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18 Maggio 518
Martedì 13 Gennaio 2026
Bondred
Eccomi qua, impelagato nella solita discussione furibonda coi miei compagni del XXIIIesimo, di quelle che preludono inevitabilmente o ad un'azione diretta ad altissimo rischio, senza bisogno di andare troppo per il sottile con le precauzioni tattiche o, altrettanto spesso, ad una ritirata di fronte ad un nemico troppo al di sopra delle nostre possibilità...e sembra evidente a tutti che stavolta ci troviamo in quest'ultimo caso. Mi copro il volto con le mani per nascondare la rabbia e soffoco a stento un'imprecazione mentre Kailah per l'ennesima volta ripete che non è disposta ad affrontare Bondred ben sapendo come andrebbe, con Colin che le dà man forte e spinge per non mettere a repentaglio l'esito della nostra vera missione.
E con Bondred andrebbe malissimo, anzi E' andata malissimo, anche se noi di questo non conserviamo alcun ricordo visto che Vela è stata costretta riavvolgere il tempo con quel suo potere misterioso che già ci aveva salvato la vita durante l'assalto all'Asilo, e per ben due volte. L'ultima le è stata fatale, proprio come preannunciato dal Demone che glielo aveva concesso nel Mondo-tra-i-Mondi, ed ora ci troviamo con una compagna in meno da schierare ed un'amica morta in più da piangere.
La determinazione della soldataccia dell'Armata del Corno mi ha lasciato senza parole: con la supponenza che caratterizza molti uomini di Fede continuo a sottovalutare la forza delle motivazioni di chi non serve un Dio ma uno stendardo, un ideale, una compagnia di amici e di fratelli. E dire che di gente così ne ho conosciuta tanta da questa parte della barricata come dall'altra: Dunc, Ramsey, Ali, certo, ma anche Manuel Raven e a modo suo persino quel figlio di troia di Hador Varchmann - non importa se amici o nemici, tutti uomini e donne che hanno saputo morire da eroi in nome di ciò in cui credevano. Come loro, Vela ha dato tutto pur di darci una chance di prevalere in una battaglia che non sarebbe potuta essere più lontana dalla sua.
E noi come la ripaghiamo? Dandocela a gambe?
Purtroppo però i miei compagni hanno ragione. Possiamo fare e rifare i conti fino a quando si sarà sciolto l'Inferno Ghiacciato ma i numeri continueranno a non tornare: non c'è modo di proteggere Engelhaft nel compimento del rituale di esorcismo presso la Torre XII e contemporaneamente impedire a Bondred di mandare tutto all'aria con la sua fottuta reliquia. Poco importa se, stando alla lettera che Vela ci ha ingegnosamente recapitato da un altro tempo, Sven, Colin ed io saremmo riusciti a piegare la maledizione della Torre...non è mai successo e non succederà mai con Bondred lì fuori a macellare chiunque tentasse di fermarlo.
E' davvero difficile rinunciare all'opportunità che Vodan e Freya hanno così a caro prezzo costruito ma più mi sforzo di trovare un modo, uno qualsiasi, per farla funzionare e più mi verrebbe voglia di prendere a testate queste pietre maledette. Di certo non possiamo considerare accettabile la perdita di Morna, di Freya, di Kalya Niadh - e questo sorvolando sulla sicura possessione di Kailah da parte gli Dei solo sanno cosa si annida nell'anello di Osteirn Bach. E un discorso a parte andrebbe poi fatto sulla follia di mettere a repentaglio la nostra vera missione: se le prove non raggiungono Dossler e se non c'è Engelhaft a portarle, assicurandosi che la Sorella Custode le prenda sul serio, tutto quello che abbiamo fatto per arrivare qui sarà stato inutile...tanto valeva non metterci proprio piede nel Corno del Tramonto, due anni fa.
Proviamo a valutare una ritirata tattica verso Dossler, il tempo di portare le prove al sicuro e di farci mettere a disposizione dei rinforzi e poi fare ritorno alla Torre XII con l'obiettivo di eliminare Bondred mentre la sua trasmigrazione corporea è ancora in corso. Con tutte le incertezze sui modi, sui tempi e sulle reali possibilità di successo di un'azione simile sembra comunque assai più promettente dell'alternativa, perlomeno finché Kalya Niadh non sottolinea come il nostro avversario sa benissimo chi siamo e darà per scontato che abbiamo compreso la vera natura del suo nascondiglio...anche ammesso che la Sorella Custode si rivelasse disposta a concederci dei rinforzi sfidando l'autorità del Margravio, e che con questi rinforzi riuscissimo a tornare prima che Bondred se la sia data a gambe con un nuovo aspetto, troveremmo chissà quali forze ostili a presidiare la Torre e a tenerci fuori.
