Ci sono altri 182 utenti online in questo momento
Forum di Myst
- 12/10, 14:51: [Coppia] Mirai Raaken e Stern Rock (13.6%)
- 04/10, 21:08: [Coppia] Garruk Jagger e Kailah Morstan (68.3%)
- 27/06, 16:32: [Coppia] Garruk Jagger e Mirai Raaken (0%)
- 01/04, 08:27: [Coppia] Aidrich Ramsey e Yara Raleigh (22.2%)
- 07/01, 21:36: [Coppia] Kailah Morstan e Garruk Jagger (68.3%)
- 04/01, 04:51: [Coppia] Meera Wake e Engelhaft Todenehmer...
ultimi 3 articoli (cambia) · Pagina 2 di 13
< 1 · 2 · 3 · 4 · 5 · 6 · 7 · 8 · 9 · 10 · 11 · 12 · 13 >
14 gennaio 518
Domenica 21 Giugno 2020
Il Viaggiatore
"Mi chiedi chi sono, Colin, e da dove vengo, e so già che faticherai a trovare un senso nella mia risposta. Mi è impossibile tracciare un confine tra la mia natura e il luogo da cui sono stato strappato, così come sarebbe per te impossibile distinguere tra il mare e le onde che lo increspano. Semplicemente io ebbi ad essere là dove il Respiro è ancora impetuoso, oltre i confini di questo mondo ormai arido. Sono giunto qui non per mio desiderio ma trascinato dal fluire del Respiro, e posso ben contarmi tra le vittime della follia di Marv Fedai: il varco che egli volle aprire tra questa realtà morente ed altre più vitali turbò e scosse il Respiro in cui io ero, e qui mi trascinò assieme alle altre cose stolide che intendeva aizzare contro di voi. Non confondermi con quelle bizzarrie, né con la bestia senza mente che si dibatteva nelle acque torbide a Klarheit: in verità in esse vi è assai più della vostra natura che della mia, cose di carne e sangue il cui "dove" è solo un accidente.
Forse vi fu un tempo in cui il Respiro permeava ogni cosa ed ogni luogo, ma se così fu, non ne serbo il ricordo. Forse altri che tu diresti simili a me furono generati QUI prima del mio tempo, quando ancora non vi era altro che QUI. Forse ciò che tu chiami "demone" e ciò che ritieni invece originato dalla Natura a cui ti senti di appartenere sono state una una cosa sola, prima di disperdersi oltre il Respiro. Ti sei chiesto perché sia possibile fare ciò che Marv Fedai e Muireal hanno fatto, e cioè violare i confini invisibili del vostro mondo per trascinarvi dentro bestie di ogni sorta...e me?
Sono un viaggiatore, Colin, portato dalle correnti del Respiro fino a voi, cose di carne e sangue di ogni "dove", per diventare cosa sola con voi, conoscere i vostri desideri e i vostri timori, le vostre virtù e le vostre miserie, i vostri saperi e le vostre ignoranze. Scorro attraverso voi per fare ritorno al Respiro, come un fiume che percorre innumerevoli terre per ricongiungersi al suo mare, portando con me il ricordo di coloro che ho visitato. Non sono vostro nemico più di quanto possa esserlo il piede nei confronti del sentiero che calpesta: conosco l'odio e la malizia solo per tramite vostro, ed essi sono per me come gli usi di una gente straniera, curiosi vezzi che non sento miei. Temi che io possa essere un pericolo per voi, ma la verità è che non ho ragione di nuocere ad alcuno a patto che il mio transito non venga ostacolato.
Ma come vi ho detto, il Respiro è flebile e scarso in questo mondo, e non ho desiderio di rimanervi oltre: farò ciò che devo per proseguire il mio viaggio, e tanto più mi aiuterete, tanto meno incomodo rischierò di arrecarvi."
In seguito alle ripetute interazioni con il "Viaggiatore" e ritornando sui brani specifici dell' "Evocatio Demonorum", Colin è in grado di mettere meglio a fuoco le informazioni che il testo fornisce a proposito dei cosiddetti "philosopher".
