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Azatoth - Elenco versioni

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Azatoth - versione del 09/02/2016, 02:51

Divinità delle Tenebre associata al Caos Primitivo non mediato, inteso come forma originaria dell’energia cosmica antecedente a ogni processo di ordinamento. Nella cosmologia mistica è considerato complementare a Shub-Niggurath: laddove quest’ultimo rappresenta il Caos divenuto Ordine, Azatoth (traslitterato talvolta Ahz-Ar-Toth) incarna ciò che rimane estraneo a ogni strutturazione. Le leggende ancestrali lo descrivono come una potenza primeva e impersonale, priva di finalità e di volontà intellegibile secondo categorie umane. Azatoth è pertanto interpretato dai suoi seguaci non come una divinità senziente, ma come riferimento metafisico di un processo di "regressione consapevole" verso l'origine del Caos, intesa come trascendimento della prospettiva umana.

Il culto di Azatoth non si fonda su dottrine morali o su sistemi di legge, ma sulla contemplazione e sull'esperienza diretta del caos originario: i suoi seguaci, comunemente classificati come Sekhmet, non ricercano un rapporto contrattuale con la divinità, preferendo orientare il proprio cammino verso entità considerate più prossime al caos, in particolare la stirpe dei Demoni pre-umani. In tale prospettiva, la divinità funge da principio trascendente e remoto, e il suo culto rappresenta il percorso che consente di realizzare il superamento della condizione umana e l'acquisizione di una consapevolezza non antropocentrica e di un livello di esistenza superiore. Per conseguire questo obiettivo, il culto tende a valorizzare il recupero di conoscenze arcaiche e il contatto con forme di esistenza precedenti all'attuale ordine cosmico.

Le Antiche Leggende

Il Caos Primitivo

Secondo le antiche leggende, Azatoth è al tempo stesso progenie di Shub-Niggurath e il seme da cui egli fu generato: un'entità che trae origine da sé stessa, nodo blasfemo di causa ed effetto, nonché incarnazione vivente del più significativo paradosso ontologico della cosmogonia di Sarakon. Azatoth è inoltre il germe venefico che, a seguito della Prima delle Estati, corrompe la Melodia della Creazione intonata dalla dea Harkel, impedendo a quella musica divina di estirpare completamente la malvagità innata negli esseri viventi e lasciando così che il male e la ferocia primordiale continuassero ad albergare nel mondo. A seguito di questa sua azione si afferma come Caos Primitivo, rappresentando la persistenza del disordine originario anche dopo l’avvento dell’ordine cosmico portato dalla Luce. Il rapporto simbiotico tra Azatoth e Shub-Niggurath ha portato storici e studiosi a considerare le due entità come complementari tra loro: se Shub-Niggurath rappresenta un aspetto ordinato dell'energia primordiale (il Patriarca della Divina Stirpe, creatore di altri dei e signore dei cicli di vita e morte), Azatoth ne incarna l’aspetto opposto e indomito, il caos non-mediato che sfugge a ogni forma di logica e controllo. In questo senso Azatoth e Shub-Niggurath appaiono nelle leggende come due esiti contrapposti dell’energia primigenia: ordine contro caos, struttura cosmica contro entropia assoluta. Azatoth è l'elemento di disfacimento e anarchia che persiste anche dopo la vittoria della Luce, un custode metafisico del Caos originario che permane sotto la superficie dell’esistenza.

Caratteristiche e manifestazioni

A differenza di altre divinità oscure, Azatoth non è descritto con tratti antropomorfi né con una volontà individuale riconoscibile. Le antiche fonti lo dipingono come un potere bruto e informe, selvaggio e imperscrutabile, incapace di (o non interessato a) manifestarsi direttamente nel mondo sensibile. E' opinione comune che Azatoth non intervenga attivamente nelle vicende del creato: non invia profeti, non parla alle creature e non richiede venerazione diretta. La sua influenza filtra nel mondo durante grandi sconvolgimenti, come i Cataclismi, attraverso l'operato di emissari che si imbattono in sue manifestazioni terrene, come i Thrad lasciati dai Pfhaegal, oppure per mezzo delle creature demoniache, che secondo le opinioni più diffuse ne incarnano aspetti frammentari e intelligibili.