E allora? Scende un silenzio sconsolato.
Prende la parola Freya, la sua proposta non è male: mentre noi proseguiremmo verso Dossler, lei userebbe il suo potere da Innalzata per infiltrarsi nella Torre XII celata dall'ombra di qualche piccolo animale che non attiri l'attenzione, per poi saltare fuori ed eliminare Bondred durante la paralisi indotta dal suo stesso rituale. Rischi enormi, certo, ma una possibilità di successo, per quanto remota, potrebbe averla. Kailah non è affatto d'accordo però, e ribadisce che non si può incoraggiare Freya, Innalzata sì ma pur sempre poco più di una bambina, a gettare la propria vita in modo così avventato. Non ho modo di convincerla altrimenti.
E' il turno di Morna e Kalya Niahd, e anche stavolta il piano sembra avere qualche merito: Morna impiegherebbe l'Anello di Osteirn Bach per alimentare le proprie facoltà magiche e in questo modo non le sarebbe difficile neutralizzare Bondred. Ci sarebbe un caveat, però: alla forza che abita nell'Anello non può essere consentito di impadronirsi del corpo di Morna e a Kalya Niadh toccherebbe il compito di assicurarsi che ciò non accada...con una lama affilata da piantare nel cuore della sua stessa guida spirituale una volta messo fuori combattimento l'Innalzato. Mi mordo le labbra per la frustrazione: sarebbe come per Padre Engelhaft rompere la testa a bastonate al Vescovo di Feith... non se ne parla proprio.
Intervengo per propormi io, affiancato da chiunque se la senta, per una resa dei conti in campo aperto. Il resto della compagnia si sgancerà per scortare Engelhaft verso Dossler: compiere il rituale di esorcismo e neutralizzare Bondred, per come stanno le cose, non sono obiettivi che possiamo conseguire contemporaneamente se non a prezzo di perdite insostenibili. Se abbattessimo il corpo posseduto dall'Innalzato e mettessimo in sicurezza la reliquia che custodisce la sua anima marcia, però, la purificazione della Torre XII non sarebbe più così urgente, e potrebbe essere rimandata a quando se ne presentasse l'occasione. Come era fin troppo facile prevedere i miei compagni sollevano mille obiezioni e non serve a niente spiegar loro che con ogni probabilità Bondred è un Sekhmet, un servitore della Tenebra la cui forza cresce in base al numero dei suoi avversari...al di là di Padre Engelhaft che dovrà necessariamente consegnare i documenti che abbiamo raccolto alla Sorella Custode, tutti insistono per rimanere e fare la loro parte.
Ragioniamo su un piano. Il nostro avversario sa che abbiamo qualche carta da giocarci non si arrischierebbe mai a darci battaglia se da questo non dipendesse la sua sopravvivenza. Nella sua attuale destinazione a laboratorio alchemico la Torre XII è piena di composti altamente infiammabili. In virtù dello scherzetto che gli hanno tirato Vodan e Freya il corpo che Bondred occupa ha letteralmente le ore contate. Se la Torre-laboratorio fosse danneggiata al punto di non poter più ospitare il rituale di passaggio ad un nuovo ricettacolo, per dire, da un incendio, Bondred sarebbe fottuto...
Il resto viene da sé. Colin supervisiona i preparativi e, quando è il momento, fa cenno ad Engelhaft di allontanarsi dalla torre. Il tempo di piazzarci davanti all'ingresso e l'innesco viene acceso, a questo punto si tratta solo di aspettare che il nostro uomo si faccia - per così dire - vivo. Malgrado le mie proteste Kailah indosserà l'Anello e scatenerà il suo potere terrificante sul nemico non appena ci arriverà a portata; sarà poi la volta di Sven, Freya e me, che lo ingaggeremo in corpo per fare a pezzi quel che resta. Colin, Morna, Kalya Niadh e Annie (miracolosamente riunitasi a noi dopo aver sbaragliato i suoi inseguitori con l'aiuto di Freya) interverranno per ultimi se noi dovessimo cadere. Provo a dire ad Annie che se ingaggerà Bondred sicuramente sprofonderà verso il Risveglio Funesto, sostenendo con difficoltà lo sguardo dei suoi occhi non più umani. "Poco fa dicevi che Freya ha il diritto di rischiare la sua vita per combattere Bondred, se lo desidera, come tutti noi. Questo vale anche per me. Ci stiamo giocando il tutto per tutto, tutti quanti." Argomento chiuso, oggi proprio non mi dà retta nessuno.
