Cerca nel Sito

NomeKeywordsDescrizioneSezioniVoci correlate

Forum di Myst

 
« E' uno stragista, un massacratore. Tu hai presente l'epidemia? Chi credi che l'abbia provocata? »
- Zodd Koeng -
 
Il Valvassore
Guelfo da Flavigny
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 60   commenti totali: 79
83047 visite dal 31/07/2007 (ultima visita il 20/10/2019, 01:35)
18 Maggio 517
Lunedì 26 Febbraio 2007

Quixote

Quixote, forse pensi che abbiamo settimane, mesi, anni, per prendere le nostre decisioni. Ma non è così, come vedi gli eventi ci incalzano e in tre sogni ci siamo giocati la possibilità di liberare il prigioniero di Valamer. Questo è il risultato che si ottiene a non volersi mai sbilanciare.

E non mi importa se non ti ritieni responsabile del probabilissimo fallimento di Desireè, è comunque un fallimento che ricade sulle spalle di tutti, che produrrà effetti negativi su di noi e su chissà chi altri, e non ci trovo
una grande consolazione nel dire "vabbeh, non è colpa mia".

Io forse posso sembrarti davvero avventato e irriflessivo perchè, gli Dei mi sono testimoni, ci tengo davvero a portare a compimento il nostro Compito, sono convinto che sia un dovere nei confronti della Luce.

E purtroppo mi sembra che questo non valga anche per voi...tu ci metti un sacco di impegno, di lucidità, di pazienza, però certe volte mi dai l'idea che quasi non ti importi dello scopo ultimo. E' vero, sei abituato a obbedire agli ordini senza discutere, però diamine, perchè non ti curi come me di capire la portata generale di quello che stiamo per fare, perchè guardi solo ai dettagli?

Quanto agli altri...purtroppo so che tutti loro, se avessero potuto comunicare con Sette di Picche, avrebbero accolto la sua richiesta di abbandonare per sempre questa storia e di tornare alla vita di prima.

La mia imprudenza di ieri notte è stata imperdonabile, così come la leggerezza con cui ho giudicato Valerie. E questa seconda mancanza è tanto più grave quanto non vi si può porre riparo, non più. Se solo le avessi potuto parlare dopo aver sentito il Jack di Cuori, se solo avessi creduto in lei e in quello che ho visto...le mie parole sarebbero state ben diverse, te lo assicuro.

Un'altra cosa che davvero non riesco a concepire è la tua ossessione per lo scambio di informazioni. Questo Quix non è un mercato, qui c'è in ballo la Volontà di Etemenanki/Harkel e tu dovresti essere il primo a rendersene conto. Non ho venduto un bel niente, ho solo cercato le risposte che mi servono, che ci servono, per fare quella Volontà.

E potrai anche essere in disaccordo con me, ma non puoi mettere in dubbio la mia sincerità a questo proposito. Se c'è qualcosa di cui faresti bene a dubitar è la mia Fede...quella sì, sta vacillando, ed ho paura che si sgretoli da un momento all'altro.

Quixote Malkji - Immagine 1
scritto da Guelfo da Flavigny , 15:59 | permalink | markup wiki | commenti (5)
 
18 Maggio 517
Domenica 25 Febbraio 2007

Disastro

Le voci dei compagni intorno a me diventano un brusio confuso mentre precipito in una vertigine di sconcerto, angoscia, e rimorso. Valerie... Valerie sì è...

"Proprio in questo momento del sangue innocente viene versato a causa tua."

Ripenso alle avventure di questa notte, a quanto mi sono sentito felice. A quanto mi credevo nel giusto. A quanto sono stato STUPIDO. Boccheggio in preda alla nausea.

Qualcuno, dall'altra parte del cosmo, mi parla di Desiree, della decisione che non ha avuto il coraggio di prendere. Povera piccola Desiree...come potevo farti vedere, io che per primo non ho avuto davanti agli occhi che ombre confuse? Il tuo fallimento è il mio. Ciechi, siamo tutti dei poveri ciechi, ed io sono il primo, io che mi sono lasciato sviare dallo stesso sospetto che con tanta rabbia leggevo dentro di voi.

"Dicono che se tu muori con te muore ogni speranza."

Le speranze stanno morendo, una dopo l'altra, le sto uccidendo, le stiamo uccidendo tutte. Se gli Dei si fossero sbagliati? Se noi non fossimo degni? Se noi...