Rapporti con i Demoni

Nel corpus dottrinale legato ad Azatoth le creature demoniache occupano una posizione centrale, radicalmente diversa da quella attribuita loro negli altri culti delle Tenebre. Secondo questa visione i Demoni, in quanto rappresentanti di una stirpe più antica e più prossima all’origine del mondo e quindi meno vincolata dalle strutture concettuali che definiscono l’esistenza umana, sarebbero gli interlocutori principali dell'entità, nonché gli intermediari naturali tra l'umanità e il Caos Primitivo. L'adepto di Azatoth concepisce i Demoni come modelli esistenziali a cui tendere, non come potenze da dominare, motivo che lo rende ostile nei confronti di pratiche magiche come l'evocazione demoniaca controllata e avverso a qualsiasi ricerca volta a imporre dei "vincoli" di qualsivoglia tipo a quelle creature. Attraverso lo studio, il contatto o la fusione con i Demoni, i seguaci di Azatoth aspirano a superare la condizione umana e ad avvicinarsi a una forma di coscienza pre-ordinata, coerente con la natura del Caos Primitivo di cui Azatoth è espressione suprema.

La Scelta

Uno degli aspetti più controversi e meno definiti del culto di Azatoth riguarda l’origine stessa del percorso iniziatico, un tema che gli studiosi dell'occulto indicano comunemente come La Scelta. A differenza di altri culti oscuri, nei quali l’adesione avviene attraverso un atto consapevole, un giuramento o una progressione rituale codificata, nel caso di Azatoth non è mai del tutto chiaro se sia l’adepto a scegliere il Caos Primitivo o se sia quest’ultimo a imporsi su di lui. Molte testimonianze parlano di individui che, dopo anni di vita ordinaria e apparentemente estranea a qualsiasi pratica esoterica, manifestano improvvisamente segni di risveglio caotico: visioni ricorrenti, attrazione ossessiva per luoghi o testi arcaici, perdita progressiva di empatia umana o un interesse incontrollabile e morboso per le creature ancestrali.

Per questa ragione, all’interno del culto si tende a evitare una distinzione netta tra iniziato e profano. Alcuni Sekhmet sostengono di aver intrapreso il cammino di propria volontà, guidati da uno studio lucido e razionale; altri affermano di essere stati "chiamati", o addirittura travolti, da un contatto improvviso con il Caos, spesso mediato da un'entità demoniaca, da un evento traumatico o dall'esposizione prolungata a forme instabili di Yoki. Questa ambiguità non è considerata una debolezza dottrinale, bensì una conferma della natura di Azatoth: un principio che non rispetta le categorie umane di scelta, merito o intenzione. Di conseguenza, il percorso del Sekhmet non può mai dirsi completamente volontario né completamente imposto, ma si colloca in una zona grigia in cui la volontà individuale si dissolve progressivamente, lasciando spazio a una trasformazione la cui origine e finalità rimangono, in ultima analisi, indecifrabili.

Il culto di Azatoth oggi

Benché Azatoth sia un’entità sfuggente e impersonale, nel corso dei secoli si sono formate sette e dottrine esoteriche incentrate sul suo culto. I suoi seguaci, comunemente classificati come Sekhmet, costituiscono un culto sotterraneo e misterioso, molto diverso dagli altri culti delle Tenebre sia per filosofia sia per pratiche. A livello dottrinale, i devoti di Azatoth non mirano né alla perfezione individuale né alla mortificazione tipiche di altre fedi oscure: il loro scopo ultimo è invece la regressione consapevole dell’anima verso uno stato di coscienza non antropocentrico e primordiale, ottenibile mediante l’esposizione costante a condizioni percettive alterate e liminali. A tal fine, l’adepto di Azatoth è naturalmente predisposto all'uso di sostanze psicotrope e veleni rituali, nonché a esperienze estreme che includono isolamento prolungato, privazione sensoriale, violenza ritualizzata e immersione deliberata nel caos fisico e mentale. Tali pratiche non sono intese come prove di resistenza o atti di penitenza, ma come strumenti per scardinare la struttura della coscienza umana, favorendo l’emersione di stati mentali ritenuti più affini a quelli delle stirpi pre-ordinate e, in ultima analisi, più prossimi al Caos Primitivo di cui Azatoth è espressione.

