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« Si sta risvegliando il corpo, ma si è addormentato il cervello »
- Vodan Thorn -
 
Vodan Thorn
Tempi Cupi
Vodan Thorn
Mai fidarsi di un cuoco magro.
creato il: 08/02/2013   messaggi totali: 22   commenti totali: 28
50845 visite dal 08/02/2013 (ultima visita il 20/01/2020, 13:02)
1 Luglio 517
Martedì 5 Gennaio 2016

Prima Base



Eccoti di nuovo, amica mia: finalmente riusciamo a scambiare due parole come ai vecchi tempi.

Certo, non sei neanche lontanamente bella come la prima volta che ti vidi, quando le sapienti mani di Branna disegnarono le tue forme sinuose e sconosciute sul retro di una pergamena ingiallita. Ricordo lo stupore con cui osservavo quel carboncino muoversi velocemente, mentre la Morte prendeva vita sotto di lui.

Ti piace?

Cazzo, se mi piaceva: così tanto che di lì a poco quel disegno me lo ritrovai sulla schiena. Ma soprattutto, mi piaceva lei. A volte mi chiedo cosa sarebbe successo se quella notte, invece di riprodurre le tue vesti, Branna avesse disegnato un topo con una carota nel culo: me lo sarei tatuato lo stesso? No, probabilmente no. La verità è che fu amore a prima vista: in qualche modo la tua figura in quel disegno mi rappresentava, era già parte di me prima ancora di essere impressa per sempre dagli aghi.

Quella notte stessa sognai la Figlia delle Ombre, o almeno credo che fosse lei. L'avevo vista una volta sola, da molto lontano: esile e incappucciata, proprio come te. Quando chiesi a Branna se si fosse ispirata a lei per disegnarti, scosse la testa. Cominciò a parlare, mi raccontò la storia di Morrigan e della sua trina incarnazione. Non capivo una parola, inutile dirlo: eppure riuscivo lo stesso a seguirla, mi bastava guardarla negli occhi e vederli brillare mentre descriveva i miti e le leggende con cui era cresciuta. Tu, la Signora della Vita e della Morte, eri la sua preferita: una condottiera invincibile e fiera, fonte di ispirazione per i più forti tra i guerrieri di tutti i Clan. Mi spiegò che i popoli del Continente, incapaci di comprenderne le molteplici sfaccettature, avevano volutamente distorto la tua figura attribuendole un ruolo esclusivamente malvagio: l'incarnazione vivente di Shub Nagath Elemnai, Dio della Morte e Signore dei Demoni, venerato solo dagli eretici più empi e blasfemi.

Shub Niggurath.

Tale, dunque, è il volto che ti hanno dato da queste parti: una lancia che spunta da un altare sconsacrato, con la testa rinsecchita di un povero stronzo conficcata sulla punta. Perdonami, ma mi sembra assai più simile al topo con la carota nel culo che non all'effigie spettrale che porto sulla schiena. Questo simulacro non ti fa onore, amica mia: non c'è da stupirsi che la gente venga qui a fare tutt'altro.

Eppure ti è bastata una sola notte per ridare a questo luogo un senso di solennità. Da Tina ai Madrigali, dalle zoccole che sono sopravvissute ai carristi barzotti con la bombarda: tutti spacconi fino all'istante in cui devono varcare l'ingresso, poi improvvisamente il fiato e la baldanza vengono a mancare. E scende il silenzio.

Non che io faccia eccezione. Negli ultimi mesi ne ho viste tante, ma non posso negare di trovarmi di fronte all'operato di una forza superiore mentre osservo questa miriade di Kreepar che ti circondano come un mantello: ne basterebbero tre o quattro per fare a pezzi me e...

Ardee mi stringe la mano. E' tesa, ha paura: non penso che abbia idea del perché l'abbia portata qui. Probabilmente è il posto meno adatto di tutto il monastero per... A parte il cesso pieno di Kreepar dove sono crepati Cador e Lucano. Diciamo che è il posto peggiore tra quelli dove non si ha la certezza di morire divorati.

O almeno spero.

Mi guardo intorno: porca troia, quanti sono. Se soltanto qui ne sono arrivati centinaia, quanti saranno in tutto, nascosti sottoterra, nei cunicoli, lungo le strade? Diecimila, forse di più. Ardee segue il mio sguardo, senza dire una sola parola. Abbiamo parlato fin troppo, ora è il momento di starsene zitti ad ascoltare il silenzio assordante di questo posto. Non c'è dubbio, Signora della Morte: questa non può che essere una delle tue tante dimore, a dispetto di quel macabro spaventapasseri che ti hanno dedicato.

Lo osservo ancora, poi guardo Ardee: lei fa lo stesso, poi mi annuisce. Chissà che cacchio pensa che siamo venuti a fare. Te lo spiego subito, caporalessa: stiamo per prenderci gioco di questa zucca vuota che fa finta di guardarci e vedere che succede. Come dicevano ad Elsenor? is cuma liom sa diabhal: alle ombre non frega un cazzo. Il che significa che la vecchia signora non dovrebbe aversene a male, se ho capito bene come funziona. Cosa di cui dubito, peraltro. Del resto, non vedo come potrebbe andare peggio di così: se i Kreepar scenderanno a mangiarci ce ne faremo una ragione, vorrà dire che entrambi riceveremo un encomio per ammazzato un soldato nemico. In caso contrario, almeno uno di noi si sarà divertito.

E di certo l'altro non può mettersi a urlare.

Ma poi, perché mai dovresti? Sei pure più vecchia di me, se penso a come sarai tra qualche anno dovrei essere io a urlare.

Per fortuna nessuno di noi avrà mai modo di godersi la scena.

Il Bacio della Morte - Immagine
scritto da Vodan , 00:33 | permalink | markup wiki | commenti (0)