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- Kailah Morstan -
 
Il fondo del barile
Greg Lorne
 
creato il: 07/04/2007   messaggi totali: 37   commenti totali: 30
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12 ottobre 518 p.F.
Domenica 7 Novembre 2010

Eccola la bestia maledetta che scaglia ancora il suo martello. Per l'ultima volta su di me. Per fortuna. Colpisci, bastardo, ed evitami così l'umiliazione di sorbire la pietà e la giustizia di quella stolta imbelle che veste gli abiti di Pyros. Non sai il favore che mi fai e non sai che è il favore che cerco. Ma tu sei forza bruta e non puoi capire. Sei come me, in fondo. Neanche io posso capire, ma più agevolmente di altri posso uccidere. E ho ucciso. Come te. Ecco, sento che arriva, dentro questa oscura melassa mortifera che mi ha gettato addosso lo stregone. Abbiamo eccitato la vostra ira con l'odio. E anche se mi sai impotente, non esiterai a colpirmi. E ne godo......Tutto svanisce ormai. La mia sconfitta è amara, ma la mia causa vincerà, lo sento, lo sento ora più che mai. Il vostro mondo si disperderà nell'oblio. Come i miei occhi adesso, per la fine che merito, dentro questa ragnatela che copre almeno la mia vergogna. La vergogna di non aver bevuto il vostro sangue fino all'ultimo sorso, quando ne ho avuto la possibilità........
scritto da Fabius Alguerre , 01:17 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
10 agosto 518
Giovedì 1 Aprile 2010

Per Lady Solice Foucault

Al castello del Leone
Stanco e triste era il Barone
Perchè aimè la sua consorte
Era a un passo dalla morte.

Magro e smunto era il suo volto
In preghiera ormai raccolto
Finchè un'Azzurra Dama
Lieta fece il suo proclama:

"Di tuo figlio il puro cuore
Donami senza timore
Vita lunga e giovinezza
Ti darà la mia carezza"

"No, giammai, strega crudele
Non berrò il tuo nero miele"
Disse fiera la morente
"Che ti venga un accidente!"

La Dama volse lo sguardo
Sul principino testardo
E tosto il brutto male
Lo ridusse a un vegetale.

"Di tua figlia adesso il cuore
Donami senza pudore
Se non vuoi che la sua vita
Sia da subito sfiorita"

"No di nuovo, odiosa bestia
Via da me la tua molestia
Meglio morta che violata
La mia figlia sfortunata"

Ma la bimba di nascosto
Pregò che a qualunque costo
Le venisse risparmiato
Questo calice dannato.

La Dama udì il suo pianto
E le si sedette accanto
Ebbra di compiacimento
Nel placare quel tormento.

"Il tesoro tuo più bello
Guarirà da ogni flagello
Se mi fai il dono fatale:
La tua anima immortale"

"L'anima e il cuore innocente
il mio corpo e la mia mente
Ti affido e ti consegno
Come eterno e sacro pegno"

Notte scende sul castello
Morte coglie il suo balzello
La promessa è stabilita
Ed il prezzo è la mia vita.
scritto da Lady Emanuelle Beart , 14:33 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
13 maggio 518
Domenica 26 Luglio 2009

Il dolore della contraddizione.

Come possono due cose, entrambe giuste, essere inconciliabili?
Si può essere fedeli a due cause, quando queste si scontrano così drammaticamente? Il giuramento e la fede, l'onore e la pietà divina. I doveri del cavalierato e quelli dell'uomo giusto.
Oggi sono stato costretto a prendere una decisione in fretta, senza il tempo per riflettere. Ho agito d'istinto, insieme ai miei compagni, e l'ho fatto. Ma adesso, a freddo, mentre i servitori strigliano i nostri cavalli e i compagni si fanno medicare le ferite riportate, la mia contraddizione si fa più dolorosa. Sono rimasto illeso nello scontro, ma soltanto nel corpo, non nello spirito. E non ci sono medici qui in grado di curare questo male.

