Cerca nel Sito

NomeKeywordsDescrizioneSezioniVoci correlate

Forum di Myst

 
« "Si attende che giunga Samain" "E chi è?" »
- Medusele e Kailah -
 
Myst Cyclopedia

Il respiro dei sobborghi

[cronaca]
cronaca
Periodo:
dal 21/11/2018
al 29/11/2018
Periodo RPG:
dal 25 novembre 517
al 29 novembre 517
Num. sessioni:
2
Immagine dei sobborghi di Feidelm dopo il tramontoQuindicesima avventura della Campagna di Uryen.
Novembre 517: i membri dell'ex XXIII Plotone, ora VII Plotone dell'Esercito di Uryen, di ritorno da una lunga e pericolosa missione oltre il fiume Traunne (vedi la cronaca: Il Canto della Sirena), vengono assegnati ad un incarico di scorta: devono accompagnare il fratello del Burgravio di Uryen, Ser Dominik Vorsel, nella città di Feidelm.
Master Annika.

In viaggio verso Feidelm

La mattina del 25 novembre 517 i membri dell'appena ricostituito VII Plotone dell'Esercito di Uryen, Sven Herzog, Engelhaft Todenehmer, Bohemond D'Arlac, Colin Tarr e Vodan Thorn, raggiungono la piazza principale di Uryen da cui sta per partire la carovana che accompagnerà Sir Dominik Vorsel a Feidelm. Hanno appena fatto rifornimento, recuperato armi, cavalli, ed il Sacerdote anche un antico aspersorio in bronzo.
Chiacchierando con Vodan, dopo tanto tempo finalmente riunito ai compagni, Engelhaft si affretta a raccontargli l'incontro con "gli amici tuoi elsenoriti". Racconta del Principe e degli altri partecipanti alla spedizione, e delle tante avventure vissute insieme.
"Amici?" commenta Vodan dubbioso.
"Ah siamo diventati amici, soprattutto Kailah!" risponde il prete.
"Ecco che la storia diventa più divertente, già mi stavo per annoiare..." commenta Vodan. "Comunque una cosa... in generale quelli non sono tecnicamente amici miei.... ci hanno fatto il culo e cacciato nell'Ongelkamp... io non porto rancore ma ti avverto, quando ti troverai in un Ongelkamp e dirai a qualcuno di Nuova Lagos che quelli sarebbero amici suoi.... non è detto che la prenderà bene".
Arrivati in piazza, fanno conoscenza col capo della carovana, Messer Jacob Marley, un ometto robusto e volitivo, e con gli altri partecipanti alla spedizione.
Il primo incontro con Ser Dominik non è dei più solenni. Il fratello del Dominus infatti, dopo aver salutato affettuosamente la moglie Sissy e i due figlioletti, fa per salire in carrozza ma scivola dal gradino e cade per terra un po' goffo.
Subito il Caporale Engelhaft accorre in suo soccorso. Si presenta e chiede di poter aiutare.
"Sono un medico, fatemi controllare"
"Non è niente, ho solo dato una sederata" minimizza Ser Dominik.
"Mi faccia controllare, potrebbe essersi ferito..." insiste il Caporale.
"Ma no, grazie... non c'è niente da controllare sul mio fondoschiena" scherza il nobilotto, che sale un po' zoppicando in carrozza dopo un veloce giro di presentazioni.
La carovana è composta da quattro carri, due merci e due passeggeri: alcune casse di legno inchiodate vengono caricate e trasportano per lo più pellicce e pesce essiccato. Oltre a Ser Dominik viaggiano due mercanti ed un borghese pagante, quattro uomini di scorta e quattro carrettieri.