Intelligenze incorporee come il Philosopher hanno origine in uno spazio interstiziale tra i mondi caratterizzato da uno Yoki molto alto, e penetrano nelle varie realtà attraverso i varchi che di volta in volta si aprono (ad es. quelli prodotti dalle evocazioni demoniache). Questa entità è una sorta di collettore di informazioni che viaggia di mondo in mondo, legandosi a forme di vita corporee più o meno intelligenti e incamerandone le cognizioni e gli istinti: di fatto si potrebbe dire che il Philosopher non sia altro se non un'espressione dello Yoki in grado di migrare e stabilirsi in creature ospiti diverse. In questo senso il Philosopher non può neppure dirsi una forma di vita, e in quanto tale non deperisce né muore, tuttalpiù disperdendosi qualora non vi siano più le condizioni per la sua sussistenza. Non avendo un ciclo di vita vero e proprio, il Philosopher non ha neppure una funzione riproduttiva ed esemplari distinti "si verificano" come meri fenomeni dello Yoki del luogo da cui originano.
Il Philosopher desidera naturalmente legarsi a creature ospite, assumendone il controllo ma al tempo stesso assorbendone i processi mentali e i ricordi, al punto che la sua "identità" risulta trasformata e arricchita ad ogni passaggio. Sebbene acquisisca le cognizioni linguistiche e il bagaglio di nozioni e competenze del suo ospite, l'entità non ne mutua però le pulsioni, gli obiettivi o l'orientamento morale/religioso: essa resterà sempre amorale e opportunista, incapace di empatia e interessata solo all'esplorazione delle realtà in cui è giunta per il tramite delle creature che lo ospitano. Ciò non significa che un Philosopher non sia in grado di simulare una personalità amichevole quando questo sia strumentale al raggiungimento dei suoi scopi, stratagemma che peraltro usa con grande frequenza. Le pulsioni fisiologiche delle creature viventi sulle prime risultano sgradevoli e persino sconcertanti al Philosopher, che tenderà pertanto a reprimerle ingenerando possibili sospetti e soprattutto mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del suo ospite. E' possibile che la maggiore dimistichezza acquisita ad ogni transito renda più semplice l'adattamento ai bisogni del corpo che occupa, rendendo possibili possessioni sempre più durature (e discrete).
In virtù dello Yoki che lo costituisce il Philosopher è in grado di esprimere effetti telepatici, telecinetici e di interazione dimensionale analoghi a quelli prodotti con i corrispondenti incantesimi dei Maghi, ed è anche in grado di alterare il fluire del Potere nell'ambiente in cui si trova per trarne sostentamento (questo soprattutto nei mondi poveri di Yoki come Sarakon) e per recuperare le forze. Il Philosopher è consapevole della precarietà della sua sussistenza in realtà povere di Yoki e pertanto tenderà a voler fare ritorno nel suo luogo di origine qualora il suo livello di Yoki approssimi la soglia al di sotto della quale sarebbe per lui impossibile aprire un varco verso "casa".
Forse vi fu un tempo in cui il Respiro permeava ogni cosa ed ogni luogo, ma se così fu, non ne serbo il ricordo. Forse altri che tu diresti simili a me furono generati QUI prima del mio tempo, quando ancora non vi era altro che QUI. Forse ciò che tu chiami "demone" e ciò che ritieni invece originato dalla Natura a cui ti senti di appartenere sono state una una cosa sola, prima di disperdersi oltre il Respiro. Ti sei chiesto perché sia possibile fare ciò che Marv Fedai e Muireal hanno fatto, e cioè violare i confini invisibili del vostro mondo per trascinarvi dentro bestie di ogni sorta...e me?