"State combattendo contro la Chiesa".
Con voce limpida la giovane Paladina di Pyros mi ha intimato di deporre le armi.
Io non le ho dato ascolto ed ho incrociato la lama sia con lei che con il suo confratello dell'Ordine di Dytros. Ho strappato un lembo del mantello argentato che identifica i guerrieri del Dio dell'Onore, non ho avuto riguardo per i colori e i simboli della mia stessa Fede. Mi sono accanito sul Paladino ferito, suscitando nella giovane un moto di sdegno, dopo che lei si era mossa di scatto per intercettare una carica contro il suo compagno. Si è gettata volontariamente davanti alla lancia di Silas... Pyros l'ha protetta.E, per quanto assurdo, nel momento in cui ho visto che la carica non l'aveva colpita ho provato sollievo.

Mi hanno insegnato che la prima virtù di un cavaliere è quella di ubbidire agli ordini dei superiori. Ed è quello che ho fatto oggi, e non ho deluso Sir Lerideaux.Ho affrontato due Paladini in combattimento, ed è ben noto quanto siano forti e indomiti i soldati della Fede. Non per mio merito ma per fortuna non sono stato ferito. Dovrei essere contento.

Eppure... eppure sento che c'è qualcosa di enormemente sbagliato e inconciliabile in tutto questo.
Ho fatto un giuramento al mio Capitano, un giuramento vincolante davanti agli Dei. Ma fino a che punto si spinge il dovere di ubbidienza? Fino a che punto sono tenuto a ingoiare ogni rimorso e a svolgere qualsiasi incarico mi venga assegnato?

Mourden è stato un bagno di sangue, sin dall'inizio si era capito che non sarebbe stata una passeggiata. Oh, dal punto di vista strettamente militare sì, non ci vuole molto a stanare contadini, straziare villici, uccidere donne e bambini. Ma è sul piano umano che il peso di ogni giorno si fa più gravoso.
Sir Lerideaux ieri notte, vedendomi incerto e pensieroso dopo il massacro, mi si è avvicinato e mi ha offerto un sollievo per l'anima, una sostanza dolciastra di cui so che fanno uso diversi miei compagni. Ho ringraziato, ma non ho accettato. Non credo che sia il sollievo artificiale, l'oblio indotto da qualcosa di dolce, la risposta alle mie preoccupazioni.
Io voglio venirne a capo sul serio, e farlo con l'animo lucido.

Sono stato educato all'onore militare da mio padre, da mio nonno, dai miei maesti d'armi nel corso di questi anni. Quando ho ricevuto l'enorme privilegio di essere invitato a far parte della guardia scelta di Lord Albert Keitel, tre anni fa, tutta la mia famiglia mi ha appoggiato, ha gioito con me, sognando che questo mi avrebbe portato in alto. E invece... pochi mesi fa la notizia sconcertante, Lord Albert bandito dalla sua terra e noi, che abbiamo deciso di restargli fedeli nella sfortuna così come lo eravamo stati nella gloria, abbiamo dovuto abbandonare tutto.
I miei genitori mi hanno sostenuto anche in questa difficile decisione. La fedeltà al giuramento è più importante di un opportunistico discorso di privilegi, e anche se ormai appartenere alla Squadra dell'Aquila significa essere dei fuori legge nella propria patria, e poco più che mercenari altrove, mi hanno incoraggiato a restare.
Ed eccomi qua.
Logorato dai ripensamenti, dal rimorso. Dal dubbio atroce che in fondo non fosse così sbagliata la decisione del Barone Lord Benedict di bandire suo figlio. Perchè dov'è l'onore e la giustizia nell'uccidere villici inermi? Nel combattere contro Paladini di Pyros e di Dytros, sporcando di sangue i colori davanti ai quali noi stessi abbiamo giurato?

Il cielo mi aiuti, non so che fare. Non so a chi chiedere consiglio, a chi confidare le mie incertezze. Dobbiamo affamare la gente rinchiusa in quella torre, farli uscire, ucciderli... dobbiamo dimenticare ogni pietà umana... e divina. Qual è l'alternativa? Disertare? Oppormi agli ordini del mio Capitano? E cosa rimane, nella mia vita, oltre a questa fedeltà? Avrei dovuto arrendermi oggi, davanti ai Paladini, e deporre le armi. Forse quella è stata l'ultima occasione di salvezza per la mia anima. Ma ho scelto di combattere... e non penso possa esistere misericordia per un uomo come me.
Adesso è la fedeltà terrena agli ordini, allo Squadrone Speciale, tutto ciò che mi resta. Ma non so... non lo so proprio se mi basta.



scritto da Oystein D'Amberville , 19:18 | permalink | markup wiki | commenti (0)
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