Le cautele non sono mai troppe

Il viaggio inizia all'insegna della tranquillità. Cade una neve leggera, non c'è vento, la temperatura è rigida ma non polare.
Ser Dominik viaggia in una delle due carrozze passeggeri, insieme ad un mercante e al borghese pagante, tal Reginald Sedan.
"Non mi piace che il fratello del Burgravio viaggi insieme ad altri passeggeri" dice Engelhaft ai suoi compagni in un momento di sosta. "Potrebbe essere preso in ostaggio, rapito... o peggio!"
"Sta tranquillo, non succederà nulla di male" lo tranquillizza bonario Bohemond. "Sarà una passeggiata, vedrai"
"Sarebbe meglio chiedere che viaggi da solo, in modo da non correre rischi" insiste Engelhaft.
"Non rompiamo subito le scatole a messer Marley... magari possiamo fare che uno di noi stia in carrozza insieme a lui?" suggerisce Sven.
La soluzione piace a Engelhaft.
"Abbiamo pensato che viaggerò insieme a voi in carrozza" comunica quindi il Caporale a Ser Dominik. "Così vigilerò sulla vostra sicurezza"
"Perfetto, mi fa piacere, così ci teniamo più caldo...." commenta il nobilotto per nulla preoccupato.

Un ospite inatteso

E' il tramonto quando due cavalli provenienti da Nord raggiungono le retrovie della carovana. Si tratta di un postiglione di scorta ad una donna che vuole unirsi al viaggio.
Istintivamente la reazione di Messer Jacob Marley e dei suoi uomini è sospettosa, fino a quando Ser Dominik non dichiara di conoscere la donna e che è intenzionato ad accoglierla sulla carovana.
Engelhaft è molto inquieto per la presenza della sconosciuta, che si presenta come Aubrey De Vere. La giovane siede nella stessa carrozza di Ser Dominik e, anche se i due non scambiano che poche parole, Engelhaft è in grado di intuire che tra loro dev'esserci una conoscenza profonda: quale sia la natura dei loro rapporti è tuttavia misterioso. Anche Bohemond si sofferma a osservare il volto di Ser Dominik, leggendo nel suo sguardo sorpresa e una certa preoccupazione.

Notte presso la Torre Undici

La prima notte di viaggio si trascorre presso la Torre Undici, nelle cui adiacenze è stato costruito un edificio di supporto alle carovane, con stanze, stalle e un magazzino.
Al momento di distribuire le stanze, ponendosi il problema della nuova arrivata, Ser Dominik cede di buon grado alla donna la stanza singola a cui avrebbe avuto diritto, e si appresta a dormire nella stessa camerata della sua scorta.
"Facciamo comunque i turni di guardia" suggerisce Engelhaft ai compagni.
"Siamo in una struttura protetta, recintata e sorvegliata da un Plotone dell'Esercito" commenta Sven.
"Non temo una minaccia esterna.... ma interna" insiste Engelhaft.
Quando, di lì a breve, Bohemond comunica a Ser Dominik che per tutta la notte si daranno il cambio nella veglia, il nobile è sorpreso.
"E' il nostro lavoro, ci pagano per questo" risponde Bohemond. "E che non si dica che l'esercito non è solerte".
Tutti vanno a dormire e uno a turno veglia.
E' ancora presto, il primo turno di guardia, quando Vodan coglie stralci di una conversazione dalla stanza accanto,dove dormono Messer Jacob Marley e la sua scorta, con gli altri due mercanti della carovana.
Mercante di pellicce: “Secondo me lui lo sapeva benissimo che sarebbe arrivata”
Mercante di pesce essiccato: “Pensi che sia la sua amante?”
Jacob Marley: “Che schifo, lascia a Uryen la moglie e i ragazzini… certa gente proprio non si merita le fortune che ha. Ma vedrai ora che conto salato gli presento. Mo’ vedi come gli calmo i bollenti spiriti”
Mercante di pesce essiccato: “Non ha scelta, deve pagare. Altrimenti chissà che un uccellino non vada a raccontare certe storie alla moglie”
Jacob Marley: (risate) “Chissà che non accada in ogni caso!”
Mercante di pesce essiccato: “Ma no, ma spremilo. Che te ne importa con chi se la fa. Secondo me se te lo cucini bene e magari poi te lo fai anche amico…”
Per il resto la notte passa tranquilla.

Tappa presso la fattoria del Vecchio Epping

Il 26 novembre, secondo giorno di viaggio, i nostri attraversano una campagna fredda e monotona verso le alture di Dossler. A momenti nevica, a momenti pioviscola, la temperatura è fredda ma non troppo. A metà giornata si scorgono le luci di una grande fattoria fortificata in lontananza, per il resto l’ambiente è spoglio.
La carovana si ferma per la seconda notte in una zona spesso utilizzata per degli accampamenti, nei pressi di alcuni ruderi di una grande fattoria distrutta durante la guerra e che in prospettiva si intende riadattare a stazione di posta. Era la fattoria del vecchio Epping. Ci sono tracce di passaggio di un’altra carovana piuttosto di recente, niente di più. In lontananza si scorgono le alture di Dossler, avvolte dalla foschia.

