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« Ancora non sono morto, non avere tutta questa fretta di farmi il funerale... »
- Bohemond D'Arlac -
 
Kailah Morstan
diario di viaggio
Kailah Morstan
 
creato il: 13/01/2012   messaggi totali: 83   commenti totali: 91
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10 aprile 518
Giovedì 16 Febbraio 2023

Ultimi preparativi...



La festa sta per iniziare e i miei compagni ne appprofittano per riposare un po': Sven, steso sul letto, affila la lama di un pugnale; Engelhaft sonnecchia, o forse prega; Bohemond sta lustrando la sua Pipa Horrenda, ma ha il buon gusto di non accenderla qui dentro: l'aria è già abbastanza pesante. Colin e Annie sono già dall'erborista dove si trova in cura il povero Barun.

Rovescio lo zaino sul letto, sospiro. Non ho veramente più niente di decente da mettere, solo abiti da viaggio rattoppati, mantelle pesantissime, cuciture malfatte dove ho preso qualche ferita, tracce di sangue che non sono riuscita più a lavare via.
Niente di niente, proprio niente di adatto per una festa.

Pensandoci bene, forse c'è qualcuno che mi potrebbe aiutare.
"Dove vai Kailah?" alza gli occhi Bohemond.
"Salgo un momento da Giada", rispondo uscendo. Percorro i corridoi del Palazzo di Ghaan con una certa dimestichezza, ormai, supero una rampa di scale ed arrivo di fronte alla porta della stanza che la mia amica condivide col suo Nordro. Busso.
"Sono Kailah"
E' Giada ad aprirmi, subito sorridente. Lei è già pronta per la festa, bellissima come sempre. Mi fa entrare, poi si volta verso il suo Nordro e gli chiede, con imperiosa gentilezza, di lasciarci sole. Lui annuisce e va a farsi un giro in città. Non batte ciglio ma mi rivolge uno sguardo divertito, secondo me ha capito tutto.

"Non è che per caso avresti..."
"Beh, non penserai mica che ti faccia andare alla festa ridotta in questo stato!" dice lei, "vieni qui, vediamo se trovo qualcosa di decente!"
Giada possiede una borsa magica che al confronto le chincaglierie di Dust sono giocattoli per bambini. In men che non si dica tira fuori un bel vestito verde, un po' vistoso rispetto a quel che ero abituata a portare io, ma davvero carino.
Mi scruta. "Secondo me potrebbe andar bene", sentenzia poi, "provatelo"

Ubbidisco, un po' in imbarazzo perchè mi rendo conto di quanto sono stropicciata, spettinata, malconcia. Giada inizia a stringere in vita e sbuffa perchè sono dimagrita troppo. Eh beh, non sono la sola qui a Ghaan ad avere una gran voglia di mangiare salsicce. E' stato un lungo e duro inverno per tutti.
Grazie alla sapienza della mia amica, nonostante tutto il vestito mi casca a pennello. Lei si illumina.
"Insomma alla festa ci vai col Sergente che ti piace, ho capito bene?"
Resto un po' così, la guardo. Come diavolo... lei scoppia a ridere. "Vai col Sergente che ti piace ad ascoltare il tuo Principe Elsenorita... un programma davvero... non avrei saputo fare di meglio!"
"No, beh, in realtà..." inizio a giustificarmi, ma la risata di Giada è irresistibile... e rido anche io.

Lo so io come lo sa lei che tutto questo è soltanto un gioco, un attimo di primavera che regala luce e allegria per qualche ora. Giada lo sa benissimo che non c'è niente di vero, niente di possibile nelle mie fantasie, eppure è così bello riderne insieme, sapere che fa il tifo per me contro ogni realismo, e che possiamo regalarci a vicenda un soffio di leggerezza.

Improvvisamente però Giada si fa seria, prende una delle mie trecce tra le dita e la osserva.
"Basta con queste trecce, fatti dare una sistemata"
Sorrido, faccio giusto un po' di storie e poi cedo, naturalmente. Giada sa benissimo cosa fare, e sa che oggi voglio essere carina. Prende il pettine ed inizia a farlo scorrere tra i miei capelli.
"Posso accorciarli un pochino?"
"Hai mano libera, vedi tu"
"Sono incerta... capelli sciolti e selvaggi per il bell'elsenorita o raccolti, che ti diano un'aria più...seria, più matura, per il... vecchio Sergente?"
"Non è vecchio!" protesto.
"Sì, sì, come no... mmm... facciamo una via di mezzo allora, te li lascio sciolti dietro e con queste ciocche laterali ci facciamo una treccia sulla nuca...."
"Comunque non è così vecchio!" insisto. Lei ride e continua a pettinarmi.

La porta si apre.
"Kailah, sei qui? Stiamo andan..."
"Fuori!" gridiamo insieme Giada e io, e Bohemond resta sulla soglia, imbambolato.
"Kailah stai... "
"Fuori" ripete Giada ridendo, "ancora cinque minuti e siamo pronte!"
Bohemond scuote il capo, ridacchia e si allontana.

"Secondo me lui fa il tifo per te" dice Giada appena la porta si è richiusa.
Ci penso. "Mi sa di sì. Bohemond mi capisce. E sono convinta che se fosse una donna.... anche lui vorrebbe il Sergente Rock".
"Allora ringrazia che è un uomo..."
Giada finisce di pettinarmi, mi scruta e alla fine annuisce in approvazione.

"D'accordo, adesso sei pronta per la festa! Buon divertimento!"



scritto da Kailah , 11:22 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
5 aprile 518
Mercoledì 12 Ottobre 2022

Manto di Kayah

Col passare del tempo ho notato che le mie preoccupazioni sembrano via via meno importanti.
La mia incolumità, meno importante. La mia coscienza... meno importante.

Ne ho fatte di carognate in vita mia. Quando ci penso - e cerco di pensarci il meno possibile - subito mi viene davanti agli occhi la vecchietta affacciata alla finestra, a Trost. Quella che ho ammazzato con una freccia in testa, per paura che desse l'allarme.
Non è l'unica: ho ucciso molte persone, ho commesso sbagli e spesso altri ne hanno pagato le conseguenze.
Fino a ieri, almeno, potevo dire di non aver mai fatto accordi con un demone. Ecco fatto: davanti al ricatto - schiaccio Engelhaft e lo ammazzo - non ho esitato neanche un attimo. Anche se questo significava inguaiare quel poveraccio di Vengard, e paradossalmente dare una mano al nostro nemico giurato Aghvan L'Invitto.
E non è l'unica cosa orribile che ho fatto ieri, perchè a notte fonda, per passare il ponticello in modo silenzioso, ho avuto la bella pensata di spingere magicamente un povero soldato sfortunato di sotto nel crepaccio da cui origina tutta la contaminazione di questo posto. Insomma, una fine orribile per un disgraziato che stava facendo il suo lavoro. Almeno fosse servito... il suo compagno è riuscito a fuggire e dare l'allarme con il suo corno.