Sono un viaggiatore, Colin, portato dalle correnti del Respiro fino a voi, cose di carne e sangue di ogni "dove", per diventare cosa sola con voi, conoscere i vostri desideri e i vostri timori, le vostre virtù e le vostre miserie, i vostri saperi e le vostre ignoranze. Scorro attraverso voi per fare ritorno al Respiro, come un fiume che percorre innumerevoli terre per ricongiungersi al suo mare, portando con me il ricordo di coloro che ho visitato. Non sono vostro nemico più di quanto possa esserlo il piede nei confronti del sentiero che calpesta: conosco l'odio e la malizia solo per tramite vostro, ed essi sono per me come gli usi di una gente straniera, curiosi vezzi che non sento miei. Temi che io possa essere un pericolo per voi, ma la verità è che non ho ragione di nuocere ad alcuno a patto che il mio transito non venga ostacolato.
Ma come vi ho detto, il Respiro è flebile e scarso in questo mondo, e non ho desiderio di rimanervi oltre: farò ciò che devo per proseguire il mio viaggio, e tanto più mi aiuterete, tanto meno incomodo rischierò di arrecarvi."
In seguito alle ripetute interazioni con il "Viaggiatore" e ritornando sui brani specifici dell' "Evocatio Demonorum", Colin è in grado di mettere meglio a fuoco le informazioni che il testo fornisce a proposito dei cosiddetti "philosopher".
Intelligenze incorporee come il Philosopher hanno origine in uno spazio interstiziale tra i mondi caratterizzato da uno Yoki molto alto, e penetrano nelle varie realtà attraverso i varchi che di volta in volta si aprono (ad es. quelli prodotti dalle evocazioni demoniache). Questa entità è una sorta di collettore di informazioni che viaggia di mondo in mondo, legandosi a forme di vita corporee più o meno intelligenti e incamerandone le cognizioni e gli istinti: di fatto si potrebbe dire che il Philosopher non sia altro se non un'espressione dello Yoki in grado di migrare e stabilirsi in creature ospiti diverse. In questo senso il Philosopher non può neppure dirsi una forma di vita, e in quanto tale non deperisce né muore, tuttalpiù disperdendosi qualora non vi siano più le condizioni per la sua sussistenza. Non avendo un ciclo di vita vero e proprio, il Philosopher non ha neppure una funzione riproduttiva ed esemplari distinti "si verificano" come meri fenomeni dello Yoki del luogo da cui originano.
Il Philosopher desidera naturalmente legarsi a creature ospite, assumendone il controllo ma al tempo stesso assorbendone i processi mentali e i ricordi, al punto che la sua "identità" risulta trasformata e arricchita ad ogni passaggio. Sebbene acquisisca le cognizioni linguistiche e il bagaglio di nozioni e competenze del suo ospite, l'entità non ne mutua però le pulsioni, gli obiettivi o l'orientamento morale/religioso: essa resterà sempre amorale e opportunista, incapace di empatia e interessata solo all'esplorazione delle realtà in cui è giunta per il tramite delle creature che lo ospitano. Ciò non significa che un Philosopher non sia in grado di simulare una personalità amichevole quando questo sia strumentale al raggiungimento dei suoi scopi, stratagemma che peraltro usa con grande frequenza. Le pulsioni fisiologiche delle creature viventi sulle prime risultano sgradevoli e persino sconcertanti al Philosopher, che tenderà pertanto a reprimerle ingenerando possibili sospetti e soprattutto mettendo a rischio la sopravvivenza stessa del suo ospite. E' possibile che la maggiore dimistichezza acquisita ad ogni transito renda più semplice l'adattamento ai bisogni del corpo che occupa, rendendo possibili possessioni sempre più durature (e discrete).
In virtù dello Yoki che lo costituisce il Philosopher è in grado di esprimere effetti telepatici, telecinetici e di interazione dimensionale analoghi a quelli prodotti con i corrispondenti incantesimi dei Maghi, ed è anche in grado di alterare il fluire del Potere nell'ambiente in cui si trova per trarne sostentamento (questo soprattutto nei mondi poveri di Yoki come Sarakon) e per recuperare le forze. Il Philosopher è consapevole della precarietà della sua sussistenza in realtà povere di Yoki e pertanto tenderà a voler fare ritorno nel suo luogo di origine qualora il suo livello di Yoki approssimi la soglia al di sotto della quale sarebbe per lui impossibile aprire un varco verso "casa".
