Apro gli occhi, sopra di me il cielo buio, nuvole basse, qualche goccia cade dalle chiome degli alberi che incombono sullo sconnesso… TUM! molto sconnesso… sentiero che stiamo percorrendo.
Non sono solo, c'è il gomito di qualcuno che mi preme sul fianco, siamo uno sopra l'altro.
Per gli Dei… questa è Benson.
Riesco a ruotare il collo e incrocio lo sguardo di Holger, anche lui sta riprendendo i sensi… cerco di tirare su il collo, siamo in quattro legati su questo carretto, tutti e quattro.
Il mio pensiero va ai cani. Ricordo di averli sentiti abbaiare, è l'ultima cosa che ricordo prima che… quale oscura diavoleria devono averci fatto, per riuscire a catturarci così, senza colpo ferire?
Li sento parlare, scorgo le loro ombre, sono almeno in quattro: uno è seduto a cassetta, gli altri tre camminano ai fianchi del carretto. Ah… e ci sono altre due persone, poco avanti, a cavallo. Un uomo e una donna. Stanno parlottando tra loro.
"Non arriveremo alla Ramificazione prima che ci raggiungano" dichiara la donna, accarezzando le piume di un corvo che le si è posato sulla spalla.
"Ne siete sicura?" chiede l'uomo che procede a cavallo accanto a lei.
"Non fare domande stupide, Erech" risponde lei con sufficienza. "Quel tuo Miasma magico deve aver attirato l'attenzione al villaggio"
"Ma non hanno…"
"Nascondiamoci agli Stagni Spinosi, vediamo che fanno"
L'uomo sospira e fa cenno al tizio a cassetta.
Avanziamo lentamente, il carretto ci sballotta ad ogni buca, ad ogni radice lungo questo sentiero bensoniano nel bosco. Guardo Holger, improvvisamente consapevole del mio "regalo di compleanno", il bel pugnale che mi ha regalato Mary pregandomi di tenerlo sempre con me. E' nello stivale. Io non ci arrivo, ma forse Holger…
Gli faccio segno con gli occhi, ci mette un po' a capire, ma ecco che si rotola abbastanza sul fianco, gli avvicino il piede, sento che prova a allungarsi. E' cauto, approfitta di ogni buca per non dare l'impressione ai nostri rapitori di avere un intento minaccioso. Ed ecco che lo prende, lo riesce a sfilare. Bravo Holger.
Mi passa la lama, adagio. Io inizio a segare la corda che gli lega le mani. Ecco, sono libere, passo il pugnale a lui che inizia a fare lostesso con…
"Cosa caz…" dice il tizio al lato del carro, "e quello dove l'hai preso??…"
Holger è veloce. Benché abbia ancora i piedi legati si volta di scatto sollevando il tronco, si allunga e sferra un colpo violentissimo alla gola dello sconosciuto. Uno zampillo di sangue e il malcapitato cade a terra come morto.
Il carro si ferma, in un momento tutti sono addosso a Holger, lo prendono e lo sbattono giù. Uno di loro gli strappa il pugnale di mano e gli taglia la gola.
"Chi vi ha autorizzato a ucciderlo."
E' la donna, che si avvicina alla scena a cavallo, mentre il suo corvo si alza in volo con uno grido roco.
"Mia signora io… quel bastardo ha ammazzato Seth…"
"Idiota. Piuttosto non vedi che quest'altro si è sciolto? Pensa a sistemarlo", indica me con una mano guantata, non so neanche come abbia fatto ad accorgersene, con questo buio. L'altro ubbidisce a testa bassa. La donna sprona e torna avanti.
"Hai fatto incazzare Lady Dunklemantel" sussurra un altro scagnozzo mentre mi lega di nuovo i polsi, stavolta molto molto stretto. "Povero te…"
Procediamo mestamente fino a una diramazione, un sentiero stretto e quasi invisibile che si introduce nel bosco. La donna ordina a un paio di scagnozzi di lasciare un po' di tracce più avanti, dopodiché il lento carretto inizia ad avanzare in quello che è quasi un fuoripista.
Sento che Roger tossisce, si sta svegliando solo ora. Apre gli occhi confuso, gli faccio cenno di tacere. Marlin non ha ancora ripreso i sensi, accanto alla sua bocca socchiusa c'è una schiuma verdastra, respira a malapena.
Dopo un tempo che sembra infinito arriviamo ad una radura, dove si scorgono le sagome nere di edifici. Una fattoria mezza abbandonata, sembrerebbe. Il carretto si ferma.
"Adesso che cosa facciamo, Milady?" chiede Erech, quello che a quanto pare è un Mago. "Riprendiamo le vostre cose? Proviamo a proseguire?"
Lei scuote il capo.
"Ci appostiamo oltre gli Stagni, aspettiamo. Vediamo cosa fanno"
Abbandonano il carro nei pressi di uno degli edifici, al lato di una tenda scura e di tracce di recente accampamento. Ci tirano giù senza tanti complimenti, anche Marlin riapre gli occhi adesso, annaspa senza capire. Roger piange sommessamente.