Adesso devo invocare la protezione di Kayah sulla rischiosa impresa alla quale mi accingo. Con un bel barilotto esplosivo tra le braccia, devo scendere lungo il canalone protetta soltanto da un pezzo rabberciato di carretto, avanzare un po' accanto ai compagni e poi, al momento buono, allontanarmi da loro e avanzare da sola sotto gli occhi - si spera disattenti - dei nemici. Poi piazzerò la bomba in modo che possa fare più danni possibile, innescherò la miccia e via di corsa, prima che salti tutto per aria.
Non mi metto ad elencare le cose che potrebbero andar male... sarebbe una lunga e deprimente lista.

Perchè questo piano possa avere qualche speranza, è necessario che la Dea Kayah mi nasconda agli sguardi nemici mentre vado a piazzare il barilotto esplosivo. E' molto importante per me che il miracolo si compia: non solo per ragioni pratiche, perchè avrei qualche possibilità in più di sopravvivere allo scontro e arrivare a vedere le mura di Ghaan, quando a sera il sole inizierà a calare; è importante che il miracolo si compia, e che la benevolenza di Kayah posi su di me il suo manto invisibile, perchè vorrebbe significare che ancora la Dea mi considera meritevole di un suo piccolo aiuto, o forse, se non meritevole io personalmente, almeno reputa che io sia uno strumento accettabile per la causa.

La nostra causa è nobile, senz'altro: a nobilitarla è la pericolosità dei nostri nemici, più che il diretto merito che possiamo aver noi. Siamo ostinati, questo sì, e nonostante tutto continuiamo a mettere un piede avanti all'altro in un'avanzata caparbia verso Ghaan.

Ma parliamoci chiaro. Cosa mi spinge? A me, personalmente, proprio a me Kailah Morstan. Davvero mi muove l'odio contro Aghvan? O il patriottismo? O la presuntuosa idea che il mio operato possa influire in una battaglia titanica che sembra uscita dal Kahl Valan?

Un po' ci ho riflettuto, durante questo lungo viaggio. So cosa voglio: la verità è che voglio arrivare a Ghaan per poter riabbracciare i miei amici.
Voglio il Sergente Rock, Barun, Ali, Garruck, Logan, Annie. Voglio ritrovare con loro la mia "casa", quella che ormai la Rocca di Tramontana non è più. Perchè la casa la fanno le persone, la casa sono le persone.

Inutile che mi nasconda dietro gli ideali. "Non farò mai patti con un demone!"
E infatti, appena un demone ha minacciato di uccidere una persona a cui voglio bene, ho dimenticato tutti i miei "mai".
Engelhaft vale più di tanti discorsi, vale più di Vengar, vale più di Norman, vale più di un piacere fatto ad Aghvan - ancora purtroppo - invitto.

Spero che Kayah chiuda un occhio con me, stavolta, e che mi dia una mano. Perchè ne ho davvero tanto, tanto bisogno.
scritto da Kailah , 19:24 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
4 aprile 518
Mercoledì 14 Settembre 2022

Purificazione

Il fuoco scorre attraverso di me.
L'energia di Dust si fonde alla mia, in un'unica spettacolare fiamma che avvolge questo ammasso di cadaveri, mentre barcolla veloce e sgangherato verso di noi. Brandisce innumerevoli armi, che si agitano scomposte e velocissime, riflettendo lo scintillio dell'incendio che lo divora.
Brucia, maledetto! Brucia!

Bohemond si fa avanti per arrestare la sua carica. Impugna Jagerin dei Tumuli, la spada che fu a lui donata dallo spirito di Cantor. Lo vedo di spalle, concentrato, pronto, forte del suo proprio smisurato e pazzo coraggio, e ammantato della sacra potenza di Dytros.

Non possiamo fallire.

Siamo nel giusto, non possiamo fallire.

Credevo che questo essere spaventoso e ripugnante fosse soltanto uno dei tanti mostri che vagano in una terra troppo sfortunata, ma non è così.

Abbiamo visto a Nord di qui la cicatrice dell'incantesimo di Aghvan, da cui spurga una contaminazione proveniente da piani di esistenza che dovrebbero restare sigillati: acqua velenosa, spore velenose, piante avvelenate e mutate, soffocate da escrescenze funginee innaturali...
E' questo il mondo che Aghvan vuole? Un mondo marcio, fetido e disgustoso, popolato soltanto da abominii.

La creatura che occupa la torre, quale che sia, sostiene di avere un credito con Aghvan, di averlo aiutato. Un demone, e Dust dice che Aghvan ci va a braccetto, coi demoni. E' un demone e ha pure la spada Frost Bite, il bacio del freddo. Eh, ma adesso lo manderemo arrosto, altro che bacio del freddo.

L'odore di cadavere bruciato è disgustosa, ricorda pire funerarie di amici perduti, un tanfo impossibile da dimenticare. E se penso che questo mostro così orrendo non è altro che un ammasso di poveri corpi profanati, i corpi dei soldati uccisi in battaglia, l'odio che provo per Agvhan e per il suo ospite demoniaco cresce a dismisura. A brandire una di quelle armi, in mezzo a quel defunto carnaio ambulante, potrei esserci io, o i miei amici. Uniti in un abbraccio innaturale ai nostri nemici, perchè nell'orrore del Risveglio siamo tutti uguali, persone di Uryen, di Angvard, di Ghaan.

Come Dytros fortifica la spada di Bohemond, così invoco Pyros, che col suo fuoco purificatore spazzi via dalla terra questo abominio, e prego Kayah, Dea dell'eterno riposo, che ci aiuti a ridare pace e dignità a questi poveri cadaveri rianimati.

Dobbiamo dimostrare ad Anghvan che il suo soprannome, l'Invitto, è soltanto una fanfaronata. Anche lui può essere sconfitto e saremo noi a farlo. E a spedirlo all'inferno insieme a tutti i suoi mostri, una volta per tutte.
scritto da Kailah , 09:44 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
17 marzo 518
Martedì 5 Ottobre 2021

Notte senza vento

27 Febbraio 516

"Le cose più importanti sono il corno e lo stendardo", spiega Heirich. "Non ingaggiate il nemico, se non vi viene ordinato".
Non ci penso proprio a ingaggiare il nemico, di questo Heinrich può star tranquillo: sono stanca, ho sonno, sono confusa. Ci hanno detto che ci saremmo occupati di logistica, che non saremmo mai e poi mai finiti a combattere. E invece eccoci qua. Al buio, al freddo. Per lo meno stanotte non c'è vento.

Dietro di me sento l'incedere del cavallo di Agor mentre risaliamo il fianco della collina: è l'ultimo della fila, regge lui lo stendardo di Uryen, lo stendardo dei genieri di Ramsey. Io stringo le briglie con le mani sudate per la paura. Al fianco porto una spada che non so usare.
E' notte fonda, il Plotone di Ramsey si è appena allontanato, provano ad intercettare i nemici nonostante il buio. Il nostro compito è pattugliare la collina su cui sorge la Chela. Dobbiamo proteggere le macchine da assedio, evitare che qualcuno riesca a salire.

