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I Sacerdoti

Una delle vesti liturgiche utilizzate dai vescovi di Pyros. La veste consistente in una corta tunica con maniche anch'esse corte, sontuosamente ornata ed aperta sui fianchi che vengono chiusi con dei fiocchi, ornati a volte di sonagli. Parte della sua foggia ricorda la tunica indossata dagli imperatori turniani, che inizialmente la concessero ai patriarchi. Dopo la caduta dell'impero fu progressivamente adottata dalla maggior parte dei metropoliti di Delos, che la usano nei solenni pontificali: il suo uso è comunque diffuso anche a Greyhaven dove ha preso il posto di altri abiti talari, anch'essi di tradizione turniana. Il nome allude ad un abito di penitenza.Sacerdote è la parola con cui vengono chiamati nel continente di Sarakon gli individui che in virtú del loro ufficio e nell'ambito della tradizione religiosa della chiesa della Luce sono dediti alla celebrazione delle divinità: i sacerdoti possiedono la conoscenza degli Dei, della loro volontà sono interpreti ed hanno una parte fondamentale nel culto e nella celebrazione degli stessi.
Ciascun sacerdote sceglie di consacrare la propria vita a una divinità in particolare, entrando di fatto a far parte dell'ordine che ad essa fa riferimento ed accettando le regole da lui imposte: questa scelta è da intendersi come vitalizia ma non preclude al sacerdote la possibilità di celebrare la gloria di tutte le altre divinità del pantheon.

Le investiture

Il ruolo di ciascun adepto della Chiesa della Luce viene sancito mediante un rituale che prende il nome di investitura: il percorso ecumenico di ogni sacerdote e paladino passa dunque attraverso una serie di investiture, che corrispondono a determinati ordini sacerdotali (nel caso dei sacerdoti) e gradi templari (nel caso dei paladini).
La teologia della Luce divide le investiture in tre diversi gruppi: diaconato, presbiterato ed episcopato. Ognuno di essi si compone di molteplici possibili investiture, il cui ruolo e la cui funzione variano a seconda del contesto specifico. Il primo passo necessario per intraprendere il lungo cammino all'interno della struttura ecclesiastica è l'iniziazione, che non comporta comunque alcuna investitura specifica e che viene inclusa per comodità all'inizio dell'elenco che segue.

Iniziato (detto anche "veste bianca")

  • Investiture previste: Nessuna.
Servitore degli dei che studia per ricevere l'investitura di accolito, nel caso degli iniziati all'ordine sacerdotale, o di adepto paladino, nel caso dei paladini.

Diacono

  • Investiture previste: Accolito, Adepto degli Dei, Servitore degli Dei.
Comunemente chiamati diaconi, sono i collaboratori dei sacerdoti nella modalità del servizio. Predicano la parola della Luce, e in particolare del Dio a cui hanno consacrato la propria vita, assistono alla celebrazione dei matrimoni e coordinano il ministero della carità nella chiesa.

Presbitero

  • Investiture previste: Vicario o Cappellano, Parroco o Prevosto, Prete errante, Abate o Priore.
Comunemente chiamati sacerdoti: sono i collaboratori dei vescovi, con i quali condividono la predicazione della Parola della Luce e la presidenza della quasi totalità delle celebrazioni sacramentali. Possono assistere il ministero di un altro sacerdote (è il caso dei vicari), o esercitare loro stessi un ministero: esso può consistere nella guida di una parrocchia (in tal caso vengono ordinati parroci), o in qualunque altro modo che gli affidi il loro vescovo, a cui devono obbedienza; quando la giurisdizione del parroco si estende sulle parrocchie limitrofe esso viene indicato con l'appellativo di prevosto. Possono essere messi a capo di un'abbazia o di un priorato (venendo ordinati abati o priori) o venire inviati dalla loro diocesi all'interno di una o più missioni religiose (in quel caso vengono ordinati preti, se mantengono il legame di dipendenza con il vescovo, o preti erranti nel caso contrario). Un vicario assegnato ad un convento per la celebrazione delle pratiche religiose viene anche detto cappellano.

Episcopo

  • Investiture previste: Vescovo o Arcivescovo, Cardinale.
Comunemente chiamati vescovi, sono i pastori delle diocesi: esercitano il triplice ministero dell'insegnamento, del governo pastorale e della santificazione. Alcune diocesi vengono dette arcidiocesi per via delle particolari dimensioni demografiche (è il caso delle diocesi contenenti le città ducali): in quel caso, il vescovo è chiamato arcivescovo. Nel granducato di Greyhaven, l'organo religioso più importante è costituito dal sacro collegio (vedi sopra), composto da vescovi provenienti dalle varie regioni. Il primo tra essi prende il nome di pontefice ed esercita una funzione di controllo all'interno del collegio, mentre i restanti sono noti come cardinali.

Nomine religiose

Da non confondersi con le investiture, le nomine rappresentano i titoli che i sacerdoti hanno nell'esercizio delle loro funzioni amministrative.

