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La Stazione di Posta
Diari e corrispondenze di una Marca tranquilla...
Olivia Alder
Al momento nella Marca del Lago non è presente una Stazione di Posta, cosa che sarebbe oltremodo gradita ai suoi abitanti. Questo Blog prova a sopperire ad una simile mancanza.
creato il: 22/01/2026   messaggi totali: 5   commenti totali: 0
1027 visite dal 22/01/2026 (ultima visita il 14/05/2026, 21:50)
28 settembre 516
Lunedì 11 Maggio 2026

Lettera per Lady Olivia Alder

Cara Olivia,
affido questa lettera a tuo figlio Yacomus, che mi compiaccio di vedere energico e relativamente in salute, circondato da buoni amici.

Purtroppo i tempi non sono dei migliori e il confine con Benson si fa di giorno in giorno più irrequieto. Dal mio punto di vista privilegiato, così vicina ma al sicuro dietro le mura di un castello, osservo il peggiorare di una situazione già difficile.

L'Avamposto di Felsen è stato attaccato, a quanto sembra, dagli schiavisti della Fortezza di Sklaverei, che sono riusciti a oltrepassare il ponte e rapire le quattro guardie di vedetta sulla Torre di Ponte Morto. Tuo figlio, insieme a Martin, alcune guardie e altri loro compagni, hanno sconfinato in territorio di Benson per provare ad inseguire i rapitori. Sono riusciti a recuperare un soldato dei nostri ferito, uno dei quattro, e a riportarlo all'Avamposto.

Non te la prendere con Yacomus, gli fa bene correre qualche rischio e violare qualche regola, se è per una buona causa. Era molto frustrato, al ritorno, per il fatto che le guardie dell'Avamposto non avessero proseguito l'inseguimento ad oltranza: gli ardeva il fuoco nelle vene per la rabbia e la delusione. Alla sua età accettare limiti e ingiustizie è molto difficile.

Ma non è per parlare di Yacomus che mi affretto a scriverti, mentre i ragazzi mangiano qualcosa e si preparano a ripartire verso Rein.

Credo che sarebbe davvero prezioso se tuo cognato Karol tornasse da queste parti. Non so se tu o tuo marito abbiate modo di contattarlo, ma in tempi pericolosi come questi la sua esperienza sarebbe di grande aiuto.
Spero che nella Marca del Lago le acque siano più tranquille che qui lungo il Minagroth, auguro a te e a tutta la tua famiglia ogni bene e spero di aver presto vostre notizie.

Florence Dankworth



scritto da Lady Florence Dankworth , 10:47 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
24 settembre 516
Martedì 5 Maggio 2026

La storia di Odette

Mi vedi turbata, Audra? Ebbene, lo sono.

Un'adoratrice delle Tenebre ha assunto le mie sembianze ed ha ingannato le guardie di Makan per sottrarre il corpo della povera Odette… Mi domando come sia possibile!
Stando a quello che ci è stato insegnato, se un Sekhmet devoto al Dio degli Inganni riesce a simulare così bene l'aspetto di una persona, deve conoscerla bene.
Deve conoscermi bene.

Eppure ci penso, mi ci logoro e non riesco a capire.
A che scopo sottrarre il corpo di una Paladina uccisa a Benson durante la sua prima vera missione? Per le sue vesti? Per poterne prendere le sembianze? Sarebbe molto più semplice pagare un sarto compiacente per realizzarne di simili.
O forse per spregio? Per profanare un'altra volta il cadavere di una vittima che già tanto è stato oltraggiata?

Povera Odette. La conoscevo bene, sai?

Mi logoro perché in quei giorni mia nonna era in fin di vita e fui mandata in licenza a casa per stare con lei e con la famiglia. Forse altrimenti sarei stata inviata io al suo posto in missione a Benson… e invece è toccato a Odette. Lei era più giovane di me di qualche anno, ancora una Veste Bianca, fu nominata Custode del Tempio e subito dopo fu assegnata alla spedizione contro la Fortezza di Sklaverei.

Ma poi, in realtà, lei non era più così convinta.
L'ultima volta che ci parlai, sarà stato dicembre, poco prima che lasciassi la Pietra del Giudizio, Odette era combattuta. Aveva conosciuto un ragazzo, mi disse, un certo Claude, e questo incontro l'aveva gettata nell'incertezza. Claude Berger, mi ricordo, era il suo nome. Mi è rimasto impresso perché poi, dopo la sua morte, sono andata a cercarlo per comunicargli la brutta notizia, ma non sono riuscita a rintracciarlo.