"Quando rinuncerai, altri come me verranno a cercarti."

Stai ridendo di me, Sette di Picche? Tu che simboleggi la Disgrazia, ti stai compiacendo della crudele profezia con cui mi hai salutato?

Su una cosa avevi torto: io non ho Fede. Ho dubitato di Valerie. Ho dubitato di Pyros. Io...
o Dei perdonatemi, che cosa ho fatto, che cosa ho fatto?

Sette di Picche - Disgrazia
scritto da Guelfo da Flavigny , 15:59 | permalink | markup wiki | commenti (1)
 
18 Maggio 517
Domenica 25 Febbraio 2007

Nailah

Là fuori il Sole sta per sorgere, consegnando all'oblio i fantasmi di questa tremenda notte. Nailah è qui davanti a me, la sua voce allegra e dolce, il suo abbraccio tenero come lo ricordavo. E per un attimo questo rifugio spoglio, bizzarramente illuminato dal bagliore che avvolge le mie mani, mi ricorda la catapecchia di Caen. Mi sento a casa.

Farò quello che va fatto per proteggerla. Resisterò, porterò a compimento la Ricerca, e tornerò qui. E che gli Dei abbiano pietà di chi le ha fatto del male, di chi la costringe a vivere nell'ombra e nella paura, perchè io non ne avrò. Stanne certa, Nailah, manterrò la mia parola.

Vicolo buio - Immagine 1
scritto da Guelfo da Flavigny , 14:43 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
17 Maggio 517
Domenica 25 Febbraio 2007

Tenebre

Avanzo nell'oscurità, consapevole che ogni passo mi spinge verso l'inevitabile. Mi avevano avvertito, ed eccomi qui, armato di una misera daga e con il solo corpetto a difendermi dalle lame che certamente qualcuno sta già affilando nel buio. Esito.
Non ho il diritto di morire così. Sto regalando la vittoria alle Tenebre. Sto...

Penso a lei. Non aveva una daga lei, non un corpetto, non la Magia che tante volte è stata il mio asso nella manica. Non aveva nessuno che riponesse nella sua vita le proprie speranze. E forse è morta. A causa mia.

Il Guelfo di Achenar non può accettarlo, dimentica ogni prudenza ed ecco che imbocca spavaldo un vicolo stretto e buio come l'Inferno, probabilmente non c'è posto migliore in tutta Rigel per un'imboscata. Tik. Tak.

Passi leggeri, quasi impercettibili, alle mie spalle. E bravo topolino, sei in trappola, che ti aspettavi?

Mi riparo nel vano di un portoncino, e per la prima volta sul campo ricorro alla divinazione insegnatami da Luran. Dir-Nyx-Gor! Le Rune liberano il Potere, ed attraverso l'oscurità ecco che percepisco la presenza del mio assalitore. E' qui per uccidermi. I passi si fermano, deve avermi sentito, e poi riprendono, ancora più cauti. E' maledettamente bravo, ma io SO dov'è, ed è la mia PAURA a dirmelo con sovrannaturale accuratezza.

Per alcuni istanti sono letteralmente paralizzato dal terrore. E' a cinque metri ormai, se non faccio qualcosa sono morto.

"Fer-Kor!" E' come fosse stata la voce di un altro a pronunciare le Rune, la mano di un altro a sfiorare il reagente. Lui capisce, e mi balza addosso. Devo difendermi, devo soltanto attendere e difendermi finchè non sarà caduto nel mio tranello.

Il suo affondo è talmente rapido che non ho speranza di evitarlo. Fiori vermigli di dolore sbocciano lungo il mio avambraccio sinistro. E' finita. No, Guelfo, è solo una ferita superficiale, concentrati, resisti. Solo un altro scambio di stoccate...

E finalmente le forze dell'Oltremondo giungono in mio soccorso. La tela che per me hanno pazientemente tessuto chissà quali Bestie da incubo piomba su di noi: devio il suo ultimo colpo e rotolo via mentre lui viene travolto.

Una seconda ombra si para davanti a me, e nella luce lunare una testa d'ascia balugina minacciosa. Dannazione, per un attimo avevo sperato di averla scampata. E invece sono circondato. Stavolta non c'è tempo per affidarsi alla Magia, se voglio uscirne vivo devo avere la meglio su di lui con la sola forza delle armi e per giunta in fretta, ben consapevole che la vischiosa prigione in cui l'altro è stato catturato non durerà per molto.