Sosta a Dossler

Il 27 novembre i nostri risalgono le colline verso Dossler, dove arrivano poco dopo pranzo, prima che faccia buio. Il villaggio è animato, pieno di luci, c’è vita e calore.
I nostri prendono alloggio nella locanda “Il Cacciatore”, già conosciuta. L’oste, Aldman Pugh, è un cacciatore della zona, molto accogliente e non vede l’ora di mostrare il Kroc impagliato appeso alla parete. Per cena c’è vermouth al rabarbaro, pasticcio di carne, patate con salsa alla panna acida.
Dopo due giorni in cui a stento Sir Dominik e Lady Aubrey si sono rivolti la parola, qui a Dossler vogliono andare a fare un giro da soli insieme per il mercato.
Engelhaft dice agli altri che è necessario sorvegliare la coppia durante la passeggiata, anche se i compagni non lo ritengono necessario e anzi un po' prendono in giro il prete per la sua solerzia.
Sir Dominik insiste con i suoi soldati di non aver bisogno di alcuna scorta, ma alla fine Engelhaft e Bohemond, discretamente, gli vanno dietro: i due passeggiano chiacchierando a bassa voce, guardano le botteghe, si recano alla sartoria dove fanno un po' di acquisti.
Anche i mercanti non stanno con le mani in mano e vanno a fare affari. In tarda serata un paio di casse vengono aggiunte al carico (marmellate di rabarbaro e uva spina).
Ed arriva il momento di decidere se fare turni di guardia per la notte o no.
"Se Barun gli ha dato una scorta... ci sarà un motivo. La ragazza potrebbe provare a rapirlo o assassinarlo..." ipotizza Engelhaft.
"Se deve succedere meglio se succede subito" dice Sven parlando del sicario notturno temuto da Engelhaft.
"Ma questo è uno grosso, fratelo del burgravio" insiste Engelhaft: "potrebbe servire a ricattare il burgravio che sta per firmare una pace molto importane..."
"Cazzate" dice Sven.
"Vabe siamo due caporali contro uno, quindi stanotte si dormirà" si rassegna Engelhaft.

Notte a Dieck

Il mattino del 28 novembre viene lasciata Dossler piuttosto presto. Il clima è ostile, non nevica ma c’è un forte vento gelido che rende l’avanzata faticosa. Da qui la strada verso Sud è più battuta rispetto a quella verso Nord: il percorso della strada è tracciato e senza neve, ci sono i segni di passaggio di quotidiane carovane. Da qui in giù si ha la sensazione del ritorno nella “civiltà”.
Per la notte la carovana si ferma in una piccola stazione di posta in costruzione, presso l’abitato di Dieck. Lungo la strada a Est si scorgerebbe il limitare del Cariceto di Amedran in lontananza, se non fosse per la foschia.
Non essendo ultimato il cantiere della stazione di posta, i membri della carovana vengono ospitati in varie strutture separate tra loro. I soldati di Uryen stanno nella stessa grande casa dove dorme Ser Dominik (la casa di Messer Maypole, il capo del villaggio). Lady Aubrey anche è alloggiata nella stessa casa, nella stanza delle figlie di Messer Maypole. Gli altri sono divisi tra varie dimore private.

