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Myst Cyclopedia

Due soldi in tasca

[cronaca]
cronaca
Periodo:
dal 08/01/2026
al 09/01/2026
Periodo RPG:
sconosciuto
Num. sessioni:
1
Prima avventura della Campagna del Lago. Racconta l'incontro dei protagonisti (Yacomus Alder, Martin Dankworth, Finn Reyd, Naar-Al-Kalb, Audra Vesper) nel villaggio di Brie e la costituzione del gruppo.

Nuovi arrivi e vecchi legami

Il 2 settembre del 516, Naar-Al-Kalb, taverniere della La Sbornia Triste, giunge nel villaggio di Brie con il suo carretto, tirato dal mulo Poldino e contenente le ultime due botti del suo sidro più pregiato. Il Nano esce da un aspro confronto con gli altri soci della sua taverna presso Makan, al termine del quale, dopo essersi fatto liquidare la propria quota (un carro, le due botti, l’amato Poldino e qualche moneta), ha deciso di prendere la strada verso sud. Il suo intento immediato è vendere il sidro alla Fiera della Luna Nuova, mercato itinerante di mercanti, artisti e viaggiatori che ogni mese ridesta la regione, e con quei proventi darsi una nuova vita.

Più o meno nello stesso periodo anche Audra Vesper, sacerdotessa della congregazione delle Sorelle della Soglia di Ryadel, raggiunge Brie al seguito di una carovana. La giovane è attesa da Lady Olivia Alder, moglie del Dominus del villaggio, che ha chiesto i servigi di un guaritore a una vecchia amica d’infanzia legata alla Congregazione delle Sorelle della Soglia, perché vegli sulla salute di suo figlio Yacomus, noto per essere di salute cagionevole. Quando la ragazza giunge al suo cospetto, Lady Olivia la squadra con una delusione appena celata, come se attendesse qualcuno dall’aria più esperta e temprata; poi, tuttavia, scorge in lei qualcosa che la persuade a prenderla al proprio servizio.

Audra viene così presentata a Yacomus, sestogenito del Dominus e studioso di arti arcane. Gli viene detto che resterà ospite della tenuta per qualche tempo, e che spetta a lui accompagnarla a visitare il villaggio e i suoi luoghi. Il giovane è sorpreso ma accetta e, quasi a sciogliere l’imbarazzo dei primi convenevoli, offre alla ragazza la possibilità di recarsi al molo sul fiume, dove, nell’ultimo giorno di attività della fiera, è consuetudine mangiare e bere fino a tarda ora. E' lì che Yacomus ha appuntamento con due suoi amici di vecchia data: Martin Dankworth, rampollo della Famiglia Dankworth, e Finn Reyd, figlio del vecchio taglialegna del villaggio.

Serata al Biergarten

È una bella serata di fine estate. Presso il Biergarten, lo spiazzo all’aperto dove sono allestiti i tavoli per gli avventori, si contano circa cinquanta persone: alcuni sostano sul molo, altri si dispongono nello spiazzo sottostante, davanti alla locanda L’Orecchino. Mastro Bartolo, l’oste, provvede alle vettovaglie della serata e raccoglie di persona le ordinazioni, muovendosi tra panche e tavoli con l’aria di chi tiene insieme, con la stessa cura, il cibo e la quiete.

Martin e Finn sono già seduti a un tavolo e vengono presto raggiunti da Naar-Al-Kalb, che conoscono da tempo. Il Nano si accomoda volentieri con loro e, tra un sorso e l’altro, comincia a narrare la sfortunata fine della sua esperienza da taverniere.

Poco dopo giungono anche Yacomus e Audra. Martin e Naar osservano la giovane con curiosità e le rivolgono qualche domanda sulla provenienza e sui motivi della visita. Audra risponde di essere ospite di Lady Olivia : tanto basta perché i due, scambiandosi un’occhiata d’intesa, traggano la conclusione che si tratti di una candidata promessa a Yacomus. «Ma allora bisogna festeggiare!», esclama Naar, rivolgendosi all'oste e ordinando da bere per tutti. «Hai visto mai che sia giunta l’ora per Yak di metter su famiglia!»

