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- Padre Engelhaft e Bohemond -
 
Solice Kenson
Cronache della Campagna di Caen
Solice Kenson
"Voi avete coraggio e siete molto convincente: ma non appena sarete chiamata a combattere, al primo combattimento che possa realmente definirsi tale, voi morirete. E non parlo di scontri confusi o ingarbugliati, dove nessuno capisce fino in fondo quello che sta facendo o magari ha meno voglia di uccidervi che di portare la pelle a casa. Parlo di uno scontro vero, in cui affronterete una persona con le vostre sole forze. Beh, è giunto il momento che qualcuno che vi vuole bene vi dica che queste forze non basteranno proprio contro nessuno".
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Scritto il 25/12/2006 · 25 di 91 (mostra altri)
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7 Maggio 517
Lunedì 25 Dicembre 2006

Il cavaliere misterioso (seconda parte)

"Come hai fatto a entrare? L'ingresso ai giardini è controllato!" La mia voce tradiva una certa agitazione.

"Volevo rivederti."

"Potevi chiedere alle guardie, ti avrebbero scortato dentro."

"Ho provato a farlo," ha detto sorridendo, "ma si sono dimostrate oltremodo apprensive: ho preferito passare dal retro. L'agrifoglio è bello e costoso, ma non è certo un muro... non per me."

"L'agrifoglio tiene lontani gli animali con le sue spine ricurve. Le tue vesti sono intatte," ho mormorato, arretrando di un passo: forse potevo distanziarlo quel tanto che bastava per raggiungere i portici; lì avrei potuto trovare qualcuno.

"Hai paura, Paladina?" ha domandato con voce strana, facendo un passo in avanti.

"Tu non sei un cavaliere", ho risposto continuando ad arretrare. "Le tue parole suonano false come i manoscritti di Gargutz. Vattene, o..."

"Cosa farai, Paladina? Chiamerai in aiuto le guardie di tuo padre, il Marchese? Se avessi voluto ucciderti, saresti già morta: invece mi servi viva e in salute. In ginocchio e legata magari, ma viva e in salute." Così dicendo, ha estratto un piccolo sacchetto da una delle sacche della cintura e lo ha tirato ai miei piedi. All'impatto con il terreno, la corda che ne fissava l'estremità si è allentata, fino a far fuoriuscire l'estremità di un pendaglio di rame. "Se tu fossi una puttana, questo sarebbe il tuo prezzo."

Ho riconosciuto quel pendaglio: era identico a quello che mi aveva consegnato Padre Esteban il giorno della mia iniziazione ai misteri di Pyros. Chiunque gliel'avesse dato, non lo aveva fatto di sua spontanea volontà.

"Ho ricevuto quel simbolo quando ho promesso di servire il mio Dio," ho risposto arretrando ancora, "e sarà nel suo nome che verrai giudicato." Mi sono voltata di scatto, aprendo la bocca per dare l'allarme.

"Fai un altro passo, e lei muore. Fai un suono, e lei muore," ha tuonato lui, senza muoversi di un passo. Mi sono fermata, serrando le labbra. Questa volta, per la prima volta, non stava mentendo.

"Inginocchiati e implora la misericordia del Dio", ho esclamato ignorando le sue parole, continuando a dargli le spalle.

"Chiama aiuto e lei muore," ha continuato lui, calmo. "Ignora le mie parole, e lei muore."

"Inginocchiati e implora la misericordia del Dio."

"Voltati e raccoglilo." Alludeva al sacchetto e al suo contenuto. "Non vuoi sapere a chi appartiene?"

"Inginocchiati e implora la misericordia del Dio."

"Il suo nome è Rosalie", ha proseguito. "Rosalie Lambert."

Sentire quel nome mi ha fatto mancare il fiato: mi sono voltata lentamente mentre lui, dopo una pausa, ha ripreso a parlare.

"Abbiamo parlato molto di te, sai? Dice che siete cresciute insieme, e che vi volete bene come due sorelle. La cosa non mi stupisce affatto: tu suoni il liuto, conosci la canzone di June e Joan? Erano due sorelle, proprio come voi. Lei è June, tu sei Joan."

"Inginocchiati", gli ho ordinato cercando di mantenere la voce ferma, "e implora la misericordia del Dio."

"D'accordo, Joan", mi ha risposto con un sorriso. "Tutto quello che vuoi." Così dicendo, ha messo un ginocchio a terra. "Ti imploro, Pyros, fa' che questa tua Paladina capisca che se non fa quello che le dico Rosalie..."

"Silenzio!" ho gridato. "Non ti permetterò di pronunciare altre blasfemie. Nulla di ciò che dici potrà salvarti dall'essere catturato e giudicato: non credo alle tue parole avvelenate e mai vi crederò."

"June è con me, Joan", si è limitato a rispondere, calmo. "Ti ha scritto una lettera. Non vuoi leggerla? È nel sacchetto."

Ho scosso la testa. Non avevo bisogno di leggere niente, non volevo la certezza di ciò che già sentivo essere vero. Non adesso. "Verrai giudicato dagli uomini per le tue azioni", gli ho detto, "poni fine a tutto, e potrai sperare nel perdono degli Dei."

"Porre fine a tutto? Solo tu puoi farlo: io non voglio lei, voglio te. Non l'hai forse giurato su quel simbolo lì in terra? Non sei pronta a dare la tua vita per la sua?"

"Non c'è cosa al mondo che tu possa fare affinché io creda a una sola delle tue parole", ho risposto. "Non ho consacrato la mia vita a Pyros per sacrificarla sul tuo menzognero altare."

"Oh, non preoccuparti," ha ripreso con un sorriso. "Non dovrai fidarti di me. Tutto quello che dovrai fare ora è giurare che manterrai la tua parola, una volta che, e soltanto una volta che, io avrò mantenuto la mia. Dentro quel sacchetto c'è la prova che June è in mano nostra: tu stessa potrai sincerarti della sua scomparsa al termine della nostra conversazione. Se tu giurerai, io mi impegno a liberarla domani mattina all'alba: la riabbraccerai tu stessa prima di partire. Se non giurerai, beh... conosci la fine della storia."

"Perché coinvolgere Rosalie? Perché non hai rapito me fin da subito?"

"Perché non posso gestire una tua scomparsa: nessuno potrebbe farlo. Tu sei una Lady, Joan: un esercito verrebbe a cercarti, e presto o tardi ti troverebbe, per poi torturare ed impiccare l'autore del misfatto. Ma se sei tu a scegliere di andare, nessuno lo farà: le Lady non si rapiscono, si conquistano... ma sedurti avrebbe richiesto tempo che sfortunatamente ora non possiedo." Ha fatto una pausa, guardando in direzione del sole. "E a proposito di tempo, se vuoi che possa mantenere la mia parte dell'accordo ho bisogno di tornare subito da June. Quindi raccogli quella lettera, leggila, accetta il tuo destino e giura."

(continua)
scritto da Solice , 18:10 | permalink | markup wiki | commenti (0)
Scritto il 25/12/2006 · 25 di 91 (mostra altri)
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