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Solice Kenson
Cronache della Campagna di Caen
Solice Kenson
"Voi avete coraggio e siete molto convincente: ma non appena sarete chiamata a combattere, al primo combattimento che possa realmente definirsi tale, voi morirete. E non parlo di scontri confusi o ingarbugliati, dove nessuno capisce fino in fondo quello che sta facendo o magari ha meno voglia di uccidervi che di portare la pelle a casa. Parlo di uno scontro vero, in cui affronterete una persona con le vostre sole forze. Beh, è giunto il momento che qualcuno che vi vuole bene vi dica che queste forze non basteranno proprio contro nessuno".
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 91   commenti totali: 32
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Scritto il 24/04/2007 · 39 di 91 (mostra altri)
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14 maggio 517
Martedì 24 Aprile 2007

Il matrimonio di Ryan (terza parte)

Quella notte i miei sogni furono confusi quanto diafani: aprii gli occhi alle prime luci dell'alba. Provai per alcuni minuti a ricordare i volti che avevano popolato il mio sonno: Desiree, Loic, Eric e Julie... Quixote... forse anche Guelfo. E poi c'erano le mie vecchie compagne di Focault, Valerie e Rosalie. Purtroppo, ogni istante che passava portava via alla mia memoria preziosi frammenti che componevano il mosaico dei ricordi di quegli eventi onirici, che svanirono ben presto senza lasciare altro che tracce vaghe e incomprensibili. Sorrisi ripensando ai miei compagni: dopo tutto, forse gli Dei mi avevano concesso quei due giorni di tregua.

Alzandomi dal letto mi recai alla porta che mi separava dalla camera di Yera: bussai con forza crescente, sperando che i fumi dell'alcol ingurgitato la sera precedente si fossero ormai diradati. La mancata risposta mi convinse ad aprire la porta per assicurarmi che stesse bene. Era così: la mia ancella giaceva ancora a faccia in giù sul letto, nella stessa posizione in cui, una manciata di ore prima, l'avevo abbandonata tra le braccia di Kayah.

"Leon...", disse nel dormiveglia con voce sognante. Sorrisi, richiudendo la porta: il sole non era ancora alto, aveva ancora tempo per sognare il suo cavaliere. Tornando nella mia stanza, il mio sguardo fu catturato dalla figura rossa e blu della carta raffigurante il Fante di Quadri: erano passati otto giorni dalla mia aggressione, senza che fossi riuscita a risolvere l'enigma legato ad essa. Il significato di quella carta era ancora un mistero, così come le reali intenzioni dell'uomo che ora aspettava in silenzio nelle segrete di Valamer: dovevo inoltre ancora inoltre prendere visione del contenuto della pergamena sigillata che recava con se, della quale non aveva fatto menzione durante il nostro colloquio e che sir Thomas aveva consegnato a mastro Malkhas.

Dopo aver rivolto le mie preghiere a Pyros ed essermi preparata, decisi di scendere nel salone dei ricevimenti. Le cameriere del palazzo avevano fatto un lavoro incredibile: le tracce del banchetto conclusosi soltanto poche ore prima erano scomparse, e il salone era ora invaso dai molti nobili, cavalieri e attendenti che avevano trascorso la notte a palazzo o negli alloggamenti preparati nei pressi di esso. In meno di un'ora tutti quanti si sarebbero trovati alla piazza d'armi, dove il torneo sarebbe proseguito fino all'ora di pranzo: a quel punto sarebbe partita la processione alla volta del castello di Valamer dove, alla presenza di padre Barthougimenos Barkev, sarebbe stato celebrato il matrimonio tra Ryan e Lady Amy. Il torneo sarebbe terminato nel primo pomeriggio, per lasciare poi spazio al banchetto di nozze che si sarebbe protratto per tutta la sera e la notte seguente. Cercai con lo sguardo Yurae o Varal con l'intento di chiedere notizie su sir Thomas o su Rosalie, ma nessuno dei due era presente.

Yera si svegliò appena in tempo: questa volta fui io ad aiutarla a prepararsi e a farsi bella. Non appena fummo entrambe pronte ci affrettammo a prendere parte alla lunga carovana che partì da Palazzo. Ebbi cura di portare con me il liuto: quel giorno avrei rotto per la prima volta il mio imbarazzo suonando in onore degli sposi davanti a un vero pubblico, onorando la promessa fatta a Ryan il giorno del mio arrivo.