5 dicembre 517
Mercoledì 13 Novembre 2019
Dal diario di Marv Fedai
5 dicembre 517
Morto Adrien, improvvisamente si sono ricordati di me. È venuta lei in persona a chiedermi di sostituirlo in uno spettacolo commemorativo, dal nome solenne di “La tempesta imperfetta”.
Si è inginocchiata vicino alla poltrona, coi capelli sciolti sulle mie ginocchia inerti, profondendosi in lacrime. “Eravate amici, abbiamo bisogno di te, della tua arte… solo tu puoi aiutarci a mettere in scena lo spettacolo che Adrien merita”
Avrei voluto rifiutarmi, dopo quel che è successo tra di noi, ma non ce l’ho fatta, non ne ho avuto il coraggio.
Sono di nuovo schiavo di Lucida, e stavolta per sostituire dietro le quinte del Gran Teatro il vecchio amico che me l’ha portata via. Dannazione. Perché sono così debole?
La morte di Adrien mi ha preso alla sprovvista. Le circostanze del suo ritrovamento, ignobili e misteriose, lasciano interdetti.
Non so se abbia prevalso in me il dolore o un vago e vergognoso senso di soddisfazione. Era più un amico o un rivale?
Che poi rivale… chi credo di prendere in giro? Sono tutte illusioni! So bene di non avere mai avuto possibilità. Le lusinghe di Lucida hanno sempre e soltanto riguardato le mie capacità magiche. Diverso sarebbe se non fossi un uomo spezzato: ho colto più di una volta in passato gli sguardi di lei verso mio fratello, leggendo in essi il rimpianto di ciò che avremmo potuto essere. Se la mia mente e il mio cuore albergassero nel corpo intatto di Theo, Lucida avrebbe scelto me.
Oggi pomeriggio mi farò accompagnare al Gran Teatro e Ruyard mi spiegherà che genere di effetti spettacolari servono per “La tempesta imperfetta”. Voglio superarmi: sarà il più grande spettacolo mai messo in scena a Feidelm dai tempi di Ukut-Testa-Di-Martello.
Lo faccio per Adrien, in memoria della nostra vecchia amicizia, o per dimostrare che sarei stato migliore di lui? Oppure lo faccio per Lucida, per quei capelli biondi su cui solo poche ore fa ho posato la mano?
Forse non ha importanza. Ormai cosa cambia?
6 dicembre 517, a notte
È fatta. Dei, che spettacolo!
I morti si risvegliano e muovono arti inerti e putrescenti, mentre dalle onde emergono creature fantastiche e sensuali…
Lucida ha indossato il suo abito nuziale: che bella. Ho i brividi al solo pensiero.
Mentre da dietro i fondali guardavo le danze e mi lasciavo trasportare dalla voce di Ruyard e del coro, ho avuto per un momento la sensazione di poter io stesso fluttuare, libero dalla mia prigione di legno e metallo.
Adesso sono sfinito, già so che non riuscirò a chiudere gli occhi per l’eccitazione, mi sento svuotato da ogni stilla di potere magico. Ho dato tutto, e adesso la mia mente è leggera, al punto da spingermi a fantasticherie impossibili e bellissime.
Chissà, forse potrei accettare di rifarlo.
7 dicembre 517
Theo stamattina mi ha portato il famoso Darkenblot a casa.
Ancora non mi ero finito di preparare, dopo la notte piacevolmente insonne che ho trascorso. Quante volte mi aveva parlato di questo Darkenblot, io chissà che mi aspettavo. E invece è soltanto Jeremy Overdeen, che tante volte ho incontrato alla bottega di Mastro Mortimer buon’anima e persino una volta o due al banchetto di Frumentario.
Ci siamo salutati, con grande stupore di Theo, che pensava che non ci conoscessimo.
Overdeen per farla breve mi dice che servirebbe il mio aiuto per liberare un suo amico, ingiustamente rinchiuso nelle segrete della Chiesa del Radioso.
