sfoglia già pronta (inutile provare a farla in casa, è complicatissima: e quelle già pronte sono ottime)
- una mela
- 80 grammi di zucchero
- un cucchiaino di succo di limone
- una spolverata di cannella
- un po' di marmellata di albicocche.
Per prima cosa sbucciate la mela e tagliatela a cubettini di un centimetro circa di lato.
Mettete lo zucchero, la mela, il succo di limone e la cannella in una padellina, e sempre girando cuocete per qualche minuto, in modo che lo zucchero si sciolga e la mela si ammorbidisca un po', ma senza spappolarsi.
In ultimo aggiungete un bel cucchiaio di marmellata di albicocche.
Intanto prendete la pasta sfoglia e tagliatene dei pezzi, dei quadrati abbastanza grandi sui 15 centimetri di lato.
Imbottite ciascun quadrato con un paio di cucchiaiate di mela, stando attente a non lasciarci andare troppo liquido, che altrimenti tenderà a uscir fuori.
Chiudete i fagottini e segnateci qualche linea sopra col coltello, delicatamente.
A questo punto con un pennello spennellate il sopra dei fagottini con il liquido di cottura, e spolverizzatelo con zucchero semolato.
Infine infornate per 10-15 minuti in forno già caldo a 220 gradi. Servite tiepido.
E buon appetito!





















