Cerca nel Sito

NomeKeywordsDescrizioneSezioniVoci correlate

Forum di Myst

 
« Tu pensa che io sia come tuo nonno. »
- Padre Francesco -
 
Also starring...
Il blog dove anche i PNG hanno spazio per dire la loro!
Lucius Mahen
 
creato il: 03/08/2007   messaggi totali: 73   commenti totali: 80
166827 visite dal 03/08/2007 (ultima visita il 20/11/2019, 05:48)
12 settembre 516
Venerdì 25 Ottobre 2013

Stanotte



E così, dopo tutto, sembra che questa Guerra me la perderò.

Kailah mi sta dicendo di tenere duro, mentre fruga nel suo zaino alla ricerca di qualcosa... Probabilmente uno degli intrugli di Luger che sarò il primo a sperimentare e che non servirà a nulla. Dal giorno in cui questa maledetta storia è cominciata devo ancora vedere un poveraccio che sia sopravvissuto al morso di un infetto. Quante possibilità ho di essere il primo? Dicono che la speranza sia l'ultima a morire, ma è meglio non farsi troppe illusioni: mi resta ciò che rimane del giorno e, forse, una notte.

Stanotte.

Brian ha la testa bassa, scuote la testa. Non hai niente da rimproverarti, soldato, nè avevi modo di evitarlo. Forse, con quei tuoi fendenti disperati, hai evitato che la stessa cosa capitasse a Engelhaft o a Kailah. Una volta, quando combattevamo un'altra guerra, mi dicesti di aver perso la fede. Negli uomini, negli Dei... Forse è davvero così, o magari è soltanto sepolta sotto litri di sidro di quart'ordine o tra le vesti sgargianti di Kalina la Rovina insieme a quella di molti di noi.

Anche Mikhal, vedo, non ha una bella cera: sa che è a lui che spetterà il compito di avere pietà di me. Non preoccupatevi tenente, non ho intenzione di tornare a tormentarvi con gli occhi e la bocca cucita come quei mostriciattoli che vedevano a Holov. Però devo confessarvi che due mesi fa, se mi avessero detto che sarebbe toccato a voi, avrei rosicato. Non avete fatto una grande impressione, all'inizio. Ma la spada la sapete maneggiare, e questo merita rispetto. Sarà una cosa veloce, senza rancore.

Kailah, Bohemond, Engelhaft e Sven: è un peccato, proprio ora che avevamo rotto il ghiaccio, che stavamo cominciando a legare. Hanno imparato in fretta, e questi pochi mesi d'inferno li hanno resi soldati esperti e capaci. Saremmo diventati un bel plotone, e sarei stato fiero di diventare il loro Caporale, prima o poi. Kailah dietro, con l'arco e gli incantesimi; io e Sven in prima linea, a spaccare teste, con Bohemond e Brian al nostro fianco a guardarci le spalle e a tenere i lati. Ed Engelhaft al centro, a coprirci con la balestra e a curare le nostre ferite: ma guai a chi avesse pensato di avere vita facile incrociando l'arma con il suo bastone. Che squadra, ragazzi, che sarebbe stata.

E' buffo, ma per quanto mi sforzi di pensare ai vivi non riesco a togliermi dalla mente due facce che adesso non ci sono più, e che mi hanno preceduto più o meno allo stesso modo.

La prima è quella di Deben Bonne. Il Reietto, il Fifone, il Mangiaerba... non c'era giorno che non gli trovassimo un nuovo soprannome. Lento, metodico, compassato con la spada, prudente fino al punto di sembrare pavido. Tutto, tranne il Caporale che ti aspetti di trovare quando sei chiamato a combattere una Guerra. Eppure, grazie alla sua prudenza, molti degli uomini che componevano il suo plotone di allora sono ancora in piedi. Ancora per poco, nel mio caso. Stanotte. Non so come sarà, dopo, ma se mi sarà possibile proverò a cercarlo per scusarmi delle volte in cui ho parlato male di lui alle sue spalle.

