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Il respiro dei sobborghi - Elenco versioni

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Il respiro dei sobborghi - versione del 22/11/2018, 13:44

[cronaca]
Quindicesima avventura della Campagna di Uryen.
Novembre 517: i membri dell'ex XXIII Plotone, ora VII Plotone dell'Esercito di Uryen, di ritorno da una lunga e pericolosa missione oltre il fiume Traunne (vedi la cronaca: Il Canto della Sirena), vengono assegnati ad un incarico di scorta: devono accompagnare il fratello del Burgravio di Uryen, Ser Dominik Vorsel, nella città di Feidelm.
Master Annika.
indice dei contenuti

In viaggio verso Feidelm

La mattina del 25 novembre 517 i membri dell'appena ricostituito VII Plotone dell'Esercito di Uryen, Sven Herzog, Engelhaft Todenehmer, Bohemond D'Arlac, Colin Tarr e Vodan Thorn, raggiungono la piazza principale di Uryen da cui sta per partire la carovana che accompagnerà Sir Dominik Vorsel a Feidelm. Hanno appena fatto rifornimento, recuperato armi, cavalli, ed il Sacerdote anche un antico aspersorio in bronzo.
Chiacchierando con Vodan, dopo tanto tempo finalmente riunito ai compagni, Engelhaft si affretta a raccontargli l'incontro con "gli amici tuoi elsenoriti". Racconta del Principe e degli altri partecipanti alla spedizione, e delle tante avventure vissute insieme.
"Amici?" commenta Vodan dubbioso.
"Ah siamo diventati amici, soprattutto Kailah!" risponde il prete.
"Ecco che la storia diventa più divertente, già mi stavo per annoiare..." commenta Vodan. "Comunque una cosa... in generale quelli non sono tecnicamente amici miei.... ci hanno fatto il culo e cacciato nell'Ongelkamp... io non porto rancore ma ti avverto, quando ti troverai in un Ongelkamp e dirai a qualcuno di Nuova Lagos che quelli sarebbero amici suoi.... non è detto che la prenderà bene".
Arrivati in piazza, fanno conoscenza col capo della carovana, Messer Jacob Marley, un ometto robusto e volitivo, e con gli altri partecipanti alla spedizione.
Il primo incontro con Ser Dominik non è dei più solenni. Il fratello del Dominus infatti, dopo aver salutato affettuosamente la moglie Sissy e i due figlioletti, fa per salire in carrozza ma scivola dal gradino e cade per terra un po' goffo.
Subito il Caporale Engelhaft accorre in suo soccorso. Si presenta e chiede di poter aiutare.
"Sono un medico, fatemi controllare"
"Non è niente, ho solo dato una sederata" minimizza Ser Dominik.
"Mi faccia controllare, potrebbe essersi ferito..." insiste il Caporale.
"Ma no, grazie... non c'è niente da controllare sul mio fondoschiena" scherza il nobilotto, che sale un po' zoppicando in carrozza dopo un veloce giro di presentazioni.
La carovana è composta da quattro carri, due merci e due passeggeri: alcune casse di legno inchiodate vengono caricate e trasportano per lo più pellicce e pesce essiccato. Oltre a Ser Dominik viaggiano due mercanti ed un borghese pagante, quattro uomini di scorta e quattro carrettieri.

Le cautele non sono mai troppe

Il viaggio inizia all'insegna della tranquillità. Cade una neve leggera, non c'è vento, la temperatura è rigida ma non polare.
Ser Dominik viaggia in una delle due carrozze passeggeri, insieme ad un mercante e al borghese pagante, tal Reginald Sedan.
"Non mi piace che il fratello del Burgravio viaggi insieme ad altri passeggeri" dice Engelhaft ai suoi compagni in un momento di sosta. "Potrebbe essere preso in ostaggio, rapito... o peggio!"
"Sta tranquillo, non succederà nulla di male" lo tranquillizza bonario Bohemond. "Sarà una passeggiata, vedrai"
"Sarebbe meglio chiedere che viaggi da solo, in modo da non correre rischi" insiste Engelhaft.
"Non rompiamo subito le scatole a messer Marley... magari possiamo fare che uno di noi stia in carrozza insieme a lui?" suggerisce Sven.
La soluzione piace a Engelhaft.
"Abbiamo pensato che viaggerò insieme a voi in carrozza" comunica quindi il Caporale a Ser Dominik. "Così vigilerò sulla vostra sicurezza"
"Perfetto, mi fa piacere, così ci teniamo più caldo...." commenta il nobilotto per nulla preoccupato.

Un ospite inatteso

E' il tramonto quando due cavalli provenienti da Nord raggiungono le retrovie della carovana. Si tratta di un postiglione di scorta ad una donna che vuole unirsi al viaggio.
Istintivamente la reazione di Messer Jacob Marley e dei suoi uomini è sospettosa, fino a quando Ser Dominik non dichiara di conoscere la donna e che è intenzionato ad accoglierla sulla carovana.
Engelhaft è molto inquieto per la presenza della sconosciuta, che si presenta come Aubrey De Vere. La giovane siede nella stessa carrozza di Ser Dominik e, anche se i due non scambiano che poche parole, Engelhaft è in grado di intuire che tra loro dev'esserci una conoscenza profonda: quale sia la natura dei loro rapporti è tuttavia misterioso. Anche Bohemond si sofferma a osservare il volto di Ser Dominik, leggendo nel suo sguardo sorpresa e una certa preoccupazione.

Notte presso la Torre Undici

La prima notte di viaggio si trascorre presso la Torre Undici, nelle cui adiacenze è stato costruito un edificio di supporto alle carovane, con stanze, stalle e un magazzino.
Al momento di distribuire le stanze, ponendosi il problema della nuova arrivata, Ser Dominik cede di buon grado alla donna la stanza singola a cui avrebbe avuto diritto, e si appresta a dormire nella stessa camerata della sua scorta.
"Facciamo comunque i turni di guardia" suggerisce Engelhaft ai compagni.
"Siamo in una struttura protetta, recintata e sorvegliata da un Plotone dell'Esercito" commenta Sven.
"Non temo una minaccia esterna.... ma interna" insiste Engelhaft.
Quando, di lì a breve, Bohemond comunica a Ser Dominik che per tutta la notte si daranno il cambio nella veglia, il nobile è sorpreso.
"E' il nostro lavoro, ci pagano per questo" risponde Bohemond. "E che non si dica che l'esercito non è solerte".
Tutti vanno a dormire e uno a turno veglia.
E' ancora presto, il primo turno di guardia, quando Vodan coglie stralci di una conversazione dalla stanza accanto,dove dormono Messer Jacob Marley e la sua scorta, con gli altri due mercanti della carovana.
Mercante di pellicce: “Secondo me lui lo sapeva benissimo che sarebbe arrivata”
Mercante di pesce essiccato: “Pensi che sia la sua amante?”
Jacob Marley: “Che schifo, lascia a Uryen la moglie e i ragazzini… certa gente proprio non si merita le fortune che ha. Ma vedrai ora che conto salato gli presento. Mo’ vedi come gli calmo i bollenti spiriti”
Mercante di pesce essiccato: “Non ha scelta, deve pagare. Altrimenti chissà che un uccellino non vada a raccontare certe storie alla moglie”
Jacob Marley: (risate) “Chissà che non accada in ogni caso!”
Mercante di pesce essiccato: “Ma no, ma spremilo. Che te ne importa con chi se la fa. Secondo me se te lo cucini bene e magari poi te lo fai anche amico…”
Per il resto la notte passa tranquilla.

Tappa presso la fattoria del Vecchio Epping

Il 26 novembre, secondo giorno di viaggio, i nostri attraversano una campagna fredda e monotona verso le alture di Dossler. A momenti nevica, a momenti pioviscola, la temperatura è fredda ma non troppo. A metà giornata si scorgono le luci di una grande fattoria fortificata in lontananza, per il resto l’ambiente è spoglio.
La carovana si ferma per la seconda notte in una zona spesso utilizzata per degli accampamenti, nei pressi di alcuni ruderi di una grande fattoria distrutta durante la guerra e che in prospettiva si intende riadattare a stazione di posta. Era la fattoria del vecchio Epping. Ci sono tracce di passaggio di un’altra carovana piuttosto di recente, niente di più. In lontananza si scorgono le alture di Dossler, avvolte dalla foschia.

Sosta a Dossler

Il 27 novembre i nostri risalgono le colline verso Dossler, dove arrivano poco dopo pranzo, prima che faccia buio. Il villaggio è animato, pieno di luci, c’è vita e calore.
I nostri prendono alloggio nella locanda “Il Cacciatore”, già conosciuta. L’oste, Aldman Pugh, è un cacciatore della zona, molto accogliente e non vede l’ora di mostrare il Kroc impagliato appeso alla parete. Per cena c’è vermouth al rabarbaro, pasticcio di carne, patate con salsa alla panna acida.
Dopo due giorni in cui a stento Sir Dominik e Lady Aubrey si sono rivolti la parola, qui a Dossler vogliono andare a fare un giro da soli insieme per il mercato.
Engelhaft dice agli altri che è necessario sorvegliare la coppia durante la passeggiata, anche se i compagni non lo ritengono necessario e anzi un po' prendono in giro il prete per la sua solerzia.
Sir Dominik insiste con i suoi soldati di non aver bisogno di alcuna scorta, ma alla fine Engelhaft e Bohemond, discretamente, gli vanno dietro: i due passeggiano chiacchierando a bassa voce, guardano le botteghe, si recano alla sartoria dove fanno un po' di acquisti.
Anche i mercanti non stanno con le mani in mano e vanno a fare affari. In tarda serata un paio di casse vengono aggiunte al carico (marmellate di rabarbaro e uva spina).
Ed arriva il momento di decidere se fare turni di guardia per la notte o no.
"Se Barun gli ha dato una scorta... ci sarà un motivo. La ragazza potrebbe provare a rapirlo o assassinarlo..." ipotizza Engelhaft.
"Se deve succedere meglio se succede subito" dice Sven parlando del sicario notturno temuto da Engelhaft.
"Ma questo è uno grosso, fratelo del burgravio" insiste Engelhaft: "potrebbe servire a ricattare il burgravio che sta per firmare una pace molto importane..."
"Cazzate" dice Sven.
"Vabe siamo due caporali contro uno, quindi stanotte si dormirà" si rassegna Engelhaft.

Notte a Dieck

Il mattino del 28 novembre viene lasciata Dossler piuttosto presto. Il clima è ostile, non nevica ma c’è un forte vento gelido che rende l’avanzata faticosa. Da qui la strada verso Sud è più battuta rispetto a quella verso Nord: il percorso della strada è tracciato e senza neve, ci sono i segni di passaggio di quotidiane carovane. Da qui in giù si ha la sensazione del ritorno nella “civiltà”.
Per la notte la carovana si ferma in una piccola stazione di posta in costruzione, presso l’abitato di Dieck. Lungo la strada a Est si scorgerebbe il limitare del Cariceto di Amedran in lontananza, se non fosse per la foschia.
Non essendo ultimato il cantiere della stazione di posta, i membri della carovana vengono ospitati in varie strutture separate tra loro. I soldati di Uryen stanno nella stessa grande casa dove dorme Ser Dominik (la casa di Messer Maypole, il capo del villaggio). Lady Aubrey anche è alloggiata nella stessa casa, nella stanza delle figlie di Messer Maypole. Gli altri sono divisi tra varie dimore private.

Alla locanda di Weizenfeld

Il quinto giorno, 29 novembre, procede senza sorprese, noioso, attraverso una campagna silenziosa e coperta di neve che però, da muretti a secco, molti edifici e fattorie, luci e passaggio di uomini e truppe, si mostra come una zona intensamente popolata e coltivata. Chiaramente d’inverno le attività sono molto rallentate, non c’è quasi nessuno nei campi.
La quinta notte si dorme nel villaggio di Weizenfeld, un abitato che sorge proprio al centro della campagna. A Weizenfeld è stata aperta da poco una locanda, per adesso usata quasi esclusivamente dall’esercito di passaggio, che si chiama informalmente “Il Ghigno in Faccia” in onore di un leggendario impiccato che per settimane ha mostrato il suo ghigno mezzo congelato spaventando i visitatori. Ci sono parecchie persone in serata, per lo più gente del paese e signore intente a lavorare ad alcuni grandi telai appoggiati alla parete.
Dopo cena se ne tornano tutti alle proprie case e la locanda resta quasi deserta.
Engelhaft chiede a Ser Dominik se serve una scorta per la notte visto che non ci sono misure di sicurezza in locanda.
"Fate voi, io non me ne intendo. Decidete voi che siete del mestiere" dice il Ser.
"E' bello che abbia rispetto della nostra professionalità" dice Vodan.
"Qualsiasi cosa succeda è nostra resposabiltià " dice Engelhaft.
"Non è cambiato neinte nei termini dei rischi" dice Bohemond.
"Qui c'è un catenaccetto ridicolo, città senza mura e locanda deserta" dice Engelhaft.
"Questa landa ha avuto problemi seri di brigantaggio ma sono stati debellati brutalmente dall'esercito del burgravio" dice Bohemond.
"Perchè non volete lavorare?" si spazientisce Engelhaft.
"Ci sono pattuglie dell'esercito che presidiano la strada..." dice Bohemond.
"Che portano strane pattuglie di prigionieri..." dice Engelhaft. "Qui è tutto deserto... bisogna proteggereil nostro Ser."
Vodan si offre di fare turni di guardia nella sala comune, va giù e si sistema vicino al focolare promettendo che dopo qualche ora sveglierà Engelhaft per farsi dare il cambio. Invece si addormenta e riposa fino al mattino.
Quando infine va da Engelhaft, questi è irritato: "puoi pure dirmi che non lo vuoi fare ma se mi dici che lo vuoi fare poi lo devi fare".
E il viaggio prosegue.

Ingresso a Feidelm

La carovana riparte lentamente verso Sud.
Avvicinandosi a Feidelm la campagna è sempre più abitata, da Weizenfeld verso Sud è tutto un continuo di corti contadine. La strada è tranquilla, pulita dalla neve, anche il clima è più mite perché si sente il benefico influsso del mare.
Poco prima di arrivare in città, è quasi l'imbrunire, il Capo della Carovana rivolge un breve discorsetto agli uomini della scorta. Spiega che per entrare a Feidelm bisogna attraversare un tratto di Ongelkamp e c'è il rischio che un numero variabile di morti di fame provi a rallentare i carri per riuscire a rubacchiare qualcosa.
"La regola è menate tranquillissimi, senza proprio farvi problemi" spiega Marley. "Menate il primo subito tanto, così si tranquillizzano gli altri e se ne vanno."
"Solo un cojone si mette a rubare il baccalà in mezzo a 10 soldati" dice Vodan.
"Dipende quanta fame hai" commenta Engelhaft".
Nel giro di poco la carovana inizia ad addentrarsi tra le baracche, che si fanno sempre più fitte e accatastate l'una sull'altra. Un gruppetto di ragazzini si fa vedere e poi scappa via, sembra tutto tranquillo.
D'un tratto si sente un gran tonfo: è un trave di legno e pezzi di baracca che sono stati fatti franare di proposito sulla strada, per rendere impossibile il passaggio del carro. Subito dopo un gran numero di straccioni esce dalle ombre e prova ad avvicinarsi alla carovana, con le guardie che hanno un gran daffare per tenere tutti a distanza.
All'interno della carrozza di Ser Dominik, Engelhaft è molto teso: vede che il nobilotto inizia a caricare la sua balestra e si affaccia di fuori a guardare.
"Impiegate piuttosto questo tempo per armaturarvi" consiglia.
"Non ce l'ho l'armatura" risponde Ser Dominik.
"Almeno allontanatevi dal finestrino!" insiste Engelhaft, e spinge delicatamente via Ser Dominik. Proprio nello stesso istante una spada penetra nel finestrino e ferisce Engelhaft al braccio. Ser Dominik è senza parole. "Grazie... mi avete salvato la vita" commenta.
"Al riparo!" insiste Engelhaft, predendo la balestra già carica. Ma quando osserva la spada caduta all'interno della carrozza, ha un moto di sorpresa: si tratta della spada di Bohemond, che è sfuggita di mano al Paladino mentre provava ad usarla per scacciare gli assalitori (3-3-3).
Ser Dominik si china a proteggere Lady Aubrey, facendole scudo col suo corpo. Engelhaft tira un colpo di balestra e colpisce un assalitore che provava a sganciae un cavallo. Sven e Vodan, dal canto loro, non perdono tempo: tirano fendenti di piatto ad alcuni che provano ad arrampicarsi sui carri, tenendoli a distanza.
Anche Bohemond, superato il primo momento di imbarazzo, estrae la daga e si dà da fare.
Colin prova ad allontanare alcuni pezzenti, ma viene raggiunto al petto da una pietra scagliata con grande violenza (0-0-0). Vede alcuni che stanno provando ad infilarsi sotto al carretto. Altri si arrampicano puntando ai bagagli sopra le carrozze.
Mentre il capo carovana e un paio di uomini si affannano a liberare la carreggiata, tutte le guardie sono impegnatissime a scacciare i numerosi poveracci: molti ne feriscono, altri vengono messi in fuga dalle minacce, solo pochi riescono a recuperare qualcosa e a fuggire a mani piene: uno recupera un bauletto dalla carrozza di Messer Marley, un altro riesce a rubarsi delle marmellate e si dà alla fuga.
Infine la carovana riparte e gli ultimi assalitori vengono messi in fuga, più o meno malconci.

Serata libera

I nostri faticosamente raggiungono il centro della città di Feidelm. La carovana si separa nella zona del Mercato Nuovo (Borgo di Mezzanotte), dove Colin si prende cura di Engelhaft ferito e Ser Dominik tratta col mercante: il nobiluomo è contrariato, perchè senza la sua scorta personale la carovana sarebbe stata nei guai. Invece di scusarsi, Marley fa strani e velati discorsi sul valore della riservatezza, e dopo una breve quanto ambigua contrattazione, alla fine viene pagato quanto pattuito inizialmente.
Ser Dominik si fa scortare in centro città, in un palazzetto dove sarà ospitato insieme a Lady Aubrey. In piazza il lampionaio sta accendendo i lampioni. Dopo i saluti di rito ed i calorosi ringraziamenti di Ser Dominik al Caporale Engelhaft, i nostri vengono accompagnati alla lussuosa locanda La Brocca di Giada.
Qui possono cenare e trascorrere una notte tranquilla, prima di prendere servizio l'indomani nella Guardia cittadina.
"Ragioniamo di un fatto. Siamo in un momento di interregno tra una missione e l'altra. Quindi stasera... scassiamo tutto. Questa locanda non è adatta, io suggerisco di andare in un posto più malfamato..." suggerisce Sven.
Tutti intanto si siedono e cenano abbondantemente.
"La brandivo come un Ummarita... e mi è sfuggita di mano" dice Bohemond recuperando la spada da Engelhaft. Poi il Paladino vede degli aranci, che non vedeva dai tempi della giovinezza, e si complimenta con l'oste, il quale spiega che è un carico di frutta esotica proveniente da Amer.
Sven insiste che vorrebbe un teatro, qualche concerto... "questa locanda è noiosissima", commenta.
Bohemond chiede consiglio all'oste, che suggerisce di fare una passeggiata sul lungomare sotto il castello, una zona piacevole e tranquilla. Bohemond propone ai compagni di andare al porto con pochi soldi e poco ferro. Sven è d'accordo, tolgono le armature e portano solo qualche daga.
"Mi spiegate che stiamo facendo?" chiede Engelhaft.
"Andiamo a sorvegliare il porto".
"Io rimando in locanda" dice Engelhaft, e poco dopo sale in stanza, recita le preghiere e si mette a dormire. Gli altri escono.

Passeggiata serale al Porto

Lasciata la zona centrale di Feidelm, tranquilla e bene illuminata, i nostri si avventurano nel quartiere del Borgo di Levante, non distante dal porto. Qui si incuriosiscono di una strana insegna che raffigura un cinghiale. Non sembra una locanda, non è chiaro di cosa si tratti.
Vodan bussa.
"Questo cinghiale cosa mi rappresenta?" domanda Vodan a un tizio che si affaccia dal piano di sopra.
"Siete nuovi, cretini?"
"No, siamo cretini di vecchio corso" dice Sven.
Dopo un breve scambio di salamelecchi, si capisce che il Nido dei Cinghiali è una sede della gurdia, con una piccola cella annessa. Saluti, e i nostri proseguono verso il porto. Oltrepassano una piazza disordinata con strana segatura forse insanguinata per terra, poi scambiano due chiacchiere con un poveraccio raffreddato e indirizzito che fa la guardia ai moli, scaldandosi un po' presso un fuocherello. "Se poi mi portate un po' di vino caldo... ve ne sarei riconoscente"

Compleanno alla Barca Rossa

Finalmente si aprono al gruppo le porte della locanda della Barca Rossa, un locale grande e affollato, pieno di musica sgangherata e di confusione. I nostri si accomodano a un tavolo e l'ostessa malvissuta porta una brocca di vino caldo.
Con una scusa, Vodan si avvicina all'ostessa e le dice che è il compleanno del suo amico (indicando Bohemond) e che vorrebbe regalargli qualcosa di speciale, una compagnia per la serata.
"Ti senti spiritoso o generoso?" domanda l'ostessa.
"Spiritoso, ma anche un po' generoso. Più bella fuori che..." dice Vodan.
"Perfetto, ho quel che fa per te. Dammi due ramelle".
Vodan torna al tavolo dai compagni, tutti allegri che chiacchierano e si godono l'atmosfera. Dopo poco una persona dai vistosi capelli biondi e un abito colorato si siede sulle ginocchia di Bohemond e prova a baciarlo.
Bohemond schiva il bacio, deviandolo sulla guancia, in tempo per rendersi conto che il baciatore si tratta di un uomo.
"Non lo vuoi un bacino di compleanno?" domanda il tizio.
"Io sono fidanzato, non prendertela a male" risponde Bohemond.
"E' fidanzato col caporale Engelhaft, che è molto geloso..." spiega Sven.
Dopo un po' Vodan torna dall'ostessa e le chiede qualcosa di meglio per il suo amico. Nel giro di poco una ballerina si presenta al tavolo e, con un po' di complimenti, invita Bohemond a ballare.
Lui non si fa pregare e tutti si avvicinano agli sgangherati percussionisti, per fare quattro salti. Nessuno se lo aspettava, Bohemond balla divinamente.
"Certo se fossi altrettanto bravo a tenere la spada come a ballare..." dice Sven.

Notte in guardina per Vodan

Usciti dalla locanda, i nostri portano un boccale di vino caldo al tizio infreddolito vicino alle navi. Lui ringrazia, molto riconoscente.
Vodan ne approfitta per chiedere notizie sul Nido dei Cinghiali.
"Vai lì denunci un furto e ti sbattono in galera a te", risponde il tizio.
Vodan si innamora dell'idea di mettere alla prova questa cosa. Si presenta al Nido dei Cinghiali, bussa per denunciare un furtarello.
Il tizio alla finestra ascolta, ma non sembra prenderlo troppo sul serio.
"Avevo pagato l'ostessa della Barca Rossa per una compagnia per il mio amico che fa il compleanno... e lei ha mandato un uomo! Un maschio!" spiega Vodan.
"Che cretino, sei proprio stupido".
Vodan insiste, l'altro perdura nel chiamarlo cretino. Lo scambio di provocazioni prosegue, finchè Vodan si fa aprire la porta, volano un paio di sganassoni ed un'altra guardia, ben più anziana, si alza, stancamente tira una poderosa mazzata al braccio del facinoroso Vodan e lo riduce a miti consigli.
Vodan viene invitato senza troppi complimenti a trascorrere la notte nella cella del Nido dei Cinghiali, mentre gli altri tornano alla locanda, un po' perplessi.
Alla fine Vodan riesce anche a fare amicizia con la vecchia guardia, l'anziano Artemus Lockhart, con il quale fa qualche giro a carte, fino a che arriva un altro ubriaco con cui dividere la cella, e si fa ora di dormire.
Gli altri, andando in locanda, si interrogano se parlarne subito con Engelhaft o aspettare il mattino.
Bohemond: "senti, a Engelhoft lie lo diciamo adesso o domattina?"
Sven: "meglio subito così non dorme bene"
Alla fine però decidono di aspettare e vanno anche loro a letto.

Entrata in servizio

Il mattino del 1 dicembre i nostri si svegliano di buon'ora nella locanda migliore di Feidelm, accompagnati dal buon profumo della colazione.
Engelhaft si accorge dell'assenza di Vodan e chiede cosa sia accaduto.
"Vodan è gradito ospite delle guardie del nido del cinghiale", spiega Bohemond.
"Cioè è stato arrestato?"
"Sì... ha attaccato briga con le guardie..."
"Beh, è un cretino" commenta Engelhaft, e fa un predicozzo a Bohemond sull'importanza di essere responsabili e non cacciarsi nei guai, andando in giro di notte per quartieri malfamati.
"Ma era il suo compleanno!" interviene Sven. Bohemond scoppia a ridere.
"Ti sei baciato in pubblilco con una ballerina?" si meraviglia Engelhaft.
"Magari una ballerina, era un uomo! Ma è stato un bacio rubato" dice Bohemond. Sven finge di credere alla storia del compleanno e insiste. "D'altronde, era il tuo compleanno..."
"No, è una puttanata, sono nato a febbraio..." dce Bohemon. "Ma sono stati svaghi tutto sommato innocenti"
"E' tutto così volgare" sospira Engelhaft.
Sven e Bohemond vanno a recuperare Vodan al Nido dei Cinghiali. Lo riportano alla locanda dopo che Artemus gli ha dato un po' di uova strapazzate.

