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« Preferisco il silenzio dei ghiacci e dei morti al blaterare di alcuni vivi. »
- Cul De Sac -
 
Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 75   commenti totali: 85
107197 visite dal 13/01/2012 (ultima visita il 21/09/2019, 04:18)
21 gennaio 517
Mercoledì 9 Luglio 2014

Ghiaccio sottile



Una casetta con le finestre rivolte al mare. La neve silenziosa d'inverno, il fresco della sera estiva, il profumo delle onde.
Sogni semplici, onesti.

Quando questa guerra sarà finita...

... quando questa guerra sarà finita il fuoco arderà nel caminetto, la casa sarà calda e l'inverno resterà chiuso fuori. Forse sarà il momento di pensare ad una famiglia, al conforto delle persone care.

Perchè un giorno questa guerra finirà e ricorderemo i giorni di sangue e orrore che stiamo vivendo.
Racconteremo di queste interminabili notti gelide ai nostri nipoti.
Ma loro, cresciuti in un tempo di pace, non riusciranno a credere alle nostre parole.

I sogni sono fatti di ghiaccio sottile.

Lo stesso ghiaccio traditore che ha inghiottito davanti ai miei occhi Vince Reiner.

Non chiudere gli occhi, non ti addormentare.
Non ti addormentare. Non abbandonarti ai sogni.

Non fidarti dei sogni.

Fiume ghiacciato - panoramica
scritto da Kailah , 13:04 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
2 gennaio 517
Venerdì 20 Giugno 2014

Via!



"Kailah"
"Papà"
Silenzio.

Sento la disapprovazione, lo sguardo che studia e giudica. I suoi occhi si posano sulle mie cicatrici, sulla fronte, sul collo ancora coperto dalla crosta di sangue rappreso.
Stringo le mani a pugno, perchè non possa vedere quanto sono diventate dure. Non sono più la sua bella e delicata bambolina.
Sono un soldato adesso, appartengo all'esercito di Uryen, non a lui.

Silenzio.

Silenzio. Poi grida, minacce, ordini. Ordini che non ascolterò. Non più, non i tuoi.
Ti ho ubbidito a sufficienza, papà. Hai abusato del rispetto che ti portavo, ora basta.

Un soldato deve ubbidire ai superiori. Sanno gli Dei se rispetto i miei superiori. Dytros mi è testimone, sono pronta a dare la vita in questa guerra. E non significa essere eroi, significa solo fare la propria parte.
Ma non per te, papà: mai più chinerò il capo davanti alle tue ignobili richieste. Mai più.

Alyster Forge pure è qui a Lagos, che bella rimpatriata.

Ce l'ho con lui, certo, per una ragione proprio "epidermica", direi. Ma senz'altro ce l'ho di più con mio padre. Alla fine Alyster ha fatto quel che gli è stato concesso di fare, nè più nè meno. Mio padre... per servilismo e ambizione, ha avuto il coraggio di svendere sua figlia. Che cosa avrà ottenuto poi in cambio lo sa lui.
Spero poco. Credo poco, tutto sommato.

Sono stata fortunata ad aver potuto parlare con Enrik, sono stata fortunata a non venire riconosciuta da nessun altro. Immagino fin troppo bene come sarebbe andato un incontro con mio padre: a che scopo regalare una scenata a tutto il Palazzo della Guardia? Farsi ridere dietro, rendersi anche ridicoli.
Va che gli ho fatto un altro regalo, a quel leccapiedi di papà: gli ho risparmiato di rendersi patetico davanti a tutta Lagos.


scritto da Kailah , 13:11 | permalink | markup wiki | commenti (0)