Pare facile... ancora non sappiamo di avere contro gli uomini di Acab.

Ci attaccano degli arcieri, colpiscono Heinrich di striscio e azzoppiano il suo cavallo. Lui ci organizza in due gruppi, ed io mi ritrovo separata da quelli che sarebbero diventati nel tempo i miei compagni. Ho accanto Agor, sono atterrita, inesperta, con davanti i nemici.
Uno mi si para davanti, un cavaliere. Vorrei fuggire a gambe levate, ma devo fermarlo, rallentarlo. Mi ci metto davanti stupidamente, imbranata come sono, e lui subito mi ferisce al ventre con la sua spada.
La mia prima ferita in battaglia. Grido più per la sorpresa e lo spavento che per il dolore. Imparerò col tempo che il dolore arriva in un secondo momento, a freddo. Che è meglio non pensarci troppo.

Guardo la mia spada inutile, le mie mani impotenti. E vedo il cavallo che già mi ha oltrepassata e che prosegue. Caro mio, non sono tutta qui.

BES HIVAS

Un crampo al cavallo. Idea un po' stupida ma funziona, la bestia s'impenna, poi si blocca. Il nemico scende e deve proseguire a piedi la salita.
Heirich ci ha detto di rallentarlo... l'ho rallentato. Poco dopo Bohemond lo raggiunge, missione compiuta.

Ma ce ne sono altri. Una donna in lontananza grida "Per il Corno del Tramonto! Terra e libertà!". Un attimo dopo vedo Agor che si accascia, ferito da un colpo di balestra alla gamba. Con un ultimo sforzo prima di cadere, conficca saldamente lo stendardo nel terreno.

Sento una freccia sfiorarmi il braccio, ma torno indietro, corro verso la bandiera e la afferro, prima che cada in mano nemica. Provo poi a risalire il fianco della collina, ma un lampo di luce mi abbaglia: sento il metallo dell'elmo che graffia, il sangue caldo sulla guancia, la tempia squarciata. Poi sento la spalla che affonda nel fango, i piedi che volano, il cavallo che scivola via da me. Sento l'odore umido dello stendardo che stringo, aggrappandomici con ogni forza. E sento il mio stesso grido che squarcia la notte.

Ricordo Werner, anche lui ferito gravemente, che raccoglie la mia spada e mi sussurra: "venderemo cara la pelle". Io non posso far altro che incanalare tutto quel che mi resta, tutto il mio Potere Magico nello stendardo, per farlo sventolare splendido e orgoglioso nel buio.

... lo raccolgo da terra.


Logoro, stracciato. Lo stendardo del Plotone 12, dei "genieri" di Ramsey.
Lo accarezzo mentre negli occhi pungono lacrime che sembrano aghi. Percorro il suo bordo sbrindellato con le dita, mentre nomi dolorosi mi martellano nel cuore.

Ramsey.

Heinrich.

Vindel.

Robert.

...

... e poi c'è un altro nome che non ho il coraggio di pronunciare, mentre Engelhaft si china su di lui e gli sfila l'armatura, tremante. Dytros, ti prego, proteggi il tuo Paladino, fa che la sua pelle sia intatta... che le fauci di quel mostro non siano riuscite a scalfirla...

... non ce la faccio, non ce la faccio, non ce la faccio.

No, Bohemond no, ti prego... ti prego...

Engelhaft tace. Scruta il petto nudo di Bohemond da vicino, passa le dita sulle innumerevoli cicatrici, sui segni dell'armatura, sui lividi.

... ti prego, ti prego...

Stringo la stoffa del mio vecchio stendardo, non respiro. Ti prego, non Bohemond, ti prego.

Poi Engelhaft alza la testa, il suo viso si illumina di speranza. "Mi sembra che anche stavolta sia andata, Bo. Non sei stato morso. Considerati miracolato".

Ed è questo il momento di piangere, di ringraziare gli Dei, di ringraziare questo pezzo di stoffa logora che ha sventolato sul nostro battesimo del fuoco, e che dopo due anni torna a mostrarci la strada.

Vindel e Robert l'hanno custodito con onore. Heinrich sarebbe fiero di loro, e anche Ramsey. Non l'hanno abbandonato neanche dopo la morte, dopo essere stati trasformati in Risvegliati.

Oddio, Bohemond, non ci posso pensare... vorrei alzarmi, correre ad abbracciarlo, ma sono troppo, troppo stanca... lo sfinimento magico... Dei, stavolta ho esagerato. Credo di essere a tanto così dallo svenire.

Ma che altro potevo fare? Ho spinto via quel mostro con tutte le mie forze residue, con le stesse forze residue e disperate che due anni fa, in quella notte senza vento, fecero sventolare orgogliosi i colori dell'Esercito di Uryen.

Grazie... grazie Dytros... anche stavolta è andata. Ma perchè Bohemond mi fa prendere sempre questi spaventi?


scritto da Kailah , 20:53 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
9 marzo 518
Martedì 3 Agosto 2021

Ai miei amici

Cari amici,
già sapete quello che penso, e sono troppo stanca per insistere nel cercare di convincervi.

Dobbiamo salvare Malandrino, su questo siamo tutti d'accordo. Probabilmente, se il mostro che passeggia nella stanza accanto non cambia idea costringendoci ad affrettare le cose, il nostro compagno ha abbastanza acqua per tenere duro un paio di giorni. E io direi di sfruttarli per consentire a Dust di recuperare le energie, in modo da poter contare sul suo aiuto.
Non è mancanza di fiducia nelle vostre forze, credetemi. Però la creatura che bisognerà affrontare - sia che si tratti di uno strano tipo di Risvegliato, sia che invece appartenga alla sfortunata categoria dei maghi innalzati e impazziti - richiede la massima capacità offensiva di cui potremo disporre. Non solo nessuno di noi deve morire, ma nemmeno possiamo permetterci di subire ferite importanti, vista la missione in cui ci siamo imbarcati.

Su di me non potete contare. Conosco me stessa e riconosco i sintomi dello sfinimento magico. Quando abuso delle mie capacità magiche, come ho fatto poche ore fa per deviare quello strano martello volante, ho bisogno di diversi giorni per riprendermi. Fino ad allora non sarei in grado nemmeno di spegnare magicamente una pipa (e poi perchè mai spegnere una pipa? Hanno un buon profumo, soprattutto le bacche di ginepro... ma non divaghiamo). Quanto alle frecce, sapete benissimo quanto inefficaci siano contro creature mostruose.