Alla locanda di Weizenfeld

Il quinto giorno, 29 novembre, procede senza sorprese, noioso, attraverso una campagna silenziosa e coperta di neve che però, da muretti a secco, molti edifici e fattorie, luci e passaggio di uomini e truppe, si mostra come una zona intensamente popolata e coltivata. Chiaramente d’inverno le attività sono molto rallentate, non c’è quasi nessuno nei campi.
La quinta notte si dorme nel villaggio di Weizenfeld, un abitato che sorge proprio al centro della campagna. A Weizenfeld è stata aperta da poco una locanda, per adesso usata quasi esclusivamente dall’esercito di passaggio, che si chiama informalmente “Il Ghigno in Faccia” in onore di un leggendario impiccato che per settimane ha mostrato il suo ghigno mezzo congelato spaventando i visitatori. Ci sono parecchie persone in serata, per lo più gente del paese e signore intente a lavorare ad alcuni grandi telai appoggiati alla parete.
Dopo cena se ne tornano tutti alle proprie case e la locanda resta quasi deserta.
Engelhaft chiede a Ser Dominik se serve una scorta per la notte visto che non ci sono misure di sicurezza in locanda.
"Fate voi, io non me ne intendo. Decidete voi che siete del mestiere" dice il Ser.
"E' bello che abbia rispetto della nostra professionalità" dice Vodan.
"Qualsiasi cosa succeda è nostra resposabiltià " dice Engelhaft.
"Non è cambiato neinte nei termini dei rischi" dice Bohemond.
"Qui c'è un catenaccetto ridicolo, città senza mura e locanda deserta" dice Engelhaft.
"Questa landa ha avuto problemi seri di brigantaggio ma sono stati debellati brutalmente dall'esercito del burgravio" dice Bohemond.
"Perchè non volete lavorare?" si spazientisce Engelhaft.
"Ci sono pattuglie dell'esercito che presidiano la strada..." dice Bohemond.
"Che portano strane pattuglie di prigionieri..." dice Engelhaft. "Qui è tutto deserto... bisogna proteggereil nostro Ser."
Vodan si offre di fare turni di guardia nella sala comune, va giù e si sistema vicino al focolare promettendo che dopo qualche ora sveglierà Engelhaft per farsi dare il cambio. Invece si addormenta e riposa fino al mattino.
Quando infine va da Engelhaft, questi è irritato: "puoi pure dirmi che non lo vuoi fare ma se mi dici che lo vuoi fare poi lo devi fare".
E il viaggio prosegue.

Ingresso a Feidelm

La carovana riparte lentamente verso Sud.
Avvicinandosi a Feidelm la campagna è sempre più abitata, da Weizenfeld verso Sud è tutto un continuo di corti contadine. La strada è tranquilla, pulita dalla neve, anche il clima è più mite perché si sente il benefico influsso del mare.
Poco prima di arrivare in città, è quasi l'imbrunire, il Capo della Carovana rivolge un breve discorsetto agli uomini della scorta. Spiega che per entrare a Feidelm bisogna attraversare un tratto di Ongelkamp e c'è il rischio che un numero variabile di morti di fame provi a rallentare i carri per riuscire a rubacchiare qualcosa.
"La regola è menate tranquillissimi, senza proprio farvi problemi" spiega Marley. "Menate il primo subito tanto, così si tranquillizzano gli altri e se ne vanno."
"Solo un cojone si mette a rubare il baccalà in mezzo a 10 soldati" dice Vodan.
"Dipende quanta fame hai" commenta Engelhaft".
Nel giro di poco la carovana inizia ad addentrarsi tra le baracche, che si fanno sempre più fitte e accatastate l'una sull'altra. Un gruppetto di ragazzini si fa vedere e poi scappa via, sembra tutto tranquillo.
D'un tratto si sente un gran tonfo: è un trave di legno e pezzi di baracca che sono stati fatti franare di proposito sulla strada, per rendere impossibile il passaggio del carro. Subito dopo un gran numero di straccioni esce dalle ombre e prova ad avvicinarsi alla carovana, con le guardie che hanno un gran daffare per tenere tutti a distanza.
All'interno della carrozza di Ser Dominik, Engelhaft è molto teso: vede che il nobilotto inizia a caricare la sua balestra e si affaccia di fuori a guardare.
"Impiegate piuttosto questo tempo per armaturarvi" consiglia.
"Non ce l'ho l'armatura" risponde Ser Dominik.
"Almeno allontanatevi dal finestrino!" insiste Engelhaft, e spinge delicatamente via Ser Dominik. Proprio nello stesso istante una spada penetra nel finestrino e ferisce Engelhaft al braccio. Ser Dominik è senza parole. "Grazie... mi avete salvato la vita" commenta.
"Al riparo!" insiste Engelhaft, predendo la balestra già carica. Ma quando osserva la spada caduta all'interno della carrozza, ha un moto di sorpresa: si tratta della spada di Bohemond, che è sfuggita di mano al Paladino mentre provava ad usarla per scacciare gli assalitori (3-3-3).
Ser Dominik si china a proteggere Lady Aubrey, facendole scudo col suo corpo. Engelhaft tira un colpo di balestra e colpisce un assalitore che provava a sganciae un cavallo. Sven e Vodan, dal canto loro, non perdono tempo: tirano fendenti di piatto ad alcuni che provano ad arrampicarsi sui carri, tenendoli a distanza.
Anche Bohemond, superato il primo momento di imbarazzo, estrae la daga e si dà da fare.
Colin prova ad allontanare alcuni pezzenti, ma viene raggiunto al petto da una pietra scagliata con grande violenza (0-0-0). Vede alcuni che stanno provando ad infilarsi sotto al carretto. Altri si arrampicano puntando ai bagagli sopra le carrozze.
Mentre il capo carovana e un paio di uomini si affannano a liberare la carreggiata, tutte le guardie sono impegnatissime a scacciare i numerosi poveracci: molti ne feriscono, altri vengono messi in fuga dalle minacce, solo pochi riescono a recuperare qualcosa e a fuggire a mani piene: uno recupera un bauletto dalla carrozza di Messer Marley, un altro riesce a rubarsi delle marmellate e si dà alla fuga.
Infine la carovana riparte e gli ultimi assalitori vengono messi in fuga, più o meno malconci.