“Io che c’entro?” gli ho chiesto.
Dopo la morte di Adrien, Overdeen non ha nessun mago su cui contare, questo è il succo. Nessun mago, quindi si rivolge a me.
Da mesi sapevo che Theo faceva parte dell’organizzazione di Darkenblot, e che Theo abbia un fratello mago – storpio – non è un segreto per nessuno. Ma solo ora che è morto Adrien, nientemeno che il temuto Darkenblot si scomoda per venire a trovarmi a casa.
La cosa divertente è che gli ho detto di arrangiarsi, e che ho già consumato ogni briciola di potere magico ieri sera allo spettacolo: adesso sono più inutile di un comodino.
Overdeen ha un po’ insistito, ma ha presto capito che nemmeno i maghi possono fare l’impossibile.
Ci siamo salutati cordialmente, se in futuro dovesse servirgli il mio aiuto, nei limiti del ragionevole, glie lo fornirò volentieri. Lo devo a Theo, più che altro. Con tutto il daffare che mio malgrado gli do, credo sia giusto ricambiare.
16 dicembre 517
Che gli Dei mi perdonino.
Vale forse l’amor fraterno più del rispetto di ciò che è sacro?
L’incantesimo che da anni studio in segreto, le carte preziose di Frumentario, gli scritti antichi che custodisco, a questo forse sono destinati?
La Chiesa del Radioso è il luogo in cui, da bambini, mio fratello ed io ci recavamo alle funzioni, insieme ai nostri genitori. Ricordo l’atmosfera solenne, il profumo delle candele, la penombra satura di santità. Potevo ancora camminare, e correre, a quei tempi. Ignoravo di possedere il dono della Magia. O forse non lo possedevo, ed è stato proprio l’incidente a trasformarmi.
Il Potere si manifestò poco tempo dopo. Chissà se si sarebbe palesato ugualmente, se non fossi caduto: eppure è bizzarro che, di due fratelli gemelli, soltanto uno sia capace di dominare il Potere Magico. Proprio lo storpio, il debole, il moribondo: io.
Avrei barattato tutta la Magia del mondo per poter correre di nuovo, per arrampicarmi, per poter sognare un giorno di possedere una donna… ma il mio destino ha scelto diversamente. Mi ha inchiodato ad una sedia, all’immobilità, ad uno studio incessante e solitario. Intanto Theo correva, si arrampicava, cresceva. Viveva.
Nessuno è senza peccato. Theo ha fatto le sue scelte, non tutte le condivido. Conosco le sue frequentazioni e so capire se, quando a notte tarda rientra a casa, mio fratello ha versato del sangue, o ha giaciuto con una donna, o nel vino ha trovato lo sfogo delle sue immense energie vitali.
Immense energie vitali.
Sarebbe patetico se negassi di invidiare con struggente rancore tutta la vitalità di mio fratello. Ma tu hai più cervello, direbbe Theo se mi sentisse.
Ho più cervello, forse. E a che mi giova? Se vivo inchiodato ad una sedia semovente, incapace persino di liberare i miei intestini nella domestica solitudine di una latrina?
Theo è la mia finestra sulla vita. Vivo attraverso i suoi racconti, i suoi sguardi, i segni che porta indosso. Inutile consigliarlo, inutile dirgli di stare alla larga da certi soggetti desiderosi soltanto di sfruttare la sua smisurata energia.
Theo ha fatto le sue scelte, molte sbagliate.
Eppure chi sono io per colpevolizzarlo?
Io vivo grazie alle ricchezze che Theo guadagna con la vita che ha deciso di condurre. Pago i costosi libri di cui ho bisogno con i suoi soldi, con i soldi di Overdeen. Ho necessità di servitori che mi puliscano e mi nutrano, di medicine per alleviare il dolore, di reagenti.
Theo non mi ha mai detto di no. Mai.