Al palazzo della Guardia

I nostri si presentano alla Caserma del Battaglione Graef dell'Esercito di Feidelm, che si trova nel Borgo Vecchio, in un grosso edificio a ridosso delle mura.
Qui incontrano il Sergente Elden Page, che comanda i Plotoni IV, V e VI della Compagnia Humbolt. Consegnano una malleveria di Ser Dominik. Già prima che i nostri siano ammessi alla sua presenza, si sente la voce da dietro la porta che protesta per delle forniture inadeguate di vestiti invernali.
Elden Page ha una quarantina d'anni, un po' di barbetta, aria burbera, brontolona. Tiene la finestra aperta nel suo piccolo ufficio, che è effettivamente gelido.
“Bene arrivati. Se ho capito bene vi tratterrete per l’inverno qui a Feidelm, ottimo. Abbiamo proprio bisogno di rinforzare un Plotone che, recentemente, ha subito alcune perdite. Abbiamo sempre tanto da fare... un continuo. Vi diranno che le altre Compagnie svolgono ruoli delicati, le mandano in missione fuori città... ma io vi dico che è proprio il nostro impegno a mantenere questa città vivibile. In tre Plotoni facciamo il lavoro di dieci Plotoni, ve lo dico io... è una città piena di gentaccia, di sbandati e balordi, ed è solo grazie al nostro impegno che le persone per bene ancora possono campare.
Sarete inquadrati nel IV Plotone. Qual è il vostro grado nell’Esercito di Uryen? Molto bene. A capo del IV Plotone abbiamo un Caporale, Jacob. Anche se è pari grado ad alcuni di voi, consideratelo vostro superiore.
Ora, non lo so come vi siete guadagnati i gradi, su a Nord. C'è gente che racconta storie fantasiose sui problemi di quelle zone, ma a me interessa meno di zero. Mostri, non mostri, morti che camminano... problemi loro. Noi qui abbiamo già abbastanza grane. Quindi... io non vi conosco, magari è un avvertimento inutile, ma ve lo do lostesso: non vi pensate che arrivate qua e fate i superiori solo perchè avete visto qualche scarafaggio grosso come un cane, o roba simile. Qua si seguono le regole, si rispettano le procedure. Questo è quanto".
Il Sergente Elden Page fa accompagnare il gruppo al Nido dei Cinghiali, dove si trovano gli altri membri del IV Plotone.

Al Nido dei Cinghiali in veste ufficiale

Una volta tornati al Nido dei Cinghiali, i nostri fanno conoscenza dei loro nuovi compagni:
La conversazione è tranquilla e amichevole, i tre soldati del IV Plotone sono curiosi di conoscere i rimpiazzi provenienti dalla lontana e gelida Uryen, che per di più appaiono una compagnia insolita e variegata dalle origini più disparate.
A tenere banco è Bohemond, che racconta un po' di storie sui mostri del Nord, sui morti che camminano e i tremendi Kreepar. Nessuno sembra prenderlo troppo sul serio, ma tutti ascoltano con piacevole interesse e curiosità.
Colin poi stupisce tutti chiedendo di Magnus Bergmaar e di Angelica Hendel, due pezzi grossi in città. Il giovane speziale, con la consueta ingenuità, domanda loro notizie. Jacob risponde che, per quel che sa, Magnus è ancora molto provato a causa di una brutta esperienza avvenuta la primavera precedente (cfr. cronaca Nido di Vipere) e si trova a svernare a Surok. Quanto a Lady Angelica, è la consigliera del Margravio e dovrebbe trovarsi alla Rocca.
"Come fai a conoscerla?" domanda poi Jacob.
"L'ultima volta che siamo venuti qui ce l'ha presentata Magnus..." risponde Colin, subito interrotto da Padre Engelhaft: "Il soldato non è autorizzato a parlarne".
Colin si informa poi su dove sia possibile trovare uno speziale.
"Qui da noi li chiamiamo erboristi", risponde Jacob. "Ci sono 3 o 4 botteghe in città, la più vicina è dietro la piazza del Mercato Vecchio, dove lavora Mastro Igor Mortimer".
Il primo pomeriggio di servizio è noioso.
Pioviccica, c'è un nevischio leggero e l'aria è fredda, si sta davvero meglio nel Nido dei Cinghiali, e il Caporale e i suoi non sembrano avere la minima intenzione di uscire.
A un certo punto, sul presto, un gruppo di 6 soldati entra rumorosamente nella stanza, in armi, armature e grossi sacconi. Il più grosso della compagnia, armato di spadone a due mani, si avvicina al tavolo, si siede e inizia a togliersi gli stivali, senza degnare di uno sguardo il gruppetto di Uryen.
"Abbiamo dovuto fare una visita al Sobborgo di Mezzanotte" racconta a Jacob mentre si massaggia i piedi infreddoliti. "Quei pezzenti avevano attaccato ieri una carovana importante, siamo andati a fare un po' di pulizia, insieme al Plotone Fantasma".
"Che cos'è il Plotone Fantasma?" domanda subito Colin.
"E tu chi saresti?" domanda il soldato grande e grosso, il Caporal Maggiore Jurgen Kofler.
"Sono i rimpiazzi da Uryen" spiega Jacob.
"Ah, ottimo! Benvenuto, rimpiazzo. Sei curioso del Plotone Fantasma?" e ride, "il Plotone Fantasma c'è e non c'è... e quando c'è si occupa di faccende spinose, di dare qualche randellata quando serve... hai capito, rimpiazzo? Tu come te la cavi?"
"Io sono uno speziale..."
"Uno speziale rimpiazzo, niente male, bravo!" ride il Caporal Maggiore continuando a massaggiarsi i piedi.
"Oggi pomeriggio ci sarà da andare al Fronte del Porto, bisogna sorvegliare lo scarico di una nave.." dice poi al Caporale Jacob, che annuisce: "d'accordo, ci andiamo noi".

Sorveglianza al porto

Un po' sbuffando, il Caporale Jacob e l'intero IV Plotone si equipaggiano, si coprono di mantelloni pesanti e lasciano il tepore del Nido dei Cinghiali per recarsi al Fronte del Porto.
Lungo il tragitto Colin chiede a Jacob che cosa sia il Plotone Fantasma.
"Sono un gruppo di soldati, appartenenti a vari Plotoni, che in caso di necessità sono addestrati a svolgere missioni più dure del normale. Per evitare rappresaglie si coprono il volto, in modo da non essere riconoscibili... hanno degli elmi di armatura... particolari".
"Uno grosso come quel Caporal Maggiore Jurgen non sarà difficile riconoscerlo..." commenta Vodan.
"Sì ma difficilmente a lui andranno a fare dispetti sotto casa" annuisce Sven.
Andando, il Caporale Jacob scruta il cielo: "speriamo che nei prossimi giorni il mare peggiori, così c'è meno traffico di navi e stiamo più tranquilli" commenta.
Al porto le guardie si posizionano sotto una pensilina, da cui sorvegliano che lo scarico di merci da una nave proveniente da Sud si svolga senza incidenti.
A campione vengono aperte alcune casse, che contengono prodotti alimentari (agrumi, frutta secca e spezie) di origine amerita. Sembra tutto in regola.
Alcuni marinai vendono al dettaglio mercanzie proprie, Colin compra della frutta da dividere coi compagni e si informa se ci siano anche prodotti da erborista.
"Sì, ma sono carichi che vengono consegnati direttamente agli erborisiti cittadini" spiega il marinaio. "Noi non ne abbiamo".
Il Caporale Jacob a un certo punto sbuffa, si alza e propone ai nostri di fare un giro guidato del Sobborgo di Levante, per imparare a conoscerlo un po'. Lui fa da guida.
Non ci perde troppo tempo, perchè ha freddo e non ha voglia, ma mostra sia il sobborgo, sia parte del Fronte del Porto e l'inizio dell'Ongelkamp.
"Nell'Ongelkamp ci si va solo quando è necessario, e sempre minimo in 2 o 3. Ci stanno vari balordi, ma soprattutto girano due bande di gentaccia, un gruppo sono Nordri, e te li raccomando: quelli della banda si riconoscono perchè si conciano come dei pagliacci, con roba intrecciata nei capelli, nelle barbe... rideresti se non fosse che ti ammazzano come niente. O ti sfregiano la faccia, quello è un loro passatempo. Poi ci stanno gli elsenoriti, anche loro piuttosto organizzati. Se vedete un deficiente di Elsenor con tatuati serpenti addosso, sul collo e in faccia, girate al largo perchè significa guai".
"Ma Elsenoriti Elsenoriti o Elsenoriti di Nuova Lagos?" domanda Vodan.
"E che ne so io? Sempre Elsenoriti sono, una faccia una razza..." risponde Jacobm, e poi continua: "qui ci sta povera gente, per lo più, disgraziati che prima se la passavano leggermente meglio e comunque sono bravissimi a piangere miseria più di quanto non dovrebbero. Non fatevi troppo impietosire che comunque stanno meglio di voi: mangiano a spese del margravio e non hanno nulla da fare da mattina a sera".

Serata in caserma

All'imbrunire le guardie tornano nel Borgo Vecchio, alla grande caserma del Battaglione Graef. C'è un gran viavai di soldati, una mensa dove ci sono parecchi tavoli, uno per ogni Plotone. Il IV sta abbastanza laterale, non distante dal grosso caminetto acceso.
Il cibo è semplice ma nutriente, ben caldo. Stasera c'è una zuppa di pesce e legumi con della pasta tipo maltagliati, molto saporita. La notte ci sono camerate divise per Plotone, tranne le poche donne che stanno in una camerata riservata.

Omicidio in città

La mattina successiva, 2 dicembre, i nostri si svegliano e si preparano insieme ai nuovi compagni di Plotone. Preparativi calmi, senza eccessiva fretta. Vanno al Nido dei Cinghiali, passano prima dal fornaio a mangiare un po' di focaccia (gratis). Il Fornaio si chiama Ben Dieci ed è sempre molto ossequioso con la guardia.
"Perchè ti chiami Dieci?" gli chiede Colin.
"Perchè mio padre era il decimo figlio".
Al Nido dei Cinghiali è in programma, per la mattina, un meraviglioso torneo di briscola. Colin chiede il permesso di non partecipare, e di recarsi dallo speziale più vicino.
"D'accordo, ma torna entro un'oretta" dice Jacob.
Colin raggiunge la piazza del Mercato Vecchio e subito nota una strana agitazione. Avvicinandosi, ecco che la locanda dello speziale Mastro Igor Mortimer è al centro di un capannello di persone, due energumeni con le insegne della Lega dei Seebaans sorvegliano la zona.
Colin si qualifica come Guardia e gli viene brevemente spiegato che Mastro Mortimer è stato assassinato durante la notte e che deve andare al Nido dei Cinghiali a chiamare le guardie.
Colin segue il consiglio e dopo pochi minuti, iniziata la prima partita di briscola del torneo, torna al Nido dei Cinghiali.
"Mi sa che dovete lavorare, hanno ucciso lo speziale" dice entrando.
Jacob sospira, raccoglie le carte e dà ordine a tutti di prepararsi. "Mi raccomando, adesso che andiamo, ve lo dico soprattutto a voi che siete nuovi. Ora che arriviamo lì bisogna essere seri, professionali, darsi un tono".
Le guardie si intabarrano nei loro mantelloni pesanti e seguono Colin alla bottega dello speziale assassinato.
Poco prima di entrare, Jacob si rivolge a Grace: "adesso noi entriamo sulla scena del delito. Tu però se devi vomitare sul morto com'è successo l'altra volta, meglio che resti fuori. Interroga i testimoni"
Grace annuisce e si mette a parlare coi due figli del morto.

La scena del delitto

Mastro Igor Mortimer giace sul pavimento in una pozza di sangue: sembra essere stato ammazzato da un'arma simile ad un'ascia, brandita con una certa forza.
A terra c'è una balestra che ha sparato, il dardo è conficcato nel muro vicino alla porta.
La porta è stata forzata, dopo un tentativo forse non sufficiente di scassinarla. C'è un gancetto allentato.
Dietro al bancone c'è un lettuccio sfatto, dove probabilmente stava dormendo la vittima prima dell'irruzione.
Sembra che l'unica cosa mancante sia il libro contabile della bottega, mentre non sono stati sottratti i soldi (una cifra modesta custodita in un cassetto) e neanche le sostanze alchemiche più pericolose (che si trovano in uno scaffale chiuso a chiave).
Anche sul retro della bottega, dove si trovano gli attrezzi da alchimista, qualcuno ha frugato ma non sembra mancar nulla.
La maggior parte dei prodotti presenti in bottega è di uso comune, ritrovati alchemici semplici, ad uso medico o alimentare. Solo alcuni prodotti, tenuti sotto chiave, possono essere usati come reagenti da maghi. Non ci sono sostanze particolarmente rare.

L'interrogatorio alla figlia

Padre Engelhaft scambia alcune parole in privato con Leyden Mortimer, la figlia maggiore dello speziale assassinato.
La ragazza è molto turbata, intimidita dalle guardie, inizialmente reticente. Dopo un po' però il Caporale riesce a farla aprire e viene a sapere che il morto aveva il vizio del gioco e frequentava un giro losco di persone presso la locanda Mazza e Panella, non lontano.
La ragazza, che teneva la contabilità in bottega, aveva di recente notato degli strani ammanchi e delle cancellature, varie anomalie che l'avevano un po' preoccupata.
"Tu e tuo fratello dov'eravate, questa notte?"
"A casa, nel Sobborgo di Levante. Abitiamo lì, vicino ad una zia che ci guarda la nostra sorellina piccola, Medera. Papà è vedovo da tanti anni, a volte restava qui a dormire, quando doveva... lavorare fino a tardi".
Spiega che Mastro Igor era perentorio: lei e suo fratello Anselm, di poco più piccolo, dovevano lasciare la zona prima del tramonto e tornare a casa, non gli era permesso attardarsi nè visitare la locanda dove lui era cliente.

La visita del banchiere

Poco dopo si presenta in bottega Mastro Adonis, della Banca di Berenberg.
Dichiara di dover fare un sopralluogo dei beni del defunto, il quale aveva contratto un debito verso la Banca qualche mese prima, ancora non del tutto saldato.
"Il defunto Mastro Igor Mortimer, appartenente alla Lega dei Seebaans e vostro stimato concittadino, a quanto pare aveva il vizio del gioco. Sono rammaricato a doverne parlare in questi termini, tuttavia è bene esser chiari. Qualche mese fa si era recato presso la nostra banca per un prestito, che gli è stato concesso. Si trattava di 4 corone d'oro. Più di recente, a debito ancora non saldato integralmente, è tornato alla nostra Banca per chiedere un altro prestito, che ovviamente gli è stato negato. Attualmente il credito che abbiamo nei confronti degli eredi del de cuius è di due corone d'oro e tre d'argento"
Il Caporale Engelhaft fa altre domande, ma Mastro Adonis dice che seguiva più da vicino la pratica di Mastro Mortimer il suo segretario.
"Gli chiederò di venire al Nido dei Cinghiali nel pomeriggio, affinchè possa deporre".
"Molte grazie".

Il sospettato

Appena Mastro Adonis, della Banca di Berenberg, si è allontanato dalla bottega, arriva il Caporale Jacob con l'aria soddisfatta.
"Sembra che abbiamo un sospettato: si chiama Kolomon Schiele, è un balordo del quartiere che è stato visto stanotte da una vecchia signora mentre girava qui intorno con aria sospetta".
"Ste vecchie signore, sempre di vedetta alla finestra, le notti d'inverno" commenta Vodan.
"La Vecchia Kinna è un'istituzione, in questo quartiere" dice il Caporale, indicando un'anziana signora che sta borbottando un po' più avanti.
Sembra che Kolomon Schiele si nasconda spesso nel Palazzo Messner, un vecchio palazzetto signorile abbandonato dopo l'assalto di Testa-Di-Martello e da allora occupato da vagabondi e sbandati vari.
"Andiamo a prenderlo" dice il Caporale Jacob. "Prima andiamo e prima si torna al caldo al Nido dei Cinghiali".

Retata a Palazzo Messner

“Privilegiamo la velocità a tutto il resto” dice il caporale Jacob: “se cerchiamo di avvicinarci senza dare nell’occhio sicuramente qualcuno ci vede lo stesso e li avverte. E, seconda cosa… menate duro tranquillamente, non vi fate troppi scrupoli. Chi si mette tra i piedi dev’essere zaccagnato”.
“Il palazzo ha uscite laterali?” domanda Sven.
“Sì, ci sono un’entrata sul davanti e un’entrata sul di dietro” spiega Jacob. “Noi entriamo davanti, un paio di soldati di un altro Plotone ce li portiamo anche loro, e li facciamo appostare dietro, così se qualcuno prova a uscire lo prendono loro”.
Si aggregano così il Soldato Scelto Felix Yardim (mazza e scudo) e il Soldato Semplice Misel Muhe (spada e daga), del V Plotone.
"Voi tre, Felix, Misel e Caporale Bohemond, vi mettete sul di dietro", decreta il Caporale Jacob. "Io e Grace resteremo fuori, a sorvegliare la porta principale. Voi altri entrate, sparpagliatevi, non fatelo scappare".

Palazzo Messner

Il Palazzo Messner un tempo era una dimora nobiliare, ormai è in rovina e mostra segni di un grosso incendio. All’interno ci sono dei fuochi accesi, esce il fumo dalle finestre, coperte per lo più da teli e pelli. I vetri sono tutti spaccati.
Per accedere bisogna salire alcuni gradini, sui quali si trova il grosso portone chiuso malamente e rabberciato, che va aperto con un calcio, prontamente amministrato da Sven. Poi tutti dentro.
All’interno l’ambiente è fumoso, c’è penombra perché le finestre sono coperte e non lasciano trapelare molta luce. L’aria è maleodorante. Subito si sentono grida e gente agitata, anche se nell’ingresso non c’è nessuno.

Le stanze delle donne

Sven e Vodan muovono verso sinistra dall'ingresso, dove ci sono alcune stanze dove si riparano donne e bambini. Spaventati, alzano le mani e non fanno storie. Sono poveracci, temono che qualcuno li voglia cacciare dal riparo di fortuna in cui si nascondono.
“Pietà, non mandateci via… abbiamo freddo…” dice la più coraggiosa tra le donne, una signora anzianotta.
"Non ce l'abbiamo con voi, stiamo cercando Kolomon Schiele. Sapete dove si nasconde?" domanda Sven.
“Noi ci stiamo lontane, più volte ha importunato alcune delle signore più giovani… è sempre mezzo ubriaco. Non so se oggi ci sia, di solito se ne sta di sopra” risponde la donna.
Sven ringrazia e, insieme a Vodan, si allontana.

Cani e padroni di cani

Nel frattempo il Caporale Engelhaft, Colin e Egon aprono una porta che affaccia su un cortile interno dotato di colonnato e di un vecchio impluvium ancora funzionante. Qui ci sono alcune gabbie con grossi cani feroci, un porcile in un angolo e un orticello coltivato per lo più a patate.
"Chi va là" grida un uomo che sta presso le gabbie dei cani.
Senza avventurarsi nel cortile, Engelhaft risponde gridando: "siamo guardie del Margravio, arrendetevi!". Poi intima a Egon di uscire nel cortile per primo, anche se Egon esita, intimorito dai grossi cani che nel frattempo il tizio e altri due suoi compari stanno facendo uscire dalle gabbie. Li tengono stretti alla catena, ma sono bestioni minacciosi.
"Non abbiamo niente da dire alle guardie del Margravio, andatevene!" risponde gridando l'uomo, mentre i cani abbaiano furiosamente.
"Va fuori, Egon", ordina Engelhaft, "che aspetti?"
"Ma ve la state a fa' sotto?" domanda il canaro, che un suo amico chiama Reed. "Perchè non vi fate vedere, se siete guardie?"
"Andiamo insieme" insiste Egon.
"Stiamo andando tutti, ma sei tu che devi andare avanti", sentenzia il Caporale Engelhaft.
Cautamente Egon entra nel cortile ed inizia ad aggirare l'impluvium. Engelhaft gli va dietro.
"Stiamo cercando Kolomon Schiele" dichiara Engelhaft. "Diteci dove si nasconde".
"Non è modo di chiedere questo... ignoranti" risponde Reed.
"Uomini, stiamo cercando Kolomon Schiele e bisogna consegnarlo all'autorità del Margravio" ribadisce Engelhaft.
"E che avrebbe fatto quel beone?"
"È accusato di aver assassinato Mastro Mortimer" risponde Engelhaft.
"Chi?"
"L'erborista, lo speziale... come lo chiamate qui..." interviene Colin, che sembra non essere particolarmente intimorito dai grossi cagnacci ringhianti.
"E a noi che ce ne importa?" domanda Reed, "io mica lo so chi ci sta qua dentro, è un porto di mare"
"Va a rimettere i cani in gabbia e statti buono" ordina Engelhaft.
Intanto, attirati dalla gran cagnara, si affacciano anche Vodan e Sven, e assistono alla scena.
"Saliamo di sopra noi intanto" dice Sven.
"Ti mando Egon, che è un incapace!" dichiara il Caporale Engelhaft, ancora indispettito per l'atteggiamento prudente del suo sottoposto.
La perquisizione delle restanti stanze del piano terra non porta ad alcun esito.

L'ospedaletto di Sorella Nadine

Sven e Egon salgono le scale che conducono al primo piano. Egon ha un'aria un po' dispiaciuta per le critiche di Engelhaft e Sven lo consola: "Non te la prendere, Egon. Engelhaft è diventato Caporale perchè andava a letto col Capitano".
Sven oltrepassa una porta ed entra in una stanza stanza con alcune persone malate ed una religiosa che se ne sta prendendo cura, distribuendo tisane balsamiche. I malati sono in isolamento, hanno problemi al sistema respiratorio, polmoniti o bronchiti, sono potenzialmente infettivi.
"Chi sei?" chiede la donna.
"Siamo delle guardie..." esita Sven, "siamo le guardie, Feidelm, cerchiamo tale Kolomon, un biondastro con delle voglie in faccia. Dobbiamo fargli delle domande urgentemente"
“Conosco Kolomon, certo. Non è qui”, risponde lei freddamente.
"Ah grazie, allora mi scusi..." dice Sven, e lascia la stanza.

I dormiglioni

Sull'altro lato rispetto alla scala, si apre una porta che dà su un ballatoio, con alcune stanze.
"Rimani a sorvegliare la scala?" domanda Sven a Egon, che acconsente. A breve stanno per salire anche tutti gli altri.
Il piano superiore dell'edificio è ridotto peggio di quello inferiore, la prima stanza è inagibile.
Quando va ad aprire la seconda porta del ballatoio, Sven sente che c'è un ostacolo davanti. Tira una pedata molto forte e la porta si spalanca.
All'interno Sven riconosce subito un odore caratteristico, quello dato da alcune essenze che, bruciate, causano effetti vagamente inebrianti in chi ne inala gli effluvi. La stanza è semibuia, ci sono pesanti tende sulle finestre, ma si riconoscono parecchie sagome addormentate: si tratta di 4 giovanotti e 2 ragazze, seminudi, che dormono scompostamente su dei giacigli a terra, tra cuscini, coperte e ciarpame vario.
"So che non sembra ma sono la legge" dice Sven. "Cerco Kolomon Schiele"
L'inaspettato arrivo di Sven causa un certo scompiglio. Le due ragazze sono le prime a svegliarsi e iniziano a coprirsi e strepitare. Anche un paio dei ragazzi sono svelti a rinvenirsi, mentre quello che stava accoccolato vicino alla porta ha ancora un'aria mezza addormentata. Il quarto, un ragazzetto dall'aria smilza, schizza su come un grillo e corre verso la finestra armeggiando per aprirla.
"Guarda che non serve che ti rompi le gambe saltando, cerco Kolomon" gli dice Sven. Ma il ragazzetto, a torso nudo, scalzo e in brache di tela, si affretta a creare un varco e inizia a scavalcare.
Due dei giovanotti della stanza, appena recuperato un po' di autocontrollo, iniziano ad assumere un atteggiamento aggressivo: hanno dei serpenti tatuati sul petto, che potrebbero essere quelli della banda di "elsenoriti" di cui aveva parlato il Caporale Jacob.
"Noi non sappiamo niente" dice uno. "E anche se sapevamo qualcosa non lo dicevamo certo alle guardie" gli fa eco l'altro. "Noi con le guardie non parliamo".
Anche Sven non parla granchè, e tira una violentissima scudata in faccia al ragazzo, mandandolo al tappeto.
"Dicevamo, sto cercando questo Kolomon Schiele".
Nel frattempo arrivano gli altri, dividendosi tra le varie stanze. Colin annusa l'aria e riconosce subito l'odore della Sativa, una pianta le cui infiorescenze essiccate vengono bruciate per ottenere effetti rilassanti e vagamente inebrianti. Si incuriosisce molto perchè è una pianta che non cresce a latitudini tanto fredde e che, di conseguenza, ha un valore economico non da poco. Vorrebbe fare qualche domanda ma i toni si stanno scaldando in fretta, anche un altro tizio è entrato nella stanza e grida che non vuole le guardie, che le guardie se ne devono andare. Uno dei ragazzi coi serpenti allunga la mano per raggiungere un coltellaccio ma Colin se ne avvede e tira un calcio all'arma, allontanandola. La situazione rischia comunque di degenerare nel giro di poco.
Senonchè...
"Che sta succedendo qui?" domanda Sorella Nadine, entrando nella stanza all'improvviso, con aria molto molto arrabbiata. "Che è questa puzza?" e va alla finestra a spalancare.
I facinorosi immediatamente si fermano, interdetti.
Colin ne approfitta per chiedere della Sativa e una delle ragazze fa capire che l'ha portata il giovane che sta fuori dalla finestra, e che si sta calando.
"E dove l'ha presa?" insiste Colin?
Sven non perde tempo e corre ad una finestra per inseguire il fuggiasco.
Engelhaft irrompe nella stanza e si rivolge a Sorella Nadine.
"Sorella, che ci fate in questo postribolo?" le domanda con severità.
"Chi sei tu per fare domande a me?" risponde la monaca.
"Un Caporale delle guardie".
"Un Caporale..." commenta lei un po' ironica.
"Allontanatevi da questo spettacolo prima possibile, perchè non è uno spettacolo degno dei vostri occhi" ingiunge lui.
Sorella Nadine fa una faccia strana, poi si rivolge ai balordi seminudi.
"Vestitevi", ordina. E se ne va.