Serata libera

I nostri faticosamente raggiungono il centro della città di Feidelm. La carovana si separa nella zona del Mercato Nuovo (Borgo di Mezzanotte), dove Colin si prende cura di Engelhaft ferito e Ser Dominik tratta col mercante: il nobiluomo è contrariato, perchè senza la sua scorta personale la carovana sarebbe stata nei guai. Invece di scusarsi, Marley fa strani e velati discorsi sul valore della riservatezza, e dopo una breve quanto ambigua contrattazione, alla fine viene pagato quanto pattuito inizialmente.
Ser Dominik si fa scortare in centro città, in un palazzetto dove sarà ospitato insieme a Lady Aubrey. In piazza il lampionaio sta accendendo i lampioni. Dopo i saluti di rito ed i calorosi ringraziamenti di Ser Dominik al Caporale Engelhaft, i nostri vengono accompagnati alla lussuosa locanda La Brocca di Giada.
Qui possono cenare e trascorrere una notte tranquilla, prima di prendere servizio l'indomani nella Guardia cittadina.
"Ragioniamo di un fatto. Siamo in un momento di interregno tra una missione e l'altra. Quindi stasera... scassiamo tutto. Questa locanda non è adatta, io suggerisco di andare in un posto più malfamato..." suggerisce Sven.
Tutti intanto si siedono e cenano abbondantemente.
"La brandivo come un Ummarita... e mi è sfuggita di mano" dice Bohemond recuperando la spada da Engelhaft. Poi il Paladino vede degli aranci, che non vedeva dai tempi della giovinezza, e si complimenta con l'oste, il quale spiega che è un carico di frutta esotica proveniente da Amer.
Sven insiste che vorrebbe un teatro, qualche concerto... "questa locanda è noiosissima", commenta.
Bohemond chiede consiglio all'oste, che suggerisce di fare una passeggiata sul lungomare sotto il castello, una zona piacevole e tranquilla. Bohemond propone ai compagni di andare al porto con pochi soldi e poco ferro. Sven è d'accordo, tolgono le armature e portano solo qualche daga.
"Mi spiegate che stiamo facendo?" chiede Engelhaft.
"Andiamo a sorvegliare il porto".
"Io rimando in locanda" dice Engelhaft, e poco dopo sale in stanza, recita le preghiere e si mette a dormire. Gli altri escono.

