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« E' una totale puttantata, gli esperimenti con gli esseri umani non si fanno »
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Malak Al Azhred

[personaggio]
personaggio
Soprannome:
Maestro delle Permanenze
Razza:
Umano
Sesso:
maschio
Altezza:
sconosciuta
Peso:
sconosciuto
Ruolo:
controverso
Status:
presunto morto, leggendario
Tipo:
PNG
Giocatore:
DarkAngel
Immagine che ritrae il leggendario ricercatore di Arti Magiche Malak Al Azhred, presumibilmente risalente al terzo secolo d.C.Potente stregone, taumaturgo e teorico della magia, noto per la sua attività presso le scuole di magia di Benson, Greyhaven e Feith. È ritenuto un possibile discendente del leggendario evocatore Abdul Al Azhred, del quale avrebbe ereditato parte del sapere arcano e l’approccio pragmatico e razionale allo studio delle arti magiche.

È ricordato come una delle figure più influenti nello studio e nella creazione degli artefatti di natura magica, tanto da essere citato in numerose cronache come "Maestro delle Permanenze”.

Biografia e attività

Le fonti sulla vita di Malak Al Azhred concordano nel collocare la sua attività nel terzo secolo D.C., in un periodo di profonda trasformazione del sapere magico. La sua presenza è attestata a più riprese presso il Ducato di Benson, dove avrebbe iniziato le prime sperimentazioni sulla stabilizzazione degli effetti magici nel tempo, e successivamente nei territori di Greyhaven e Feith, all'interno dei quali si dedicò alle ricerche che divennero il fulcro della sua opera matura.

Per la quasi totalità della sua vita Malak operò ai margini delle istituzioni ufficiali, collaborando con cerchie ristrette di studiosi e artigiani arcani. Se la sua formazione è quasi certamente avvenuta a Benson, è soprattutto nei ducati di Greyhaven e successivamente di Feith che Malak avrebbe perfezionato le tecniche necessarie alla creazione delle permanenze, artefatti capaci di mantenere effetti magici stabili senza l’intervento costante del Mago che li aveva generati. Tali creazioni rappresentarono una svolta radicale: la magia cessava di essere un atto effimero per diventare struttura, oggetto e infrastruttura.

Le permanenze

Malak Al Azhred è passato alla storia soprattutto per aver ideato e realizzato un numero considerevole di permanenze, molte delle quali sono andate perdute, distrutte o sigillate. Le cronache parlano di:
  • armi, armature e altri strumenti in grado di rigenerarsi o dotate di una resistenza oltremodo elevata
  • sigilli permanenti in grado di contenere entità o energie per decenni
  • reliquiari taumaturgici usati per accelerare la guarigione o rallentare la morte
  • strutture arcane integrate in edifici, ponti e cripte, alcune delle quali ancora attive
Diversamente da molti artefici dell’epoca, Malak concepiva le permanenze non come strumenti destinati ad accrescere il potere personale del Mago o del loro utilizzatore, ma come mezzi per risolvere problemi concreti e strutturali dell’esistenza umana. Se fino ad allora le permanenze erano state impiegate prevalentemente per conferire capacità sovrannaturali, protezioni eccezionali o vantaggi individuali, Malak le reinterpretò come soluzioni volte a perpetuare effetti nel tempo, aggirare la fragilità del corpo, ridurre la dipendenza dalla presenza costante del Mago e rendere la magia stabile, funzionale e operativa anche oltre la vita del suo creatore.

Rapporto con Abdul Al Azhred

La presunta discendenza di Malak da Abdul Al Azhred è oggetto di dibattito tra gli studiosi. Sebbene alcuni ritengano plausibile un legame di sangue, alla luce delle evidenti affinità metodologiche e concettuali, non si esclude che Malak abbia assunto il cognome “Al Azhred” come atto deliberato di omaggio al grande evocatore, rivendicandone l’eredità intellettuale più che quella genealogica.