La mia ancella cercò invano con lo sguardo il suo Leon: "accidenti", disse delusa dopo aver ispezionato accuratamente le varie carrozze con i suoi grandi occhi verdi; "speravo di poterlo salutare prima del torneo".

Annuii, sorridendo. "Probabilmente lui e gli altri ci hanno preceduto", dissi: "vedrai che quando arriveremo saranno già in sella ai cavalli, pronti per incominciare".

Yera equivocò il mio sorriso: "scommetto che anche voi non vedete l'ora di rivedere sir Steven!", disse guardandomi negli occhi. "Voi non sapete mentire, quindi non provateci neppure".

Alzai le spalle. "Sir Steven è forte e molto abile", risposi, "e sarò felice di rivederlo con la lancia in pugno: lo stesso vale sir Gremaud, Jen, Malaki e molti altri".

Yera scosse la testa, poco convinta. "Voi non me la contate giusta", si limitò a dire, ridacchiando ancora di più quando mi vide abbassare lo sguardo.

"Piuttosto", risposi per uscire dall'imbarazzo, "siete pronta a cantare con me? Non ci siamo potute certo esercitare quanto avremmo dovuto." Non appena pronunciai quelle parole mi resi conto di essere appena caduta dalla padella nella brace.

"Lo so benissimo" rispose Yera, guardandomi con aria di rimprovero: "e la colpa non è certo mia!" Era tristemente vero: nonostante Yera avesse una voce bellissima, che ricordava molto quella della mia amica Julie, non avevamo avuto il tempo per provare a lungo i brani che avremmo proposto di lì a poche ore: una mancanza che, viste le mie attività degli ultimi giorni, non era di certo possibile imputare a lei.

Una volta arrivate ci sbrigammo a prendere posto: di lì a poco assistemmo per la seconda volta alla grande sfilata dei cavalieri, in tutto e per tutto simile a quella del giorno precedente...

... Fino a quando i due cavalieri di Anthien passarono davanti a noi.

"SIR LEOOONNN!!! SIR LEOOOON!!! SIETE BELLISSIMO!!!!!" Gridò a squarciagola Yera, facendomi sobbalzare. Tanto sir Leon quanto sir Steven si voltarono, scrutandoci da dietro i loro pesanti cimieri: come se non bastasse, la mia ancella si affrettò a nascondersi dietro di me, sparendo di fatto alla loro vista.

"Mi ha visto? Mi ha visto?" disse poi non appena si voltarono per proseguire il loro giro, dopo un'attimo che sembrò un'eternità. Continuò a chiedermelo per quasi un minuto senza ricevere risposta, pietrificata com'ero dall'imbarazzo.

Gli scontri di quella mattina regalarono ulteriori sorprese, e consentivano di aggiornare la classifica che ormai cominciava ad assumere una conformazione piuttosto chiara:

Sir Georg Poe, cavaliere di Amer, con 47 lance e 14 vittorie
Sir Steven DeRavin, cavaliere di Anthien, con 44 lance e 12 vittorie
Lady Joanne Chirac, cavaliere di Amer, con 44 lance e 12 vittorie
Lord Peter Gremaud di Chalard, con 38 lance e 10 vittorie
Lord Jerome Kenson, Colonnello di Beid, con 36 lance e 10 vittorie
Sir Zaki Yetvart, cavaliere di Keib, con 35 lance e 9 vittorie
Lady Jen Akhnal, cavaliere di Beid, con 37 lance e 9 vittorie
Sir Leon Perrineau, cavaliere di Anthien, con 33 lance e 9 vittorie
Sir Malaki Akhnal, cavaliere di Beid, con 32 lance e 9 vittorie
Sir Al Fennec, cavaliere di Amer, con 33 lance e 8 vittorie
Sir Albert Von Trier, colonnello di Verriere, con 29 lance e 8 vittorie
Lord Ryan Kenson di Beid, con 27 lance e 7 vittorie
Lord Konon Desyenne di Amer, con 25 lance e 6 vittorie
Lord Zadig, fratello minore di lord Krikor, delle montagne orientali, con 18 lance e 5 vittorie
Lord Hrant, barone della Piana del Vento, con 14 lance e 4 vittorie
Lord Baldur Ripley di Verriere, con 15 lance e 3 vittorie
Sir Olivier Elliott, cavaliere di Amer, con 14 lance e 3 vittorie
Sir Rosdom Khachi, cavaliere di Keib, con 15 lance e 3 vittorie
Lord Krikor, delle montagne orientali, con 11 lance e 1 vittoria