Deben Bonne - Immagine

La seconda... Annie. Ricordo quando arrivasti alla Rocca, i capelli raccolti, lo sguardo arrabbiato, un mantello di stoffa per ripararti dalla neve che ancora cadeva. "Comodo così, a Guerra finita..." ti disse lo stronzo che si trovò a darti il benvenuto. Niente di più falso: non furono mai comode le cose per te, ad Uryen. Non parlavi molto con gli altri soldati. Quante volte mi avrai rivolto la parola, in sette mesi? Meno di sette, probabilmente. Eppure io ero lì quando scoppiò la rissa con gli ausiliari che ti vide protagonista; ed ero lì quando alzasti la voce contro il Sergente Maggiore Varchmann e rimediasti una settimana agli arresti e un sacco di botte; ricordi cosa ti dissi, in quell'occasione? "Quell'occhio nero ti dona... sembra che te lo sei fatto apposta". Che frase ridicola, avrei voluto morire subito dopo averla pronunciata. Un'altra mi avrebbe senz'altro preso in giro, ma tu ti limitasti a non rispondere. Quella bravata ti costò due mesi sulle Falesie, in compagnia di avanzi di galera del calibro di Klaus Berger e Aaron Stevens. E ti tenne lontana da Mar quando successe il casino che portò alla morte dei tuoi genitori. Anche loro vittime di questa peste maledetta.

Annie Volvert - Immagine

Quando Mikhail ti scelse per la missione a Holov pensai che avrei dovuto tenerti d'occhio, ma in fondo fui anche contento: e quella freccia perfetta che scagliasti contro quel cinghiale mi convinse che eri pronta, che ce l'avresti fatta. E invece guarda come è finita, Annie. Dove sarai, ora? Forse morta, o forse costretta a vagare senza meta per questa Landa desolata, con gli occhi spenti e cerchiati di nero. "Sembra che te lo sei fatto apposta". A me, tutto sommato, andrà un pò meglio: me ne vado con gli amici, magari dopo una bella mangiata.

Stanotte.

Barton Vann - Immagine 1

Riconoscimenti:
Tonight, Tonight, Smashing Pumpkins, 1995, Virgin Records (Lyrics) (Youtube)
scritto da Barton "Boar" Vann , 14:56 | permalink | markup wiki | commenti (2)
 
28 agosto 516
Giovedì 10 Ottobre 2013

In viaggio verso Uryen

Il mio bell'amerita e i suoi amici hanno un modo di fare strano.
Insofferenti ad ogni mia richiesta, impazienti di partire e di raggiungere la loro Uryen, sembrano infastiditi da me e dal mio paggio, dal lento incedere della della nostra carrozzella, dalle frequenti e necessarie soste che impongo loro.

Non sono uno stupido e sono consapevole di quanto la mia posizione sia delicata. La mia Baronia è in difficoltà, i miei possedimenti comprendono poche anime e qualche casa mezza diroccata, un paio di villaggi spopolati e tanti Nordri alle porte.
Non a caso ho deciso di allontanarmi prudentemente per qualche tempo, svernare in una zona più tranquilla e tornare in primavera quando le acque si saranno calmate: Millsdorf ha già tanti problemi, non può rischiare di trovarsi anche orfana della sua guida.
Non ho altri parenti in vita che potrebbero sostituirmi nel ruolo di Barone, devo tutelare la mia sicurezza per il bene del mio popolo.

Dicono che ad Amer ci sia sempre il sole, che le città siano ricche e variopinte, la gente spensierata. Dicono anche che i costumi siano ben più liberi che qui da noi, meno pregiudizi, meno vecchie regole polverose da rispettare.

Eppure nell'atteggiamento del mio Amerita non noto nessuna concessione alle rilassatezze della vita.
E' anzi severo, duro, chiuso in sè stesso. Si concede qualche bonario scherzo con Kelly, che canzona saltuariamente per le sue fisime e i suoi capricci, parla molto col Prete, ma per il resto è pensieroso.
Mi ricorda un po' certi Paladini che di tanto in tanto si facevano vedere ai Padri della Compassione, sempre concentrati, attenti, quasi circondati da un'aura di intoccabilità. Probabilmente questo modo di fare distaccato è parte integrante del suo innegabile fascino.
Oltre all'accento esotico, naturalmente.

E insomma addio, Millsdorf.
Per qualche mese, almeno, fino alla prossima primavera.
Lascio quelle case mezze scorticate senza troppi rimpianti, anche se un po' mi si stringe il cuore quando penso alla povera Corinne, senza più le sue belle gambe.
Avevo quasi deciso che, dovendo proprio mettere la testa a posto, potesse essere lei a raddrizzarmi un po'... ed ecco che l'hanno colpita tante disgrazie, tante sfortune.

Ma non bisogna abbattersi.
Ho sentito parlar bene del Porto di Uryen. Dopotutto prima o poi dovrò pensare a generare qualche erede, non posso rischiare che la mia dinastia si estingua con me.

Ho delle responsabilità verso il mio feudo a cui non intendo mancare!
scritto da Lord Adalbert Cossack , 10:01 | permalink | markup wiki | commenti (0)