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- Valon Treize -
 
Il Valvassore
Guelfo da Flavigny
 
creato il: 20/05/2005   messaggi totali: 60   commenti totali: 79
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Scritto il 24/11/2011 · 60 di 60 (mostra altri)
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8 Giugno 519
Giovedì 24 Novembre 2011

Centoventotto giorni

Un passo, poi un altro. Gli stivali affondano nell'erba umida di rugiada. Qua e là i grilli interrompono il loro concerto antelucano e si fanno da parte al nostro passaggio, salvo poi ricominciare con maggior veemenza. Una civetta aggiunge la sua protesta alle loro per un po', finchè, annoiata, tace. Il tintinnio sommesso delle cotte dei Paladini mi ricorda che ormai sono un prigioniero qui a Chalard, non importa quanto possa essere largo il muro che mi cinge.
Il cancello del cimitero è chiuso. Mi volto verso uno dei miei accompagnatori. Mi fa un cenno col capo, il cappuccio scuro calato sul volto gli conferisce un aspetto solenne che ben si addice a questa notte di preghiere e di ricordi. Spingo dolcemente l'inferriata, cigola un poco ma poi si lascia schiudere, docile.

Luci tremolanti color del tramonto rischiarano le lapidi immerse nell'oscurità, come è tradizione nel giorno sacro a Kayah. Un marito, un figlio, una sorella, un amico... ciascuno è venuto in silenzioso pellegrinaggio nel corso del giorno e ha posto un lume sulle tombe dei suoi affetti scomparsi, certo che da la lassù, assisi nell'argentea dimora della Dea, essi possano vedere che non sono stati dimenticati.

Sono passati centoventotto giorni dalla prima Luna Nuova dell'anno, quella che ti prese con sè. Eccoti qui, vegliata da una piccola stele di pietra bianca, dozzine di lumi a farle compagnia per stanotte. Sorrido. Era facile volerti bene, mia dolce Nailah.

Mi inginocchio. I Paladini rimangono indietro, quasi avessero paura di disturbarci. Sanno che abbiamo molte cose da dirci. Parliamo di Jacob, del futuro che vogliamo dargli, dell'uomo che sarà. Parliamo di quel che è stato fatto e di quel che rimane da fare, e ti chiedo consiglio sulle molte difficili scelte che ancora mi attendono lungo la via. Mi domandi dei miei viaggi e non ho ragione di essere reticente, non più. Ti racconto delle vittorie, delle sconfitte, dei molti coraggiosi che mi hanno aiutato, dei malvagi che hanno tentato di fermarmi. Ti parlo di Daeron Vypern, di Albert Keitel, di Amber Rose, di Bredion Menosse...ti dico che hanno pagato tutti, uno dopo l'altro, che ho onorato il giuramento fatto a Jacob. Ti parlo di Nadia Klein, di Visalia, di Juste D'Alibert, dell'Anatomista...e del ragno immondo ancora che siede al centro di tutta questa trama, Randal Flagg. Ti fai triste, silenziosa...mi fai capire che non ti interessa di esser vendicata, che la mia battaglia continuerà perchè è così che deve essere, ma non stanotte, stanotte ci siamo solo io e te. I miei compagni? Ti racconto di Rino, Lino, Giulì...come ti piace chiamarli. Presto le nostre strade si divideranno, e ciascuno dovrà decidere di come trascorrere il resto dei giorni degli Dei ci concedono...eccetto Solice, la decisione per lei è già stata presa, ed è crudele ed ingiusta. Mi chiedi se mi mancheranno. Annuisco, abbiamo vissuto e lottato assieme per tre terribili anni... per tre magnifici anni.

Mi parli di Greta, di Madame Rossane. Sei preoccupata per loro, come sempre. Mi chiedi di prometterti che le terrò d'occhio...ma sappiamo entrambi che non sono mai stato un granchè per questo genere di cose. Scuoti il capo e ridi, e rido anch'io, e piango, e il cuore mi diventa come piombo.

Sta albeggiando, presto mi riporteranno al monastero. Ho qualcosa per te, non me ne sono dimenticato. Adagio il lumino di ottone accanto agli altri, sfioro con un dito lo stoppino, delicatamente, e questo subito si accende. Mi guardi con aria di disapprovazione, non sono cose che si dovrebbero fare nella notte di Kayah, per giunta con dei Paladini a farti da piantone. O no? Ma so che è solo scena, ti strizzo l'occhio e mi sorridi, del resto i miei trucchetti ti han sempre divertita.

Mi chiedi se tornerò a trovarti. Ti dico che sì, tornerò, che non dovrai più aspettarmi così tanto. E so cosa vuoi chiedermi ora, sì, la prossima volta verrò con Jacob; c'è rimasto male a venire qui senza di me oggi pomeriggio, ma dovevo incontrarti da solo. Mi alzo.

Ti amo, lo sai? Mi risponde il frinire dei grilli nascosti nell'erba, un lamento incessante che accompagna l'agonia di questa notte di giugno . Mi stringo nel mantello, ti guardo un'ultima volta ancora, e vado via.
















scritto da Guelfo da Flavigny , 23:21 | permalink | markup wiki | commenti (0)
Scritto il 24/11/2011 · 60 di 60 (mostra altri)
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