Sir Georg Poe teneva il comando mantenendo buone distanze dai suoi inseguitori: sir Steve DeRavin riuscì a sorprendermi con una prova davvero eccezionale, sconfiggendo in tenzone tanto sir Georg, quanto mio fratello, quanto Jen; nella tenzone contro Lord Jerome Kenson fu particolarmente fortunato: la sua lancia non si spezzò sotto lo scudo di mio zio, costringendo quest'ultimo giù da cavallo e provocandone la sconfitta al primo scontro. Fortunatamente zio Jerome era un combattente di grande esperienza, e non riportò gravi danni in conseguenza dell'imprevista caduta tanto da riuscire ad alzarsi in tempo per stringere la mano al suo avversario, accorso di gran lena per sincerarsi delle sue condizioni, in una scena che suscitò molti applausi e lodi a entrambi. "Ora capisco perché vi piace sir Steven!", esclamò Yera battendo le mani.

Lady Joanne vinse contro Peter Grimaud in uno scontro molto bello ma non riuscì ad imporsi contro due combattenti di grande esperienza: Zio Jerome e sir Von Trier di Verriere: l'onore della città ducale venne ripristinato da sir Al Fennec, che nel corso di una mirabile prova riuscì ad avere la meglio su entrambi i colonnelli arrestando il loro recupero ed escludendoli definitivamente dalla vittoria.

Lord Peter Grimaud continuò la sua ottima prova, avendo la meglio tanto su mio fratello quanto su sir Al Fennec. Perse però gli scontri con i due più forti cavalieri di Amer: 3-1 contro Lady Joanne e 3-2 contro sir Steve DeRavin; quest'ultimo, dopo averlo battuto, si tolse l'elmo e si voltò nella mia direzione. "Avete visto?" Mi disse ancora Yera, ostinata a non darmi tregua. "Deve avervi visto parlare con sir Gremaud ieri, forse ci tiene a farvi sapere chi è il più forte!".

Jen perse molti scontri, nonostante avesse una serie di avversari facili: rispetto a ieri era visibilmente poco concentrata. Ma soprattutto perse quello che forse era lo scontro più atteso, contro sir Zaki Yetvart di Keib che riuscì ad abbatterla con un gran colpo ribaltando un iniziale 2-1 tra il silenzio imbarazzato della folla. L'onore di Beid ricadeva interamente sulle spalle di Malaki, il cui scontro con sir Zaki era atteso nel pomeriggio.

Il matrimonio venne celebrato da padre Barkev presso la splendida cornice offerta dal castello di Valamer, che dominava la vallata che custodiva la città marchesale. Lady Amy, accompagnata da suo padre il Conte, fece il suo ingresso maestoso abbagliando tutti gli astanti con bellezza e grazia degne di una principessa delle fiabe. La gioia negli occhi di mio fratello era indescrivibile: a pochi metri da lui, mio padre osservava felice tanto la sua gioia quanto il coronamento di quello che era al tempo stesso il suo sogno e il suo obiettivo. Mentre gli sposi si scambiavano le reciproche promesse mi trovai a guardare incantata quel panorama meraviglioso: rivolsi le mie preghiere agli Dei, sperando con tutto il cuore che non sarebbe successo nulla in grado di sovvertire quel lieto evento. Poi i musici incominciarono a suonare, e tutti cantammo in onore degli sposi.

Dopo il matrimonio, mio fratello fece un lungo discorso a tutti gli astanti: ebbe modo di ringraziare i presenti per l'onore che avevano fatto a lui e alla nostra terra, parlò della felicità con cui aveva vissuto quei giorni e del privilegio che gli Dei gli avevano concesso dandogli la possibilità di prendere in sposa Lady Amy. Ma parlò anche della necessità di rivolgere le nostre preghiere a chi in quel momento non si trovava a Beid, e a tutti coloro che erano partiti per difendere il nostro Ducato e il futuro dei suoi abitanti: parlò dei soldati e dei paladini coinvolti nella guerra a Benson, tra cui si trovava anche nostro fratello Patrick; parlò del difficile rapporto con i Nordri di Surok e delle dolorose condizioni in cui versavano i vicini territori di Delos, dei quali Beid raccoglieva alcune centinaia di abitanti. Infine, rinnovava i ringraziamenti ai cavalieri di Keib per essere intervenuti alle nozze, auspicando una progressiva risoluzione del rancore che da anni insanguinava inutilmente entrambi i territori. Il grande applauso che si levò al termine delle sue parole distolse un pò l'attenzione da me e da Yera che, silenziose e imbarazzate, ci accingemmo a cominciare la nostra parte.

