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- Bohemond D'Arlac -
 
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Bohemond D'Arlac
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20 Maggio 516
Martedì 11 Dicembre 2012

Rapporto a Sir Valdemar Stoltz, Capitano del Tempio del Valore Inesausto

Data ad Uryen, il 20 Maggio dell'anno 516.

Sir Valdemar,

La gravità delle circostanze mi impone di non dilungarmi in convenevoli. Vi riferirò con questa mia della situazione del Corno del Tramonto e dell’Altopiano del Tuono; del diffondersi del Morbo dei Risvegliati; della stato della Chiesa.

In febbraio ho raggiunto Uryen, dove mi sono arruolato nell’Esercito come ausiliario irregolare. L’occupazione militare ha riportato un po’ di ordine in una terra che non si è affatto ripresa dalle devastazioni della Guerra delle Lande, ma tra gli stessi soldati del Burgravio serpeggiano corruzione e malcostume. Il porto di Uryen in particolare è un gorgo di prostituzione e ruberie, con ufficiali che gozzovigliano con gli aiuti destinati ai profughi dei Campi di Sventura. Alcuni di questi stessi ufficiali non si fanno scrupolo di avviare i prigionieri di guerra, ridotti in schiavitù, ad arene improvvisate dove hanno luogo spettacoli immondi e sanguinosi.

Nelle campagne dell’Anterlig la situazione è migliore, ma non è infrequente imbattersi in sbandati e disertori che si sostentano con il banditismo a danno di viandanti e contadini. La minaccia Nordra poi è sempre presente, e in particolare le Falesie degli Orchi sono tutt’ora infestate da questi barbari predoni.

Ciò che però più mi preme riferirvi è il propagarsi inarrestabile, lungo entrambe le sponde del Traunne, di una spaventosa maledizione. Qui la chiamano in molti modi: Rabbia Pestilente, Morte che Cammina, Morbo dei Risvegliati. Sono stato testimone diretto dei suoi effetti, e quanto sto per raccontarvi non è semplicemente il frutto di dicerie e superstizioni, ma una verità che ho sperimentato in prima persona. Vi prego di credere alle mie parole, poiché è di fondamentale importanza che la Chiesa a sud dell’Halsbandseel conosca la natura e l’entità di questo mortale pericolo.

Chi cade vittima del Morbo è consumato da febbri violentissime che non lasciano scampo alcuno. La morte sopraggiunge inesorabile, sempre, e in breve tempo le spoglie dei caduti si rialzano, animate da volontà diabolica, e si scagliano contro i vivi. Vi assicuro che si tratta di veri e propri cadaveri, spesso orribilmente mutilati, talvolta decomposti fino a far mostra delle ossa, e che è assai difficoltoso abbatterli. L’unico modo che abbiamo sperimentato con successo è spiccare o fracassare il cranio di questi mostri, che solo a quel punto tornano inerti. Ne ho affrontati molti in questi mesi, e con immutata riluttanza: non riesco ancora ad abituarmi al loro aspetto ripugnante, né al tanfo di putrefazione che si portano dietro, ma soprattutto so che non posso permettermi distrazione alcuna, poiché un singolo morso di questi abomini, non importa quanto superficiale, è sufficiente a trasmettere l'infezione.

Servendo sotto il comando del Capitano Marvin Barun ho ricevuto incarico di investigare sul diffondersi di questo Male, e vi riassumo quanto ho appreso. Il Capitano tiene in gran conto un medico bensoniano, qui noto come Luger, che appare anche assai esperto di arti occulte, e che è di fatto un prigioniero. Questo Luger ci ha mostrato come a diffondere il Morbo contribuiscano delle minuscole larve nere, presenti nella bocca e talvolta negli artigli dei Risvegliati, che vanno ad infestare le ferite che essi infliggono. Egli ha avuto modo di appurare che le larve stesse siano tecnicamente morte sebbene animate. Altre creature, simili a gigantesche lumache e che pare abitino le profondità dei mari, veicolerebbero a loro volta il Morbo contagiando non già i vivi, ma i luoghi in cui si insediano. In particolare so per certo che agenti della Tenebra propiziano il diffondersi di questa orrenda piaga profanando antichi siti funebri e religiosi, come ad esempio il Cimitero di Cantor e le rovine del Bosco dei Mirtilli nell'Anterlig, di modo che questi si popolino delle viscide bestie. E' possibile riconsacrare i luoghi profanati, mondandoli dal Male e rendendoli di nuovo grati alla Luce, arginando così l'avanzare della Morte che Cammina...al solito, quello che affermo ho avuto modo di esperirlo con i miei stessi occhi.