Non sappiamo cosa sia il mostro che abbiamo davanti, ma conosciamo Dust abbastanza da sapere che ha mille risorse e che il suo aiuto può rivelarsi molto prezioso davanti a ogni tipo di minaccia. Su questo credo che siamo tutti d'accordo.
Però c'è la questione degli oggetti che si trovano nella stanza accanto, sorvegliati dal mostro. Mi pare di capire che siano questi oggetti il problema, riguardo il fatto di aspettare o meno Dust. Maledetti oggetti, che seminano diffidenza tra le persone.
Mi volete forse dire che un po' di cartuccelle e qualche oggetto strano, per quanto interessanti, siano così importanti da valere il rischio di mandare a monte la nostra missione? Perchè di questo stiamo parlando, ragazzi. Abbiamo in ballo la vita di Malandrino, e il rischio di non riuscire a sconfiggere il mostro e poter proseguire... e il problema adesso è che Dust vorrebbe prendersi un paio di oggetti preziosi.

Se veramente vi fidate di Dust così maledettamente poco da temere che trovi l'oggetto-magico-da-fine-del-mondo, e che se ne impossessi per farne chissà cosa di terribile, beh, ammazzatelo subito. A Dust, intendo. Fatelo fuori adesso che è scarico.
Ma vi ricordo che abbiamo appena consegnato alla figlia di Acab una delle cose più pericolose che si possano immaginare, cioè le fialette col sangue degli antecessori trovate nella "bara di Ramsey", fidandoci che ci pensi lei a metterle in sicurezza.

Non aggiungo altro, ci siamo capiti.
Mentre decidete, ho trovato un po' di legnetti malmessi, ma sufficienti a realizzare il mio prossimo progetto: una bellla gabbietta per il nostro piccolo amico gattino. Così sarà più semplice portarlo con noi senza rischiare che si sperda e faccia una brutta fine. Credo che il posto migliore per lui sarà il Castello di Seta, non pensate anche voi? Le ragazze lì sapranno prendersene cura come si deve.
Gatto Nero
scritto da Kailah , 06:44 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
2 marzo 518
Martedì 20 Aprile 2021

Il dono oscuro



"Sogni agitati... non vuol dire brutti, no? Sto facendo dei sogni interessanti, questo sì".

Sogni interessanti... i sogni di Mirai.

Sembra passato un secolo da quando ero seduta al tavolino di cucina di casa sua, ad Holov, e lei mi offriva una tisana. E raccontava.
Reticente, sulle difensive, parlava dei suoi sogni - gli stessi miei sogni - e le visioni dei due spiriti, Vihamel e Yshtav.

Suo padre considerava il Potere Magico al pari di una maledizione e più volte aveva provato a liberarla, naturalmente senza riuscirci. Lo Yoki si aggrappa al sangue di alcune famiglie, tramandandosi di generazione in generazione, da padre a figlio, da nonno a nipote. Non c'è modo di liberarsene, se non smettendo di generare eredi.
Dicono che con il trascorrere dei secoli la virulenza dello Yoki sia diminuita e che ormai non sia che l'eco di ciò che era un tempo. Lo dicono con rimpianto, di solito. Ma forse bisognerebbe dirlo con sollievo.

Stasera ho volato.


Non volevo sprigionare lo Yoki qui, nel bosco dell'antico cimitero di Cantor. Avevo paura che qualcosa, magari ciò che infesta la Cripta del Lupo, lo percepisse e mi riconoscesse.
Mi sono rifiutata persino di aiutare Sven ad accendere il fuoco, lasciandolo faticare con pietra focaia e acciarino a combattere con la legna umida, per evitare che anche la minima scintilla recasse la mia firma silenziosa.

Poi Bohemond è sparito.

Lo strozzerei con le mie mani, se solo non avessi voglia di piangere di sollievo. Quello stupido paladino. Stupido stupido paladino.

Non ci ho pensato due volte. Non ci ho pensato nemmeno una volta, in effetti. Ho pronunciato le rune e ho lasciato che lo Yoki fluisse intorno a me: forte, vibrante di un'energia ulteriore, in risonanza con l'oscura potenza di questo luogo maledetto.

Se dicessi che non mi è piaciuto direi una bugia. E' esaltante: il corpo, fremente di Magia, si fa leggerissimo, più leggero dell'aria. Per un attimo è come trovarsi in punta di piedi, ma senza avvertirne il peso, in equilibrio perfetto. Subito anche la punta degli stivali lascia il suolo, con grazia, ed ogni movimento è guidato soltanto dal pensiero. Non c'è peso, ma la treccia che esce dal mio elmo si muove nel vento: i miei capelli sembrano più pesanti di me.

Altre volte avevo levitato, sollevandomi in aria di qualche metro, sempre con l'ansia di cascare per terra da un momento all'altro. Erano prove, goffi tentativi che servivano ad imparare.

Stavolta, nel momento del bisogno, strangolata dalla paura che il mio amico fosse finito in qualche pericolo gravissimo, ho lanciato l'incantesimo senza pensare alle conseguenze. Mi sono sollevata in alto, oltre le chiome spoglie degli alberi, e da lì ho volato, planando lentamente e con una sicurezza che non mi appartiene, fino a ritrovarlo.

Questo luogo maledetto mi ha aiutata.

Lo Yoki che brucia dentro di me risuona alle stesse vibrazioni che alimentano il potere nefasto di Mirai: accanto ad Annie ogni incantesimo mi donava un fremito di piacere... e qui, così prossimi alla Cripta del Lupo, dove qualcosa di orribile stende i suoi tentacoli neri su questo cimitero sfortunato, la sensazione è ancora più forte, più elettrizzante.

Li capisco, quei maghi che perdono il senno. Per questo mi fa tanta paura la Magia. Perchè è bellissima, bellissima e pericolosa.

Quando ero bambina credevo che fosse tutto molto semplice. I maghi governano il fuoco? Sono certamente utili in ogni villaggio per spegnere gli incendi. Sanno volare? Il loro compito sarà salvare i gattini saliti troppo in alto sul ramo di un albero.

E' così che mi piace la magia. Pulita, razionale, controllata. Ed è così che mi sforzo di utilizzarla, grazie anche al costante conforto spirituale di Padre Engelhaft, che davvero è una fortuna avere sempre vicino, con le sue parole di saggezza.

Il problema è che la magia non è pulita, non è razionale... e non è nemmeno lontanamente controllata come vorrei. Lo Yoki è un istinto ancestrale aggrappato alla nostra anima, parte integrante di quello che siamo. E' per questo che i tentativi di innalzare persone dotate di Yoki son sempre finiti in modo disastroso: perchè già il nostro controllo è sufficientemente impegnato a tenere a bada ciò che siamo, l'equilibrio è già abbastanza precario senza bisogno di aggiungere schifezze come il sangue degli Antecessori.

