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La Confraternita della Rosa Bianca
Lorenzo Quart
 
creato il: 20/07/2005   messaggi totali: 32   commenti totali: 47
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23 agosto 517
Lunedì 28 Gennaio 2008

L'esecuzione.

Quando decisi di prendere i voti da Paladino, sapevo che prima o poi mi sarei macchiato le mani di sangue. Combattere con ogni mezzo le forze delle Tenebre, impugnare le armi, combattere, uccidere, fa parte dei doveri dell'Ordine: arrivi ad abituarti all'idea che presto o tardi succederà anche a te.

Oggi, per la prima volta, ho tolto la vita ad un uomo, Sir Enrique Grognard.
Prigioniero, disarmato, arreso ma non pentito. In mancanza della possibilità di portarlo al giudizio dell'Inquisizione per i suoi crimini, mi sono assunto la responsabilità di ucciderlo.

Cosa provo?
Non saprei dirlo.
Non sono pentito di ciò che ho fatto. So di aver fatto la cosa giusta. Ma durante il combattimento contro di lui mi sono reso conto di essergli di molto inferiore, era uno spadaccino veramente abile. Non sarei mai riuscito a colpirlo sul campo. Non potendolo fare in battaglia, ho ucciso un uomo inerme. Se lo meritava, d'accordo. Ma era inerme.

Padre Quart invece ha risparmiato la vita di Pedro Larsac. Dopo mille ripensamenti, ha scelto la strada della misericordia. Io ho deciso per la morte.
La nostra situazione è disperata, ma anche quella in cui ci trovavamo giorni fa ad Anthien lo era. Eppure Padre Quart, Frate Erwin, hanno deciso che Pedro Larsac vivesse. E gli Dei hanno in seguito dimostrato che quella era la cosa giusta da fare.
Ho sempre considerato il mio superiore un coraggioso, ma nello stesso tempo un uomo che ha il vizio di camminare sul filo della spada. Stavolta mi ci sento io pericolosamente in bilico tra bene e male, tra la legittimità e l'abuso. Che avrebbe fatto Padre Quart al mio posto?

Ho il conforto di Solice.
Leggo nei suoi occhi un tormento simile al mio davanti alle difficili scelte che stiamo assumendo. Era disposta ad impugnare la spada per togliere la vita ad un altro dei prigionieri, dei molti prigionieri che stiamo uccidendo. Ma l'ho fermata. Non abbiamo bisogno di questo genere di conferme. Che almeno per il momento le sue mani restino immacolate.

Poi c'è Loic.
Lui mi spaventa. L'ho dovuto fermare mentre stava per pisciare sui mantelli bianchi dei due Maestri del Vento che abbiamo ucciso. Senza rispetto per i morti, senza pudore, senza umiltà. Anzi è salito in cattedra a spiegarmi i principi della cavalleria e dell'onore, e se non fosse stato per l'intervento di Solice non so dove saremmo arrivati.
Trabocca di odio, un odio irrefrenabile e ridondante. E' impulsivo, infantile e crea sempre un sacco di guai. Per esempio, nessuno di noi ha avuto il tempo di domandarglielo: cosa gli è passato per la testa quando si è tuffato a bomba addosso alla carovana, per sfidare a duello Sir Brian?

Sembra un secolo che ci troviamo qui alle Parole d'Oro. Sembra che abbiamo fatto chissà quanto... ma siamo soltanto all'inizio. La torre è lì, Lord Wilhelm e i suoi sono ancora al sicuro al loro posto. C'è molto ancora da fare.
Prego gli Dei che ci mantengano lucidi fino alla fine.
scritto da Nicolas Long , 13:52 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
22 agosto 517
Lunedì 7 Gennaio 2008

"Liberami..."

Non so per quanto tempo ancora la benevolenza di Kayah proteggerà il nostro rifugio sotterraneo, nè fino a che punto le mie forze saranno in grado di sostenere questo peso. Arriverà mai il mattino? E quanti, quanti sono questi pazzi sperduti che continuano ad attaccarci?

Stringo la mano della moribonda mentre il suo sangue, goccia a goccia, si disperde sul pavimento.
Poco fa, davanti a Solice, sembrava tornata in sè, ma adesso nel suo sguardo leggo solo deliquio e disperata follia. Cerco di infonderle coraggio, ma sento di non esserne all'altezza.

"Parli come Padre Quart". Così mi ha detto Guelfo prima di allontanarsi con gli altri.
A cose normali non ne sarei stato contento... ma forse adesso comincio a capire il mio superiore.
Adesso che porto sulle spalle un peso che non sono in grado di sostenere, che devo prendere decisioni impossibili, mettendo a rischio la vita stessa dei compagni. Adesso che mi trovo faccia a faccia con la morte, la dannazione e la follia.
Padre Quart mi aveva avvisato che sarebbe stata dura, ma è molto diversa da come me l'aspettavo.

"Liberami..."
Così ha mormorato questa poveretta nel breve istante di lucidità. Liberami da questa grata... da questa prigione... da che cosa? Liberami da questa vita?
Che cosa ti ha portata a finire così, agonizzante sul pavimento di una grotta, con un braccio incastrato tra vecchie ferraglie turniane? A finire pazza, sola, assetata di sangue e nello stesso tempo così fragile e impotente? Mentre parlavi con Solice eri lontanissima, sperduta chissà dove. Come possiamo aiutarti?
Forse è soltanto nella pace di Kayah che troverai la tua liberazione. O forse no, forse ancora c'è un legame tra la tua anima e questo mondo, e potrai tornare tra di noi, guarire, vivere.

Prego Kayah, è tutto quello che posso fare.
scritto da Nicolas Long , 11:22 | permalink | markup wiki | commenti (0)