Fortunatamente, quando le nostre voci si levarono nell'aria accompagnate dalle corde del mio liuto, una parte degli astanti si era già rivolta in direzione del percorso che li avrebbe riportati verso la giostra. Questo mi diede il coraggio sufficiente per concentrarmi unicamente sulla musica: in quel momento, sentii di suonare unicamente per mio fratello e per Lady Amy, che accolsero la nostra canzone con grande trasporto. Quando smisi di suonare mio fratello venne ad abbracciarmi.

"Te l'avevo detto che non avrei dovuto suonare", gli dissi sorridendo mentre mi stringeva. "Ti ho persino fatto piangere".

"Che scema", disse stringendomi forte. "Grazie", mi disse poi.

Nel giro di un'ora eravamo nuovamente tutti sugli spalti della giostra: mancavano soltanto pochi scontri, che di lì a poco avrebbero consentito di stendere la classifica finale e definitiva del torneo.


01. Sir Georg Poe, cavaliere di Amer, con 56 lance e 17 vittorie
02. Lady Joanne Chirac, cavaliere di Amer, con 53 lance e 16 vittorie
03. Sir Steven DeRavin, cavaliere di Anthien, con 50 lance e 15 vittorie
04. Lord Jerome Kenson, Colonnello di Beid, con 46 lance e 13 vittorie
05. Lord Peter Gremaud di Chalard, con 48 lance e 13 vittorie
06. Lady Jen Akhnal, cavaliere di Beid, con 50 lance e 12 vittorie
07. Sir Zaki Yetvart, cavaliere di Keib, con 43 lance e 11 vittorie
08. Sir Leon Perrineau, cavaliere di Anthien, con 41 lance e 11 vittorie
09. Sir Al Fennec, cavaliere di Amer, con 41 lance e 10 vittorie
10. Sir Malaki Akhnal, cavaliere di Beid, con 39 lance e 10 vittorie
11. Sir Albert Von Trier, colonnello di Verriere, con 36 lance e 10 vittorie
12. Lord Ryan Kenson di Beid, con 38 lance e 8 vittorie
13. Lord Konon Desyenne di Amer, con 30 lance e 7 vittorie
14. Lord Zadig, fratello minore di lord Krikor, delle montagne orientali, con 26 lance e 6 vittorie
15. Lord Hrant, barone della Piana del Vento, con 23 lance e 6 vittorie
16. Lord Baldur Ripley di Verriere, con 21 lance e 4 vittorie
17. Sir Rosdom Khachi, cavaliere di Keib, con 21 lance e 4 vittorie
18. Sir Olivier Elliott, cavaliere di Amer, con 17 lance e 3 vittorie
19. Lord Krikor, delle montagne orientali, con 17 lance e 2 vittorie
(etc.)

Sir Georg Poe subì un'incredibile botta d'arresto da parte del colonnello Von Trier, che si tolse la soddisfazione di sbattere a terra il campione dopo un incerto 1-1 iniziale e riaprì momentaneamente il torneo. Il cavaliere Amerita riuscì comunque a mantenere la calma, vincendo i successivi 3 scontri e mantenendosi ai vertici impedendo ogni possibilità di rimonta.

Lady Joanne vinse tutti gli scontri, lottando come una tigre per riconquistare il secondo posto contro sir Steven DeRavin che, in caso di parità di vittorie, si sarebbe comunque trovato sopra di lei. Sir Steven trovò la sua nemesi in un Lord Konon Desyenne ormai fuori dai giochi ma che riuscì comunque ad essere determinante per il suo paese colpendo con rara precisione il cavaliere di Anthien sull'elmo, rifilandogli un secco 3-1 e regalando di fatto ad Amer anche il secondo posto.

Sir Peter Grimaud si classificò quinto: il quarto posto gli venne sottratto dall'ineffabile Zio Jerome che riuscì a strappare lo scontro diretto in un memorabile 4-3 e superandolo in classifica proprio in conseguenza di tale vittoria, nonostante il minor numero di lance spezzate in suo possesso.

A Malaki spettò l'onore di chiudere le tenzoni di Beid con quello che, pur quasi del tutto irrilevante ai fini della classifica, era senza ombra di dubbio lo scontro più atteso. Il cavaliere non deluse le aspettative del suo popolo, regalando una tenzone di grandissima intensità e riuscendo a imporsi con grande determinazione in un combattutissimo 3-2: purtroppo, lo scontro non gli consentì comunque di superare sir Zaki in classifica.