Diceva nostra madre, prima che Kayah l’avesse in gloria, che Theo aveva la “melanconia del sopravvissuto”. Diceva che in quel momento, sotto le ruote del carro, sarebbe potuto scivolare lui al mio posto, e che è soltanto un caso se sia rimasto io con la schiena spezzata. “Si sente in colpa per non essere lo storpio, si sente in colpa per non essere te”.
Non so leggere così a fondo nel cuore di mio fratello, ma nostra madre era una donna saggia. Theo non mi ha mai fatto mancare alcunché, si è sempre preso cura di me con dedizione e amore fraterno.
Amore fraterno.
Torniamo al nodo che mi stringe la gola. Vale l’amore per un fratello abbastanza da immolare ad esso la propria anima?
Perché è l’anima in gioco, quando si accetta di compiere un destino così sacrilego, profanare la Chiesa più santa, presso l’altare che vide sposi mio padre e mia madre.
Ed è così che sto qui, ad angosciarmi al lume di una candela, mentre aspetto l’alba. Domattina dovrò dare la mia risposta a Darkenblot.
Non condivido i suoi ideali, mi ripugna il solo pensiero di compiere un simile abominio. Ma Theo è prigioniero nelle segrete di questa Chiesa, che da luogo santo diventa carcere, seggio di tortura e di sopraffazione.
Non c’è altro modo per liberarlo, dice lui. Non ha abbastanza uomini per forzare il blocco, per entrare e tirarlo fuori con la forza. Dice che non c’è tempo da perdere, non si può aspettare che arrivino i rinforzi, perché Theo potrebbe venire assassinato da un momento all’altro.
So che l’interesse di quell’uomo risiede più nel fatto che mio fratello non riveli quello che sa, rispetto a che abbia salva la vita. Ma l’eccezionalità delle circostanze mi spingono a prestargli aiuto.
Conosco un solo incantesimo che possa servire a liberare Theo dalle segrete. Non l’ho mai provato ad evocare, anche se l’ho studiato a lungo, per anni. Nel libro si parla della possibilità di dare ordini ad una Creatura dai poteri immensi, una Creatura prigioniera di altri mondi. Due ordini, forse tre ordini, non di più. E poi la Creatura sarà libera, con tutti i pericoli che da ciò possono derivare.
Se deciderò di evocarla, di compiere questo rituale, ogni atto successivo della Creatura ricadrà sotto la mia responsabilità.
Potrò convivere in seguito con una simile consapevolezza? Oppure un fardello così gravoso sulla mia coscienza sarà troppo pesante da portare, al punto da spezzare il mio cuore, dopo la mia schiena?
Non lo so.
Ma non posso permettere che Theo, il mio unico e adorato fratello, cada per mano di impostori travestiti da guardie civiche, rapitori e assassini, ricattatori. Non posso restare con le mani in mano.
Se avessi ancora l’uso delle gambe, se avessi braccia forti, andrei a combattere a viso aperto contro di loro. Sono però soltanto un povero storpio, con la Magia come unico talento.
Che gli Dei mi perdonino, se possono. Ma devo seguire il mio dovere più profondo, devo salvare mio fratello, anche se so che le conseguenze potranno essere nefaste.
17 dicembre 517
È mattino finalmente!
Una notte interminabile di insonnia e angoscia, dubbi e silenzio viene cancellata dai raggi gelidi del primo sole. È Pyros in persona che emerge dalle nuvole invernali per illuminare la giornata del mio sacrilegio?
Tutta la notte mi sono logorato nell’incertezza, ma ecco che il mattino porta decisione.
Overdeen si è presentato alla mia porta ai primi chiarori. Era livido per il freddo, con il suo bel mantello macchiato di sangue. Non ho osato chiedergliene il motivo.
Ha confermato il piano che mi aveva anticipato ieri sera, senza nemmeno prendere in considerazione la possibilità che io potessi nel frattempo decidere di rifiutarmi.
E dunque si farà.
Oggi pomeriggio, durante la funzione in suffragio per i defunti, nella Chiesa del Radioso, evocherò una creatura demoniaca per ordinarle di liberare mio fratello.
