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Scritto il 13/01/2026 · 32 di 32 (mostra altri)
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18 Maggio 518
Martedì 13 Gennaio 2026
Uno che non abbozza
Te ne facevi poco di giudici o di preti, tu che vedevi la giustizia come una faccenda di onore personale: eri il tipo per cui nulla nella vita conta come poter guardare in uno specchio e provare rispetto per l'uomo che ne viene restituito. L'esatto opposto di quel verme codardo, opportunista e senza un briciolo di dignità che ti avrebbe strappato la vita e usurpato le spoglie. Lingua tagliente come l'acciaio della tua spada, non badavi necessariamente ai risultati e ancor meno ai pericoli, ma ti saresti fatto fracassare tutte le ossa del corpo pur di tenere il punto con te stesso prima ancora che con il mondo.
Per dirla nel gergo dei verdurai del Borgo Nuovo di Amer, eri uno che non abbozza.
C'è stato un momento, nell'estate del 516, in cui ho pensato seriamente che saresti potuto essere un Paladino di Dytros assai migliore di me.
Ci trovavamo al margine sudorientale dell'Altopiano del Tuono, nella valle del Gadreel che i locali chiamano valle delle Acque Amare o valle del Torto - entrambi appellativi piuttosto efficaci nel rendere lo stato miserevole di quelle terre su cui tuttora spadroneggiano bande di tagliagole senza scrupoli e congreghe di servitori della Tenebra. Eravamo in missione sotto copertura presso il villaggio di Aràk, l'ultimo tuo incarico con noi del XXIIIesimo. Ce ne stavamo nel mezzo di una piccola folla di villici intenta ad assistere agli sproloqui di un'abominevole strega, tale Carnage Saidar di Yaqum, assai riverita in quelle contrade sventurate. Alle spalle di Carnage si stagliavano i ruderi vilipesi della Chiesa della Stretta Osservanza, un tempo principale centro di culto della valle ma ridotta sul finire della Guerra delle Lande ad un ammasso di macerie destinate a postribolo per la banditaglia del luogo. Come se non bastasse quelle sante pietre erano state successivamente oggetto di ulteriori indicibili profonazioni ed ora si trovavano infestate da dozzine di kreepar alati noti come Locuste dell'Abisso. Un luogo d'inferno, insomma, e come tale scelto quale teatro di crudeli sacrifici di innocenti. Un poveretto del posto veniva trascinato verso rovine dagli sgherri di Carnage per esser dato in pasto alle bestie lì annidate, la sua unica colpa l'aver contestato le parole deliranti di quella donna malvagia. Padre Engelhaft ed io ce ne restammo impietriti di fronte alla scena ma tu no, Vodan, tu ti facesti avanti tra la gente terrorizzata per protestare, raggiungesti i carnefici e provasti a farli desistere o quantomeno a rallentarli. Col rischio, assai concreto, di fare la stessa fine che di lì a poco sarebbe toccata a quello sfortunato sconosciuto. "Vodan ci sta infilando in un casino che non finisce mai!" ricordo di aver ringhiato ad Engelhaft, ma la verità è che ero pieno di ammirazione per quel gesto e mi vergognavo come un cane ad avertelo fatto compiere da solo.
Avevi le palle, Vodan, altroché se le avevi, e se noialtri avevamo preferito restarcene zitti e in disparte (per non compromettere l'esito della nostra missione in incognito, certo, ma soprattutto per non suicidarci in una battaglia senza speranza contro le forze soverchianti con cui la maledetta si era presentata ad Aràk), tu ti consegnavi a morte certa con disinvoltura sconcertante, senza la minima esitazione. Eri fatto così: se vedevi un torto non stavi a pensarci troppo, a soppesare rischi, compromessi, implicazioni...ti mettevi in gioco e provavi a raddrizzarlo, fanculo alle conseguenze. In questo sei sempre stato l'uomo che avrei voluto essere io.
C'è stato un altro momento poi, pochi giorni dopo, in cui ho capito che un Paladino non lo saresti potuto diventare mai: facesti spogliare il capo di una carovana di procacciatori di schiavi al servizio della solita Carnage, gli tagliasti l'uccello e ci mancò poco che glielo facesti mangiare. Poco più tardi gli avresti spiccato la testa impedendo a Padre Engelhaft di dare a quel meschino un'ultima opportunità di alleggerirsi la coscienza. Mutilare un prigioniero inerme e precludergli la possibilità di un pentimento sincero per il tramite di un Sacerdote... per la Regola di Dytros sono entrambe colpe imperdonabili.
In seguito avemmo modo di parlare di quell'episodio e mi spiegasti le tue ragioni: si trattava di pareggiare il conto che quel bastardo di Boone aveva aperto con la nostra amica e compagna d'armi Kelly Babel, un conto di quelli che, a Nuova Lagos come ad Achenar o a qualsiasi altra latitudine, si pagano col sangue. Parole sante, avrebbe detto il me stesso di solo qualche anno fa, quel ragazzino arrogante e pieno di rancore che non sapeva distinguere la vendetta dalla giustizia. Ti dissi come la pensavo, mi rispondesti che ci avresti rimuginato sopra...ormai è troppo tardi per chiederti a quali conclusioni fossi giunto.
"Alle Ombre non frega un cazzo in ogni caso", mi avresti probabilmente detto con una scrollata di spalle e quel tuo sorriso truce.
E così, amico mio, sei morto nel giorno dell'Eterno Avversario i cui campioni per ben due volte avevi lasciato con un palmo di naso nel Cariceto di Amedran. Per quel che può valere la pelle l'hai saputa vendere carissima: sono certo che Bondred abbia maledetto il tuo nome mille volte nei giorni di tormento che gli hai inflitto con il tuo ultimo stratagemma. Si può ben dire, in effetti, che ti sia riuscito di andargli di traverso al punto da far sì che si strozzasse...noialtri in fondo ci siamo solo assicurati che se ne restasse stecchito una volta per tutte. E' stato un onore finire quello che hai iniziato.
Ci lasciamo alle spalle la Torre XII avvolta dalle fiamme, una pira funebre che sono sicuro non ti sarebbe dispiaciuta. Addio, Vodan, e grazie. Questa vittoria è tua.
Scritto il 13/01/2026 · 32 di 32 (mostra altri)
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