Non tutti i Risvegliati sono uguali. I più sono lenti, sgraziati, stolidi, indeboliti dal pietoso stato delle loro carcasse. Alcuni però appaiono assai meglio conservati, e sono rapidi e infidi. Ce ne sono poi altri che possono dirsi pienamente tornati ad una vita innaturale, e questi sono certamente da considerarsi i più pericolosi, se è vero che possano addirittura essere capaci di poteri stregoneschi. Ve ne sono infine di mostruosamente grandi e forti, che potrebbero in qualche modo guidare le abiezioni a loro inferiori, poiché esser in loro presenza si dimostrano più consapevoli e astute. L'uccisione di questi “signori” tra i Risvegliati è sufficiente per paralizzare le creature soggette alla loro potestà e facilitarne dunque l'eliminazione. In tutti i casi non è sufficiente avere ragione di queste creature: le larve che brulicano dentro di esse possono infatti propagarsi nuovamente, ed è quindi necessario ardere i corpi finché non ne rimane che cenere.

Su indicazione di Luger ho preso contatti con un altro studioso, a piede libero, che suggerisce come la Morte che Cammina non vada ritenuta una malattia, quanto piuttosto una possessione demoniaca. A scatenare il flagello ci sarebbero forze antiche e innominabili, ridestate dagli abissi marini nel corso dell'assedio di Feith con la complicità di uno scriteriato praticante di magia oscura. Mi è stata fatta menzione di una cerchia di stregoni assai potenti, detti i Sette, che mentre leggete queste righe stanno conducendo impunemente le loro ricerche nella porzione nord-occidentale del Ducato di Feith, là dove il Morbo avrebbe avuto origine, approfittando del caos in cui sono sprofondate quelle terre. Non è chiaro se essi intendano arginare o favorire l'espandersi del Morbo, ma dobbiamo aspettarci il peggio. E, ahimè, non è tutto.

Secondo questa inquietante ricostruzione, su cui mi riprometto di concentrare le mie future investigazioni, le potenze diaboliche che si celano dietro alla Morte che Cammina sarebbero inoltre riuscite ad irretire taluni feudatari irredentisti, votatisi alla causa di un “redivivo” Paul Sallivan. Comprendo come sia per voi impossibile prestare fede ad un simile racconto, ma quando avrete letto del Signore di Ghaan e della sua guerra contro i Dominus lealisti dell'Altopiano del Tuono, confido che vorrete prendere in dovuta considerazione quanto vi sto riportando.

Sono stato inviato ad Angvard, oltre la sponda del Traunne, ultimo baluardo dei sudditi del Duca legittimo rimasto nell'Altopiano. La cittadella è assediata dall'esercito di Ghaan, e non solo da esso. Tra le fila degli irredentisti ci sono infatti adoratori della Tenebra che non temono affatto i Risvegliati, ma anzi li impiegano come arma di guerra. Come vi anticipavo, il Signore di Ghaan è a capo di questa congrega di blasfemi, e per sua mano la Sacra dei Difensori dello Scudo dell'Eroe è stata devastata. Yara Raleigh, unica superstite e ad oggi Guardiano del Tempio, ha vergato un resoconto dettagliato di ciò che è accaduto, e vi imploro di leggere quanto ella riporta con la massima sollecitudine. Questa nostra giovane consorella è l'unica candela rimasta a squarciare l'oscurità che opprime quella terra, e prego Dytros che vogliate far tutto ciò che in vostro potere affinchè non cessi di brillare. Non ho notizia di altri uomini di Chiesa scampati, in terra di Feith.

Vorrei potervi dire che qui nell'Anterlig i servitori della Luce abbiano avuto maggior fortuna. Diversi sacerdoti sono stati assassinati, da ultimo Padre Malcor di Dalian circa un mese fa. E' solo in virtù del suo lascito che siamo riusciti a bonificare una parte di Cantor, come vi ho accennato sopra, e sospetto che la mano che lo ha assassinato intendeva proprio impedirgli di portare a compimento questa impresa. Per il resto, il Priore di Dossler Padre Valon Treize, e la Sorella Custode di Dossler sono gli ultimi ecclesiastici di una certa influenza rimasti. Solo il primo posso dire di aver conosciuto, e mi è parso un degno servitore della Chiesa. Egli sapeva di me e della missione che mi avete affidato, presumo per vostra indicazione, ed è per suo tramite che questa missiva vi sarà consegnata. Vi è poi un altro sacerdote, Padre Engelhaft, che come me è giunto ad Uryen dal Ducato di Surok, e la cui missione non è poi così diversa dalla mia. Ho ritenuto, trovandomi ad un passo dalla morte, di rivelargli la mia identità e la natura del mio incarico, nella speranza che egli potesse scrivere a Voi queste righe.

Dytros ha deciso altrimenti, e fintanto che Egli riterrà di conservarmi in vita continuerò a narrarvi delle nefandezze che qui si consumano... e di quei coraggiosi che, rimasti soli innanzi alle fauci spalancate dell'Abisso, si votano alla morte pur di non consentire che esso divori ogni cosa.

Pregate per loro,

Bohemond D'Arlac


scritto da Bohemond , 00:47 | permalink | markup wiki | commenti (1)