Mi fanno rabbia i maghi che, invece di rispettare e temere l'oscuro dono che hanno ricevuto, ci sguazzano, e combinano un disastro dopo l'altro, nella sciocca e - davvero - ingenua convinzione di poterlo dominare e diventare... chissà cosa. Forti? Vigorosi? Importanti? Ricchi? Immortali? Quanto sono disposti a rischiare, in onore di tanta vanità?
Non è un caso. Quando dissi a Ramsey che ero una maga lui non disse nulla, ma storse il naso. Non è un caso che i maghi non piacciano a nessuno.

Ciò detto, nervi saldi.

Valichiamo questo fiume, presto. Abbiamo una missione che ci aspetta. Recuperare Ramsey. Oh dei. Morto, freddo, grigio dentro ad una cassa.
Non riesco a immaginare che un uomo simile possa aver smesso di respirare. Che i suoi muscoli di acciaio siano adesso rigidi, che il suo cuore coraggioso abbia smesso di battere.
Peserà tantissimo quella cassa. Un peso che davvero non avrei mai voluto portare.


scritto da Kailah , 22:34 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
23 gennaio 518
Venerdì 9 Ottobre 2020

... pensieri dal fango




La botta è stata terribile, l'elmo si è disintegrato e pure la mia testa c'è andata vicina. Non ha fatto nemmeno troppo male lì per lì, ho sentito più forte la schienata nel fango, il contraccolpo, i polmoni che sbattono per terra e si svuotano d'improvviso. Credevo che sarei svenuta, invece per qualche istante è stato tutto annebbiato, poi ho sentito voci, grida, le armi che si scontrano.

"Sei il mio tipo?" "Non sei il mio tipo..."
Devo essere ancora stordita, però: non capisco di che stanno parlando. Poi il tizio con l'ascia, invece di fare qualcosa di utile per sè e per i suoi compagni, come ad esempio finire di ammazzarmi, mi afferra per un piede e inizia a trascinarmi in giro per il campo di battaglia.

E dire che mi ero fatta la treccia, stamattina, ma sento che adesso i capelli sono sciolti e si stanno impiastrando tutti di fango e di sangue, sento le pietruzze, gli aghi di pino mi si infilano nei vestiti e dentro l'armatura... che fastidio. E tutto questo caldo che sento sulla faccia è sangue? Non ho il coraggio di toccarmi il viso, e comunque è meglio se questo mascalzone crede che io sia priva di sensi.

... Certo, vorrei proprio capire che sta succedendo.

Chi diamine sono questi? Cosa vogliono da noi? Sarò io stupida, forse per la botta in testa che ho preso, ma davvero non mi capacito.
Banditi? Suvvia, nessun bandito sano di mente passa le sue giornate abbarbicato in cima a degli scomodissimi abeti innevati a scambiarsi richiami per uccelli su un sentiero su cui non passa mai nessuno.

E poi i banditi anche ieri ci hanno fermati, hanno detto una cosa tipo "o la borsa o la vita", abbiamo risposto subito "la borsa! la borsa!" e ci hanno lasciato passare. Oggi questi altri... che se ne fanno della vita?

No, ci dev'essere qualcos'altro.

Intanto che ci penso, provo ad attivare il Potere Igneo. Tutti questi pelliccioni in cui stanno intabarrati secondo me sono infiammabili, magari gli do un po' fastidio mentre i miei amici li combattono.

E se fossero solo degli onesti briganti che il Topo malefico ha posseduto e adesso ci manda contro? Quell'odioso roditore è capace di tutto. L'energumeno che sta attaccando Engelhaft è strano, ha la faccia tutta dipinta di blu, deforme come se un occhio gli mancasse e l'altro... pure, spiaccicato.
Magari nell'orbita mancante dell'occhio del brigante ci sta la pietruzza che contiene il Topo...

... che al mercato mio padre comprò.

Devo smetterla con queste idiozie, concentrarmi, concentrarmi... Kailah, sveglia, tieni duro!
Non è una voce nella mia testa, è il buon Colin, sta qui chino accanto a me che armeggia con le bende e i suoi medicamenti... meno male che ci sta lui.

Oddio. Ho visto bene? Il tizio pelato con la faccia blu e senza gli occhi ha appena gambizzato Engelhaft. Il mio amico cade a terra con un gemito e affonda nel fango vicino a me.

Non posso aspettare, è il tizio blu quello che deve andare a fuoco: mi concentro sul suo collo di pelliccia e sulla sua persona... "VAS"

Speriamo bene. Ho troppo bisogno di lavarmi. Troppo. La testa accidenti se fa male... e il povero Engelhaft mi sembra messo anche peggio di me.

Meno male che Vodan e Sven stanno iniziando a sconfiggere uno dopo l'altro questi strani aggressori. Speriamo che ne lascino uno vivo abbastanza per potergli chiedere "scusa, ma esattamente perchè ce l'avevate con noi?"

Mi sta iniziando a venire un po' di curiosità.
scritto da Kailah , 14:38 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
14 gennaio 518
Domenica 7 Giugno 2020

Riflessioni

Siamo soldati piuttosto navigati ormai, abituati a situazioni complicate, a disagi immensi, a incassare ferite e ingoiare frustrazioni.
Non faccio questo discorso quindi perché sono stata la figlia viziata di un Dominus ammanicato con la Lega dei Seebanns, e nemmeno perché mi aspettassi chissà che trattamento di lusso, qui a Feidelm.
Tuttavia devo proprio dire che il comportamento del Sergente Maggiore Page nei nostri riguardi è inqualificabile.

A prescindere dal fatto che sia un ufficiale corrotto, un satanista impenitente o una persona onesta (non lo so e francamente nemmeno mi interessa saperlo), di certo si è comportato molto male.

Riepilogando i fatti, a prescindere dalle vostre precedenti ostilità reciproche, che non mi riguardano, ieri notte abbiamo svolto un incarico pericoloso ai suoi comandi. Alcuni di noi sono stati feriti, io ad esempio ho ricevuto due colpi al ventre e ancora sono molto dolente, tutti abbiamo corso dei rischi, da bravi soldati.

E oggi che fa lui?

Bravi, grazie, ottimo lavoro.

Quindi vi meritate una vacanza.

Ma non sarà una vacanza pagata, perché il povero Margravio non ha i soldi.

Non potete alloggiare qui alla caserma, ma ci sta un amico mio che fa l'affittacamere e ve lo posso consigliare.

Dovrete procurarvi da soli di che vivere.

Se mi dovesse servire il vostro aiuto, vi chiamerò.

Quindi non potete allontanarvi dalla città, e non potete accettare lavori che non siano "a giornata".

Ma se vi richiamassi, la vacanza non pagata diventerà una vacanza "un pochino" pagata.

Vorrei tanto mandarvi via da Feidelm ma non posso.

Comunque bravi, eh. Ieri notte ottimo lavoro.

...

Ma di che stiamo a parlare?
Vi pare questo il modo di comportarsi?

Adesso io, ferita come sto, dovrei trascinarmi dall'affittacamere amico suo e pagarmi la degenza perchè il Margravio non ha i soldi?