Mio fratello spezzò moltissime lance, ma perse tre scontri di misura (3-2, 3-2, 4-3) e non riuscì a entrare nella metà superiore della classifica: si dichiarò in ogni caso contentissimo del risultato ottenuto, e fu ben lieto di lasciare spazio e gloria agli altri cavalieri. La premiazione dei vincitori ci sarebbe stata l'indomani.

Nel lunghissimo banchetto che seguì il torneo ebbi modo di parlare con molti dei cavalieri che non avevo avuto occasione di conoscere la sera prima: parlai inoltre ancora con Lord Peter, con Lord Baldur e con Knel della Stirpe dei Nani, che mi venne presentato con l'altisonante titolo di Rangis Al Fre'Ah'Omm. Quest'ultimo mi raccontò alcuni retroscena legati al campione del torneo sir Georg Poe in una lunga conversazione nel corso della quale cercò di allenare il mio nanico: al termine del nostro discorso si offrì di darmi qualche lezione ulteriore nei giorni a venire, cosa che fui ben lieta di accettare. Mi spiegò anche il significato del suo titolo, che in Greyhaven può essere tradotto con: ufficiale di grado inferiore e buon conoscitore degli Umani.


Io e Yera ricevemmo molti complimenti per la nostra esibizione canora e musicale: ci fu più volte chiesto di suonare e cantare ancora, e fummo liete di variare il nostro repertorio spaziando dai canti religiosi alle ballate più diffuse tra quelle note ai menestrelli di Beid: tanto gli insegnamenti di Yera quanto quelli di Julie e delle locande in cui ero stata con gli amici di Caen mi tornarono utili; nondimento, a forza di suonare e di cantare scoprivo quanto quella dimensione mi fosse mancata negli ultimi mesi. Decisi che d'ora in poi, dovunque fossi andata, avrei trovato il modo di portare il liuto con me.

Naturalmente la battaglia di Yera nei confronti di sir Leon non conobbe tregua: lentamente ma inesorabilmente i cavalieri di Anthien vennero strappati ai loro interlocutori dagli inchini e dalla parlantina della mia ancella e costretti ad assistere ai nostri concerti improvvisati. Fortunatamente riuscii a dileguarmi in tempo per non finire in un'altra situazione imbarazzante, mentre Yera fu ben lieta di scambiare un'altra lunga, intensa chiacchierata con sir Leon.

Nel corso della serata e della nottata che seguì ebbi modo di stare un pò con Jen e Malaki, che mi raccontarono le loro gesta negli scontri degli ultimi giorni. Parlammo anche di sir Thomas, del quale fortunatamente portavano buone notizie: mi ripromisi di andarlo a trovare l'indomani. Parlai anche un pò con Lady Amy, che mi ringraziò moltissimo per la canzone e si dimostrò una conversatrice di rare intelligenza e classe. Infine, dedicai il mio tempo a mio fratello Karl: gli raccontai di quanto fossimo fortunati a vivere quei giorni, e di quanto gli Dei ci amassero. Gli promisi anche che presto avremmo potuto riabbracciare tutti insieme Rosalie: lui mi chiese se sarei rimasta sempre lì con lui, a Beid, e io gli risposi che non potevo saperlo: l'ideale che avevo giurato di servire aveva la priorità su ogni mia decisione, ma gli promisi che avrei fatto comunque in modo di vegliare su di lui. Poi mi chiese di parlargli della mamma: mentre parlavo lo stringevo forte, e a tratti mi trattenevo dal piangere. Poi lo presi in braccio, e dissi a mio padre che probabilmente era il caso di essere riaccompagnata a palazzo, dove avrei potuto metterlo a dormire.

Strappai Yera alla sua infinita conversazione, ricevendo in cambio diverse e svariate gomitate lungo il viaggio di ritorno, in carrozza: "Stavamo per baciarci! Mancava pochissimo..." mi disse, fingendo di essere molto arrabbiata. "E dire che ho persino fatto tutto un discorso per mettervi in ottima luce di fronte a sir Steven..." Un brivido mi corse lungo la schiena, pensando a cosa mai Yera avrebbe mai potuto dire dopo due o tre bicchieri di droppo: scossi la testa, e poi ci mettemmo entrambe a ridere come matte con Karl che ci guardava, divertito e incuriosito, mentre le luci del palazzo si facevano sempre più vicine.


scritto da Solice , 03:45 | permalink | markup wiki | commenti (0)
Scritto il 24/04/2007 · 39 di 91 (mostra altri)
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