Il Dio dei Massacri e delle Carneficine

Il culto del Caos Primitivo è considerato estremamente pericoloso e, unitamente a quello di Morgoblath, il più temuto in assoluto, per motivi non difficili da comprendere: poiché la pratica del culto richiede il raggiungimento di un profondo livello di introspezione individuale, non di rado raggiunto mediante estasi selvagge e atti di violenza rituale, il Sekhmet di Azatoth sente spesso l'esigenza di coinvolgere altre creature nei propri riti. Questa necessità assume sovente le caratteristiche del sacrificio umano, generalmente compiuto dallo stesso seguace, e costituisce il motivo principale per cui l'entità ha assunto negli ultimi secoli l'epiteto di Dio dei Massacri e delle Carneficine. In virtù di questa sinistra fama i Sekhmet di Azatoth sono pertanto costretti a operare nell'ombra, spesso da soli o in minuscoli circoli iniziatici, sfuggendo costantemente alla persecuzione della Chiesa della Luce e della Santa Inquisizione.

La Dottrina della Dissimulazione

Tuttavia, contrariamente all’immagine diffusa dall’Inquisizione e dalla tradizione popolare, l’adepto di Azatoth non è, nella quotidianità, un folle sanguinario né un assassino impulsivo. Al contrario, egli conduce tipicamente un’esistenza assolutamente ordinaria, spesso irreprensibile, mimetizzandosi senza difficoltà all’interno della società in cui vive. Questa normalità non è una finzione casuale, ma una componente essenziale del suo percorso: il Sekhmet del Caos Primitivo osserva, attende e studia, preservando la propria copertura fino al momento ritenuto propizio secondo una pratica nota come dottrina della Dissimulazione. Le sue azioni, lungi dall’essere frutto dell’impulso o della perdita di controllo, sono pertanto sempre deliberate e pianificate.

Tale atteggiamento riflette una consapevolezza più ampia, radicata nella visione cosmologica del culto: nell’epoca attuale, dominata dal paradigma Luce/Tenebra, le stirpi demoniache un tempo centrali nel modello Caos/Ordine sono divenute marginali e in progressivo declino, sostituite dall’uomo come principale agente dell’ordine cosmico. L’adepto di Azatoth sa quindi di muoversi in un mondo che non è più naturalmente predisposto al Caos primigenio e che richiede, per essere penetrato, pazienza, adattamento e dissimulazione. È proprio questa capacità di apparire indistinguibile da qualunque altro individuo, unita alla lucidità con cui pianifica la propria ascesi e la violenza rituale che essa talvolta comporta, a rendere il culto di Azatoth particolarmente insidioso e difficile da individuare.

Rapporti con le altre divinità

L'approccio peculiare alla condizione umana differenzia notevolmente l'adepto di Azatoth a qualsiasi altro seguace della Tenebra, tipicamente portatore di visioni più individualistiche e/o ascetiche.

Yog-Shoggoth

Persino il culto di Yog-Shoggoth, i cui Runihura rappresentano forse ciò che più si avvicina al Sekhmet di Azatoth, si differenzia notevolmente da una simile filosofia, perseguendo una disciplina edonistica finalizzata al potenziamento personale che il seguace del Caos Primitivo non può che rigettare: la sua ambizione non è infatti perfezionare la propria condizione, ma spogliarsi di ogni umanità per avvicinarsi all'essenza caotica pre-umana, considerata una condizione di verità cosmica non filtrata dall’illusione della ragione o dell’ego.