Passeggiata serale al Porto

Lasciata la zona centrale di Feidelm, tranquilla e bene illuminata, i nostri si avventurano nel quartiere del Borgo di Levante, non distante dal porto. Qui si incuriosiscono di una strana insegna che raffigura un cinghiale. Non sembra una locanda, non è chiaro di cosa si tratti.
Vodan bussa.
"Questo cinghiale cosa mi rappresenta?" domanda Vodan a un tizio che si affaccia dal piano di sopra.
"Siete nuovi, cretini?"
"No, siamo cretini di vecchio corso" dice Sven.
Dopo un breve scambio di salamelecchi, si capisce che il Nido dei Cinghiali è una sede della gurdia, con una piccola cella annessa. Saluti, e i nostri proseguono verso il porto. Oltrepassano una piazza disordinata con strana segatura forse insanguinata per terra, poi scambiano due chiacchiere con un poveraccio raffreddato e indirizzito che fa la guardia ai moli, scaldandosi un po' presso un fuocherello. "Se poi mi portate un po' di vino caldo... ve ne sarei riconoscente"

Compleanno alla Barca Rossa

Finalmente si aprono al gruppo le porte della locanda della Barca Rossa, un locale grande e affollato, pieno di musica sgangherata e di confusione. I nostri si accomodano a un tavolo e l'ostessa malvissuta porta una brocca di vino caldo.
Con una scusa, Vodan si avvicina all'ostessa e le dice che è il compleanno del suo amico (indicando Bohemond) e che vorrebbe regalargli qualcosa di speciale, una compagnia per la serata.
"Ti senti spiritoso o generoso?" domanda l'ostessa.
"Spiritoso, ma anche un po' generoso. Più bella fuori che..." dice Vodan.
"Perfetto, ho quel che fa per te. Dammi due ramelle".
Vodan torna al tavolo dai compagni, tutti allegri che chiacchierano e si godono l'atmosfera. Dopo poco una persona dai vistosi capelli biondi e un abito colorato si siede sulle ginocchia di Bohemond e prova a baciarlo.
Bohemond schiva il bacio, deviandolo sulla guancia, in tempo per rendersi conto che il baciatore si tratta di un uomo.
"Non lo vuoi un bacino di compleanno?" domanda il tizio.
"Io sono fidanzato, non prendertela a male" risponde Bohemond.
"E' fidanzato col caporale Engelhaft, che è molto geloso..." spiega Sven.
Dopo un po' Vodan torna dall'ostessa e le chiede qualcosa di meglio per il suo amico. Nel giro di poco una ballerina si presenta al tavolo e, con un po' di complimenti, invita Bohemond a ballare.
Lui non si fa pregare e tutti si avvicinano agli sgangherati percussionisti, per fare quattro salti. Nessuno se lo aspettava, Bohemond balla divinamente.
"Certo se fossi altrettanto bravo a tenere la spada come a ballare..." dice Sven.

Notte in guardina per Vodan

Usciti dalla locanda, i nostri portano un boccale di vino caldo al tizio infreddolito vicino alle navi. Lui ringrazia, molto riconoscente.
Vodan ne approfitta per chiedere notizie sul Nido dei Cinghiali.
"Vai lì denunci un furto e ti sbattono in galera a te", risponde il tizio.
Vodan si innamora dell'idea di mettere alla prova questa cosa. Si presenta al Nido dei Cinghiali, bussa per denunciare un furtarello.
Il tizio alla finestra ascolta, ma non sembra prenderlo troppo sul serio.
"Avevo pagato l'ostessa della Barca Rossa per una compagnia per il mio amico che fa il compleanno... e lei ha mandato un uomo! Un maschio!" spiega Vodan.
"Che cretino, sei proprio stupido".
Vodan insiste, l'altro perdura nel chiamarlo cretino. Lo scambio di provocazioni prosegue, finchè Vodan si fa aprire la porta, volano un paio di sganassoni ed un'altra guardia, ben più anziana, si alza, stancamente tira una poderosa mazzata al braccio del facinoroso Vodan e lo riduce a miti consigli.
Vodan viene invitato senza troppi complimenti a trascorrere la notte nella cella del Nido dei Cinghiali, mentre gli altri tornano alla locanda, un po' perplessi.
Alla fine Vodan riesce anche a fare amicizia con la vecchia guardia, l'anziano Artemus Lockhart, con il quale fa qualche giro a carte, fino a che arriva un altro ubriaco con cui dividere la cella, e si fa ora di dormire.
Gli altri, andando in locanda, si interrogano se parlarne subito con Engelhaft o aspettare il mattino.
Bohemond: "senti, a Engelhoft lie lo diciamo adesso o domattina?"
Sven: "meglio subito così non dorme bene"
Alla fine però decidono di aspettare e vanno anche loro a letto.