Lo capisco, siete tutti presi dal problema del Demone che infesta Muireal, e che anche a me preoccupa, è naturale. Ma il fatto che ci sia un'incognita simile non deve comunque distrarci dal fatto che questo non è il modo di trattare degli onesti soldati che fanno il loro lavoro.

Io mi fido delle sensazioni di Engelhaft riguardo quella faccenda del Demone: in generale una delle poche cose che so dell'Evocazione è che qualsiasi cosa venga evocata è male, e che i mondi ultradimensionali devono stare separati tra loro quanto più possibile. Quindi se ci fosse modo di distruggere l'ospite di Muireal, ben venga.

Ma quel che mi permetto di dire a chi si incaricherà di questa impresa (tutti tranne me, se ho capito bene, il che mi dispiace ma è evidente che più io sto in zona più quella creatura si rinforza, quindi me ne starò al calduccio dall' amico del Sergente Page) è di correre meno rischi possibile, anche a costo di lasciar perdere.

Questo significa che va bene un tentativo, ma al primo problema serio, al primo spintone di troppo alla guardia, fermatevi, state buoni, non vi cacciate nei guai.

Non lo dico solo perchè vi voglio bene, ma anche perchè se il tentativo di distruggere il Demone dentro Muireal dovesse dimostrarsi un'impresa impossibile, dovremo stare pronti e in zona, aspettare e prepararci a mettere una pezza ai danni che il Demone combinerà una volta liberatosi del suo ospite mortale.

Quindi NON vi fate ammazzare dal Demone, NON vi fate sbattere in prigione dalle guardie, NON mettetevi in situazioni impossibili. Va bene provare, ma meglio un tentativo fallito senza troppe conseguenze, che un tentativo comunque fallito e con una scia di problemi ulteriori dopo.

Ricordate una cosa: quel Demone non è "colpa vostra": è stato evocato da quel mago paralitico che mi avete raccontato, ha fatto un sacco di casini e adesso fa tutto l'amichetto nostro perchè gli facciamo comodo, tutto qui.
Ma noi non lo abbiamo aiutato perchè credevamo alle sue balle: lo abbiamo aiutato solo perchè ci perseguitava da giorni, e pur di togliercelo dalle scatole eravamo disposti a chiudere un occhio su tante cose. Forse troppe, non so.

Io per prima non lo reggevo più: sono stata io a proporre la sceneggiata di Muireal svenuta che ci sta procurando tanti grattacapi, e me ne dispiaccio. Ma davvero pur di togliermi di torno pietra, demoni, ragni invisibili volanti, topi e compagnia bella avrei fatto qualunque cosa: quella creatura mi si attacca addosso come una sanguisuga, anche nei momenti più rischiosi.

Ieri notte lo sentivo nutrirsi del mio potere magico, sia quando lo utilizzavo per lanciare incantesimi, sia addirittura per conto suo, quando gli faceva più comodo. E quando il potere magico mi si è prosciugato, lui ha continuato ad attingere alle mie energie mentali. E' una cosa che noi maghi facciamo raramente, di continuare a lanciare incantesimi dopo aver consumato tutto il potere magico, perchè è molto debilitante e piuttosto pericoloso: se si esagera, un mago rischia di finire a terra privo di sensi, svenuto.

... ops. Esattamente quel che il nostro "amico" Demone desidera: un nuovo ospite.

Quindi scusatemi se ho frettolosamente proposto ieri notte la sceneggiata dello svenimento. Scusatemi soprattutto se adesso, nel momento del bisogno, mi ritiro a distanza di sicurezza da quella creatura.

Me ne vado dall'amico affittacamere del Sergente Page a godermi le mie immeritate ferie forzate non pagate e aspetto vostre notizie.

Mi raccomando... state attenti. Non correte più rischi del necessario: la priorità è che voi non vi facciate ammazzare o ingabbiare, i problemi del Demone vengono dopo: ne abbiamo gestiti altri, gestiremo anche questo.

Kailah

(che, detto questo, va nella camerata a radunare le proprie cose e fare i bagagli)


scritto da Kailah , 09:29 | permalink | markup wiki | commenti (5)
 
23 novembre 517
Giovedì 25 Luglio 2019

La casa della Tramontana



William.

Non ho ancora finito di piangere le persone che hai ammazzato. Mi bruciano gli occhi, l'incredulità e la sorpresa di questo risveglio ingiusto mi spezzano il respiro. Speravo di tornare a "casa", ma non c'è più la mia casa, qui alla Rocca di Tramontana. Solo freddo, silenzio, sguardi sospettosi.
Durante l'interminabile viaggio per gli Altipiani delle Tempeste pensavo spesso a chi avrei ritrovato ad Uryen, mi dava coraggio sapere che erano qui, al sicuro. E invece tu mi hai lasciato il deserto.

No, non ho ancora finito di piangere le persone che mi hai strappato. Gli amici, i compagni.
Heinrich, il mio primo amico nell'esercito, il primo volto sorridente, quando tutti ancora mi intimidivano da morire. Charlie, che aveva una cotta per te. Angelica... persino Angelica. E Teegan, la più giovane delle sirene. Vasq, Roy, i migliori. Insieme ai compagni del Terzo Plotone sono riusciti ad abbatterti, ma hanno pagato con la vita il loro coraggio.

William.

Non ho ancora finito di piangere le persone che hai ammazzato... e già inizio a piangere per te.

Kor-Wak

Sento le tue rune mentre sfiori il mio braccio e avverto una sottilissima sensazione di elettricità. Durante un lungo turno di guardia fuori dalla fattoria di Trent. Il lungo turno di guardia a cui penserò sempre, quando penserò a te. Le tue domande stupide, le risate, il segreto che mi hai raccontato.

Kor-Wak

Ed ecco che sono io a posare le dita sulla tua pelle e a pronunciare le rune. I peletti del tuo braccio cambiano verso. Che cosa buffa.
"Lo vedi che non c'è niente di pericoloso?"

Sei un cretino William. Quante volte te l'ho detto?
Non abbastanza, purtroppo.

Non abbastanza.

"Io ti dico, non penso che i miei poteri possano fare casini grossi. Non penso che i miei poteri potranno cambiare il destino mio, tuo, di Annie... o il grande disegno..."

Quanto ti sbagliavi, William. Ho provato a dirtelo, che esistono entità che sono ghiotte dei nostri poteri, che adorano i maghi... dotati, come noi, ma non espertissimi. Entità che non vedono l'ora di fare del male. Ma tu non mi credevi, volevi vederlo coi tuoi occhi. Volevi fare "le tue esperienze".

"Intendo fare le mie esperienze! E intendo pure vantarmene con le ragazze che incontro!"

Cretino, cretino, cretino. Non ce la facevi proprio a prendere le cose sul serio. Tutto uno scherzo, tutto l'occasione per una battuta, una spiritosaggine, una stupidata.