Ci trascinano nella boscaglia, in un punto di leggera altura al lato di quello che sembrerebbe un acquitrino.
"Chiudi la bocca ai prigionieri", ordina poi Milady ad Erech, che prende delle bende e ce le lega strette sul viso. Anche a Marlin, che rantola e prova a respirare disperatamente dal naso, col terrore nello sguardo.
Aspettiamo. Silenziosamente.
D'un tratto si sente battito d'ali e il grande corvo torna a planare dolcemente sul braccio della donna, lei lo accarezza.
"Stanno arrivando" sussurra poi. "Non fate nulla, se non al mio ordine".
"Milady, le mie energie magiche sono deboli adesso..." si lamenta Erech. "Non posso far molto..."
"Dovrai fare abbastanza, Erech. Confida nella Notte e nella tua forza di Volontà". Poi fa una breve pausa. "Ma solo e soltanto se te lo ordino io."
Si rivolge quindi ai tre scagnozzi superstiti. "Caricate le balestre, da qui è un tiro semplice. Ma non tirate, aspettate il mio comando".
Apettiamo.
Il tempo passa, i minuti scorrono, il bosco tutto intorno a noi sembra trattenere il fiato. Lady Dunklemantel accarezza le piume nere del corvo.
Poi li sentiamo. Fruscii in avvicinamento, il chiarore di torce, voci.
Parlano piano, ma nel silenzio della notte riconosco, con una stretta al cuore, la voce di Mary.
"Fate silenzio" sussurra mia moglie. "Le tracce portano in questa radura"
Passi, una torcia sul limitare del bosco. "Ci sono edifici, una fattoria abbandonata..." dice qualcun altro, un uomo che non conosco. "Serve un'avanscoperta", e la voce di Mary è appena un soffio.
Vedo Riotel, il più bravo dei nostri uomini, insieme a un giovane che non conosco. Si muovono furtivi, agili, inconsapevoli di trovarsi a poche decine di metri da noi. Raggiungono il carro abbandonato, tornano a riferire agli altri.
"Devono aver proseguito a piedi"
"Ehi guardate, qui ci sono resti di un campo!"
Scorgo l'insolita sagoma di un Nano, che con una voce un po' più forte degli altri dichiara "Alette di pollo e formaggio!"
Mary si guarda intorno, sento un'ondata di calore quando il suo bel viso si volta nella nostra direzione, scrutando nell'oscurità.
Inspiro piano, profondamente, pregando in cuor mio. Sento le balestre degli scagnozzi tendersi, stanno mirando proprio lei. Il mago ha preso in mano qualcosa e guarda Lady Dunklemantel in attesa.
Vattene via, Mary… ti prego… va via…
"Guardate che strana roba c'è in questa tenda!" esclama una voce che non riconosco. "Un pettine? Uno specchio? Ma che è questo, del profumo?"
"Non ne ho idea, ma non mi piace per niente" dice un altro, più minuto, che si affianca a Mary e scruta nella stessa direzione, proprio verso di noi. Avverto il Mago accanto a me trasalire, ma Milady gli fa un cenno imperioso con la mano.
"Proseguiamo!" dice quello più alto, un'altra voce che non riconosco, "non possono essere lontani!"
"Giusto!" dice Riotel, e poi però guarda Mary, che scuote lentamente il capo.
"No, non possiamo" sospira Mary.
"Ma come… dobbiamo raggiungerli!" insiste quello più piccolino accanto a lei, una voce davvero molto giovane. "Non vorrete abbandonare le guardie rapite!"
Lady Dunklemantel fissa a lungo mia moglie, il corvo sulla sua spalla è immobile tanto da sembrare una statua di cera. La sua mano si alza, pronta a fare cenno. Aspetta. Tutti aspettano.
"No. Torniamo indietro" ribadisce Mary. "Ho delle responsabilità, questa ha tutta l'aria di una trappola".
Il giovane accanto a lei prova ad insistere ancora, ma lei lascia scorrere un'ultima volta il suo sguardo sulla tenebra che ci nasconde, poi si volta e torna indietro.
Respiro.
Arretrano cautamente, guardandosi le spalle. Mary scompare tra gli alberi insieme a tutti gli altri. Lady Dunklemantel abbassa la mano, il corvo spicca il volo.
Restiamo in silenzio, in attesa che Mary e gli altri si allontanino abbastanza.
"Quasi quasi penso che ci siamo lasciati sfuggire un'occasione" commenta poi Erech, "se li avessimo attaccati… invece di tre ne catturavamo più del doppio… e anche una donna! Sarebbero stati riconoscenti a Sklaverei!"
Lady Dunklemantel lo fulmina con un'occhiata.
"Ripartiamo, all'alba dobbiamo essere alla Ramificazione".
Erech abbassa il capo e fa cenno agli scagnozzi di andare a riprendere il carro.
Sklaverei, adesso conosco la nostra destinazione. E invidio il povero Holger che è riuscito a farsi ammazzare prima.