"Sta arrivando." Come sempre la voce di Freya non tradisce alcuna emozione. Mi chiedo se la sua inquietante imperscrutabilità sia conseguenza del suo Innalzamento o se non sia piuttosto il modo con cui il suo vero sé sta contenendo l'influenza demoniaca che le cresce dentro: non mi aspetterei nulla di meno dalla sorella di Vodan.
Ed in effetti una sagoma umana comincia a farsi avanti dalla fattoria poco distante. E' ad un centinaio di passi da noi e si muove senza fretta. Man mano che si avvicina non posso non notare che se la stazza è quella imponente del nostro compagno defunto, l'andatura è diversa in modo straniante. Un ladro di corpi...ne giravano di voci sul suo conto da quando riuscì a primeggiare nella sanguinosa arena allestita da Varchmann per poi svanire come uno spettro, ma nessuno avrebbe potuto mai immaginare che il misterioso primo Innalzato di Dioghail nascondesse una natura così immonda.
"Ehilà". La voce metallica e potente che proviene dal mascherone di ferro ha il tono affabile del nostro ultimo incontro.
Rispondo al suo saluto avvicinando la mano all'elsa di Jaegerin. Stando al resoconto postumo di Vela questo mostro è in grado di superare grandi distanze in un batter d'occhio, se necessario anche attraversando la solida pietra...potrebbe piombarci addosso in ogni momento.
"E così avete trovato la mia torre". Si ferma e ci squadra dalla distanza.
"Una pura casualità" lo rassicuro. Se siamo arrivati qui alla Torre XII è solo per aggirare le squadre a cavallo del Cordone di pattuglia a sud-est: eravamo alla disperata ricerca di un nascondiglio e di certo non ci aspettavamo di incappare in un santuario di Morgoblath. Già... eppure stanotte ho vagato in sogno per le oscure aule della Cripta del Lupo, Jaegerin stretta nel pugno, e al risveglio mi è rimasta addosso la stessa sensazione di urgenza già provata sulla soglia del Sanatorio a Ghaan e in cima al vallone di Gretel.
Quasi che mi leggesse nel pensiero Bondred parla di coincidenze che a suo dire non esistono, di catene di eventi che necessariamente devono avere luogo a dispetto delle nostre percezioni. Prova a convincerci a cedergli il campo, a lasciarci tutto alle spalle per giungere vivi e vittoriosi a Dossler.
Gli vomito addosso tutto il mio disprezzo. Lo accomuno agli esseri più infimi e sudici che strisciano sulla terra, cari solo al Dio dei Veleni. Gli dico che nella sua smania di sopravvivere a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo di lui non è rimasto più nulla, se un tempo è vissuto un Bondred ora al suo posto c'è solo un'infezione il cui unico demente scopo è propagarsi ancora e ancora seminando ovunque morte e rovina. Sei davvero tu a parlarmi, abominio, o è solo la pestilenza di Morgoblath che ha preso le sembianze della tua mente come tu prendi quelle dei corpi che infesti?
L'Innalzato si finge offeso dalle mie parole. Prova ancora a mostrarsi conciliante, spinge per trovare un accomodamento ed evitare uno scontro inutile e potenzialmente letale per noi come per lui. Abbiamo ascoltato dalla voce di Freya il racconto dei supplizi che questo mostro ha inflitto a Vodan per piegarlo al suo maleficio, sappiamo del sadico entusiasmo con cui si è dedicato alla distruzione fisica e spirituale del nostro compagno...non potranno mai esserci accomodamenti.
Gli rispondo indicando la Torre alle nostre spalle e accennandogli alla nostra opera di purificazione già ben avviata. Gli dico che troverà un messaggio per lui da parte di Vodan inchiodato al portone, se non ha paura di scottarsi.
"Questo non posso consentirlo" ribatte glaciale. Ce ne ha messo a perdere il buon umore, penso. "Vorrà dire che dovrò uccidervi." Sguaina le sue lame e riprende ad avanzare.