Entrata in servizio

Il mattino del 1 dicembre i nostri si svegliano di buon'ora nella locanda migliore di Feidelm, accompagnati dal buon profumo della colazione.
Engelhaft si accorge dell'assenza di Vodan e chiede cosa sia accaduto.
"Vodan è gradito ospite delle guardie del nido del cinghiale", spiega Bohemond.
"Cioè è stato arrestato?"
"Sì... ha attaccato briga con le guardie..."
"Beh, è un cretino" commenta Engelhaft, e fa un predicozzo a Bohemond sull'importanza di essere responsabili e non cacciarsi nei guai, andando in giro di notte per quartieri malfamati.
"Ma era il suo compleanno!" interviene Sven. Bohemond scoppia a ridere.
"Ti sei baciato in pubblilco con una ballerina?" si meraviglia Engelhaft.
"Magari una ballerina, era un uomo! Ma è stato un bacio rubato" dice Bohemond. Sven finge di credere alla storia del compleanno e insiste. "D'altronde, era il tuo compleanno..."
"No, è una puttanata, sono nato a febbraio..." dce Bohemon. "Ma sono stati svaghi tutto sommato innocenti"
"E' tutto così volgare" sospira Engelhaft.
Sven e Bohemond vanno a recuperare Vodan al Nido dei Cinghiali. Lo riportano alla locanda dopo che Artemus gli ha dato un po' di uova strapazzate.

Al palazzo della Guardia

I nostri si presentano alla Caserma del Battaglione Graef dell'Esercito di Feidelm, che si trova nel Borgo Vecchio, in un grosso edificio a ridosso delle mura.
Qui incontrano il Sergente Elden Page, che comanda i Plotoni IV, V e VI della Compagnia Humbolt. Consegnano una malleveria di Ser Dominik. Già prima che i nostri siano ammessi alla sua presenza, si sente la voce da dietro la porta che protesta per delle forniture inadeguate di vestiti invernali.
Elden Page ha una quarantina d'anni, un po' di barbetta, aria burbera, brontolona. Tiene la finestra aperta nel suo piccolo ufficio, che è effettivamente gelido.
“Bene arrivati. Se ho capito bene vi tratterrete per l’inverno qui a Feidelm, ottimo. Abbiamo proprio bisogno di rinforzare un Plotone che, recentemente, ha subito alcune perdite. Abbiamo sempre tanto da fare... un continuo. Vi diranno che le altre Compagnie svolgono ruoli delicati, le mandano in missione fuori città... ma io vi dico che è proprio il nostro impegno a mantenere questa città vivibile. In tre Plotoni facciamo il lavoro di dieci Plotoni, ve lo dico io... è una città piena di gentaccia, di sbandati e balordi, ed è solo grazie al nostro impegno che le persone per bene ancora possono campare.
Sarete inquadrati nel IV Plotone. Qual è il vostro grado nell’Esercito di Uryen? Molto bene. A capo del IV Plotone abbiamo un Caporale, Jacob. Anche se è pari grado ad alcuni di voi, consideratelo vostro superiore.
Ora, non lo so come vi siete guadagnati i gradi, su a Nord. C'è gente che racconta storie fantasiose sui problemi di quelle zone, ma a me interessa meno di zero. Mostri, non mostri, morti che camminano... problemi loro. Noi qui abbiamo già abbastanza grane. Quindi... io non vi conosco, magari è un avvertimento inutile, ma ve lo do lostesso: non vi pensate che arrivate qua e fate i superiori solo perchè avete visto qualche scarafaggio grosso come un cane, o roba simile. Qua si seguono le regole, si rispettano le procedure. Questo è quanto".
Il Sergente Elden Page fa accompagnare il gruppo al Nido dei Cinghiali, dove si trovano gli altri membri del IV Plotone.

Al Nido dei Cinghiali in veste ufficiale

Una volta tornati al Nido dei Cinghiali, i nostri fanno conoscenza dei loro nuovi compagni:
Creata il 22/11/2018 da Annika (2145 voci inserite). Ultima modifica il 13/12/2018.
142 visite dal 22/11/2018, 13:44 (ultima visita il 13/12/2018, 15:26) - ID univoco: 4277 [copia negli appunti]
[Genera PDF]