Perdonami Audra se ti faccio questi discorsi, non voglio in alcun modo gettare ombre sulla figura della povera Odette, tutt'altro. Questi suoi dubbi sono il fondamento di una vocazione profonda, credo che avrebbe avuto bisogno di più tempo per indagare il proprio animo, per scegliere di abbracciare la via della Fede con consapevolezza.
Ma è accaduto tutto troppo in fretta: la nomina a Custode del Tempio, la partenza per le Foreste di Benson, l'orribile morte… Tu pensa: fu nominata Custode del Tempio il 5 febbraio e già il 7 febbraio era in viaggio per Benson. Era il 512, quattro anni fa.

E poi c'era il problema della sorella.
Odette era legatissima a sua sorella Amelia, per la quale era costantemente in ansia. La sua scelta di diventare Paladina la faceva sentire in colpa verso Amelia, come se le sembrasse di abbandonarla, in un certo senso.
D'altronde le due sorelle erano sempre state legatissime. Non ho mai visto Amelia, ma so che erano come due gocce d'acqua.
Furono allontanate da Caergoth per volere del padre, che sospettava di non avere un legame di sangue con loro, e che fossero frutto di un'infedeltà materna. Per evitare scandali furono mandate qui vicino, dalle Monache di San Malach.
Erano due bambine sole, spaventate, abbandonate dalla famiglia, e trovavano l'una nell'altra tutto il conforto per sopravvivere.

Amelia era sempre stata scapestrata, irrequieta, mal sopportava la vita nel convento e cercava ogni scusa per raggiungere la città, per andare a vedere esibizioni di musicisti, amava moltissimo il passaggio della Fiera Itinerante.
Alle volte, mi raccontò Odette, alle volte Amelia spariva dal Monastero di San Malach anche per due giorni al passaggio della Fiera, ed era Odette a fare il possibile per coprirla, per non farla scoprire dalle Monache ed evitare che venisse punita.
Per questo forse la scelta di Odette di diventare Veste Bianca qui alla Pietra del Giudizio fu vissuta da Amelia come un tradimento. Chi lo sa… Odette ne era convinta e si sentiva molto in colpa.

Povera Odette… povera mia amica sfortunata.
L'ultimo ad averle parlato prima della partenza fu Padre Alinard, la nostra guida spirituale. E' un uomo anziano, quasi cieco, di grande saggezza.
Quando seppe della morte di Odette, e che il suo corpo era disperso, ne fu molto turbato. Si chiuse nel silenzio, visse con grande angoscia le settimane fino a quando fu organizzato a giugno il recupero del corpo. Fu lui il promotore della spedizione, anche se non vi potè partecipare. E fu sempre lui a celebrare il suo funerale.

"Avanzavi nel tuo cappotto invernale, col fiato corto, fieramente…" così disse alla sua sepoltura, "nel tuo giovane cuore batteva il coraggio di una Paladina, una fantasia piena di segreti…"
Rimanemmo tutti interdetti davanti alle sue parole, sembrava quasi irrispettoso, e non la chiamò mai per nome.
"Dytros crede in te, ti riconosce per nome e ti accoglie nel suo abbraccio eterno di pace".

Perdona l'emozione, Audra. Ci penso e fatico a trattenere le lacrime. Avrei potuto essere io al suo posto a Sklaverei, io uccisa, profanata... io in quel sacco infangato che miracolosamente avete di nuovo recuperato.

Prego che Odette possa riposare in pace adesso, finalmente tra le mura della Pietra del Giudizio.
scritto da Lady Avelyn , 21:25 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 settembre 516
Martedì 14 Aprile 2026

Buona scelta!

Bernard, vecchio mio.

Non sai quanto mi ha fatto piacere sapere che stai bene (zavorre matrimoniali a parte) e che ti godi la vecchiaia in una bella fattoria circondato da figli e nipoti. Anche io me la cavo, qui con Wendy, che incredibilmente ancora non si è stancata di me. Gorton è sempre un bel posto, la torre è calda e piena di gatti.

Ho conosciuto i tuoi giovani amici, qualche giorno fa. Sono venuti a vendermi l'anello di tuo zio, quello con il Lapislazuli, e non me lo sono lasciato sfuggire. Mi hanno raccontato una strana storia che ha a che fare con una tua vecchia fiamma... in ogni caso ti farà piacere che adesso è al sicuro, vicino al suo gemello.

Parlando dei i tuoi amichetti... Una combriccola simpatica, devo dire, non mi sorprende che ti siano piaciuti.

Il piccolo Mago, Yak, sembra che basti un soffio di vento per portarlo via, magro e smunto com'è. Eppure ha della stoffa, del potenziale. Gli ho visto fare una bella prodezza, l'altro giorno, quando lui e i suoi amici mi hanno trascinato nei sotterranei di Lindores.
Eravamo scesi al piano inferiore, dove scorre il torrente e, non si sa come, adesso qualcuno ha riaperto le gallerie e ci passano delle creature molto brutte.
Com'è, come non è, a Wendy è sembrata una buona idea far saltare in aria la galleria da cui questi... mostri stavano arrivando per molestarci. E il giovane Mago, senza dir nulla, ha avuto la prontezza di spirito di creare uno Scudo Magico per evitare che ci impolverassimo per i detriti dell'esplosione. Ben fatto!

