8 ottobre 516
Venerdì 29 Maggio 2026
"Questi ragazzini non hanno bisogno solo di cibo, ma di amore..."
E tu che ne sai,
Nano, di che cosa hanno bisogno questi ragazzini? Arrivi grande, grosso e ricoperto di armature, tanti soldi e un bell'accento delle terre del Nord, e ne sai più di me, di cosa hanno bisogno questi ragazzini? Meno male, proprio.
Grazie. Avevo davvero bisogno dei tuoi consigli.
Già solo con la tua mole e la ferraglia che hai addosso rendi l'aria di questo piccolo ospizio soffocante, e poi ti metti a importunare le balie che stanno allattando i due orfanelli, ti avvicini, pretenderesti di...
giocare con dei poppanti di due o tre mesi. Non lo sai che i neonati non si toccano? Lo sai forse tu quanto sono
fragili, quanto basti poco per farli ammalare, per farli morire?
Suvvia.
Forse i
piccoli Nani sono delle coriacee pallette di muscolo che resistono a qualsiasi strapazzo, e già a due mesi giocano, si ficcano pietre in bocca, tirano martellate ai macigni per cercare gemme preziose. Buon per loro. Ma qua non funziona così.
Riesco con fatica a sbatterti fuori dalla porta e ti metti a giocare con un po' di bimbetti di strada, che sono incuriositi comprensibilmente dal tuo strano aspetto e dalle armi imponenti che ti porti dietro. Perfetto.
Ma poi... poi
veramente mi fai incazzare.
Toc toc... chi è di nuovo? È il piccolo Jiff, chiede di me.
Vieni un attimo fuori? mi fa. Ed eccoti di nuovo sulla porta, con un sorrisone compiaciuto sulla faccia. Mi ficchi in mano una moneta d'argento, tutto fiero del tuo bel gesto. Ed io sento fortissima la tentazione di tirartela indietro questa moneta, calda e appiccicosa, che mi hai messo in mano.
Dammi la forza, Reyks, di ingoiare l'orgoglio. I soldi ci servono, anche quando puzzano di paternalismo.
Ma non ti aspettare un grazie, Nano. Non da me.
28 settembre 516
Lunedì 11 Maggio 2026
Cara Olivia,
affido questa lettera a tuo figlio Yacomus, che mi compiaccio di vedere energico e relativamente in salute, circondato da buoni amici.
Purtroppo i tempi non sono dei migliori e il confine con Benson si fa di giorno in giorno più irrequieto. Dal mio punto di vista privilegiato, così vicina ma al sicuro dietro le mura di un castello, osservo il peggiorare di una situazione già difficile.
L'Avamposto di Felsen è stato attaccato, a quanto sembra, dagli schiavisti della Fortezza di Sklaverei, che sono riusciti a oltrepassare il ponte e rapire le quattro guardie di vedetta sulla Torre di Ponte Morto. Tuo figlio, insieme a Martin, alcune guardie e altri loro compagni, hanno sconfinato in territorio di Benson per provare ad inseguire i rapitori. Sono riusciti a recuperare un soldato dei nostri ferito, uno dei quattro, e a riportarlo all'Avamposto.
Non te la prendere con Yacomus, gli fa bene correre qualche rischio e violare qualche regola, se è per una buona causa. Era molto frustrato, al ritorno, per il fatto che le guardie dell'Avamposto non avessero proseguito l'inseguimento ad oltranza: gli ardeva il fuoco nelle vene per la rabbia e la delusione. Alla sua età accettare limiti e ingiustizie è molto difficile.
Ma non è per parlare di Yacomus che mi affretto a scriverti, mentre i ragazzi mangiano qualcosa e si preparano a ripartire verso Rein.
Credo che sarebbe davvero prezioso se tuo cognato Karol tornasse da queste parti. Non so se tu o tuo marito abbiate modo di contattarlo, ma in tempi pericolosi come questi la sua esperienza sarebbe di grande aiuto.
Spero che nella Marca del Lago le acque siano più tranquille che qui lungo il Minagroth, auguro a te e a tutta la tua famiglia ogni bene e spero di aver presto vostre notizie.
Florence Dankworth
24 settembre 516
Martedì 5 Maggio 2026
Mi vedi turbata, Audra? Ebbene, lo sono.
Un'adoratrice delle Tenebre ha assunto le mie sembianze ed ha ingannato le guardie di Makan per sottrarre il corpo della povera Odette… Mi domando come sia possibile!
Stando a quello che ci è stato insegnato, se un Sekhmet devoto al Dio degli Inganni riesce a simulare così bene l'aspetto di una persona, deve conoscerla bene.
Deve conoscermi bene.
Eppure ci penso, mi ci logoro e non riesco a capire.