Ci siamo. In serbo per Bondred abbiamo diverse sorprese: l'Anello di Osteirn Bach, le ultime magie residue di Morna, i preparati alchemici di Colin, la mia Jaegerin. Quella più terribile, il Gaol Scathan, su di lui che è privo di un vero spirito vitale però non potremo impiegarla...ma questo Bondred non lo sa, e in base al testamento di Vela farà di tutto per impedirci di usarla. Tanto vale sfruttare i pochi secondi che ci separano dall'inizio della battaglia per confonderlo. Menziono lo specchio magico e mi sforzo di ostentare una grande sicurezza nella sua capacità di intrappolare l'Innalzato non appena sarà a tiro.
Lui non si scompone. "Vi siete già vantati di quello specchio e di come può intrappolare le sue vittime." Punta la spada verso Freya. "Vuoi sapere cosa penso? Lei è stata lì dentro...ed è viva: non vedo perché dovrei morirci io. Se anche riusciste a catturarmi presto o tardi troverei il modo di uscire, fosse anche tra mille anni. A differenza tua so essere paziente... ti devi essere proprio svegliato male stamattina." Questo stronzo ha sempre la risposta pronta, bisogna concederglielo. Poco male, l'importante è che non si aspetti da noi altri assi nella manica, che almeno parte delle sua mente sia occupata a guardarsi dall'unico attacco che non gli sferreremo.
E' arrivato a poco meno di cinquanta passi. Alle mie spalle sento la voce di Kailah declamare sillabe incomprensibili nella lingua della Magia e immediatamente una tempesta di strali luminosi mi sfreccia attorno ad una velocità impossibile per piombare sull'Innalzato, dilaniandolo. Credo di aver già visto un potere del genere all'opera molti mesi fa, e sempre a danno di un servitore della Tenebra, ma se l'incantesimo di Lex Kreuk ci aveva lasciati tutti atterriti il suo ricordo impallidisce di fronte alla devastazione scatenata dalla nostra maga. Uryen batte Ghaan anche stavolta, penso con un mezzo sorriso.
Bondred però riesce a restare in piedi, le braccia incrociate a protezione della testa. "Questa l'ho sentita...ne hai altre?" ringhia sprezzante.
Kailah non si fa pregare: soddisfa la sua curiosità con altre due raffiche di strali che gli straziano le carni. E' il nostro momento: scatto in avanti assieme a Sven e Freya per finire il lavoro prima che le oscure benedizioni di Morgoblath abbiano il tempo di rimarginare le ferite del Sekhmet. Colin è subito dietro di noi, e devo dire che sono felice che malgrado le sue perplessità rispetto a questo scontro non esiti a dare battaglia in prima persona. Il tutto per tutto, tutti quanti, come diceva Annie poco fa.
L'Innalzato è caduto in ginocchio ma ha fatto a tempo a rialzarsi prima del nostro arrivo. Sembra malfermo sulle gambe e, per quanto continui a stringere una spada nella destra, la sua guardia appare stentata. Ovunque sulle carni pallide del corpo che fu di Vodan si indovinano, al di sotto delle protezioni curiosamente intatte, linee nere sottili e precise i come disegni di un tatuatore elsenorita alcune delle quali però sembrano sbiadire a vista d'occhio: se non lo finiamo ora questo bastardo tornerà in forze e a quel punto sarà davvero dura averne ragione. Sven e io partiamo all'assalto, lui si prepara a riceverci come meglio può...ma il suo meglio, in queste condizioni, non è sufficiente. Con un colpo spaventoso Sven abbatte la sua spada sul braccio destro di Bondred, già flagellato dalla magia di Kailah, arrivando quasi a mozzarlo di netto. Jaegerin, ormai animata di vita propria, si lancia sicura verso il volto del nemico e pare danzare attorno alla daga mancina di Bondred prima di schiantarsi sul suo cimiero, tranciandolo via come se fosse una maschera di cartapesta assieme ad una buona porzione di scatola cranica.
I miei occhi incontrano l'unico rimasto ai resti profonati di Vodan, un bulbo vitreo e morto eppure sconvolto da un terrore inconcepibile. Sarebbe un buon momento per una battuta sferzante, di quelle che gli spadaccini di Achenar si tengono da parte per rendere ancor più memorabile l'ultima stoccata di un duello, ma è l'acciaio di Jaegerin a esigere l'ultima parola. Un singolo sanguinoso istante e la Cacciatrice spicca di netto la testa del nemico consegnandolo per sempre all'Inferno Ghiacciato.
Vodan ti manda i suoi saluti, penso, mentre con un movimento del polso scuoto via dalla lama il sangue marcio del nostro avversario più spregevole.





















