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8 ottobre 516
Venerdì 5 Giugno 2026
Chiedere aiuto
E dunque gli Dèi esistono. Sembra proprio di sì. E ci guardano con compassione e misericordia. Lei lo chiama "Il Misericordioso". Chissà perché lo fanno? Perché siamo buoni? Perché siamo giusti? Non l'ho mai capito tanto bene e so che ci sono tante obiezioni a questo discorso. A noi insegnano troppo poche cose forse. A Makan non ho avuto una buona educazione religiosa, devo ammetterlo. Forse l'abbiamo fatta un po' facile noi Nani. Ilmarinen, grande Forgiatore, ci ha dato esempi e modelli, ma poi ci ha imposto di cavarcela da soli. E comunque sappiamo che ci guarda con stima, perché da secoli facciamo ciò che deve essere fatto da noi Nani, ce l'abbiamo scolpito nella pietra del nostro cuore: il lavoro, la dedizione, il costruire, l'ergere un mondo di solenne bellezza, senza eccedere nell'orgoglio e senza chiedere aiuto. Così sono stati i migliori tra i grandi Padri dei Nani, non certo osti e tavernieri o strimpellatori di note come me, ma possenti guerrieri e Re di immensi Dominii.
Eppure la fragile Audra, che non pare di certo un eroe plasmato al fuoco della Forgia, chiede sempre aiuto, e lo fa con una voce così mite e sicura che capisco perché il Misericordioso suo sempre l'accontenti e la rivesta di miracoli. Forse anche io che non sono un Nano come gli altri, e tutti me lo hanno sempre sputato in faccia, forse anche io dovrei chiedere aiuto, forse io, strimpellatore e cantante, assomiglio più alla piccola Audra che al grande Dor, figlio di Krinn, che allo sfortunato e glorioso Bukùk, che al saggio Ordon, figlio di Dor...
E comunque Yak capisce poco di quella ragazza: le ha chiesto del "procedimento" con il quale avrebbe curato la ferita di Martin. Ma quale procedimento, giovane Yak? Né forza, né intelligenza, spiace dirlo a te e a tutti i figli di Krinn: solo fede, debolezza e amore disinteressato per tutto ciò che respira. Spero proprio che si intendano un giorno. Tutti questi viaggetti e avventure cementeranno, confido, un'amicizia, da cui può nascere qualcosa. Lo so che questo è il segreto intendimento di Lady Olivia, l'ho capito benissimo, signora mia. Non sfuggono le tue trame affettuose all'occhio di Naar! Sono diversissimi e lui guarda altrove, tutto perso nei segreti della sua "arte occulta". Ma anche i grandi stregoni sentono il richiamo dell'amore. Vedi quel furbacchione di Belloq. Sono diversi ma si riconosceranno.
"Siamo incompatibili". "Parliamo due lingue diverse".
Anche tu lo hai detto a me, per cacciarmi lontano. E tante volte, per farmene una ragione, ci ho creduto, lo sai? Con quei tuoi occhi duri di giada. Ma forse volevi salvarmi dal mio clan, da Tanad Morghas, soprattutto da te, dalla tua debolezza, incapace di chiedere aiuto...
Dodici monete di bronzo ho racimolato sulla sponda del lago, per quattro accordi ripetuti all'infinito nell'ebbrezza, per suonare una protesta contro le mura troppo strette, i soffitti troppo bassi, le case senza finestre, le spalle con cui mi hai nascosto le tue lacrime.
Eppure la fragile Audra, che non pare di certo un eroe plasmato al fuoco della Forgia, chiede sempre aiuto, e lo fa con una voce così mite e sicura che capisco perché il Misericordioso suo sempre l'accontenti e la rivesta di miracoli. Forse anche io che non sono un Nano come gli altri, e tutti me lo hanno sempre sputato in faccia, forse anche io dovrei chiedere aiuto, forse io, strimpellatore e cantante, assomiglio più alla piccola Audra che al grande Dor, figlio di Krinn, che allo sfortunato e glorioso Bukùk, che al saggio Ordon, figlio di Dor...