Shub-Niggurath

Il rapporto tra i seguaci di Azatoth e quelli di Shub-Niggurath è segnato da una tensione teologica profonda, più che da un’aperta ostilità. Storici e teologi delle Tenebre concordano nel ritenere le due divinità complementari, espressioni divergenti della medesima energia primordiale: Shub-Niggurath incarna il caos che ha accettato di farsi struttura, generazione e ciclo, divenendo principio ordinatore di vita e morte; Azatoth rappresenta invece ciò che di quella stessa energia ha rifiutato ogni mediazione, restando non-forma, non-legge e non-finalità. Questa distinzione si riflette inevitabilmente nei rispettivi culti. I seguaci di Shub-Niggurath, pur operando nelle Tenebre, riconoscono valore alla continuità cosmica, alla discendenza divina e a un ordine oscuro che regola l’esistenza; i Sekhmet di Azatoth guardano a tale visione come a una limitazione, una traduzione imperfetta del Caos originario in schemi comprensibili e quindi, per definizione, incompleti. Ne consegue un rapporto generalmente privo di conflitto diretto, ma segnato da reciproca diffidenza: laddove il culto di Shub vede in Azatoth una forza necessaria ma destabilizzante, quello di Azatoth considera Shub-Niggurath una manifestazione parziale, un Caos che ha già ceduto alla tentazione dell’Ordine. In termini pratici, ciò rende possibili contatti e collaborazioni episodiche tra i due culti, ma impedisce una reale convergenza dottrinale, poiché i loro obiettivi ultimi rimangono scarsamente conciliabili.

Shasda

Il culto di Shasda, Regina delle Ombre e dell'Oblio, esorta l'adepto a dimenticare la ragione e la fede in favore dell’esaltazione dell’istinto e del soddisfacimento dei propri bisogni, promuovendo l’individualità umana, l’egoismo, la ricerca sfrenata di vizio, piacere e vantaggio personale. Tali valori edonistici, che celebrano l’appagamento dei sensi e l’esaltazione dell’ego, sono antitetici alla via ascetica-cosmica di Azatoth: l'adepto del Caos Primitivo rigetta infatti l’autoindulgenza e il culto di sé, poiché mira a spogliarsi di ogni umanità anziché esaltarne i desideri illusori filtrati dall’ego.

Gargutz

Allo stesso modo, l’adepto di Azatoth non condivide gli intenti del culto di Gargutz, l’Antico Ingannatore. Questa divinità oscura è divenuta patrona di segreti e inganni, protettrice di usurai, ladri e truffatori, e il suo culto iniziatico, simile a una società segreta, prospera nelle città facendo leva su avidità e intrigo. La stretta collaborazione tra le sette di Gargutz e Shasda nei bassifondi urbani rivela un pragmatismo reciproco volto al tornaconto materiale e al potere personale tramite raggiri e corruzione. Un tale cinismo utilitaristico risulta vano per il devoto di Azatoth: il suo cammino spirituale verso il Caos primordiale trascende complotti e brame terrene, considerate distrazioni effimere prive di valore dinanzi alla verità cosmica a cui aspira. Nonostante questo, non è raro che un Sekhmet di Azatoth si trovi costretto a rivolgersi agli adepti di Gargutz per necessità contingenti. In territori in cui la presenza della Chiesa della Luce o dell’Inquisizione è particolarmente pervasiva, le reti clandestine, i rifugi e le vie di fuga controllate dai seguaci dell’Ingannatore rappresentano spesso l’unica possibilità di sopravvivenza. In tali frangenti, il rapporto tra i due culti assume una forma puramente strumentale: l’adepto di Azatoth tollera l’intrigo e la menzogna come mali necessari, mentre quello di Gargutz offre protezione, alleati o anonimato in cambio di favori o informazioni. Questa collaborazione, sempre fragile e priva di fiducia reciproca, non implica alcuna convergenza dottrinale ma rappresenta l'ennesima testimonianza di come, anche in presenza di percorsi spiritualmente inconciliabili, gli adepti della Tenebra possano comunque trovarsi nella necessità di dover collaborare per esigenze di sopravvivenza.