Se Abdul è ricordato come il teorico dell’Evocazione primigenia, Malak ne rappresenterebbe l’evoluzione applicativa, integrando per la prima volta i fondamenti di tale scuola con i risultati raggiunti dalle discipline del Sortilegio e della Necromanzia. In alcuni appunti attribuiti a Malak compare l’idea che la vera eredità di Abdul non fosse la distruzione del reale per mezzo dell’elemento arcano extradimensionale, bensì la ricerca di un collegamento stabile tra piani di esistenza differenti.

Secondo questa interpretazione, il valore dell’opera di Abdul risiederebbe nella dimostrazione che la magia può fungere da ponte tra realtà separate, rendendo comunicabili e interagenti ambiti altrimenti inconciliabili, e che tali connessioni possano essere comprese, strutturate e infine fissate nel mondo materiale attraverso la trasposizione di principi astratti in forme durevoli.

Personalità e carattere

Le fonti che descrivono la personalità di Malak Al Azhred concordano nel delineare un individuo intellettualmente brillante ma profondamente problematico sul piano umano e sociale. In particolare, numerosi resoconti lo dipingono come portatore di una visione fortemente gerarchica e riduttiva del ruolo delle donne nella società e nello studio della magia.

Secondo cronache e testimonianze indirette, Malak considerava le donne inadatte alla ricerca arcana di alto livello, ritenendole incapaci, per natura o per disposizione spirituale, di sostenere la disciplina, il distacco emotivo e la razionalità che egli reputava indispensabili alla vera comprensione del Potere. Questa convinzione si tradusse, nella pratica, in un’esclusione sistematica delle donne dai suoi circoli di studio e dalla trasmissione diretta del suo sapere, contribuendo a consolidare un ambiente accademico fortemente chiuso e selettivo.

Alcuni studiosi moderni interpretano tale atteggiamento come una manifestazione estrema della sua concezione utilitaristica e disumanizzante della magia, nella quale ogni individuo veniva valutato esclusivamente in funzione della sua capacità di produrre risultati concreti; altri ritengono che fosse radicato in convinzioni culturali e personali profonde, mai realmente messe in discussione, e che abbia rappresentato uno dei limiti più evidenti e duraturi della sua eredità intellettuale.

Controversie

La creazione di permanenze sollevò forti opposizioni. Ordini religiosi e scuole tradizionaliste accusarono Malak di “congelare” forze che avrebbero dovuto restare transitorie, alterando l’equilibrio tra magia e mondo naturale. Alcune cronache lo collegano indirettamente ad almeno due eventi nefasti avvenuti in luoghi all'interno del Ducato di Benson, anche se nessuna responsabilità diretta è mai stata dimostrata.

Negli ultimi anni, Malak si ritirò progressivamente dalla scena pubblica. Le circostanze della sua morte o scomparsa restano ignote; secondo alcune fonti, avrebbe sigillato sé stesso all’interno di una delle sue permanenze sperimentali.

Eredità

L’influenza di Malak Al Azhred è tuttora evidente nello studio degli artefatti magici permanenti. Molte delle tecniche moderne di creazione delle permanenze derivano direttamente o indirettamente dai suoi scritti. A Greyhaven, il suo nome è spesso citato come esempio di studioso capace di trasformare la magia da atto individuale a strumento duraturo, con conseguenze profonde e spesso imprevedibili.

Campagna di Uryen

Malak Al Azhred fa la sua comparsa nelle fasi conclusive della Campagna di Uryen quando Kailah, nel tentativo di sconfiggere l'innalzato noto come Bondred, decide di indossare l'Anello di Malak nella speranza che l'oggetto potesse potenziare le proprie capacità: in conseguenza di questa azione, Malak assume il controllo del corpo della ragazza. Al termine dello scontro con Bondred, nel quale le capacità di Malak si riveleranno determinanti, lo stregone stringe un accordo con Engelhaft in base al quale si dichiara disposto ad abbandonare il corpo di Kailah in cambio della promessa del Sacerdote a trovargli un nuovo ospite.
Creata il 04/01/2026 da DarkAngel (1386 voci inserite). Ultima modifica il 05/01/2026.
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