Ci sono altri 168 utenti online in questo momento
Forum di Myst
- 12/10, 14:51: [Coppia] Mirai Raaken e Stern Rock (13.6%)
- 04/10, 21:08: [Coppia] Garruk Jagger e Kailah Morstan (68.3%)
- 27/06, 16:32: [Coppia] Garruk Jagger e Mirai Raaken (0%)
- 01/04, 08:27: [Coppia] Aidrich Ramsey e Yara Raleigh (22.2%)
- 07/01, 21:36: [Coppia] Kailah Morstan e Garruk Jagger (68.3%)
- 04/01, 04:51: [Coppia] Meera Wake e Engelhaft Todenehmer...
Diari e corrispondenze di una Marca tranquilla...
Al momento nella Marca del Lago non è presente una Stazione di Posta, cosa che sarebbe oltremodo gradita ai suoi abitanti. Questo Blog prova a sopperire ad una simile mancanza.
creato il: 22/01/2026
messaggi totali: 2
commenti totali: 0
396 visite dal 22/01/2026 (ultima visita il 09/03/2026, 08:03)
7 settembre 516
Giovedì 5 Febbraio 2026
La libertà oltre la gabbia
Mia cara Margethre,
Principessa dei Popoli Antichi, splendente Imperatrice Shanti, mi rivolgo a te col cuore colmo di umile entusiasmo. Mentre sfioro con le dita il nome che hai tracciato su questo foglio, sento quel legame antico tornare dalle profondità della terra, riemergere rinforzato dalla carezza delle radici del nostro ciliegio. E subito vieni da me, come in una sera d'inverno, a ricordare gli inverni delle favole in cui si visse insieme senza saperlo.
Percorrendo insieme i sentieri nel bosco, inseguendo le fiabe, attraversando le soglie nascoste delle antiche tombe sepolte, a sfiorare le dita ossute di remoti principi e stregoni.
"E' solo pietra" scherzavi, eppure... eppure... la pietra era tiepida al nostro tocco, la terra soffice, la nebbia un velo discreto che celava e svelava i nostri segreti. Ti ricordi?
Margethre cara, inanellata mia sposa con lo scarabeo di lapislazuli alla tua mano, per sempre in ogni sogno.
Mai siamo usciti alla luce del giorno, camminando assieme tra la gente, tu al mio fianco, io al tuo fianco. Eppure innumerevoli volte abbiamo percorso le soglie nascoste di mondi immaginari, lungo le vie tracciate dai libri e dalla nostra fantasia. Cos'è la vita se non questo?
Potrei scriverti, non oso. Potrei dirti che saperti libera, nuovamente vedova, nuovamente sola, mi risveglia nel cuore irragionevoli speranze. Ma ecco che questi uccellini con il loro malinconico canto ricordano che è nelle favole la nostra vita, mentre prigioniero è il corpo, e debole, e malato.
Stanotte, stanotte? Stanotte quell'anello sarà di nuovo tra le tue mani. La terra, l'umidità e il tempo nulla possono contro l'oro più puro. Uguale ad allora, come in quella notte, scintillante e perfetto. Lo indosserai? Sarai ancora una volta la mia unica sposa?
Quei bravi giovani si preoccupavano del valore commerciale dell'anello, del valore che esso potrebbe avere davanti al mondo. Vuoi che non ne sia consapevole? Come credono che i miei antenati abbiano acquistato queste terre, costruito questa fattoria? Conoscevano le vie dei sepolcri, oltrepassavano le soglie del tempo passato, riportavano alla luce quei tesori che l'eternità non è in grado di corrompere. E niente oggi mi fa più felice che saperti al sicuro, protetta da quel dono antico, come se quell'oro potesse proteggerti dalle avversità alla maniera che io non ho potuto fare, qui in gabbia, lontano.
Sognami, stanotte. Vieni a visitarmi in sogno, principessa. Ti aspetto sul limitare della notte, nell'aria profumata, come sempre.
Principessa dei Popoli Antichi, splendente Imperatrice Shanti, mi rivolgo a te col cuore colmo di umile entusiasmo. Mentre sfioro con le dita il nome che hai tracciato su questo foglio, sento quel legame antico tornare dalle profondità della terra, riemergere rinforzato dalla carezza delle radici del nostro ciliegio. E subito vieni da me, come in una sera d'inverno, a ricordare gli inverni delle favole in cui si visse insieme senza saperlo.