L'inseguimento

Di sotto Grace sta già inseguendo il fuggiasco, che ha visto mentre si buttava dalla finestra. Sven subito le è dietro.
Il ragazzo non riesce a correre bene perchè è scalzo, oltre che seminudo. Sven e Grace gli stanno dietro e lo inseguono per un paio di centinaia di metri, attraverso stretti vicoletti. Lo strano inseguimento suscita curiosità nei presenti, che indicano il nudista corridore ridendo.
Finalmente Grace riesce, con uno scatto, a raggiungere il fuggiasco e atterrarlo. Sven accorre immediatamente.
Il ragazzo scoppia a piangere e implora di non avvisare i suoi genitori. Offre insistentemente un anello d'oro che porta al dito in cambio del silenzio.
"E tieniti st'anello, porca miseria", gli dice Sven. "Piuttosto, non far innervosire il Caporale Engelhaft, che coi giovinetti come te ci va giù pesante..."
Sven e Grace raggiungono il Caporale Jacob davanti al palazzo e gli consegnano il prigioniero. Il Caporale chiede al giovane le sue generalità e quando viene a sapere che si tratta di Archibald Crawley, figlio del noto armatore Harry Crawley, subito cambia atteggiamento, mostrandosi gentile e rispettoso.
"Accompagnatelo di sopra a vestirsi e riportatelo giù da me" dice a Sven e Grace.

Colin e Engelhaft nell'Ospedaletto di Sorella Nadine

Risolta la faccenda coi balordi, Colin si affaccia all'ospedaletto di Sorella Nadine e scambia con lei qualche parola amichevole. Le domanda come mai abbia organizzato un ospedale proprio lì.
"Questo è uno dei pochi posti ancora con un tetto" risponde lei, mentre ripone le sue cose e controlla per un'ultima volta i malati.
Arriva anche Padre Engelhaft, adesso molto rispettoso. "Non avete paura a star qui in un posto simile?"
"Sono abbastanza vecchia da farmi rispettare", risponde lei senza tante cerimonie.
Colin e Engelhaft dichiarano di essere dei medici e si mettono a disposizione delle esigenze della monaca, durante il loro tempo libero.
"Grazie, ogni aiuto è bene accetto" risponde lei.

Interrogatorio ad Archibald

Fuori dal Palazzo Messner viene brevemente interrogato Archibald. Il ragazzo continua a supplicare di non dir nulla ai suoi genitori.
Colin gli fa domande sull'erba sativa. "L'ho portata io, l'ho comprata da Theo, da Mazza e Panella" dichiara il giovane.
"Quando l'hai comprata?"
"Stanotte, sul tardi"
"Altre volte pure l'avevi comprata?"
"Sì, un mesetto fa mi pare... ma vi prego, non ditelo ai miei..."
"E chi altri conosci che andava da questo Theo a aquistarla..."
"Alcuni dei miei compagni di collegio, quelli più grandi... come Alec Beltann..."
Viene fuori che il ragazzo frequenta un collegio nel centro città, presso la Chiesa del Radioso.
"Ora basta, andiamo. Ti riporto io" dice il Caporale Jacob.
Ma Colin insiste: "Da Mazza e Panella hai mai visto l'erborista Mortimer?"
"Non lo so, l'erborista mio era Theo" piagnucola il ragazzo, e viene portato via.

Una strategia di indagine

In attesa che torni il Caporale Jacob, i nostri discutono un po' su quale possa essere una strategia di indagine.
"Se sfruttiamo il fatto che qui ancora nessuno ci conosce, possiamo andare a Mazza e Panella e fingerci dei clienti, interessati magari al gioco e a sostanze strane... gli facciamo capire che abbiamo un po' di soldi da spendere..."
"Ma i soldi non ce li abbiamo" dice Sven.
"E poi questo Theo potrebbe essere l'assassino materiale... mica facile farlo parlare"
"Dovremmo sperare che sia un pesce piccolo, anche perchè non abbiamo nulla su di lui, nulla per ricattarlo o altro..." dice Vodan. "Ma voi ogni tanto ci andate a giocare a questo Mazza e Panella?" domanda a Grace, Egon e alle altre due guardie del V Plotone. Misel annuisce: "di vista conosco questo Theo, è uno bello grosso. A volte sono stato a giocare a Mazza e Panella, è un posto divertente"
"Più tempo passa e più ci conosceranno come guardie" dice Colin. "Dovremmo muoverci presto"
Torna il Caporale Jacob, con aria soddisfatta.
Sven nota che al suo mignolo brilla un nuovo anello d'oro, che sembrerebbe proprio quello del ragazzino.
"Tutto a posto, niente di grave" dichiara il Caporale.
"Quali sono gli ordini, adesso?" domanda Engelhaft.
"Non so. Inizia a fare freddo quindi me ne andrei al Nido dei Cinghiali. Però certo... a me non mi convince tanto Sorella Nadine" dice il Caporale Jacob. "Quella non è la prima volta che ci nasconde dei fuggiaschi... o che racconta frottole per intralciare le nostre indagini. Se si potesse tenere d'occhio..."
Si offrono per l'incarico Engelhaft e Colin.
"Ottimo, noi invece ce ne torniamo alla base" dice il Caporale Jacob.

Visita alla cappella di San Moser

Guidati da Egon in un labirinto di strade e vicoletti, Engelhaft e Colin raggiungono la cappella di San Moser. E' ora di pranzo e sono già radunati molti poveri per una distribuzione di un pasto caldo. La piazzetta è riparata da dei tendoni più o meno robusti, ci sono panche e sgabelli ed un'anziana monaca paralitica che serve la zuppa, insieme ad un paio di donne.
Sorella Nadine sta sul retro della cappella, in una specie di piccola farmacia. Quando vede i due non sembra troppo sorpresa, li mette subito al lavoro per estrarre olio essenziale di origano, utile per curare tosse, polmonite e bronchite, e decotto di amamelide, che ha ottime proprietà emostatiche e cicatrizzanti.
Più avanti nel pomeriggio Colin e Engelhaft parlano un po' con Sorella Nadine, riuscendo a vincere il suo innato atteggiamento sospettoso. Sorella Nadine si dichiara convinta che Kolomon Schiele non possa essere l'assassino. Interrogata sulla malavita locale e su chi presta soldi intorno a Mazza e Panella, fa il nome di Eymerich Dorne. "Che in parte finanzia anche la nostra attività benefica", aggiunge poi. Il nome di Eymerich Dorne non risulta nuovo (vedi cronaca Nido di Vipere).

Il torneo di Briscola riprende

Finalmente al Nido dei Cinghiali riprende il torneo di briscola interrotto sul nascere al mattino. Vengono servite delle crocchette di patate, le guardie si possono scaldare e rinfrancare dopo una mattinata di duro lavoro.
Vodan scambia due parole amichevoli con la guardia che lo aveva sbattuto in cella un paio di sere prima. "Senza rancore", gli dice questi, un po' come a scusarsi, "quando si sta di guardia qui la notte è tutto un via vai di balordi..."
"Nessun rancore" lo tranquillizza Vodan.
Dopodichè Sven e Vodan scambiano due parole in privato. Sven racconta a Vodan dell'anello e di come a quanto pare le guardie siano piuttosto corruttibili.
"Tocca capire se vogliamo tirare dritto o meno... ma dobbiamo essere pronti a scontrarci con questa situazione..." dice Sven.
"Se gli becchi l'assassino vero anche Jacob dovrà abbozzare" dice Vodan.
"Eh, ma inizio ad avere il sospetto che ci sia di mezzo gente anche di un certo livello" dice Sven.
Per quanto riguarda l'approccio da tenere con Theo, i due sono un po' incerti.
"Dobbiamo scegliere se diventare suoi acquirenti, ma è costoso, gli devi far vedere i soldi..." dice Vodan.
"Non abbiamo i mezzi. Semmai proviamo un approccio più semplice, intanto cerchiamo di capire dove abita, quali sono i suoi contatti, le sue abitudini..." dice Sven.
"Lo possiamo pedinare quando esce da Mazza e Panella, vediamo dove va a dormire. Ma poi, prima di andarci a parlare, dobbiamo avere le idee molto chiare. Non abbiamo soldi e se è un assassino, o un complice, non accetterà certo gli spiccetti"
"Possiamo minacciarlo di far girare la voce che ci ha aiutato" suggerisce Sven.
"Speriamo che sia un pesce piccolo, altrimenti se ne frega" dice Vodan. "Ci servirebbe una leva per farlo parlare, dobbiamo raccogliere informazioni su di lui oppure faremo un buco nell'acqua".
"Ho paura che Jacob non ci assegnerà a simili incarichi, perchè sa che rischiamo di scoperchiare qualcosa..." dice Sven.
"Allora diciamo una stronzata a Jacob", dice Vodan, "e facciamo le indagini noi"
"Questo significherebbe oltrepassare un limite. In fondo non sappiamo quanto sia corrotto, sappiamo solo che si è fatto corrompere con un anello per non mettere in mezzo il figlio di un riccone"
"Indirettamente ha danneggiato l'indagine" dice Vodan.
"Potremmo chiedere al cicisbeo che abbiamo accompagnato qui... oppure al Sergente Page..."
"Dominik se ne sbatte, quanto a Page... chi lo conosce?"
"Allora proviamo a seguire la pista senza contravvenire agli ordini. Tanto ci dà ordini cretini... e noi lo facciamo in di più, dopo"
"Eh e poi sennò chi lo sente Engelhaft se lo degradano da caporale..." commenta Sven.

La testimonianza del segretario della Banca di Berenberg

Nel pomeriggio si presenta al Nido dei Cinghiali un giovanotto magro e dai capelli piuttosto unti color paglia. Indossa una giacchetta troppo larga per le sue spalle secche, ha il naso prominente e gli occhi di un verde acquoso. Il suo nome è Sebastian Bates, segretario della Banca di Berenberg.
"Buon giorno miei signori, sono venuto a rendere testimonianza sulle abitudini del defunto Mastro Igor Mortimer", dichiara. "Il de cuius era erborista e proprietario di una bottega nei pressi del Mercato Vecchio. Aveva 3 figli, due grandi e una bambina, ed abitava con la sorella nubile nel Sobborgo di Ponente. Vedovo da parecchi anni, aveva alcuni vizi ai quali faticava sempre più a resistere. Lungi da me voler parlare male di un uomo che ha trovato una simile tragica fine, ma egli aveva il vizio del gioco e delle donne di malaffare. A causa di tali vizi ha dilapidato i suoi averi ed ha contratto debiti, in primis con la nostra Banca. Non so di debiti contratti con altri, dubito che si sia rivolto all'istituto creditizio nostro diretto concorrente, il Monte dei Seebanns, in quanto egli teneva molto al proprio buon nome presso tale istituzione. È possibile che abbia cercato altre fonti di finanziamento, aimè, meno limpide, e che questo gli si sia rivelato fatale.
Per conto del mio superiore, Mastro Adonis, in passato ho svolto qualche idagine sul de cuius, in modo da valutare se fosse o meno opportuno concedergli un secondo credito, dopo il primo di 4 corone d'oro da lui contratto la primavera scorsa e soltanto in parte saldato. Dalle mie ricerche è emerso che Mastro Mortimer non era sufficientemente affidabile. Aimè adesso quasi mi sento in colpa per averlo così severamente giudicato... forse se gli avessimo concesso quel credito oggi lui sarebbe ancora vivo... Ma cosa avreste fatto, nei miei panni? Avreste ritenuto saggio prestare del denaro a un uomo soggetto a simili vizi? Sono ore che mi logoro in questi pensieri, ditemi voi..."
Sven ha un dubbio: "ma se avevate capito che Mastro Igor era insolvente, come mai la vostra banca si è rifiutata di prestargli del denaro? Aveva comunque la bottega a garanzia del credito, avreste potuto avanzare pretese su quella"
"Perchè la nostra banca è un'istituzione che ha una morale, che non si approfitta dei deboli" risponde piccato Sebastian. Sven e Bohemond si scambiano un'occhiata perplessa. Bohemond si stringe nelle spalle e sussurra a Sven "quello era membro della Lega dei Seebanns, non avranno voluto mettersi in situazioni complicate".
Il Segretario viene interrogato poi sui nomi di possibili contatti del de cuius presso la baratteria di Mazza e Panella.
"Nel corso delle mie indagini ho avuto modo di conoscere due suoi compagni di bevute" dichiara Sebastian Bates. "Uno si chiama Karol Ebener, un ubriacone malvissuto che di mestiere fa il norcino ambulante. L'altro è un falegname, tipo più tranquillo, di nome Marc Frisier".
"A chi appartiene la locanda Mazza e Panella?" domanda Sven.
"Viene gestita da Messer Carter, ma è di proprietà di stimati commercianti della zona" risponde Sebastian. Dopodichè costui viene congedato e si allontana, dopo aver ribadito la massima disponibilità a collaborare anche in avvenire. "Se poi avete piacere di stabilire un conto presso la nostra Banca, tenete presente che le Guardie come voi ricevono sempre un trattamento di favore", aggiunge andandosene.

Il da farsi

I Rimpiazzi si rivolgono quindi al Caporale Jacob, per domandare istruzioni.
"Che cosa facciamo adesso? A cosa rivolgiamo le indagini?"
"Nel mio quartiere, nella mia città, non si ammazzano le persone" dichiara il Caporale. "Noi, come Guardia Civica, dobbiamo dare il messaggio che queste cose non si fanno. Stavolta hanno un po' esagerato... e noi dobbiamo rompere un po' le scatole. "
"Andiamo a fare domande a questa gente, a Mazza e Panella?" chiede Bohemond.
"Non credo che prenderemo il colpevole... o magari prenderemo il colpevole materiale ma non sarà facile capire o rinchiudere chi lo ha mandato. Però dobbiamo dare il messaggio che non bisogna esagerare. Noi siamo elementi di equilibrio in questa città. Dobbiamo evitare problemi eccessivi, manteniamo l'equilibrio. Andate pure, rompete pure un po' le scatole... ovviamente senza esagerare".
Rimasti soli, i Rimpiazzi discutono un po' in privato.
Engelhaft riferisce in colloquio con Sorella Nadine, da cui è emerso il nome di Eymerich Dorne.
Engelhaft è un po' amareggiato: "Siamo qui alle dipendenze di un caporaletto, la cui unica finalità è di mostrare il suo prestigio in questo quartiere picchiando qualche poveraccio. Noi che cacchio facciamo?"
"Io disprezzo come voi il lassismo del caporaletto, ma se opera in queste modalità avrà delle ragioni, cioè sono delle politiche di contenimento del danno per gestire una situazione altrimenti ingestibile. Il nostro obiettivo oggi qui, mentre aspettiamo che la scappatella del nostro Ser Dominik vada avanti, non è di cambiare il mondo. Possiamo cercare di fare il nostro lavoro. Ci è stato detto di pestare i piedi a pesci piccoli per far capire di non fare assassinii, e questo è già un risultato. E probabilmente meglio di così non si farà. Io di andare da questo capobastone... Eymerich Dorne... bo... che ce ne viene?" dice Bohemond.
"Ci diamo la possibilità di ucciderlo?" chiede Engelhaft.
"Penso sia impossibile, oltre che non voluto dai nostri capi" dice Vodan.
"Siamo guardie, dobbiamo fare quel che ci viene ordinato" ribadisce Bohemond.
"Ma io non parlo di ucciderlo con con le divise indosso. Fuori dalle regole noi lo uccidiamo, perchè è un cattivo. E' un'ipotesi..." dice Engelhaft.
"Sarebbe una palese deviazione dagli ordini ricevuti" dice Bohemond. "Non abbiamo diritto di farlo, siamo dei cazzo di soldati..."
"Incappucciati" dice Vodan.
"Per me da un punto di vista morale non ci sarebbero problemi" dice Engelhaft. "Io sono un inquisitore e a quel che sappiamo Dorne traffica con roba scottante, c'era lui dietro al Risvegliato nel baule che aveva Magnus..."
"Facciamo un passo alla volta, vediamo cosa succede e poi decidiamo, all'impronta" dice Sven.
"A me viene un'idea spiritosa" dice Vodan. "Da quel che abbiamo capito probabilmente sono quelli o di Mazza e Panella, o questo Dorne, oppure altra gente che non sappiamo. Sicuramente non Kolomon. Andiamo dall'intermediario di Dorne, gli diciamo "sappiamo che sei stato te ma ti togliamo il problema e mettiamo in galera Kolomon ma tu in cambio ci dai un'altra merdata come quella che hai dato a Magnus quella volta, una cosa che sctta che te ne vuoi liberare. A me mi fa spaccare"
"E Kolomon?" chiede Sven
"Ehhh... so cazzi di Kolomon" dice Vodan.
"Archiviamo il caso e in cambio gli chiediamo una cosa" dice Sven.
"Se è stato lui ci dà qualcosa, sappiamo che è stato lui, e potrebbe partire in futuro la spedizione punitiva notturna. Se invece dice che cazzo stai a di' non so stato io, hai tolto una probabilità" dice Vodan.
"Io al posto suo non la prenderei sul serio sta cosa" dice Bohemond. "Ha senso solo se ti presenti lì con una prova schiacciante"
La discussione prosegue tra i vari Rimpiazzi, incerti sul dafarsi.
"La saggezza tumulare di Sven mi convince stavolta" dice Engelhaft. "Facciamo piccoli passi"
"Piccoli calci" dice Sven.
"Indaghiamo alla Barca Rossa a cercare Dorne e a Mazza e Panella" dice Vodan.
"Cerchiamo qualche indizio prima di andare a rompere le palle a Dorne" dice Engelhaft. "Io lo vorrei ammazzare.... ma cerchiamo prima di capirci qualcosa. Interroghiamo gli amici ubriaconi del morto".
E viene deciso di far così.

L'interrogatorio del norcino ambulante

Il norcino ambulante, Karol Ebener, vive presso una vedova non distante dalla Barca Rossa.
Nel tardo pomeriggio i Rimpiazzi lo vanno a cercare a casa.
Apre la porta la vedova Josefa, in vestaglia, con aria accaldata, occhi lucidi, sembra febbricitante. Solo Colin, colpito dall'aria un po' discinta della donna, inizia a sospettare di aver interrotto un convegno amoroso.
La vedova va a chiamare Karol, che scende poco dopo dalla sua stanza. E' un uomo magrissimo, smunto, con ulcerazioni sulla pelle e chiazze di alopecia, sembra che i linfonodi al collo siano oltremodo gonfi. Il suo aspetto è quello di una persona gravemente malata.
Engelhaft va subito al dunque, chiedendo di Mastro Igor. Karol sa della sua morte, che lo ha molto turbato. Inizialmente dice di non sapere nulla, ma dopo qualche insistenza e la promessa da parte delle guardie di acquistare qualche salamino, ammette di aver sentito il defunto che parlava di un "lavoretto" che gli era stato commissionato da tal Overdeen, persona importante che raramente si fa vedere alla baratteria.
"Di che tipo di lavoretto stiamo parlando?" domanda Sven.
"Veleno. Doveva preparare un veleno, qualcosa del genere..."
"E perchè te ne ha parlato?" insiste Sven.
"Siamo... eravamo amici... e poi se c'è una persona in grado di mascherare un sapore, quello sono io!" aggiunge, tra il serio e il faceto.

Il funerale di Mastro Igor Mortimer

Sorge il sole pallido del 3 dicembre. La giornata è umida ma non troppo fredda, c'è nebbia sul mare e un'atmosfera malinconica.
I nostri dicono al Caporale di voler parlare con la figlia di Mastro Mortimer. Lui è soddisfatto. "Bravi, siete molto attaccati. Ci sarà il funerale del decuius oggi" dice il Caporale Jacob.
"Potrei andare a vedere se ci sono persone sospette" dice Engelhaft.
"Se volete parlare con la figlia del decuius, quello è il posto giusto" dice il Caporale Jacob.
"Io amo i funerali, quindi vado" dice Engelhaft. Gli altri si aggregano.

Il cimitero si trova oltre il Sobborgo di Ponente, a distanza di vista dal mare. I nostri arrivano in anticipo, ancora non c'è nessuno nella campagna silenziosa, tutto tranquillo.
Engelhaft si mette a pregare, mentre gli altri commentano quanto sia ormai insolito trovarsi in un cimitero quieto e tranquillo, senza morti che si rialzino dalle tombe.
Dopo un po' si vede arrivare il becchino Rodhes, con una pala in spalla e l'orfanello che tiene una cariola. Si mettono a scavare una buca.
"Ci dobbiamo sbrigare, siamo un po' in ritardo, tra un'oretta arrivano" dice il becchino a Colin, che gli fa qualche domanda. Subito Colin viene arruolato e inizia a spalare.
"Che si dice di questo Mortimer?" chiede Colin al becchino.
"Che è morto"
Arriva un piccolo corteo con carretto trainato da mulo ed una decina di persone. Entrano nella cappellina per la funzione.
I nostri notano un uomo da solo sul fondo della cappellina, che ha l'aria triste e inquieta.
Engelhaft gli si avvicina, lui si scansa.
"Un amico di messer Mortimer?"
"Ci conosciamo?" domanda l'altro, intimorito.
"Se io voglio, ci conosciamo." L'uomo impallidisce "Siamo guardie del Margravio", spiega Engelhaft.
"Il mio nome è Marc Frisier" dice l'uomo.
La zia si gira arrabbiata e fa cenno di stare zitti.
Engehaft sta accanto a Marc Frisier, che è molto inquietato, sembra persino spaventato.

L'interrogatorio del falegname Marc Frisier

Amico e compagno di bevute di Mastro Mortimer, Marc Frisier è un debole ma cerca di condurre una vita ordinata: ha una bottega di falegnameria, specializzata in sedie, sgabelli e panche, una moglie e parecchi figli.
Engelhaft cerca di mettere a suo agio Marc Frisier: "Al caporale Jacob dispiacerebbe un altro omicidio nel quartiere... cerchiamo di evitarlo... se tu ci dici qualcosa abbiamo la forza e l'autorità per proteggerti.."
Dopo un po' di esitazione, l'uomo inizia a parlare. Dichiara di avere intenzione di smetterla col gioco d'azzardo e con gli altri vizi, perchè non vuole fare la stessa fine del suo buon amico Mortimer.
"Era un uomo generoso, qualche volta mi ha anche prestato dei soldi, per togliermi dai guai".
"Dunque dicci tutto quello che sai".
Frisier spiega di avere un debito nei confronti di tal Heywood, che già un paio di volte lo ha minacciato di fare un discorsetto a sua moglie. "Era ieri sera davanti casa mia, mentre mangiava con aria tranquilla una panella. Gli ho promesso che avrei saldato il debito stasera. Ho racimolato 4 corone d'argento... glie ne devo 6, ma spero che intanto si accontenti, e che stia alla larga dalla mia famiglia!"
"Sai dirci da chi dipende questo Heywood?" domanda Vodan. "Se ti dico delle iniziali... mi fai cenno...?"
Frisier fa una faccetta quando sente le iniziali "ED", quelle di Eymerich Dorne. Vodan annuisce soddisfatto.
"E insomma dov'è questo appuntamento?"
"In un capannone isolato oltre il Fronte del Porto, un magazzino a picco sul mare... non distante dal Bosco dei Picchi" dice Frisier. "Ma se Heywood vede che mi presento con le guardie... scapperà! E poi si vendicherà contro la mia famiglia!! Vi prego, non fategli capire che vi ho parlato...."
"Sta tranquillo, non sospetterà nulla" lo rassicura Engelhaft.

Leyden Mortimer spiega gli affari di suo padre

Al termine delle esequie i nostri si avvicinano alla figlia di Mastro Mortimer e le fanno qualche domanda sulle attività di suo padre, in particolare ciò che si sarebbe potuto evincere dai registri contabili del negozio.
"Il registro del negozio conteneva delle irregolarità, proprio così. Io non sono molto esperta, ma difficilmente mi confondo su queste cose. Sono convinta che mio padre nascondesse degli ammanchi di denaro, che poi venivano risistemati. Il registro serviva perchè doveva essere a disposizione della Lega, anche se molto raramente veniva visionato".
Riguardo ad alcuni nomi presenti nel registro, Leyden dichiara che:
  • Jeremy Overdeen a volte si recava in bottega per acquistare prodotti di uso comune, tendenzialmente costosi
  • Heywood si presentava a sera inoltrata in bottega, raramente lei l'ha incrociato: aveva un'aria un po' intimidatoria
La giovane entra nel dettaglio delle irregolarità, incoraggiata dalle domande dei suoi interlocutori:
"Il registro segnava ordinatamente tutte le ordinazioni, anche quelle provenienti da lontano. Recentemente avevo notato che l'apparente costo di erbe del tutto banali appariva innaturalmente gonfiato. Ho domandato a mio padre il motivo, ma lui ha negato. Incuriosita, quando è arrivato lo scorso carico da Sud, circa una ventina di giorni fa, ho sbirciato nello scaffale dove normalmente mio padre tiene sostanze un po' più pericolose, diciamo, e c'era un contenitore in terracotta contenente dei semi che non avevo mai visto. Ne ho serbati un paio, ripromettendomi di capire cosa fossero. Poi sono successe tante cose e mi è passato di mente. Se volete posso mostrarveli".
Colin si dimostra subito molto interessato e, insieme agli altri, accompagna la giovane a casa. Qui lei mostra allo speziale dei piccoli semi neri a forma di fagiolo.
"Si tratta di semi di Stramonio" dichiara Colin, "una pianta altamente velenosa. Può essere mortale se assunta in quantità elevate, oppure causare amnesie, allucinazioni, addirittura costringere persone a fare ciò che non vorrebbero... e in seguito dimenticarsene".
"Li possiamo tenere questi semi?" domanda Vodan.
"Ma certo, teneteli pure" dice la giovane.

La denuncia di una vecchia signora

I nostri tornano al Nido dei Cinghiali, dove arriva la vecchia Kinna, e sbraita contro le guardie che non si danno abbastanza da fare nel combattere il crimine.
Artemus l'ascolta annoiato, lei è sempre più aggressiva.
Engelhaft interviene e minaccia la donna di chiuderla in cella se continua ad oltraggiare le guardie.
"Ma allora è vero quello che dicono, che un cittadino onesto viene a denunciare un crimine e lo sbattete in galera!" dice la vecchia.
Dopodichè racconta, a suo dire per l'ennesima volta, che il fuggiasco Kolomon Schiele è passato proprio davanti casa sua, poco fa.
"Andiamo a controllare" dice il Caporale Engelhaft. Poi sprona l'anziana a tornarsene a casa. "Forza signo', che il sugo si attacca!"
La vecchietta se ne torna zoppicando verso casa sua e le guardie la precedono e fanno un po' di domande in giro.
In effetti sembrerebbe proprio che sia passato il ricercato, diretto verso Nord.
"E' la direzione della cappella di San Moser", dice Colin, ormai esperto della zona. "Andiamo a dare un'occhiata".