Rissa in locanda

La conversazione si interrompe sul nascere, spezzata da un alterco improvviso che divampa presso un tavolo poco lontano. Due scaricatori di porto della zona, Grigorji e Gamel, coprono di male parole un forestiero dagli abiti sgargianti; lo accusano di importunare le loro due cugine, Cathy e Belinda, sedute con lui. Le ragazze arretrano, spaventate, mentre i due attaccabrighe passano presto dalle parole ai fatti: si accaniscono sull’uomo con una raffica di pugni, ed egli, incapace di reagire, soccombe in pochi istanti.

Finn si alza di scatto, deciso a intervenire in difesa del forestiero; Martin invece si precipita a chiamare l’oste. Di tutt’altro avviso è Naar, che, fiutando l’esito della rissa, chiede a Yacomus di seguirlo al molo per preparare una barca: tra poco, ne è certo, saranno costretti a recuperare l’aggredito, destinato a finire nel fiume. Mentre i due sciolgono i nodi e spingono lo scafo in posizione, Finn si trova costretto a fronteggiare sia Gamel che Brom, altra vecchia conoscenza di Grigorji, che non esita a dar man forte ai compari.

La tempra del taglialegna viene messa a dura prova: non solo per la forza e l’abilità dei due scagnozzi, ma soprattutto perché Brom porta al dito un anello appuntito che rende i suoi colpi particolarmente dolorosi. Proprio mentre il bruto, con l'ausilio del compare, sta avendo la meglio, un curioso incidente alla fibbia della sua cintura (in realtà l'effetto di una Manomissione operata magicamente da Yacomus) lo lascia momentaneamente con le braghe calate, intralciandone gli attacchi. La scazzottata lascia campo libero a Grigorji il quale, non pago di aver assestato un'ultima scarica di sberle al forestiero, decide di confermare la previsione di Naar scaraventando il malcapitato nel fiume. Nel frattempo, mentre Audra tenta di persuadere Cathy e Belinda a richiamare alla ragione i loro cugini, Martin torna a dare man forte a Finn, precedendo di qualche provvidenziale istante l’arrivo di Mastro Bartolo. Alla fine la rissa si spezza: Grigorji e i suoi, soddisfatti di quanto hanno ottenuto, decidono di cambiare aria, trascinando con sé le due cugine.

A pochi metri di distanza, Naar e Yacomus slegano una barca a remi e la conducono verso il punto in cui il forestiero viene inghiottito dalla corrente: dimostrando notevole perizia i due riescono ad avere la meglio sulla corrente del fiume, raggiungere il malcapitato e portarlo in salvo, fra gli applausi e il brusio eccitato degli astanti. Nel giro di pochi minuti, i presenti si ritrovano di nuovo attorno al tavolo, con i bicchieri ancora mezzi colmi e il fiatone.

L'incontro con Thiago Shanka

«Grazie davvero», esclama il miracolato, ancora madido d’acqua, mentre riprende fiato: «c'è mancato poco!» Il forestiero, che dice di chiamarsi Thiago, è un uomo piacente e cordiale, dagli occhi verdi e i tratti che rivelano chiare ascendenze gitane; afferma di essere originario di Krandamer e di provenire dalla Contea di Zedar. Porta orecchini e indossa un panciotto ricamato con gigli d’argento, che risaltano sulla pelle scura. Ringrazia il gruppo offrendo un altro giro di bevute e spiega di essere giunto a Brie con un gruppo di amici per prendere parte alla fiera.

«Quindi sei un mercante! E cosa vendi?» gli chiedono Martin e Naar. «Vendo idee», risponde Thiago con un sorriso e un'aria deliberatamente misteriosa. Nel corso della conversazione, tra mezze frasi e allusioni lasciate cadere con cura, pare voler far intendere di non essere un semplice mercante: si presenta piuttosto come un uomo che traffica in informazioni, forse un messaggero o una spia, in ogni caso portatore di informazioni segrete e importanti.

«Ma il tuo datore di lavoro lo sa che ti prendi simili rischi?» gli chiedono Naar e Martin. «Se non fosse stato per noi te le saresti portate nella tomba, quelle informazioni…» Thiago si limita a ridacchiare divertito, mostrando una palese noncuranza per il pericolo appena corso. «E pensare che me l'aveva pure detto, la fata, che non sarebbe stata la mia giornata... come al solito ha ragione lei!»

