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creato il: 22/01/2026
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48 visite dal 22/01/2026 (ultima visita il 22/01/2026, 19:57)
5 settembre 516
Giovedì 22 Gennaio 2026
Nuovamente vedova
Apro gli occhi, sono nel mio letto.
Bello, caldo, confortevole. Raggi di sole disegnano linee dorate sulla coperta di lana, mi sento bene. Sono a casa, al sicuro, con la piccola Musette che fa le fusa accanto a me.
Ci metto qualche istante a rendermi conto di quel che è successo. Il rapimento, le ore infinite al buio in quella buca, il pianto straziante del bimbo e poi quel sinistro silenzio, e la lenta presa di coscienza che sarei morta lì, che nessuno mi avrebbe mai salvata...
Adesso sembra tutto un incubo, fatico a ricordare la sensazione di soffocamento e il dolore e la paura che ho provato: talmente terribile che pare inverosimile.
La gamba beh, quella mi fa male. Audra, la dolce ragazza che si è calata per prima a soccorrermi, ha detto che c'è una frattura e che servirà del tempo perchè l'osso si sistemi. Con l'età che ho, poi, mi accontento se potrò tornare a camminare.
Quando morì il mio primo marito Joseph, tanti anni fa, pensavo che essere una giovane vedova con un bambino piccolo a cui pensare fosse la cosa più difficile al mondo.
Adesso penso che è ancora più difficile essere una vecchia vedova, sola e zoppa.
Francis mi dirà di trasferirmi a vivere da lui in Capitale, ma io voglio restare qui. Devo affrontare l'emergenza, i primi tempi, qualcuno che si occupi di vendemmiare nei prossimi giorni per non far deperire i grappoli sulle viti. Finchè non torno a muovermi ho bisogno di aiuto, ma per fortuna qualche soldo in tasca ce l'ho, posso assumere un garzone o due.
Anton era così fiero del vinello che produciamo, orgoglioso della vigna, dei generosi prodotti della terra. Non voglio che tanto impegno vada perduto. Pover'uomo, non meritava di finire così. I banditi in realtà non lo volevano ammazzare, Inga era più angosciata di me, povera ragazza.
Ripenso a quella sagoma scura che si è affacciata sul limitare della grotta, che ho appena intravisto prima di scivolare nel buco del tasso. Non sono stata del tutto sincera con quei bravi ragazzi che mi hanno salvata, d'altronde dubito che mi crederebbero. Eppure secondo me quella creatura... non era una persona.
Leggende? Suggestioni? Sono solo una vecchia paurosa che ha sbattuto la testa? Ma sì, probabilmente sì. Una volta andavo a Barriac a raccogliere le more e trovare la mia amica Cordelia, facevamo assieme la marmellata, spettegolavamo guardando i bambini giocare. In pochi anni sono cambiate tante cose, il confine ideale tra il nostro mondo felice e tranquillo e le terre selvagge si è fatto più vicino e incombente. Ma non dobbiamo neanche esagerare. In fondo i briganti ci sono sempre stati, come pure i fuggiaschi e i poveri derelitti che compiono gesti sconsiderati per la disperazione.
Devo tornare presto in forze, riorganizzare la fattoria, onorare il ricordo di Anton dimostrandomi forte e benevola, la coraggiosa vecchia Margethre a cui lui voleva tanto bene.
Bello, caldo, confortevole. Raggi di sole disegnano linee dorate sulla coperta di lana, mi sento bene. Sono a casa, al sicuro, con la piccola Musette che fa le fusa accanto a me.
Ci metto qualche istante a rendermi conto di quel che è successo. Il rapimento, le ore infinite al buio in quella buca, il pianto straziante del bimbo e poi quel sinistro silenzio, e la lenta presa di coscienza che sarei morta lì, che nessuno mi avrebbe mai salvata...
Adesso sembra tutto un incubo, fatico a ricordare la sensazione di soffocamento e il dolore e la paura che ho provato: talmente terribile che pare inverosimile.
La gamba beh, quella mi fa male. Audra, la dolce ragazza che si è calata per prima a soccorrermi, ha detto che c'è una frattura e che servirà del tempo perchè l'osso si sistemi. Con l'età che ho, poi, mi accontento se potrò tornare a camminare.
Quando morì il mio primo marito Joseph, tanti anni fa, pensavo che essere una giovane vedova con un bambino piccolo a cui pensare fosse la cosa più difficile al mondo.
Adesso penso che è ancora più difficile essere una vecchia vedova, sola e zoppa.
Francis mi dirà di trasferirmi a vivere da lui in Capitale, ma io voglio restare qui. Devo affrontare l'emergenza, i primi tempi, qualcuno che si occupi di vendemmiare nei prossimi giorni per non far deperire i grappoli sulle viti. Finchè non torno a muovermi ho bisogno di aiuto, ma per fortuna qualche soldo in tasca ce l'ho, posso assumere un garzone o due.
Anton era così fiero del vinello che produciamo, orgoglioso della vigna, dei generosi prodotti della terra. Non voglio che tanto impegno vada perduto. Pover'uomo, non meritava di finire così. I banditi in realtà non lo volevano ammazzare, Inga era più angosciata di me, povera ragazza.
Ripenso a quella sagoma scura che si è affacciata sul limitare della grotta, che ho appena intravisto prima di scivolare nel buco del tasso. Non sono stata del tutto sincera con quei bravi ragazzi che mi hanno salvata, d'altronde dubito che mi crederebbero. Eppure secondo me quella creatura... non era una persona.
Leggende? Suggestioni? Sono solo una vecchia paurosa che ha sbattuto la testa? Ma sì, probabilmente sì. Una volta andavo a Barriac a raccogliere le more e trovare la mia amica Cordelia, facevamo assieme la marmellata, spettegolavamo guardando i bambini giocare. In pochi anni sono cambiate tante cose, il confine ideale tra il nostro mondo felice e tranquillo e le terre selvagge si è fatto più vicino e incombente. Ma non dobbiamo neanche esagerare. In fondo i briganti ci sono sempre stati, come pure i fuggiaschi e i poveri derelitti che compiono gesti sconsiderati per la disperazione.
Devo tornare presto in forze, riorganizzare la fattoria, onorare il ricordo di Anton dimostrandomi forte e benevola, la coraggiosa vecchia Margethre a cui lui voleva tanto bene.





