Il nascondiglio di Kolomon Schiele

I nostri si avvicinano cauti alla cappella, dove si stanno radunando un po' di poveracci che sperano in un piatto caldo. Dopo un po' di appostamento, notano che Sorella Nadine dà un paniere ad un ragazzino, il quale si allontana frettolosamente. Lo seguono Colin, Vodan e Bohemond fino ad uno scantinato non distante. Una volta che è uscito, i tre entrano e trovano... Kolomon Schiele, il ricercato.
Dopo averlo rassicurato, i nostri si fanno raccontare cosa è successo la sera del delitto.
"Mi trovavo davanti alla bottega di Mastro Mortimer, quando ho sentito che dentro c'era gente che litigava. Ho dato un'occhiata dalla finestra... c'erano due uomini, uno brandiva un’accetta, l’altro aveva una spada al fianco, che era quello che parlava. Ricordo bene quel che ha detto, ha fatto un discorso sui debiti da pagare, i servizi da svolgere... Mastro Igor ha detto che aveva ricevuto un carico da Amer e che presto avrebbe fatto quanto pattuito, ma siccome il tizio con la spada insisteva, a un certo punto ha detto una cosa... ed è successo tutto velocemente. Ha parlato di... loggia, ha detto una cosa tipo "puoi dire al tuo padrone che conosco il suo volto e la sua loggia. Immediatamente il tizio con la spada ha fatto un cenno a quello con l'ascia, che è partito all'attacco. Inutilmente Mortimer ha provato a sparare con la balestra... è stato ucciso"
"E tu che hai fatto?"
"Mi sono accorto che c'era una donna alla finestra e le ho fatto cenno di chiudersi dentro, poi sono corso via, fino all'angolo. Dopo poco i due sono usciti, quello con l'ascia rasportava una cassetta di legno"
"Li hai riconosciuti?"
"Quello con la spada no, era di spalle, non ho riconosciuto la sua voce. Aveva un mantello pregiato, di colore blu... si capiva che era uno benestante, un signore. L'altro, quello con l'ascia... sì, l'ho riconosciuto. Si tratta di Theo, il buttafuori di Mazza e Panella.

Riflessioni dopo la rivelazione di Kolomon Schiele

Ritrovatisi da soli, i nostri discutono sul da farsi.
"Abbiamo il nome dell'esecutore materiale, questo Theo... già coinvolto nella compravendita di sostanze illecite" dice Bohemond. "Che facciamo?"
"Bisogna fare qualcosa co sto Theo", concorda Vodan.
"Bisognerebbe prenderlo... nasconderlo...." propone Colin.
"Non abbiamo i mezzi per nasconderlo" dice Vodan.
"Beh ma io per nasconderlo intendo prenderlo, farlo a pezzi e buttarlo in mare" dice Colin.
"Alla faccia di nasconderlo!" dice Sven.
"Ha senso andare da Mazza e Panella" dice Colin.
"E vediamo come gira il fumo..." dice Bohemond.
"Inutile nasconderci dietro al dito, il prossimo passo è Theo, ma dobbiamo capire prima come gestirlo" dice Sven.
Engelhaft spiega ai compagni che il termine loggia è spesso associato al culto di Gargutz.
"Amici, purtroppo vi devo insegnare una cosa triste del mio mestiere. Nell'Inquisizione la via più facile per ottenere prove e testimonianze non è andare subito a cercare il pezzo grosso, ma torchiare il pezzo piccolo, perchè è quello che ha più paura e..."
"Cioè Theo?" domanda Vodan.
"No, il salsicciaio" dichiara Engelhaft.
"E perchè non la vecchia?" domanda Bohemond.
"Il salsicciaio è l'unico che ci ha fatto il nome di Overdeen. Perchè il salsicciaio sa più cose del falegname? Che poi guarda caso è l'unico che vince a carte... il mondo basso sfortunatamente è quello che puoi più facilmente torchiare con il braccio secolare".
"Scusate ma è semplice, abbiamo un bersaglio: il buttafuori Theo" dice Sven.
"Non è così disarmato come pensi, appena lo arresti lo tirano fuori..." dice Engelhaft. "Il salsicciaio non lo tira fuori nessuno"
"Magari perchè non sa un cazzo" dice Vodan.
"Se la vuoi chiudere qua vai da quello e lo uccidi... negherà fino all'inverosimile" dice Engelhaft.
"Tu che vorresti fare al salsicciaio?" chiede Vodan.
"Magari non c'entra nulla" dice Sven.
"Ma no, secondo me può darsi che non sia implicato come è implicato Theo..." inizia Engelhaft.
"Te credo... è l'assassino theo!" dice Vodan.
"Ma magari il salsicciaio è il baro che viene mandato ai poveracci a fregargli i soldi e implicarli nel problema degli strozzini. Un adepto di Gargutz potrebbe anche fare questo" dice Engelhaft.
"Il ragazzino ricco conosce Theo e magari ci sa dire qualcosa..." dice Bohemond.
"Adombriamo al caporale la possibilità, gli diciamo che ci sono tracce che portano a Mazza e Panella, dovremmo andare giù pesante con qualcuno che lavora lì...e vediamo come reagisce" dice Sven.
"E però gli devi dire che tracce..." dice Colin.
"Non tocchiamo il figlio del nobile ma a Mazza e Panella dobbiamo andare a fare un po' di casino" dice Sven.
"E poi cosa chiedi a Theo?" chiede Engelhaft.
"Ci andiamo giù pesante perchè abbiamo la copertura del caporale" dice Sven "Dobbiamo capire fino a dove possiamo spingerci"
"Dico una stronzata" dice Vodan "non rompiamo il cazzo a Theo per il momento, aspettiamo un po'. Non andiamo a menare il salumaio perchè secondo me non conviene, invece prima possiamo andare al caporale e farci dare una minima autorizzazione, gli diciamo che dobbiamo raccontare un po' di cazzate, fare finta di essere guardie corrotte e così via... se il caporale dice di si, andiamo dal salsicciaio e gli diciamo che siamo in contatto con roba interessante di cui ci dobbiamo disfare, questi sono 3 semi e ne abbiamo molti altri... e vediamo il salsicciaio come reagisce" dice Vodan.
Colin propone di riaprire il canale di approvigionamento dello stramonio.
"Magari i figli del morto hanno bisogno di un bravo erborista" dice Colin.
"E' un lavoro lungo, non credo che abbiamo il tempo" dice Bohemond.
"Certo col cadavere di quello ancora caldo... è una cosa lunga" dice Vodan. "Ora noi potremmo insabbiare il caso. uno va da qualcuno grosso e gli si dice che possiamo mandare il caso in porto oppure insabbiarlo... se ci guadagno qualcosa..."

Preparativi per la spedizione da Heywood

Prima di recarsi dal falegname, Marc Frisier, i nostri discutono a lungo su come comportarsi, per evitare di metterlo in pericolo e allo stesso tempo riuscire a individuare il losco Heywood.
Chiedono anche al Caporale Jacob il permesso di svolgere la missione esplorativa al porto.
"Sarebbe una buona cosa interrogare questo Heywood" conferma il Caporale. "L'ho sentito già in passato nominare, ma non l'ho mai visto".
"Adesso andiamo a raccogliere la sua deposizione" dice Vodan. "Ma non vogliamo allarmarlo troppo. Stavamo pensando di andarci a parlare come se fosse uno informato sui fatti, gli diciamo che stiamo indagando su uno che gli deve dei soldi"
"Fate attezione che ci potrebbe essere qualche rischio" dice però il Caporale. "Io ho già perso diversi uomini, recentemente, e mi dispiacerebbe molto avere altri feriti o peggio nel mio plotone."
Dopodichè il Caporale dice anche che almeno uno dei Rimpiazzi, "uno grosso", deve svolgere un altro incarico insieme a Grace e Egon. "Si tratta di un'operazione di scorta riservata", dichiara.
Bohemond si presta all'incarico, mentre gli altri vanno alla bottega del falegname.
Una volta fuori dal Nido dei Cinghiali, Engelhaft propone ai compagni una sua teoria preoccupante: "Il Caporale ha cercato di capire più informazioni possibili su quel che dobbiamo fare con Heywood, ha un po' scoraggiato la spedizione e poi ha cercato di indebolire il gruppo, rendendolo meno forte, togliendo uno 'grosso'. A me sembra molto sospetto. Se fosse stato il Sergente Rock, avrebbe insistito e preteso più informazioni. Questo secondo me non insiste perchè ha la coda di paglia".
"Ora però mi è venuta voglia di andare da Heywood" dice Vodan.
Segue una breve discussione per decidere l'approccio, e come regolarsi riguardo alle armature. Alla fine si decide che Sven e Engelhaft restano qualche decina di metri dietro, in armatura, rispetto a Colin e Vodan che svolgeranno il pedinamento più furtivo.

Verso il luogo dell'appuntamento

Il falegname chiude la bottega, Vodan gli si avvicina silenziosamente e lo tranquillizza.
"Tutto a posto, tu vai all'appuntamento, porti i soldi, noi faremo finta di averti pedinato... così non ti sospetterà nessuno"
Il buon falegname ha un’aria davvero molto agitata e impaurita, chiude le imposte della bottega e insiste di nuovo con i Rimpiazzi: “vi prego, qualunque cosa accada… non mi mettete nei guai! Quella è gente che non scherza, io ho famiglia…”
"Sta tranquillo, puoi contare su di noi".
Il falegname si avvia verso il luogo dell'appuntamento, un magazzino che si trova oltre il Fronte del Porto, in una zona buia e poco popolata, con alcune case diroccate, tende, e nelle vicinanze la sagoma ombrosa del Bosco dei Picchi.
Il mare è mosso, si ode il fragore delle onde.
Vodan e Colin vedono la sagoma di Frisier avvicinarsi alla scogliera, qui alta una decina di metri, e scomparire. C'è infatti una scaletta scavata nella roccia, da cui si può scendere su un molo di legno, oltre il quale si trova il magazzino: una grossa palafitta dall'aria dismessa, dalle cui assi malridotte filtra tuttavia un pochino di luce.
Sul molo è ormeggiata una barca.
Vodan e Colin si appostano sul ciglio della scogliera, nei pressi di alcune casse abbandonate ed una grossa carrucola. Sven e Engelhaft aspettano un po' distanti, in silenzio.
D'un tratto Sven ha la sensazione di essere osservato. Poco dopo scorge una figura furtiva che sgattaiola sul ciglio della scogliera, poco più a est rispetto a Colin e Vodan, e tramesta un paio di minuti in silenzio, per poi dileguarsi.
Passa un po' di tempo, il falegname non esce dal magazzino.
"Quanto ci mette a dare 4 monete?" si domanda Vodan.
"Forse stanno discutendo delle monete mancanti" dice Colin.
Passano altri 5 minuti e Vodan (con un 9-9-9 di ascoltare) riesce a udire dei lamenti portati dal vento: "Pietà! Non lo sapevo, lo giuro!". E' la voce del falegname.
Poco dopo si avvicinano anche Sven e Engelhaft e il gruppetto decide di scendere a vedere che sta succedendo nel magazzino.

Combattimento nel magazzino

I nostri scendono le scalette e avanzano lungo il molo. Bussano alla porta.
"Siamo guardie, stiamo entrando" dice Sven.
Silenzio.
"C'è qualcuno?"
Nessuno risponde, ma si sente il mugolio di qualcuno che si lamenta, imbavagliato.
Affacciandosi all'interno, i nostri vedono un tavolinetto con sopra una lanterna e, subito dietro, il povero falegname legato, imbavagliato e malmenato.
"Ehi, chi ti fa del male?" domanda Engelhaft avanzando.
"Visto che non c'è nessuno, io slegherei il poveraccio" dice Vodan.
Pochi istanti dopo si sentono pronunciare delle rune ed una ragnatela magica si materializza addosso a Colin, Vodan e Engelhaft, appiccicandoli tra la robaccia, le casse di legno mezze rotte e il tavolinetto traballante. Sven riesce ad evitarla spostandosi nella direzione opposta.
"Siamo guardie, non siamo qui per combattere... qualsiasi cosa stiate facendo, smettete" dice Sven.
Si sente una voce dall'alto, da un ballatoio avvolto dalla tenebra: "Chi vi manda? Avete una sola possibilità per rispondere"
"Il nostro superiore è il Caporale Jacob" dice Sven. "Stavamo seguendo il falegname, abbiamo sentito dei rumori... possiamo anche parlarne"
"Risposta sbagliata" dichiara la voce dall'alto.
Engelhaft si rende conto che sta per essere lanciato un altro incantesimo, ed invoca gli Dei per fermarne gli effetti. Fortunatamente quindi non sembra accadere nulla.
Ma subito dopo qualcuno dall'alto tira un dardo di balestra sulla gamba del falegname, che si dimena disperato. Anche Engelhaft, che si sta liberando dalla ragnatela, viene raggiunto da una freccia, ma l'armatura sapientemente indossata lo protegge. Vodan strappa la ragnatela e corre verso il falegname per proteggerlo, facendogli scudo col tavolino.
Nel parapiglia che segue, Sven trova nascosto tra le casse abbandonate un uomo armato e lo affronta in combattimento. Dopo un rapido scambio di colpi, è il Rimpiazzo di Uryen ad avere la meglio, e il malvivente finisce a terra rantolante col ventreo gravemente ferito.
Colin si rende conto che la ragnatela magica sembra essere infiammabile e ne tira una ciocca sul ballatoio, dopodichè riesce a tirarci contro anche la lanterna, che si spacca. Viene però colpito a sorpresa da un dardo (forse avvelenato) dalle spalle: qualcuno sembra nascondersi nei pressi della porta del magazzino.
Vodan protegge il falegname, Engelhaft prega, Sven si accorge con sorpresa che in un buco del pavimento che dà sull'acqua, si sta muovendo cautamente un uomo dalla cui mano si sprigiona della luce magica.
Il chiarore tremolante illumina un minuscolo molo sferzato dalle onde ed il fianco di una barchetta a remi.
Sven non perde tempo e salta sul molo, mentre la luce si spegne.
Almeno altri due uomini sono sul ballatoio, accanto alla scaletta sotto cui si sono appostati Vodan e Engelhaft. Uno si allontana, muovendosi verso il piccolo incendio appiccato da Colin, e Engelhaft sale per incalzarlo. L'altro si sposta nella direzione opposta, per arrampicarsi ad una carrucola, e Vodan gli va dietro, trascinandolo giù e coinvolgendolo in una bonaria scazzottata.
Engelhaft è meno bonario: con un'unica solenne mazzata in testa, spacca il cranio del povero grassoccio brigante, che muore sul colpo.

La barchetta del mago

Mentre di sopra il combattimento infuria, Sven si rende conto che il mago in fuga è salito a bordo di una barchetta a remi, sballottata dalle onde che si infrangono tra i pali di sostegno della palafitta.
Il buio è assoluto, ma ad un tratto il mago lancia l'incantesimo Flash, con cui cerca di abbagliare il suo inseguitore.
Il risultato è però che Sven, benchè infastidito dalla luce improvvisa, riesce a localizzare almeno a grandi linee il nemico e gli mena colpi alla cieca, riuscendono a ferire un paio di volte: prima di striscio alla gamba, poi più violentemente al ventre. Dopodichè la barchetta si allontana abbastanza da non essere più a tiro dei colpi di Sven, che torna quindi di sopra ad aiutare i compagni.
Vede Vodan che sta facendo a pugni con un bandito, e gli si sostituisce: "Vodan, lo stronzo sta scappando su una barchetta.... vedi se riesci a beccarlo con l'arco in qualche maniera..."
Vodan abbandona la scazzottata, che prende un'altro tono quando Sven, con due colpi bene assestati, ferisce gravemente il nemico.
Vodan corre dall'altra parte del capannone, dove apre una finestraccia mezza rotta e mira alla barchetta del mago che, mossa dalle correnti, si allontana verso Est. Il primo colpo si conficca sul fianco della barchetta, la sagoma del Mago ferito si rannicchia ancora più su sè stessa. Ma Vodan prende meglio la mira e scocca di nuovo, stavolta centrando in pieno il bersaglio.
La barchetta vaga alla deriva col moribondo a bordo. Vodan esulta di soddisfazione.

Colin esegue un arresto

Colin esce dal magazzino e scorge la sagoma di un uomo in fuga verso la scaletta sulla scogliera. Gli corre dietro.
Il fuggiasco, agile di movimenti, inizia a salire le scalette ma, al momento della curva del piccolo tornante, prende male le misure e scivola di sotto, cadendo in basso di un paio di metri sulla roccia (5-5-5 atletica). Colin gli è subito sopra.
"Arrenditi e non ti farò del male" dice Colin.
Il tizio fa una faccia malinconica e allunga la mano, come a chiedere aiuto. Colin esita qualche istante poi gli porge la mano per aiutarlo, ma il cattivone prova a trascinarlo di sotto e farlo cadere dalla scogliera. Colin riesce a rimanere in piedi e, con lo stocco, lo colpisce lievemente sulla testa.
"Ok mi arrendo, mi arrendo", dice allora il malvivente, e lascia cadere con nonchalance qualcosa in mare.
Colin obbliga il fuggiasco a ritornare sui suoi passi e, tenendolo bene sotto mira con la punta dello stocco, lo riporta al magazzino.

L'interrogatorio di Heywood morente

Ben due banditi feriti hanno provato a salvarsi tuffandosi nel buco del pavimento, verso il molo sottostante: il primo affrontato da Sven e il secondo, prima preso a pugni da Vodan e infine ferito gravemente di nuovo da Sven.
Il primo è riuscito ad aggrapparsi al moletto, benchè a stento, e rimane a mollo nell'acqua gelida a lungo, prima che Engelhaft si accorga di lui e provi a tirarlo in salvo. L'altro, più sfortunato, finisce in acqua e non ha la forza per tirarsi su, e muore tra i flutti in poco tempo.
Il superstite, ripreso con un certo sforzo grazie alla carrucola e all'aiuto di Vodan, è proprio Heywood, la persona che doveva incontrare il falegname (che giace ferito in un angolo, spaventato a morte).
Le condizioni di Heywood appaiono subito disperate a Engelhaft, che prova a stabilizzare la grave ferita al ventre dell'uomo.
"Ah sei tu Heywood lo stronzo" dice Engelhaft. "Scelta sbagliata eh, combattere contro le guardie, quando sei debole. Tra l''altro sei anche empio e corrotto. Quando è finito tutto, quando saranno morti tutti i tuoi compagni, vedremo se riesci a spravvivere, ma sopravvivi per morire, ma potresti rendere l'anima agli dei.. e consegnare i tuoi compari... Dicci chi ti manda".
Heywood sembra stremato, trema e sta per esalare l'ultimo respiro, riesce a pronunciare solo un nome: "Darkenblot".
"E chi è?"
"hhh.. aiuto..."
Engelhaft lo sostiene. "Cerca di sopravviere qualche minuto perchè ci devi raccontare la storia di Darkenblot per salvarti l'anima . Io posso salvarti l'anima".
L'unica preoccupazione di Heywood, a quanto pare, è quella di far sì che i suoi fratellini ottengano il denaro che ha messo da parte "nell'orcio, sotto il tiglio, vicino alla bottega della lavandaia Lotte, mia mamma"
E' disperato, piange, "mamma, perdonami..."
Vodan gli promette che consegnerà il denaro ai fratellini, se lui racconta di Darkenblot.
"Darkenblot è nellla innocenza di smeraldo", prova a dire Heywood, "ha la maschera... occhi rossi..."
"Tu sai niente della Loggia?"
"Lo smeraldo..."
"La faccia è la maschera"
"Io non sono della Loggia, lo faccio solo per denaro"
Riesce a biascicare qualcosa su un paravento che raffigura una ragnatela nell'Ongelkamp, dietro c'era Dorne"
"Chi era il mago sulla barchetta?"
"Adrien, lui è della Loggia"
"E a che serviva un mago per prendere quattro soldi a un falegname?"
"Lui doveva capire quante ne sa il falegname, roba che non mi intendo..."
Colin lo medica, ma anche lui concorda nel dargli ben poche speranze di sopravvivenza.

L'interrogatorio di Oskar

L'altro prigioniero, quello catturato da Colin, dichiara di chiamarsi Oskar.
E' un uomo sui 25 anni, rosso di capelli, smilzo.
"Che fai nella vita?"
"Rubacchio" risponde lui. "Stasera ficcanasavo"
Racconta di essere stato pagato da Adrian. "Non faccio parte della Loggia, ma so che esisto".
"Che veleno mi hai tirato addosso?" gli domanda Colin.
"Un veleno che viene dal Nord, da certi insetti grossi che hanno là" risponde Oskar.
"E l'hai buttato? Che spreco..." commenta Colin. "Chi te l'ha venduto?"
"Mastro Mortimer".
Vengono fatte un po' di domande a Oskar, che parla con malcelato disprezzo della combriccola della Loggia: "tengono le maschere per impressionare i cretini, poi si tolgono le maschere e vanno a bere in taverna"
"E' Theo l'assassino di Mastro Mortimer?"
"Possibile" risponde Oskar.
"E Mortimer faceva parte della loggia?"
"Credo di sì."
Minacciato di finire in galera, Oskar si dimostra molto fiducioso di venire liberato in tempi rapidi. "Vuoi sapere chi è la guardia corrotta? Mettimi dentro, aspetta, e vedi chi mi tira fuori. E avrai la tua guardia corrotta".
"No, perchè non me lo fa sapere"
"E' più semplice se muoiono tutti nell'incendio del magazzino" suggerisce Colin.
"Io però posso esservi utile" inizia a allarmarsi Oskar. "Quando Adrian non si farà più vedere, qualcuno verrà a contattare me... portatemi a casa, uno di voi, o due, come volete, mi sorveglia... e nel giro di un giorno o due qualcuno mi verrà a contattare, garantito"
"Però quanto è perfetto se va tutto a fuoco... e nessun testimone..." insiste Colin.
"Prima sentiamo il falegname, cosa sa il falegname di così importante... "
"Voi consegnatemi alle guardie, mi faccio un paio di notti in guardina, poi mi fanno uscire, e vi faccio contattare..."

Bohemond di pattuglia alla Barca Rossa

Mentre i suoi compagni sono in missione al magazzino, Bohemond svolge un ruolo di pattuglia, insieme a Grace, Egon e altri Plotoni, nelle adiacenze della locanda "La Barca Rossa".
C'è un insolito via vai di carrozze e gente ben vestita, e gli ordini del Caporale sono che non voli una mosca, che sia tutto tranquillissimo.
Il grande dispiegamento di uomini garantisce che non ci siano problemi.
Bohemond ha modo di notare diverse carrozze con insegne celate, una delle quali appartiene a Ser Flechen, il signore che ospita Ser Dominik: riesce anche a scorgere il capo biondo e ricciolone del fratello minore del Burgravio di Uryen, anche lui presente alla serata.
Con un certo fastidio nota anche una carrozza con i simboli (nascosti) della Chiesa del Radioso, da cui scende un uomo vestito di nero, magro, alto e non giovane, forse un prelato.
La serata si svolge senza contrattempi e a tarda sera gli ospiti altolocati lasciano il quartiere malfamato e se ne tornano tranquillamente a casa loro.

Al magazzino, dopo il combattimento

Dopo aver interrogato il moribondo Heywood, viene interpellato Marc Frisier, il falegname. Questi ha parecchio da raccontare, che in precedenza aveva sottaciuto per timore di gettare discredito sul vecchio e defunto amico Igor Mortimer.
"Messer Mortimer, qualche tempo prima di venire ucciso, mi aveva confidato che aveva avuto un abboccamento per entrare in una certa "loggia" e che aveva incontrato un intermediario che gli aveva proposto di liberarlo dai molti debiti in cambio di un impegno: per dimostrare la propria affidabilità avrebbe dovuto fornire un certo tipo di veleno "ipnotico", che si chiama Elisir Mesmerico"
"Sai com'era composto, se c'era una ricetta?" domanda Colin.
"Non so niente di preciso, forse ce l'ha la figlia? Non saprei proprio.... In ogni caso Igor aveva acconsentito, era settembre. Di lì a breve ebbe notizia di 3 suicidi sospetti, avvenuti in famiglie importanti della nuova aristocrazia. Temendo che si trattasse di suicidi causati dall'assunzione del veleno da lui creato, provò a tirarsi fuori da questi vincoli, stava cercando disperatamente i soldi per togliersi dagli impicci, ma non sapeva come fare, perché ormai sapeva un po' troppe cose...."
Udite queste cose, Vodan si reca nuovamente da Oskar e gli fa un discorsetto.
"Senti, non è andata bene, abbiamo votato... abbiamo deciso che non ce la farai. Lo vedi quel fuoco? Adesso bruciamo tutto e farai parte dell'arredamento che andrà a fuoco. Ma prima che ci salutiamo... come avrai capito non siamo molto d'accordo... io per esempio mi sono rotto i coglioni di stare al soldo di quel prete raccomandato, io sono soldato semplice, lui è un cazzo di caporale... quindi ti dico una cosa. Io forse mi posso giocare una carta per farti sopravvivere. Ma voglio che in cambio mi presenti qualcuno di grosso, tipo Adrian. Se io riesco a fare questa cosa tu sparisci e ti fai contattare e gli parli di me e gli dici che sei vivo solo grazie a me. "
"Io posso farti incontrare Dorne" dice Oskar, preoccupato
"E mi fai pure ammazzare da Dorne?"
"E un uomo lungimirante che sa riconoscere le persone che vogliono crescere. Tu alloggi dove alloggiano le guardie? Dammi il tuo nome e ti farò avere notizie"
"Vodan"
"D'accordo".
"Fa del tuo meglio e anche io farò del mio meglio".
Poi Vodan torna dagli altri e racconta quel che ha detto. Dopodichè decidono se ammazzarlo, imprigionarlo o cosa.
Sven propone: "lo prendiamo, lo portiamo dalle guardie e diciamo che ci ha confessato cose inenarrabili, guardie corrotte... e lui porta avanti la mezza cazzata di Dorne e contemporaneamente cerchiamo di capire se qualche guardia lo prova a far scappare"
"Voi sottovalutate le capacità dei devoti di Gargutz. Questo se ce lo perdiamo non o ritroviamo più e la lettera che ti arriva ti mette in trappola" dice Engelhaft.
"Dalle guardie lo sorvegliamo bene e vediamo che succede" dice Sven.
Decidono il dafarsi.
Engelhaft dice BRUCIAMOLO (e forse mentre brucia darà qualche nome migliore di Dorne).
Sven dice portiamolo in galera, "diamo un calcio al vespaio e vediamo che succede. Evitiamo di fare pure una cosa non bellissima"
Colin dice : "Mah... io mezz'ora fa gli ho teso la mano perchè stava cascando in una scogliera e mi ci voleva buttare a me... ma io di solito non voto di ammazzare la gente così, a sangue freddo... Bisogna capire qual sono i nostri obiettivi. Se dobbiamo obbedire agli ordini, siamo già andati molto oltre, dovevamo consegnare Kolomon e al massimo arrestare Theo. Un altro obiettivo potrebbe essere cercare, rimanendo sulla scia della morte di mortimer, continuare a dipanare questa matassa, capire come sono andate davvero le cose. Poi ci si è aperto davanti un casino assurdo. Cosa vogliamo fare, capire quali sono le guardie corrotte?"