E comunque Yak capisce poco di quella ragazza: le ha chiesto del "procedimento" con il quale avrebbe curato la ferita di Martin. Ma quale procedimento, giovane Yak? Né forza, né intelligenza, spiace dirlo a te e a tutti i figli di Krinn: solo fede, debolezza e amore disinteressato per tutto ciò che respira. Spero proprio che si intendano un giorno. Tutti questi viaggetti e avventure cementeranno, confido, un'amicizia, da cui può nascere qualcosa. Lo so che questo è il segreto intendimento di Lady Olivia, l'ho capito benissimo, signora mia. Non sfuggono le tue trame affettuose all'occhio di Naar! Sono diversissimi e lui guarda altrove, tutto perso nei segreti della sua "arte occulta". Ma anche i grandi stregoni sentono il richiamo dell'amore. Vedi quel furbacchione di Belloq. Sono diversi ma si riconosceranno.
"Siamo incompatibili". "Parliamo due lingue diverse".
Anche tu lo hai detto a me, per cacciarmi lontano. E tante volte, per farmene una ragione, ci ho creduto, lo sai? Con quei tuoi occhi duri di giada. Ma forse volevi salvarmi dal mio clan, da Tanad Morghas, soprattutto da te, dalla tua debolezza, incapace di chiedere aiuto...
Dodici monete di bronzo ho racimolato sulla sponda del lago, per quattro accordi ripetuti all'infinito nell'ebbrezza, per suonare una protesta contro le mura troppo strette, i soffitti troppo bassi, le case senza finestre, le spalle con cui mi hai nascosto le tue lacrime.
23 settembre 516
Venerdì 17 Aprile 2026
Batticuore
Corro dietro a Martin...corro contro questa strega assassina.
Mi ha rivolto uno sguardo strano. Come se avessi fatto qualcosa di male.
Ci penso...
E forse rallento. Non voglio. Devo correre ancora. Devo raggiungerla. Devo sbatterle in testa il martello.
Ma ho ucciso. Ho già ucciso un uomo.
Forse quello diceva lo sguardo. Ma mi braccava. Mi voleva morto. Era cattivo e blasfemo.
Eppure mi ha guardato così Martin. Con un po' di stupore. Forse era troppo. O perché serviva vivo. O perché era già sconfitto. Il Roscio.
Ma in pochi istanti...non ho pensato.
Ora corro contro la strega sacrilega. Ma rallento. Lo vedo.
Non è l'affanno. È il pensiero.
Sono nervoso. Sono violento.
Ma è perché tu non ci sei, occhio di giada. Perché il silenzio ti avvolge come una nebbia. Perché non c'è cuore di latta o di prezioso metallo sgargiante che possa esserti donato. Perché non c'è luce nella tua grotta e perché cieco deve essere il mio occhio.
Svuota la mente e corri. Spegni la furia. Pentiti dell'osso spezzato.
Ma il cuore? Il cuore fondilo e fanne un soldo d'oro.
3 settembre 516
Lunedì 19 Gennaio 2026
Cave
No...non erano cave di Nani.
Ma perché allora il cuore batteva a mille? Come sette martelli, sette martelli all'unisono sull'ascia rovente del mio petto.
Cave di tassi. E la voce debole di quella povera signora. Le voci ovattate di Martin, di Yak, di Finn e della ragazza forestiera, che sta proprio accanto a me. E pare così lontana.
"Sono cave di tassi, non cave di Nani". Lo so che lo ripeto per me stesso.
Poi è tornato Martin, il giovane amico mio, sia benedetto lui e il santo nome di Ilmarinen, con le brache sdrucite da graffioni di bestia. E insieme torna il sorriso, perché l'anziana signora è viva, perché ce la siamo cavata, perché camperemo un altro giorno e forse un altro giorno ancora, perché scorrerà il sidro una buona volta e, per questo, dobbiamo essere felici!





