Eravamo amici? Questo mi chiedo. Non lo so. Non lo so se eravamo amici, ma probabilmente io ero la cosa più simile ad un'amica che tu abbia mai avuto qui nell'esercito. Mi hai mostrato i tuoi diari, abbiamo confrontato i sogni ricorrenti e le visioni di quei due esseri del Kahl Valan. Sei tu che mi hai aperto gli occhi sui ricordi modificati dal Demone che possiede Mirai, quando io ancora pensavo fossero risalenti all'infanzia.
Discorsi seri mischiati alle stupidaggini, alle tue fanfaronate sulle donne, ai giochi da ragazzino. Ti divertivi a mettermi in imbarazzo.

"Bisognerebbe capire se tu, Kailah, sei un caso isolato... oppure se è davvero la norma, qui ad Uryen..."
"Vallo a chiedere a tutte quelle che incontri... rimedierai un sacco di occhi neri!"

Ridevo, ma poco dopo è stato Rock a picchiarti davvero, a sangue, quella stessa notte. Si può essere più stupidi di te? Fingersi un Risvegliato fuori dalla fattoria, barcollando nel buio... come niente ti saresti potuto beccare una freccia, fortuna che ti ho riconosciuto.

Un cretino fatto e finito. Che pure mi ha spinta a contraddirmi, nel buio di quelle ore. E' stata la prima e ultima volta. Sono certa che non potrei più farlo senza sentire la tua voce, ormai.

Insomma, eravamo amici o no?

Mentre Rock, quella stessa notte, ti faceva volare da una parte all'altra della stanza, nel fracasso della sedia e del tavolo che si spaccavano, ho chiuso gli occhi. Mi faceva male vedere il Sergente che ti pestava: la sua forza smisurata, una furia che non gli avevo mai visto prima. Sentivo quasi dolore io stessa.

Eravamo amici, William, proprio così.

"Scommetto che ti sto anche un pò simpatico, in barba ai tuoi due migliori amici che non mi possono vedere."
"Certo che mi stai simpatico. Per questo mi interessa che tu non venga posseduto da un demone, tramutato in un mostro, e tu venga abbattuto in modo cruento".

Mioddio.

...

Mioddio, che cosa ho detto.

Il tempo è strano. Sembra lontana un'eternità, quella notte da Trent. Il viaggio a Skogen e per le terre dei morti è come se fosse durato tre anni, e non soltanto poche settimane. Eppure se ci penso, se chiudo gli occhi, siamo ancora lì alla fattoria. Gannor è vivo, Charlie è viva. Tu sei vivo. E fai di tutto per farti detestare, come al solito.
Rock non è ancora prigioniero in mano nemica. Non è ancora andato ad Angvard. Non è ancora successo niente. Ancora c'è modo di impedire che accada il disastro.

Dove ho sbagliato? Me lo sentivo, accidenti, me lo sentivo che sarebbe finita male.
Quando siamo stati a parlare con Mastro Luger... è stato lì che ho sbagliato? E' stato lì che avrei potuto deviare il corso degli eventi?
Luger ha parlato di come le entità demoniache siano in grado di trasformare i nostri ricordi, i nostri sogni. Di pilotare le nostre emozioni.
E di come la cosa migliore da fare sia resistere, non lasciarsi suggestionare. Ma Luger sapeva benissimo che a te non sarebbe bastato. Lo sapevo anche io.

Poi tu sei fuggito in corridoio a piangere. Ti ho visto molte volte ridere. Ma piangere... piangere quella volta soltanto.
In un angoletto buio del corridoio, fuori dalla porta di Luger. Mormoravi: "Io... non voglio... che muoia...".
Mi hai chiesto scusa, poi.

A modo tuo, ci tenevi davvero ad Annie, ne sono sicura. Niente di sdolcinato, niente di quel che immaginava la povera Charlie, quando fantasticava sul tuo amore infelice. Ma sentivi il fascino di Annie, la sua forza, eri attratto da quel che lei, con un autocontrollo eccezionale, riusciva - e riesce ancora - a tenere a bada.
Il Potere Magico che abbiamo dentro ci attira verso Annie. Accanto a lei è un reale piacere lasciarlo fluire: è come se la sua vicinanza lo catalizzasse.

Adesso Annie è agli arresti. Spero che sia per poco e che venga rilasciata in fretta. Ma l'atmosfera, dopo quel che tu hai fatto, è tetra e pesante: credo che qui ad Uryen la sua presenza sarebbe vissuta da molti con un'ostilità difficile da gestire. Per questo Barun ha preferito nasconderla, per evitare insubordinazioni e problemi. Credo che a breve la assegneranno ad incarichi fuori città.

Quasi tutti, qui, hanno visto un solo Innalzato: te, William. Lo capisco che siano diffidenti.

Ed ecco che arriviamo al pugnale di Kalya. Un pugnale brutto, strano, tutto nero. Non mi piace per niente. Spero di non doverlo usare mai.
"Uccidici un Innalzato".

A parte... come se fosse facile. Le ho promesso che farò del mio meglio per riportare sana e salva Giada, quando tornerò oltre il Traunne. Lei è al Castello di Seta, a due passi dalla casa stregata di Mirai: forse uno dei posti peggiori del Granducato. Ma Giada è un'amica, e sono stanca di perdere gli amici. Farò di tutto per salvarla, ma non solo perchè l'ho promesso a Kalya "la Divina".
E farò di tutto per recuperare il Sergente Rock: non soltanto perchè me l'ha ordinato Barun, è ovvio.

Aveva ragione Rock.
Se ti avesse potuto sbattere a calci fuori dalla Rocca di Tramontana, come avrebbe tanto voluto fare, a quest'ora sareste tutti vivi. Tu, William, non saresti riuscito ad entrare nel laboratorio di Luger, e non avresti potuto fare l'immensa stupidaggine che ha ammazzato così tante persone, te compreso.

"Certo che mi stai simpatico. Per questo mi interessa che tu non venga posseduto da un demone, tramutato in un mostro, e tu venga abbattuto in modo cruento".

Posseduto da un demone, tramutato in un mostro. Abbattuto in modo cruento.

Mi chiedo quanto c'era ancora di te, della tua coscienza, nella creatura mostruosa che ha ucciso Heinrich, Charlie e tutti gli altri. Capivi quello che stavi facendo, oppure eri già morto dentro?
"Uno sbaglio a volte ti porta a farne un altro, più grande ancora, per nasconderlo", mi confidasti.

Sarei riuscita a fermarti, se fossi stata ad Uryen in quei giorni? O avresti ucciso anche me?
Non lo saprò mai. Come non potrò mai giudicare la misura reale della tua responsabilità. E' una colpa avere il dono del potere magico... e un cervello stupido come il tuo? Troppo potere nelle mani di un idiota, un disastro totale.