Questo Yak, il maghetto, è di buona famiglia. La mamma gli ha trovato una brava ragazza della parrocchia di Reyks per stargli appresso, una ragazzina pure lei minuta, graziosa, educatissima. Si chiama Audra. Vedendola così a modino uno se la immaginerebbe schizzinosa, e invece quando si è trattato di rattoppare uno di quei mostri, per riportarlo vivo (e moribondo) a Gorton, si è messa lì, non si è schifata, l'ha spogliato, gli ha rapato la sua pellicciaccia orribile vicino alle ferite, l'ha medicato... io stavo per vomitare, Wendy già era a chilometri per non vedere, e invece la piccola Audra stava lì a armeggiare su quell'essere brutto e sanguinolento.

Ci sono poi i due giovanotti, Finn e Martin: non potrebbero avere origini più diverse, uno figlio di un boscaiolo e l'altro di una nobildonna che governa una torre verso Rein, e però vedessi come si intendono a perfezione. Hanno un atteggiamento scanzonato, curioso, uno spirito che definirei avventuroso, e noi sappiamo bene cosa significhi!

Ma chi proprio non ti aspetteresti, e che invece calza a pennello in questa bizzarra combriccola, è il Nano, Naar.
Credo che sia un giovane Nano, per quel che ne capisco: non è semplice indovinare l'età di simili rocciosi soggetti. Ha esperienze da mastro birraio, ho capito vagamente che ha dovuto lasciare la sua taverna per ragioni personali, forse sentimentali, e adesso si accompagna alla nidiata di avventurieri un po' per incoraggiarli e un po' per metterli in guardia da scelte troppo avventate. E' bonario ma burbero, sospettoso ma facile all'entusiasmo e alla poesia, ama la musica e il suo fido mulo Poldino. E' rimasto turbato dal mio legame con Wendy, nei cui confronti ha un atteggiamento rispettosissimo, quasi intimidito. Forse è la prima Elfa che vede? Certamente è la più bella.

Ebbene, è stato proprio Naar a convincermi a partecipare alla spedizione a Lindores, quando stavo lì sulla soglia un po' triste a guardarli partire. "Nostalgia dell'avventura?", mi ha chiesto. Nostalgia dell'avventura... mio buon Naar, altro che se ho nostalgia dell'avventura!

Poi, come spesso accade quando si tratta di avventure, doveva essere una semplice scampagnata ed è finita con mostri orribili, esplosioni, e neanche mezzo tesoro... ma che sensazione fantastica, amico mio, tornare a calarsi in qualche rovina!

Tra qualche giorno i ragazzi torneranno dalle tue parti e chiederò loro di portarti questa mia lettera, con la quale ti mando un saluto affettuoso anche da parte di Wendy. Buona vecchiaia, caro Bernard! E se puoi, per quel che vale il mio consiglio, tieni sempre spalancate porte e finestre.

Renè
scritto da Renè Belloq , 17:12 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
7 settembre 516
Giovedì 5 Febbraio 2026

La libertà oltre la gabbia

Mia cara Margethre,
Principessa dei Popoli Antichi, splendente Imperatrice Shanti, mi rivolgo a te col cuore colmo di umile entusiasmo. Mentre sfioro con le dita il nome che hai tracciato su questo foglio, sento quel legame antico tornare dalle profondità della terra, riemergere rinforzato dalla carezza delle radici del nostro ciliegio. E subito vieni da me, come in una sera d'inverno, a ricordare gli inverni delle favole in cui si visse insieme senza saperlo.
Percorrendo insieme i sentieri nel bosco, inseguendo le fiabe, attraversando le soglie nascoste delle antiche tombe sepolte, a sfiorare le dita ossute di remoti principi e stregoni.
"E' solo pietra" scherzavi, eppure... eppure... la pietra era tiepida al nostro tocco, la terra soffice, la nebbia un velo discreto che celava e svelava i nostri segreti. Ti ricordi?
Margethre cara, inanellata mia sposa con lo scarabeo di lapislazuli alla tua mano, per sempre in ogni sogno.

Mai siamo usciti alla luce del giorno, camminando assieme tra la gente, tu al mio fianco, io al tuo fianco. Eppure innumerevoli volte abbiamo percorso le soglie nascoste di mondi immaginari, lungo le vie tracciate dai libri e dalla nostra fantasia. Cos'è la vita se non questo?