Percorrendo insieme i sentieri nel bosco, inseguendo le fiabe, attraversando le soglie nascoste delle antiche tombe sepolte, a sfiorare le dita ossute di remoti principi e stregoni.
"E' solo pietra" scherzavi, eppure... eppure... la pietra era tiepida al nostro tocco, la terra soffice, la nebbia un velo discreto che celava e svelava i nostri segreti. Ti ricordi?
Margethre cara, inanellata mia sposa con lo scarabeo di lapislazuli alla tua mano, per sempre in ogni sogno.
Mai siamo usciti alla luce del giorno, camminando assieme tra la gente, tu al mio fianco, io al tuo fianco. Eppure innumerevoli volte abbiamo percorso le soglie nascoste di mondi immaginari, lungo le vie tracciate dai libri e dalla nostra fantasia. Cos'è la vita se non questo?
Potrei scriverti, non oso. Potrei dirti che saperti libera, nuovamente vedova, nuovamente sola, mi risveglia nel cuore irragionevoli speranze. Ma ecco che questi uccellini con il loro malinconico canto ricordano che è nelle favole la nostra vita, mentre prigioniero è il corpo, e debole, e malato.
Stanotte, stanotte? Stanotte quell'anello sarà di nuovo tra le tue mani. La terra, l'umidità e il tempo nulla possono contro l'oro più puro. Uguale ad allora, come in quella notte, scintillante e perfetto. Lo indosserai? Sarai ancora una volta la mia unica sposa?
Quei bravi giovani si preoccupavano del valore commerciale dell'anello, del valore che esso potrebbe avere davanti al mondo. Vuoi che non ne sia consapevole? Come credono che i miei antenati abbiano acquistato queste terre, costruito questa fattoria? Conoscevano le vie dei sepolcri, oltrepassavano le soglie del tempo passato, riportavano alla luce quei tesori che l'eternità non è in grado di corrompere. E niente oggi mi fa più felice che saperti al sicuro, protetta da quel dono antico, come se quell'oro potesse proteggerti dalle avversità alla maniera che io non ho potuto fare, qui in gabbia, lontano.
Sognami, stanotte. Vieni a visitarmi in sogno, principessa. Ti aspetto sul limitare della notte, nell'aria profumata, come sempre.
5 settembre 516
Giovedì 22 Gennaio 2026
Nuovamente vedova
Apro gli occhi, sono nel mio letto.
Bello, caldo, confortevole. Raggi di sole disegnano linee dorate sulla coperta di lana, mi sento bene. Sono a casa, al sicuro, con la piccola Musette che fa le fusa accanto a me.
Ci metto qualche istante a rendermi conto di quel che è successo. Il rapimento, le ore infinite al buio in quella buca, il pianto straziante del bimbo e poi quel sinistro silenzio, e la lenta presa di coscienza che sarei morta lì, che nessuno mi avrebbe mai salvata...
Adesso sembra tutto un incubo, fatico a ricordare la sensazione di soffocamento e il dolore e la paura che ho provato: talmente terribile che pare inverosimile.
La gamba beh, quella mi fa male. Audra, la dolce ragazza che si è calata per prima a soccorrermi, ha detto che c'è una frattura e che servirà del tempo perchè l'osso si sistemi. Con l'età che ho, poi, mi accontento se potrò tornare a camminare.
Quando morì il mio primo marito Joseph, tanti anni fa, pensavo che essere una giovane vedova con un bambino piccolo a cui pensare fosse la cosa più difficile al mondo.
Adesso penso che è ancora più difficile essere una vecchia vedova, sola e zoppa.
Francis mi dirà di trasferirmi a vivere da lui in Capitale, ma io voglio restare qui. Devo affrontare l'emergenza, i primi tempi, qualcuno che si occupi di vendemmiare nei prossimi giorni per non far deperire i grappoli sulle viti. Finchè non torno a muovermi ho bisogno di aiuto, ma per fortuna qualche soldo in tasca ce l'ho, posso assumere un garzone o due.
Anton era così fiero del vinello che produciamo, orgoglioso della vigna, dei generosi prodotti della terra. Non voglio che tanto impegno vada perduto. Pover'uomo, non meritava di finire così. I banditi in realtà non lo volevano ammazzare, Inga era più angosciata di me, povera ragazza.