... Non so che pensare. E' impossibile perdonarti per ciò che hai fatto. Ma non riesco nemmeno a odiarti. La compassione supera ogni altro sentimento. Provo solo tanta pena per le vittime... per tutte le vittime di questa terribile vicenda. Compreso te. Vittima del tuo potere, dei tuoi impulsi, della tua curiosa superficialità. E vittima di un'entità demoniaca talmente insidiosa da essere riuscita a trasformarti in un suo strumento di morte.
Chissà, magari io stessa non sarei riuscita a resistere, in altre circostanze.

Adesso però devo cercare di non farmi consumare dall'angoscia o dai dubbi. Devo restare concentrata, tornare oltre il fiume, svolgere il mio incarico con diligenza: recuperare il Sergente Rock, prigioniero dei Ghaanesi; tornare a Skogen e riprendere Giada.

Incredibile: sono appena arrivata a Uryen e già non ne posso più: già non vedo l'ora di andarmene di nuovo.
scritto da Kailah , 09:36 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
2 novembre 517
Lunedì 17 Settembre 2018

La furia della Terra



L'elettricità satura l'aria della notte. Non riesco più a ricordare quando è stata l'ultima volta che ho dormito. O l'ultima volta che ho avuto una visione.
Fulmini squarciano il buio, addensandosi sull'isola avvolta dalla tenebra. Solo per un attimo si scorge il profilo della collina alberata, disegnato dal bagliore livido del lampo. Poi il rombo sotterraneo inizia a crescere, la terra è scossa da un fremore inarrestabile.

"Potrebbe essere Jurmungand?" ipotizza Colin. "Magari ce ne sono più di uno..."

No. Viene dall'isola.
Un altro fulmine per un istante la fa brillare di un innaturale bagliore. Si muove. L'isola si sta muovendo. L'acqua del lago viene risucchiata dalle profondità della collina, la grotta del Santuario crolla su sè stessa.

"Ci siamo" mormora Madre Magdalene con voce spezzata dal pianto.

Ed ecco che un'immensa epifania di Potere Magico si sprigiona dall'Isola. La scarica mi attraversa velocissima, colmandomi di ineffabile angoscia... ed in pochi istanti svanisce, lasciandomi incredula e palpitante.

Fuoco liquido.

Al posto del laghetto verdeggiante, sulle cui sponde soltanto poche ore fa abbiamo affrontato e sconfitto il maledetto Keynes, splende adesso un lago di fuoco che cola in fiammeggianti rivoli lungo i fianchi della collina.

Sembra un fiore che si schiude silenziosamente nella notte nera, mentre torrenti di fiamme scivolano allargandosi verso il fiume. Presto torna il frastuono, si solleva un fumo crepitante quando la lava raggiunge le acque scure del Traunne.

Increduli davanti ad un simile spettacolo, osserviamo tutti a bocca aperta la collina che si spacca, le mille esplosioni, i tremori, le volute irregolari del fumo che sale verso il cielo in burrasca. Gli abitanti di Caaron sono attoniti: quella è la loro casa. Alcuni piangono, ma la maggior parte di loro sono troppo sconvolti, riescono soltanto a fissare con gli occhi sbarrati l'orizzonte.

"Non sento più Claire"
Sembra la voce di Annie, ma non è possibile, solo pochi minuti fa giaceva priva di sensi.... invece eccola, in piedi, sorretta da Colin, la mia amica dalle infinite risorse. Incredibile Annie.
"E i due innalzati di Ghaan? Loro li senti?" le domanda subito Colin.
"Sì, loro sono ancora vivi, anche se non sono in grado di capire dove siano", risponde Annie, mentre con i suoi occhi acutissimi scruta l'orizzonte.

Il Santuario ha venduto cara la pelle, aveva ragione Madre Magdalene. Claire non si è arresa, ha combattuto la sua ultima battaglia, trascinando nelle fiamme innumerevoli orde di Risvegliati.
Mi passa davanti agli occhi il viso asciutto di Ilmar, la consapevolezza nel suo sguardo di essere sul punto di dare la vita per il Santuario, insieme ai suoi uomini. E nonostante sia un nemico, rivedo anche quel soldato di Ghaan sul ponte, che ci ha fatti passare sulla terraferma. "In bocca al lupo", disse. E Bohemond, riconoscendo nei suoi occhi il destino a cui andava incontro, gli ha risposto "vendi cara la pelle".

Vendi cara la pelle.


Quante persone sono morte stanotte? Quante stanno vivendo proprio adesso, in quell'inferno di fiamme e fumo, i loro ultimi terribili attimi di vita? Prego che Kayah li accolga tutti, perdoni i loro peccati, doni loro la pace. Come pure prego che possano trovare pace le innumerevoli anime di tutti quei poveri morti che camminano, animati dal contagio demoniaco. Un tempo anche loro erano persone... spero che il fuoco purificatore di Pyros cancelli le tracce dell'abominio dai loro corpi, e che possano anche loro ritrovare la quiete eterna.

Il frastuono confuso dell'esplosione per un attimo assume sembianza di un lamento di donna, mentre le volute di fumo disegnano un volto nel cielo nero.
Madre Magdalene, con voce commossa, racconta la storia del sacrificio di Ilmatar, che si immola nelle fiamme per salvare il suo popolo. Il viso diafano che vediamo nel cielo è il quello di Ilmatar... o di Claire? Da dove ha origine lo spaventoso miracolo a cui stiamo assistendo?

Deglutisco, col cuore stretto dall'angoscia e dallo stupore. Mi allontano qualche passo dalla gente di Caaron e dalla dolce Madre Magdalene, non resisto più a partecipare della loro costernazione, ho bisogno di respirare più liberamente.

Ma ecco, davanti a me c'è qualcuno che con fanciullesco entusiasmo si gode il prodigio: in piedi tra i suoi compagni, il Principe Aiden osserva la furia della natura, l'isola spaccata dalle fiamme, le scariche elettriche, l'incendio e la devastazione. Mi avvicino al suo gruppetto, scambio qualche saluto, incrocio qualche sguardo. Sono tutti entusiasti, eccitati. Felici di essere ancora vivi e di poter assistere a uno spettacolo simile, senza esserne vittima.
Il Principe mi fa spazio accanto a lui, rivolgendomi un grande sorriso: gli brillano gli occhi, tanta l'emozione di quest'avventura straordinaria. Oh, ne avrà tante da raccontare, quando tornerà a casa!

Invidio molto agli Elsenoriti questa leggerezza, il fatalismo spavaldo e ottimista con cui affrontano le più assurde prove che il destino mette loro davanti al cammino. Mi piace come siano liberi dai pensieri e dalla paura, come sappiano prendere la vita come se fosse un enorme gioco meraviglioso, e non la nostra dura realtà.

Chissà.
Magari quando sarò tornata a Uryen, agli Dei piacendo, saprò fare tesoro dell'amicizia con Aiden e i suoi compagni, ed imparerò anche io a vivere con un po' più di leggerezza e di ottimismo. Sto già migliorando.

Il Santuario di Caaron esplode
scritto da Kailah , 14:52 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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