Guai alla Vigna di Margethre

Dopo essersi congedati da Thiago, il gruppo nota che Mastro Bartolo è intento a discutere con Gruber il Mugnaio, Gassan il Taglialegna e un altro paio di paesani, con un'espressione sul volto a dir poco preoccupata. Avvicinandosi, vengono informati che alla vigna di Margethre sono giunti dei banditi: pare abbiano ucciso il vecchio Anton, marito di Margethre, e abbiano rapito la donna. Mastro Bartolo ipotizza che potrebbero essere stati i briganti della banda di Sterpiglione, una vecchia canaglia che infesta la zona. Gassan però scuote il capo: quelli, dice, sono ladri, ma non assassini, e di solito colpiscono le carovane minimamente danarose, non certo le vigne e la povera gente.

Nessuno sa aggiungere dettagli certi: non vi sono testimoni diretti dell’accaduto, solo congetture e un evidente senso di preoccupazione. Quel che è certo è che gli anziani metteranno in palio una ricompensa per chiunque possa essere d'aiuto a risolvere il problema. «Un pò di spicci mi farebbero comodo, in effetti», commenta Naar-Al-Kalb, subito appoggiato da Martin e da Finn. «Beh, allora è deciso», esclama Yacomus, scambiandosi un'occhiata di approvazione con i compagni: «Domani andiamo a dare un'occhiata».

Passeggiata lungo il fiume

Audra chiede a Finn se è sicuro di sentirsi bene, notando i tagli lasciati dall’anello appuntito di Brom. Il giovane la rassicura: «Sono solo graffi… domani starò bene». Audra suggerisce comunque di lavare e fasciare le ferite, per scongiurare il rischio che possano infettarsi. A tale scopo il gruppo decide di fare una breve passeggiata lungo il fiume. Lì, al riparo dal frastuono e dagli sguardi, Audra medica i tagli di Finn, servendosi anche del fondo di un boccale di sidro che Naar l'aveva persuasa ad assaggiare poco prima.

Mentre la fasciatura prende forma, Yacomus avverte qualcosa: un’impressione netta e improvvisa, proveniente da qualche decina di metri più in là, verso l’interno del Biergarten. «Che cos'hai?» gli chiede Naar. «Non so, credo di aver sentito... qualcosa», risponde Yacomus. «Facciamo qualche altro passo in quella direzione…» Nel giro di pochi minuti il giovane sente nuovamente quella sensazione, e stavolta non ha dubbi: si tratta di una emissione magica, seppure di lieve entità. La direzione punta verso una tenda azzurra, ornata di stelle e di lune argentate, da cui proprio in quel momento emerge un avventore dall'aria soddisfatta.

«Dev’essere la fata di cui parlava Thiago!» esclama Martin.

«Beh, che cosa stiamo aspettando? Andiamo a dare un'occhiata!» esclama Yacomus, visibilmente interessato a saperne di più.

«E che ci andiamo a fare?» ribatte Naar, scettico. «Quella sta lì apposta per spennare gli sprovveduti che abboccano alle sue corbellerie!»

Nonostante la ritrosia del Nano, Yacomus, Martin e Finn decidono di varcare l’ingresso della tenda. Naar-Al-Kalb scuote il capo, con un’aria di rassegnata disapprovazione. «Fate come vi pare…» borbotta: «mentre voi buttate i vostri soldi, io vado a prendere il carro».

I tarocchi di Lunetta

La tenda è gremita di oggetti, per lo più sospesi al soffitto con cordicelle: zampe di gallina, prismi, cocci di vetro e altre stranezze dal forte impatto scenografico. Yacomus li esamina con occhio esperto e, in mezzo alla chincaglieria, distingue anche alcuni reagenti rari e di un certo pregio, abilmente celati fra i ninnoli per confondere lo sguardo dei profani.

In fondo alla tenda, seduta su una sedia, si trova la “Fata”: una giovane donna avvenente, di chiare origini gitane, con una fascia che le cinge i lunghi capelli neri e un mazzo di carte fra le dita.

«Una moneta di bronzo per una carta», proclama con voce suadente ma ferma. «Una carta per uno sguardo su ciò che verrà.»

Non serve dire altro: Martin è il primo a investire una moneta per conoscere il proprio futuro. «Soffia», lo ammonisce la Fata, porgendogli il mazzo. Martin obbedisce, quindi pesca la sua carta: l’Eremita. La Fata la osserva per un istante, come se ne ascoltasse il significato, per poi palesarlo ad alta voce:

«La ricerca di una verità più grande, la saggezza nella solitudine. Non lasciatevi condizionare dalle opinioni degli altri, vi aspetta un luogo calmo e tranquillo dove riflettere. Riposate e pensate. C’è una persona sola in una grotta che aspetta il vostro aiuto!»