Rapporti con la Magia

Nel quadro dottrinale del culto di Azatoth, la ricerca magica occupa una posizione di particolare interesse: gli individui dotati di Yoki non sono apprezzati in quanto detentori di potere in senso utilitaristico, ma perché considerati naturalmente più prossimi al Caos Primitivo rispetto agli altri esseri umani. La magia, e in particolare lo Yoki, è infatti interpretata dai Sekhmet di Azatoth come una manifestazione residuale dell’energia originaria, una forza che precede e in parte elude i processi di ordinamento cosmico imposti dalla Luce e dalle divinità strutturanti. Per questo motivo, l’adepto di Azatoth guarda al mago non come a un alleato ideologico, ma come a un interlocutore privilegiato, possibile tramite verso forme di conoscenza e di esperienza più antiche e meno filtrate dalla razionalità umana.

Il rapporto resta tuttavia prudente e ambiguo: mentre il ricercatore di magia vede lo Yoki come uno strumento da dominare, perfezionare o incanalare, il Sekhmet del Caos Primitivo rigetta qualsiasi approccio volto al controllo sistematico della magia, considerandolo un’ennesima declinazione dell’Ordine. Ciò che egli ricerca nello Yoki non è l'efficacia né la padronanza, bensì la sua instabilità intrinseca, la capacità di alterare la percezione, la coscienza e i confini dell’identità. In questo senso, alcuni stregoni particolarmente inclini alla sperimentazione estrema, allo studio di tradizioni arcaiche o alla contaminazione con elementi demoniaci possono incrociare il cammino degli adepti di Azatoth. Tali interazioni non danno quasi mai origine a collaborazioni durature, ma possono determinare punti di contatto temporanei, nei quali lo Yoki diviene strumento di regressione consapevole e mezzo per avvicinarsi a quella condizione pre-ordinata che il culto di Azatoth considera l’unica autentica verità cosmica.

Simbologia e Iconografia

La simbologia legata ad Azatoth rifugge la rappresentazione ordinata e riconoscibile, privilegiando forme incomplete, distorte o deformi.

Titoli e appellativi

Il Caos Primitivo, Il Primitivo, Il Primigenio, Il Primordiale, lo Sterminatore

Animali

Lupo grigio, istrice, formichiere, varano, vespa, formicaleone

Pietre e Minerali

Basalto, Pietra lavica, Antracite

Oggetti

Artigli rituali, lame grezze (spesso scheggiate, seghettate e/o prive di impugnatura), obelischi

Colori

Nero opaco, Grigio cenere, Rosso spento

Piante

Ortica, Cuscuta, Vischio

Voci correlate

  • Melodia della Creazione. Armonia cosmica originaria intonata da Harkel su volere di Pyros, poi corrotta dall’intervento di Azatoth.
  • Prima delle Estàti. Evento ancestrale in cui Pyros sconfigge il padre Shub-Niggurath e scaccia i Demoni dal Continente, consegnandolo nelle mani delle Tre Stirpi.
  • Shub-Niggurath. Antico Dio della Morte e dell’Eternità, padre di Azatoth secondo le leggende e contrapposto al Caos Primitivo come principio di un ordine oscuro.
  • Yog-Shoggoth. Divinità delle Tenebre legata alla distruzione e all’orgoglio solitario il cui culto, attraverso l'operato dei Runihura, ambisce alla perfezione individuale.
  • Morgoblath. Divinità oscura il cui culto si fonda sulla mortificazione della carne e sulla necromanzia.
  • Sekhmet. Termine generico per indicare gli adepti dei culti delle Tenebre; i seguaci di Azatoth rientrano in questa categoria, pur distinguendosi per la loro dottrina peculiare.
Creata il 09/02/2016 da DarkAngel (1405 voci inserite). Ultima modifica il 19/01/2026.
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