La proposta di Engelhaft viene accolta

Engelhaft fa una proposta: "ci sta un'opzione. Poichè sospettiamo che questi siano adepti di Gargutz, noi potremmo e io ho il potere per farlo, trasferire questo tizio presso la chiesa, dove forse non hanno agganci."
"Perchè no?" dice Vodan.
"Però ti devi rivelare come un alto esponente dell'Inquisizione, e ti escludono dalle idagini se ci sono guardie corrotte, e ti attiri addosso un mirino grosso come una casa".
"Lo potremmo ache fare in maniera occulta, consegnarlo i segreto al prelato, che se l.o prende in carico"
Sven "nel senso che lo insacchiamo, lo portiamo in chiesa di nascosto, e qui bruciamo tutto... questo avrebbe senso."
Il piano di Engelhaft fa ridere e viene accettato.
"Ma se la Chiesa ci piscia o sorella Nadine dice che la Chiesa del Merdoso non va bene...." dice Vodan...
"Se dice così.... si fa fuori" dice Engelhaft.

Alla Cappella di San Moser

Vodan prende un sacco e benda il prigioniero Oskar. Poi gli sussurra all'orecchio: "Io non voglio parla' con Dorne, ma col prossimo tipo Adrian, uno che non mi caga in testa dopo 2 minuti"
Oskar acconsente e lo rassicura che per parlare con Dorne si inizia sempre dagli intermediari.
I nostri dopodichè accompagnano a casa il povero falegname zoppicante. Poi passano a prendere Bohemond, che nel frattempo è tornato al Nido dei Cinghiali.
Si preparano a raccontare chissà quante storie, ma nessuno chiede niente, Artemus e Bohemond stavano giocando a carte e interrompono semplicemente la partita.
Vodan accompagna Bohemond dagli altri, e gli racconta cosa è successo al porto. A sua volta Bohemond riferisce di ciò che ha visto fuori dalla Barca Rossa.
Si riuniscono tutti.
Camminano verso San Moser e intanto parlottano anche con Bohmeond.
Engelhaft fa a bussare alla cappella chiusissima di sorella Nadine. E' ormai notte fonda.
Dopo qualche minuti apre sorella Nadine, un po' sospettosa.
"Credo di essere entrato in contatto con adepti del dio degli inganni mascherati da una sedicente loggia. E crediamo di aver catturato uno dei loro adepti, oltre che uccisi molti altri, un certo Heywood. Abbiamo il problema di dove collocare il prigioniero..." esordisce Engelhaft.
"Non me lo vorrete portare a me" dice sorella Nadine.
"No, si chiama Oskar, sa che sono un prete e visto che temo che le guardie siano corrotte, e lui sa troppe cose, pensavo di consegnarlo alla Chiesa. Volevo avere notizia da voi se possiamo fidarci..."
"Meglio delle guardie sicuramente sono"
"Ma sono persone sante?" insiste Engelhaft.
"Chi sono io per giudicare la santità di pesone che conosco così poco" dice lei, seccata.
"Il mio amico Bohemond ha visto un anziano dinoccolato che frequentava la bisca della barca rossa" dice Ehgelhaft. "La sua carrozza aveva le insegne della Chiesa del Radioso".
"Potrebbe essere Padre Ecbert."
Colin le chiede dei suicidi in città.
Sorella Nadine infastidita risponde solo su Karola Von Heimer. Poi buona notte.

Alla Chiesa del Radioso

Mentre vanno verso la Chiesa del Radioso, ormai nel cuore della notte, Vodan si avvicina a Oskar, incappucciato, e gli chiede cosa ne pensi della chiesa.
"La chiesa va benissimo, perfetta" risponde Oskar.
Arrivano alla grande chiesa, buia e chiusa. Bussano alla porta della canonica adiacente.
"Chi è là", domanda poco dopo una voce.
"Vengo dalla chiesa di Surok devo parlare urgete mente con padre Gert e padre Vanor" risponde Engelhaft.
"Adesso?"
"E' una cosa urgente"
"Come vi chiamate"
"Padre Engelhaft Todenehmer."
Poco dopo arriva in vestaglia padre Vanor, un giovane di bell'aspetto con i capelli lunghetti e lisci, gli occhi celesti ed una vestaglia di seta nera indosso. Si presenta, ha l'aria stupita e curiosa su cosa stia accadendo. Engelhaft spiega brevemente la situazione.
"Avremmo bisogno delle vostre segrete. Discrezione, padre"
Padre Vanor fa accomodare i nuovi arrivati, lancia un'occhiata perplessa al prigioniero incappucciato e poco dopo torna con le chiavi delle segrete. Accompagna Engelhaft e i suoi giù per una scaletta, attraverso un corridoio con delle celle chiaramente in disuso da molto tempo. Mostra anche una stanza con vecchi strumenti di tortura abbandonati, arrugginiti e polverosi.
"Per adesso ci basta una cella normale" dichiara Engelhaft, dopo aver dato un'occhiata interessata alla vecchia strumentazione.
"Io non ho carcerieri" ammette Padre Vanor, mentre ammanetta il prigioniero ancora incappucciato in una cella vuota.
"Ci pensiamo noi" dice Engelhaft. "Dev'essere tutto molto riservato perchè siamo sotto copertura"
"Sì, ma i voti che ho prestato in nome di santo Pyros ...."
"Se vi chiedono qualcosa, padre, rifiutatevi di di rispondere" dichiara Engelhaft perentorio.
Una volta tornati di sopra, i nostri scambiano qualche altra parola con il giovane sacerdote.
"Mi sentito parlare di Karola Von Heimer e della sua morte?" chiede Colin."E' stato lui"
"Intendete dire che ha causato il suicidio di quella poverina?" domanda Padre Vanor, stupito. "Una mia cugina si è tolta la vita in cirocstanze mistriose nello stesso periodo..."
"Potrebbe essere collegato" dichiara Engelhaft, e si fa raccontare la storia della povera Eleonora Flechen, sorella di Ser Flechen, peraltro ospite di Ser Dominik di Uryen.
Dopo essersi ripetutamente raccomandati di mantenere il segreto, i nostri lasciano la Chiesa del Radioso.

Spedizione in mare

E' l'alba quando Bohemond, Sven e Vodan raggiungono il Fronte del Porto.
Pagano un vecchio pescatore per accompagnarli in una perlustrazione della costa, alla ricerca della barchetta dove dovrebbe trovarsi il corpo senza vita (o quasi) del mago Adrien.
La barchetta esce in mare nella mattina brumosa del 4 dicembre, sballottata dalle onde.
Non è facile perlustrare la costa così irregolare a Est di Feidelm, tra gli scogli e le grotte, ma proprio durante il ritorno Sven ha l'impressione di scorgere qualcosa, si alza e, sbilanciandosi, finisce per cadere in acqua (2-2-2).
Viene prontamente ripescato dai compagni, che lo traggono in salvo, ma il giovane soldato è bagnato fino all'osso di acqua gelida e l'aria pungente del mattino lo raffredda terribilmente. La spedizione torna alla base senza successo e Sven si asciuga e si mette a riposare, scosso dai tremiti della febbre.

Il ritrovamento del cadavere e la vedova inconsolabile

E' il mattino del 4 dicembre al Nido dei Cinghiali.
I nostri Rimpiazzi di Uryen riposano, dopo la faticosa nottata trascorsa in piedi e al freddo. D'un tratto si sente però vociare dal piano inferiore, e il Caporale Jacob viene a comunicare, con aria sconsolata, che è stato ripescato il cadavere di un "signore", che stava alla deriva su una barchetta.
"Il povero disgraziato pare fosse crivellato di frecce, colpito da armi varie... un casino. Non ci voleva, un altro morto..." dice il Caporale, amareggiato.
I nostri gli raccontano di conoscere grossomodo di chi si tratti, e di essere responsabili dell'uccisione, ma il Caporale scuote il capo.
“No, beh, ragazzi… forse dalle parti vostre funziona così, a Nord, coi mostri… ma qui siamo persone tranquille, non è che potete fare i morti così. Sono sicurissimo che questo era un figlio di buona donna, non dubito… ma se veramente era un signore, una persona di buona famiglia… o peggio ancora se era uno con amici importanti e pericolosi… è un macello”.
“Il mio consiglio? Facciamo finta di niente, sarà l’ennesimo omicidio impunito… vediamo che succede. Se si sa che siamo stati noi, le guardie, a farlo fuori… alla fine si dimostrerà pure che abbiamo ragione, ma prevedo grandi rotture per tutti. E pericoli per voi. Io ve lo dico, qui a Feidelm ci stanno persone pericolose, voi mi sa che non l’avete molto chiaro questo concetto… però io non voglio altri morti nel mio Plotone. “
“Anche perché… sapete a chi tocca andare dalle mogli, dalle madri dei commilitoni a dirgli che sono stati ammazzati sul lavoro? Voi magari direste al Sergente, ma purtroppo non è così. Il Sergente non alza il sederino dalla seggiola del suo ufficio, non si scomoda per queste spiacevoli incombenze. E quindi lo sapete a chi è toccato farsi il giro delle famiglie dei compagni a dare la brutta notizia, quando c’è stato l’incidente? Al sottoscritto. E se c’è una cosa che ho imparato è che non voglio più doverlo rifare. O… ancora peggio, non voglio nemmeno pensare a quanto sarebbe brutto se qualcuno dovesse un giorno andare a casa mia e dire a mia moglie che sono finito ammazzato. Voi siete giovani e a queste cose non ci pensate…. Ma datemi retta, la pelle è pelle”.

Esame del cadavere

I nostri acconsentono a seguire i consigli del Caporale e si preparano per accompagnarlo a visionare la barchetta col cadavere.
Il corpo del morto presenta varie ferite: una spadata profonda al ventre e una freccia al torace sono le più gravi, oltre che una ferita da taglio alla gamba e molte escoriazioni. Il poveraccio è morto dissanguato e assiderato, nonostante avesse fatto un tentativo disperato di stabilizzarsi da solo le ferite con un lembo del proprio mantello. Dev’essere stata una lunga agonia.
Gli abiti del morto sono pregiati, indossa un mantello marrone con inserti di pelliccia, l’abito è di velluto color porpora e la camicia di lino. Gli stivali sono scomparsi, probabilmente qualcuno tra i pescatori se li è rubati.
Indosso al morto non ci sono soldi (o qualcuno li ha fatto sparire), ma ci sono un paio di sacchetti con della strana roba (due ragnetti vivi, dello zolfo, della cenere). Al collo ha una collana d’argento con un ciondolo a forma di ragno (che ad un esame accurato sembra nascondere una chiave). Non ha tatuaggi né altro di particolare indosso.

La vedova inconsolabile

Nel primo pomeriggio arriva al Nido Dei Cinghiali una giovane donna molto bella ed elegante sui 20 anni, la quale si presenta come Lucida Herzschmerz, attrice nonché vedova inconsolabile di Adrien Herzschmerz.
Si presenta con un calessino leziosissimo trasportato a mano da un uomo di fatica, un servitore probabilmente proveniente dall’ongelkamp.
Viene condotta a riconoscere il cadavere, del quale aveva appena denunciato l’irreperibilità, e davanti al corpo si profonde in grandi pianti.
“Sono un’attrice della compagnia stabile del Gran Teatro. Il mio povero Adrien lavorava nel teatro, come scenografo ed esperto di illuminazione. Siamo sposati da pochi mesi… io sono originaria di Surok. Povera me, che cosa triste! Non capisco chi possa averlo voluto uccidere!”
I nostri le chiedono di poter visitare la casa del defunto e lei acconsente.

Perquisizione a casa di Adrien Herzschmerz

Il gruppo, dopo un ultimo sguardo del caporale che invita a tenere un comportamento prudente, si incammina al seguito del calessino di Lucida Herzschmerz.
"Guarda, non ti far intortare dalla vedova, lo so che sei sensibile al fascino femminile... Sven... so che sei passato per dei passaggi dove nessnuo ha avuto il coraggio di passare... intendo l'orrendo bordello di Shasda..." dice Engelhft a Sven, "non sottovalutare la donna, perchè appartiene a una setta pericolosa... tu che sei monolitico nella tua ingenuità rocciosa che fin'ora ti ha salvato... stai attento"
"Sono profondamente toccato dalle tue parole" dice Sven.
Poi Engelhaft si avvicina al facchino di Lucida Herzschmerz.
"E' da molto che siete al servizio degli Herzschmerz?"
"Eh si diversi mesi" dice il tizio con un accento di Nuova Lagos.
"Avevate un buon rapporto con il signore?"
"Meglio con la signora" risponde il facchino Tom.
Casa di Lucida si trova proprio davanti al Gran Teatro di Feidelm.
Lei a ad avvisare al teatro del ritrovamento del corpo di suo marito e lascia che le guardie perquisiscano casa sua. Sven la accompagna.
La casa è tutta dominata da lei e dalle sue cose: piccola e leziosa, non ha quasi traccia della presenza di un uomo.
Sven assiste a Lucida che piange e dice piangendo ai compagni attori che il marito è morto, e tutti piangono.

Il ripostiglio dietro le quinte

"Non è possibile, non c'è nulla del morto" dice Engelhaft.
"Deve stare da qualche parte la sua roba" dice Bohemond.
"Forse aveva un nascondiglio nel teatro" suggerisce Colin.
E così, dopo aver chiesto il permesso alla vedova inconsolabile, i nostri vengono ammessi alle quinte del teatro e al ripostiglio, in alto dietro al palco, dove Adrien Herzschmerz lavorava.
Mentre Lucida siede da una parte, in lacrime, gli altri frugano tutto meticolosamente e trovano alcuni oggetti interessanti:
  • una maschera dall'aria minacciosa, con occhi rossi e spirali sulle guance, in mezzo al materiale di scena e alle maschere e ai costumi
  • un sigillo in pietra preziosa verde che raffigura un ragno stilizzato, nel doppiofondo nascosto sotto al tavolo di lavoro, apribile con la chiave ritrovata al collo del morto
  • reagenti magici vari (zolfo, cenere, sangue essiccato, prismi)
  • pergamene e materiali per scrivere
  • appunto sbruciacchiato nel braciere, su cui è ancora leggibile qualche parola: ELLA POLAR - ALAGGIO - XII

Il sospetto sirenetto

Nel corso di un breve interrogatorio dei teatranti, Bohemond prova un immediato ed epidermico sospetto nei confronti di un soggetto ambiguo, dall'aria efebica, biondastro e vagamente effemminato, che si presenta come Rudyard Doll. E' un attore che nell'ultimo spettacolo, "La tempesta perfetta", interpreta la figura di un essere marino, una creatura degli abissi che attira i naviganti col suo canto, traendoli verso la sventura.
Rudyard non nasconde la tristezza per la morte di Adrien.
Interrogato su dove potesse essere andato Adrien la notte dell'assassinio, e come mai il suo corpo fosse stato rinvenuto su una barchetta alla deriva, Rudyard lascia intendere che il defunto avesse una storia adulterina con una cameriera dell'Osteria del Tulipano, tal Megan, fidanzata a sua volta con l'oste.
"Può darsi che fossero in giro per una gita romantica in barca", ipotizza.
Engelhaft, indispettito dall'atteggiamento allusivo e mellifuo dell'uomo, inizia a chiedergli se abbia un amante e di chi si tratti, ma Rudyard nega, offeso e indispettito.
"Con che autorità mi chiedete tutto questo?"
"Siamo delle guardie!" risponde Engelhaft.
"Delle guardie non dei guardoni" dice Rudyard.
Engelhaft passa in fretta alle minacce, fino a quando Rudyard ammette e fa un nome, Goodwin Sands, allievo del Convitto del Radioso.

Spedizione all'Osteria del Tulipano

Sven, Vodan e Engelhaft vanno all'Osteria del Tulipano a parlare con la cameriera Megan.
Dopo un po', muovendosi con cautela per non attirare troppo l'attenzione dell'oste, i nostri invitano la giovane a parlare in disparte, e le raccontano di quel che è accaduto.
"Conosce tal Adrien Herzschmerz?" domanda Sven.
"Sì certo, è un cliente della nostra locanda"
"Ha avuto un incidente... grave... irreparabile diciamo" dice Sven.
La giovane manifesta il dispiacere per la brutta notizia, ma non capisce perchè le guardie glie lo stiano comunicando con tanta solennità.
"Abbiamo saputo che voi eravate legati... amanti, praticamente"
"Eh? Che cosa?" Megan cade dalle nuvole.
Il suo stupore sembra genuino, come pure la preoccupazione che una simile menzognera voce si sparga. I nostri si scusano con lei, la rassicurano che non metteranno in giro voci sul suo conto e se ne vanno dagli altri, che nel mentre erano andati alla Biblioteca del Convitto del Radioso a cercare il significato della parola "ALAGGIO", appartenente al gergo marinaresco.

La scomparsa del Sirenetto

I nostri si affrettano al Gran Teatro, per chieder conto a Rudyard Doll della menzogna detta.
Arrivano tuttavia e lui è tornato a casa.
"Dove abita?"
Nessuno lo sa con precisione, anche se sembra alloggi da qualche parte nel Sobborgo di Levante.
Velocemente tornano tutti nelle vicinanze del Nido dei Cinghiali, dove fanno qualche domanda in giro, al fornaio Ben Dieci e ad altri bottegai: molti conoscono Rudyard di vista ma nessuno sa con esattezza quale sia casa sua.
Allora Engelhaft si ricorda della vecchia signora Kinna, e le va a bussare.
La vecchia signora sa tutto, ed è felicissima che Engelhaft la interpelli in aiuto delle guardie cittadine. Accompagna i nostri presso casa di un anziano signore, tal Petersen Octavius, che affitta stanze a varie persone, tra cui l'ambiguo Rudyard.
Petersen fa accomodare le guardie e dice che Rudyard è passato non molto prima da casa ma è stato poco, è andato via velocemente.
"Possiamo controllare la sua stanza?" chiede Sven.
"Ma naturalmente".
La stanza è semplice, si vede che sono stati fatti i bagagli in fretta e non c'è più nulla di significativo. Sul tavolo sono però presenti tre volumi:
  • La tempesta perfetta
  • Steli spezzati fiori recisi
  • Il Vascello Fantasma La Baychimo
I tre volumi vengono requisiti.

Spedizione al porto

Vodan e Colin si recano al porto a cercare qualcosa di collegato agli indizi ritrovati nel braciere di Adrien.
Dopo una breve ispezione individuano una nave ormeggiata che si chiama la Stella Polare. E' deserta, sembra sia stata scaricata.
Ci sono anche un paio di magazzini per l'allaggio, sorvegliati da qualche guardia.
"Vorrei ispezionare la nave, non dobbiamo farci vedere dalle guardie" dice Vodan. "Dovremmo pensare a un diversivo"
"Potrei scivolare in mare e farmi aiutare dalla guardia" propone Colin.
L'idea piace, quindi i nostri vanno a recuperare dei panni di scorta al Nido dei Cinghiali, non distante, e si preparano alla pantomima.
Colin si beve un bicchierone di superalcolico e torna barcollando al porto. Dopo poco "cade" in acqua e, annaspando, inizia a gridare per essere soccorso. Come previsto, le guardie accorrono per aiutarlo, gli lanciano delle funi per farlo aggrappare.
Il salvataggio non è facile, Colin quasi affoga, finchè finalmente una delle guardie si deve buttare in acqua per ripescarlo. Dopodichè viene riportato fradicio e tremante al Nido dei Cinghiali.
Intanto Vodan ha approfittato della distrazione delle guardie per arrampicarsi a bordo della Stella Polare.
La nave è stata svuotata, non c'è nulla di significativo nella stiva, è tutto in ordine e chiuso.
L'unica cosa interessante è il diario di bordo, a firma del famoso capitano Disko Troop, che lo stesso Vodan conosce di fama.
Dal diario di bordo emerge che la nave fa spesso rotta tra Amer e Feidelm. L'ultimo carico conteneva una cassetta per Igor Mortimer, regolarmente ritirata, pagata e controfirmata, e una per Adrien Herzschmerz, apparentemente ancora giacente.
Le precedenti consegne erano state firmate da Adrien e sigillate col timbro rinvenuto nel suo nascondiglio.
Vodan memorizza tutte queste informazioni e si accinge a inventarsi un modo per tornare a riva senza farsi vedere dalle guardie, nel frattempo tornate a sorvegliare i moli.
Dopo un po' Vodan decide di mettersi a dormire nella branda del Capitano, in modo che la mattina seguente, con più movimento sui moli (e sotto una pioggia battente) riesce a scendere senza farsi notare.

Le indagini proseguono

5 dicembre, mattina piovosa a Feidelm.
Il Caporale ordina a Engelhaft di dare supporto a Grace e Egon al mercato, dove c'è bisogno di sorveglianza.
Bohemond va alla Chiesa del Radioso a informarsi su Eleonora Flechen, cugina del sacerdote che si è tolta la vita in circostanze misteriose.

Bohemond in chiesa

E' in corso una funzione officiata proprio da Vanor Flachen, a cui assistono una trentina di ragazzi del Convitto. Tra loro Bohemond riconosce Archibald e prova a parlarci, ma il il Rettore Padre Ecbert Morris si frappone e dichiara che non è ammissibile che una guardia parli con un suo allevo senza che lui sia presente. Bohemond prova a scrollarselo con un Richiamo all'Ordine.
"Per portare a compimento l'incarico che sto svolgendo per conto del Margravio, e nell'interesse superiore della giustizia, ho bisogno di conferire confidenzialmente con il ragazzo, che può essere un importante testimone".
"Vi accompagno comunque nel mio studio".
I due possono finalmente parlare da soli.
"Caporale mi mettete nei guai" dice Archibald.
Bohemond gli chiede di Ruyard Doll. Archibald Crawley, giovanotto con qualche vizio, figlio del noto armatore Harry Crawley, fa i nomi dei suoi due compagni e parla di un posto fuori città dove si vedevano per poesie e altre attività, ma lui non c'è mai stato.
Bohemond chiede a Archibald del suo rettore, che lo descrive come un uomo integerrimo. Poi Bohemond gli chiede di tenere d'occhio il Rettore se fa cose strane. Il ragazzo, un po' turbato, acconsente.
Poi Bohemond va da Padre Flachen. Sta con Gert e gli offrono la colazione, servita da Tranione il Servitore. Chiede informazioni su Eleonora Flechen. Vanor gli racconta tutto quel che sa e promette di metterlo in contatto col cugino, Ser Flechen.

Informazioni su Eleonora Flechen

Eleonora Flechen, sorella di Ser Flechen (ospite di Ser Dominik). Si suicidò a fine ottobre gettandosi nei flutti agitati del mare, davanti a numerosi testimoni, di ritorno da un ballo al Castello.
Si stava per sposare con un importante nobilotto di Surok, in base ad un accordo matrimoniale importante (Morel Von Krankenheit). Il matrimonio avrebbe creato un legame importante a livello di nuova nobiltà e Morel avrebbe acquistato il ruolo di Magistrato del Margravio. Con la morte della ragazza è ovviamente saltato il matrimonio e Morel non otterrà questo prestigioso incarico politico. Attualmente la carica è vacante.

Due parole col prigioniero Oskar

Bohemond si fa accompagnare dal prigioniero Oskar, nelle segrete della Chiesa.
Gli chiede se può aiutarlo a trovare Ruyard, che Oskar definisce "un attorucolo da 4 soldi che raccoglie informazioni compromettenti su gente famosa per poi ricattarli"
"So che si stava lavorando dei ragazzetti, figli d'oro, per poi ricattare le famiglie".
Fa il nome di Messer Carter, di Mazza e Panella. Dice degli incontri a Mazza e Panella e alla Barca Rossa e di Eymerich Dorne, che sarebbe indirettamente proprietario di entrambi gli esercizi commerciali.

Colin dalla figlia di Igor Mortimer

Colin si presenta alla casa di famiglia del defunto, dove vive sua sorella e i tre figli. La figlia è piuttosto turbata e racconta a Colin che qualcuno si è infilato in casa loro nottetempo. Hanno denunciato il fatto alle guardie del Sobborgo di Ponente. Loro dormivano e non si sono accorti di nulla, ma la perquisizione è stata accurata: evidentemente i malfattori cercavano qualcosa di nascosto ma di piccolo, forse dei fogli. Colin esamina i mobili rotti e suggerisce di chiedere consiglio a Marc Frisier, il falegname amico di Mastro Igor. I figli acconsentono. Sono molto preoccupati.
Colin torna al Nido dei Cinghiali a parlarne coi compagni.

