Cerca nel Sito

NomeKeywordsDescrizioneSezioniVoci correlate

Forum di Myst

 
« Se tu vai in chiesa e mi stai su una panca e non ti metti sul pulpito mi va bene. Ci sai stare su una panca? »
- Elden Page -
 
Oltre la Soglia
Memorie di una guaritrice del Vespro
Audra Vesper
Diario di viaggio di Audra Vesper, sacerdotessa di Reyks della Campagna del Lago
creato il: 10/01/2026   messaggi totali: 1   commenti totali: 0
120 visite dal 10/01/2026 (ultima visita il 11/01/2026, 18:41)
2 settembre 516
Sabato 10 Gennaio 2026

Soffitti sconosciuti



Ciao papà,

per la prima volta in tanti anni ti scrivo in una stanza che non mi appartiene: mi trovo nella tenuta degli Alder, una Signoria nei pressi del Lago della Lama di cui tanto ho letto e che più volte ho immaginato di visitare. Sopra di me c’è un soffitto diverso da quello che ero abituata a fissare, e mi sorprende quanto basti questo a farmi sentire lontana.

Sono stata assegnata alle cure di Lord Yacomus, un ragazzo dai modi gentili, cagionevole di salute ma tutt'altro che fragile nell'animo: nei suoi occhi avverto una fame di conoscenza che lo consuma e al tempo stesso lo sostiene. La prima cosa che ha fatto è stata presentarmi i suoi amici: sir Martin, un giovane cavaliere che sorride con facilità e sa tenere alto il morale dei suoi compagni; messer Finn, un ragazzo dall'animo nobile che non esita a intervenire contro le ingiustizie; e messer Naar, un taverniere e commerciante di liquori che sembra molto esperto delle cose del mondo.

Sono certa che, circondato da compagni così leali, Lord Yacomus goda già di adeguata protezione; nondimeno farò del mio meglio per assolvere ai miei doveri.

Al momento di congedarmi, Lady Elmyra mi ha rivelato la prima lettera del tuo nome: la stessa del mio. Confesso che me l'aspettavo, come se lo avessi sempre saputo. Ma non preoccuparti: non userò questa informazione per cercarti, lungi da me l'ambizione di contravvenire a quanto hai così evidentemente stabilito. E poi, quand'anche lo volessi, cosa potrei mai fare con un indizio così vago?

Voglio raccontarti una cosa che mi è successa questa sera: ho partecipato a uno strano gioco, accettando di prendere una carta tra le mani di una ragazza grande più o meno come me: ad ogni carta corrispondeva un diverso presagio. Nel farlo ho sentito una scossa attraversarmi il braccio, simile a quella che si prova quando ci si sfiora dopo aver sfregato la lana con le dita. La carta raffigurava una spada, e la profezia che la accompagnava era la peggiore di tutte: un pericolo in agguato, una lama assetata di sangue. Più tardi, Yacomus ci ha spiegato che quelle carte recavano tracce di una permanenza magica: un fenomeno rarissimo, tanto che neppure lui, pur avvezzo a molte stranezze, si era mai imbattuto in cosa simile. Neanche un'ora prima, nella locanda dove abbiamo mangiato, un uomo è stato aggredito e gettato in acqua: non è annegato per un miracolo... e grazie alla prontezza di chi ha saputo subito cosa fare.

E' per questo che hai deciso di lasciarmi alle cure della confraternita? Per preservarmi dai pericoli e dalle inquietudini del mondo? Se così fosse, se davvero la tua scelta fosse nata da una qualche premura nei miei confronti, forse potrei comprenderla. Tuttavia, gli anni trascorsi nel luogo dove mi hai abbandonata mi hanno insegnato che la mia missione è ricomporre quelle inquietudini, non nascondermi da loro. Ed è proprio questa riflessione a sospingermi verso un altro interrogativo: e se fosse stato questo il tuo disegno fin dall'inizio? Oppure è soltanto un caso, una carta soffiata via da un mazzo alla quale mi sforzo di attribuire un significato?

Domani ci metteremo sulle tracce di una donna scomparsa, forse rapita. Non la conosco, ma ho capito che è una figura importante per questa comunità, al punto che in tanti hanno preso a cercarla. Suo marito è stato assassinato. Ti confesso che ciò che mi spinge non è la pietà nei confronti di un volto che non ho mai visto, ma la frattura che si apre quando qualcuno viene strappato via dal proprio luogo e dai propri legami. In questi momenti i precetti del Vespro diventano evidenti: la guarigione del singolo come mezzo per ricomporre l'insieme. Una casa vuota, una vigna senza voce, un villaggio che si scopre più piccolo e privo della possibilità di raccogliersi in festa. Domani andremo a prenderci cura di questa ferita.

Quando mi sarà possibile, ti scriverò di nuovo.
scritto da Audra Vesper , 11:51 | permalink | markup wiki | commenti (0)
Oltre la Soglia