In preda allo sconforto grido "Assassini!", anche se è inutile invocare aiuto.
Il mio avversario lo sa bene, e prima di abbattersi su di me commenta sprezzante: "Puoi scommetterci."

Lassù qualcuno deve aver udito le mie preghiere. Sulle prime sono in grave difficoltà, evito per un pelo i suoi fendenti senza poter portare alcun attacco che possa davvero impensierirlo. Ma poi qualcosa cambia, i miei movimenti si fanno via via più rapidi e sicuri, la mia scherma più esatta ad ogni scambio. Così mi piaci, Guelfo! Come un vero cadetto di Achenar! Avanti, affonda ancora!

Stavolta trovo le sue trippe, e maledizione, l'ho punto come si deve. Si lascia sfuggire un lungo gemito e incespica, la sua guardia è troppo alta, ora o mai più! Messa da parte ogni prudenza mi avvento su di lui ed ecco che la lama gli squarcia una coscia, facendolo rovinare al suolo. Non si muove più, ha perso i sensi.
Dietro di me il primo sicario si divincola ancora come una mosca in trappola, adesso è LUI ad avere paura. Tenta disperatamente di venirne fuori, gli mancherebbe così poco...ma non sarò un gentiluomo, non stanotte. "Bes-Vas!"

Lascio fluire il Potere, lo lascio crescere fino a quando sarebbe sufficiente ad alimentare un rogo. Punto il mio indice sul predatore divenuto preda, ricordo la ragione per cui ho deciso di affrontare tutto questo, e ripeto: "Vas!".
Le fiamme, impossibilmente alte e luminose, lo avviluppano in un baleno. E lui grida, e grida, mentre il fuoco lo divora brano dopo brano; nell'aria si diffonde un odore nauseabondo di carne (e materia organica sovrannaturale) bruciata.

Potrei porre fine ai suoi tormenti in qualunque momento e infliggergli il colpo di grazia, ma mi sorprendo a volerlo veder soffrire...ancora un po'.
"Brucia" sibilo, concentrandomi sulla vampa che avvolge il mio nemico ormai inerme. "BRUCIA!", stavolta lo urlo. E al mio comando le fiamme danzano con rinnovato furore, e come tanti anni fa mi sento stranamente affascinato dalla loro diabolica grazia. Le grida cessano, il corpo resta immobile. E' fatta, ho vinto.

Abbandono il vicolo prima che qualche curioso si faccia vivo, lasciando dietro di me due cadaveri sgozzati. Sono ferito, scosso, ma devo proseguire per la Cantina di Clelie, l'unico posto dove le mie paure possono essere fugate. Non...non posso pensare, non devo pensare che tutto questo sia stato inutile.

Rissa - Immagine 1
scritto da Guelfo da Flavigny , 03:41 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
17 Maggio 517
Domenica 25 Febbraio 2007

Sette di Picche

Mi sento spossato. Debole. La "cosa" che un tempo abitava il Sette di Picche sta lentamente svanendo, abbandonandosi infine all'oblio. Sento ancora la sua disperazione, la sua solitudine. Aveva conservato una Fede inconcepibile in un Tempo diverso da quei remoti Primordi in cui gioia e violenza, virtù e orrore, bestialità e purezza concorrevano in ugual misura a plasmare le vite degli Uomini. Una Fede crudele, spietata, a cui potevano accostarsi solo spiriti senza paura, senza incertezza. Come il suo. Muore. Mi sono appellato ai miei pensieri più nobili, ho ostentato tutta la sicurezza, tutta l'incrollabile fiducia in quello per cui ho deciso di combattere. L'ho fatto per difendermi, per scacciare la paura che dal primo momento ha gelato il mio cuore? No, non solo...ho cercato di mostrarmi altrettanto risoluto, altrettanto impassibile, perchè mi ritenesse degno di assistere al suo addio alle armi. Addio per sempre, Sette di Picche, che la misericordia di Kayah ti doni finalmente la Pace.

Il Potere fluisce di nuovo in me,la vita torna a riscaldare le mie membra. Assaporo il piacere di aver superato questa prova. Ma dura solo un istante.
D'improvviso mi tornano in mente le sue parole:

"Proprio in questo momento del sangue innocente viene versato a causa tua."

A causa mia. Ed è a questo punto che il ricordo che avevo conservato come ultima difesa riaffiora. La sua risata innocente, il tepore del suo abbraccio. A come mi somigliava una volta camuffata. A come mi somigliava.