Potrei scriverti, non oso. Potrei dirti che saperti libera, nuovamente vedova, nuovamente sola, mi risveglia nel cuore irragionevoli speranze. Ma ecco che questi uccellini con il loro malinconico canto ricordano che è nelle favole la nostra vita, mentre prigioniero è il corpo, e debole, e malato.

Stanotte, stanotte? Stanotte quell'anello sarà di nuovo tra le tue mani. La terra, l'umidità e il tempo nulla possono contro l'oro più puro. Uguale ad allora, come in quella notte, scintillante e perfetto. Lo indosserai? Sarai ancora una volta la mia unica sposa?

Quei bravi giovani si preoccupavano del valore commerciale dell'anello, del valore che esso potrebbe avere davanti al mondo. Vuoi che non ne sia consapevole? Come credono che i miei antenati abbiano acquistato queste terre, costruito questa fattoria? Conoscevano le vie dei sepolcri, oltrepassavano le soglie del tempo passato, riportavano alla luce quei tesori che l'eternità non è in grado di corrompere. E niente oggi mi fa più felice che saperti al sicuro, protetta da quel dono antico, come se quell'oro potesse proteggerti dalle avversità alla maniera che io non ho potuto fare, qui in gabbia, lontano.
Sognami, stanotte. Vieni a visitarmi in sogno, principessa. Ti aspetto sul limitare della notte, nell'aria profumata, come sempre.
scritto da Bernard Klaus , 17:13 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
5 settembre 516
Giovedì 22 Gennaio 2026

Nuovamente vedova

Apro gli occhi, sono nel mio letto.
Bello, caldo, confortevole. Raggi di sole disegnano linee dorate sulla coperta di lana, mi sento bene. Sono a casa, al sicuro, con la piccola Musette che fa le fusa accanto a me.
Ci metto qualche istante a rendermi conto di quel che è successo. Il rapimento, le ore infinite al buio in quella buca, il pianto straziante del bimbo e poi quel sinistro silenzio, e la lenta presa di coscienza che sarei morta lì, che nessuno mi avrebbe mai salvata...
Adesso sembra tutto un incubo, fatico a ricordare la sensazione di soffocamento e il dolore e la paura che ho provato: talmente terribile che pare inverosimile.
La gamba beh, quella mi fa male. Audra, la dolce ragazza che si è calata per prima a soccorrermi, ha detto che c'è una frattura e che servirà del tempo perchè l'osso si sistemi. Con l'età che ho, poi, mi accontento se potrò tornare a camminare.

Quando morì il mio primo marito Joseph, tanti anni fa, pensavo che essere una giovane vedova con un bambino piccolo a cui pensare fosse la cosa più difficile al mondo.

Adesso penso che è ancora più difficile essere una vecchia vedova, sola e zoppa.

Francis mi dirà di trasferirmi a vivere da lui in Capitale, ma io voglio restare qui. Devo affrontare l'emergenza, i primi tempi, qualcuno che si occupi di vendemmiare nei prossimi giorni per non far deperire i grappoli sulle viti. Finchè non torno a muovermi ho bisogno di aiuto, ma per fortuna qualche soldo in tasca ce l'ho, posso assumere un garzone o due.
Anton era così fiero del vinello che produciamo, orgoglioso della vigna, dei generosi prodotti della terra. Non voglio che tanto impegno vada perduto. Pover'uomo, non meritava di finire così. I banditi in realtà non lo volevano ammazzare, Inga era più angosciata di me, povera ragazza.

Ripenso a quella sagoma scura che si è affacciata sul limitare della grotta, che ho appena intravisto prima di scivolare nel buco del tasso. Non sono stata del tutto sincera con quei bravi ragazzi che mi hanno salvata, d'altronde dubito che mi crederebbero. Eppure secondo me quella creatura... non era una persona.

Leggende? Suggestioni? Sono solo una vecchia paurosa che ha sbattuto la testa? Ma sì, probabilmente sì. Una volta andavo a Barriac a raccogliere le more e trovare la mia amica Cordelia, facevamo assieme la marmellata, spettegolavamo guardando i bambini giocare. In pochi anni sono cambiate tante cose, il confine ideale tra il nostro mondo felice e tranquillo e le terre selvagge si è fatto più vicino e incombente. Ma non dobbiamo neanche esagerare. In fondo i briganti ci sono sempre stati, come pure i fuggiaschi e i poveri derelitti che compiono gesti sconsiderati per la disperazione.

Devo tornare presto in forze, riorganizzare la fattoria, onorare il ricordo di Anton dimostrandomi forte e benevola, la coraggiosa vecchia Margethre a cui lui voleva tanto bene.

scritto da Margethre , 15:20 | permalink | markup wiki | commenti (0)