Vodan e Sven da Mazza e Panella

Vodan e Sven cercano di contattare Disko Troop. Iniziano da Mazza e Panella, che sembra proprio un locale tranquillissimo, piacevole e familiare. Mangiano panelle e bevono succo di mela, poi fanno amicizia con un gruppetto di 4 marinai ameriti intenti in una discussione culinaria se siano meglio le panelle col limone come ad Amer o con le spezie come si mangiano a Nord.
Sven e Vodan socializzano, Vodan racconta aneddoti di Nuova Lagos e della fuga dal porto assediato, al che i marinai sono felici di vantarsi del loro capitano Disko Troop, che pure si rese protagonista di un'avventura simile.
"Dove alloggia? Ci piacerebbe conoscerlo"
"Sta in un caseggiato vicino al Fronte del Porto, alloggiamo più o meno tutti lì... per questi mesi invernali"

Il Caporale Jacob si arrabbia

Finalmente tutti si ritrovano al Nido dei Cinghiali, tranne Engelhaft che è ancora impegnato al mercato. Parlottano tra loro sul dafarsi e decidono di andare prima di tutto a casa di Heywood a recuperare il suo tesoro. Ingenuamente viene interpellato il caporale, chiedendogli se sia stata avvisata la famiglia di Heywood della sua morte.
"E' morto? Chi l'ha ammazzato? Dove sta la salma?" domanda il Caporale Jacob.
I nostri si guardano imbarazzati, avevano omesso di fare rapporto sugli eventi sanguinosi nel magazzino abbandonato, della notte tra il 3 e il 4 dicembre scorsi.
"Se devo avere altre brutte notizie ditemelo subito... quanti sono i morti?"
"Un numero pari, perchè dispari porta sfortuna" prova a sdrammatizzare Sven.
"Ma santa pace, voi non li dovete ammazzare, i criminali, li dovete assicurare alla giustizia!" sbotta il Caporale. "Da voi siete abituati a cose brutte, guerre, morti viventi e che ne so io, ma qui, in questa città, le cose funzionano così, non si ammazzano le persone!!"
Nonostante Vodan provi a giustificare l'operato del gruppo, spiegando che i nostri, qualificatisi come guardie, sono stati attaccati, il Caporale è davvero tanto tanto arrabbiato.
"In fondo uno l'abbiamo catturato" ammette Sven.
"Ne avete catturato uno? E dove sta?" chiede il Caporale.
"Secondo me poi è morto" dice Vodan
"Ci è spirato tra le mani" farfuglia Sven.
Il Caporale sospira. "I corpi dove li avete lasciati?"
I nostri si guardano. "Cioè avete abbandonato i cadaveri in un magazzino abbandonato per 2 giorni senza dir nulla a nessuno? Ma siete pazzi? Adesso mi accompagnate lì e vediamo che diavolo avete combinato."

Visita al magazzino abbandonato

Il Caporale e i quattro mesti rimpiazzi di Uryen vanno a ispezionare il magazzino abbandonato. Lo spettacolo è orrendo. Un cadavere decapitato con la testa spappolata, un altro mezzo marcio e saponificato, tutti rosicchiati dai topi.
"Allora, cerchiamo di limitare i danni. Evitiamo di dover mettere in mezzo il sergente. Noi stamattina abbiamo trovato questo magazzino dove è accaduto un efferrato delitto. Questa è la versione dei fatti che dovrete dichiarare."
"Un gioco erotico finito male" commenta Bohemond.
"Adesso voi prendete questi tre cadaveri e li portate al Nido dei Cinghiali, in modo discreto, senza farli vedere a nessuno, e ripulite questo schifo"
"Ma non si potrebbe far fare a dei becchini?" domanda Colin.
"No, fate come dico io."
Il caporale poi ribadisce che non deve più accarere una cosa del genere e che se ci sono combattimenti o qualsiasi altra cosa rilevante dev'essere fatto puntuale rapporto.
"Le scartoffie non sono il nostro forte" dice Sven
"E poi dobbiamo proseguire l'indagine..." insiste Colin.
"Ma che indagine, ora fate quello che dico io" dichiara il Caporale, e se ne va.

Il trasporto dei corpi

"I caretti dove cazzo li troviamo?" chiede Bohemond appena il Caporale si è allontanato.
"Cerchiamo un marinaio e portiamoli via con la barca" dice Colin.
"Se lo fai al porto lo vedono tutti..." dice Vodan, "che arriva la barca della morte... una scena orribile".
"Che casino, con la capoccia di quello..." dice Bohemond.
"Dobbiamo capire come portarli su per la salita ripida" dice Vodan.
"Non c'era un piccolo argano?" dice Colin
"Pure l'argano mi fa morire! " dice Vodan. "Non siamo pratici di ste cose..."
"Vanno portati a braccia... che schifo" dice Bohemond. "Si mettono in un sacco e si ricompongono in un altro luogo"
"Buttiamoli a mare e basta" dice Colin
"Sì, e ammazziamone altri 4 da un'altra parte, più facili da trasportare" dice Bohemond scherzando.
"Lenzuolone di merda e si portano a spalla" dice Vodan, "sopra la scogliera".
"E cerchiamo il carretto, 2 carriole"
In assenza di sacchi, usano una rete da pesca.
Bohemond va a negoziare l'affitto di un carretto. Trova un tizio con un carretto carico di roba, con un mulo.
L'uomo si incuriosisce, fa domande, riesce a capire che c'è da portare dei morti, nonostante Bohemond cerchi di tagliare corto.
Lui parla con la moglie curiosa poi acconsentono ad aiutare Bohemond in cambio di un modesto compenso. Bohemond scarica i mobili per liberare il carretto. Poi è costretto ad ammettere di non saper guidare il carretto e chiede aiuto al tipo, che si chiama George, e il suo asino Giacomo.
George curioso racconta di avere visto gente sospetta, movimenti due notti prima.

Le Trecce di Marianna

Viene ispezionata nel mentre la barchetta ormeggiata al moletto: Le trecce di Marianna.
C'è un bauletto chiuso a chiave. Spaccano la serratura. Contiene:
  • 7 monete d'argento
  • 4 boccette chiuse, con del liquido di natura incerta
  • mappa dettagliata della costa
  • lente d'ingrandimento
A bordo si trovano anche:
  • mantellone cerato
  • lanterna
  • vino, formaggio, salsicce
Colin vede macchie di sangue e catena con manette in un angolo.
Ma non c'è tempo da perdere, bisogna imbustare i cadaveri e tirarli su per la scaletta fino al carro di George.
L'operazione è faticosa e molto sgradevole, e resa più complicata dalla pioggia insistente. Infine, stanchi e sporchi, i nostri riescono a tirare su i 3 corpi e caricarli sul carretto. Dopodichè la comitiva raggiunge il Nido dei Cinghiali e George viene pagato.
Mappa della costa

Protezione del testimone

E' il pomeriggio del 5 dicembre e finalmente i cadaveri sono raccolti nel sotterraneo del Nido dei Cinghiali. Colin chiede al Caporale dove sia la Caserma di Ponente. "Sta accanto alla stazione di posta"
"Posso andare ad acquisire inform..."
"No"
"Perchè no?"
Il caporale lo guarda e non risponde.
Nel sotterraneo del Nido dei Cinghiali c'è anche il cadavere di Adrien. Ora sono 4 morti.
Anche a Engelhaft, appena tornato dal mercato, tocca un predicozzo. "Io un po' mi meraviglio"
"Che ci sia tanta feccia in giro, caporà"
"No, no. Io mi stupisco che tu sei di età... una persona seria, matura.... loro sono ragazzi e la guerra gli ha un po' bacato il cervello... ma i morti non si abbandonano così.... voi siete abituati che dalle parti vostre non c'è problema... tanto poi i morti si rialzano..."
"C'è stato un errore, anteporre le indagini su Adrien... sulla burocrazia..."
"Sono i superiori che ti coprono le spalle, ma se i superiori non sanno niente, come te le coproono le spalle?"
Bohemond suggerisce di portare al Nido dei Cinghiali il testimone, Marc Frisier.
"Questa è musica per le mie orecchie" dice il Caporale Jacob. "Portatemelo qui".
Lungo la strada Colin ricorda ai compagni di dire al falegname di non parlare del prigioniero Oskar.
"No perchè sennò ci smerda" dice Colin.

I dilemmi di Bohemond

"Ragioniamo. Ci serve che questo prigioniero stia all Chiesa del Radioso? Dove stanno nani, ballerine, frocioni in vestaglia di raso..." dice Bohemond.
"Se vuoi continuare l'indagine ci serve" dice Engelhaft. "E non devi decidere da solo, dobbiamo decidere insieme. Gli hai ricordato che c'era un testimone, al Caporale, di cui si era perfettamente dimenticato."
"Inutile piangere sul latte versato, tocca prendere il falegname e portarglielo. Che gli diciamo?" dice Vodan.
Bohemond non vorrebbe continuare a tenere nascosto il prigioniero Oskar nelle segrete.
"Tutto questo perchè ti ha fatto la ramanzina? Ti stai pentendo?" dice Engelhaft
"Eh, abbiamo fatto varie cazzate. Arrivi qui, con l'atteggiamento di saper fare la guardia meglio di loro..." dice Bohemond.
"Il mago l'abbiamo ammazzato, ma andava ammazzato... e doveva morire..." dice Vodan. "Abbiamo ammazzato il mago e siamo andati a prendere il sigillo, e col sigillo forse andiamo a sdoganare al porto la cesta di semi neri... e invece ce li prendiamo noi sti semi, l'indagine non poteva andare tantissimo meglio, sta andando abbastanza bene"
"Ma l'autorità che abbiamo per svolgere le inagini proviene dalla guardia, che ora però non ci stima perchè gli stiamo nascondendo le cose" dice Bohemond.
"Eh ma è chiaro che la gurdia civica locale ha alcuni obiettivi, poi ci stiamo noi che non riusciamo a stare in una stanza a giocare a briscola, perchè siamo dei cacacazzi random... se vuoi far star bene il nostro caro sergente, non gli dobbiamo dir niente" dice Colin.
"Io voglio svolgere le indagini qui come Guardia Civica di Feidelm" dice Bohemond.
"Ma non cachi abbastanza il cazzo" dice Vodan.
"Abbiamo avuto dei buoni risultati, dobbiamo ricevere un mandato esplicito" dice Bohemond, "Altrimenti quel che facciamo si sbiciolerà al primo passo falso, e già ne abbiamo fatto uno di passi falsi. diventerà una posizione sempre più indifendibile"
"Il caporale ci ha contestato il fatto di aver ammazzato dei criminali che criminaleggiavano... perchè è un problema che gli creiamo..." dice Vodan. "Dovevamo ammazzarli, hanno combattuto fino alla morte"
"Sta a noi fargli capire che abbiamo fatto l'unica cosa utile..Dobbiamo dirgli del prigioniero, mica possiamo fare il cazzo che ci pare".
"E' ovvio che facciamo il cazzo che ci pare" dice Engelhaft.
"Se glie lo dici crei un altro casino enorme" dice Vodan. "Di nuovo avrà il trauma che gli abbiamo nascosto le cose"
"Questo comprometterebbe completamente la nostra posizione" dice Engelhaft.
"Essenzialmente ha ragione" dice Sven.
"Ma voi pensate veramente che continuare a divaricare la forbice all'infinito sarà un atteggiamento fruttuoso?" dice Bohemond. "Dobbiamo dirgli cosa stiamo facendo"
"Ricordati che c'è la terza cazzata, che non gli abbiamo detto che sappiamo chi è stato l'assassino, abbiamo tutto... gli dovremmo dire quello pure... abbiamo il testimone principale nascosto... stiamo facendo il contrario di quello che ci ha detto di fare" dice Vodan.
"Come pensi di continuare a tenerlo, questo segreto?" dice Bohemond.
"Siamo tutti d'accordo che il caso si risolve, prima o poi. Stiamo solo ritardando la soluzione, perchè vogliamo andare a fondo"
"Ci stiamo muovendo in un territorio che non è il nostro con una superficialità estrema." dice Bohemond.
"A sto punto lasci perdere e ti metti a giocare a briscola pure te" dice Sven.
Engelhaft parla a Bohemond. "Se noi adesso facciamo come dici tu, finisce come ha detto Sven, tarallucci e vino. Il che significa che lo stregone, la confraternita di Gargutz e tutto il merdaio che tu hai il DOVERE di ripulire resta così"
"Ma io ho il dovere altrettanto cogente di ubbidire in buona fede agli ordini che mi vengono impartiti, ed è un dovere sacro"
"Non se vanno contro gli ordini della Chiesa. Dovresti fare quello che dico io" dce Engelhaft
"Se il mio superiore mi impartisce un ordine legittimo, io devo ubbidire" dice Bohemond.
"Tu sai benissimo che costoro sono corrotti ..."
"Non hai elementi che sia così" dice Bohemond. "Io ho percepito la preoccupazione di evitare una possibile insurrezione domani"
"Quesa città è una insurrezione" dice Vodan. "è già peggiorata... forse può diventare ancora peggio... "
"Io gli direi, caporale, si deve sedere, perchè gli raccontiamo una storia che non si aspetta. E gli si dice esattamete quello che è successo, che sappiamo... tutto quanto. e vediamo che dice".
"Non vuoi più tenere nascoste le cose al tuo superiore" riassume Vodan.
"Esatto".
Engelhaft suggerisce di decidere attraverso una votazione e suggerisce di chiedere ordini a Sir Dominik.
Colin dice che ci sono due strade: agire nell'interno della guardia locale, convincendo il Caporale che siamo persone serie e che lui non ha ragione con il suo approccio "buonista" di tenersi buoni i criminali per far morire meno persone possibile. L'altra possibilità è riconoscere tra noi di aver fatto uno scivolone parlandone con lui... io non credo che sia colluso, credo sia veramente uno che preferisce pace, tranquillità.. rispetto ad avere una guerra civile continua tra questi gruppi. La seconda strada è che facciamo finta di esserci pentiti e poi chi vuole continua le indagini e chi non vuole resta a giocare a briscola"
"Io vorrei considerare la possibilità di svincolarsi dal Caporale. Ser Dominik ha la possibilità di svincolarci dalla guardia, ed è amico di uno danneggiato da questa gente. IL fratello di Eleonor Flechen. Io potrei anche palesarmi a lui nella mia funziona, che in fondo è nota a Barun..." dice Engelhaft. "Potrei seguire la cosa da privato inquisitore, insieme alla chiesa."
"Se ritieni di provare a esperire questa strada, io sarei contento" dice Bohemond.
"Io penso che questo tizio non sia un criminale, Jacob, sia soltanto uno smidollato. Se gli andiamo a parlare non ci butterà dentro un fosso ma stopperà tutto. Quindi se vogliamo continuare dobbiamo essere conseguenti, continuare a fare i cani sciolti. O cercare altri padroni... è fattibile ma molto campata per aria" dice Sven
"Si potrebbe andare dal Ser, speigarli la nostra situazzione e chiedergli consiglio" dice bohemond
"Perchè pensi che il ser sia meno smidollato di Jacob?" dice Sve
"Perchè potrebbe avere un interesse politico a sposare questa causa" dice Engelhaft.
"Io queste cose dell'autorità non le so, non le ho mai capite e poi Barun mi sta anche sul cazzo, mi interessa dell'elisir mesmerico" dice Colin.
"Se tu scegli la mia scia arriverai all'elisir mesmerico, fidati" dice Engelhaft.

La votazione

Si vuol dire tutto a:
Ser Dominik: Engelhaft, Bohemond
Jacob: -
Nessuno: Vodan (prima voglio la cassa di Heywood), Collin, Sven
Dalla votazione prevale: NESSUNO.
"A questo punto non voglio sapere un cazzo di quello che fate" dice Bohemond.
"Mi dispiace di metterti in questa situazione, non avevo idea" dice Vodan.
"Parliamo del falegname" dice Engelhaft.
"Gestitelo" dice Bohemond. "Voi c'eravate, io non c'ero, lui ha visto quello che è successo... dovete convincerlo a mentire al caporale delle guardie. Se ci riuscite... auguri" dice Bohmemond
"Gli si dice che deve dire tutto tranne una cosa, il sopravvissuto" dice Vodan.

Il falegname

La porta di casa del falegname è stata rinforzata.
"Chi bussa?" chiede una voce femminile.
"Siamo guardie, volevamo sapere come sta il falegname"
"Ah bene, bene"
Dopo qualche minuto apre il falegname, con le stampelle e il volto tumefatto.
Vanno insieme al Nido dei Cinghiali.
Si fermano a parlare prima di arrivare.
"Come avrai capito c'è da raccontare quello che è successo" dice Vodan. "Sarai chiamato a testimoniare. Ti dobbiamo dire: la tua testimonianza non sarà del tutto onesta. Il prigioniero l'abbiamo preso contro le regole. Ti chiediamo il favore di omettere questa parte di deposizione. Non lo raccontiamo nella speranza che ci porti da altri" dice Vodan.
"Sta tranquillo perchè quell'uomo è nelle mani della chiesa e presto o tardi finirà nelle mani delle guardie. Anche nell'omettere stai comunque dalla parte del giusto" aggiunge Egelhaft.
Arrivati alla caserma, il Caporale Jacob è stranito per il ritardo. Interroga in privato il falegname. "Voi aspettate qua".
L'interrogatorio dura a lungo.
Artemus offre qualcosa da bere ai rimpiazzi di Uryen, un nocino.
Colin gli chiede dei rapporti tra vecchia e nuova nobiltà e Artemus gli dà una spiegazione di parte (vecchia guardia) che parte dal provvidenziale intervento di Testa di Martello.
Passa del tempo e finalmente Jacob e il falegname emergono dalla stanza con pacche sulle spalle, contenti.
Programma protezione testimoni.
Il gruppo deve andare chiamare la famiglia per portarli al sicuro.
Tutto ciò viene svolto diligentemente.
Il Caporale si reca dal Sergente per avere istruzioni su dove nascondere falegname e suoi familiari.
Intanto arrivano una squadretta di becchini a prendere i cadaveri per le sepolture.
Al suo ritorno, il Caporale e altre due guardie prendono in consegna il falegname, figli e moglie, e se li portano via, senza dire nulla.
"Non dovevamo proteggeli noi?" Colin.
"E' stato deciso diversamente: sono stati assegnati a guardie affidabili" dice Jacob.
Inviati a riposare alla caserma grande.
Notte tranquilla

Mattinata al porto

La mattina del 6 dicembre piove forte.
"Stamattina miei diletti tutti di guardia al porto. Vengono con voi anche Grace e Egon".
Una volta lì, a sorvegliare noiosamente i moli, Colin si informa su Disko Troop presso un po' di gente del posto.
Il Capitano impartisce lezioni di arti naturalesche al modico prezzo di un rame a lezione.
Nell'attesa si fanno un po' di chiacchiere con Grace: "Ma che avete fatto per far arrabbiare così il caporale?"
Vodan racconta.
"Quindi c'è qualcuno che se la sta prendendo con tutti gli artigiani?" domanda Grace.
"In un certo senso..."
"Comunque non dovete fraintendere il Caporale, lui è rimasto molto scosso dopo l'incidente... vuole evitare che si ripeta qualcosa di simile"
"Ma che è successo, in questo incidente? Tu c'eri?"
"Io ero fuori... è per questo che non mi è successo niente di male. Ma i miei compagni, quelli che sono scesi a quel magazzino.... "
Grace descrive il luogo dove i membri del IV Plotone si erano recati a fare un sopralluogo, con la speranza di catturare tal Darkenblot: si tratta dello stesso magazzino a palafitta dove i nostri hanno ucciso Heywood e i suoi compari.
"Solo uno di loro si è salvato, Mikkel... ma ha perso una gamba" aggiunge Grace.
"Lui ha visto quindi Darkenblot?"
"Penso di sì, certo"
"Possiamo incontrare questo Mikkel?" chiede Vodan.
"Ma sì, lo vado a trovare anche oggi pomeriggio, sicuramente gli farà piacere la vostra visita".

Visita a Mikkel

Grace si fa carina prima di andare. Dal suo atteggiamento appare evidente che tra lei e l'ex soldato c'è un forte legame. La giovane accompagna il gruppo a casa di Mikkel, che vive con la madre e la sorella minore Kit nel Borgo Vecchio, vicino alle mura.
La giovane Kit apre la porta e accompagna tutti nel sotterraneo della casa, dove Mikkel sta come sempre al lavoro: da quando ha perso la gamba è diventato vetraio, soffia il vetro come faceva suo padre.
Il giovane Mikkel è contento di ricevere la visita e racconta com'è andato l'incidente.
"Chiaramente ci aspettavano, era una trappola, penso. C'era un mago, ci ha tirato addosso un impiastro appiccicoso che subito ha preso fuoco, e poi una nuvola di qualcosa di velenoso ci ha steso"
"Quanti erano?"
"Erano in 7, credo. Uno di loro era Darkenblot. Aveva un mantello blu, nessuna maschera ma ricordo degli strani segni sulle guance".
"Come mai siete andati lì?"
"Uno dei nostri dava la caccia da tempo a Darkenblot: ha avuto una soffiata che andava colta al volo, non abbiamo nemmeno avuto il tempo di avvertire il Caporale."
"Perchè dava la caccia a Darkenblot?"
"E' un tipo della cricca di Dorne, importano roba molto pericolosa da nord, dei mostri umanoidi che sembrano morti viventi, creature spaventose e molto pericolose. Le imbarcano da piccoli moli nascosti, quest'estate ne abbiamo beccato uno, l'ho visto coi miei occhi, ed è probabile che siano riusciti a imbarcarne qualche altro e spedirlo a sud"
"Conosci un certo Oskar?"
"Sì, se è quello che credo io c'era. Non ho combattuto direttamente con lui, ma c'era".
"Che rapporti hai con la chiesa?"
"Spesso Padre Gert viene a farmi visita, è molto gentile e mi porta la benedizione degli Dei. Sono particolarmente devoto di Reyks, è per merito suo se sono sopravvissuto alla perdita della gamba e non sono morto dissanguato".
Al termine della conversazione i nostri salutano e se ne tornano via.

Le informazioni di Kit

Riaccompagnata alla caserma Grace, i nostri si consultano per scegliere come trascorrere la serata libera. Nel mentre Kit, la sorella minore di Mikkel, si avvicina loro furtivamente, perchè vuole condividere alcune informazioni.
"Io so il nome dell'informatore che ha fatto scattare la trappola. Mio fratello non ve l'ha detto perchè è stato minacciato... state attenti, ma indagate su un certo Egon OcchioMarcio".
"Ho fatto delle domande sul suo conto, anche se poi mio fratello l'ha saputo, credo glie l'abbia fatto sapere il Caporale Jacob, e mi ha ordinato di non indagare più su questa facceda. Ma vi vedo motivati, forse voi, che non siete del posto, potete fare giustizia..."
"Egon OcchioMarcio è un uomo di Eymerich Dorne, questo lo so per certo, e faceva il doppio gioco. Ma non so perchè, o l'hanno scoperto, o forse era già sua intenzione dall'inizio, fatto sta che ha tradito il Plotone di mio fratello, mandandolo al massacro. Era lui che passava le informazioni a Tom Gondolin, commilitone di Mikkel. Io ero amica di Tom, era stato lui a parlarmi di questo suo amico d'infanzia, e di come nonostante tutto fossero rimasti in buoni rapporti..." . Nel parlarne Kit sembra molto addolorata per l'accaduto.
"Io l'ho visto, a quel tipo. OcchioMarcio, intendo. Si riconosce facilmente perchè ha un occhio... marcio, appunto. Non so, è guercio, e ha tutto quest'occhio schifoso che non si preoccupa di nascondere. E' un tipo piuttosto grosso, uno scaricatore al porto. L'ho anche seguito fino a casa sua, per la verità: dopo un po' che lo tenevo d'occhio ho capito dove abita. Sta in uno scantinato dove alloggia con altri 3 o 4 scaricatori e facchini, non distante dal Fronte del Porto. E' difficile spiegare, ma se volete vi ci accompagno".
"In caso ti chiederemo aiuto, ma per adesso cerca di restare fuori dai guai" le consiglia Vodan.
"Mikkel prova a cambiare vita, un po' anche perchè ha trovato la fede, ringrazia Reyks per essere ancora tra noi... cerca di superare il rancore e ricominciare. E' molto nobile, lo so. Io non riesco a capire come faccia, se sia soltanto per proteggerci... per proteggere me, mia madre, Grace... Mikkel secondo me finge di essere così tranquillo, così pacificato. Ma quel che è successo gli ha stravolto la vita. Per non parlare dei suoi compagni uccisi. Non è giusto, non è giusto che la facciano franca", conclude Kit, molto motivata.

Prima serata a Mazza e Panella

Salutata Kit, i nostri si recano a Mazza e Panella per parlare un po' tra loro.
Lungo la strada Vodan cerca di capire quali siano i margini di manovra che si concede Bohemond.
"E' probabile, sempre più probabile, che il Caporale cerchi di barcamenarsi, assicurando una sorta di giustizia finta ai confini del non interventismo. Ma visto che abbiamo fondamentalmente soltanto una pista, quella del monile... questo tuo auto-richiamo all'ordine non lo potresti rimandare di 48 ore? Perchè ci servi" dice Vodan.
"Ma noi rischiamo di metterci in situazioni dove rischiamo di dover ammazzare qualcuno... ci saranno altri cadaveri, altri problemi... a quel punto la responsabilità di quel che avremo fatto ricadrà sui nostri superiori..." dice Bohemond.
"Ma qual è il problema? Chiunque sia, sai benissimo che se lo meriteranno..." dice Vodan.
"Tutto ciò è la negazione di ciò che sono stato educato a credere."
"E se troviamo il modo di non ammazzare nessuno? Dobbiamo ritirare un carico, farci i cazzi di uno..." dice Vodan. "E tu hai prove abbastanza nette che il nostro diretto superiore è un insabbiatore"
"Ma perchè è colluso oppure perchè vuole evitare problemi?"
"Dobbiamo andare da Disko Troop a ritirare il pacco, visto che Adrien è morto. Abbiamo il sigillo, prendiamo il carico e a quel punto vediamo che succede. Possiamo anche consegnare il carico alle guardie e dire chi è l'assassino... Il carico è sicuramente pericoloso, meglio recuperarlo"
"Io posso considerare di interpretare in modo elastico alcuni punti delle mie convinzioni se dovessi credere che il risultato finale bilancerà le cose..." dice Bohemond.
Intanto i nostri arrivano parlottando davanti al locale tutto illuminato.
L'aspetto è ancora piuttosto tranquillo, anche grazie alla presenza di un robusto buttafuori armato di ascia (forse Theo, il sospetto esecutore materiale del delitto di Messer Mortimer).
Entrano, puzza di fumo. Arriva Messer Carter, ospitale, con due braccia da fornaio.
"Buona sera, bene arrivati, siete le nuove guardie?"
"Sì, e voi siete il padrone?"
"Messer Carter, per servirvi. Volete star qui o in baratteria?"
"Baratteria sembra più promettente" dice Sven.
"Che si vinca o che si perda, non si mette mano al pezzo", avverte Messer Mortimer.
"Che si vinca o che si perda, non lo fate fini' a merda" lo corregge Engelhaft attirandosi la sua simpatia.
Si siedono, iniziano a giocare a carte mentre Messer Carter porta qualcosa da bere. L'atmosfera è allegra, la clientela composta da uomini con un paio di donnine allegre che ronzano loro intorno.
I nostri ricominciano a parlare del dafarsi, ma subito arriva la giovane Ethel a chiacchierare. Attacca bottone con Engelhaft e scherza sulla somiglianza dei nomi. I nostri la invitano a giocare a carte con loro.
"Però io non pago coi soldi, pago coi bacini se perdo" dice Ethel.
I nostri sono costretti in chiacchiere futili, è impossibile fare discorsi seri.
Giocano a carte, Ethel fa vincere Vodan e poi se lo sbaciucchia. Lui ne approfitta un po' per parlare, e lascia capire che ha i debiti. "Ci piacerebbe trovare qualche lavoretto extra... "
Ethel dopo un po', delusa se ne va.
"Tornando a noi, adesso andremo a teatro" dice Vodan.
Proprio mentre si allontanano da Mazza e Panella, i nostri incrociano un paio di guardie che conoscono di vista, che sono venute per trascorrere la serata. Dopo un breve scambio di saluti i nsotri escono.