Sacerdote

Termine generico che indica un uomo di chiesa nominato dal Vescovo della sua diocesi e solitamente affidato a una chiesa in conseguenza della nomina come parroco o, più di frequente, come assistente di un parroco preesistente. Nelle chiese più grandi possono essere presenti più sacerdoti, che solitamente appartengono allo stesso ordine, e nelle cattedrali non è insolito veder rappresentati ordini diversi.

Parroco

Sacerdote a cui viene data in affidamento una chiesa con il compito di amministrarla e di orientare le attività degli altri sacerdoti: per essere parroci è necessario aver ricevuto l'investitura di presbitero.

Rettore

Titolo generico dato a un presbitero al quale viene affidata una chiesa rettoriale o un monastero: nel caso dei rettori di una chiesa rettoriale,ad occuparsi della sua nomina è il parroco di competenza (nella maggior parte dei casi il prevosto), mentre nel caso di un monastero sono i monaci stessi ad eleggerlo, sebbene le ingerenze esterne siano sempre possibili.

Abate

Alcuni monasteri si ingrandiscono al punto da costringere il rettore a rivolgersi troppo spesso al suo vescovo per questioni di ordine politico/ammninistrativo: compravendita di beni, gestione delle imposte, mantenimento di una eventuale milizia a scopo difensivo sono infatti situazioni che un presbitero (quale è il rettore) non ha l'autorità per gestire: il rettore fa dunque richiesta al proprio vescovo chiedendo formalmente una autonomia politica/amministrativa che gli possa consentire di dirimere quelle questioni in modo diretto. Il vescovo(episcopo) concede tale autonomia sotto forma di esenzione dagli obblighi che il rettore ha nei confronti della diocesi, che possono essere attive o passive e che configurano in vario modo le sue mansioni e la sua autorità. In conseguenza di questa esenzione, il rettore viene chiamato abate. L'Abate è una figura importante, il suo parere nella nomina dei nuovi Vescovi è tenuto in considerazione ed esercita un potere pressocchè assoluto sui suoi piccoli possedimenti, al pari di un Signore. La carica è a vita, sebbene a volte, giunti a tarda età, alcuni Abati rimettano volontariamente il mandato.

Vescovo

Il vescovo (o Metropolita, in lingua Turniana) rappresenta la massima istituzione religiosa all'interno della sua diocesi: quest'ultima corrisponde generalmente a una contea, sebbene possano esistere eccezioni (una marca, due contee confinanti e particolarmente piccole). La sede del vescovo è convenzionalmente rappresentata da una chiesa particolarmente grande (le più imponenti sono chiamate cattedrali), quasi sempre presente nella capitale della Contea. Sebbene siano dedicate ad un culto principale, in ogni cattedrale sono rappresentati tutti gli dei del pantheon della Luce. Nel Granducato di Greyhaven i Vescovi vengono eletti a dal Sacro Collegio; nella parte occidentale dell'Impero di Delos tale funzione è svolta dal Patriarca di Turn, mentre il Patriarca di Delos si occupa della parte orientale. Sulla loro nomina possono intervenire vari fattori: in primo luogo l'indicazione e l'appoggio del clero del Vescovado e degli Abati dei monasteri in esso presenti; inoltre, in determinate circostanze possono esserci pressioni esercitate dal potere politico, non solo locale. Il Sacro Collegio e il Patriarca di Turn mantengono comunque, almeno formalmente, la loro autonomia: la nomina è a vita, e viene mantenuta anche qualora il vescovo venga nominato Cardinale.

Arcivescovo

Sebbene non esista una differenza sostanziale, si definisce Arcivescovo il Vescovo che risiede nella capitale del Ducato, e che quindi presiede una diocesi particolarmente importante (a sua volta definita arcidiocesi).

Cardinale e Sacro Collegio

Uno dei tredici membri del Sacro Collegio (in origine Collegio dei Tredici), l'organo a capo della chiesa della Luce. I Cardinali vengono eletti a vita durante il Concilio, un'assemblea composta da tutti i Vescovi del Granducato che si riunisce nella città ducale di Greyhaven ogni 5 anni, a meno che non sia convocato prima dal Sacro Collegio: il Sinodo di Greyhaven discute e dirime ogni tipo di questione religiosa, sebbene l'ultima parola in materia spetti comunque al Sacro Collegio. Tradizionalmente i Cardinali vengono nominati tra i Vescovi, anche se in linea del tutto teorica sono ammesse eccezioni: devono inoltre appartenere necessariamente ad una delle quattro Chiese della Luce ed avere più di 40 anni di età.

Le Regole dei Sacerdoti

Tutti i sacerdoti, al momento di ricevere l'investitura a Presbitero, formulano il giuramento di vivere secondo i valori e gli ideali propri della Luce e del Dio al cui ordine intendono consacrare la propria vita. Assumono quindi l'impegno a impostare la propria vita lontana dal peccato e dalla tentazione, cercando di onorare una serie di regole comportamentali in parte comuni, in parte specifiche per ciascun ordine sacerdotale. Le regole sono le stesse previste per l'ordine dei Paladini corrispondente.