Il cuore si fa nuovamente di ghiaccio. Penso al silenzio in cui è sprofondata la città. Penso alle ombre che scivolano furtive di vicolo in vicolo, assetate del mio sangue. Del SUO sangue. E' già morta, mi dico.

E' con un ghigno tetro che affronto la cupa notte di Rigel. Perchè una parte di me sa che ciò che avrebbe dovuto salvarmi molto probabilmente mi condannerà a morte.

Sette di Picche - Toscano 1
scritto da Guelfo da Flavigny , 00:17 | permalink | markup wiki | commenti (0)
 
17 Maggio 517
Mercoledì 21 Febbraio 2007

Ci siamo!

Eccomi qui, pronto ad affrontare la sfida che mi si para d'innanzi. Molto è accaduto in questi ultimi due giorni, e molto ho appreso. Avevo ipotizzato insieme a Julie la possibilità che dietro alla fantomatica partita (a cui, con mio sommo rammarico, non ho potuto prender parte) si celassero i Cuori. La descrizione del misterioso giocatore datami da Winks, il fatto che questi incontri si tenessero alla Cantina di Clelie...c'era di che essere fiduciosi, ma quello che ho trovato va al di là di ogni mia aspettativa. E come spesso faccio quando un accomodo fortunato mi dona una mano insperatamente forte, ho puntato tutto senza esitazione. Avrò tempo di riflettere sulla spaventosa quantità di informazioni che il Jack di Cuori mi ha fornito. Ora so cos'è il Manto, so qual'è il segreto delle Carte, so chi sono i nostri alleati, e chi i nostri avversari. So cosa sono gli Ogham. So cosa dobbiamo fare e perchè dobbiamo farlo. So che d'ora in poi correrò gravi pericoli, e che non posso tirarmi indietro.

Prima di affrontare il Sette di Picche (confido che la conversazione con Jack non impedisca il prossimo, fondamentale contatto. D'altronde sono stato al suo gioco anche quando non ce ne sarebbe stato più bisogno, e di più non avrei davvero potuto fare) devo sgomberare la mente dai molti pensieri che mi distraggono. Penso alla mia povera Desiree, alle prove fisiche e spirituali che sta affrontando. Farò quanto in mio potere per trovare una cura al suo male, dovessi passare i prossimi venti anni sepolto tra i tomi di Negromanzia di Luran!
Penso a Julie, alla maledizione che forse pende su di lei, alla necessità di parlare ancora del suo caso con il Jack di Cuori. Ora che conosco le circostanze della sua esposizione a quel simbolo perverso, potrò ricevere da lui risposte più accurate, e prego gli Dei, meno cupe.
Ma, stranamente, non riesco a togliermi dalla testa la fanciulla che mi ha sostituito al tavolo da gioco. Il suo viso ha una bellezza aspra, pericolosa, eppure quando mi ha abbracciato ho letto nei suoi occhi l'allegria sincera e travolgente di una bambina. Come non lasciarle il suo premio, come non sperare che la fortuna le sorrida ancora, come non voler essere lì, domani sera, ad assistere di nuovo al formidabile spettacolo della sua gioia? Spero solo di avere occasione di parlarle prima della partita, voglio metterla a parte delle scaltrezze che per me avevo elaborato e, sopra ogni cosa, voglio conoscere il suo nome.

Andiamo Guelfo, non è il momento di perdersi in queste sciocchezze! Presto il Sette di Picche userà su di me le sue seduzioni, mi blandirà con promesse di conoscenza e potere, ricorrerà ad ogni astuzia per farmi cadere in trappola. Dovrò difendermi. In preda al dubbio ricorderò Dillon e Abel, le due persone che più mi hanno insegnato. Penserò al giuramento che ho pronunciato al cospetto di Padre Quart, e a quello altrettanto stringente che due volte mi chiama alla vendetta. Non deluderò mia sorella, gli amici di Caen, i nuovi e fidati compagni della Rosa. Eppure... se ancora non dovesse essere abbastanza, se la mia volontà fosse ancora sul punto di soccombere, ecco sì, penserò a lei. Perchè puoi starne certa, mia misteriosa amica, per nulla al mondo rinuncerei all'occasione di rivederti ancora.

Nailah - Immagine 1
scritto da Guelfo da Flavigny , 03:15 | permalink | markup wiki | commenti (3)