Ripenso a quella sagoma scura che si è affacciata sul limitare della grotta, che ho appena intravisto prima di scivolare nel buco del tasso. Non sono stata del tutto sincera con quei bravi ragazzi che mi hanno salvata, d'altronde dubito che mi crederebbero. Eppure secondo me quella creatura... non era una persona.
Leggende? Suggestioni? Sono solo una vecchia paurosa che ha sbattuto la testa? Ma sì, probabilmente sì. Una volta andavo a Barriac a raccogliere le more e trovare la mia amica Cordelia, facevamo assieme la marmellata, spettegolavamo guardando i bambini giocare. In pochi anni sono cambiate tante cose, il confine ideale tra il nostro mondo felice e tranquillo e le terre selvagge si è fatto più vicino e incombente. Ma non dobbiamo neanche esagerare. In fondo i briganti ci sono sempre stati, come pure i fuggiaschi e i poveri derelitti che compiono gesti sconsiderati per la disperazione.
Devo tornare presto in forze, riorganizzare la fattoria, onorare il ricordo di Anton dimostrandomi forte e benevola, la coraggiosa vecchia Margethre a cui lui voleva tanto bene.
Bello, caldo, confortevole. Raggi di sole disegnano linee dorate sulla coperta di lana, mi sento bene. Sono a casa, al sicuro, con la piccola Musette che fa le fusa accanto a me.
Ci metto qualche istante a rendermi conto di quel che è successo. Il rapimento, le ore infinite al buio in quella buca, il pianto straziante del bimbo e poi quel sinistro silenzio, e la lenta presa di coscienza che sarei morta lì, che nessuno mi avrebbe mai salvata...
Adesso sembra tutto un incubo, fatico a ricordare la sensazione di soffocamento e il dolore e la paura che ho provato: talmente terribile che pare inverosimile.
La gamba beh, quella mi fa male. Audra, la dolce ragazza che si è calata per prima a soccorrermi, ha detto che c'è una frattura e che servirà del tempo perchè l'osso si sistemi. Con l'età che ho, poi, mi accontento se potrò tornare a camminare.
Quando morì il mio primo marito Joseph, tanti anni fa, pensavo che essere una giovane vedova con un bambino piccolo a cui pensare fosse la cosa più difficile al mondo.
Adesso penso che è ancora più difficile essere una vecchia vedova, sola e zoppa.
Francis mi dirà di trasferirmi a vivere da lui in Capitale, ma io voglio restare qui. Devo affrontare l'emergenza, i primi tempi, qualcuno che si occupi di vendemmiare nei prossimi giorni per non far deperire i grappoli sulle viti. Finchè non torno a muovermi ho bisogno di aiuto, ma per fortuna qualche soldo in tasca ce l'ho, posso assumere un garzone o due.
Anton era così fiero del vinello che produciamo, orgoglioso della vigna, dei generosi prodotti della terra. Non voglio che tanto impegno vada perduto. Pover'uomo, non meritava di finire così. I banditi in realtà non lo volevano ammazzare, Inga era più angosciata di me, povera ragazza.
Ripenso a quella sagoma scura che si è affacciata sul limitare della grotta, che ho appena intravisto prima di scivolare nel buco del tasso. Non sono stata del tutto sincera con quei bravi ragazzi che mi hanno salvata, d'altronde dubito che mi crederebbero. Eppure secondo me quella creatura... non era una persona.
Leggende? Suggestioni? Sono solo una vecchia paurosa che ha sbattuto la testa? Ma sì, probabilmente sì. Una volta andavo a Barriac a raccogliere le more e trovare la mia amica Cordelia, facevamo assieme la marmellata, spettegolavamo guardando i bambini giocare. In pochi anni sono cambiate tante cose, il confine ideale tra il nostro mondo felice e tranquillo e le terre selvagge si è fatto più vicino e incombente. Ma non dobbiamo neanche esagerare. In fondo i briganti ci sono sempre stati, come pure i fuggiaschi e i poveri derelitti che compiono gesti sconsiderati per la disperazione.
Devo tornare presto in forze, riorganizzare la fattoria, onorare il ricordo di Anton dimostrandomi forte e benevola, la coraggiosa vecchia Margethre a cui lui voleva tanto bene.





