Ma c’è una novità: Overdeen vuole cogliere l’occasione per colpire le guardie corrotte che hanno rapito Theo. Se, come è probabile, si presenteranno alla funzione, un uomo di sua fiducia mi darà un segnale, e sarà proprio allora che compirò il mio rituale.
Liberare Theo e vendicare il suo rapimento, due obiettivi con un solo, eclatante gesto. Non solo: come se non bastasse, sembra che quelle stesse persone siano anche responsabili dell’assassinio di Adrien; danno da giorni la caccia a Ruyard, ed è probabile che presto o tardi aggrediranno anche la povera Lucida.
E se le guardie corrotte non verranno? ho domandato a Overdeen. In quel caso attenderò la fine della cerimonia, mi ha risposto, aspettando che i fedeli defluiscano dalla Chiesa, in modo da non esporre al pericolo più persone dello stretto necessario. Mi sembra ragionevole.
Oggi pomeriggio passerà l’uomo di Overdeen: sarà lui ad accompagnarmi alla Chiesa del Radioso. Meglio così, non voglio che i miei servitori mi vedano mentre compio il rituale, né mi farebbe piacere metterli in pericolo.
Adesso devo radunare le mie carte, i libri ed i reagenti. Ho una sola possibilità, non posso fallire… e sanno gli Dei quanto è difficile un nuovo incantesimo, la prima volta che si prova a lanciarlo. Ma ho studiato tanto, credo che il mio destino sia questo e che riuscirò ad aprire un varco tra questo mondo ed un altro.
Un bel volo di fantasia, per uno storpio.
4 dicembre 517
Venerdì 15 Febbraio 2019
Il modo più veloce di fare carriera
E anche stavolta è scampata.
Quei cretini hanno abboccato alla classica storiaccia di corna: spero che abbiano causato abbastanza casini a quella stronzetta. In ogni caso me li sono levati di dosso per il tempo necessario a raccogliere le mie cose e fare il vento.
Se c'è una cosa che ho imparato, in tanti anni di "cattive frequentazioni", è capire quando è il momento di levarsi di torno. Sparire, evitare rogna. Evitare guai.
Qualcuno ha fatto fuori Adrien. Eh.
Anche il buon vecchio Oskar è irreperibile, mi chiedo se sia stato più veloce di me a far perdere le proprie tracce, o se ripescheranno pure il suo cadavere tra gli scogli del Fronte del Porto.
Dispiace... un po'. Fa rosicare. Ma qual è il modo più veloce di fare carriera, se non sopravvivere a quelli avanti a te? Ed io ho appena fatto due passi avanti.
Adesso la prima cosa è capire chi è l'assassino e che ne è stato degli altri: quel bel deficiente di Heywood, i due fratelli elsenoriti... non credo proprio che sia stato il falegname a farli fuori. Chissà a chi li ha venduti. E in cambio di cosa.
Quanto alle guardie nuove dagli accenti esotici, da dove sono spuntate fuori? Niente male l'amerita. Sicuramente la sanno più lunga di quel che sembra, sembrano di un'altra pasta rispetto ai rammolliti del Caporale Jonas. I rammolliti... superstiti. Ops.
Sta succedendo qualcosa di interessate in città. Già sento il richiamo della notte. Non vedo l'ora di saperne di più. Ed è questo il momento di usare il cervello, muoversi con cautela senza però perdere troppo tempo. Tante piste aperte, occhi aperti e chiappe strette, come si dice. Si dice così, giusto?
Per fortuna dove sono cresciuto l'abitudine è di avere sempre un piano B... e un piano C... e un piano D... la vecchia Generalessa sarebbe orgogliosa di me. Se non fosse per la fine che le ho fatto fare. Ma è acqua passata. Senza rancore, noi non siamo mica i buoni.
ultimi 3 articoli (cambia) · Pagina 2 di 13
< 1 · 2 · 3 · 4 · 5 · 6 · 7 · 8 · 9 · 10 · 11 · 12 · 13 > 




