«E' chiaramente la vecchia!» esclamano Martin e Finn all'unisono.

Il secondo a pescare è Yacomus. Il Diavolo. Nel toccare la carta il giovane ricercatore di magia fuga ogni ulteriore dubbio: la "sensazione" che aveva sentito poco prima proviene proprio da questo mazzo, nelle cui carte risuona il flebile ma inequivocabile eco di un potere arcano. Nel frattempo, la Fata declama la sua sentenza:

«Ci sono tentazioni sulla vostra strada, che saranno una minaccia in futuro. Non lasciate che l’oscurità prenda il controllo su di voi.»

«Magari sono i rapitori della vecchia!» azzarda Martin.E' la volta di Finn, che non si fa certo pregare, estraendo (dopo aver soffiato) Il Quattro di Spade.

«Non tutti i morti riposano per sempre: un’ombra del passato vi aspetta in silenzio e spera di venire liberata da una maledizione. Diffidate delle piume del corvo.»

«Eccola là, è sempre lei!» interviene Martin, sempre più divertito: «E' senz'altro la vecchia che aspetta nella grotta!»

I tre amici confabulano per qualche minuto, nel tentativo di incastrare le loro previsioni e costruire un racconto verosimile. Chiedono se è possibile pescarne altre, ma la Fata è irremovibile: non più di una per ciascuno.

«Vuoi provare anche tu?» chiede Yacomus a Audra, nella speranza che la ragazza possa "pescare" ulteriori indizi. Audra acconsente di buon grado, soffiando sul mazzo e voltando L'Asso di Spade.

«Un’arma appuntita vi aspetta in agguato, il suo acciaio è assetato di sangue.»

«Beh, questa... questa magari non è proprio il massimo», commenta Yacomus, quasi dispiaciuto. «Mi rincresce...» Audra gli sorride, rassicurandolo e mostrando di non essere preoccupata.

Da fuori, la voce di Naar risuona netta, tagliando l'aria della tenda: «Avete finito di farvi prendere in giro? È ora di andare a dormire!» Non solo l'ammonimento viene ignorato, ma Naar viene praticamente costretto a entrare nella tenda e a pescare a sua volta una carta, non prima di aver soffiato sul mazzo con evidente riluttanza. La carta che emerge è l’Otto di Bastoni:

«Movimento e slancio, imparate a capire quando è il momento di fuggire.»

Finn scoppia a ridere: «Ma questo è già successo: l'hai fatto poco fa!», alludendo alla scazzottata in locanda.

I cinque ragazzi si congedano dalla cartomante ed escono dalla tenda, visibilmente soddisfatti: prima di separarsi prendono accordi per l'indomani, decisi come non mai a mettersi sulle tracce della vecchia Margethre. Naar-Al-Kalb decide di dormire nel suo carretto, mentre Yacomus, Martin, Finn e Audra riparano presso la tenuta degli Adler, dove Lady Olivia ha fatto allestire una sala per gli ospiti.

Alla ricerca di Margethre

Il mattino del 3 settembre, il gruppo lascia la tenuta degli Alder, mettendosi in cammino con mezzi diversi secondo necessità e possibilità:
Il gruppo raggiunge la sala degli anziani, che forniscono ulteriori informazioni su quanto accaduto alla vigna di Margethre.

Il resoconto degli Anziani

Il 30 agosto, due paesani del villaggio di Kale, Alex, garzone della locanda, e suo cugino Marius, si recano alla vigna di Margethre e di suo marito Anton per chiedere se occorre aiuto con la vendemmia. Appena giungono alla casa, dal piano superiore arriva una balestrata che li costringe ad arretrare; seguono minacce secche, che intimano loro di non farsi più vedere. I due giovani, scossi, tornano in fretta al villaggio per chiedere rinforzi.

Dopo alcune ore, i rinforzi arrivano alla fattoria. A guidarli è Conrad l’Anziano, capo della piccola milizia del villaggio, con altri tre paesani robusti: Ben, Odoacre e Jim. La vigna appare innaturalmente silenziosa. Una rapida perquisizione porta una tragica scoperta: il corpo del vecchio Anton giace nella vignetta, ai piedi di una scala, con un dardo di balestra conficcato nella gamba; sembra che sia caduto dalle scale a seguito della ferita, trovando così la morte. Il cadavere era stato nascosto alla meglio sotto un pò di sterpaglia, ma è stato rinvenuto senza difficoltà.

