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creato il: 22/01/2026
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7 settembre 516
Giovedì 5 Febbraio 2026
La libertà oltre la gabbia
Mia cara Margethre,
Principessa dei Popoli Antichi, splendente Imperatrice Shanti, mi rivolgo a te col cuore colmo di umile entusiasmo. Mentre sfioro con le dita il nome che hai tracciato su questo foglio, sento quel legame antico tornare dalle profondità della terra, riemergere rinforzato dalla carezza delle radici del nostro ciliegio. E subito vieni da me, come in una sera d'inverno, a ricordare gli inverni delle favole in cui si visse insieme senza saperlo.
Percorrendo insieme i sentieri nel bosco, inseguendo le fiabe, attraversando le soglie nascoste delle antiche tombe sepolte, a sfiorare le dita ossute di remoti principi e stregoni.
"E' solo pietra" scherzavi, eppure... eppure... la pietra era tiepida al nostro tocco, la terra soffice, la nebbia un velo discreto che celava e svelava i nostri segreti. Ti ricordi?
Margethre cara, inanellata mia sposa con lo scarabeo di lapislazuli alla tua mano, per sempre in ogni sogno.
Mai siamo usciti alla luce del giorno, camminando assieme tra la gente, tu al mio fianco, io al tuo fianco. Eppure innumerevoli volte abbiamo percorso le soglie nascoste di mondi immaginari, lungo le vie tracciate dai libri e dalla nostra fantasia. Cos'è la vita se non questo?
Potrei scriverti, non oso. Potrei dirti che saperti libera, nuovamente vedova, nuovamente sola, mi risveglia nel cuore irragionevoli speranze. Ma ecco che questi uccellini con il loro malinconico canto ricordano che è nelle favole la nostra vita, mentre prigioniero è il corpo, e debole, e malato.
Stanotte, stanotte? Stanotte quell'anello sarà di nuovo tra le tue mani. La terra, l'umidità e il tempo nulla possono contro l'oro più puro. Uguale ad allora, come in quella notte, scintillante e perfetto. Lo indosserai? Sarai ancora una volta la mia unica sposa?
Quei bravi giovani si preoccupavano del valore commerciale dell'anello, del valore che esso potrebbe avere davanti al mondo. Vuoi che non ne sia consapevole? Come credono che i miei antenati abbiano acquistato queste terre, costruito questa fattoria? Conoscevano le vie dei sepolcri, oltrepassavano le soglie del tempo passato, riportavano alla luce quei tesori che l'eternità non è in grado di corrompere. E niente oggi mi fa più felice che saperti al sicuro, protetta da quel dono antico, come se quell'oro potesse proteggerti dalle avversità alla maniera che io non ho potuto fare, qui in gabbia, lontano.
Sognami, stanotte. Vieni a visitarmi in sogno, principessa. Ti aspetto sul limitare della notte, nell'aria profumata, come sempre.
Principessa dei Popoli Antichi, splendente Imperatrice Shanti, mi rivolgo a te col cuore colmo di umile entusiasmo. Mentre sfioro con le dita il nome che hai tracciato su questo foglio, sento quel legame antico tornare dalle profondità della terra, riemergere rinforzato dalla carezza delle radici del nostro ciliegio. E subito vieni da me, come in una sera d'inverno, a ricordare gli inverni delle favole in cui si visse insieme senza saperlo.
Percorrendo insieme i sentieri nel bosco, inseguendo le fiabe, attraversando le soglie nascoste delle antiche tombe sepolte, a sfiorare le dita ossute di remoti principi e stregoni.
"E' solo pietra" scherzavi, eppure... eppure... la pietra era tiepida al nostro tocco, la terra soffice, la nebbia un velo discreto che celava e svelava i nostri segreti. Ti ricordi?
Margethre cara, inanellata mia sposa con lo scarabeo di lapislazuli alla tua mano, per sempre in ogni sogno.
Mai siamo usciti alla luce del giorno, camminando assieme tra la gente, tu al mio fianco, io al tuo fianco. Eppure innumerevoli volte abbiamo percorso le soglie nascoste di mondi immaginari, lungo le vie tracciate dai libri e dalla nostra fantasia. Cos'è la vita se non questo?
Potrei scriverti, non oso. Potrei dirti che saperti libera, nuovamente vedova, nuovamente sola, mi risveglia nel cuore irragionevoli speranze. Ma ecco che questi uccellini con il loro malinconico canto ricordano che è nelle favole la nostra vita, mentre prigioniero è il corpo, e debole, e malato.
Stanotte, stanotte? Stanotte quell'anello sarà di nuovo tra le tue mani. La terra, l'umidità e il tempo nulla possono contro l'oro più puro. Uguale ad allora, come in quella notte, scintillante e perfetto. Lo indosserai? Sarai ancora una volta la mia unica sposa?
Quei bravi giovani si preoccupavano del valore commerciale dell'anello, del valore che esso potrebbe avere davanti al mondo. Vuoi che non ne sia consapevole? Come credono che i miei antenati abbiano acquistato queste terre, costruito questa fattoria? Conoscevano le vie dei sepolcri, oltrepassavano le soglie del tempo passato, riportavano alla luce quei tesori che l'eternità non è in grado di corrompere. E niente oggi mi fa più felice che saperti al sicuro, protetta da quel dono antico, come se quell'oro potesse proteggerti dalle avversità alla maniera che io non ho potuto fare, qui in gabbia, lontano.
Sognami, stanotte. Vieni a visitarmi in sogno, principessa. Ti aspetto sul limitare della notte, nell'aria profumata, come sempre.





