La Tempesta Imperfetta

Il teatro è aperto, decorato con drappi neri, va in scena uno spettacolo speciale dal nome "La tempesta imperfetta".
Davanti agli accessi c'è molta gente, divisa in due code: ai palchi si recano i signori, in platea i popolani. Tra la gente i nostri riconoscono Ser Dominik, Ser Flechen e Lady Aubrey. Sven offre a tutti il biglietto per l'accesso ai palchi, così i nostri possono anche scambiare due parole con Ser Dominik, che manifesta entusiasmo per il teatro.
"Dirò a mio fratello di costruire un teatro anche lì a Uryen!" commenta.
Ed ecco che i nostri prendono posto in un palchetto con ottima visuale sul palco.
Il palco è quasi buio, si scorge una barchetta che sembra arenata sugli scogli, mentre un mare composto da teli blu agitati animatamente dà l'idea delle onde.
Sulla barchetta c'è un uomo vestito di chiaro, con copiose macchie di sangue sul vestito, il volto pallido come un fantasma. Inizialmente sembra morto, poi è come se si rianimasse, ed inizia a gridare: "L'orizzonte! L'ultimo Orizzonte! Tornerò... torneremo tutti!"
Al che parte la musica, una musica cupa e solenne.
Dalle onde del mare emergono creature anfibie, bluastre, vestite di stracci, che cantano in coro con il morto che fa da solista.
Poco dopo i flutti si aprono ed avanza la bellissima sposa, vestita con un abito bianco che, dopo aver abbracciato il defunto, diventa tutto nero.
"Sentina di vizio... "inizia Engelhaft a salmodiare. Una signora gli dice di fare silenzio.
Lo spettacolo è imponente, con costumi molto curati, scenografie suggestive, musica penetrante e ripetitiva, molto coinvolgente. Il pubblico è in visibilio.
D'un tratto tra i flutti emerge un sirenetto efebico piuttosto svestito, che inizia a cantare con una voce sensuale ma che non è facile capire se sia femminile o maschile.
"Leggete San Giosia piuttosto" borbotta Engelhaft, visibilmente a disagio.
"Non vi sembra anche a voi che il sirenetto assomigli al nostro..." dice Sven.
Proprio allora delle luci colorate brillano sul palco, suscitando l'ammirazione del pubblico ed una delicata vibrazione del braccialetto di Sven.
La gente si spertica in battimani, grante entusiasmo.
"Andiamo a portà un mazzo di rose al sirenetto?" chiede Vodan.
"Dovremmo prenderlo adesso, sennò mica si fa fregare" dice Engelhaft. "Dobbiamo catturarlo, ucciderlo... anche qui, sul palco..."
"Si e come glie lo dici al caporale?" ride Sven.
Escono a spettacolo in corso, Bohemond Vodan e Sven. solo Colin e Engelhaft restano dentro a guardare il finale.
Bohemond ipotizza che gli adepti di Gargutz, ad altre latitudini, possano scambiarsi il volto, mutare il loro aspetto.
"E forse poteva modificare l'aspetto del cadavere per farlo sommigliare a lui" dice Bohemond.
"I maghi sono roba rara" dice Sven. "Quanti maghi ci sono in un posto come questo che sono specializzati a fare trucchi in uno spettacolo teatrale di questo tipo?"
"Forse aveva un apprendista, o un amico..."
"Chiediamo a Lucida" dice Vodan.
Mentre loro aspettano, piazzati alle tre uscite del teatro, all'interno lo spettacolo prosegue.
La storia tetra, benchè confusa: i morti escono dal mare e vanno ad uccidere i vivi. Scene intense e orribili, tetre e minacciose. Engelhaft è profondamente turbato: "Stanno celebrando la malattia dei Risvegliati, è una cosa spaventosa" dice agli astanti. "Bisogna denunciare questa cosa ai sacerdoti della luce: sono cose molto pericolose".
Sul finale gli attori che emergono dalle onde si mischiano al pubblico, minacciosi e inquietanti.
Applausi pazzeschi. Lucida scoppia a piangere. Il pubblico è in estasi.
Bohemond Vodan e Sven presidiano le 3 uscite.

Il Sirenetto manifesta poteri inattesi

"Evitiamo di farcelo scappare..." dicono Engelhaft e Colin, che si guardano intorno cercando di individuare il "Sirenetto" Ruyard Doll, che sembra essere scomparso.
D'un tratto Colin si gira e vede quella che sembra una donna in abiti ordinari, ma che gli ricorda terribilmente proprio il fuggiasco, per qualche strano e ineffabile dettaglio. C'è un attimo in cui i loro sguardi si incrociano, poi la "donna" cerca di dileguarsi tra la folla.
E' Vodan a presidiare quell'uscita, vede Colin che esce frettolosamente, come inseguendo qualcuno. Anche Vodan si muove in quella direzione e cerca di capire chi sia il bersaglio del compagno.
Ma ecco che una strana nube di tenebra incomprensibile avvolge Colin e le persone intorno a lui, che ricorda molto la prigione delle ombre creata al momento dello scontro con Joad Kempf, presso Angvard.
Colin prosegue alla cieca, cercando di uscire in fretta dalla zona oscura, ma quando finalmente l'aria intorno a lui si rischiara della "donna" non c'è più traccia.
Si ritrova coi compagni e dice loro quel che ha visto.

Il calessino in movimento

Delusi per non essere riusciti a mettere le mani addosso al Sirenetto, i nostri decidono di andare a salutare Lucida per farle i complimenti. Ma proprio quando si avvicinano all'entrata degli artisti del Gran Teatro notano il calessino dell'attrice fermo lì davanti. Pochi istanti dopo un giovanotto in sedia a rotelle viene caricato sul calesse.
Vodan si avvicina per aiutare a far salire il paralitico e ne approfitta per salutarlo.
"Noi ci conosciamo" dice Vodan, che ha la sensazione di riconoscere qualcosa di già visto nel volto del giovane.
"Aiutami, non mi ricordo..." risponde l'altro.
"Forse ti ho visto a teatro"
"Mi sembra strano, visto che io stavo dietro"
"Allora mi sarò confuso" dice Vodan.
I due si salutano e il calessino si mette in marcia. A breve distanza Vodan e Bohemond lo seguono per vedere dove va, fino ad una casetta nel Sobborgo di Levante.
Qui il vetturino prende una pedana di legno, aiuta a scendere il giovane e lo accompagna in casa. Dopo qualche minuto se ne va via.
"Vediamo cosa c'è scritto sulla porta" suggerisce Bohemond. E legge il nome Fedai.
"Sarà il mago" ipotizza Vodan, "il gran Mago Fedai"

Colloquio con Lucida dopo lo spettacolo

Intanto Colin e Sven restano al teatro e si fanno ricevere da Lucida, che sta in vestaglietta dietro le quinte, emozionata. Le fanno molti complimenti.
Colin le chiede degli effetti speciali e lei dice che c'è un sostituto che se ne occupa, che già in passato ha collaborato con il Gran Teatro.
"Non so se potrà proseguire in modo più stabile, ha anche qualche problema di mobilità".

Riunione dopo teatro

Tornati Bohemond e Vodan in centro, si ritrovano con gli altri e parlano degli eventi appena occorsi.
"Come ci regoliamo con questo mago Fedai?" domanda Vodan.
"Per adesso non c'è nulla che lo associ all'indagine in corso" dice Bohemond. "Oltretutto le sue condizioni..."
"Se Adrien fosse sopravvissuto sarebbe disabile anche lui. Non diventi disabile a quell'età senza un motivo, magari l'hanno menato... e magari hnno fatto pure bene a ridurlo così" dice Vodan.
"Una cosa mi dà da pensare. Questo Gran Teatro, voluto dal Margravio, ha nello staff almeno due puzzoni di Gargutz conclamati" dice Bohemond.
"Uno dei due mago evocatore" aggiunge Colin.
"Quanti altri ce ne stanno? Lucida secondo voi è pulita o fa il pesce in barile? Ho l'impressione che lì dentro ci siano ben più di due mele marce" dice Bohemond.
"Per questo il signore sulla sedia a rotelle..." dice Colin, "lo teniamo d'occhio e chiediamo alla tipa dell'erboristeria, probabilmente lo conosce"
"Io ho un impulso emergente. La mappa che abbiamo trovato nelle Trecce di Marianna. Non l'abbiamo approfondita..." dice Vodan. "Io vorrei portarla da qualcuno che potrebbe riconoscere la costa rappresentata, come ad esempio il vetraio e famiglia, il più fidato".
Tornano nella stanza e esaminano la mappa. Sven riconosce che raffigura un tratto di costa probabilmente o a est o a ovest di Feidelm, lungo lo stesso fiordo. Oltretutto individua segni che raffigurano correnti e maree.
"Cerchiamo di capire che posto rappresenti, studiando una mappa simile".

Incarichi tranquilli il 7 dicembre

Al mattino del 7 dicembre i nostri sono assegnati dal Caporale Jacob ad un lavoro insoportabilmente noioso: scortare due esattori delle tasse della Tesoreria del Margravio a riscuotere dei crediti presso alcuni bottegai del Sobborgo di Levante.
I due sono dei ragazzotti originari di Surok, Elio e Motto, hanno studiato e si danno aria da gran signori ma sono bassa manovalanza della nuova nobiltà.
Il lavoro è monotono e senza imprevisti.

La proposta del Caporal Maggiore Jurgen Koffler

Nel pomeriggio, mentre i nostri sono al Nido dei Cinghiali, arriva il Caporal Maggiore Jurgen Koffler, col suo spadone a due mani.
"Insomma i rimpiazzi di Uryen" e se li spizza con una evidente curiosità. "Gira voce che siate un po' fumini... un po' menerecci. Io lo capisco, e lo apprezzo. Alle volte bisogna fare quello che va fatto. Il Caporale Jacob è una femminuccia, quando gli hanno sterminato mezzo Plotone si è rintanato piagnucolando sulle difensive, non ha nemmeno... provato a vendicarsi. Io vi propongo una cosa. Se volete, stanotte il Plotone Fantasma svolgerà un'importante operazione nell'Ongelkamp. Avete mai sentito parlare di Dìoghaltas Cruaidh?
Vodan annuisce: "Significa qualcosa come vendetta terribile, spietata... "
"Voi rimpiazzi non smettete di sorprendermi! Proprio così. E' il nome che si è dato una banda di delinquenti che si fanno tatuare addosso dei serpenti: sono elsenoriti per lo più mezzo sangue, gentaccia arrivata all'Ongelkamp ben dopo l'attacco di Nuova Lagos, fatti entrare non so come nè da chi. Sono più bestie che persone. Stanotte il Plotone Fantasma andrà a verificare se quel che si dice in giro è vero, e vale a dire che un paio dei capi più importanti della combriccola si vedranno in una certa casa abbandonata oltre l'Ongelkamp per decidere chi tra di loro sarà l'erede del vecchio capoccione. Raramente abbiamo l'occasione di beccare due pezzi grossi in una volta sola, ma ci servono braccia robuste per la missione. Sarà pericolosetta."
"Quali sono le regole di ingaggio? Come li dobbiamo gestire? Prigionieri o.." domanda Bohemond.
"Vanno ammazzati, chiiaramente. Se tu fai prigionieri, si trasformano in eroi. Se fai il morto crei il santo... ma che ci fai con un santo?"
"Ed eventualmente col Caporale Jacob come ci dovremmo regolare?" domanda Sven.
"Li vedi i gradi su quest'armatura? Col Caporale Jacob ci peso io. Delle cose burocratiche, con me, non vi dovrete preoccupare mai. Il burocrate qua sono io" ridacchia Jurgen. "Vi vedo pensierosi... rifletteteci. Partiamo stasera da qua, dal Nido. Se ci siete... siete a bordo".

Considerazioni sulla proposta

Il gruppo si interroga sul dafarsi.
Bohemond è dell'idea di accettare la missione per ingraziarsi il Caporal Maggiore e in prospettiva avere maggiore margine di manovra anche negli incarichi ordinari.
Sven è perplesso.
"Bisognerebbe capire quanti sono capibastoni e quanti povera gente" dice Vodan
"Abbiamo tanti fronti aperti e poco tempo" dice Colin. "Non sono appassionato di botte e nemmeno capace. Volendo vi vengo dietro ma non sarò certo il primo".
"Questo è un superiore del caporale che ci tiene in panchina. Se ce lo ingraziamo poi ci darà molto più margine di manovra" dice Bohemond.
Colin ha una proposta. "Prendiamo una mappa, andiamo da Mikkel e andiamo a chiedergli che ne pensa del Caporal Maggiore".
Tutti d'accordo.

Visita a Mikkel

Dopo una breve passeggiata, i nostri raggiungono casa di Mikkel. Apre la porta sua sorella Kit, che subito prepara una tisana agli ospiti.
Intanto i nostri raccontano a Mikkel della proposta di Jurgen.
"Caspita, dovete averlo veramente colpito. Ci sta la fila a lavorare con lui..."
"Come mai?"
"Col Caporal Maggiore si fa carriera, si guadagna anche qualche soldo... è molto apprezzato".
"Che genere di azioni svolge?"
"Lui e il suo gruppo svolgono azioni, non indagini. Altri fanno le indagini, loro tendono ad andare a colpo sicuro. A volte fanno delle rappresaglie dirette un po' ad area, non esattamente al bersaglio preciso, un po' per far capire che se qualcuno sgarra, diciamo così, sono molti a pagare. Per dire, se ci fosse stato il tempo di coinvolgerlo, quando siamo finiti in quell'agguato, la procedura sarebbe stata di mandare lui coi suoi. E sarebbe sicuramente andata diversamente. Quelli che lavorano insieme a lui sono molto esperti in situazioni di combattimento".
"E' un pazzo furioso o uno che serve a questa città?" chiede Vodan a Kit, che nel frattempo è scesa in vetreria a portare le tisane.
Tutt'e due " risponde Kit.
Poi Sven mostra la mappa a Mikkel.
"Non conosco così bene la costa, ma per esempio alla locanda La Barca Rossa c'è una grande mappa di tutto il fiordo, potete controllare con quella", suggerisce Mikkel.

Visita a Leiden, figlia di Mastro Mortimer

Colin e Engelhaft fanno un salto a casa di Leiden per sapere come sta e domandarle del mago paralitico.
La ragazza è molto contenta di vederli.
"Tra pochi giorni riaprirò la bottega, spero di cavarmela..."
"Se ti serve aiuto non esitare a chiederci" le dice Colin. "Hai avuto altri problemi dopo l'intrusione?"
"Tutto tranquillo. Purtroppo non siamo riusciti a capire se sia stato sottratto del materiale oppure no... "
"Per caso conosci un giovane mago paralitico, biondo... meno di trent'anni..."
"Sì, qualche volta è venuto alla bottega, anche se di solito mandava il fratello. Si chiama Marv Fedai"
"Fedai... e chi sarebbe suo fratello?"
"Theo Fedai, che lavora a Mazza e Panella. Tipo dall'aria piuttosto truce, non molto a modo, diversissimo da suo fratello. Anche se di viso sono quasi uguali, non so se siano addirittura gemelli..."

Alla Barca Rossa per incontrare Disko Troop

I nostri si affacciano alla Barca Rossa e senza dar nell'occhio si studiano la mappa della costa appesa al muro, in modo da riconoscere il tratto riprodotto nella mappa che hanno trovato a bordo de Le Trecce di Marianna. Si tratta di un'area a Ovest di Feidelm, non molto distante.
Dopodichè riconoscono Disko Troop seduto a un tavolo a chiacchierare con dei marinai e, dopo una breve consultazione, decidono di provare ad approcciarlo.
"Non posso adarmene da questa città di merda senza offrire da bere al grande capitano" esordisce Vodan, avvicinandosi al tavolo. Disko contento chiede vinello dolce e lo fa sedere.
Dopo molte chiacchiere di avventure marinaresche, storie e risate, Vodan dice a Disko Troop che vorrebbe parlargli un momento in privato, e i due si ritirano in un cortiletto. Qui Vodan gli mostra il sigillo di Adrien Herzschmerz.
Vodan dice: "siamo venuti in possesso di un po' di refurtiva recuperata dalle guardie, con alcune informazioni. Il proprietario di questo sigillo è morto"
"Ecco perchè non è venuto" dice Disko Troop.
Vodan dice che lui e i suoi compagni sono disponibili ad acquistare il carico che avrebbe dovuto prendere il defunto, pagando quando concordato, un paio di corone d'oro.
Disko Troop ben contento di di liberarsi del carico in cambio di denaro.
"Quando ci vediamo?"
"Venite dove alloggio, qui vicino, quando avrete l'occorrente per pagare. Io soggiorno dal Vecchio Mosto, sopra il porto"
"Affare fatto".

Accordo con il Plotone Fantasma

E' sera quando i nostri tornano al Nido dei Cinghiali e si incontrano nuovamente con il Caporal Maggiore Jurgen.
Si dichiarano disponibili a prendere parte alla spedizione e chiedono come funziona.
"Te lo dico io come funziona, funziona che domani avete la giornata libera."
"Non vi fate ammazzare" aggiunge un po' malinconico il Caporale Jacob.
"Venite di sopra, vi faccio provare gli elmi" dichiara Jurgen. Ed ecco che, nella stanzetta al piano superiore del Nido, tira fuori alcuni elmi completi in metallo, provvisti di celata. Sono pesanti, un po' spaventosi, e rendono difficile sentire e vedere con chiarezza, ma danno l'idea di proteggere molto bene la testa.
Prima di mettersi in marcia, Vodan parla con Colin. "Andremo a combattere con gente molto forte, e non ci andranno piano. Il mio consiglio, visto che siamo in sovrannumero, fai in modo di non trovarti mai da solo contro nessuno di loro"
"D'accordo" dice Colin.
Ed è il momento di partire.

Spedizione notturna con il Plotone Fantasma

La tarda sera del 7 dicembre i nostri "rimpiazzi" di Uryen partecipano ad una spedizione con il Plotone Fantasma ai margini dell'Ongelkamp.
il Caporal Maggiore Jurgen spiega che 3 gruppi prenderanno parte all'azione:
  • gli Angeli Custodi, svolgono un lavoro di supporto, tengono cavalli e rifornimenti e pattugliano la zona intorno al luogo dell'azione, per evitare che qualcuno interferisca o tenti di fuggire: sono 8 uomini
  • i Frontali, attaccano il casolare dall'ingresso: tra loro c'è un Torello, che sfonda la porta con l'ascia, due Balestroni, lo Svelto, il Mago e tre Mazzarocchi: sono anche loro 8, a cui viene aggiunto Engelhaft come supporto medico
  • i Didietro, entrano nel casolare dal retro: anche loro hanno un Torello e due Balestroni, Montarozzo (il Caporal Maggiore), e i pg: sono in tutto 8 uomini
Il tragitto si svolge a cavallo, in velocità. I nostri escono da Feidelm passando da Nord, aggirano un tratto di Ongelkamp per raggiungere una vecchia grande villa di campagna decadente e occupata. Lungo il percorso un paio di curiosi commettono l'errore fatale di avvicinarsi troppo, vengono inseguiti dagli Angeli Custodi e stesi.
Arrivati nei pressi dell'edificio, Montarozzo dà i suoi ordini: la tecnica di attacco è semplicissima. Il Mago fa un segnale luminoso e subito, contemporaneamente, i Frontali e i Didietro sfondano le porte ed entrano. Gli Angeli Custodi tengono d'occhio eventuali altre vie di fuga, armati di balestre. Si occupano anche di uccidere alcuni cani all'esterno, che abbaiando rischiano di dare l'allarme.
Tutto si svolge come previsto. I "rimpiazzi" si trovano sul retro con Montarozzo e, al segnale luminoso del mago, sfondano e entrano.
Si trovano in quello che sembra un magazzino, con strane e recenti tracce di sangue a terra.
Subito vengono attaccati da alcune guardie elsenorite, selvaggi tatuati molto abili con le armi. Anche alcuni cani si lanciano verso gli intrusi, ma vengono freddati velocemente.
Visto che i nemici arrivano da due direzioni opposte, i nostri sono costretti a dividersi su due fronti. Da un lato vanno Vodan e un Balestrone, dall'altro Montarozzo, Torello e Bohemond. Sven e l'altro Balestrone subentrano da un passaggio laterale, sempre dal lato di Vodan.
Incerto su quale direzione prendere, Colin resta indietro e si sofferma a osservare alcuni dettagli curiosi della stanza / magazzino in cui si trova.

Le scoperte di Colin

Mentre gli altri combattono, Colin si avvede che nel magazzino di fronte alla porta c'è un carretto sporco di fango e di sangue. Da un esame accurato sembrerebbe che a bordo ci fosse una grossa cassa, forse calata da delle scale che conducono a uno scantinato. Oltre ai segni di trascinamento, Colin vede rotoli di stoffa sparpagliati in giro, pezzi di legno, e su uno di questi una scritta: OVERDEEN. Il carro è attrezzato da inverno ed ha i segni di una lega carovaniera, simile a quello con cui hanno viaggiato i nostri proveniendo da Uryen: probabilmente non sarebbe impossibile capire a quale carovana appartenesse. Colin ha un'altra intuizione, mentre il combattimento impazza. Gli sembra di riconoscere un odore che aveva imparato a identificare fin troppo bene, su a Nord: la puzza di Risvegliato.

Il piano terra

Gli Elsenoriti che i nostri si trovano davanti sono combattenti temibili, tanto che sia Balestrone che Vodan, dopo averne atterrati un paio, vengono feriti piuttosto seriamente. Sven e Torello fanno un giro da un'altra stanza per correre loro in aiuto, ma vengono intercettati da quello che probabilmente è il capo degli Elsenoriti, Roibeard, armato di martello a due mani. Torello viene ferito e Sven riesce faticosamente ad abbattere l'avversario.
Colin nel frattempo sente i rumori e capisce che Vodan ha bisogno di lui, quindi corre in suo aiuto. Riesce a distrarre l'Elsenorita il tempo necessario a Vodan per mandarlo al tappeto e subito soccorre l'amico ferito.

Lo scantinato

Stesi un paio di nemici, tutti armati con una strana lama elsenorita simile ad una mannaia, Montarozzo corre di sotto per le scale, seguito dall'altro Balestrone e da Bohemond.
Vengono intercettati da tre avversari, che attaccano quando ancora i nostri sono sulle scale. Bohemond salta giù, Balestrone scende, Montarozzo abbatte con un unico colpo deciso il suo opponente e subito corre in avanti, nella penombra della stanza sotterranea, lasciando Bohemond e Montarozzo con i loro avversari.
Pochi istanti dopo si capisce il motivo di un simile scatto, quando Montarozzo ingaggia in combattimento quello che sembrerebbe uno stregone, e con un paio di colpi lo abbatte.
Il combattimento, almeno in questa ala dell'edificio, sembrerebbe vinto.