Di Margethre non vi è traccia: la donna risulta scomparsa insieme a un asino e ad alcune bisacce cariche di provviste. Dentro la casa regna il disordine, tuttavia non si vedono chiazze di sangue né segni evidenti che chiariscano la sorte della donna.

Conrad l’Anziano conclude il racconto spiegando che i suoi hanno rinvenuto una serie di indizi, tra cui:
  • alcuni polli sono stati ammazzati e spiumati; le piume sono rimaste, ma le carcasse sono state portate via.
  • mancano diversi attrezzi di metallo da lavoro, gli attizzatoi del focolare, un secchio di latta e quel poco che possa avere valore.
  • sono state rinvenute alcune impronte dell'asino e di più persone dirette verso la boscaglia, ma oltre quel punto non è stato più possibile determinare alcunché.
Nei giorni successivi sono stati inoltre organizzati altri piccoli gruppi di volontari, che a tutt'oggi stanno battendo le zone più vicine del bosco alla ricerca di Margethre, finora senza aver ottenuto alcun risultato. Il tempo passa, e con esso le speranze di ritrovare la donna si affievoliscono sempre di più.

Il gruppo ascolta con attenzione tutte le informazioni, quindi dichiara agli anziani di volersi mettere sulle tracce di Margethre e, ricevuta l'approvazione da Conrad, dirige le cavalcature e i carri verso la fattoria.

Indagini alla fattoria

Margethre e il vecchio Anton vivono in una fattoria abbastanza isolata, ai piedi di una collina a sud-est di Brie. Il luogo ha un aspetto derelitto: le persiane sbattono nel vento, piume leggere svolazzano qua e là, e manca del tutto il rassicurante movimento degli animali da cortile. Solo un gatto sospettoso si lascia intravedere dietro un angolo, ma non si fa avvicinare.

Il corpo di Anton è già stato sepolto in un minuscolo camposanto familiare appena oltre il giardino, accanto alle tombe dei genitori e di altri parenti. La sepoltura è recente, e qualche fiore fresco riposa ancora sulla terra smossa.

Indizi nella casa e nella vigna

Le impronte lasciate dal gruppo di Conrad l’Anziano rende praticamente impossibile distinguere le eventuali tracce degli assalitori. Nonostante ciò, emergono alcuni elementi degni di nota:
  • all'esterno della fattoria viene rinvenuto il dardo di balestra scagliato dalla finestra contro i due giovani giunti per la vendemmia: è un dardo vecchio e consunto, probabilmente usato più volte;
  • all'interno vi sono alcune bende sporche di sangue;
  • sempre all'interno, alcune lenzuola risultano strappate, come se fossero state ridotte in fasce o in pezze per medicare;
  • in un cassetto, con disposizione insolita, pare sia stata ricavata una piccola culla, adatta a un bambino di pochi mesi;
  • al posto degli stivali di Anton vi sono un paio di calzature abbandonate, molto rovinate ma di misura simile, incrostate di un fango particolare.
Gli stivali abbandonati mostrano all’interno ulteriori tracce di sangue; questo particolare induce Audra e Martin a ritenere verosimile che le bende rinvenute in casa siano state usate dagli assalitori per fasciare i piedi, forse piagati e lacerati da una lunga marcia o da un terreno ostile.

Finn, che conosce bene il bosco, osserva il fango incrostato sulle suole e nota un'evidente somiglianza con il residuo tipico delle sabbie mobili. Ricorda inoltre che vi sono zone verso est, piuttosto lontane dalla fattoria, dove il terreno si fa acquitrinoso: è difficile credere che il vecchio Anton si sia mai spinto in quei luoghi, ma non è improbabile che gli assalitori possano essere passati da lì.

Viene perlustrato anche il limitare del bosco, che però risulta essere anch'esso pieno di impronte lasciate dal gruppo di Conrad l’Anziano, cosa che rende molto difficile distinguere tracce ulteriori.



TO BE CONTINUED...
Creata il 09/01/2026 da DarkAngel (1394 voci inserite). Ultima modifica il 10/01/2026.
84 visite dal 09/01/2026, 20:31 (ultima visita il 10/01/2026, 16:43) - ID univoco: 4618 [copia negli appunti]
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