A che scopo sottrarre il corpo di una Paladina uccisa a Benson durante la sua prima vera missione? Per le sue vesti? Per poterne prendere le sembianze? Sarebbe molto più semplice pagare un sarto compiacente per realizzarne di simili.
O forse per spregio? Per profanare un'altra volta il cadavere di una vittima che già tanto è stato oltraggiata?
Povera Odette. La conoscevo bene, sai?
Mi logoro perché in quei giorni mia nonna era in fin di vita e fui mandata in licenza a casa per stare con lei e con la famiglia. Forse altrimenti sarei stata inviata io al suo posto in missione a Benson… e invece è toccato a Odette. Lei era più giovane di me di qualche anno, ancora una Veste Bianca, fu nominata Custode del Tempio e subito dopo fu assegnata alla spedizione contro la Fortezza di Sklaverei.
Ma poi, in realtà, lei non era più così convinta.
L'ultima volta che ci parlai, sarà stato dicembre, poco prima che lasciassi la Pietra del Giudizio, Odette era combattuta. Aveva conosciuto un ragazzo, mi disse, un certo Claude, e questo incontro l'aveva gettata nell'incertezza. Claude Berger, mi ricordo, era il suo nome. Mi è rimasto impresso perché poi, dopo la sua morte, sono andata a cercarlo per comunicargli la brutta notizia, ma non sono riuscita a rintracciarlo.
Perdonami Audra se ti faccio questi discorsi, non voglio in alcun modo gettare ombre sulla figura della povera Odette, tutt'altro. Questi suoi dubbi sono il fondamento di una vocazione profonda, credo che avrebbe avuto bisogno di più tempo per indagare il proprio animo, per scegliere di abbracciare la via della Fede con consapevolezza.
Ma è accaduto tutto troppo in fretta: la nomina a Custode del Tempio, la partenza per le Foreste di Benson, l'orribile morte… Tu pensa: fu nominata Custode del Tempio il 5 febbraio e già il 7 febbraio era in viaggio per Benson. Era il 512, quattro anni fa.
E poi c'era il problema della sorella.
Odette era legatissima a sua sorella Amelia, per la quale era costantemente in ansia. La sua scelta di diventare Paladina la faceva sentire in colpa verso Amelia, come se le sembrasse di abbandonarla, in un certo senso.
D'altronde le due sorelle erano sempre state legatissime. Non ho mai visto Amelia, ma so che erano come due gocce d'acqua.
Furono allontanate da Caergoth per volere del padre, che sospettava di non avere un legame di sangue con loro, e che fossero frutto di un'infedeltà materna. Per evitare scandali furono mandate qui vicino, dalle Monache di San Malach.
Erano due bambine sole, spaventate, abbandonate dalla famiglia, e trovavano l'una nell'altra tutto il conforto per sopravvivere.
Amelia era sempre stata scapestrata, irrequieta, mal sopportava la vita nel convento e cercava ogni scusa per raggiungere la città, per andare a vedere esibizioni di musicisti, amava moltissimo il passaggio della Fiera Itinerante.
Alle volte, mi raccontò Odette, alle volte Amelia spariva dal Monastero di San Malach anche per due giorni al passaggio della Fiera, ed era Odette a fare il possibile per coprirla, per non farla scoprire dalle Monache ed evitare che venisse punita.
Per questo forse la scelta di Odette di diventare Veste Bianca qui alla Pietra del Giudizio fu vissuta da Amelia come un tradimento. Chi lo sa… Odette ne era convinta e si sentiva molto in colpa.
Povera Odette… povera mia amica sfortunata.
L'ultimo ad averle parlato prima della partenza fu Padre Alinard, la nostra guida spirituale. E' un uomo anziano, quasi cieco, di grande saggezza.
Quando seppe della morte di Odette, e che il suo corpo era disperso, ne fu molto turbato. Si chiuse nel silenzio, visse con grande angoscia le settimane fino a quando fu organizzato a giugno il recupero del corpo. Fu lui il promotore della spedizione, anche se non vi potè partecipare. E fu sempre lui a celebrare il suo funerale.
"Avanzavi nel tuo cappotto invernale, col fiato corto, fieramente…" così disse alla sua sepoltura, "nel tuo giovane cuore batteva il coraggio di una Paladina, una fantasia piena di segreti…"
Rimanemmo tutti interdetti davanti alle sue parole, sembrava quasi irrispettoso, e non la chiamò mai per nome.
"Dytros crede in te, ti riconosce per nome e ti accoglie nel suo abbraccio eterno di pace".
Perdona l'emozione, Audra. Ci penso e fatico a trattenere le lacrime. Avrei potuto essere io al suo posto a Sklaverei, io uccisa, profanata... io in quel sacco infangato che miracolosamente avete di nuovo recuperato.
Prego che Odette possa riposare in pace adesso, finalmente tra le mura della Pietra del Giudizio.