Prigionieri e bauli

Una veloce esplorazione del piano seminterrato porta al ritrovamento di 3 prigionieri, 2 uomini e una donna, in stanzette separate, ben legati a del lettini con delle cinghie. La donna, che si chiama Myriam, è la più loquace, chiede aiuto e racconta di essere venuta nella casa come accompagnatrice del gruppo di Fearghas, insieme ad un'altra ragazza, e di essere stata fatta prigioniera dopo che gli uomini di Roibeard hanno attaccato a tradimento i loro ospiti.
"Non so perchè, mi hanno costretta a mettere la mano in un baule, dentro c'era un animale, qualcosa che mi ha morso... non ho capito... poi mi hanno medicata e legata qui! Liberatemi, vi prego!"
Montarozzo è perplesso, Bohemond osserva la donna e sospira: "Montarozzo, andiamo a vedere questo animale, ho un brutto presentimento".
E così, sfondata la porta di un ripostiglio, i nostri trovano un baule molto robusto con un piccolo sportelletto scorrevole sopra. Sia l'odore che i suoni che si sentono sono tristemente familiari per Bohemond, che capisce di avere davanti un Risvegliato impacchettato.
Nel frattempo anche Sven scende le scale, su consiglio di Engelhaft, a sua volta avvertito da Colin dello strano carretto.
Trova Bohemond e Montarozzo che stanno osservando il baule chiuso.
"Gli diamo fuoco?" domanda Montarozzo "ho sentito dire che risolve il fuoco"
"Ammetto che è improbabile, ma non possiamo escludere che nel baule ci sia qualcos'altro" dice Sven.
Bohemond suggerisce di aprire il baule.
"Apriamo lo sportellino per iniziare" dice Sven.
"Ma poi hai la mano vicina a dove lui esce..." dice Bohemond.
Sven apre lo sportellino aiutandosi con la spada, ma non esce niente: all'interno c'è un Risvegliato legato, con manette a mani e piedi.
Jurgen è curioso e lo osserva. "Ammazza quanto fanno schifo", commenta.
Oltre al Risvegliato nel baule, ci sono anche altri tre bauli vuoti accatastati.
Intanto Myriam, ancora legata al letto, chiama e grida e domanda di essere liberata.
"Tutto a suo tempo" risponde tetro Bohemond.
Nella seconda cella c'è un uomo con museruola al viso e manette, anche lui ha un braccio ferito. Stessa cosa nella terza cella. I prigionieri per il momento vengono lasciati lì, uno di loro viene interrogato.
Si chiama Flynn, ed è tristemente consapevole di quale sorte lo attenda.
"Sai cosa c'era in quella cassa?"
"So che non è un animale"
"E dove lo avete preso?"
"L'abbiamo conquistata, quella cassa"
"Raccontaci tutto"
"E cosa ci guadagno?"
"Ti possiamo promettere di non morire due volte, ma una volta sola" dice Colin. Poi gli mostra il pezzo di baule ritrovato di sopra, con le insegne della Lega dei Seebanns.
"Nel carro che abbiamo attaccato ce n'erano tre di questi. Gli altri due ce li abbiamo noi, mentre questo era l'oggetto dello scambio. Si vendono molto bene lontano dalle parti vostre"
Mentre l'interrogatorio prosegue, si sente un corno provenire da fuori.
"Dannazione, torniamo di sopra" dice Montarozzo.
"Questo corno cosa significa?" domanda Bohemond.
"Significa guai. Sono gli angeli custodi" risponde Montarozzo correndo su.
"Chi sono?" domanda Colin a Flynn il prigioniero, prima di tornare di sopra.
"Saranno forse i nostri... se non ci facevamo vedere dopo un po' sarebbero venuti a vendicarci"

La seconda ondata elsenorita

Di sopra i feriti hanno ricevuto la somministrazione da parte del Mago del Plotone Fantasma di uno strano liquorino rinvigorente, che fa sentire molto meno il dolore.
Montarozzo organizza un semplice piano di difesa della casa. Tutte le finestre e le porte sono difese da qualcuno, mentre gli angeli custodi attaccano alle spalle gli assedianti.
Mentre sta discutendo con Bohemond, che vorrebbe elaborare strategie più complesse, Montarozzo impreca e dice "accidenti, mi sa che hanno pure il mago"
"Come fai a saperlo?" domanda Colin.
"Io lo so se c'è un mago"
"E' una tua abilità particolare o sei attrezzato bene?"
"Sono attrezzato bene".
Tutti si preparano, passa qualche minuto di silenzio, si intravedono torce nella boscaglia circostante. Si sentono dei richiami, forse dei fischietti.
"Sono morti tutti!" grida Vodan in lingua elsenorita, per velocizzare le pratiche.
Gli attacchi arrivano contemporaneamente da più lati.
Davanti alla porta principale c'è Montarozzo, che uno dopo l'altro stende numerosi nemici, con l'assistenza di un Torello e Colin. Viene ferito di striscio ma la porta principale tiene.
La sala anteriore, dove stanno barricati con le armi da lancio Vodan, Engelhaft e Balestrone ferito, viene attaccata da altri Elsenoriti, che sfondano la vetrata e attaccano.
Il combattimento si svolge prima con le armi da lancio e poi in corpo a corpo. I nostri riescono ad arginare l'avanzata degli Elsenoriti, abbattendone 2 e mettendone un terzo in fuga, fuga che si arresta velocemente con una gran mazzata. Il malcapitato non muore ma viene fatto prigioniero.
Sul retro ci sono Bohemond e Sven a guardia della porta, che viene sfondata magicamente.
Bohemond si apposta in attesa, mentre Sven viene aggredito da una creatura invisibile che gli salta addosso, dalla forma strana e dalle dimensioni di un grosso gatto. Dopo un po' riesce a colpirla e scrollarsela di dosso: si tratta di un essere simile ad un ragno gigante.
Sven avverte che viene lanciato un altro incantesimo, ma non sembra succedere proprio nulla. Il tempo passa e dalla porta sfondata non sembra entrare nessuno.
La seconda ondata di Elsenoriti, per quanto determinata, si esaurisce in fretta e gli angeli custodi disperdono o uccidono quelli che rimangono.
I nostri riprendono fiato.

Colin intravede la maga invisibile

Mentre Montarozzo e gli altri fanno il conto dei nemici abbattuti, Colin ha l'impressione di scorgere una ragazza elsenorita che sale le scale. E' solo un attimo, come se la vista fosse offuscata, eppure prova a seguirla.
Colin sale alcuni gradini e riconosce una voce femminile che pronuncia piano delle rune, quindi della polvere sottile gli scivola addosso. Viene assalito dalla sonnolenza, ma riesce a non addormentarsi, per quanto si senta un po' rallentato e confuso. Sale le scale, ma della ragazza misteriosa non c'è traccia.
Colin allora torna di sotto, chiede a Torello di sorvegliare le scale, poi va dagli altri e li avverte che c'è una maga al piano superiore.
"Che vuol dire?" domanda Vodan.
"Una cartomante" ipotizza Sven, "una di quelle che fanno le carte?"
"Ma una maga amica di chi?" chiede Vodan.
"E' salita, sono riuscito a vederla ma era in qualche modo invisibile" risponde Colin.
"Quindi nuda" commenta Sven.
Risate generalizzate, Colin scuote il capo ma Sven insiste: "è risaputo che i maghi invisibili sono nudi"
Engelhaft annuisce.
"Comunque ragazzi non sarebbe il caso di salire a cercarla?" chiede Colin.
"Soprattutto se è nuda" ride Vodan.
"Perchè parlate di maghe nude?" si avvicina Montarozzo.
"Andiamo a cercarla" dice Vodan.
"Dobbiamo impedirle di entrare dove sono i risvegliati" dice Bohemond.
"Io andrei" sven
"E' nuda la troia?" chiede Bohemond "se fosse vero come ha ricordato Engelhaft che l'equipaggiamento di chi si rende invisibile non viene influenzato dall'incantesimo, quindi immaginando che questa sia a piedi nudi possiamo riempire di cocci..." dice Bohemond.
"No... sai quanti cocci ci vogliono" dice Sven
"Usiamo la farina" dice vodan
"Ha creato quel ragno schifoso che ha aggredito Sven..." dice Bohemond.
"Non le serbo rancore" dice Sven.
"Perchè è entrata? dovrà recuperare qualcosa o qualcuno.." dice Vodan
"Sigilliamo le uscite per evitare che esca una volta entrata, e poi troviamola" dice Sven.
"Io che ho poca mobilità mi metto vicino al carretto e cerco di capire se scende di sotto in cantina" dice Vodan.
Avvicinatisi alle scale, i nostri trovano Torello che dorme beatamente, con vicino una polverina rosa.
Montarozzo si aggira per la casa con aria sospettosa.
Bohemond ispezione in cantina. Uomini a porte e finestre.
Myriam intanto chiama ancora aiuto "perchè non ci tirate fuori di qui? Mi fa male il braccio..."
"Devi resistere ancora un po', tempi tecnici" dice Vodan.
Tutto il Plotone Fantasma si divide per la grande casa a cercare la maga invisibile, di cui non c'è traccia. Nemmeno si vedono orme di piedi scalzi da nessuna parte.
Dopo un po' però Montarozzo dice che secondo lui se n'è andata. Poi sbuffa. "La volevo vedere, la maga nuda".
Colin perquisisce la casa per capire cosa cercava la maga e, dopo un po', si rende conto che è sparito il tronco umano, il corpo del povero Fearghas. La finestra è aperta e, a guardar bene, si vedono tracce sul nevischio in allontanamento.

La gestione degli infetti

"Dobbiamo risolvere il problema degli infetti" dice Vodan. "Portiamoci il prete"
"Il prete? Chi è il prete?" domanda Montarozzo.
"Il mio amico che si chiama Prete" dice Vodan. "Assicuriamo una transizione indolore agli infetti..."
"Li vuoi ammazzare così?" chiede Montarozzo.
"La nostra esperienza è che chiunque viene contaminato muore e torna in vita comr risvgliato" dice Bohemond.
"Potremmo impacchettarli e portarceli dietro, ma basta che ne scappa uno e ti sfugge in città..." dice Vodan.
"Facciamoli fuori" dice Montarozzo.
Si fa dare da Torello l'ascia e scende Montarozzo per ammazzarli.
"Ma quindi sei prete per davvero?" chiede Montarozzo ad Engelhaft.
"Si a tempo perso..."
"Ha questa passione fin da piccolo"
"Mi piace, porta bene avere un prete nel gruppo" commenta Montarozzo.
"Porta bene avere il sostegno degli Dei comandante", risponde Engelhaft.
Arrivano alla stanza di Myriam.
Montarozzo sospira, Myriam è spaventata, capisce subito che sta per morire e scoppia a piangere.
"La facciamo corta, che è uno strazio?" chiede Montarozzo
"Per fortuna se vuoi concludere l'esistenza terrena in grazia degli Dei..."
"Non voglio morire... non voglio morireeee..."
Pregano insieme a Engelhaft. Poi Montarozzo la decapita al volo, senza perdere tempo.
Vanno a fare il secondo. Fynn
"Sei fottuto Fynn... però caschi in piedi perchè c'è il prete che ti sta per salvare l'anima" dice Vodan, "è il momento di confessare i tuoi peccati"
"Le ho fatte di tutti i colori" annuisce il poveraccio.
Engelhaft lo benedice "Che cali su di te la miser...." SBOM, arriva l'ascia di Montarozzo.
Poi vanno dal terzo, elsenorita
Sta febbricitante. ha i primi sintomi della contaminazione.
Vodan in elsenorita "Stai per morire"
Lui dice tra i denti qualcosa sulle sorelle di Vodan.
"Ti sarebbero piaciute però non le vedrai, vedrai quella" e indica l'ascia.
SBOM
Montarozzo procede.
"Quello dentro la scatola che ne facciamo?" chiede poi Montarozzo.
"Tocca eliminarlo".
Lui sfascia la cassa e pure il risvegliato dentro.

Interrogatorio del prigioniero

Il giovanotto catturato, che si fa chiamare Krinn, non sembra realmente di sangue elsenorita, anche se ne ha gli atteggiamenti e l'abbigliamento esotico.
Bohemond lo interroga chiedendogli dove siano le altre due creature risvegliate nei bauli e lo minaccia di torture terribili se non rivela dove sia il covo.
"Se parlo mi ammazzano, datemi denaro a sufficienza per andarmene da Feidelm e vi dico tutto"
"Non hai capito, se non parli ti ammazziamo noi" e fa cenno a Balestrone di intervenire.
Balestrone interviene e gli spacca un piede.
"Parlo... parlo...." piagnucola Krinn. "Il covo, la casa.... è vicino alla Piazza del Vecchio Pozzo, nell'Ongelkamp..."
"E la maga? Chi è la maga?"
"La figlia di Feargal, Muireal"
Balestrone ammazza il prigioniero.
Poi Montarozzo libera le donne di truppa che, durante gli scontri, erano state rinchiuse in una stanza. Le manda via.
"Fatevi una famiglia" le incoraggia il prete.

Le tracce di Muireal

Montarozzo, Bohemond, Colin, Sven e Balestrone (armato di falcione) si mettono sulle tracce di Muireal, la maga che è fuggita con il corpo martoriato di Feargal.
Le tracce non sono difficili da seguire, perchè a terra c'è del nevischio e il cadavere lascia colare del sangue. Purtroppo però le tracce raggiungono un punto dove dovevano trovarsi un paio di cavalcature e da lì si allontanano.
I nostri tornano alla villa rustica dove viene raccolto tutto il bottino, che sarà distribuito l'indomani tra i partecipanti alla spedizione. E' il momento di tornare alla Caserma in città. Vengono lasciati gli elmi del Plotone Fantasma e tutti se ne vanno a dormire.

Giornata di riposo

Sorge il sole dell'8 dicembre, ma nessuno disturba il riposo dei reduci dalla spedizione del Plotone Fantasma.
I nostri si svegliano comodamente in tarda mattinata, vengono medicati nuovamente i feriti.
Dopo pranzo passa il Caporal Maggiore Jurgen, a distribuire a ciascuno la sua parte di bottino: 5 corone d'argento ciascuno + altre 2 per i feriti.
"Se poi volete scambiare parte del bottino con le armi esotiche che abbiamo trovato... nessun problema: sono belle armi"
"Stavolta prendiamo i soldi"
"Certo, giusto, lo capisco"
Bohemond chiede quando ci saranno le prossime spedizioni.
"Non lo so. Io non faccio indagini" risponde Jurgen. "Io dico tutto al Sergente, loro faranno le indagini... e poi ci diranno dove andare a colpire"
"Perchè noi stiamo sotto il Caporale Jacob... che è troppo pressante, non riusciamo a indagare perchè ci sta troppo addosso..."
"Non vi preoccupate"
"E poi vuole che facciamo rapporto, e insomma..."
"Qua il burocrate sono io. Quando siete in missione con me dovete stare tranquilli che alla burocrazia ci penso io"
"Riguardo quel pezzo di cassa col nome di Overdeen e quei sigilli, possiamo rivederli?" chiede Bohemond.
"Ma certo. Se vi fa comodo ve li lascio per un'oretta, li studiate bene, vi copiate quel che vi pare e dopo li porto al Sergente" risponde Jurgen.
Bohemond è soddisfatto, ricopia tutto. Osservando il timbro di Overdeen, sembra proprio il simbolo di Pyros. Ma l'occhio attento di Engelhaft nota che la triplice fiamma è modificata e le sue punte terminano con delle spirali molto sospette.
"Questo è un abominio", spiega allora ai compagni. "Sapete cosa si legge nel Compendium, il libro sacro a quei blasfemi devoti del culto di Gargutz? Che Pyros sarebbe il fratello bugiardo di Gargutz. Questo simbolo è blasfemo. Questo Overdeen è un maledetto gargutzista e dev'essere condottodavanti a me"
"Però adesso davanti a noi c'è Disko Troop" ricorda Bohemond. "Lui e il suo baule".
"Dobbiamo prendere il tesoro di Heywood e recuperare il tesoro di Disko Troop" riassume Vodan.
"Toglimi una curiosità, Vodan" chiede poi Colin, "ho notato che nonostante le ferite ieri sera combattevi molto bene..."
"Era solo un graffietto" dice Vodan, "e poi a tutti noi feriti il Mago ha dato uno strano preparato. Appena l'ho bevuto mi sono sentito molto meglio"
"E di che sapeva questa roba?" chiede Colin.
"C'era sicuramente qualcosa di alcolico, e forse del succo di limone... e poi qualcosa di amarognolo" risponde Vodan.

A casa di Heywood

Nel pomeriggio, mentre Colin si reca dalla figlia di Mastro Mortimer per analizzare il contenuto delle boccette trovate sulla barca "Le trecce di Marianna", gli altri vanno a casa di Heywood.
Casa di Heywood si trova ai margini dell'Ongelkamp, povera ma dignitosa, con un grosso tiglio e un piccolo pollaio. Vivono lì la madre, vedova, con la sorella Lotte, che ha qualche problema fisico a causa di una malattia contratta da bambina.
Le due sono molto accoglienti con le guardie, alle quali domandano ansiosamente notizie su chi sia stato ad uccidere il loro congiunto. I nostri si tengono sul vago, accennano al fatto che Heywood avesse qualche cattiva frequentazione: madre e sorella non ne sanno nulla.
Engelhaft si informa delle condizioni di salute di Lotte e chiede alla madre come pensano di sopravvivere da qui in avanti.
"Da giovane facevo la lavandaia... penso che ricomincerò a far quello", risponde la donna.
"Abbiamo ragione di credere che vostro figlio avesse dei risparmi", aggiunge poi. "Si trovano nascosti nel suo giardino".
Chiede il permesso di scavare e alla presenza della donna viene fatta una buca ai piedi del tiglio. In poco tempo emerge un bauletto che contiene:
  • 5 corone d'oro e 23 d'argento
  • un anello d'oro con una gemma
  • un pugnale d'argento col manico in avorio intagliato, piuttosto vecchiotto
  • una lettera del padre morente scritta quando Heywood era un ragazzino (del tipo: caro figliolo, i miei giorni stanno per finire, prenditi cura di tua madre e tua sorella...)
  • una treccia bionda con intrecciato un nastrino azzurro
Dopo aver dato alla madre di Heywood tutto tranne 3 corone d'oro, Engelhaft le domanda se sappia a chi appartenessero le trecce.
"Erano di Marianne Dupuis, la fidanzatina di mio figlio, morta da alcuni anni" risponde la donna. "Ma piuttosto, tutti questi soldi mio figlio dove li ha presi?"
"Forse è collegato alle cattive amicizie che aveva... per questo qualcosa forse andrà restituito".
La donna porta in casa il bauletto, al sicuro.

Le fialette delle Trecce di Marianna

Nel frattempo Colin esamina le fialette recuperate sulla barca "Le Trecce di Marianna". Utilizza l'attrezzatura di Mastro Igor Mortimer, con il permesso di sua figlia Leyden.
Si rende così conto che 2 delle fialette contengono un veleno e le altre 2 l'antidoto corrispondente. Il veleno è stato ricavato probabilmente da una pianta simile al mughetto, che causa nausea, vomito, diarrea, torpore, alterazioni della vista, tachicardia. In dosi elevate può portare alla morte. Il sapore è dolciastro, il veleno può essere facilmente nascosto in alimenti. L'antidoto ha invece un sapore orrendo. Colin, davanti agli occhi assai stupiti di Leyden, assaggia sia il veleno che l'antidoto.
"Sei sicuro che sia una buona idea?"
"Se vuoi imparare a conoscere queste sostanze, bisogna assaggiare" risponde Colin.

Visita da Disko Troop

Dopo essersi ritrovati al Nido dei Cinghiali, i nostri si recano da Disko Troop. Lo trovano nel caseggiato vicino al porto, al Vecchio Mosto, dove alloggia e tiene lezioni di arte nautica a pagamento.
Assistono agli ultimi minuti di lezione, osservando incuriositi il modellino di nave che il Capitano utilizza per insegnare agli allievi la giusta terminoligia, dopodichè chiedono di ritirare il bauletto di Adrien Herzschmertz.
Disko Troop è ben contento di liberarsene. Chiede una firma e il timbro col sigillo del defunto sul suo registro e 3 corone d'oro secondo quanto concordato.
Il bauletto contiene:
  • Barattolo di Veronal (solido cristallino bianco dall'odore caratteristico e dal gusto amarognolo): prodotto alchemico di origine minerale (ricavato da sali ureali estratti in cave presenti sulle Allston, trattati ad alte temperature con un procedimento complesso e costoso, trattati con sale d’argento ed acido etilico), utile come sonnifero, rilassante, mortale in dosi elevate.
  • Boccia contenente prezioso hennè colorante per capelli di provenienza probabilmente deliota
  • Barattolo contenente semi di stramonio
  • Pigmenti pregiati per la pittura (indaco e guado utili per tingere la stoffa di blu; ginestra dei carbonai che tinge di verde; sangue di Drago che tinge di rosso intenso) e mordente “cremor tartaro” da adoperare come base per fissare il colorante.
  • 5 bulbi piuttosto grossi in un sacchetto di tela (con su scritto: piantare entro la Rinascita). Difficile dire di cosa si tratti, anche se a giudicare dalla forma allungata sembrerebbero simili a quelli dei mughetti, ma più grossi
Al termine delle trattative, i nostri chiedono al Capitano se sarebbe disposto ad accompagnarli in una spedizione lungo costa sulle tracce di una mappa. Disko Troop è ben contento e si dichiara disponibile.

Alla Chiesa del Radioso il prigioniero viene interrogato

Dopo qualche incertezza sul dafarsi, i nostri decidono che è il momento di interrogare il prigioniero nella Chiesa del Radioso.
Prima vorrebbero scambiare due parole con Jurgen, ma non riescono a trovarlo: pare che nei giorni di libera uscita gli piaccia stare per i fatti suoi, magari farsi un giro in barca.
Intorno alla Chiesa del Radioso hanno la sensazione che possa esserci qualcuno appostato a tenere d'occhio i movimenti.
"Come facciamo a farlo parlare?" domanda Vodan.
"Allestiamo un processo al prigioniero, io sono un Inquisitore, Bohemond e voi altri sarete i giudici... e lo condanniamo a morte"
La proposta di Engelhaft suscita qualche perplessità. "Ti sei fatto di Veronal?" domanda Colin.
"Io personalmente ho una doppia natura" afferma l'Inquisitore. "Se volete ci penso io a gestire questa cosa, il tizio va spremuto"
"Vuoi farlo cagare sotto?" chiede Bohemond. "Pestiamolo"
"Adesso deve dirci tutto quello che sa. Mi ha rotto le palle che sta qui a mangiare a scrocco" dice Engelhaft.
"E se non ci casca col processo finto lo riempiamo di botte" dice Vodan.
"Finirà che lo meniamo" dice Bohemond.
"Questa non me la voglio perdere..." dice Sven.
Così dicendo raggiungono la canonica e bussano. Apre la porta il servitore Tranione, che chiama subito Padre Flachen.
Engelhaft spiega che le indagini proseguono e serve interrogare il prigioniero secondo le pratiche dell'inquisizione.
Prigioniero legato nella cella. Sta a stecchetto. Engelhaft si prepara a fare l'interrogatorio con tutti i crismi. Intona un canto devozionale. Bohemond indossa il suo elmo.
Engelhaft ha la sensazione che il prigioniero sia più cosapevole e serio di quanto sembri.
"Oskar, il tempo è passato, il tempo stringe. Pyros il santo, il veritiero, il veridico e il verace, Kayah la signora della morte e della notte ti impongono ora di parlare Sono i tuoi ultimi tempi! i tuoi amici eretici infedeli traditori dela santa fede non potranno fare nulla per aiutarti".
"Vi ho già detto quello che so..."
"No" dice Engelhaft.
"Vedo attraverso le tue menzogne " dice Bohemond. "la tua unica speranza è cooperare e rispondere in modo esauriente"
Oskar un po' rosica, fa accuse, dice che è sottoposto a illegittima detenzione. Poi Bohemond, parlando di braccia e gambe spezzate, riesce a convincere il prigioniero a collaborare.
"Parlami del tuo culto"

Le informazioni che rivela Oskar il prigioniero

Oskar parla della Loggia dell'Innocenza di Smeraldo. Dichiara che sopra di lui c’era Adrien Herzschmerz e Darkenblot. Sotto Ruyard Doll, Heywood, Carter e un po’ di manovalanza.
"Qual è lo scopo della Loggia?"
"Lo scopo è ripristinare la giusta discendenza di Feidelm".
"Chi è Darkenblot?"
Dopo un po' di tira e molla, Oskar dice che Darkenblot si chiama in realtà Jeremy Overdeen ed è l'assistente di un importante mercante di tessuti di nome Fernald Hogg.
Vodan interviene nell'interrogatorio per chiedere come si sia svolto l'Incidente che, in autunno, aveva portato allo sterminio del Plotone e al ferimenti di Mikkel.
Oskar ammette di essere stato presente al momento dell'Incidente. Spiega che era una trappola architettata ai danni del Plotone della Guardia che stava indagando su un traffico di Risvegliati dal Nord e che non rispettava un accordo di “non interferenza” stabilito ad alti livelli.
La trappola è partita attraverso un informatore, Egon OcchioMarcio, che era amico d’infanzia di una delle guardie, Tom Gondolin. Gli passava informazioni quasi sempre vere, fino al momento in cui ha mandato lui e il suo plotone a morire. Ha dato notizia che Darkenblot si sarebbe trovato insieme ad un baule con Risvegliato in quel magazzino. Darkenblot in effetti era presente, ma non era da solo.
L’agguato si è tenuto sempre nel solito magazzino a palafitta. Pensavano di avere ammazzato tutti mentre è sopravvissuto uno dei soldati, Mikkel. Il superstite è stato per qualche tempo tra la vita e la morte. Avrebbe voluto continuare a indagare dopo essersi ripreso ed aveva manifestato questa intenzione al Caporale Jacob.
Il Caporale Jacob ha fatto visita a Mikkel chiedendogli caldamente di abbandonare le indagini e di dimenticare tutto, perché altrimenti “la guardia non sarebbe stata in grado di garantire la sicurezza sua e della sua famiglia, in particolare della sorella Kathrina”. La minaccia, tutt’altro che velata, è stata sufficiente.
"Chi ha avvertito il Sergente della minaccia?" domanda Vodan.
"Il Sergente Elden Page".
"Hai prove di quello che stai affermando?" domanda Engelhaft.
Oskar esita, sembrerebbe di no.
Vodan si leva la maglia e resta a torso nudo.
"Tu avrai capito qual è il loro Dio, e noi abbiamo capito qual è il tuo. E adesso ti faccio vedere qual è il mio" dice. E si gira, mostrando il tatuaggio. Oskar sembra molto turbato.
Vodan prende poi un imbuto e dell'acqua bollente, poi lega il prigioniero e gli cala i pantaloni. Racconta degli usi creativi degli imbuti nelle prigioni di Lagos e aggiunge: "è un'esperienza che ti forma... o ti sforma... in entrambi gli orifizi".
Oskar tentenna, poi decide di vuotare il sacco.
"Recentemente siamo stati vittima di un furto, e il sergente si è impegnato a far sì che le guardie lo recuperassero" dice. "Un carico che proveniva da Nord, per Darkenblot. Veniva dall'Ongelkamp di Dossler".
"Dicci qualcosa di più! Come facciamo ad avere le prove che è Page il corrotto? Con chi comunicava? Come ci comunicavi? Con quale tramite?"
"Era Overdeen ad avere i contatti col Sergente, non io"
"E tu come contattavi Overdeen?"
Alla fine Oskar acconsente a scrivere un messaggio rivolto a Overdeen, e di mandarglielo tramite un ragazzino, un corriere suo abituale.
Creata il 22/11/2018 da Annika (2208 voci inserite). Ultima modifica il 06/05/2019.
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