Regole comuni

  • Il Sacerdote non dovrà prendere la vita di un'altra persona se non in una situazione di vita o di morte.
  • Il Sacerdote non dovrà mettere a rischio la vita di un'altra persona in assenza di valide ragioni.
  • Il Sacerdote dovrà astenersi dalla ricerca del guadagno personale, dal furto e dall'appropriazione indebita.
  • Il Sacerdote non dovrà mai disonorare la Luce, i suoi colori, i suoi valori, le sue insegne e le sue vesti.
  • Il Sacerdote non dovrà mai cadere preda della disperazione, del dubbio o della sfiducia nei confronti della sua Fede.
Note
N.B.: Il Master è libero di aggiungere o eliminare voti a suo piacimento, avendo cura di non esagerare nè in un senso nè nell'altro: voti troppo permissivi potrebbero svilire la figura del sacerdote, mentre voti troppo totalizzanti potrebbero togliere spazio agli altri giocatori costringendo quest'ultimo a "farsi avanti" in continuazione assumendo su di sè qualsiasi rischio o pericolo a tutto svantaggio del divertimento degli altri componenti del gruppo.

La Regola di Pyros

  • Il Sacerdote non dovrà mentire al suo prossimo o utilizzare la menzogna come scorciatoia per il raggiungimento di un risultato o di uno scopo o nascondere tale menzogna con il suo silenzio. Non potrà inoltre celare la sua natura di uomo di fede facendo uso di travestimenti, maschere o trucchi di sorta o prendere parte a un'azione similare, nè potrà nasconderla con il suo silenzio. Ha inoltre il compito di infondere il coraggio e l'amore per la verità nelle persone con cui entra in contatto.

La Regola di Kayah

  • Il Sacerdote non dovrà mai cadere preda del vizio o della soddisfazione personale, preservando se stesso dall'ebbrezza dell'alcol, dal piacere carnale, dalla golosità per il cibo, dal consumo di tabacco e dal consumo di qualsivoglia droga. Ha inoltre il compito di sostenere la causa della conoscenza e di portare la Luce nei misteri che circondano lui e le persone con cui entra in contatto.

La Regola di Dytros

  • Il Sacerdote non dovrà mai cadere preda dell'ira, non potrà mai disubbidire a un ordine ricevuto dal proprio diretto superiore: non potrà inoltre infrangere la legge, a meno che essa non entri in conflitto con gli ordini ricevuti: dovrà infine necessariamente intervenire in difesa dei precetti della Luce e della giustizia ogniqualvolta essi vengano infranti. Ha inoltre il compito di sostenere la causa della giustizia e di infondere l'amore per essa nei cuori delle persone con cui entra in contatto.

F.A.Q.

Che differenza c'è tra i poteri dell'abate (presbitero) e quelli di un vescovo (episcopo)?
  • L'abate e' a tutti gli effetti un prelato la cui giurisdizione territoriale e' esentata dall'autorità del vescovo della diocesi (exemptio passiva). La differenza sostanziale con l'episcopo -ed e' assolutamente necessario preservarla- è che l'abate è un diretto responsabile "amministrativo" di un patrimonio territoriale appartenente alla chiesa. Gli abati sono quindi dei "feudatari" del vescovo stesso, e per un'ovvia questione politico-ecclesiastica non possono essere inseriti all'interno delle investiture episcopali, sono anzi da intendersi come presbiteri a tutti gli effetti: e' fondamentale infatti che per il corretto funzionamento delle cariche non vi sia mai una relazione feudatario-vassallo all'interno della medesima investitura: tale regola va mantenuta anche quando la loro esenzione dall'autorità vescovile si estende su più feudi ecclesiastici (praelatus quasi nullius dioecesis). Altro motivo per cui l'abate non potrebbe mai essere episcopo e' strettamente legato ai metodi della sua elezione "dal basso", che (per quanto concerne il granducato di Greyhaven) si basa su una fedele applicazione di quanto sancito dal Concilio di Trento (che non fece altro che ripristinare quanto descritto da San Benedetto agli albori del medioevo, sia pure migliorandone alcuni aspetti relativamente alla necessaria presenza di membri della comunità ecclesiastica nel novero degli elettori).

E' possibile che un'abbazia sia gestita direttamente da un Vescovo (episcopo)?
  • Un'abbazia può, almeno teoricamente, essere gestita da un episcopo: questo e' vero in tutti i casi in cui l'abate venga investito vescovo o cardinale. In quel caso, essendo la nomina ad abate vitalizia, il vescovo aggiunge la nuova investitura alla vecchia (Vescovo di X, abate di Y) e tale titolo resta tale fino alla sua morte. E' anche possibile ipotizzare abbazie il cui abate è stato eletto secondo modalità speciali (dall'alto anziche' dal basso), prendendo spunto da modelli storici realmente esistiti come ad es. l'abbazia di Subiaco. Il Master è libero di prevedere simili possibilita', purché esse vengano dipinte come "eccezionali" e ben distinte dal caso normale.
Creata il 18/10/2007 da DarkAngel (1150 voci inserite). Ultima modifica il 25/01/2012.
5969 visite dal 18/10/2007, 13:30 (ultima visita il 23/11/2017, 10:07) - ID univoco: 1172 [copia negli appunti]
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